Caro Acciuga, a leggerti mi viene in mente un filone di letteratura sudamericana. Precisamente quel filone che parla del "buon Selvaggio". Molti missionari, essendo arrivati in America Latina volevano proibire tutta una serie di libri (soprattutto quellidi autori illuministi) in modo da preservare questi indigeni allo stato "selvaggio" e costruire un uomo nuovo. Quello che non era stato possibile nel vecchio continente farlo nel nuovo. La gente che non ha bagno in casa pensa che aspiri a rimanere cosi tutta la vita? aspettano te che una volta al mese fai le foto con il cellulare mentre fai i tuoi bisogni?
la gente fa tanti sacrifici per arrivare in Italia e all'estero. La prima cosa che fanno giustamente è rinnovarsi la casa e migliorare la propria condizione. Se mi vieni a trovare a gennaio a Parma ti faccio vedere i documentari di come eravamo in Calabria negli anni 50. Se mio padre avesse conosciuto uno come te, in Germania mentre faceva tanti sacrifici, e persino il doppio lavoro.
che gli parlava del paradiso che ha lasciato in calabria ti metteva nella caldaia del treno che guidava:roflmao: Mio padre come tutti gli emigranti la prima cosa che hanno fatto e farsi la casa,(abitavano in 10 in una stanza di 60 metri, un lumino a olio che scandiva le ore della tarda sera alla notte). Quando finiva si andava a letto. Si sono scavati la fogna con i picconi dopo aver finito la casa e collegarla alla centrale. Pensi che avremmo dovuto conservare quello status di incontaminati (culturalmente) e rimanere senza fogne, senza acqua corrente, senza asfalto, con i paesi che crollavano alle prime piogge? Bisogna coniugare sviluppo e coesione sociale, sviluppo e rispetto delle risorse questa è la vera sfida... non ammirare quest'Arcadia rurale che proponi stile spaghetti western in tono Celentano "nel ragazzo della via Gluck" 
Beh... forse mi spiego male.
Non ho parlato di rimanere in una condizione, ma di migliorarla.
Però preferire che partisse dalla Moldova.
Io sono L'UNICO che qui dice di volere tutti in Italia.
Mi piacerebbe e non avrei problemi.
Ma qui si parlava di dare un'immagine alla Moldova.
Pensavo che la prima cosa da fare fosse di innamorarsi del luogo dove si abita e di quello che si ha, per migliorare le condizioni.
Il paradiso del sud Italia di cui parli tu, non mi sembra abbia ricevuto un notevole contributo sociale dalle emigrazione dei loro abitanti.
Probabilmente ora tutti hanno il bagno in casa, come dalle mie parti.
Ma l'emigrato ha solo contribuito a migliroare e sviluppare i luoghi dove è andato a lavorare e meno quelli da cui è partito.
Se così non fosse, non ci sarebbe il problema "mezzogiorno".
L'emigrazione è un impoverimento per il paese da cui si parte e un miglioramento per chi parte.
Milano, Torino, e su fino alla Svezia, sono socialmente migliorati per l'aiuto di immigrati.....
Lo stesso processo non mi sembra sia avvenuto per Calabria, Sicilia, Basilicata.....
Quello che dico è di stare attenti a pensare ad un paese che ha un'identità quando il 40% della sua popolazione ritiene indispensabile emigrare......
Sto dicendo che ci sono risorse....
E voi continuate a fare paragoni INSISTENTI con il sud e l'emigrazione italiana.
Mi sbaglierò in tutta la linea, ma non mi sembra utile per la Moldova (di cui vogliamo dare un'immagine televisiva), la fuga di giovani e meno giovani.....
Sarà sicuramente utile al Moldavo...... non lo nego.
La fine della storia è solo questa.
Si preferisce prendere atto, impotenti, di un bisogno che porta ad uno spostamento e, dall'altra parte, si accetta una selezione di flussi migratori.
Siamo l'ipocrisia formato gigante.
Nessuno che si ponga il vero problema, ovvero, da dove partire per fare in modo che un cristiano non abbia necessità di andare via da casa per trovare un miglioramento.
Il moldavo che viene in Italia sta arricchendo l'Italia e non la Moldova.
La sta accudendo, la sta servendo con il proprio lavoro.
Probabilmente costruisce un bagno in casa, in Moldova, ma non costruisce una società e uno stato in Moldova.