... siamo stufi delle guerre ...
Messaggio modificato da CarloP il 02 settembre 2011 - 18:25
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Inviato 02 settembre 2011 - 18:23
Messaggio modificato da CarloP il 02 settembre 2011 - 18:25
Inviato 05 settembre 2011 - 14:26

Messaggio modificato da CarloP il 05 settembre 2011 - 14:30
Inviato 05 settembre 2011 - 21:02
Cavalli 8
Uomini 40
Era la dicitura apposta sui carri bestiame utilizzati per il trasporto di muli, cavalli, soldati.
Le tradotte attraversavano tutta l'Europa fino al famigerato fronte russo.
I treni adibiti ad uso militare, erano fondamentalmente dei convogli merci che trasportavano da un confine all'altro armi, munizioni, vettovaglie, e ... soldati.
Questi ultimi erano denominati Tradotte, treni riservati principalmente al trasporto di truppe e reparti militari.
Le tradotte trasportavano dal campo di battaglia di prima linea (dove si sparava) anche i feriti, militari in congedo o in licenza.
Sembra di vederla la Tradotta col suo carico umano di feriti. Sembra di sentirla quella puzza di piedi e di sudore, mentre la locomotiva traina e scivola sbuffando sui binari e si allontana da quel tramonto, ancora troppo vicino, che s'illumina a tratti di spasimi di lampi colorati degli scoppi delle granate.
Sulle tradotte, i fanti cantavano le canzoni di sempre e da fuori si capiva che era una tradotta di ritorno dal fronte. Quelle che partivano erano invece silenziose, cupe, portavano i soldati che andavano a morire.
Raffaele salì su una di queste tradotte.
ande umanità
Inviato 07 settembre 2011 - 11:27
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Messaggio modificato da CarloP il 07 settembre 2011 - 11:34
Inviato 07 settembre 2011 - 20:32
La persona che possiede i 40 piastrini mi ha appena comunicato che domani li venderà in blocco ad un acquirente italiano che gli ha offerto 1200 euro. Non sa dirmi se si tratta di un benefattore che li restituirà alle famiglie o semplicemente di un collezionista o di un rivenditore. Pare che finora nessun altro si sia interessato, pertanto temo che sfumerà la possibilità di restituire quei piastrini alle famiglie.
Ho già messo sull’avviso qualcuno. Spero che arriveremo al nome dell’acquirente. Forse gli estremi per un sequestro potrebbero saltar fuori.
E quei piastrini appartengono ai parenti, prima ancora che allo Stato.
SONO INDIGNATO.
Questo sporco mercato che calpesta i sentimenti più profondi delle persone, dovrà pur finire.
Il commercio di tali oggetti all’interno del mercato dell’unione sovietica, è diffusissimo. Non c’è da stupirsi di trovarne 40 a Volgograd (Stalingrado), poichè tramite internet questi commerci si sono moltiplicati.
Ma finchè questo mercato era confinato in terra russa, non vi era alcuna speranza per le famiglie di ritrovare i piastrini dispersi. Certo è gravissimo profanare una sepoltura, ma una volta compiuto il misfatto, impedire che si facciano questi commerci alla luce del sole non significa bloccarli, ma soltanto farli tornare nell’ombra e impedire a qualche famiglia di poter ritrovare, anche se a pagamento, il piastrino del proprio congiunto.
Il problema è sempre quello di non rendere troppo appetibili economicamente questi oggetti, perchè questo può spingere a ulteriori ricerche e profanazioni. Ma la vastissima quantità di questi piastrini che in settant’anni sono già stati recuperati e che girano tra la popolazione russa, è importante che venga alla luce.
Se, tramite Ebay, o con altri mezzi, è possibile far trovare la strada di casa anche ad un solo piastrino, allora, secondo me, al di là di tutte le considerazioni etiche e legali, pur partendo da una azione negativa, si sarà arrivati ad un atto positivo.
Inviato 07 settembre 2011 - 20:49
La gente comune del popolo russo sapeva distinguere tra fascismo e soldati italiani
proprio perché viveva a loro contatto. Leggevo da qualche parte che ‘la vera superiorità del soldato italiano, il suo titolo d’onore: avere fatto la guerra senza odiare nessuno, senza considerare nemico il nemico’.
70 anni sono troppo pochi per dimenticarli!
Inviato 07 settembre 2011 - 21:12
Gaeta', unico Neatino (si dice cosi' per un abitante di Noto?) del forum, con quella pellaccia che ti ritrovi, la pellle d'oca non ti viene.
Mi viene la pelle d'oca, credo che non leggerò più questo topic.
Inviato 09 settembre 2011 - 11:24
Messaggio modificato da CarloP il 09 settembre 2011 - 13:50
Inviato 16 settembre 2011 - 11:44
Messaggio modificato da CarloP il 16 settembre 2011 - 11:45
Inviato 22 settembre 2011 - 11:54
Inviato 09 ottobre 2011 - 19:14

Messaggio modificato da CarloP il 09 ottobre 2011 - 19:15
Inviato 10 ottobre 2011 - 20:02

Inviato 13 ottobre 2011 - 15:05
Messaggio modificato da CarloP il 13 ottobre 2011 - 15:07
Inviato 13 ottobre 2011 - 16:55
Seppure con molta lentezza prosegue la mia ricerca.
Ho pensato per molto tempo di tradurre in qualche cosa tutto questo.
Alla fine ho deciso di documentare il "progetto" con fotografie ed immagini video.
Il mio lavoro di ricerca sarà un viaggio fino ai luoghi in cui si presume sia morto Raffaele.
In treno, così come l'ha fatto lui, percorrendo lo stesso itinerario, solo una semplice testimonianza.
Ma non è solo un viaggio nel passato.
Quello che cerco è sempre qualcosa davanti a me, e anche se si tratta del passato è un passato che cambia man mano che avanzo nel mio viaggio, perché il passato cambia a seconda dell’itinerario compiuto.
L’estraneità di ciò che non sei più o non possiedi più
ti aspetta al varco nei luoghi estranei e non posseduti.
Inviato 14 ottobre 2011 - 20:43

Messaggio modificato da CarloP il 14 ottobre 2011 - 20:45
Inviato 14 novembre 2011 - 22:51
Un’altra pagina toccante. E fai bene ad indignarti Carlo.
Anch’io leggevo qualche tempo fa una pagina di Pino Scaccia: ‘A Cerkovo troviamo 13 piastrine e una fede nuziale’..... Alcune sono ben conservate, i nomi sono perfettamente leggibili.
E’ questo che ti fa riflettere: c’e’ chi considera una missione umanitaria portare alla luce i resti, gli oggetti dei caduti perche' per qualcuno hanno un valore ultraffettivo e c’è chi perversamente li considera come un cimelio da tenere in bacheca o peggio materiale di speculazione all’interno di un famigerato black market . La nostra storia è piena di queste contraddizioni, dove l’humanitas viene sempre dopo il profit e il cinismo.
Sulle piastrine in giro per la Russia penso che ci siano speranze nulle per il loro recupero, mentre su quelle 40 che hanno trovato l’acquirente italiano c’è forse qualche speranza di recupero: questo, se vengono fatte le giuste pressioni anche interessando l’opinione pubblica attraverso qualche articolo di giornale, che sollevi il problema etico e morale. E poi come dicevo c’è l’aspetto affettivo dell’oggetto che ha per alcuni un valore inestimabile, visto che per una moltitudine di parenti non è rimasto nulla su cui piangere. Ecco perché davanti ad alcune azioni di sciacallaggio, piu’ o meno mascherato, bisogna avere il coraggio morale di denuncia senza mezzi termini.
Inoltre non deve mai venir meno la nostra solidale vicinanza a questo olocausto semisconosciuto. Le guerre si possono perdere, ma non perdere l’onore. I nostri soldati, a differenza dei tedeschi, rumeni e ungheresi impegnati sul fronte russo, non hanno lasciato un ricordo maledetto. La gente comune del popolo russo sapeva distinguere tra fascismo e soldati italiani
proprio perché viveva a loro contatto. Leggevo da qualche parte che ‘la vera superiorità del soldato italiano, il suo titolo d’onore: avere fatto la guerra senza odiare nessuno, senza considerare nemico il nemico’.
70 anni sono troppo pochi per dimenticarli!
Inviato 15 novembre 2011 - 02:26
Chi si indigna nel blog di Pino Scaccia in realtà si chiama Graziano Giaretta.
Non capisco bene il senso di questo copia-incolla di botta e risosta, di frasi mie e di altri, che cambiano il senso dei singoli discorsi. Il risultato è che si cade nel solito luogo comune dove il mondo è corrotto e avido e non vi è speranza di un futuro migliore. Le cose non stanno proprio così. Lo dico non per chi ha commentato prima di me, ma per il visitatore occasionale che dovesse farsi una idea dei fatti basata su queste poche righe. La persona che detiene i piastrini è un ragazzo russo che forse pecca di ingenuità, ma che è sicuramente di buon cuore.
Questo ragazzo ha mandato ben cinque piastrini ai parenti in Italia a proprie spese, rifiutando di farsi pagare.
E' facile fare i moralisti, quelli che hanno capito tutto, parlare di sciacallaggio, e pensare subito alla malafede, ed è più complicato soffermarsi e capire la complessità delle cose. Cinismo e profitto esistono, e probabilmente sono la regola, ma in questa piccola vicenda va riconosciuto il merito e l'onore ad un nostro ex-nemico di essersi comportato con quella umanità che molti nostri soldati hanno riscontrato a loro volta 70 anni fa.
E credo che raccontare una verità anche attraverso il riconoscimento di un merito sia il migliore servigio che possiamo fare a quei nostri sfortunati ragazzi.
Inviato 15 novembre 2011 - 13:00
prendo personalmente atto di quest'encomiabile gesto: quello dell'invio di alcuni piastrini ai parenti in Italia da parte di un ragazzo russo senza chiedere alcun compenso. In tutta franchezza sono convinto che sulla vicenda, noi due ci esprimiamo su una lunghezza d'onda molto vicina o, che è lo stesso, su un piano di affinità.
Io che vivo per molti mesi nell'unico paese sovietico rimasto sulla Terra con tanto di stella rossa sullo stemma - la Transnistria o PMR per intenderci, posso forse meglio di altri capire il modo di pensare di questa gente con cui vivo e con la quale mi sono integrato in piena armonia. E se devo esprimere un giudizio, accolgo con atteso piacere l'atto del ragazzo russo che ha voluto con quel gesto rendere omaggio alla memoria dei nostri soldati. Questo comportamento ridimensiona alcuni miei dubbi sull'invio degli oggetti, dubbi ricollegabili alle difficoltà di rintracciare gli indirizzi dei parenti e ai costi di spedizione dei piastrini personali..
Anche se qualche nostra frase puo' essere condita di retorica con il riproporre espressioni di altri, ho la convinzione che in questa triste pagina di storia sia rimasto ancora spazio per raccontare gesti e azioni di grande umanità.
Quest'ultima positiva segnalazione è anche indirettamente una lezione per noi tutti che abbiamo talvolta peccato di eccessivo pessimismo sui comportamenti umani.
Inviato 15 novembre 2011 - 14:52
Se, tramite Ebay, o con altri mezzi, è possibile far trovare la strada di casa anche ad un solo piastrino, allora, secondo me, al di là di tutte le considerazioni etiche e legali, pur partendo da una azione negativa, si sarà arrivati ad un atto positivo.
(dal blog “lettere dal don”)
Giobruno, è ovvio che non rispondevo solo a te ma anche a CarloP e a tutti coloro che pensano ci sia solo del marcio in queste attività.
Messaggio modificato da CarloP il 15 novembre 2011 - 15:11
Inviato 15 novembre 2011 - 19:26
Giobruno, è ovvio che non rispondevo solo a te ma anche a CarloP e a tutti coloro che pensano ci sia solo del marcio in queste attività.
Comprendo le perplessità di coloro che pensano che non ci sia modo di riportare in Italia resti od oggetti dei nostri soldati. Tutti questi anni senza una notizia non induce all'ottimismo.
In effetti per un russo volenteroso in possesso di un piastrino non è semplice rintracciare la famiglia italiana. Però possiamo farlo noi Italiani con l'aiuto della rete. Dovrebbe farlo lo Stato, ma pare distratto su questi argomenti e sono costretti ad intervenire i privati.
A me non è servita molta fatica, solo un po' di tempo da dedicarci, e spero che il mio piccolo successo serva da esempio per altri. Ho rintracciato le cinque famiglie e ho comunicati al ragazzo russo gli indirizzi dove spedire ciascun piastrino.
I costi di spedizione non sono elevati, credo siano intorno ai 2-3 euro. Un pochino di più è il costo di acquisto del piastrino sul mercato russo, che si aggira sui 10-15 euro.
Cifre modeste che per un russo però sono sicuramente più significative che per un italiano.
Il costo più elevato è il mancato guadagno. A rivenderli in Italia quei piastrini possono fruttare anche un centinaio di euro ciascuno.
Forse è un caso isolato, ed è giusto mantenere la guardia alta su questi commerci, ma non posso non pensare che l'animo di una certa Russia in questi 70 anni in fondo non sia cambiato.