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Guest Message by DevFuse
 

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L'ESERCITO PERDUTO


Discussione archiviata. Non è più possibile intervenire in questa discussione.
75 risposte a questa discussione

#1 CarloP

CarloP

    Rappresentante Moldweb a Chisinau


  • 3602 messaggi
  • Iscritto il: 23-dicembre 08

Inviato 11 agosto 2011 - 11:33

Un pò di anni fa, in Ucraina, mi capitò di sentire parlare di soldati italiani.
Recentemente, prima che morisse all'età di 104 anni, Katinka mi parlò del passaggio da quelle parti di soldati italiani, delle loro gentili richieste di vendergli una gallina.
Si ricordava perfettamente la frase in italiano.

Pino Scaccia, a circa vent’anni di distanza dal suo precedente libro Armir, sulle tracce di un esercito perduto, ritorna nei luoghi della tragica Campagna di Russia della seconda guerra mondiale, dove persero la vita migliaia di soldati italiani, mandati allo sbaraglio, equipaggiati in tutta fretta, in modo assolutamente inadeguato per far fronte alla durezza dell’inverno nelle steppe russe.
Oggi con questo nuovo reportage Scaccia torna alla ricerca di ulteriori notizie sugli italiani dispersi.
L’autore parte per la smisurata valle del Don, si districa nei meandri della burocrazia russa, visita cimiteri, fosse comuni, ma innanzitutto intervista persone. Ci sono 80.000 famiglie toccate da questa tragedia e ancora oggi i discendenti di questi soldati non si arrendono e vogliono almeno ricostruire gli ultimi giorni di vita dei loro cari.
Ci sono testimoni, ancora vivi, soprattutto vecchie contadine, che avevano nascosto e accolto tanti italiani “così belli, ma così tanto affamati”.
Nel libro tanti racconti, anche i ricordi trasmessi da genitore a figlio, che contribuiscono alla scoperta e al recupero di indizi preziosi. Un reportage drammatico e incredibile quasi fosse un romanzo, spietato e doloroso come la più vera delle realtà.

“Qui, proprio qui in questa stanza, hanno dormito per tanto tempo sette soldati italiani. Gentilissimi, educati. Chiamavano mio padre signor Gavrilich, chiedevano tutto per piacere. Enea era un omone, con la barba, somigliava a Fidel Castro. Faceva la guerra, ma era un pacifista convinto. Sai che diceva? ‘L’uomo quando prende in mano il fucile non è più un uomo’. Un giorno arrivarono i carri armati, era cominciata l’avanzata russa. Enea scappò, con gli altri. Chissà se ce l’ha fatta a tornare a casa oppure il suo corpo è ancora vicino a me”.
(Leonid Tarakanov Gavrilerich, villaggio di Millerovo)


Messaggio modificato da CarloP il 11 agosto 2011 - 11:37


#2 CarloP

CarloP

    Rappresentante Moldweb a Chisinau


  • 3602 messaggi
  • Iscritto il: 23-dicembre 08

Inviato 12 agosto 2011 - 11:14

Ho postato questo topic per un semplice ricordo.
Quello di mio padre e di suo cugino Raffaele, figlio di zia Rachele, cugina di mia nonna Angelina.
Due cugini cresciuti nello stesso borgo, "un incrocio di destini in una strana storia", di cui io e mio cugino Vicenzo siamo gli ultimi depositari e di cui si sta perdendo la memoria.
Uno strano destino. Nati a qualche settimana di distanza, durante la grande guerra, uno spedito in Grecia, mio padre, l'altro sul fronte russo.
Raffaele, a differenza di mio padre, non è mai più tornato.
E' un pò che questa storia mi ronza nella mente. Segno di vecchiaia, direbbe qualcuno.
Dopo essere stato in Ucraina, ho cominciato a pensarci. La bisnonna Katinka, in Moldova, me ne ha risvegliato il ricordo.
Oggi ho visitato il sito del Ministero della Difesa.
Ho digitato il nome ed il cognome e gli altri dati ed avviato la ricerca.
Ho avuto un attimo di commozione.
E' nato un mio piccolo progetto.

Allega File


Messaggio modificato da CarloP il 12 agosto 2011 - 11:31


#3 CarloP

CarloP

    Rappresentante Moldweb a Chisinau


  • 3602 messaggi
  • Iscritto il: 23-dicembre 08

Inviato 16 agosto 2011 - 10:14

Oggi leggo una prima risposta, fra l'altro di una tempestività eccezionale, visto il periodo.

Ecco in breve ...

  • Carlo Policano
    agosto 15, 2011 alle 6:10 pm

    RAFFAELE
    Cognome: PERROTTA
    Data di Nascita: 26/11/1921
    Luogo di Nascita: TORANO CASTELLO
    Luogo Sepoltura: Sconosciuto
    Data Decesso: 28/12/1941
    Luogo Decesso: RUSSO
    Queste sono le uniche cose che conosco dall’elenco su internet a cura Commissariato Generale Onoranze Caduti in Guerra. Non conosco l’appartenenza al corpo ne’ altre notizie. Qualcuno mi puo’ aiutare per conoscere qualcosa di piu’ …

[/list]maurizio comunello
agosto 15, 2011 alle 7:33 pm

Per Carlo Policano.
Allora devi richieder Copia del Foglio Matricolare relativo a Perrotta Raffaele al CEDOC Via Luigi Pascali 40/44 -88100 CATANZARO Tel.0961-792211 e chiedi anche di avere la Croce al Merito di Guerra.Vedi il facsimile della Domanda nella risposta a Maria Pia Curcio più in alto del 13 Luglio questa stessa pagina.Puoi anche chiedere a PREVIMIL di Roma vedi indirizzo e modalità nel sito Pontieri .it di Segato.Comunque telefona prima che è meglio.Dovrebbe appartenere alle Divisoni di Fanteria e non a quelle Alpine.Fammi sapere.Maurizio


La storia comincia ...

Allega File


Messaggio modificato da CarloP il 16 agosto 2011 - 10:15


#4 giobruno

giobruno

    Il Prof


  • 1451 messaggi
  • Iscritto il: 03-febbraio 10

Inviato 16 agosto 2011 - 21:56

Carlo, sento commozione ed entusiasmo nella tua ricerca e poichè so di darti piacere, apprezzo la tua determinazione nel far rivivere indirettamente tragiche pagine di storia su cui ancora c’è tantissimo da scrivere. Ogni tentativo nel saperne di piu’ deve essere interpretato come un tributo alla memoria di quegli sventurati soldati (un elenco interminabile), e al ricordo di un olocausto semisconosciuto avvenuto soprattutto per mano del Generale Inverno oltre che per la follia dei soliti noti. Molti storici dimenticano di risaltare che l’inverno 1941-42 quando l’8° Armata Italiana (ARMIR) fu inviata in Russia, è stato l’inverno piu’ freddo del 20° secolo. Di fatto l’operazione Barbarossa come veniva chiamata dai nazisti la spedizione in Russia falli’ soprattutto per le inclementi condizioni meteorologiche che decreto’ di fatto, dopo Stalingrado, l’inizio della caduta del Terzo Reich. Guarda caso, 130 anni prima, Napoleone si era trovato in una situazione del tutto analoga: perse nella campagna di Russia l’80% del suo esercito che incappò in ritirata sul fiume Beresina nel più grande disastro del suo impero che di li’ a poco si sfaldo’. Presunzione e arroganza politica non conoscono confini e tempo. Chi se ne infischia della storia e.... dei bollettini meteorologici arreca sventure all’umanità!

Mi piace ricordare questo brano di Giulio Bedeschi, in Centomila gavette di ghiaccio :
« La popolazione russa ben presto s'era istintivamente accostata agli alpini; la gente d'Ucraina aveva trovato via d'intesa con gli uomini dalla penna nera e si mostrava larga di simpatia e di attenzioni verso quei ragazzi gioviali; offriva spontanea ospitalità nelle isbe e si intratteneva volentieri a conversare fino a tardi ».
Dopo 70 anni, i pochi sopravissuti ricordano che molte penne nere sono ancora lì sotto quelle isbe dove piacevolmente conversavano.

Un’ultima riflessione. Per noi attempati del forum, questi eventi storici avrebbero potuto essere al limite determinanti per la nostra stessa esistenza. Come tuo padre che fu dirottato sul fronte greco, anche il mio dopo un lungo periodo di guerra in Africa fu indirizzato sul fronte greco ai confini con l’Albania. Se ambedue fossero stati spediti sul fronte russo ……….forse non saremmo qui a farci le confessioni.


#5 CarloP

CarloP

    Rappresentante Moldweb a Chisinau


  • 3602 messaggi
  • Iscritto il: 23-dicembre 08

Inviato 17 agosto 2011 - 10:34

Grazie Gio per le belle parole che hai scritto.
Tutto vero.
Ma c'è una sorta di destino incrociato che mi lega a Raffaele.
Non può rimanere una storia solo personale.
Poi si sa. A me le storie piacciono tanto.
E questa è una di quelle che vale la pena di essere scoperta e raccontata.

#6 giobruno

giobruno

    Il Prof


  • 1451 messaggi
  • Iscritto il: 03-febbraio 10

Inviato 17 agosto 2011 - 17:25

Nelle storie come questa, c’è sempre il fascino della scoperta e del coinvolgimento emotivo per i risvolti umani che alla fine ti ricompensano ampiamente del tempo dedicato alle ricerche.
E poi certe storie danno un senso alla nostra stessa vita demotivata da troppi noiosi problemi quotidiani senza soluzione. Oggi ancor piu’ occorre alimentare la nostra mente fornendole nuovi stimoli.

Circa20 anni fa, lo strizzacervelli che ci esaminava per conoscere le reazioni mentali prima delle missioni antartiche assieme alle guide alpine, ci convinceva che per resistere nei siti estremi era necessario dare dei compiti alla mente per tenerla in movimento, alimentandola con nuovi interessi . Una mente inattiva – diceva - fa deperire prima l’involucro (il corpo) che la contiene e disattiva gli anticorpi che ci immunizzano dalla depressione che ci assale in presenza di situazioni estreme. Dagli alpini che sono stati i nostri istruttori nei corsi di sopravvivenza sul Monte Bianco abbiamo appreso i comportamenti da tenere in condizioni anomale che simulavano quelle della prossima missione . Nei racconti delle guide della Caserma del Monte Bianco alla Thuile, niente era paragonabile al freddo intenso che molti loro parenti stretti delle divisioni Cuneense, Tridentina e Iulia trovarono nel 1941 -42 nella grande valle del Don. Sotto i 40-45° solo i siberiani ebbero capacità di movimento e vita relativamente facile, come in effetti è accaduto agli inizi degli anni ’40 in Russia. Nel video de L’esercito perduto si fa riferimento infatti alle loro incursioni e alle stragi di nostri soldati per mano loro.

Provo a farti sorridere. La spedizione in Russia dei nostri soldati iniziata nel luglio 1941- raccontavano le nostre guide alpine- venne molto rallentata dalle pessime condizioni stradali trovate soprattutto in Moldava, Bessarabia e Ucraina. Qui, sono convinto che troverai d'accordo tutti gli amici del forum , e credo che tu abbia pure il loro supporto morale per continuare la tua impresa.

#7 CarloP

CarloP

    Rappresentante Moldweb a Chisinau


  • 3602 messaggi
  • Iscritto il: 23-dicembre 08

Inviato 19 agosto 2011 - 14:16

"Io resto qui.
Addio.
Stanotte mi coprirò di neve.
E voi che ritornate a casa pensate qualche volta a questo cielo di Cerkovo.
Io resto qui con altri amici in questa terra.
E voi che ritornate a casa sappiate che anche qui, dove riposo,
in questo campo vicino al bosco di betulle, verrà primavera".

(Giuliano Penco, 1943)

#8 CarloP

CarloP

    Rappresentante Moldweb a Chisinau


  • 3602 messaggi
  • Iscritto il: 23-dicembre 08

Inviato 22 agosto 2011 - 14:32

Mio padre mi parlava spesso, quando ero adolescente,
dei luoghi dove era stato durante l'ultimo conflitto mondiale.
Bressanone, Val Pusteria, Rodi, Atene.
Per me, da sempre, luoghi familiari.
Mi parlava spesso dei concerti tenuti ad Atene in piazza Omonia con l'orchestra militare.
Mi restano alcune fotografie, in bianco e nero, un poco sfocate.
A distanza di anni, e non poteva essere diversamente, ho rivisto quei luoghi.
Per un attimo ho sentito riecheggiare alcune arie di Rossini.
Per mio padre la musica è stata, dopo mia madre, la sua più grande passione.
Suonatore esperto di clarinetto, ma in fondo un bravo pluristrumentista.
Ho percorso Atene ad occhi chiusi, facendomi guidare dai ricordi e dalla musica.
Mi raccontava dell'incontro inaspettato, a Rodi, con suo fratello Luigi, aviere.
La mancanza di notizie del loro cugino Raffaele.
Quando mi parlava di lui, notavo che il suo viso cambiava espressione.
Diventava serio, triste, malinconico.
Così come questa musica che ho sentito suonare per centinaia di volte e che ancora nei momenti di sconforto sento prepotente dentro di me.

Messaggio modificato da CarloP il 22 agosto 2011 - 14:39


#9 CarloP

CarloP

    Rappresentante Moldweb a Chisinau


  • 3602 messaggi
  • Iscritto il: 23-dicembre 08

Inviato 23 agosto 2011 - 11:03

Ci vorrà del tempo per ricostruire e conoscere questa piccola storia,
questi strani destini incrociati.
Ricostruire la storia che lega Raffaele, Eduardo, mio padre, e me.
In fondo questo, forse, è l'unico, vero, motivo.
Ma cosa c'è di strano in tutto questo ?.
In fondo sono rapporti comuni che legano le persone di una stessa famiglia.
E' vero.
Ma queste storie a distanza di anni, sicuramente per pura casualità, si incrociano.
Quello che mi incuriosisce alla fine è proprio questo,
indagare su eventi che non si riescono a comprendere.

E per poter fare questo bisogna avere un punto di riferimento,
un punto di partenza ed uno di arrivo.
E questi punti hanno già un nome:
Torano Castello (Cosenza) e Balti (Moldova).

http://g.co/maps/5ztv

Messaggio modificato da CarloP il 23 agosto 2011 - 11:12


#10 jerrydrake

jerrydrake

    Advanced Member


  • 9846 messaggi
  • Iscritto il: 22-agosto 05

Inviato 23 agosto 2011 - 12:20

Così come questa musica che ho sentito suonare per centinaia di volte e che ancora nei momenti di sconforto sento prepotente dentro di me.




Quella che a me rende la miseria dell' uomo e la sua autodistruzione è Carmina Burana..

.

#11 CarloP

CarloP

    Rappresentante Moldweb a Chisinau


  • 3602 messaggi
  • Iscritto il: 23-dicembre 08

Inviato 23 agosto 2011 - 13:56

Quella che a me rende la miseria dell' uomo e la sua autodistruzione è Carmina Burana..
.http://www.youtube.com/watch?v=8FBz5gRFOY8


Certo Jerry, è bellissima, la conosco dai tempi dell'università.

La sola differenza è che quella di Rossini l'ho sentita centinaia di volte suonare
da mio padre.
E' questo la rende unica.
E mi piace pensare che quando lo faceva era per lui come rivivere quei momenti.
Momenti di guerra, certamente, ma a lui ricordava Atene.
C'è una sola canzone, che a me, ogni volta che l'ascolto, ricorda mio padre ...
ed è questa di De Gregori.



#12 giobruno

giobruno

    Il Prof


  • 1451 messaggi
  • Iscritto il: 03-febbraio 10

Inviato 23 agosto 2011 - 20:39

Carlo scrive: Ci vorrà del tempo per ricostruire e conoscere questa piccola storia,
questi strani destini incrociati.
Caro Carlo, lento ed inesorabile, armato di tenacia e determinazione proprio nello stile dei ‘capricorni’, continui le tue ricerche per ricostruire la storia che ti sta a cuore.
Mi ha colpito questo passaggio:

E per poter fare questo bisogna avere un punto di riferimento,
un punto di partenza ed uno di arrivo.
E questi punti hanno già un nome:
Torano Castello (Cosenza) e Balti (Moldova).


Capisco il punto di partenza ma non capisco quello d’arrivo.

Comunque , visto che la tua storia non mi lascia per niente indifferente e mi sta un po’ contagiando, tu hai bisogno a mio parere di altri punti di riferimento : per cui mi permetto di darti qualche indicazione di cui farai l’uso che meglio credi.
  • Segui la data del decesso del cugino il 28/12/1941. Il tuo congiunto doveva appartenere alle divisioni di fanteria del CSIR (Corpo di Spedizione Italiano in Russia) partito nel luglio 1941 e non all’ARMIR (Armata Italiana in Russia) che parti’ un anno dopo, cui facevano parte le divisioni degli alpini.
  • Le divisioni di fanteria del CSIR hanno un nome (Pasubio e Torino). Queste dopo aver attraversato il Dnieper nel settembre, entrano in autunno nel bacino del Donetz (siamo nella regione piu’ ad est dell’Ucraina). A novembre l’autunno russo riserva piogge costanti, freddo e piste diventate cumuli di fango che bloccano il movimento degli automezzi. L’avanzata del CSIR di fatto si blocca in questa regione.
  • Dicembre è stato un mese tragico per le divisioni del CSIR. Leggo testualmente: ‘Il giorno di Natale i sovietici scatenarono una pesante offensiva, poi denominata "La Battaglia di Natale”….Il CSIR comunque riuscì a riorganizzarsi e tra il 26 ed il 28 dicembre le divisioni Pasubio e Celere insieme a un reggimento e una formazione di panzer tedeschi fecero scattare la controffensiva, che consentì di riprendere le posizioni perse nel corso dell'attacco sovietico di Natale (la battaglia costò 168 morti, 715 feriti e quasi 210 dispersi)”.
Certamente la data del decesso è un punto di riferimento prezioso per le tue ricerche se non altro per localizzare i possibili luoghi delle battaglie - forse, dico forse, le città minerarie di Rykovo (attuale Yenakiieve) e Gorlovka (Horlivka), a una trentina di chilometri a nord-est di Stalino (attuale Donetsk).Il CSIR si trovava allora schierato su una linea difensiva tra la città di Rykovo a ovest e il fiume Mius ad est.

Da capricorno a capricorno quale anch’io sono, non so se queste informazioni di possano essere utili, ma un consiglio ti voglio dare: in ogni avventura bisogna sempre valutare il rapporto costo (energie profuse)/beneficio (tornaconto, appagamento personale).

Aspettati un dispendio enorme di energie nervose e d'altra parte, non riesco ad immaginare se la ricerca della verità ti potrà realmente appagare. Pero’, nel tuo percorso hai gia’ trovato un certo Maurizio Comunello interessato talmente alla tua storia che il giorno di ferragosto alle 7:33 ti ha fornito delle preziose informazioni.

A questo punto tutto diventa possibile.

Cieli infiniti!

#13 jerrydrake

jerrydrake

    Advanced Member


  • 9846 messaggi
  • Iscritto il: 22-agosto 05

Inviato 24 agosto 2011 - 09:12

Carlo scrive:


Gio, quando vuoi quotare qualcuno usa il tasto RISPONDI sito sotto il post. Ti troverai direttamente a scrivere sotto quanto postato in precedenza e semmai puoi anche cancellare quanto del discorso non ti interessa ;)

#14 giobruno

giobruno

    Il Prof


  • 1451 messaggi
  • Iscritto il: 03-febbraio 10

Inviato 24 agosto 2011 - 10:30


Gio, quando vuoi quotare qualcuno usa il tasto RISPONDI sito sotto il post. Ti troverai direttamente a scrivere sotto quanto postato in precedenza e semmai puoi anche cancellare quanto del discorso non ti interessa ;)

grazie Jerry della segnalazione. Conoscevo la procedura, ma non so per quale motivo non sono riuscito a renderla operativa. L'età talvolta mi gioca brutti scherzi..
Ad ogni modo felice di sentirti e risponderti!

#15 CarloP

CarloP

    Rappresentante Moldweb a Chisinau


  • 3602 messaggi
  • Iscritto il: 23-dicembre 08

Inviato 24 agosto 2011 - 14:28

Ci vorrà del tempo per ricostruire e conoscere questa piccola storia ...
indagare su eventi che non si riescono a comprendere.

Stamattina ho fatto la prima telefonata al CEDOC di Catanzaro. Comincia la trafila burocratica. Per poter avere il foglio matricolare devo avere, da parte del comune di nascita di Raffaele, che è anche il mio, un certificato di morte, o morte presunta, e farmi rilasciare un documento che attesti la parentela. Dopo di che dovrò inoltrare la richiesta per ottenere la documentazione. Niente da dire, aspetterò il tempo per fare i documenti ed inoltrare il tutto. Il tempo che passa aiuta a riflettere ed a ripensare a questa storia.

Caro Carlo, lento ed inesorabile, armato di tenacia e determinazione proprio nello stile dei ‘capricorni’, continui le tue ricerche per ricostruire la storia che ti sta a cuore.
Mi ha colpito questo passaggio:
E questi punti hanno già un nome:
Torano Castello (Cosenza) e Balti (Moldova).
Capisco il punto di partenza ma non capisco quello d’arrivo.
... nel tuo percorso hai gia’ trovato un certo Maurizio Comunello interessato talmente alla tua storia che il giorno di ferragosto alle 7:33 ti ha fornito delle preziose informazioni.
A questo punto tutto diventa possibile.

Forse sta in questi passaggi un pò di questa storia.
Anagraficamente io risulto essere nato il 3 gennaio 1955, capricorno come dici tu.
Ma in realtà la storia è un'altra.
Io devo il mio nome al fatto che sono nato durante la Fiera di S. Carlo, la fiera contadina che si teneva una volta l'anno al mio paesello, dove si vendeva di tutto dalle mucche al formaggio, ai vestiti, un mondo oramai scomparso.
La Fiera si teneva al terzo sabato del mese di novembre: quell'anno la festività era giorno 20.
Troviamo la soluzione del problema. Perchè anagraficamente io risulto essere nato il 3 gennaio 1955 quando in realtà io sono nato il 20 novembre 1954.
La risposta si chiama Raffaele.
Raffaele era nato il 26 novembre e mio padre l'8 di dicembre.
I dodici giorni di differenza avevano fatto si che Raffaele andasse in Russia e mio padre in Grecia.
La morte di Raffaele ha rappresentato sicuramente un duro colpo per mio padre che immaginando scenari di guerre future, ed al fatto che 12 giorni di differenza tra il cugino e lui avevano rappresentato per lui la salvezza, pensò bene di posticipare la mia data di nascita.
Quindi come vedi il mio destino è in un certo senso incrociato con quello di Raffaele.
Ci sono delle sciocchezze sui numeri, io non credo a queste cose, che non sto nenache a riportare.

Balti già ... da una mappa che riporto, mi sembra che il reparto di fanteria sia passato da questa città o dintorni: in questo mi puoi essere d'aiuto (ti vedo molto preparato in merito e te ne ringrazio).
Balti è il paese di mia moglie, ancora un ulteriore legame che mi incuriosisce ...
come quello, ad esempio, di mia madre che con mio padre andarono in vacanza a Loano quando io avevo 12 anni (dal sud ... non da Milano o Torino) ed io ci sono finito a lavorare.
Destino o casualità ?.

Allega File


Messaggio modificato da CarloP il 24 agosto 2011 - 17:19


#16 jerrydrake

jerrydrake

    Advanced Member


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Inviato 24 agosto 2011 - 14:57

Io ho mio nonno paterno milite ignoto in Etiopia. Si chiamava come me, anzi io mi chiamo come lui :)
In pratica una maniata di stupidi eroi che si fecero ammazzare dagli inglesi per tenere una postazione...(quelli presi prigioniri trascorsero i restanti anni della guerra tranquilli prigionieri in India!) come cantava De Andre':

"ma lei che lo amava aspettava il ritorno
d'un soldato vivo, d'un eroe morto che ne farà
se accanto nel letto le è rimasta la gloria
d'una medaglia alla memoria."


Messaggio modificato da jerrydrake il 24 agosto 2011 - 14:57


#17 jerrydrake

jerrydrake

    Advanced Member


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  • Iscritto il: 22-agosto 05

Inviato 24 agosto 2011 - 15:00

Ebbe il tempo di vedere mio padre, che aveva due anni, in una licenzia premio e in quei giorni concepi' mio zio che non vidde mai

#18 gilly

gilly

    Advanced Member


  • 1839 messaggi
  • Iscritto il: 19-agosto 05

Inviato 24 agosto 2011 - 15:33

proprio in questi ferie mi è passata tra le mani una medaglia al valore di uno di questi poveri ragazzi :
è stata data a mio fratello dal papà della sua compagna (russa di s.pietroburgo) ritrovata in una soffitta dimenticata. A quanto pare il nonno veniva dall'ucraina ed era piccolo dai lineamenti non esattamente russi. Mi piace pensare che questo ragazzo non sia morto ma sia rimasto con una delle donne che gli ha prestato soccorso cambiando vita ...
adesso la medaglia è stata consegnata all'ANA per le ricerche di eventuali parenti rimasti; se non avranno esito sarà posta nel museo dell'associazione.

#19 CarloP

CarloP

    Rappresentante Moldweb a Chisinau


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  • Iscritto il: 23-dicembre 08

Inviato 25 agosto 2011 - 14:59


....Pero’, nel tuo percorso hai gia’ trovato un certo Maurizio Comunello interessato talmente alla tua storia che il giorno di ferragosto alle 7:33 ti ha fornito delle preziose informazioni.
A questo punto tutto diventa possibile.


E lo ringrazio infinitamente e pubblicamente per avermi ancora scritto.

Allega File



#20 CarloP

CarloP

    Rappresentante Moldweb a Chisinau


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  • Iscritto il: 23-dicembre 08

Inviato 29 agosto 2011 - 14:02

Piazza S. Sebastiano. Una piccola piazza di Torano Castello.
Da bambino ho visto tantissime volte questa immagine.
Qui si arrivava dalla città per far visita ai nonni ed agli altri parenti.
E da qui si ripartiva per ritornare in città.
Era il luogo dove si fermava e ripartiva quella che veniva chiamata “corriera”.
Quella stessa corriera che, una mattina, Raffaele prese per non farvi mai più ritorno.
Ancora non mi è noto in che giorno, ma non ancora ventenne
e con una vita davanti a sé.
Ma questi erano sogni, nient'altro che sogni.

http://maps.google.i...,24.11,,0,-3.92

Messaggio modificato da CarloP il 29 agosto 2011 - 14:05