Cos'è un progressista?
Il progressista è l'esatto opposto del conservatore.
Inteso come conservatore colui che bada ai propri interessi personali e non agli interessi della collettività, colui che tende a "conservare" quello che ha a discapito delle necessità degli altri.
Il progressista è colui vuole una società più giusta e tollerante verso i soggetti più deboli, una società che tenga conto delle necessità di tutti e non delle necessità egoistiche di pochi privilegiati.
Il progressista, per quello che ho enunciato sopra, ha nel suo DNA le idee socialiste, seppur di un socialismo moderno e non ancorato ai vecchi stereotipi del comunismo.
Come ho più volte detto, le idee socialiste sono nate non con Marx ma con l'Illuminismo francese, Marx le ha soltanto codificate e teorizzate, applicandole alla economia in relazione al suo tempo.
Il ridurre il tutto a un mero discorso di "comunismo", è sbagliato e fuorviante, è un'artificio mentale che fa comodo agli "anticomunisti patologici", come ho sempre detto, le idee socialiste hanno avuto un padre e diversi figli.
Di figli, come in tutte le famiglie, ce ne sono stati di buoni e cattivi.
Il progressista fa una netta distinzione tra SVILUPPO e PROGRESSO. Lo SVILUPPO ha in se l'aumento delle risorse senza curarsi delle necessità di tutti, il più forte prende tutto quello che può.
Il PROGRESSO tende ad un'aumento delle risorse disponibili in modo più armonico, dando a tutti, i più forti e i più deboli, l'opportunità di accedere a tali risorse, tutti progrediscono insomma secondo le proprie necessità e aspirazioni.




















