Io sono iscritto in questo forum da pochi mesi, non lo ho letto tutto, ovviamente, ma da quel che ricordo i tuoi post di tempo fa si soffermavano su visioni positive, parlavano di tutte le cose belle che avevi trovato in Moldavia.
Oggi invece mi sembra che il tuo atteggiamento sia mutato, radicalmente, l'impressione che ne ricevo, leggendoti, è che questa Moldavia e la sua gente ti stiano sempre più sui coglioni. Ho capito male? 
hai capito male e ti spiego il perchè.
Quello di Nikita è un atteggiamento che soffre dell’evoluzione o se vogliamo dell’involuzione di uno stato di cose che non cambia.
Molti anni fa chi si affacciava per la prima volta alla finestra della Moldova era portato a giudizi di benevolenza provenendo da martellamenti mediatici che indicavano un paese allo sbando con gli scheletri di un sistema veterocomunista duro a morire per il suo apparato legnoso e iperburocratico.
Qualche anno fa, hai assistito all’avvicendamento del PCRM con un’alleanza per l’integrazione europea, piena di belle speranze e di progettualità.... e il giudizio si è fatto piu’ cauto, meno ottimistico in attesa di qualcosa che non è arrivato.
Oggi siamo alla terza fase. Chi esce dalle ‘luci’ di Chisinau, metropoli che è cresciuta senza una vera programmazione quasi colpita dal virus del progresso e del consumismo irrazionale, si accorge che la realtà delle campagne, anche a pochi passi dai fasti della capitale, non è cambiata. Anzi si assiste ad una vera e propria macellazione anche di quel poco di buono che ha lasciato il regime dei
soviet: niente agevolazioni, niente sussidi ai contadini che combattono ancor piu’ oggi una lotta contro la siccitàcon un clima che si sta facendo ancor più bizzarro e imprevedibile, niente canalizzazioni per gestire le risorse d’acqua, niente assistenza medica ,....niente di niente. E’ di pochi giorni la notizia che un gentiluomo veneto- il conte G.Graziani e un gruppo di donatori ha partecipato alla raccolta di fondi per al costruzione di una acquedotto ad Hircesti (distertto di Ungheni). Per incomprensibili errori di gestione del territorio compiute dalle amministrazioni, intere popolazioni di cittadine e villaggi moldavi non possono godere d’un bene utile e prezioso come l’acqua, in un paese, mi straripeto, votato all’agricoltura che perde annualmente una buona parte dei propri raccolti, per non dire talvolta quasi tutto....
E allora di che cosa ci meravigliamo? Crediamo ai commenti degli escursionisti, ai turisti di passaggio che si soffermano nella capitale gustando qualche prelibatezza all’italiana in locale tipo
Creme de la creme, oppure diamo spazio ai commenti di chi si avventura, anche perchè costretto per visitare parenti spesso malati e senza assistenza nelle campagne e scopre che a distanza di tanti anni niente è mutato? Anzi il senso di disperazione, di abbandono, di soffocazione dell’orgoglio, di inutilità, lascia il posto solo ad una ‘cupa’ rassegnazione che ormai colpisce come un male incurabile migliaia di vecchi..
Este soarta miilor de bătrâni din Moldova, rămaşi să-şi trăiască ultimele zile în sărăcie, uitaţi de rude şi comunitate....è la sorte si migliaia di vecchi moldavi, che vivono gli ultimi giorni in miseria, dimenticati dalla famiglia e dalla comunità.....e che si cibano quando va bene di pane e frutta (poama).
Provate a vivere anche indirettamente come spettatori questo dramma di una buona parte della campagna moldava, assistendo impotenti con lo stomaco che vi stringe dentro senza riuscire a mangiar nulla di quel poco che vi viene offerto con generosità ....
E allora di che cosa vogliamo parlare? Vogliamo fare la posta ‘mediatica, appostandoci dietro l’angolo, a quel rompiballe di Nikita che frequenta la campagna come chi scrive anche nelle stagioni più grigie dell’anno, o bere il calice amaro di una realtà raccontata che è sotto gli occhi dei piu’...eccezion fatta di quelli che hanno tutto l’interesse di guardare oltre e di osservare altri scenari piu’ allettanti?
Prendo a prestito la firma di un’amica forumista che tutti qui conoscono:
"Uccidere una persona a cui vuoi bene non è la peggiore cosa che le si può fare.
Ci sono cose più gravi: restare impassibili mentre il mondo lo fa. Ed intanto...leggiamo il giornale...
." (Chuck Palahniuk)