Soccia, quante sentenze in questo post!
E quanti "esperti" dell'amore vero!!
Liliana ha solo voluto condividere un suo problema e voi avete già battezzato il marito come un ignorante, bastardo e mammone e il loro matrimonio come un completo fallimento. Non vi sembra di esagerare un po'?
Io trovo che tutto sia molto meno drammatico di come l'avete dipinto.
Credo sia assolutamente normale, per chi è nato e cresciuto negli agi e nella ricchezza della nostra bella Italia, rimanere un po' scosso dalle condizioni di vita moldave (soprattutto quelle dei villaggi di campagna). E magari reagire come ha fatto il marito di Liliana.
Io sono stato solo un paio di volte in Moldavia insieme a mia moglie e la mia reazione è stata molto diversa. Me ne sono subito innamorato. Forse perchè il bagno in cortile, l'acqua del pozzo e la stufa a legna mi riportano a quand'ero bambino. Però, è oggettivo: il water, l'acqua corrente (calda, magari) e la cucina attrezzata sono belle comodità.
E poi, non ditelo a mia moglie, ogni volta che andiamo mi devo sorbire tre giorni di "visite parenti", con relative placinte, sarmale, vino di casa e peperoni ripieni. Una vera tortura!
Non ho consigli per Liliana, ma se potessi parlare con suo marito lo spronerei a riprovarci. La Moldova è davvero molto bella e sono sicuro che anche lui, superato lo shock iniziale, potrebbe apprezzarla.
sai Mamo, un forum è tanto piu' interessante quante piu' opinioni riesce a far emergere. E' nel contrasto delle varie posizioni che possono venir fuori le miglior idee per capire una situazione famigliare che ha dei punti d'ombra.
Ma nessun credimi qui ha la verità dentro un cassetto: si tratta solo di diverse interpretazioni del problema che almeno per chi scrive si sta sempre piu' chiarendo.Una breve analisi. Punto primo: Liliana si è sposata per amore e continua ad amare il marito. Non spetta a noi incrinare il loro rapporto. Punto secondo: il marito non ne vuol sapere piu' della Moldavia dopo averla visitata la prima volta. Legittimo: non tutti abbiamo lo stesso impatto con la stessa realtà, soprattutto la gente italica che proviene da una vita strutturata sulle comodità e sugli agi. Punto terzo: il marito impone dei 'paletti' troppo onerosi alla moglie, che è divisa tra l'amore del marito e il richiamo degli affetti famigliari in terra moldava. In una situazione di normalità, questo problema si risolve con il marito che rimane a casa e lascia la moglie libera di visitare per un tempo anche limitato i parenti. Estremizziamo il problema: la moglie ha un parente che sta male e chiede di lei (al limite se ne sta andando). La moglie deve andare ma il marito fa scattare il suo veto rifiutandosi perfino di pagare il biglietto. E allora come la mettiamo?
Una mia esperienza personale recente:: ritorno a casa in Italia dopo la parentesi estiva; communicazione urgente dopo pochi iorni che la madre della moglie sta morendo. Ritorno immediato in macchina sul posto, guidando anche di notte senza purtroppo arrivare in tempo. Bilancio: ho fatto il possibile per aiutare, amando, mia moglie e non sentendomi per nulla un eroe dopo aver guidato 25 ore quasi ininterrottamente, ma ho fatto contenta mia moglie che mi sarà eternamente grata.
La morale, caro Mamo che da emiliano (penso) usi la parola 'soccia', è che l'amore, quello vero e genuino, non fa calcoli, non pensa a cio' che conviene e a cio' che frega, l'amore è quella pulsione è quell'incosapevole slancio di generosità che ti fa rendere semplici anche le cose piu' difficili..
Qui sta il vero problema su cui meditare e far meditare il marito.




















