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L'ESERCITO PERDUTO


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75 replies to this topic

#21 CarloP

CarloP

    Rappresentante Moldweb a Chisinau


  • 3,602 posts
  • Joined: 23-December 08

Posted 02 September 2011 - 18:23

Il sergente nella neve - Mercanti di liquore 
... siamo stufi delle guerre ...

					
					

Edited by CarloP, 02 September 2011 - 18:25.


#22 CarloP

CarloP

    Rappresentante Moldweb a Chisinau


  • 3,602 posts
  • Joined: 23-December 08

Posted 05 September 2011 - 14:26

Cavalli 8
Uomini 40
Era la dicitura apposta sui carri bestiame utilizzati per il trasporto di muli, cavalli, soldati.
Le tradotte attraversavano tutta l'Europa fino al famigerato fronte russo.


Immagine Postata

I treni adibiti ad uso militare, erano fondamentalmente dei convogli merci che trasportavano da un confine all'altro armi, munizioni, vettovaglie, e ... soldati.
Questi ultimi erano denominati Tradotte, treni riservati principalmente al trasporto di truppe e reparti militari.
Le tradotte trasportavano dal campo di battaglia di prima linea (dove si sparava) anche i feriti, militari in congedo o in licenza.
Sembra di vederla la Tradotta col suo carico umano di feriti. Sembra di sentirla quella puzza di piedi e di sudore, mentre la locomotiva traina e scivola sbuffando sui binari e si allontana da quel tramonto, ancora troppo vicino, che s'illumina a tratti di spasimi di lampi colorati degli scoppi delle granate.
Sulle tradotte, i fanti cantavano le canzoni di sempre e da fuori si capiva che era una tradotta di ritorno dal fronte. Quelle che partivano erano invece silenziose, cupe, portavano i soldati che andavano a morire.

Raffaele salì su una di queste tradotte.

 

Edited by CarloP, 05 September 2011 - 14:30.


#23 giobruno

giobruno

    Il Prof


  • 1,451 posts
  • Joined: 03-February 10

Posted 05 September 2011 - 21:02

Cavalli 8
Uomini 40
Era la dicitura apposta sui carri bestiame utilizzati per il trasporto di muli, cavalli, soldati.
Le tradotte attraversavano tutta l'Europa fino al famigerato fronte russo.


Immagine Postata

I treni adibiti ad uso militare, erano fondamentalmente dei convogli merci che trasportavano da un confine all'altro armi, munizioni, vettovaglie, e ... soldati.
Questi ultimi erano denominati Tradotte, treni riservati principalmente al trasporto di truppe e reparti militari.
Le tradotte trasportavano dal campo di battaglia di prima linea (dove si sparava) anche i feriti, militari in congedo o in licenza.
Sembra di vederla la Tradotta col suo carico umano di feriti. Sembra di sentirla quella puzza di piedi e di sudore, mentre la locomotiva traina e scivola sbuffando sui binari e si allontana da quel tramonto, ancora troppo vicino, che s'illumina a tratti di spasimi di lampi colorati degli scoppi delle granate.
Sulle tradotte, i fanti cantavano le canzoni di sempre e da fuori si capiva che era una tradotta di ritorno dal fronte. Quelle che partivano erano invece silenziose, cupe, portavano i soldati che andavano a morire.

Raffaele salì su una di queste tradotte.

ande umanità
 


Bella la foto della tradotta con i fanti in partenza per il fronte e avvincente il video con questa storia di grande umanità.
Siamo proprio nell'ultimo mese della ritirata, un soldato entra nell'isba, saluta i soldati nemici russi che mangiano, mangia pure lui e risaluta. per poi riprendere la via del ritorno...
.Penso che questo sia accaduto tante volte in questi ultimi mesi della ritirata.

Questo flash di storia, e' la vittoria dell'umanità sull'orrore di una guerra combattuta da chi non l'ha decisia.
Restituisce dignità a chi pensa di averla perduta combattendo un guerra non sentita, , e onora chi l'ha subita e sa rispettare il nemico vinto..

#24 CarloP

CarloP

    Rappresentante Moldweb a Chisinau


  • 3,602 posts
  • Joined: 23-December 08

Posted 07 September 2011 - 11:27

IL MERCATO DELLE PIASTRINE

Ogni piastrino ha la sua storia. Alexander, il ricercatore che ho incontrato a Cerkovo, mi ha raccontato di aver trovato i piastrini che mi ha fatto vedere durante gli scavi per ritrovare i resti (è lui che ha condotto le ricerche delle ultime riesumazioni). “Da queste parti – mi ha spiegato – basta scavare che esce di tutto”. E mi ha chiesto anche un contatto diretto con le autorità italiane. Ci sono ancora molti testimoni diretti vivi che potrebbero dare indicazioni importanti, non solo per i piastrini ma per i resti dei dispersi. Dunque, una persona perbene che sta facendo da volontario un’opera meritoria. I problemi, come al solito, da quel che abbiamo capito ormai tutti sono nei rapporti (inesistenti) con i nostri.

La persona che possiede i 40 piastrini mi ha appena comunicato che domani li venderà in blocco ad un acquirente italiano che gli ha offerto 1200 euro. Non sa dirmi se si tratta di un benefattore che li restituirà alle famiglie o semplicemente di un collezionista o di un rivenditore. Pare che finora nessun altro si sia interessato, pertanto temo che sfumerà la possibilità di restituire quei piastrini alle famiglie.
Ho già messo sull’avviso qualcuno. Spero che arriveremo al nome dell’acquirente. Forse gli estremi per un sequestro potrebbero saltar fuori.
Se quei “signori” acquirenti o stupidamente collezionisti (per quello che riguarda il collezionare reliquie, come i piastrini di riconoscimento), fossero mai stati ad una consegna del piastrino o avessero percepito la commozione e visto le lacrime dei reduci ultranovantenni presenti, forse si renderebbero conto che questa storia non è ancora finita.
E quei piastrini appartengono ai parenti, prima ancora che allo Stato.
SONO INDIGNATO.
Questo sporco mercato che calpesta i sentimenti più profondi delle persone, dovrà pur finire.
Il commercio di tali oggetti all’interno del mercato dell’unione sovietica, è diffusissimo. Non c’è da stupirsi di trovarne 40 a Volgograd (Stalingrado), poichè tramite internet questi commerci si sono moltiplicati.
Ma finchè questo mercato era confinato in terra russa, non vi era alcuna speranza per le famiglie di ritrovare i piastrini dispersi. Certo è gravissimo profanare una sepoltura, ma una volta compiuto il misfatto, impedire che si facciano questi commerci alla luce del sole non significa bloccarli, ma soltanto farli tornare nell’ombra e impedire a qualche famiglia di poter ritrovare, anche se a pagamento, il piastrino del proprio congiunto.
Il problema è sempre quello di non rendere troppo appetibili economicamente questi oggetti, perchè questo può spingere a ulteriori ricerche e profanazioni. Ma la vastissima quantità di questi piastrini che in settant’anni sono già stati recuperati e che girano tra la popolazione russa, è importante che venga alla luce.
Se, tramite Ebay, o con altri mezzi, è possibile far trovare la strada di casa anche ad un solo piastrino, allora, secondo me, al di là di tutte le considerazioni etiche e legali, pur partendo da una azione negativa, si sarà arrivati ad un atto positivo.

(dal blog “lettere dal don”)

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Edited by CarloP, 07 September 2011 - 11:34.


#25 giobruno

giobruno

    Il Prof


  • 1,451 posts
  • Joined: 03-February 10

Posted 07 September 2011 - 20:32


La persona che possiede i 40 piastrini mi ha appena comunicato che domani li venderà in blocco ad un acquirente italiano che gli ha offerto 1200 euro. Non sa dirmi se si tratta di un benefattore che li restituirà alle famiglie o semplicemente di un collezionista o di un rivenditore. Pare che finora nessun altro si sia interessato, pertanto temo che sfumerà la possibilità di restituire quei piastrini alle famiglie.
Ho già messo sull’avviso qualcuno. Spero che arriveremo al nome dell’acquirente. Forse gli estremi per un sequestro potrebbero saltar fuori.

E quei piastrini appartengono ai parenti, prima ancora che allo Stato.
SONO INDIGNATO.
Questo sporco mercato che calpesta i sentimenti più profondi delle persone, dovrà pur finire.
Il commercio di tali oggetti all’interno del mercato dell’unione sovietica, è diffusissimo. Non c’è da stupirsi di trovarne 40 a Volgograd (Stalingrado), poichè tramite internet questi commerci si sono moltiplicati.
Ma finchè questo mercato era confinato in terra russa, non vi era alcuna speranza per le famiglie di ritrovare i piastrini dispersi. Certo è gravissimo profanare una sepoltura, ma una volta compiuto il misfatto, impedire che si facciano questi commerci alla luce del sole non significa bloccarli, ma soltanto farli tornare nell’ombra e impedire a qualche famiglia di poter ritrovare, anche se a pagamento, il piastrino del proprio congiunto.
Il problema è sempre quello di non rendere troppo appetibili economicamente questi oggetti, perchè questo può spingere a ulteriori ricerche e profanazioni. Ma la vastissima quantità di questi piastrini che in settant’anni sono già stati recuperati e che girano tra la popolazione russa, è importante che venga alla luce.
Se, tramite Ebay, o con altri mezzi, è possibile far trovare la strada di casa anche ad un solo piastrino, allora, secondo me, al di là di tutte le considerazioni etiche e legali, pur partendo da una azione negativa, si sarà arrivati ad un atto positivo.


Un’altra pagina toccante. E fai bene ad indignarti Carlo. Anch’io leggevo qualche tempo fa una pagina di Pino Scaccia: ‘A Cerkovo troviamo 13 piastrine e una fede nuziale’..... Alcune sono ben conservate, i nomi sono perfettamente leggibili.

E’ questo che ti fa riflettere: c’e’ chi considera una missione umanitaria portare alla luce i resti, gli oggetti dei caduti perche' per qualcuno hanno un valore ultraffettivo e c’è chi perversamente li considera come un cimelio da tenere in bacheca o peggio materiale di speculazione all’interno di un famigerato black market . La nostra storia è piena di queste contraddizioni, dove l’humanitas viene sempre dopo il profit e il cinismo.

Sulle piastrine in giro per la Russia penso che ci siano speranze nulle per il loro recupero, mentre su quelle 40 che hanno trovato l’acquirente italiano c’è forse qualche speranza di recupero: questo, se vengono fatte le giuste pressioni anche interessando l’opinione pubblica attraverso qualche articolo di giornale, che sollevi il problema etico e morale. E poi come dicevo c’è l’aspetto affettivo dell’oggetto che ha per alcuni un valore inestimabile, visto che per una moltitudine di parenti non è rimasto nulla su cui piangere. Ecco perché davanti ad alcune azioni di sciacallaggio, piu’ o meno mascherato, bisogna avere il coraggio morale di denuncia senza mezzi termini.

Inoltre non deve mai venir meno la nostra solidale vicinanza a questo olocausto semisconosciuto. Le guerre si possono perdere, ma non perdere l’onore. I nostri soldati, a differenza dei tedeschi, rumeni e ungheresi impegnati sul fronte russo, non hanno lasciato un ricordo maledetto. La gente comune del popolo russo sapeva distinguere tra fascismo e soldati italiani
proprio perché viveva a loro contatto. Leggevo da qualche parte che ‘la vera superiorità del soldato italiano, il suo titolo d’onore: avere fatto la guerra senza odiare nessuno, senza considerare nemico il nemico’.

70 anni sono troppo pochi per dimenticarli!

#26 cemento

cemento

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  • Joined: 04-September 07

Posted 07 September 2011 - 20:49

La gente comune del popolo russo sapeva distinguere tra fascismo e soldati italiani
proprio perché viveva a loro contatto. Leggevo da qualche parte che ‘la vera superiorità del soldato italiano, il suo titolo d’onore: avere fatto la guerra senza odiare nessuno, senza considerare nemico il nemico’.

70 anni sono troppo pochi per dimenticarli!


Mi viene la pelle d'oca, credo che non leggerò più questo topic.

#27 giobruno

giobruno

    Il Prof


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Posted 07 September 2011 - 21:12


Mi viene la pelle d'oca, credo che non leggerò più questo topic.

Gaeta', unico Neatino (si dice cosi' per un abitante di Noto?) del forum, con quella pellaccia che ti ritrovi, la pellle d'oca non ti viene.
E continuerai a leggere questo topic, perche' in fondo in fondo ti piace questa parte della nostra storia.

#28 CarloP

CarloP

    Rappresentante Moldweb a Chisinau


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Posted 09 September 2011 - 11:24

Una piccola parte di questo viedeo riguarda il nostro discorso ... (fino al minuto 5:30).

http://www.youtube.com/watch?v=mAltMh7xNBk

Edited by CarloP, 09 September 2011 - 13:50.


#29 CarloP

CarloP

    Rappresentante Moldweb a Chisinau


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Posted 16 September 2011 - 11:44

Parte iniziale dello spettacolo di Marco Paolini - Il Sergente Nella Neve

Edited by CarloP, 16 September 2011 - 11:45.


#30 CarloP

CarloP

    Rappresentante Moldweb a Chisinau


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Posted 22 September 2011 - 11:54


http://www.youtube.com/watch?v=joTJosP0q6Y

#31 CarloP

CarloP

    Rappresentante Moldweb a Chisinau


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Posted 09 October 2011 - 19:14

La nonnina di Rossosc
Immagine Postata

L’avevo adocchiata mentre passavo sull’altro lato del mercato di Rossoš’, quello sulla Proletarskaja Uliza a poca distanza dalla stazione degli autobus.
Si era girata per un attimo, con quel suo foulard coloratissimo legato sotto il mento e il viso un po’ triste e pieno di rughe, a dimostrare il tempo passato ma anche le grandi difficoltà superate.
Sergej, giovane ucraino che passeggiava tra i banchi spingendo una vecchia bicicletta, ci aveva appena spiegato che per loro quel mercato aveva prezzi cari. Che la media degli stipendi di Rossoš’ è di sette, otto volte più bassa della media degli stipendi di Mosca. Dicendo addirittura “Mosca non è Russia”.
Ma quella nonnina era lì per vendere, al maggior prezzo possibile, un paio di barbabietole e qualche pannocchia di mais.
Non deve esserle sembrato vero trovarsi davanti una turista che aveva tutta l’aria di avere un bel pò di rubli in tasca. Senza nemmeno guardare cosa aveva da offrirmi, rapita dai suoi occhi azzurrissimi, le ho subito chiesto se potevo scattarle una fotografia.
Ma lei abbassando gli ho occhi mi ha negato il permesso e ha provato a rifilarmi una barbabietola.
“Boršč” continuava a ripetere, con altre parole che non capivo ma che volevano essere un buon motivo per farmi comprare quel bene prezioso.
Tipica zuppa russa, il Boršč l’avevo assaggiato qualche giorno prima a Mosca e mi era piaciuto tantissimo.
Mi trovavo però nell’impossibilità di cucinarlo, mi avesse pure offerto le barbabietole migliori di Russia.
Cercavo di spiegarglielo, farfugliando quelle poche parole che ho a disposizione in una lingua per me ancora poco comprensibile.
Ma ha vinto lei.
Continuando a negarmi la fotografia e insistendo prima con la barbabietola e poi con il mais mi ha convinta sicuramente più per il desiderio di poter poi ottenere una foto che per la volontà di cucinare una zuppa.
Ad un prezzaccio che però non ho osato contrattare, ho comprato una barbabietola.
E poi ho subito ricominciato a chiederle la foto.
Ma lei continuava a negare.
Non volevo mollare, oramai era questione di principio.
Così ho incominciato a fare conversazione.
Le ho chiesto se era nonna.
Orgogliosa, mi ha risposto di sì.
Le ho detto allora che era una bellissima nonna russa (a dire il vero le ho detto l’equivalente di “bellissima nonna russo” e lei è stata così gentile da non farmelo notare). Sorridendo, mi ha indicato i suoi occhi dicendomi che quelli, sì, erano rimasti belli.
Poi mi ha chiesto la nazionalità, si è informata sul mio credo e mi ha regalato una benedizione.
E finalmente mi ha concesso la fotografia, forse anche un po’ divertita all’idea che la sua immagine sarebbe arrivata in Italia.
(Silvia Falca)

Edited by CarloP, 09 October 2011 - 19:15.


#32 CarloP

CarloP

    Rappresentante Moldweb a Chisinau


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Posted 10 October 2011 - 20:02

Immagine Postata

In Russia le chiamano babovska, nonnina, con una dolcezza infinita.
La “mia” nonnina si chiama Anastasja, ha 87 anni, l’ho scoperta per caso nel villaggio di Osetrovka, proprio quattro case.
Vive sola (è vedova da dieci anni, il figlio lavora in Siberia) ed è un’autentica artista.
Fa tappeti dagli stracci, trasforma tutto quello che è riciclabile, va alla ricerca di bottiglie di plastica colorate.
Mangia quello che le offre il suo orto.
È orgogliosa di quel diploma che ha premiato la sua fantasia, tanti anni fa, con la foto di Lenin. A casa ora ho un suo tappeto, ho faticato per darle 500 rubli che per noi sono niente (qualcosa come undici-dodici euro) ma per lei equivalgono a mesi di minestre.
Le sembrava troppo: ha voluto aggiungere anche una corona di aglio, ma soprattutto una fetta di quell’amore grande che ha dentro. “Finora gli italiani che avevo visto erano quelli morti scaricati dentro una fossa comune quando ero una bambina.
Ecco, mi piace sorridere a un italiano vivo.
La tua babovska pregherà sempre per te”.
Pino Scaccia (da “Lettere dal Don”)

Mi sembra di rivedere Katinka ...

#33 CarloP

CarloP

    Rappresentante Moldweb a Chisinau


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  • Joined: 23-December 08

Posted 13 October 2011 - 15:05

Seppure con molta lentezza prosegue la mia ricerca.
Ho pensato per molto tempo di tradurre in qualche cosa tutto questo.
Alla fine ho deciso di documentare il "progetto" con fotografie ed immagini video.
Il mio lavoro di ricerca sarà un viaggio fino ai luoghi in cui si presume sia morto Raffaele.
In treno, così come l'ha fatto lui, percorrendo lo stesso itinerario, solo una semplice testimonianza.
Ma non è solo un viaggio nel passato.
Quello che cerco è sempre qualcosa davanti a me, e anche se si tratta del passato è un passato che cambia man mano che avanzo nel mio viaggio, perché il passato cambia a seconda dell’itinerario compiuto.
L’estraneità di ciò che non sei più o non possiedi più
ti aspetta al varco nei luoghi estranei e non posseduti.

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Edited by CarloP, 13 October 2011 - 15:07.


#34 giobruno

giobruno

    Il Prof


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Posted 13 October 2011 - 16:55

Seppure con molta lentezza prosegue la mia ricerca.
Ho pensato per molto tempo di tradurre in qualche cosa tutto questo.
Alla fine ho deciso di documentare il "progetto" con fotografie ed immagini video.
Il mio lavoro di ricerca sarà un viaggio fino ai luoghi in cui si presume sia morto Raffaele.
In treno, così come l'ha fatto lui, percorrendo lo stesso itinerario, solo una semplice testimonianza.
Ma non è solo un viaggio nel passato.
Quello che cerco è sempre qualcosa davanti a me, e anche se si tratta del passato è un passato che cambia man mano che avanzo nel mio viaggio, perché il passato cambia a seconda dell’itinerario compiuto.
L’estraneità di ciò che non sei più o non possiedi più
ti aspetta al varco nei luoghi estranei e non posseduti.


hai ragione, niente è e sarà come prima. Encomiabile è la tua perseveranza nel continuare il tuo progetto. Ma il coinvolgimento emotivo sarà comunque enorme perche' se oggi la realtà ti propone freddamente un paesaggio ed un contesto diversi, il cuore e l'immaginazione ti fanno ripercorrere con la fantasia quei momenti e ti disegnano uno scenario vicino a quegli anni.

Sembra retorico, ma se hai tra le mani una foto o un video che ti documenta alcuni eventi di quegli anni e se, ripeto, sei veramente coinvolto emotivamente, e poi per un attimo chiudi gli occhi, ....ti sembra di ascoltare quei lontani rumori e vivere per un attimo ..quella tragedia!

#35 CarloP

CarloP

    Rappresentante Moldweb a Chisinau


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Posted 14 October 2011 - 20:43

Il fiume

Immagine Postata

Il Don (Дон) è uno dei fiumi più importanti della Russia.
E’ lungo 1950 chilometri. Scorre dalla città di Novomoskovsk, sessanta chilometri da Tula, a sud-est di Mosca, fino al Mar d’Azov.
Nell’antichità, il fiume rappresentava il confine tra Europa e Asia.
Conosciuto dai greci come Tanais, è stato ribattezzato Danu dagli sciiti iraniani e successivamente trasformato dai pashtun afghani in dand fino al definitivo don (fiume) degli osseti odun, a seconda del dialetto.
L’immensa valle è stata fertile soprattutto nei secoli sedicesimo e diciassettesimo grazie ai cosacchi, un’epopea resa famosa dalle opere di Michail Aleksandrovič Šolochov (si ricorda soprattutto “Il placido Don”).
La valle è entrata nella storia per le sanguinose battaglie della seconda guerra mondiale (giugno 1941- gennaio 1943).

Edited by CarloP, 14 October 2011 - 20:45.


#36 Pierantonio Segato

Pierantonio Segato

    Newbie


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Posted 14 November 2011 - 22:51

Un’altra pagina toccante. E fai bene ad indignarti Carlo.

Anch’io leggevo qualche tempo fa una pagina di Pino Scaccia: ‘A Cerkovo troviamo 13 piastrine e una fede nuziale’..... Alcune sono ben conservate, i nomi sono perfettamente leggibili.

E’ questo che ti fa riflettere: c’e’ chi considera una missione umanitaria portare alla luce i resti, gli oggetti dei caduti perche' per qualcuno hanno un valore ultraffettivo e c’è chi perversamente li considera come un cimelio da tenere in bacheca o peggio materiale di speculazione all’interno di un famigerato black market . La nostra storia è piena di queste contraddizioni, dove l’humanitas viene sempre dopo il profit e il cinismo.

Sulle piastrine in giro per la Russia penso che ci siano speranze nulle per il loro recupero, mentre su quelle 40 che hanno trovato l’acquirente italiano c’è forse qualche speranza di recupero: questo, se vengono fatte le giuste pressioni anche interessando l’opinione pubblica attraverso qualche articolo di giornale, che sollevi il problema etico e morale. E poi come dicevo c’è l’aspetto affettivo dell’oggetto che ha per alcuni un valore inestimabile, visto che per una moltitudine di parenti non è rimasto nulla su cui piangere. Ecco perché davanti ad alcune azioni di sciacallaggio, piu’ o meno mascherato, bisogna avere il coraggio morale di denuncia senza mezzi termini.

Inoltre non deve mai venir meno la nostra solidale vicinanza a questo olocausto semisconosciuto. Le guerre si possono perdere, ma non perdere l’onore. I nostri soldati, a differenza dei tedeschi, rumeni e ungheresi impegnati sul fronte russo, non hanno lasciato un ricordo maledetto. La gente comune del popolo russo sapeva distinguere tra fascismo e soldati italiani
proprio perché viveva a loro contatto. Leggevo da qualche parte che ‘la vera superiorità del soldato italiano, il suo titolo d’onore: avere fatto la guerra senza odiare nessuno, senza considerare nemico il nemico’.

70 anni sono troppo pochi per dimenticarli!


Chi si indigna nel blog di Pino Scaccia in realtà si chiama Graziano Giaretta.
Non capisco bene il senso di questo copia-incolla di botta e risosta, di frasi mie e di altri, che cambiano il senso dei singoli discorsi. Il risultato è che si cade nel solito luogo comune dove il mondo è corrotto e avido e non vi è speranza di un futuro migliore. Le cose non stanno proprio così. Lo dico non per chi ha commentato prima di me, ma per il visitatore occasionale che dovesse farsi una idea dei fatti basata su queste poche righe. La persona che detiene i piastrini è un ragazzo russo che forse pecca di ingenuità, ma che è sicuramente di buon cuore.
Questo ragazzo ha mandato ben cinque piastrini ai parenti in Italia a proprie spese, rifiutando di farsi pagare.
E' facile fare i moralisti, quelli che hanno capito tutto, parlare di sciacallaggio, e pensare subito alla malafede, ed è più complicato soffermarsi e capire la complessità delle cose. Cinismo e profitto esistono, e probabilmente sono la regola, ma in questa piccola vicenda va riconosciuto il merito e l'onore ad un nostro ex-nemico di essersi comportato con quella umanità che molti nostri soldati hanno riscontrato a loro volta 70 anni fa.
E credo che raccontare una verità anche attraverso il riconoscimento di un merito sia il migliore servigio che possiamo fare a quei nostri sfortunati ragazzi.

#37 giobruno

giobruno

    Il Prof


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  • Joined: 03-February 10

Posted 15 November 2011 - 02:26

Chi si indigna nel blog di Pino Scaccia in realtà si chiama Graziano Giaretta.
Non capisco bene il senso di questo copia-incolla di botta e risosta, di frasi mie e di altri, che cambiano il senso dei singoli discorsi. Il risultato è che si cade nel solito luogo comune dove il mondo è corrotto e avido e non vi è speranza di un futuro migliore. Le cose non stanno proprio così. Lo dico non per chi ha commentato prima di me, ma per il visitatore occasionale che dovesse farsi una idea dei fatti basata su queste poche righe. La persona che detiene i piastrini è un ragazzo russo che forse pecca di ingenuità, ma che è sicuramente di buon cuore.
Questo ragazzo ha mandato ben cinque piastrini ai parenti in Italia a proprie spese, rifiutando di farsi pagare.
E' facile fare i moralisti, quelli che hanno capito tutto, parlare di sciacallaggio, e pensare subito alla malafede, ed è più complicato soffermarsi e capire la complessità delle cose. Cinismo e profitto esistono, e probabilmente sono la regola, ma in questa piccola vicenda va riconosciuto il merito e l'onore ad un nostro ex-nemico di essersi comportato con quella umanità che molti nostri soldati hanno riscontrato a loro volta 70 anni fa.
E credo che raccontare una verità anche attraverso il riconoscimento di un merito sia il migliore servigio che possiamo fare a quei nostri sfortunati ragazzi.


prendo personalmente atto di quest'encomiabile gesto: quello dell'invio di alcuni piastrini ai parenti in Italia da parte di un ragazzo russo senza chiedere alcun compenso. In tutta franchezza sono convinto che sulla vicenda, noi due ci esprimiamo su una lunghezza d'onda molto vicina o, che è lo stesso, su un piano di affinità.

Io che vivo per molti mesi nell'unico paese sovietico rimasto sulla Terra con tanto di stella rossa sullo stemma - la Transnistria o PMR per intenderci, posso forse meglio di altri capire il modo di pensare di questa gente con cui vivo e con la quale mi sono integrato in piena armonia. E se devo esprimere un giudizio, accolgo con atteso piacere l'atto del ragazzo russo che ha voluto con quel gesto rendere omaggio alla memoria dei nostri soldati. Questo comportamento ridimensiona alcuni miei dubbi sull'invio degli oggetti, dubbi ricollegabili alle difficoltà di rintracciare gli indirizzi dei parenti e ai costi di spedizione dei piastrini personali..

Anche se qualche nostra frase puo' essere condita di retorica con il riproporre espressioni di altri, ho la convinzione che in questa triste pagina di storia sia rimasto ancora spazio per raccontare gesti e azioni di grande umanità.

Quest'ultima positiva segnalazione è anche indirettamente una lezione per noi tutti che abbiamo talvolta peccato di eccessivo pessimismo sui comportamenti umani.

#38 Pierantonio Segato

Pierantonio Segato

    Newbie


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  • Joined: 14-November 11

Posted 15 November 2011 - 13:00

prendo personalmente atto di quest'encomiabile gesto: quello dell'invio di alcuni piastrini ai parenti in Italia da parte di un ragazzo russo senza chiedere alcun compenso. In tutta franchezza sono convinto che sulla vicenda, noi due ci esprimiamo su una lunghezza d'onda molto vicina o, che è lo stesso, su un piano di affinità.

Io che vivo per molti mesi nell'unico paese sovietico rimasto sulla Terra con tanto di stella rossa sullo stemma - la Transnistria o PMR per intenderci, posso forse meglio di altri capire il modo di pensare di questa gente con cui vivo e con la quale mi sono integrato in piena armonia. E se devo esprimere un giudizio, accolgo con atteso piacere l'atto del ragazzo russo che ha voluto con quel gesto rendere omaggio alla memoria dei nostri soldati. Questo comportamento ridimensiona alcuni miei dubbi sull'invio degli oggetti, dubbi ricollegabili alle difficoltà di rintracciare gli indirizzi dei parenti e ai costi di spedizione dei piastrini personali..

Anche se qualche nostra frase puo' essere condita di retorica con il riproporre espressioni di altri, ho la convinzione che in questa triste pagina di storia sia rimasto ancora spazio per raccontare gesti e azioni di grande umanità.

Quest'ultima positiva segnalazione è anche indirettamente una lezione per noi tutti che abbiamo talvolta peccato di eccessivo pessimismo sui comportamenti umani.


Giobruno, è ovvio che non rispondevo solo a te ma anche a CarloP e a tutti coloro che pensano ci sia solo del marcio in queste attività.
Comprendo le perplessità di coloro che pensano che non ci sia modo di riportare in Italia resti od oggetti dei nostri soldati. Tutti questi anni senza una notizia non induce all'ottimismo.
In effetti per un russo volenteroso in possesso di un piastrino non è semplice rintracciare la famiglia italiana. Però possiamo farlo noi Italiani con l'aiuto della rete. Dovrebbe farlo lo Stato, ma pare distratto su questi argomenti e sono costretti ad intervenire i privati.
A me non è servita molta fatica, solo un po' di tempo da dedicarci, e spero che il mio piccolo successo serva da esempio per altri. Ho rintracciato le cinque famiglie e ho comunicati al ragazzo russo gli indirizzi dove spedire ciascun piastrino.
I costi di spedizione non sono elevati, credo siano intorno ai 2-3 euro. Un pochino di più è il costo di acquisto del piastrino sul mercato russo, che si aggira sui 10-15 euro.
Cifre modeste che per un russo però sono sicuramente più significative che per un italiano.
Il costo più elevato è il mancato guadagno. A rivenderli in Italia quei piastrini possono fruttare anche un centinaio di euro ciascuno.
Forse è un caso isolato, ed è giusto mantenere la guardia alta su questi commerci, ma non posso non pensare che l'animo di una certa Russia in questi 70 anni in fondo non sia cambiato.

#39 CarloP

CarloP

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Posted 15 November 2011 - 14:52

Se, tramite Ebay, o con altri mezzi, è possibile far trovare la strada di casa anche ad un solo piastrino, allora, secondo me, al di là di tutte le considerazioni etiche e legali, pur partendo da una azione negativa, si sarà arrivati ad un atto positivo.
(dal blog “lettere dal don”)

Giobruno, è ovvio che non rispondevo solo a te ma anche a CarloP e a tutti coloro che pensano ci sia solo del marcio in queste attività.


Riportare un passo del blog di Pino Scaccia non necessariamente equivale ad esprimere giudizi su persone o popolazione che nessuno si e' mai sognato di fare. Anzi, e' proprio il finale di quel pezzo che identifica quella speranza che nutro ancora nel ritrovare qualche notizia sul mio parente e che faccio mia.
Ritengo la sua esposizione, quando esprime giudizi mai espressi da parte mia, non propriamente corretta, soprattutto per uno che ha vincoli e frequenta quei luoghi da tantissimi anni per amore verso persone e luoghi, tanto da esserne affascinato e gia' pronto per andarci a vivere, come del resto l'amico Giordano.
Ben conosco, e ne sono fiero paladino, di quanto altruismo e bonta' d'animo si nasconde dietro a quella miriade di persone che vivono il presente in uno stato precario, duro, faticoso, in un panorama a volte desolante.
Quella tipologia di giudizi non fanno parte della mia sfera, ritengo si sia trattato, da parte sua, di un malinteso, conoscendo soprattutto il suo meritorio interessamento a queste vicende. Cordialita'.

Edited by CarloP, 15 November 2011 - 15:11.


#40 giobruno

giobruno

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Posted 15 November 2011 - 19:26

Giobruno, è ovvio che non rispondevo solo a te ma anche a CarloP e a tutti coloro che pensano ci sia solo del marcio in queste attività.
Comprendo le perplessità di coloro che pensano che non ci sia modo di riportare in Italia resti od oggetti dei nostri soldati. Tutti questi anni senza una notizia non induce all'ottimismo.
In effetti per un russo volenteroso in possesso di un piastrino non è semplice rintracciare la famiglia italiana. Però possiamo farlo noi Italiani con l'aiuto della rete. Dovrebbe farlo lo Stato, ma pare distratto su questi argomenti e sono costretti ad intervenire i privati.
A me non è servita molta fatica, solo un po' di tempo da dedicarci, e spero che il mio piccolo successo serva da esempio per altri. Ho rintracciato le cinque famiglie e ho comunicati al ragazzo russo gli indirizzi dove spedire ciascun piastrino.
I costi di spedizione non sono elevati, credo siano intorno ai 2-3 euro. Un pochino di più è il costo di acquisto del piastrino sul mercato russo, che si aggira sui 10-15 euro.
Cifre modeste che per un russo però sono sicuramente più significative che per un italiano.
Il costo più elevato è il mancato guadagno. A rivenderli in Italia quei piastrini possono fruttare anche un centinaio di euro ciascuno.
Forse è un caso isolato, ed è giusto mantenere la guardia alta su questi commerci, ma non posso non pensare che l'animo di una certa Russia in questi 70 anni in fondo non sia cambiato.


Vedi Pierantonio, permettimi la confidenza, sono piu' che convinto che nel rileggerti, c'è una sintonia di vedute e di aspettative riguardo le vicende di cui trattiamo. E sono ancor piu' convinto che al di la' di qualche parola forse inappropriata da te utilizzata nei due precedenti post, certi piccoli malintesi si siano gia' ricomposti all'interno di una visione complessiva del problema che ci accumuna e ci trova solidali in questa ricerca che nel nostro forum è partita da Carlo.

Carlo, che non ha chiesto l'aiuto di paladini nella sua avventura solitaria, sta impegnando generosamente molte delle sue energie per un suo obiettivo personale che sta perseguendo e che ti ha in parte illustrato. Sta svolgendo da tempo ricerche su un binario parallelo al tuo ma che alla fine si pone obiettivi convergenti con i tuoi quando si tratta di portare nuova luce sugli eventi del '41.Sulla genuinità e finalità dei motivi che hanno ispirato la sua avventura, non posso far altro che inchinarmi alla loro grandezza, e significato morale e affettivo.

Come da te sottolineato, la carenza di ottimismo da parte nostra discendeva da lunghissimi anni di silenzio senza alcun risultato significativo. Ma dal tuo secondo intervento per me chiarificatore, capisco che tu al pari di Carlo, sei animato dalla stessa determinazione e dalla convinzione di confrontarti con un popolo, come quello russo, che non ha smarrito il senso dell'humanitas e con il quale è possibile trovare vie di dialogo per conseguire altri importanti risultati, come quelli da te riportati.