invece si che lo fai...............
il rapporto che tu rifiuti di guardare riporta che il 34 per cento dei crimini comessi in italia, viene fatto da stranieri, se non e` emergenza questa????
che il rapporto e` lo stesso te l`ho scritto io per primo, solo che tu hai, casualmente, omesso le tabelle e i dati riguardanti gli immigrati, mi chiedo perche`...........
dei 5 o 6 link almeno 4 sono di giornali che non dichiarano la fonte, ma riportano solo numeri.
E' inutile discutere su quei dati, i giornali di sinistra ne riporterebbero altri.
Ti ho scritto questa mattina che ho preso in considerazione quello della Prefettura di Milano, ma come ti ho scritto, ma tu non leggi mai, in quel rapporto non vengono specificati i tipi di reati.
L'altro link si riferisce al rapporto criminalitò della Polizia, ma da quel rapporto, quello secondo me più attendibile, non emerge nessuna maggioranza di stranieri se non in un caso (visibile nelle mie tabelle "parziali"), mentre è scritto chiaramente che non esiste nessuno emergenza criminalità.
Quindi siccome ora siamo d'accordo su quale fonte discutere, ti invito a leggere le seguenti pagine del documento:
Pag. 2 - si parla della "quantità" di omicidi e dice
Per trovare un tasso di omicidi consumati pari a quello del 2005-2006 dovremmo
tornare indietro fino all’inizio degli anni settanta, siamo cioè ai livelli più bassi
degli ultimi 30 anni (Graf.I.1).
Pag. 16 1.5 – ALCUNE RAGIONI DEI MUTAMENTI IN CORSO che dice
Tuttavia il mutamento demografico spiega solo una parte degli andamenti dei
reati che abbiamo illustrato. In primo luogo, infatti, in Italia si è registrata una
riduzione del tasso di omicidi assai sensibile, non riconducibile in questo caso al
cambiamento demografico. Qui ha evidentemente svolto un ruolo fondamentale
l’azione delle Forze di polizia nel contrasto della criminalità organizzata nelle
regioni meridionali.
Pag. 16/17 La paura di subire reati
Chi legga i giornali o guardi la televisione potrebbe ricavare l’impressione che la
paura personale della criminalità sia fortemente cresciuta negli ultimi anni nelnostro Paese. È assai probabile, in effetti, che la quota di cittadini che teme di
subire un reato sia cresciuta nel corso degli anni settanta, contemporaneamente
alla crescita dei reati. Ma senz’altro in Italia, da almeno quattordici anni, tale
paura appare stabile, se non addirittura in lieve declino. Dal 1993 l’Istat ha,
infatti, chiesto a un campione rappresentativo di famiglie italiane se considerasse
a rischio di criminalità la zona in cui vivevano. Nel 2005 meno del 30% dichiara
di considerarla molto o abbastanza a rischio, e la quota corrispondente nel 1993
era di poco superiore al 30% (Tab. I.7). (una delle famose tabelle faziose)
Ora mostrami in questo rapporto le tue tabelle e poi continuiamo.
quando c'è vo, c'è vo!





















