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L'ESERCITO PERDUTO


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75 risposte a questa discussione

#61 CarloP

CarloP

    Rappresentante Moldweb a Chisinau


  • 3602 messaggi
  • Iscritto il: 23-dicembre 08

Inviato 18 agosto 2012 - 21:00

Campagna di Russia. Balti - bambina accarezza un gatto - materiali di scarto

Patellani, Federico

Descrizione

Autore: Patellani, Federico (1911/ 1977), fotografo principale
Luogo e data della ripresa: Balti, Moldavia, 06/1941 - 10/03/1942
Materia/tecnica: gelatina bromuro d'argento/pellicola in rullo negativa (nitrato)
Misure: 135 mm (24 x 36 mm)
Collocazione: Cinisello Balsamo (MI), Museo di Fotografia Contemporanea, fondo Archivio Federico Patellani, PR. 537/FT. 4A

Allega File

  • Allega File  Balti.jpg   48,63K   9 Numero di downloads

Messaggio modificato da CarloP il 18 agosto 2012 - 21:01


#62 CarloP

CarloP

    Rappresentante Moldweb a Chisinau


  • 3602 messaggi
  • Iscritto il: 23-dicembre 08

Inviato 29 agosto 2012 - 12:10

Campagna di Russia. Balti - campo d'aviazione - aerei militari - bidoni.

Immagine Postata

Descrizione

Autore: Patellani, Federico (1911/ 1977), fotografo principale
Luogo e data della ripresa: Balti, Moldavia, 06/1941 - 10/03/1942
Materia/tecnica: gelatina bromuro d'argento/pellicola in rullo negativa (nitrato)
Misure: 135 mm (24 x 36 mm)
Collocazione: Cinisello Balsamo (MI), Museo di Fotografia Contemporanea, fondo Archivio Federico Patellani, PR. 531/FT. 3

Messaggio modificato da CarloP il 29 agosto 2012 - 12:11


#63 CarloP

CarloP

    Rappresentante Moldweb a Chisinau


  • 3602 messaggi
  • Iscritto il: 23-dicembre 08

Inviato 05 settembre 2012 - 19:02

Campagna di Russia. Bessarabia - Riscani - veduta

Descrizione
Autore: Patellani, Federico (1911/ 1977), fotografo principale

Luogo e data della ripresa: Riscani, Moldavia, 06/1941 - 10/03/1942
Materia/tecnica: gelatina bromuro d'argento/pellicola in rullo negativa (nitrato)
Misure: 135 mm (24 x 36 mm)
Collocazione: Cinisello Balsamo (MI)

Allega File


Messaggio modificato da CarloP il 05 settembre 2012 - 19:02


#64 CarloP

CarloP

    Rappresentante Moldweb a Chisinau


  • 3602 messaggi
  • Iscritto il: 23-dicembre 08

Inviato 07 settembre 2012 - 20:21



#65 CarloP

CarloP

    Rappresentante Moldweb a Chisinau


  • 3602 messaggi
  • Iscritto il: 23-dicembre 08

Inviato 16 dicembre 2012 - 20:34

La disperata ricerca dei familiari

dal blog di Roberto Olla

 

Sono partiti da invasori in una guerra che non volevano.

La propaganda diceva che era un “dovere verso la patria”.

Quella patria li ha abbandonati al loro destino, anche da morti.

E l’ombra di questo destino si allunga sulle famiglie.

Alcuni hanno rinunciato alle ricerche, altri invece non sopportano

l’idea che un loro nonno o un loro zio sia “scomparso in Russia”.

 

http://letteredon.wo...-dei-familiari/

Allega File


Messaggio modificato da CarloP il 16 dicembre 2012 - 20:35


#66 giobruno

giobruno

    Il Prof


  • 1451 messaggi
  • Iscritto il: 03-febbraio 10

Inviato 17 dicembre 2012 - 23:25

Quella della campagna in Russia, è una storia infinita costellata di luci ed ombre.

 

Voglio ricordare che nel mio incontro di qualche giorno fa al Circolo degli Ufficiali qui a Bologna, non potevo non accennare alla campagnia di Russia dell'VIII armata ARMIR 70 anni fa. A conclusione del nostro incontro un anziano alpino si è alzato, mi ha stretto la mano tutto emozionato dicendomi: 'solo agli italiani venne riconosciuto l'onore delle armi dai russi, anche se poi la gran parte dei prigionieri morì nei gulag'.

 

Il grande generale tedesco Rommel dichiarò una volta: "il soldato tedesco ha stupito il mondo, il bersagliere italiano ha stupito il soldato tedesco". Si riferiva ovviamente alla campagna d'Africa. Lo stesso potrebbe dirsi, a maggior ragione, per le divisioni degli alpini (prima fra tutte la Julia e Tridentina) impiegate nella disgraziata campagna di Russia. Il 26 gennaio 1943 si svolse la battaglia di Nikolajewka, una delle più note della Seconda Guerra Mondiale sul fronte orientale. Le forze italo-tedesche, provate, oltre che dai combattimenti, dal gelido inverno russo, si ritrovano ad affrontare alcuni reparti dell’ Armata Rossa e la loro ritirata per rompere l'accerchiamento nemico è passata alla storia come un atto eroico.

 

La realtà fu ben diversa da quella che si era immaginato Mussolini e solo il pensiero di mandare 220.000 uomini mal equipaggiati e senza mezzi adeguati fa pensare alle affermazioni di Rommel quando diceva dei soldati italiani che si battevano come leoni, degli ufficiali che erano molli e dello stato maggiore dell'esercito che era ........letame  (i vertici prima della guerra bocciarono tra le altre cose l'impiego del mitragliatore Beretta mentre d'altro canto i fanti dell'Armata Rossa erano equipaggiti con il 'parabellum' da 73 colpi al minuto).

 

A Mussolini sono in troppi a non perdonargli i due errori come i patti lateranensi (con il concordato del 1929 tra Stato e Vaticano) e su tutto...l'entrata in guerra con la campagna d'Africa, .....e la trovata finale della campagna di Russia che serviva a contraccambiare l'aiuto tedesco avuto in quella d'Africa.

  •  

 

Allega File



#67 CarloP

CarloP

    Rappresentante Moldweb a Chisinau


  • 3602 messaggi
  • Iscritto il: 23-dicembre 08

Inviato 26 dicembre 2012 - 19:31

Memoria Presagi dal Don, le cartoline dell'Armir

I soldati confessano i loro stenti. Nelle risposte il mondo irreale della propaganda

Costavano poco o erano addirittura gratuite.

Così le cartoline e le cartoline postali (quelle senza immagine che potevano essere compilate

su entrambi i versi) divennero il principale strumento di comunicazione dei militari italiani impiegati su tutti i fronti e in particolare in Russia. Richieste di generi di conforto («Mi raccomando il pacco, se non te lo fanno alla posta, vai al fascio che là lo fanno subito...

sigarette buone e sapone e lame e un pennello»), sfoghi che aprono una finestra sulla reale situazione bellica, al di là della retorica propagandista («In questi momenti per noi tristi,

l'unico conforto è quello di avere posta da casa»).

 

vincere-vinceremo_140x175.jpg?v=20120824
«Vincere! Vinceremo! Cartoline sul fronte russo 1941-1942» (Fondazione Museo storico del Trentino)
a cura di Quinto Antonelli e Sergej Ivanovich Filonenko

Dalla sconfinata steppa russa continuano a emergere testimonianze dei terribili momenti che videro prima l'avanzata e poi la sanguinosa disfatta dell'Armata italiana in Russia (Armir). Piastrine di riconoscimento che anche chi scrive ha rinvenuto nelle campagne attorno ai luoghi degli accerchiamenti finali, della cattura e dell'annientamento delle unità italiane. E anche documenti, come le cartoline mai spedite, finite nelle mani dei sovietici, che furono poi coscienziosamente catalogate e conservate. Fino a venire amorevolmente preservate nel museo della città di Voronezh. Le cartoline mai consegnate ai destinatari sono state riunite assieme a quelle custodite dal Museo storico del Trentino, sequestrate all'epoca dagli uffici della censura militare di Mantova. Il bel libro Vincere! Vinceremo! Cartoline sul fronte russo 1941-1942 (Fondazione Museo storico del Trentino), a cura di Quinto Antonelli e Sergej Ivanovich Filonenko, raccoglie alcune delle più significative.

Quelle che i militari mandavano a casa sono quasi tutte illustrate con immagini che dovrebbero dare l'idea di una avanzata inarrestabile delle armate «del bene»

(italiane e tedesche) contro «le forze oscure» dell'Est. Foto e disegni che si immaginerebbero gioiosi e trionfali, ma che invece spessissimo sono lugubri e premonitrici. Il fascista in camicia nera e pistola in pugno che affianca il tedesco con fucile e baionetta, più che ad attaccare sembra pensare a sopravvivere, mentre sostiene un compagno ferito a morte con i piedi su un ammasso di rovine. La «via della vittoria» sulla cartolina della divisione Pasubio è angosciante: una strada bianca che si perde verso l'orizzonte su una pianura sterminata. E che dire dell'immagine scelta dall'80° reggimento fanteria «nel nome di Roma»: un mitragliere ferito che in mezzo alla neve e al fumo continua a sparare, circondato dai corpi dei compagni caduti.

lettere_620x420--620x420.jpg

«Caro zio, con la presente vi do le mie notizie che sto bene», scriveva il 5 settembre del 1942 il nipote Antonio a Melino Michele fu Romeo di Anzano di Puglia, provincia di Foggia. Erano i giorni in cui i tedeschi erano all'offensiva a Stalingrado e gli italiani dirottavano sul fronte del Don le truppe alpine, inizialmente inviate nel Caucaso. Specialisti di montagna, equipaggiati con mortai e altre armi leggere, che si trovarono a fronteggiare in campo aperto i poderosi carri armati sovietici. Poche settimane dopo, il 19 novembre, sarebbe iniziata la grande controffensiva sovietica, che poi avrebbe coinvolto anche le truppe italiane.

 

urss_140x188.jpg?v=20120824133023
La coalizione dei Paesi che aggredirono l’Urss nel 1941

Le uniche cartoline che riescono a interpretare con un certo senso artistico i dettami della propaganda sono quelle di Gino Boccasile, celebre illustratore del rotocalco «Le Grandi Firme», diretto da Pitigrilli. Sua è la cartolina con il colossale samurai che distrugge le navi angloamericane avendo alle spalle le bandiere nipponica, tedesca e italiana. La spedisce Guido Remelli della 131ª batteria del 26° gruppo corazzato. Sempre Boccasile realizzò le immagini destinate a illustrare le frasi del Duce: «No. La luce non viene da quell'Oriente. Di là giunge sempre più incalzante il crepitio dei plotoni di esecuzione». L'immagine ci mostra due bestiali bolscevichi che massacrano una famiglia di contadini in uno scantinato. A spedirla, con «tanti saluti a chi sempre saprà ricordare» è il nipote Vitale Corradini della 9ª brigata motorizzata. Destinataria la famiglia Tonelli Antonio di Palidano, Suzzara, Mantova.

Messaggi fiduciosi nella vittoria, ma anche tanti assai più incerti e preoccupati.

Nonostante l'esperienza dell'inverno precedente, che aveva colto gli alleati dell'Asse

impreparati al grande gelo, gli italiani sembrano ancora non equipaggiati adeguatamente.

Il 16 settembre del 1942 l'autista Agosti Luigi scrive alla mamma Maria Cavalli a Mantova: «Ora qui ha già cominciato a far freddo; l'appetito è tanto e la razione che ci danno è poca

cosa». E Aleardo Pecorari del reggimento artiglieria a cavallo già il 28 agosto 1942

raccomanda al fratello in Italia: «Per la roba di lana invernale, preparatela; poi quando vi

pare comodo fate il pacco».

Di tutt'altro tenore, naturalmente, i messaggi inviati dall'Italia. Le immagini sono rassicuranti, tranquillizzanti. Corso Vittorio Emanuele a Milano con il traffico pedonale di

ogni giorno, dal parroco di Ronco Briantino al lanciere Brambilla Giuseppe del 5° Novara.

Una «sirena bruna», in castigato costume da bagno, da Riccione con i saluti di Cammorato Carmela al sergente Pamer Pangrazio del 2° squadrone Savoia cavalleria.

 

autotrasportatori_140x192.jpg?v=20120824
Celebra un’unità militare autotrasportabile
 

Sul fronte interno si vuole dire ai 230 mila uomini dell'Armir che tutto va più che bene.

Il dopolavoro «è il ponte tra il partito e il popolo che combatte e lavora»; il bambino (sempre

di Boccasile), che tra le braccia del papà soldato alza al cielo il salvadanaio, ci sprona: «Difendiamo il nostro risparmio». Poi le aziende, le parrocchie, tutti al fianco dei «nostri

soldati difensori della fede»: Breda, Fiat («Ali fasciste dominatrici del cielo»), Caproni

(«Le maestranze seguono con legittimo orgoglio le gesta dei loro fratelli in armi»).

Ma ancora poche settimane e per l'Armir sarà la fine.

 

(Fabrizio Dragosei)


Messaggio modificato da CarloP il 26 dicembre 2012 - 19:39


#68 CarloP

CarloP

    Rappresentante Moldweb a Chisinau


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Inviato 28 dicembre 2012 - 22:04

Il passato che ritorna

armir1-001.jpg?w=545&h=364

In qualche cassetto ho trovato un pò di foto del 1992 durante le primissime

riesumazioni dopo mezzo secolo di colpevole silenzio sovietico.

Era il 19 maggio. Non ricordo il luogo perchè ne ho girati molti, per tutta l’estate

di vent’anni fa.

Ho scelto un’immagine significativa perchè è ben visibile il nome del soldato sepolto.

Si tratta di Erminio Buratti, vedete.

Ho fatto qualche ricerca: era nato il 24 dicembre 1912 a Spino d’Adda.

L’anno dopo questa riesumazione, cioè nel 1993, i suoi resti sono stati traslati

nel cimitero di Sordio. Quindi so già che è tornato a casa.

Secondo i documenti è morto il 28 settembre 1942, a ridosso dei trent’anni

(sconosciuto il luogo).

Se qualche familiare frequenta questo blog mi piacerebbe saperne di più:

ho anche altre immagini più ravvicinate dentro quella tomba improvvisata

dalla carità cristiana dei cappellani militari. Potrebbe essere un caro ricordo.

http://letteredon.wo...to-che-ritorna/


Messaggio modificato da CarloP il 28 dicembre 2012 - 22:10


#69 CarloP

CarloP

    Rappresentante Moldweb a Chisinau


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Inviato 28 dicembre 2012 - 22:11

A Raffaele morto

il 28/12/1941

Fronte russo

 



#70 CarloP

CarloP

    Rappresentante Moldweb a Chisinau


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Inviato 04 gennaio 2013 - 21:45

Un paio di anni fa lo S.M. del Ministero della Difesa italiano informava di aver ritrovato,

all'interno di una Caserma della citta' di Balti, all'epoca del conflitto, credo ospedale militare,

i resti di 7 soldati italiani morti durante il secondo conflitto mondiale.

Secondo le notizie in possesso di un nostro comune amico, che ha partecipato attivamente

al rimpatrio di questi ragazzi, sembra che ci sia una fossa comune con circa una quarantina

di corpi di soldati, ancora sepolti li'.

La notizia mi ha messo un po' di agitazione, ma ha rinvigorito anche la mia speranza.

Qualcosa mi dice, la mia e' una sensazione, forte, che tra questi potrebbe esserci

anche Raffaele.

Sono un po' confuso.

Continuo a sperare.


Messaggio modificato da CarloP il 04 gennaio 2013 - 21:47


#71 giobruno

giobruno

    Il Prof


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Inviato 04 gennaio 2013 - 22:52

Un paio di anni fa lo S.M. del Ministero della Difesa italiano informava di aver ritrovato,

all'interno di una Caserma della citta' di Balti, all'epoca del conflitto, credo ospedale militare,

i resti di 7 soldati italiani morti durante il secondo conflitto mondiale.

Secondo le notizie in possesso di un nostro comune amico, che ha partecipato attivamente

al rimpatrio di questi ragazzi, sembra che ci sia una fossa comune con circa una quarantina

di corpi di soldati, ancora sepolti li'.

La notizia mi ha messo un po' di agitazione, ma ha rinvigorito anche la mia speranza.

Qualcosa mi dice, la mia e' una sensazione, forte, che tra questi potrebbe esserci

anche Raffaele.

Sono un po' confuso.

Continuo a sperare.

 

non per deludere le tue aspettative che sono rispettabilissime, ma penso che tu non debba alimentare soverchie illusioni. SE il cugino è morto il 28.12.1941 sul fronte russo, forse nella valle del Don, come si concilierebbe il ritrovamento del suo corpo a Balti a un migliaio di chilometri di distanza? So che a Balti era in funzione un ospedale militare (ne parlava anche Don Cesare proprio ieri quando era in nostra compagnia)e lì nelle retrovie avrebbero dovuto confluire i feriti italiani dal fronte russo.,,,,ma qui si parla di un soldato deceduto.Perchè R. avrebbe dovuto essere sepolto proprio nel nord della  Moldova? 



#72 CarloP

CarloP

    Rappresentante Moldweb a Chisinau


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  • Iscritto il: 23-dicembre 08

Inviato 05 gennaio 2013 - 17:38

non per deludere le tue aspettative che sono rispettabilissime, ma penso che tu non debba alimentare soverchie illusioni. SE il cugino è morto il 28.12.1941 sul fronte russo, forse nella valle del Don, come si concilierebbe il ritrovamento del suo corpo a Balti a un migliaio di chilometri di distanza? So che a Balti era in funzione un ospedale militare (ne parlava anche Don Cesare proprio ieri quando era in nostra compagnia)e lì nelle retrovie avrebbero dovuto confluire i feriti italiani dal fronte russo.,,,,ma qui si parla di un soldato deceduto.Perchè R. avrebbe dovuto essere sepolto proprio nel nord della  Moldova? 

Gio' io sto vivendo questa storia con il cuore e ... rispetto lo spirito scientifico del t

uo approccio.

Due cose:

1. La data della morte e' quella che si da' d'ufficio quando non si hanno certezze della

morte, del tipo riconoscimento etc., come nel suo caso, in quanto disperso.

2. Ci potrebbero essere delle varianti, qui parla il cuore: potrebbe essere stato ferito

nell'avanzamento, in una data precedente e quindi molto prima del fronte del Don ...

In primavera spero di andare in Calabria per le richieste e le pratiche burocratiche per

avere il suo foglio matricolare, che potrebbe fornire qualche particolare in piu' anche

se non ho grandi aspettative ... ma potrebbe delineare perlomeno la rotta in Moldova.

 

La storia continua ...


Messaggio modificato da CarloP il 05 gennaio 2013 - 17:39


#73 CarloP

CarloP

    Rappresentante Moldweb a Chisinau


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  • Iscritto il: 23-dicembre 08

Inviato 13 aprile 2013 - 13:49

Localizzazione dei cimiteri di guerra e fosse comuni (pressoché completata),

posizionati sulle immagini satellitari e su una carta di Russia e Ucraina

GISRussia_20.jpg

 

http://www.plini-alp...et/cimiteri.htm


Messaggio modificato da CarloP il 13 aprile 2013 - 13:50


#74 CarloP

CarloP

    Rappresentante Moldweb a Chisinau


  • 3602 messaggi
  • Iscritto il: 23-dicembre 08

Inviato 06 settembre 2013 - 15:12

Danilo Dolcini, qualche fotografia del viaggio in Russia lungo la ritirata

del Corpo d'Arma Alpino nel gennaio 2013

 

1185564_10201907378548742_9328756_n.jpg

 

1003224_10201907376468690_159878220_n.jp

 

1235238_10201907376108681_699253200_n.jp

 

1185469_10201907375908676_269457591_n.jp

 

1185292_10201907376428689_517269751_n.jp

 

1234925_10201907379788773_719651908_n.jp


Messaggio modificato da CarloP il 06 settembre 2013 - 15:12


#75 VincentHanna

VincentHanna

    Advanced Member


  • 1410 messaggi
  • Iscritto il: 24-novembre 10

Inviato 08 settembre 2013 - 16:23

non male, lo farei anch'io un viaggio come questo avessi qualche migliaio di euro da spendere per una giacca e pantaloni north face   :phew:



#76 Moldbrixia1

Moldbrixia1

    Newbie


  • 3 messaggi
  • Iscritto il: 27-aprile 11

Inviato 23 agosto 2014 - 11:13

Oggi leggo una prima risposta, fra l'altro di una tempestività eccezionale, visto il periodo.

Ecco in breve ...


  • Carlo Policano
    agosto 15, 2011 alle 6:10 pm

    RAFFAELE
    Cognome: PERROTTA
    Data di Nascita: 26/11/1921
    Luogo di Nascita: TORANO CASTELLO
    Luogo Sepoltura: Sconosciuto
    Data Decesso: 28/12/1941
    Luogo Decesso: RUSSO
    Queste sono le uniche cose che conosco dall’elenco su internet a cura Commissariato Generale Onoranze Caduti in Guerra. Non conosco l’appartenenza al corpo ne’ altre notizie. Qualcuno mi puo’ aiutare per conoscere qualcosa di piu’ …
  •  
[/list]maurizio comunello
agosto 15, 2011 alle 7:33 pm

Per Carlo Policano.
Allora devi richieder Copia del Foglio Matricolare relativo a Perrotta Raffaele al CEDOC Via Luigi Pascali 40/44 -88100 CATANZARO Tel.0961-792211 e chiedi anche di avere la Croce al Merito di Guerra.Vedi il facsimile della Domanda nella risposta a Maria Pia Curcio più in alto del 13 Luglio questa stessa pagina.Puoi anche chiedere a PREVIMIL di Roma vedi indirizzo e modalità nel sito Pontieri .it di Segato.Comunque telefona prima che è meglio.Dovrebbe appartenere alle Divisoni di Fanteria e non a quelle Alpine.Fammi sapere.Maurizio


La storia comincia ...

 

Complimenti, hai fatto un grande lavoro.