Giovani moldavi
Tempi di magra per le buone notizie e le buone azioni!
In compenso c’è tanta neve con stalattiti fino a un 1 metro e più che escono dai balconi e dai tetti, da far invidia all’industria del ghiacciolo. Dopo aver spalato i miei 10-15 m3 di neve giornalieri con l’occhio sempre vigile verso l’alto per controllare la possibile caduta dei ghiaccioloni appuntiti, mi sono fiondato per andare a prendere il pane al piu’ vicino magazin.
Nel viottolo largo mezzo metro scavato in mezzo alla neve è riverso immobile un anziano, steso a pancia sotto, e vicino a lui una ragazzina in silenzio. Capisco che lei vorrebbe essere di aiuto al vecchio ma le è impossibile sostenere il corpo dell’anziano. Alzo non senza fatica il corpo dell’uomo fradicio di alcool (lo sento dal suo fiato) e chiedo dove abita.
In un linguaggio molto approssimato tipico dell’ubriaco, mi indica di andare avanti.
Percorriamo 200-300 metri come i vagoni di un treno, io dietro di lui e la
ragazzina con il suo cane che ci segue. Una scena fantozziana. Qualcuno si
affaccia dalle porte, ci osserva, io chiedo se conoscono l’anziano, ma tutti fanno
spalletta...molti non lo conoscono probabilmente, altri non vogliono problemi, altrettanto
probabilmente. Nella completa indifferenza della gente che incontro e che ci guarda strano e storto,
mi fermo dopo mezzo chilometro quasi sotto la statua di Kachenko, giovane eroe della
rivoluzione bolscevica, e luogo di ritrovo di molti giovani della città.
Davanti a me una scala ghiacciata che l’anziano mi indica e che devo a suo gestire
percorrere,...... ma per andare dove? Vedo sotto la statua 3 giovani a 50 metri
che parlottano tra di loro e che mi seguono da lontano con occhio tra il curioso
e il sospettoso. Lascio l’anziano seduto sulla neve,mi avvicino ai tre giovanotti
che non hanno più di 18-20 anni, semplicemente per chiedere se conoscono l’anziano e dove abita.
Non mi faccio troppo illusioni sul loro aiuto ma loro capiscono in fretta la situazione.
Potrebbero rispondere molto convenientemente che non sanno nulla e guardare da
un’altra parte come tutti gli altri,ma a questo punto accade qualcosa di
inatteso. Tutti e tre si muovono in fretta verso l’anziano,lo spolverano dalla
neve che ha addosso, due lo prendono sottobraccio e il terzo fa strada e si informa
cammin facendo sulla via da prendere.
La storia finisce qui, perché i 4 dopo aver percorso la scala ghiacciata sono scomparsi dietro l’angolo
e io me ne sono andato via in tutta fretta per comprare il mio baton di
pane al magazin che stava chiudendo per la pausa, pena il rimbrotto di mia
moglie se fossi tornato a mani vuote.
La morale è semplicemente questa: quando meno te lo aspetti, ti arriva l’aiuto dalle
persone su cui maggiormente si punta l’indice, come i giovani, per essere i soggetti .....più distratti