Non credo che il problema sia economico,c'è un'altro aspetto della questione e cioè mentre il nord continua a richiedere nuova manodopera,al sud c'è una forte disoccupazione è ovvio che si usino alcune restrizioni per spostare le produzione la dove vi sia manodopera ...
Innanzitutto gl'imprenditori costruiscono le loro aziende dove conviene. Evidentemente il sud non è così conveniente.
Inoltre le nostre aziende sono piccole, non pretenderai di trasferire un'azienda magari di venti persone per la necessità di assumere altre due persone.
E poi se dal sud non vogliono più emigrare a differenza dei lavoratori extra-UE, bisogna vedere se quella disoccupazione di cui parli non sia in realtà occupazione in nero. Se così fosse, qual'è la convenienza ad emigrare?
Infine bisognerebbe vedere quali sono le qualifiche richieste nelle domande appena presentate. Come si può vedere da quanto postato da Domenico, c'è una buona fetta di lavoro domestico e delle altre qualifiche suppongo ci sia molta richiesta nell'edilizia (come al solito) e quindi non si tratta di trasferire le aziende al Sud.
....sempre che si riesca a sconfiggere il dominio della mafia. Questa è la parte in cui i politici intervengono per tentare di correggere disfunzioni
Francamente in passato ci sono state imprese che hanno provato a produrre al Sud: alcune hanno fatto fortuna, forse erano fuori dalle zone normalmente controllate dalla mafia, altre sono state costrette a chiudere per mafia, altre ancora hanno intascato i finanziamenti, condividendoli con i politici che dovrebbero "tentare di correggere", e se ne sono andate senza aver fatto nulla.

In conclusione, se si definissero con precisione delle quote secondo le reali esigenze, cioè quelle richieste, non quelle fissate arbitrariamente, dove sarebbe il problema?
In fine dei conti di tratta di immigrazione controllata.