Ieri un migliaio di persone, non di più, hanno manifestato per le vie della capitale per ricordare il 27 Marzo di novantaquattro anni fa "l'unirea" con la Romania. Sono i cosiddetti "unionisti", quelli che anelano all'unione con la madrepatria romena. Un migliaio di "moldavi per caso" hanno manifestato la loro insoddisfazione nel constatare che la Moldova oggi è un paese libero e indipendente.
La manifestazione si è conclusa, come al solito, con una "hora", un ballo tradizionale. Visto il numero esiguo di ballerini, più che "hora", direi...pochi minuti!
I presenti, a detta di tutti, non superavano le mille unità, in questi casi ci si aspetta una folla oceanica, ma niente di tutto questo, solo un migliaio di nostalgici hanno ballato la hora favoriti dalla bella giornata primaverile.
C'è stata anche una contromanifestazione da parte dei "Patrioti moldavi", quei moldavi che essendo nati in Moldova da genitori moldavi si considerano "patrioti"(sic).
Le due fazioni si sono scontrate e picchiate al grido di "noi sintem roman" e "noi sintem moldovan", fino a quando la polizia li ha separati con un cordone di sicurezza.
Tutta la gazzarra è avvenuta poco distante dalla statua di Stefan Cel Mare, l'eroe moldavo avvezzo a questi tafferugli ricorrenti, lo "sfintul" oramai non ci fa più caso, ne ha viste tante di queste manifestazioni, assiste sempre più annoiato ai tanti tentativi di carpire la sua simpatia. "L'atleta di Cristo" è stufo di assistere a queste manifestazioni, ai suoi tempi la Romania non esisteva e nessuno gli aveva mai detto che era romeno. Aveva sì un amico che andava a trovare di tanto in tanto, un certo Vlad Tepes, detto anche "L'impalatore", ma i due amici di bevute e trombate non potevano neanche immaginare che un giorno sarebbero diventati entrambi romeni.
Prima o poi, si dovrà pur decidere di comunicare la ferale notizia al vecchio Stefan, forse qualcuno si arrampicherà sulla statua e dirà due paroline all'orecchio dell'eroe. Come la prenderà il vecchio eroe? Gli farà piacere?
Chissà, forse "Geronimo" Ghimpu o il suo nipotino si vorranno prendere questa ambascia, spetta a loro e non ad altri comunicare al vegliardo la notizia. L'impresa però presenta dei rischi, come tutti sanno e hanno visto, l'eroe dei moldavi stringe in pugno una croce che all'occorrenza si può trasformare in oggetto contundente.
Messaggio modificato da nikita il 26 marzo 2012 - 06:30



































