EX-TAXISTA, PRETE, DALLA PMR ALLA MOLDOVA
In tempi così avari di fatti e comportamenti positivi, sommersi da novità e cronache troppo spesso deprimenti, vogliamo soffermarci volentieri su esperienze di vita che arrecano un po’ di serenità e fiducia, svelando la parte migliore del genere umano.
Molti di noi conoscono Deniste Grajdeanu, noto ai più come Denis e ancor piu’ come ‘il prete spaghettaro’, destinato a non passare inosservato sia come ministro di Dio , ma...soprattutto come uomo. Denis, figlio di Maria, compagna di Bacco, nostro forumista, tighinese doc, è andato come seminarista a Chisinau all’età di 16 anni dove ha studiato teologia per 7 anni, è stato officiato prete nel 2006 dal vescovo di Tiraspol e Dubasari, assegnato nel 2011 alla chiesa degli Arcangeli Michele e Gabriele a Brinza, paese nella diocesi di Cahul e Comrat. Per 3 anni a Bender nel periodo 2007-2010 si è fatto conoscere anche come taxista macinando in città ogni giorno qualcosa come 400-500km.
Quello che colpisce a prima vista di Denis, è la naturalezza dei modi, l’umiltà, la disponibilità...in definitiva l’umanità, tutte qualità che l’avevano fatto apprezzare anche come accompagnatore di personalità nella PMR, per la sua conoscenza delle lingue, oltre che del moldavo e russo, anche dell’italiano e un po’ di altre lingue compreso il latino e il greco antico.
Con la mamma Maria e Bacco siamo andati per 3 giorni in visita a Brinza per trovare Denis di ritorno dalla Turchia, dopo un viaggio in Turchia con la moglie Tatiana, insegnante di musica, diplomata al conservatorio di Cahul.
Inutile dirvi che la vita a Brinza ci ha affascinato per il clima di serenità e semplicità. Brinza è uun paese di circa 3 mila anime, al confine con la Romania e a ridosso del Prut, che in pratica rappresenta la linea divisoria tra la Moldova e il resto dell’Europa.
Innumerevoli sono gli aspetti che ci hanno colpito: Denis guida una Passat ‘antidiluviana’ di 21 anni con all’attivo circa 440 mila chilometri, che egli candidamente rivela essere la migliore sul mercato in grado di percorrere le strade (?) della campagna moldava. Quando è in macchina, e io con lui, si ferma ad ogni istante per salutare i molti parrocchiani che sprona con parole di conforto, disposto ad aiutarli all’occorrenza anche fisicamente. E’insomma il prototipo del prete operaio e contadino che semina amore e ne raccoglie altrettanto. Uno strano ministro di Dio che dorme per terra pur di farti dormire comodo nel suo letto. ‘La mia casa, è la casa degli ospiti’, esclama ripetutamente.
Al ritorno dalla Turchia qualche giorno fa, il sindaco del paese si è precipitato in parrocchia per sincerarsi sulle condizioni di salute di Denis e moglie; Coste, un contadino vicino,gli ha riempito la cisterna d’acqua (3 tonnellate) ormai a secco, venendo a tarda notte con il trattore (dietro l’unica ricompensa di dividere una cena frugale con il parroco); Vitali ha tagliato un albero secco per poter rifornirlo di legna durante l’inverno; e ...l’onnipresente elettricista che funge da sagrestano sorveglia la canonica quando il prete è assente e lo assiste per ogni necessità.
Per Denis non esistono frontiere...è trasparente per quelle barriere che i politici hanno voluto frapporre con l’intento di dividere quella gente moldava che invece con le sue azioni quotidiane vuole unire.
Oggi 3 agosto, festa di Sant’Elia, noi distratti frequentatori di funzioni religiose,abbiamo assistito per 3 ore alla santa messa cantata, officiata dal preutul Deniste di Brinza, nell’episcopia din Cahul si Comrat, un significativo esempio di aggregazione operato dalla chiesa ortodossa tra la Moldova e la Gagauzia.
Figure come Denis, onorano Dio e il genere umano, come messaggeri di umanità e mettono a nudo il grande cuore del popolo moldavo, avvicinando gli uomini tra di loro in una gara di solidarietà ormai misconosciuta a noi italiani.
Pensate che esageri? I più fortunati avranno modo di incontrarlo con la moglie, prima a Chisinau il 15 agosto e poi il 18 agosto a Bender, in quanto Denis ha dischiarato apertamente di sentirsi legato a moldweb con cui a già collaborato in passato per operazioni umanitarie, allo scopo di far pervenire negli ospedali e orfanotrofi della PMR materiale paramedico e regali dall’Italia, facilitandone il passaggio attraveso la frontiera Moldova-PMR .
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50 Numero di downloadsPS – A proposito dell’epiteto di ‘prete spaghettaro’, questo risponde ad assoluta verità, come dimostrano le foto di Denis e del figlio Igor in preda ad un raptus di ecumenismo gastronomico per gli spaghetti, con spruzzata di formaggio grana, tutto made in Italy. E poi dicono che i moldavi non apprezzano la cucina italiana!
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