Inviato 20 novembre 2009 - 09:32
PROCURA DELLA REPUBBLICA
PRESSO IL TRIBUNALE PENALE DI ____
ATTO DI QUERELA
Il sottoscritto ___________, cittadino italiano, nato in ___ il __.__.____, residente in via ________ n. __ - ______ _______,
con il presente atto di querela, espone i fatti qui di seguito illustrati:
1. in data _-._-.200_ ha fatto ingresso in Italia il proprio ______ (parente __________________) sig. __________, cittadino ______;
2. per detto parente era stato chiesto ed ottenuto dal sottoscritto presso il Consolato italiano a ___________ apposito visto ___________________ ai sensi del D.L. 30/2007;
3. per detto D.L., la domanda la effettua il cittadino italiano, sono ammesse molte autocertificazioni e non è prevista la produzione dei certificati penali e dei carichi pendenti, prevista invece per le domande effettuate in base alla legge 286/1998 (T.U. sull’immigrazione, comunemente chiamata Turco-Napolitano prima e Bossi-Fini poi);
4. atteso che il T.U., all’art. 1 recita: “Il presente testo unico non si applica ai cittadini degli Stati membri dell'Unione europea, se non in quanto si tratti di norme più favorevoli, e salvo il disposto dell'articolo 45 della legge 6 marzo 1998, n. 40.” (trattandosi di ricongiungimento con italiano, ovvio cittadino comunitario) e che il D.L. 30/2007 appare essere norma più favorevole, producendo almeno il risparmio della spesa per i certificati penali e dei carichi pendenti, il sottoscritto decide di non produrre dunque detti certificati;
5. in data __.__.____, alle ore __.__ circa, il sottoscritto si recava, assieme al proprio congiunto, presso l’Ufficio Stranieri del proprio commissariato di zona, sito in ___________________;
6. l’accesso agli uffici avveniva alle ore __.__ circa;
7. il sottoscritto, presentatosi allo sportello n. _, comunicava all’agente che richiedeva per i propri suoceri Carta di Soggiorno ai sensi del D.L. 30/2007;
8. dato uno sguardo alla documentazione prodotta, l’agente comunicava di non poter accettare la domanda in quanto, per lui, sprovvista dei certificati penali e dei carichi pendenti degli stranieri;
9. il sottoscritto faceva allora presente che le Carte di Soggiorno in questione non vengivano richieste in base al T.U. sull’immigrazione (legge 286 del 1998 con successive modificazioni), che nel decreto di attuazione prevede appunto la produzione in sede di domanda dei certificati penali e dei carichi pendenti, ma in base al D.L. 30/2007, che non prevede invece questi documenti, come peraltro chiaramente indicato dal medesimo sulle allegate “Dichiarazione sostitutiva di atto notorio, comunicazione e domanda” (v. all. 1 e 2, anche per altri dati di carattere più generale);
10. l’agente comunicava che avrebbe avuto precise istruzioni per non accettare domande di Carta di Soggiorno sprovviste di detta documentazione e che tutt’al più avrebbe potuto accompagnare il sottoscritto dal Dirigente di turno;
11. accettata la proposta, il sottoscritto riproponeva la questione al Dirigente di turno, ma questi ribadiva di non poter accettare le domande di Carta di Soggiorno sprovviste dei certificati penali e dei carichi pendenti, secondo istruzioni superiori;
12. il sottoscritto faceva nuovamente presente che c’è una notevole differenza fra le domande di Carta di Soggiorno presentate in base al T.U. e quelle presentate in base al D.L. 30/2007 e che comunque l’art. 10 della legge n. 15 del 1968 impone, semmai ve ne fosse bisogno, l’accertamento d’ufficio in luogo della produzione dei certificati penali e dei carichi pendenti;
13. al nuovo diniego del Dirigente alla accettazione delle domande, il sottoscritto faceva presente che il caso in esame era un procedimento amministrativo e, come tale, le domande non possono venir rifiutate, potendo l’amministrazione sospendere successivamente il procedimento o rigettare le richieste con adeguata motivazione (p.e. documentazione non completa), contro cui eventualmente è possibile effettuare un motivato ricorso (varie leggi: 241/90, 396/2000, 445/2000, ecc.);
14. al reiterato diniego alla accettazione delle domande, il sottoscritto chiedeva allora che gli venissero almeno messi per iscritto i motivi, ai sensi della legge 241 del 1990;
15. il Dirigente emetteva sempre verbalmente un ulteriore diniego e, forse a titolo intimidatorio, chiedeva ed ovviamente otteneva la consegna dei documenti del sottoscritto e del proprio congiunto, dei quali effettuava fotocopia;
16. a titolo informativo si segnala che un proprio conoscente, il sig. ________________, ha effettuato una richiesta identica a quella del sottoscritto presso l’Ufficio Immigrazione del commissariato _________ di _____, producendo i certificati penali e dei carichi pendenti del proprio suocero straniero, che invece gli sono stati restituiti in quanto non dovuti (c.d.d.);
17. in conclusione, a seguito di quanto sopra esposto, il sottoscritto:
a) pensa di poter ragionevolmente ritenere che la richiesta dei certificati penali e dei carichi pendenti fosse illegittima per le domande di Carta di Soggiorno ai sensi del D.L. 30/2007;
b) pensa di poter ragionevolmente ritenere che le domande di Carta di Soggiorno per il proprio congiunto non potesse essere non ricevuta, sia pur mancanti dei richiesti detti certificati, ma semmai sospesa o rigettata con adeguata motivazione a cui avrebbe potuto adeguatamente ricorrere;
c) pensa di poter ragionevolmente ritenere che in proposito avrebbe avuto comunque diritto all’emissione di un provvedimento scritto di rifiuto ai sensi della legge 241 del 1990;
d) si trova costretto a dover comunque chiedere i citati certificati per dar luogo all’inizio della procedura di rilascio delle Carte di Soggiorno per il proprio congiunto, affrontando una consistente perdita di tempo e di denaro;
e) si trova costretto a dover comporre la presente querela per poter segnalare il fatto alla Procura della Repubblica ed a doversi recare presso di essa, con notevole perdita di tempo e denaro;
f) si trova costretto a dover ripetere la lunga attesa in fila presso l’Ufficio Stranieri del proprio commissariato al fine di riproporre le dette domande di Carta di Soggiorno, con ulteriore notevole perdita di tempo e denaro;
g) si trova costretto a dover posticipare di diversi giorni la richiesta di Codice Fiscale, per la quale per uno straniero è richiesta (anche se anch’essa non dovuta ai sensi del D.M. 23.12.1976, art. 2 e della C.M: 28.3.1996) dall’ufficio la produzione della ricevuta della domanda di titolo di soggiorno, necessario al fine della iscrizione dei propri parenti al Servizio Sanitario Nazionale, fatto ora urgente data la precaria situazione di salute del proprio congiunto, peraltro aggravatasi a causa della lunga permanenza davanti agli uffici del commissariato.
Pertanto, con il presente atto di querela,
CHIEDE
anche con l’ausilio della propria persona, con le audizioni a chiarimento dei fatti illustrati nel presente atto e di quelli allo stesso allegati, di manifestare la volontà
che si proceda penalmente ai sensi dell’art. 336 C.P.P. nei confronti di:
a) Dirigente di turno il giorno __.__.____, alle ore __,__/__,__ dell’Ufficio Immigrazione del commissariato di via _____________ n. __ - _____ ______ (generalità non richieste, data la situazione, per la quale il funzionario di Polizia avrebbe potuto non declinarle istituzionalmente);
b) ogni altra persona dovesse essere ritenuta responsabile di accadimenti penalmente rilevanti in relazione alla presente querela;
in ordine a tutti i fatti previsti dalla legge come reato che la S.V. vorrà ravisare, chiedendo la giusta punizione del o dei colpevoli e di essere informato in caso di archiviazione ex art. 408, comma 2, C.P.P. ed in caso di proroga delle indagini preliminari.
NOMINA
in relazione al presente relativo atto di querela, proprio legale di fiducia ex art. 96 C.P.P. l’avvocato ____________ del foro di ____, con studio in __________________________.
______, __.__.____ -
firma
___________________