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Guest Message by DevFuse
 

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BYE-BYE ITALIA


Discussione archiviata. Non è più possibile intervenire in questa discussione.
78 risposte a questa discussione

#61 Polifemo

Polifemo

    Advanced Member


  • 1506 messaggi
  • Iscritto il: 09-dicembre 06

Inviato 22 luglio 2012 - 21:56

E proprio questo che non hai capito.

la gente che la pensa come me non ha mi deciso nulla! neanche quando il partito che ho votato ha vinto le elezioni :)

-Il mio pensiero in termini lavorativi in Italia è una parolaccia chiamata: capitalismo

- il mio pensiero in termini di giustizi, certezza del diritto e di chi fa il proprio dovere in Italia è un altra parolaccia chiamata: fascismo

- Il mio pensiero su temi come immigrazione e sociale in Italia è ancora un altra parolaccia chiamata: razzismo



Ma io non sono nè per il capitalismo, nè razzista e nè fascista :)

Le mie idee in italia hanno sempre perso Lello!



tutti la pensano in questo modo... nessuno ha il coraggio di attuarle

#62 giobruno

giobruno

    Il Prof


  • 1451 messaggi
  • Iscritto il: 03-febbraio 10

Inviato 22 luglio 2012 - 22:17

faremo una brutta fine perchè siamo ladri, non perchè siamo un paese mezzo comunista....
se oggi un ingegnere guadagna 1500 euro al mese, deve dire che è fortunato vista la marea di disoccupati che abbiamo.



Stipendi fermi e da fame: secondo l’elaborazione di Adnkronos su dati di Bankitalia, in 10 anni dal 2000 al 2010 le retribuzioni nette dei lavori dipendenti sono solo aumentate di 29 euro passando da 1410 euro a 1439 euro, vale a dire un aumento del 2%. Il mercato del lavoro è stato letteralmente stravolto, un mercato che si disinteressa sempre piu’ del titolo di studio, alla ricerca di figure professionali che le nostre università non sono in grado di sfornare. E poi c’è la diffidenza attorno alle lauree conseguite con troppa facilità quando addirittura non risultino comprate. Oggi ci si laurea più per compiacere la famiglia che per una prospettiva di carriera, al punto che il giovane laureato per trovare un lavoro che gli garantisca un minimo per sopravvivere rinuncia frettolosamente ai suoi sogni nel cassetto per accettare una qualsiasi mansione che non richiede affatto questo titolo..... e accettando, e oggi quasi ringraziando, un salario mortificante
Un altro dato sconcertante è che l’80% dei nuovi assunti sono precari.

Si’, il problema dell’Italia è il reddito e con gli attuali stipendi, c’è poco da sperare non solo nell’immediato ma addirittura a medio-lungo termine.
Non si puo’ e non si deve essere ottimisti in questo contesto. Meglio guardare negli occhi la cruda realtà quando da sempre l’Italia ha provveduto a privarsi di una possibile classe dirigente preparata e all’altezza della situazione, perché semplicemente ha fatto terra bruciata di un parco di giovani talentuosi che hanno migrato altrove e che non torneranno mai più.

SIAMO DESTINATI A FARE UN BRUTTA FINE PERCHE' L'ITALIA CON UNA POLITICA CENTENARIA HA SOTTRATTO AL PAESE UN PATRIMONIO DI COMPETENZE NECESSARIE ALLO SVILUPPO DEL PAESE IRRUBUSTENDO NELLO STESSO TEMPO LE COMPETENZE DI ALTRI PAESI. QUESTO E' IL VERO LATROCINIO IN UN PAESE SEMPRE PIU' PRIVO DI GIOVANI QUALIFICATI E DOVE E' STATA SPENTA LA STESSA SPERANZA DI POTER OPERARE UN QUALSIASI CAMBIAMENTO.

In più, un paese come il nostro non potrà mai emergere se continuamente è sorvegliato speciale delle principali agenzie di rating che continuano a declassare i fondamentali economici, svalutando i titoli delle banche principali a spazzatura (junk) come è accaduto già alla Grecia e ora alla Spagna.
Ci siamo mai chiesti perché nei momenti di maggior sofferenza della nostra economia, queste agenzie piombano come uccelli rapaci per indebolirne ancor piu’ i parametri sotto osservazione? Perché mai si continua a garantire a queste agenzie piena libertà di valutazione in ogni momento senza tentare di imbavagliarne in momenti di particolare fragilità del sistema economico l’uso strumentale del giudizio?

Andremo sempre piu’ a picco se questa ‘operazione bavaglio’ non verrà concordata al più presto assieme ai paese dell’eurozona.

#63 Rick

Rick

    Advanced Member


  • 17668 messaggi
  • Iscritto il: 25-agosto 05

Inviato 22 luglio 2012 - 23:40

Guarda che hanno intervistato un ingegnere laurato con il massimo dei voti al politecnico Torino (uno dei migliori del suo anno o forse il migliore) assunto a tempo indeterminato (bella cosa) a 1300 euro al mese (quanto un operario!)
Ora, capite bene che il problema in Italia si chiama reddito!
Se uno studia da ingegnere e si laurea bene e poi alla fine deve puntare a guadagnare 1500 euro al mese , quasi quanto un ottimo ingegnere indiano in India , beh, qualche domanda bisogna porsela.
Ormai, gli stipendi in Italia sono da FAME!


Quando mio padre mi catechizzava
mi ricordava sempre che
non conta il primo stipendio della tua vita
ma l'ultimo !

Ad ogni buon conto

anche io conosco laureati con voti eccelsi
che non hanno avuto la loro soddisfazione

Ad es
un ragazzo laureato in fisica nucleare con 110 e lode
che preferisce portare avanti il bar di famiglia

Il problema è che ci è arrivato a 30 anni !


Quindi , gira e rigira

ll discorso è sempre quello
è finita l'epoca della laurea che vale sempre e comunque
ed è iniziata l'epoca della laurea IperCompetitiva
con il massimo dei voti , nel + breve tempo possibile , nelle + titolate università .

SI ....
se non si può competere a questi livelli
meglio seguire una propria strada da "autodidatta"
a patto che ci si tolga dalla testa cose del genere

oggi bisgna mettersi nell'ordine di idee che la Laurea serve solo per cultura e non pre fare carriera nel mondo professionale,


si perchè sin quando esisteranno gli ordini professionali
e sin quando alla laurea sarà riconosciuto valore legale

la lobby sarà sempre preservata !


Anni fa un mio parente si dovette ritirare dalla conduzione dell'azienda
che aveva prima creato e poi al momento di andare in pensione ceduto
ad un grosso gruppo

Il problema + grosso al perfezionamento dell'operazione fu ...
la designazione dell'erede , ovvero di chi doveva subentrare nella direzione dell'azienda .

Il mio parente voleva assolutamente che spettasse a chi lo aveva affiancato sin dalla nascita dell'attività
il problema era che per quanto relativamente giovane , esperto ed a conoscenza di tutti i segreti del'azienda
era un "semplice" ragioniere

e questo per i dirigenti super qualificati del grande gruppo
era inaccettabile

Messaggio modificato da Rick il 23 luglio 2012 - 00:36


#64 Rick

Rick

    Advanced Member


  • 17668 messaggi
  • Iscritto il: 25-agosto 05

Inviato 23 luglio 2012 - 00:39

Stipendi fermi e da fame: secondo l’elaborazione di Adnkronos su dati di Bankitalia, in 10 anni dal 2000 al 2010 le retribuzioni nette dei lavori dipendenti sono solo aumentate di 29 euro passando da 1410 euro a 1439 euro, vale a dire un aumento del 2%.


Sai perchè ?

Perche non potende svalutare la moneta

si è dovuto svalutare direttamente il valore del lavoro

#65 Rick

Rick

    Advanced Member


  • 17668 messaggi
  • Iscritto il: 25-agosto 05

Inviato 23 luglio 2012 - 00:53

Il tempo è ormai già scaduto Rick. E comunque, lo scrissi già anni fa, noi italiani non abbiamo mai fatto una rivoluzione

MA quale rivoluzione ! :lolu:

Ci basterò tornare a fare gli italiani

ci basterà essere i soliti inaffidabili furbetti fantasiosi e cialtroni

e toglierci finalmente di testa questa pazza idea di essere + tedeschi dei tedeschi .


Sono 20 anni che ci proviamo ed i risultati sono discutibili :zitto:


Quando finalmente lo capiremo , quando ci sveglieremo

sarà un nuovo rinascimento !

Messaggio modificato da Rick il 23 luglio 2012 - 00:58


#66 jerrydrake

jerrydrake

    Advanced Member


  • 9846 messaggi
  • Iscritto il: 22-agosto 05

Inviato 23 luglio 2012 - 06:59

Ci basterò tornare a fare gli italiani



Ma di quale Italia parli Rick? Dove è piu' l' Italia?

Quando succederà, non ci sarà cialtrone, furbetto, sindacato, politico, vaticano, giudice o magistrato che potrà salvare questo Paese. 2.000.000.000.000 di debito pubblico sono li Rick! Con tutte le sue manovre, tasse, balzelli e tagli, Monti nei primi 6 mesi non ha potuto impedire che esso aumentasse di 16.000.000.000!
E' solo una questione di tempo....6 mesi? 12 mesi, max 18 mesi, non di piu'!

La cosa piu' grave è che mentre in Grecia ed in Spagna il popolo ha preso coscienza della situazione, da noi è buio completo! Prova a leggere "la repubblica"..sembra un giornale di regime, stile pradva, ove descrive un Italia senza disoccupati, senza debito pubblico, senza equitalia, senza suicidi, senza disoccupazione. Ma sulle altre testate e su i tg nazionali non è molto diverso. Del debito pubblico aumentato, nonostante Monti, nessuna notizia, dell' approvazione del Mes, nessuna notizia, degli scioperi in Spagna appena se ne parla.

Oggi, compreso tu, si da addosso alle agenzia di rating. Fino ad 8 mesi fa la colpa dello spread era di Berlusconi :lolu:
Ora è SPECULAZIONE FINANZIARIA!

Classico vizietto di noi italiani: dare sempre a qualcuno la colpa dei nostri mali e dei nostri errori..., ma tu compreresti un titolo greco o spagnolo? :hmm:

hai visto un sindacato scendere in piazza contro la riforma dell' art 18?
hai visto uno sciopero per i tagli alla scuola (sono previsti oltre 30.000 docenti in meno), nè tantomeno ne hai sentito aprlare su i media....
hai sentito qualcuno lamentarsi della prossima approvazione dello spending review? tagli alla sanità, agli enti locali, ad i tribunali..etc.

Ma la cosa piu' grave è che, i nemici di Lello , la RICCHEZZA sta scappando dall' Italia! E di questo in TV e su i giornali neanche l' ombra. Ed è quando se ne va la ricchezza che iniziano i veri guai...



Vado a farmi un caffè...ci risentiamo (in merito) tra qualche mese :)

Messaggio modificato da jerrydrake il 23 luglio 2012 - 07:12


#67 pallino

pallino

    Newbie


  • 1587 messaggi
  • Iscritto il: 10-agosto 07

Inviato 23 luglio 2012 - 07:10

La verità non è mai solo 1 Leonard e molte cose di cui parli sono anche, ma io non trovo nulla di strano che dei gruppi bancari e, o imprenditoriali facciano i loro interessi. Ricordati che è (anche) la ricchezza degli altri che contribuisce al nostro benessere. Ma è vero anche che la crisi c'è soprattutto in quegli Stati con un altissimo debito pubblico. Debito, specie quello italiano e greco, creato per fare clientelismo. Non diamo la colpa ad altri se la Sicilia ha una spesa pubblica uguale a quella di tutto il REGNO UNITO! Se ha piu' forestale del Quebec! Se la nostra giustizia spende come quella degli Stati Uniti, se abbiamo, in media, dipendenti pubblici come nessuno in Europa, se spendiamo in sanità e scuola piu' della germani, se i nostri dirigenti e politici sono i piu' pagati al mondo...etc..etc...etc...etc...


LA situazione attuale non può essere addebitato al debito pubblico, ci sono stati che hanno altissimi debiti pubblici e non sono nella nostra situazione (GIAPPONE) es.). Tu Jerry hai centrato il problema, il ns, paese è incacrento dal clientelismo da anni, tutto è stato fatto in onore di questo; questo tipo di favoritismo è molto diffuso in particolare al SUD ; ma il clientelismo non è stato messo in piedi dai politici per i voti? E' chiarissimo che una volta che hai chiesto devi alimentare il bacino elettorale e le armi sono quelle che oggi sono sotto gli occhi di tutti ; basta guradare la situazione economica della Sicilia. Per anni queste regionio con la scusa dell'autonomia hanno fatto i cazzi loro adesso sono in fallimento perchè la coperta è diventata più corta.
Il ns, paese ha bisogno di tutto (certamente non dei matrimoni gay) ma di portare avanti i diritti civili questo si (es. le coppie di fatto). Io sono sicuro che siamo arrivati al limite della sopportazione e sono certo che nel SUD dell'europa succederà qualche cosa di brutto; non chiamati Cassandra ma la vedo cosi. Il declino morale , economico, che attanaglia il ns, paese parte da molto lontano e oramai non si può più fare finta di non vederlo; la Germania ha messo di fronte a tutti la situazione e sta costringendo tutti a prendere provvedimenti ESTREMI, adesso però dovrà fermarsi pena una esplosione ANTITEDESCHI e già vedimao quaà e là su qualche manifestazione. LA gente è allo sbando e non sa cosa fare e dove andare, chi ha il coraggio di fare le valigie lo sta facendo
e dicono BYE-BYE ITALIA:

PALLINO

#68 pallino

pallino

    Newbie


  • 1587 messaggi
  • Iscritto il: 10-agosto 07

Inviato 23 luglio 2012 - 07:27

Stipendi fermi e da fame: secondo l’elaborazione di Adnkronos su dati di Bankitalia, in 10 anni dal 2000 al 2010 le retribuzioni nette dei lavori dipendenti sono solo aumentate di 29 euro passando da 1410 euro a 1439 euro, vale a dire un aumento del 2%. Il mercato del lavoro è stato letteralmente stravolto, un mercato che si disinteressa sempre piu’ del titolo di studio, alla ricerca di figure professionali che le nostre università non sono in grado di sfornare. E poi c’è la diffidenza attorno alle lauree conseguite con troppa facilità quando addirittura non risultino comprate. Oggi ci si laurea più per compiacere la famiglia che per una prospettiva di carriera, al punto che il giovane laureato per trovare un lavoro che gli garantisca un minimo per sopravvivere rinuncia frettolosamente ai suoi sogni nel cassetto per accettare una qualsiasi mansione che non richiede affatto questo titolo..... e accettando, e oggi quasi ringraziando, un salario mortificante
Un altro dato sconcertante è che l’80% dei nuovi assunti sono precari.

Si’, il problema dell’Italia è il reddito e con gli attuali stipendi, c’è poco da sperare non solo nell’immediato ma addirittura a medio-lungo termine.
Non si puo’ e non si deve essere ottimisti in questo contesto. Meglio guardare negli occhi la cruda realtà quando da sempre l’Italia ha provveduto a privarsi di una possibile classe dirigente preparata e all’altezza della situazione, perché semplicemente ha fatto terra bruciata di un parco di giovani talentuosi che hanno migrato altrove e che non torneranno mai più.

SIAMO DESTINATI A FARE UN BRUTTA FINE PERCHE' L'ITALIA CON UNA POLITICA CENTENARIA HA SOTTRATTO AL PAESE UN PATRIMONIO DI COMPETENZE NECESSARIE ALLO SVILUPPO DEL PAESE IRRUBUSTENDO NELLO STESSO TEMPO LE COMPETENZE DI ALTRI PAESI. QUESTO E' IL VERO LATROCINIO IN UN PAESE SEMPRE PIU' PRIVO DI GIOVANI QUALIFICATI E DOVE E' STATA SPENTA LA STESSA SPERANZA DI POTER OPERARE UN QUALSIASI CAMBIAMENTO.

In più, un paese come il nostro non potrà mai emergere se continuamente è sorvegliato speciale delle principali agenzie di rating che continuano a declassare i fondamentali economici, svalutando i titoli delle banche principali a spazzatura (junk) come è accaduto già alla Grecia e ora alla Spagna.
Ci siamo mai chiesti perché nei momenti di maggior sofferenza della nostra economia, queste agenzie piombano come uccelli rapaci per indebolirne ancor piu’ i parametri sotto osservazione? Perché mai si continua a garantire a queste agenzie piena libertà di valutazione in ogni momento senza tentare di imbavagliarne in momenti di particolare fragilità del sistema economico l’uso strumentale del giudizio?

Andremo sempre piu’ a picco se questa ‘operazione bavaglio’ non verrà concordata al più presto assieme ai paese dell’eurozona.


Il discorso delle agenzie di rating è STRUMENTALE e lo sappiamo tutti, le informazioni date sono fatte a regole d'arte per pilotare certi tipi di mercato.
La cosa tremenda che fino ad oggi questi signori coperti dalla legalità hanno consentito di depredare interi patrimoni spostandoli da un continente all'altro.
Gl indicatori economici sui redditi che tu elenchi le condivido e sono allineati anche con uno studio delle Banca d'Italia; ma io mi chiedo perchè vogliono a tutti i costi affondare la societa italiana.
Stiamo assistendo alla distruzione progressiva della classe media che alla fine si troverà svuotata e degradata di tutto.
Discorso a parte merita l'emigrazione dei talenti e delle lauree.
Amico GIò sappiamo che da diversi anni le università sfornano laureati con elevata dequalificazione , i pochi bravi se ne vanno per mancanza di prospettiva ; il ns. paese alla lunga si troverà privo di classe dirigente e dovrà all'occorenza imprtare professionisti dall'estero; questa situazione qualcuno la attribuisce al calo demografico generalizzato, infatti per certi aspetti anche nella ricca Germania a causa del calo demografico sono costretti a importare professionisti dall'estero; il figlio del mio amcio è stato contattato da BMW appena laureato in ingegneria meccanica per esempio; so per certo che la Germania sto sburocratizzando le procedure per l'inserimento dei laureati stranieri.
Molto spesso mi chiedo se tutto quello che sta accadendo non faccia parte di un grande disegno,troppi cose i stanno accadendo e si incastrano su un grande mosaico , mancanza di riforme, chiusura delle industrie chimiche, meccaniche, siderurgighe,manufatturiero etc,etc. , non posso pensare che tutti i mali siano colpa di questo o di quel politico, sicuramente sono stati fatti tantissimi errori ma arrivare a portare al fallimento sociale e economico un paese mi sembra eccessivo.
Ma dove dobbiamo andare e a fare cosa. Boh non so più cosa pensare; sono assalito da tanti dubbi e incertezze ma nello stesso momento mi prende lo sgomento per una situazione senza via di uscita.
Ha ragione il DALAI LAMA con le sue perle di saggezza , GLI UOMNI SI AMMALANO PER FARE DENARO E POI LO CONSUMANO PER CURARSI.

PAllino

Messaggio modificato da pallino il 23 luglio 2012 - 07:32


#69 giobruno

giobruno

    Il Prof


  • 1451 messaggi
  • Iscritto il: 03-febbraio 10

Inviato 23 luglio 2012 - 08:31

Ma di quale Italia parli Rick? Dove è piu' l' Italia?

La cosa piu' grave è che mentre in Grecia ed in Spagna il popolo ha preso coscienza della situazione, da noi è buio completo! Prova a leggere "la repubblica"..sembra un giornale di regime, stile pradva, ove descrive un Italia senza disoccupati, senza debito pubblico, senza equitalia, senza suicidi, senza disoccupazione. Ma sulle altre testate e su i tg nazionali non è molto diverso. Del debito pubblico aumentato, nonostante Monti, nessuna notizia, dell' approvazione del Mes, nessuna notizia, degli scioperi in Spagna appena se ne parla.


Ma la cosa piu' grave è che, i nemici di Lello , la RICCHEZZA sta scappando dall' Italia! E di questo in TV e su i giornali neanche l' ombra. Ed è quando se ne va la ricchezza che iniziano i veri guai...

Vado a farmi un caffè...ci risentiamo (in merito) tra qualche mese :)


è vero! l'aspetto piu' drammatico è che dopo i cervelli made in Italy se ne stanno andando anche i capitali soprattutto polarizzati verso nord, calamitati dalla Germania. Chi pensa ad un default della Germania, estromessa dall'eurozona perchè scomodai paesi mediterranei che hanno 'i debiti alla gola', chi pensa ad una Stalinrado dell'economia per la Germania dopo quella storica, sbaglia di grosso. La Germania sta facendo una politica da tempo di accaparramento di competenze e di capitali drenandoli soprattutto dall'area mediterranea. E con queste prospettive saremo al max tenuti in vita come stato vassallo per lungo tempo, perchè ogni operazione di contenimento del debito pubblico arrivato ad una cifra di 2000 miliardi di euro sarà sempre insufficiente. Con il risultato di partorire, altre manovre finanziarie per contenerne l'incremento.

Il discorso delle agenzie di rating è STRUMENTALE e lo sappiamo tutti, le informazioni date sono fatte a regole d'arte per pilotare certi tipi di mercato.
il ns. paese alla lunga si troverà privo di classe dirigente e dovrà all'occorenza imprtare professionisti dall'estero; questa situazione qualcuno la attribuisce al calo demografico generalizzato, infatti per certi aspetti anche nella ricca Germania a causa del calo demografico sono costretti a importare professionisti dall'estero;
.... non posso pensare che tutti i mali siano colpa di questo o di quel politico, sicuramente sono stati fatti tantissimi errori ma arrivare a portare al fallimento sociale e economico un paese mi sembra eccessivo.

PAllino


non è solo colpa della politica, e molto dpende dalla nostra disattenzione e dai nostri proverbiali difetti che non sanno rinunciare o che rinunciano a fatica ai tenori di vita cui siamo da tempo abituati. E così facendo ci si indebita sempre piu', chiedendo prestiti per non saper e voler rinunciare al nostro menage quotidiano, proprio come la nostra economia che alimenta e gonfia i debiti, chiedendo sostegno all'esterno. Una spirale ellittica, un circolo vizioso in cui siamo piombati anche per nostra negligenza.
Ma non vorrei comparare le nostre colpe con quelle di chi ha avuto in mano il 'pallino' delle decisioni ed è stato semplicemente malaccorto nel prospettare soluzioni efficaci.
Tu stesso, in buona fede, due anni fa eri restìo a lasciare la nave Italia perchè consideravi questo atteggiamento, un abbandono da censurare. La crisi si è di molto aggravata e oggi pure tu pensi ad un cambiamento della tua vita, al limite migrando in terra moldava(almeno così penso), ovviamente per poter sopravvivere.
Questo non significa che sei e siamo colpevoli perchè abbiamo sbagliato le previsioni. Le colpe vanno addebitate a tempi e soggetti della nostra storia passata e presente.

Jerri si sta consolando con il caffè mattutino. Io me lo sono già preso, un caffè Pellini portato dall'Italia, ma continuo a veder nero come il liquido che sto ingerendo.

#70 Polifemo

Polifemo

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Inviato 23 luglio 2012 - 09:48

Ma di quale Italia parli Rick? Dove è piu' l' Italia?

Quando succederà, non ci sarà cialtrone, furbetto, sindacato, politico, vaticano, giudice o magistrato che potrà salvare questo Paese. 2.000.000.000.000 di debito pubblico sono li Rick! Con tutte le sue manovre, tasse, balzelli e tagli, Monti nei primi 6 mesi non ha potuto impedire che esso aumentasse di 16.000.000.000!
E' solo una questione di tempo....6 mesi? 12 mesi, max 18 mesi, non di piu'!

La cosa piu' grave è che mentre in Grecia ed in Spagna il popolo ha preso coscienza della situazione, da noi è buio completo! Prova a leggere "la repubblica"..sembra un giornale di regime, stile pradva, ove descrive un Italia senza disoccupati, senza debito pubblico, senza equitalia, senza suicidi, senza disoccupazione. Ma sulle altre testate e su i tg nazionali non è molto diverso. Del debito pubblico aumentato, nonostante Monti, nessuna notizia, dell' approvazione del Mes, nessuna notizia, degli scioperi in Spagna appena se ne parla.

Oggi, compreso tu, si da addosso alle agenzia di rating. Fino ad 8 mesi fa la colpa dello spread era di Berlusconi :lolu:
Ora è SPECULAZIONE FINANZIARIA!

Classico vizietto di noi italiani: dare sempre a qualcuno la colpa dei nostri mali e dei nostri errori..., ma tu compreresti un titolo greco o spagnolo? :hmm:

hai visto un sindacato scendere in piazza contro la riforma dell' art 18?
hai visto uno sciopero per i tagli alla scuola (sono previsti oltre 30.000 docenti in meno), nè tantomeno ne hai sentito aprlare su i media....
hai sentito qualcuno lamentarsi della prossima approvazione dello spending review? tagli alla sanità, agli enti locali, ad i tribunali..etc.

Ma la cosa piu' grave è che, i nemici di Lello , la RICCHEZZA sta scappando dall' Italia! E di questo in TV e su i giornali neanche l' ombra. Ed è quando se ne va la ricchezza che iniziano i veri guai...



Vado a farmi un caffè...ci risentiamo (in merito) tra qualche mese :)


dipende da che tipo di ricchezza parli... io fin quando ero occupato, il mio reddito più alto di ..

- gioiellieri
- avvocati
- ingegneri
- titolari bar
- titolari di ristorante
- consulenti vari
- dottori vari

quindi vediamo se la ricchezza è nascosta o scappata.
che scappa l'imprenditore da un lato lo capisco, meglio produrre in Cina o aprire uno stabilimento in Serbia...visto che io per lavorare alla luce del sole sto aprendo la partita Iva....

se ti lamenti della stampa.... sono anni che lo dicevo io....visto che ci lavoravo dentro...
fin quando la stampa avrà i finanziamenti pubblici,ed i giornalisti saranno movimentati come animali per volere di qualcuno sarà sempre cosi....
perchè frà tutti i tagli sentiti, non si sono menzionati tagli alla stampa......

tu ci vuoi far credere che sei sveglio...ma secondo me hai proprio la zizza in bocca e stai dormendo cosi bene che non te ne rendi conto....

#71 pallino

pallino

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Inviato 23 luglio 2012 - 09:55

è vero! l'aspetto piu' drammatico è che dopo i cervelli made in Italy se ne stanno andando anche i capitali soprattutto polarizzati verso nord, calamitati dalla Germania. Chi pensa ad un default della Germania, estromessa dall'eurozona perchè scomodai paesi mediterranei che hanno 'i debiti alla gola', chi pensa ad una Stalinrado dell'economia per la Germania dopo quella storica, sbaglia di grosso. La Germania sta facendo una politica da tempo di accaparramento di competenze e di capitali drenandoli soprattutto dall'area mediterranea. E con queste prospettive saremo al max tenuti in vita come stato vassallo per lungo tempo, perchè ogni operazione di contenimento del debito pubblico arrivato ad una cifra di 2000 miliardi di euro sarà sempre insufficiente. Con il risultato di partorire, altre manovre finanziarie per contenerne l'incremento.



non è solo colpa della politica, e molto dpende dalla nostra disattenzione e dai nostri proverbiali difetti che non sanno rinunciare o che rinunciano a fatica ai tenori di vita cui siamo da tempo abituati. E così facendo ci si indebita sempre piu', chiedendo prestiti per non saper e voler rinunciare al nostro menage quotidiano, proprio come la nostra economia che alimenta e gonfia i debiti, chiedendo sostegno all'esterno. Una spirale ellittica, un circolo vizioso in cui siamo piombati anche per nostra negligenza.
Ma non vorrei comparare le nostre colpe con quelle di chi ha avuto in mano il 'pallino' delle decisioni ed è stato semplicemente malaccorto nel prospettare soluzioni efficaci.
Tu stesso, in buona fede, due anni fa eri restìo a lasciare la nave Italia perchè consideravi questo atteggiamento, un abbandono da censurare. La crisi si è di molto aggravata e oggi pure tu pensi ad un cambiamento della tua vita, al limite migrando in terra moldava(almeno così penso), ovviamente per poter sopravvivere.
Questo non significa che sei e siamo colpevoli perchè abbiamo sbagliato le previsioni. Le colpe vanno addebitate a tempi e soggetti della nostra storia passata e presente.

Jerri si sta consolando con il caffè mattutino. Io me lo sono già preso, un caffè Pellini portato dall'Italia, ma continuo a veder nero come il liquido che sto ingerendo.


Amico GIò

Non è facile prendere la decisione e abbandonare il proprio paese chi la fatto è stato "BRAVO" ; tu stesso che vivvi a "1/2 servizio" sai benissimo di cosa parlo. Io sono molto critico con il mio paese , mi considero un fortunato perchè essendo di un'altra generazione sono riuscito a far fruttare il mio titolo di studio che alla fine mi ha dato discrete soddisfazioni sia professionali che economiche. I mali del ns, paese sono difficili da risolvere e io sono pessimista per il futuro dei miei figli come penso anche tanta gente che si trova nella mia condizione.
Allo stato attuale non sono in grado di dire se il futuro mi vedrà in MOLDOVA, sicuramente quella terra mi vedrà più di frequente , forse sposerò il 1/2 servizio come stai facendo tu; attualmente non ho deciso assolutamente niente, continuo a brontolare e dire peste e corna di questo o quel politico.
Il pessimismo e la sfiducia che accompagna tutti gli italiani è elevatissima, con chiunque parli ti dice le stesse cose ; questo clima che si è creato sarà difficile recuperarlo ed è per questo che il recupero di questa situazione è lontanissimo , ed è per questo che in tanti hanno deciso di fare le valigie. Il PELLINI è nero ma di qualità è ottimo , almeno di questo possiamo vantarci.

PAllino

#72 Polifemo

Polifemo

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Inviato 23 luglio 2012 - 09:55

Un lusso che ci ha dissanguato...

di Marco Ferrante


ROMA - Le baby pensioni compaiono nel nostro ordinamento con il decreto (Dpr 1092) che entrò in vigore il 29 dicembre 1973. È l’anno della crisi energetica, della guerra del Kippur, del Watergate nella sua pienezza.

Sono gli anni ’70, quel groviglio di fortissime tensioni politiche, di trasformazioni sociali e di terrorismo. Dodici giorni prima, il 17, un commando di terroristi palestinesi compie la strage di Fiumicino contro un aereo della Pan Am. Il 45 giri al primo posto in classifica è «La collina dei ciliegi» di Lucio Battisti. Il presidente del Consiglio è Mariano Rumor, dossettiano di origine, uno dei leader dorotei. Meno di un mese prima, il 2 dicembre, Rumor ha dato inizio all’austerity, le domeniche a piedi, i cinema chiusi alle dieci di sera, trasmissioni tv interrotte alle 22.45.
Ma in questo clima che mette la parola fine sugli anni della grande crescita italiana, il governo introduce una nuova riforma delle pensioni che inciderà subito con costi molto elevati sulla sostenibilità del sistema.

Il Dpr 1092 prevede per il settore pubblico la possibilità di andare in pensione con 14 anni sei mesi e un giorno per le donne con prole, 19 anni sei mesi e un giorno per gli uomini, e 24 anni sei mesi e un giorno per i dipendenti degli enti locali.
Alberto Brambilla, già sottosegretario al Welfare e uno dei massimi esperti italiani di pensioni, quest’anno, in occasione della giornata mondiale della previdenza, ha curato un testo molto utile per la ricostruzione storica del welfare italiano, un libro sfogliabile in internet, “I 150 anni della previdenza sociale nei 150 anni dell’Unità d’Italia”. Spiega al Messaggero: “Quel Dpr chiude un ciclo di interventi esiziali sulle pensioni. Nel 1969 c’era stata la legge Brodolini con l’adozione generalizzata del sistema retributivo, con l’istituzione delle pensioni di anzianità, e l’adeguamento automatico delle pensioni al costo della vita. I due provvedimenti, quello del 1969 e questo del 1973 hanno inciso pesantemente e negativamente sui conti pubblici. Già nel 1978, prima dei lavori della commissione Castellino, era chiaro che il sistema previdenziale era squilibrato”.
I costi li vedremo meglio dopo. Ma com’è possibile che la classe politica non si rendesse conto dell’insostenibilità di questo genere di misure? Cinismo, irresponsabilità, superficialità? No, a sentire i protagonisti di quella fase politica.

I socialisti vi diranno che era il modo di far politica della Dc, i democristiani ricorderanno il ruolo dei ministri del Lavoro socialisti. Tutti tenderanno a spiegare che non si avvertiva il problema dei costi del welfare, era semplicemente un altro mondo. Un mondo che veniva da vent’anni di crescita al 5,3% medio, dalla piena occupazione nell’industria, dal boom, dalla rinascita italiana, con una classe dirigente politica che aveva contratto l’abitudine alle vacche grasse e che considerava la lotta tra i partiti come competizione per il controllo di quote di spesa pubblica.

Franco Marini, segretario della Cisl tra il 1985 e il 1991 in quel dicembre del 1973 era appena entrato nella segreteria confederale della Cisl guidata da Storti. Dice: “Sì, è vero che non c’era nella classe politica né nel corpo della stato di allora una grande consapevolezza di quello che sarebbe accaduto, dell’impatto che l’allargamento del welfare avrebbe avuto sui conti pubblici. Però il provvedimento sulle baby-pensioni causò sin da subito una forma di imbarazzo anche nel sindacato che a quel tempo aveva un fortissimo potere contrattuale nei confronti della politica. Era una norma squilibrata. Ci fu disagio nei confronti dei lavoratori privati che erano esclusi da quel trattamento. Anche se qualcuno riteneva che il babypensionamento compensasse il fatto che i dipendenti del privato avessero avuto fino a quel momento salari molto più alti”.

Negli anni successivi passò anche l’idea che la baby pensioni fossero equiparabili al prepensionamento del settore privato. Ma in realtà segnarono un fatto simbolico. Il momento più alto della generosità del welfare italiano e che si colloca quasi a metà strada tra la vittoria culturale di Beveridge (lo stato sociale inclusivo) e la crisi dei debiti sovrani esplosa nel 2007.

È con gli anni ’70 che la spesa pubblica si impenna. Si passa dal 30,1% del 1960 al 46,8% del 1980. Tutte le prestazioni dello stato si dilatano. Quanto ci sono costate la baby pensioni? Difficile fare un calcolo preciso. Possiamo però avvicinarci per approssimazione. Secondo i dati di Inps e Inpdap, al primo gennaio del 2011 le pensioni destinate a persone che hanno cominciato a usufruirne quando erano sotto i cinquant’anni sono poco più di 531.000, concentrate nel nord, per un costo complessivo di 9 miliardi e mezzo l’anno. 107.000 sono erogate dall’Inps (poco più di 2 miliardi di costo annuo), 425.000 dall’Inpdap, dall’istituto previdenziale dei dipendenti pubblici. In queste 425.000 pensioni (costo 7,4 miliardi all’anno) sono incluse anche quelle di invalidità. Ma il grosso riguarda normali pensionamenti anticipati.

Secondo un calcolo effettuato qualche mese fa da Confartigianato i baby pensionati italiani (pubblici e privati) rispetto al pensionato medio hanno ricevuto un trattamento più lungo di quasi sedici anni. Questo significa che a valori 2010 la differenza (cioè il costo in più rispetto a un normale trattamento pensionistico) varrebbe 148,6 miliardi di euro. Cioè: in questi 40 anni, l’esistenza delle baby pensioni ci è costata quasi 150 miliardi più di quanto ci sarebbe costata la previdenza se i baby pensionati fossero andati a riposo con le stesse regole degli altri. Una tassa cumulata – secondo le stime degli artigiani – di circa 6.630 euro che grava su ognuno degli occupati italiani.

Si tratta di persone che in un calcolo medio restano in pensione per quasi 41 anni. Se si guarda la tabella elaborata dall’ufficio studi di Confartigianato, per esempio, quasi 17.000 di queste pensioni riguardano persone che hanno lasciato il lavoro a 35 anni di età, dunque si tratta in gran parte di ex pubblici. Considerando che l’età media stimata è salita a 85,1 anni, si tratta di 53,9 anni di pensione, il 63,4% dell’intera vita. Altri 78.000 sono andati in pensione tra i 35 e i 39 anni. Anni di pensione stimati: 47,4 cioè il 55,8% dell’intera vita. Significa che ci sono cittadini che hanno riscosso in assegni pensionistici il triplo di quanto hanno versato in contributi.

In un mondo come quello attuale in cui ci sono quarantenni privi di copertura previdenziale adeguata, questi dati spiegano le reazioni che, negli anni, il fenomeno dei baby pensionati ha cominciato a destare in una opinione pubblica alle prese con le trasformazioni del lavoro. Spiega Chiara Giorgi, che insegna Storia della Pubblica Amministrazione all’università di Genova: “Oggi queste prestazioni – che vengono dal conflitto tra la spinta universalistica del welfare classico e la declinazione italiana di un welfare corporativo – sono incomprensibili per almeno due generazioni che sono cresciute in un modello lavoristico dove non c’è il posto fisso e che non avranno mai quel tipo di previdenza”.

Per farsi un’idea, i nove miliardi e mezzo l’anno che noi spendiamo per le pensioni baby (tra il 4 e il 5% del totale della nostra spesa pensionistica) sono all’incirca il doppio di quanto – secondo una stima fatta da Confindustria – ci costano tutti gli anni i circa 180.000 eletti del sistema politico-istituzionale italiano, la cosiddetta casta: quattro miliardi contro cui un pezzo di opinione pubblica è costantemente mobilitata.

Negli anni, per gli eccessi dei pensionamenti agevolati sono cresciuti fastidio e indignazione, in aree politiche e culturali molto diverse. C’è tutta una fortunata pubblicistica sui pensionati baby e sulle loro storie. Non solo la moglie di Umberto Bossi, eletta a simbolo della categoria. Ma ci sono le storie di gente comune. Le baby pensionate scovate e intervistate dalla stampa, quasi tutte prive di sensi di colpa. I racconti di Mario Giordano in “Sanguisughe” (Mondadori, 2011, pag. 168, 18,50 euro).

E poi c’è Internet. Su Giornalettismo, per esempio, è scoppiata una polemica sulle pensioni baby a favore dei sacerdoti. Mentre sull’edizione italiana di Indymedia – considerato il forum online internazionale della sinistra antagonista – a gennaio sono spuntate le storie di due baby pensionati di Modica (perché in Sicilia il meccanismo delle baby pensioni ha resistito alla scure degli anni ’90) e anche l’accusa di censura rivolta da parte degli anti-baby pensionati ai difensori dei baby pensionati.

“Secondo me il clima è cambiato già molti anni fa – ricorda Franco Marini – Da ministro del lavoro nel 1991 cominciai a preparare la riforma della previdenza che avrebbe cancellato la baby pensioni e che poi si realizzò sotto il governo di Giuliano Amato nel dicembre del 1992. E sulle pensioni baby non trovai resistenze a tornare indietro. Anche perché le riforme mano mano riequilibrarono il trattamento previdenziale per pubblici e privati”.

Eppure le incrostazioni corporative, i riflessi automatici, i punti di principio sono rimasti. Quando l’anno scorso il ministro del Lavoro, Elsa Fornero, propose un contributo di solidarietà dell’un per cento che avrebbe toccato anche le pensioni baby ci fu una levata di scudi sui diritti acquisiti, che proprio non si toccano. Eppure è chiaro che in alcuni casi la costruzione dei diritti acquisiti è il risultato dell’iniquità, dell’inopportunità o dell’incongruenza di una norma. “Sì, diciamo che non si tratta di cancellare i diritti acquisiti – dice Mauro Marè, grande esperto di previdenza e professore di scienza delle finanze a Viterbo – ma dobbiamo essere disponibili a riconsiderare il concetto di diritto acquisito” (Marè è anche il presidente del Mefop, la società per lo sviluppo dei fondi pensione). Più cauto Franco Marini: “Se sul piano dei rapporti legislativi è difficile ridurre le prestazioni pensionistiche, sul piano della disponibilità soggettiva, invece, i contributi di solidarietà vanno inevitabilmente presi in considerazione”.

Di sicuro c’è un punto che riguarda la natura del debito pubblico: se l’eccesso di spesa pubblica è servito a trasferire sullo stato il costo dei privilegi accordati dalla competizione politica a pezzi di società, forse per recuperare quelle risorse dobbiamo innanzitutto rivolgerci a chi per primo ne ha beneficiato (in previdenza, concessioni fiscali, aiuti, regalie e sprechi). Ovviamente i baby pensionati non sono i più ricchi tra i beneficiari della spesa pubblica allegra, però sono tra quelli che più apertamente hanno goduto di uno squilibrio. Forse è stata una generosità che è andata oltre gli obblighi della solidarietà.

#73 Polifemo

Polifemo

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Inviato 23 luglio 2012 - 10:04

poi aggiungiamo che i baby pensionati.... lavoravano... al nero ed è BINGO !!!!!!!!

poi si dice che i giovani stanno iniziando a schifare gli anziani....

#74 giobruno

giobruno

    Il Prof


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Inviato 23 luglio 2012 - 11:14

Un lusso che ci ha dissanguato...

di Marco Ferrante


ROMA - Le baby pensioni compaiono nel nostro ordinamento con il decreto (Dpr 1092) che entrò in vigore il 29 dicembre 1973. È l’anno della crisi energetica, della guerra del Kippur, del Watergate nella sua pienezza.

Il Dpr 1092 prevede per il settore pubblico la possibilità di andare in pensione con 14 anni sei mesi e un giorno per le donne con prole, 19 anni sei mesi e un giorno per gli uomini, e 24 anni sei mesi e un giorno per i dipendenti degli enti locali.

Secondo un calcolo effettuato qualche mese fa da Confartigianato i baby pensionati italiani (pubblici e privati) rispetto al pensionato medio hanno ricevuto un trattamento più lungo di quasi sedici anni. Questo significa che a valori 2010 la differenza (cioè il costo in più rispetto a un normale trattamento pensionistico) varrebbe 148,6 miliardi di euro. Cioè: in questi 40 anni, l’esistenza delle baby pensioni ci è costata quasi 150 miliardi più di quanto ci sarebbe costata la previdenza se i baby pensionati fossero andati a riposo con le stesse regole degli altri. Una tassa cumulata – secondo le stime degli artigiani – di circa 6.630 euro che grava su ognuno degli occupati italiani.

Si tratta di persone che in un calcolo medio restano in pensione per quasi 41 anni. Se si guarda la tabella elaborata dall’ufficio studi di Confartigianato, per esempio, quasi 17.000 di queste pensioni riguardano persone che hanno lasciato il lavoro a 35 anni di età, dunque si tratta in gran parte di ex pubblici. Considerando che l’età media stimata è salita a 85,1 anni, si tratta di 53,9 anni di pensione, il 63,4% dell’intera vita. Altri 78.000 sono andati in pensione tra i 35 e i 39 anni. Anni di pensione stimati: 47,4 cioè il 55,8% dell’intera vita. Significa che ci sono cittadini che hanno riscosso in assegni pensionistici il triplo di quanto hanno versato in contributi.


Per farsi un’idea, i nove miliardi e mezzo l’anno che noi spendiamo per le pensioni baby (tra il 4 e il 5% del totale della nostra spesa pensionistica) sono all’incirca il doppio di quanto – secondo una stima fatta da Confindustria – ci costano tutti gli anni i circa 180.000 eletti del sistema politico-istituzionale italiano, la cosiddetta casta: quattro miliardi contro cui un pezzo di opinione pubblica è costantemente mobilitata.

Negli anni, per gli eccessi dei pensionamenti agevolati sono cresciuti fastidio e indignazione, in aree politiche e culturali molto diverse. C’è tutta una fortunata pubblicistica sui pensionati baby e sulle loro storie. Non solo la moglie di Umberto Bossi, eletta a simbolo della categoria. Ma ci sono le storie di gente comune. Le baby pensionate scovate e intervistate dalla stampa, quasi tutte prive di sensi di colpa. I racconti di Mario Giordano in “Sanguisughe” (Mondadori, 2011, pag. 168, 18,50 euro).

.... per recuperare quelle risorse dobbiamo innanzitutto rivolgerci a chi per primo ne ha beneficiato (in previdenza, concessioni fiscali, aiuti, regalie e sprechi). Ovviamente i baby pensionati non sono i più ricchi tra i beneficiari della spesa pubblica allegra, però sono tra quelli che più apertamente hanno goduto di uno squilibrio. Forse è stata una generosità che è andata oltre gli obblighi della solidarietà.


....per recuperare quelle risorse dobbiamo innanzitutto rivolgerci a chi per primo ne ha beneficiato (in previdenza, concessioni fiscali, aiuti, regalie e sprechi). ......... è stata una generosità che è andata oltre gli obblighi della solidarietà.

E' forse la pagina piu' nera dell'welfare made in Italy.
Circa 40 anni fa quando uscì iil DPR 1092, cominciai anch'io a tendere le orecchie come le tesero le mie cognate insegnanti che potendo vantare poco piu' di 10 anni di insegnamento e cumulandoli con gli anni di laurea poterono usufruire di questa legge dopo 14 anni, 6 mesi, 1 giorno, ad età comprese tra 35 e 40 anni ...proprio negli anni di maggiore capacità e produttività professionale da trasferire alla colettività! Negli anni '80 si è assistito ad una vera e propria orgia di pensioni baby. Poi le baby insegnanti e non, in pensione poterono continuare a impartire lezioni private mai denunciate, facendo altre attività nel privato.

Ma erano gli anni dell'orgasmo economico collettivo, in cui potevi addirittura rifiutare queste regalie in quanto quello era il mondo della fata Morgana e dell'Olandese volante che offriva altre elargizioni. Se fossi andato anch'io in pensione quando potevo andarci, avrei oggi accumulato già 29 anni di pensione, con la prospettiva, facendo le corna, di raggiungere 40-45 anni di questo trattamento. Situazione a dir poco INVERECONDA!

Noi come uomini solitamente a quel tempo non ne usufruivamo non per un aspetto morale o per un senso civico, ma semplicemente perchè negli anni '80 eravamo in pieno boom economico e le alternative c'erano.....avvolti com'eravamo in una gabbia dorata rivelatasi ora una colossale truffa e infamia per le generazioni a venire.

#75 jerrydrake

jerrydrake

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Inviato 23 luglio 2012 - 12:10

Un lusso che ci ha dissanguato...

di Marco Ferrante


ROMA - Le baby pensioni

Scusa Lello, ma cosa sono le baby pensione se non un accordo Stato/Governo/SINDACATO?

le baby pensioni, che non esistono in nessuna altra parte dell' europa, fanno il paio con l' arti 18. L'art. 18 è stato venduto e contrattato con gli stipendi BASSI! Gli stipendi bassi sono stati contrattati, sempre dagli stessi, con la mancanza di professionalità e con piu' assunzioni... E' tutto mer.da proveniente dello stesso cu.lo LELLO! :) Che le nuove generazioni ora pagano. Ma il problema non è tanto questo, perchè a tanti capita di pagare colpe dei propri genitori...., il vero problema E' CHE NON LO CAPITE! Voi tutti ancora non avete capito da dove è partito il cancro! Sai perchè vi lamentate? Semplicemente perchè non è rimasta piu' alcuna torta da spartire e, quindi siete rimasti fuori dal party :)...solo per questo...

#76 jerrydrake

jerrydrake

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Inviato 23 luglio 2012 - 12:40

La cosa piu' grave è che mentre in Grecia ed in Spagna il popolo ha preso coscienza della situazione, da noi è buio completo! Prova a leggere "la repubblica"..sembra un giornale di regime, stile pradva, ove descrive un Italia senza disoccupati, senza debito pubblico, senza equitalia, senza suicidi, senza disoccupazione. Ma sulle altre testate e su i tg nazionali non è molto diverso. Del debito pubblico aumentato, nonostante Monti, nessuna notizia, dell' approvazione del Mes, nessuna notizia, degli scioperi in Spagna appena se ne parla.



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oggi come si è sparsa la voce di possibili dimissioni, le borse hanno dato cenni decisi di risalita...con relativa diminuzione del gap con i bund di Cermania....
giusto il tempo che il caimano lancia la sua smentita, che le borse tornano a perdere, ed il gap con i bund di Cermania torna a salire...
non ne capirò niente, ma questa secondo me, si chiama indice di credibilità politica di un paese ... A voi ogni considerazione ..


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#77 Giovanni Ricciardi

Giovanni Ricciardi

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Inviato 23 luglio 2012 - 12:46

Scusa Lello, ma cosa sono le baby pensione se non un accordo Stato/Governo/SINDACATO?

le baby pensioni, che non esistono in nessuna altra parte dell' europa, fanno il paio con l' arti 18. L'art. 18 è stato venduto e contrattato con gli stipendi BASSI! Gli stipendi bassi sono stati contrattati, sempre dagli stessi, con la mancanza di professionalità e con piu' assunzioni... E' tutto mer.da proveniente dello stesso cu.lo LELLO! :) Che le nuove generazioni ora pagano. Ma il problema non è tanto questo, perchè a tanti capita di pagare colpe dei propri genitori...., il vero problema E' CHE NON LO CAPITE! Voi tutti ancora non avete capito da dove è partito il cancro! Sai perchè vi lamentate? Semplicemente perchè non è rimasta piu' alcuna torta da spartire e, quindi siete rimasti fuori dal party :)...solo per questo...

Ricordo perfettamente, io dipendente statale, 120.milalire al mese, mio cognato dipendente alfasud 180.milalire al mese piu straordinari vari come ad esempio 45.milalire per una presenza in fabbrica di domenica. La differenza dei due stipendi significava arrivare alla metà del mese e non avere più soldi, l'altro importo permetteva dei risparmi. in cambio mi era possibile andare in pensione a 19a 6m 1g pagandomi i contributi dei primi sette anni di servizio.
Sono stati fatti anche i calcoli di quanto sarebbe costato pagare decentemente tutti gli statali e tenerli in servizio per 45 anni? altro che 150 miliardi ci hanno sottratto. Chi conosce il significato della frase ingiuriosa "carne venduta al governo"e in che occasione veniva profferita?

"Secondo un calcolo effettuato qualche mese fa da Confartigianato i baby pensionati italiani (pubblici e privati) rispetto al pensionato medio hanno ricevuto un trattamento più lungo di quasi sedici anni. Questo significa che a valori 2010 la differenza (cioè il costo in più rispetto a un normale trattamento pensionistico) varrebbe 148,6 miliardi di euro. Cioè: in questi 40 anni, l’esistenza delle baby pensioni ci è costata quasi 150 miliardi più di quanto ci sarebbe costata la previdenza se i baby pensionati fossero andati a riposo con le stesse regole degli altri. Una tassa cumulata – secondo le stime degli artigiani – di circa 6.630 euro che grava su ognuno degli occupati italiani".

#78 jerrydrake

jerrydrake

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Inviato 23 luglio 2012 - 13:25

Ricordo perfettamente, io dipendente statale, 120.milalire al mese, mio cognato dipendente alfasud 180.milalire al mese piu straordinari vari come ad esempio 45.milalire per una presenza in fabbrica di domenica. La differenza dei due stipendi significava arrivare alla metà del mese e non avere più soldi, l'altro importo permetteva dei risparmi. in cambio mi era possibile andare in pensione a 19a 6m 1g pagandomi i contributi dei primi sette anni di servizio.


Giovanni hai messo il dito in un piaga che mi era sfuggita: in tutto il mondo, ma anche in Italia fino ad i fatti da te raccontanti, lo stipendio di un lavoratore in un azienda privata è sempre (stato) piu' alto di quello di un dipendente di un Ente pubblico. Oggi il dipendente di un azienda privata, a meno che non sia una figura di rilievo, prendo almeno 1/3 in meno di un suo pari statale! Se riflettete bene su questo fatto capirete come in Italia è stata distrutta ogni professionalità e, o meritocrazia.

#79 pallino

pallino

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Inviato 23 luglio 2012 - 14:35

Giovanni hai messo il dito in un piaga che mi era sfuggita: in tutto il mondo, ma anche in Italia fino ad i fatti da te raccontanti, lo stipendio di un lavoratore in un azienda privata è sempre (stato) piu' alto di quello di un dipendente di un Ente pubblico. Oggi il dipendente di un azienda privata, a meno che non sia una figura di rilievo, prendo almeno 1/3 in meno di un suo pari statale! Se riflettete bene su questo fatto capirete come in Italia è stata distrutta ogni professionalità e, o meritocrazia.


Non diamo la colpa dell'Italia ai dipendenti pubblici. Le agevolazione che hanno avuto i dipendneti del pubblico imiego sono figlie di clienterismo poltico effettuto per anni e anno dai governanti; tutti sapevano dello scandalo dei pensionati baby ma non potevono toglierlo perchè eliminavano le agevolazioni elettorali.
Oggi è finito il tempo dei privilegi solo perchè la coperta è CORTA; ci meravigliamo dei dipendneti pubblici e poi abbiamo avutoper anni il capo della polizia con lo stipendio più alto del presidente americano; ma di cosa stiamo parlando; il vero scandalo sta nelle spese dissestate di uno stato senza controllo dove per decenni sono stati spesi fiumi di denaro per mantenere i potentati di questo o quel politico, è assurdo dare la colpa a DX o SX tutti ne hanno beneficiato; adesso tutti fanno i puritani .
Ne vedremo delle belle , se qualcuno ha la forza di alzare il "TAPPETO" vedrete cosa uscirà ; non cambiate canale sta arrivando lo SPREAD, preparateavi a vendere il sangue perchè prima o poi si arriverà a quello.
Le ultime che giungono dalla Spagna fanno chiaramente capire dove staiamo andando , molto presto saremmo travolti dal tornado economico che si porterà via tutto.
Personalmente spero che questo tornado coinvolga FRANCIA, SPAGNA, GRECIA, ITALIA non per cattiveria ma mi auguro che i francesi facciano da traino e iniziare una vera rivoluzione silenziosa contro il cancro della nuova era "la DISECONOMIA ", che ha minato le fondamenta della diverse società distruggendo anni e anni di cultura sociale società civile e ha costrtto milioni di persone alla fame. Tra non molto i paesi del Nord europa alzeranno di nuovo le frontiere per fronteggiare l'enorme flusso migratorio e di disperati che arriva da SUD; in passato la Germania concentrava nei campi di concentramento la gente ora li attira verso di se con il miraggio del lavoro. Ma per quanto durerà?
Secondo me non per molto, i tumulti spagnoli ne sono la provae a ruota ci saranno gli italiani e i francesi.
Il BYE-BYE verrà detto non solo dagli italiani ma anche da altri cittadini europei.

Pallino