Non solo io ho definito Ceausescu un "folle dittatore" ma l'intero globo terracqueo! Non poteva essere altrimenti visto cosa ha combinato in Romania negli anni che vanno dal 1980 al 1989.
Cosa ha fatto?
Ha praticamente ridotto un paese intero alla fame. Quando si parla di "fame" non è quella virtuale o concettuale, è fame vera. I romeni ridotti come animali costretti ad uscire di casa al mattino per procurarsi cibo per sfamare i propri figli. Nei negozi niente carne, latte, niente di niente. Energia elettrica e gas razionati, la gente si svegliava alla due di notte per cucinare un piatto di ciorba. La carne appariva di tanto in tanto in qualche negozio e la gente si metteva in fila notti intere al gelo pur di portarla a casa. I vecchi morivano per un semplice malore perchè l'ambulanza non partiva, chiedevano: "Quanti anni ha la signora?", "Settanta", "Beh, allora non veniamo". Episodi di questo genere ne potrei raccontare a decine.
La Romania ridotta ad un carcere all'aria aperta, per sopravvivere la gente ricorreva a compromessi di ogni tipo terrorizzata dalla Securitate che controllava tutto e tutti. Bugie e delazioni per tirare avanti, la gente in casa parlava sotto voce perchè si diceva che la polizia ascoltava. Costretti a corrompere con dieci lei la commessa per comprare qualsiasi cosa. Il latte in polvere per i bamnini si comprava al mercato nero. Ho visto fare code chilometriche per comprare un dentifricio o un litro di latte. Potrei descrivere scene raccapriccianti da far gelare il sangue nelle vene!
Può bastare o vado avanti? Come ne esce una società costretta a vivere in quelle condizioni?
Non ne esce indenne.
Praticamente una società intera viene distrutta, svuotata di ogni valore, ridotta a ricorrere ad ogni tipo di nafandezza pur di sopravvivere.
Basta leggere la cronaca locale dei giornali che si pubblicano in tutta Europa per rendersi conto che tipo di cittadino ha prodotto quegli anni.
Sono in parte d'accordo con quello che hai scritto.
Maggiormente perchè deriva da esperienze tue fatte direttamente tra la gente.
Però, non credo che la Romania sia l'unico paese che ha dovuto subire le pesanti conseguenze del regime comunista e solo per questi motivi ne è uscita distrutta.
Proprio in questo periodo, secondo me il Conducator fece l'errore fatale.
Egli nel periodo 1980-1989 accettò un grosso prestito ci circa 13 miliardi di dollari dai paesi occidentali.
Questo perchè pare volesse finanziare programmi di sviluppo economico, ma questi prestiti incisero negativamente devastando irrimediabilmente la situazione finanziaria del paese.
In un tentativo di correre ai ripari, Ceausescu decise di cancellare il debito straniero della Romania.
Organizzò un referendum e tramite esso cambiò la costituzione, aggiungendo una clausola che proibiva alla Romania in futuro di contrarre debiti esteri. Il risultato del referendum fu un "sì" praticamente unanime.
Questo significa che si rese conto di aver commesso un grande errore, in realtà non voluto e che effettuò tutte le operazioni necessarie per fare si che non si ripeta in futuro.
Per questi motivi, negli anni '80, Ceausescu dispose l'esportazione della maggior parte della produzione agricola ed industriale del paese per rimborsare i debiti.
Queste manovre trasformarono la vita quotidiana dei cittadini rumeni in una lotta per la sopravvivenza.
Il cibo venne razionato,le interruzioni di corrente divennero la regola. Il riscaldamento era limitato e la benzina scarseggiava.
La qualità della vita calò nettamente (specialmente riguardo alla disponibilità di cibo e di beni nei negozi) tra il 1980 ed il 1989. La spiegazione ufficiale era che il paese stava pagando i suoi debiti e le persone accettavano le conseguenti sofferenze, credendo che alla fine la situazione sarebbe migliorata.
Il debito fu pagato interamente nell'estate del 1989, poco prima che Ceausescu venisse spodestato, le esportazioni forzate e la scarsità di generi di prima necessità durarono tuttavia fino alla fine dell'anno.
Ok e questo è ciò che è successo nel periodo 1980-1989 e che tu già sai, ma ho ritenuto opportuno riepilogarlo.
C'è anche da dire che negli ultimi anni di governo, Ceausescu era diventato completamente paranoico e non si fidava più di nessuno perdendo quindi la lucidità.
Ma Ceausescu ha governato 22 anni, dal 1967 al 1989.
Molti dicono che la sua opera guidò la Romania portandola ad un lento ed inesorabile sfacelo.
Gli stessi testi di storia affermano che la sua politica ha condotto la nazione sull’orlo del baratro.
Si, i testi storici.
E la storia, come si sa, non sempre è totalmente vera anche perchè viene scritta solamente da chi ha vinto.
E allora, cosa pensano oggi i romeni del periodo di dittatura raffrontato a quello attuale?
Secondo un sondaggio d’opinione effettuato circa un anno e mezzo fa in Romania, la maggioranza della popolazione sostiene che la sua vita fosse migliore con al potere il Partito Comunista che attualmente, sotto il regime capitalista.
L’inchiesta, realizzata tra i mesi di agosto e settembre del 2010 dall’Istituto Rumeno di Sondaggi di Opinione CSOP, ha mostrato che oltre il 49% ritiene che la vita fosse migliore sotto il governo del deceduto leader comunista Ceausescu, mentre soltanto il 23% pensa che la vita sia meglio oggi. Il resto dava una risposta neutrale o non sa/non risponde.
Le ragioni addotte per la valutazione positiva del periodo comunista sono principalmente economiche; un 62% ha citato la disponibilità di posti di lavoro, il 26% le condizioni di vita dignitose e il 19% l’alloggio garantito a tutti. Il sondaggio è stato sponsorizzato dall’organizzazione IICMER (Istituto per l’Inchiesta dei Crimini del Comunismo e della Memoria dell’Esilio Rumeno). Ente finanziato con fondi pubblici con lo scopo di contribuire al lavoro di “educare” la popolazione sui mali del comunismo.
Tra le delusioni più amare che i risultati dell’inchiesta hanno dato a questa organizzazione si contano le risposte alla domanda sul fatto che gli intervistati oppure le loro famiglie avessero sofferto sotto il sistema comunista.
Soltanto il 7% degli intervistati ha dichiarato di aver sofferto sotto il comunismo, con un ulteriore 6% che, non avendo subito danni personali, sosteneva che qualche membro dalla sua famiglia sì che l’aveva sperimentato. Anche in questi casi, le ragioni addotte sono soprattutto economiche: la maggior parte si riferiva alla scarsità che si verificò negli anni ‘80, quando la Romania mise in moto un programma di austerità con lo scopo di rimborsare il debito estero.
Dunque,gran parte dei rumeni sono convinti che il sistema messo in opera da parte del Partito Comunista Rumeno, con tutti i suoi difetti, offrisse alla gente una vita migliore di quella che offre il capitalismo al giorno d’oggi.
Nel precedente sondaggio, realizzato nel 2006, il 53% esprimeva un’opinione favorevole verso il comunismo; in quello del 2010 la percentuale è salita fino al 61%.
Dalle informazioni che ho raccolto io nei miei anni qui, posso confermare che la gente è esattamente della stessa opinione espressa dal sondaggio sopra riportato.
Infatti, da queste è risultato che:
- Nel periodo di Ceausescu, principalmente in campagna non è mai mancato nulla a nessuno. In particolare nel decennio 1965-1975 i negozi erano ben forniti, gli stipendi aumentavano.
C'era abbondanza di cibo malgrado che il regime adottasse ristrette regole e imposizioni riguardo all'abbattimento di capi di bestiame ad uso alimentare.
- La benzina non è mai stata un grosso problema perchè in pochi avevano la macchina o non tutti utilizzavano completamente i litri mensili e quindi questa divenne merce di scambio.
- Il sistema consentiva ad una coppia appena sposata di poter ricevere le chiavi di un monolocale per poterci abitare. Alla nascita del primo figlio, ad essi veniva dato un appartamento con una camera in più. E così via.
- Nessuno delle persone con cui ho dialogato mi ha mai detto che in quei periodi non aveva soldi in tasca anzi, il contrario. La maggiorparte lamentavano il contrario. Di aver avuto un benessere superiore ma non avevano dove spenderli visto che non esisteva pressochè nulla.
- Il lavoro era garantito a tutti. Infatti quando la polizia effettuava controlli per la strada non chiedeva mai i documenti personali, ma l'esibizione della carta di lavoro. In assenza di questa si finiva dritti in galera. Di conseguenza, anche gli zingari lavoravano come tutti.
- Malgado ciò che scrivono i libri di storia riguardo ai periodi di carestia, i romeni non hanno mai rovistato nei cassonetti dell'immondizia in cerca di qualcosa da mangiare. Cosa che invece oggi avviene frequentemente.
- I romeni di oggi imputano principalmente a Ceausescu di:
- Non aver lasciato il popolo libero di varcare le frontiere e poter vedere il resto del mondo.
- Aver complicato troppo la vita alle persone che dovevano affrontare code interminabili per prendere le ridotte razioni alimentari.
Va anche ricordato che Nicolae Ceausescu ha realizzato molte grandi opere e infrastrutture di grande utilità al paese tra cui il canale Danubio-Mar Nero e la centrale idroelettrica Portile de Fier (Le porte di ferro).
Lo sbaglio più ricorrente è che spesso, ricordiamo più facilmente solo ciò che il conducator ha fatto di negativo.
Molto probabilmente, se oggi fosse ancora al comando della Romania, l'autostrada sarebbe già stata realizzata. Cosa che invece gli attuali governanti, di questo passo, non la termineranno mai.
E si che Ceausescu, in confronto ai suoi colleghi odierni era un umile contadino...