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DI CUCINA, DI VINO E DI ALTRE SCIOCCHEZZE …


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523 replies to this topic

#41 jerrydrake

jerrydrake

    Advanced Member


  • 9,846 posts
  • Joined: 22-August 05

Posted 02 July 2011 - 09:10

Tucci .... :hmm: ...dev' essere della parti di Jerry


si, in effetti è un cognome napoletano

Beh ... dai su Jerry ... e' come un buon prosecco ... :graduated:


ammesso che devo gustarmi un prosecco, prima dei pasti, almeno sia bianco! :lol3:

#42 CarloP

CarloP

    Rappresentante Moldweb a Chisinau


  • 3,602 posts
  • Joined: 23-December 08

Posted 03 July 2011 - 21:58

Per un attimo cambio argomento: riporto un articolo di "amico", Alessandro Ricci, sulla professione, oggi, del cuoco ... un argomento che mi sta a cuore ...


Essere cuochi alla Fabrizio Corona
di Alessandro Ricci

Immagine Postata

Devo intervistare un cuoco, famoso, campano. Provo a chiamare al ristorante una, due, quattro volte. “Mi spiace, oggi lo chef non c’è. Riprovi tra un paio di giorni”. Al quinto tentativo, finalmente, l’epifania della spiegazione: “Sa, è a Milano per la trasmissione di Signorini, e ci resterà ancora tutta questa settimana e probabilmente metà della prossima”.
Dalla prima telefonata sono passati già dieci giorni, ai quali aggiungerne altri sei o sette. Ripenso allora a quello che Gianluigi Morini, patron del San Domenico di Imola, ha detto a Fabio Molinari: “Il mio ristorante è la mia casa e i miei clienti, quando entrano qui, sanno che mi incontreranno”. Certo, Gianluigi Morini non è lo chef del San Domenico. Ne è però la figura carismatica, la bussola. Esattamente come i cuochi famosi per cui persone si muovono, superano confini regionali, si sobbarcano chilometri di asfalto, risparmiano quattrini, pur di andare al loro desco. E magari vorrebbero anche trovarli, quei cuochi, nel loro ristorante. Invece il cuoco famoso, oggi, è peggio di Ulisse, sbatacchiato qua e là non da marosi e guerre, ma da eventi, feste promozioni, catering, pubblicità, impegni televisivi.

So che questi “impegni collaterali” sono quelli che permettono loro di mantenere la baracca, perché, da solo, un ristorante di alto livello spesso fatica a fare quadrare i bilanci (e già questo non è sintomatico di un sistema che non funziona, di una filosofia sbagliata?). Intuisco che possa fare più utili un Rossopomodoro ben avviato piuttosto che una tavola da 100 euro a botta. E so anche che, probabilmente (ma è davvero così?), la presenza o meno del grande chef nel suo ristorante non cambi di una virgola il risultato finale dei piatti presentati.

Però, vuoi mettere, il piacere che “il mio ristorante è la mia casa e i miei clienti, quando entrano qui, sanno che mi incontreranno“. Anche perché, al momento della prenotazione, non succede mai che ti dicano: “Guardi, noi quel giorno siamo aperti, ma vorrei avvisarla che lo chef non sarà presente per impegni personali“. Sarebbe già un passo avanti.

Qui non parliamo di Ducasse, che ha quasi 30 ristoranti sparsi tra la Francia e il resto del mondo, dove il cliente sa bene che assai difficilmente potrà incontrarlo di persona e scambiarci due parole a fine pasto. Qui parliamo di ristoranti che sono una cosa unica con il cuoco, spesso anche proprietario.

Si è creato un gran bel paradosso. Gli chef sono sempre più osannati, sono le star del terzo millennio, ma in realtà, con le frequenti assenze dal proprio locale, fanno intendere e testimoniano che la loro presenza è solo un quid in più, e null’altro. E allora, perché non esplicitarlo in maniera più sincera? Perché non dire, apertamente, che il lavoro del cuoco consiste nella creazione del piatto e nello stilare un inesorabile protocollo di preparazione? Che la manualità nella ripetizione di una ricetta codificata non spetta più a loro?

E poi, via, basta con le interviste in cui si parla “di controllo quotidiano delle materie prime” e di “acquisti personali al mercato“. E’ una poesia, un’immagine che risuona spesso, ma che fa a pugni con la realtà. Se il mio ristorante è in Lombardia, e io sono a Vico, ad esempio, come posso controllare personalmente le materie prime che arriveranno in tavola quel giorno nel mio ristorante, comunque aperto, anche senza la mia presenza?

Per fortuna conosco molti cuochi che, al contrario, sono più restii ad abbandonare il locale. Che continuano a sporcarsi le mani in cucina perché quello è il loro lavoro e la loro passione. E allora, diciamolo: i cuochi in tv hanno scassato le palle. Noi vogliamo incontrarli al ristorante e assaggiare i piatti cucinati da loro.

Altrimenti, che si faccia chiarezza.
Lo chef non c’è? Applichiamo uno sconto sul conto finale.
Oppure. Il ristorante di alta cucina è solo il lussuoso biglietto da visita che permette a molti di fare i denari con più redditizi lavori? Allora riduciamone drasticamente i prezzi, concedendo ad un pubblico più vasto l’esperienza culturale di un certo tipo di ristorazione. Tanto poi si campa di tv (e pubblicità, e consulenze).

P.S: Uno dei cuochi protagonisti della trasmissione di Signorini, un paio di anni fa, mi ha detto: “Il mio compito non è cucinare. Io non entro nemmeno in cucina. Io penso i piatti, e poi dirigo la brigata“. Che tristezza, questa frase, soprattutto perché pronunciata non da un vecchio nome sulla via della pensione, ma da un giovane, famoso, mediatico chef che ha ancora da giocarsi trent’anni di carriera.

Essere cuochi a questa maniera è come dire che Fabrizio Corona è un fotografo.


Ho pubblicato questo articolo pensando, non so bene perche', o forse perche' lo so bene, ai ristoranti di Chisinau ...

Edited by cp55, 03 July 2011 - 22:07.


#43 CarloP

CarloP

    Rappresentante Moldweb a Chisinau


  • 3,602 posts
  • Joined: 23-December 08

Posted 05 July 2011 - 11:35

Ritorno all'argomento "vini", un prodotto che mi sta a cuore, per parlare di un altro protagonista di questa "primavera" vinicola moldava ...

Pelican Negru, Olăneşti / Nistru

"Madre Natura ha da sempre suscitato la mia passione per la coltivazione della vite. Sono stato fortunato a trovare qualcuno che ha condiviso il mio rispetto per la vite, poi, la nostra passione ha sviluppato una “partnership”. Le varietà delle uva che crescono nei vigneti hanno una loro espressione, crediamo che il sapore di un vino prodotto da un determinato appezzamento trasmette “terroir” della vigna e della storia. I risultati sono vini delicati e speciali che portano l'impronta caratteristica del vigneto dove sono coltivate".
Gheorghe Arpentin


Pelican Negru è il marchio che identifica i vini prodotti da una “joint venture” moldava-francese, Les Terres Noires. Due amici, amanti del vino, il moldavo Gheorghe Arpentin e Nicolas Dirand, un viticoltore della regione francese dell'Alsazia, hanno costituito la società nel 1999 con l'obiettivo di sviluppare vini con i sapori dei vigneti locali. Arpentin è presidente dell'Unione degli Enologi della Moldova.

Diversi anni di ricerca e sperimentazione enologica hanno preceduto la selezione di vigneti produttivi in Valea Sinodrei e Terasa Împărătească. In definitiva, i terreni selezionati sono nella parte meridionale del paese di Olăneşti. Un fattore decisivo è stato una cava di sabbia nelle vicinanze dove le radici della vite viaggiano in profondità nel terreno, in cerca di acqua e sali minerali. Insieme ad un clima favorevole, questo rende la zona ideale per la produzione di vini pregiati con un sapore equilibrato e pieno di aroma.

Valea Sinodrei Vineyard
I 16,5 acri (6,7 ettari) del vigneto, piantato nel 2001, è situato nella parte meridionale e sud-orientale di Valea Sinodrei, ad un'altitudine di 325 piedi (99 metri) sul livello del mare. Sono terreni composti di creta e argilla sabbiosa. Sono stati impiantati i primi vitigni quali Merlot, Cabernet Franc e Pinot Noir. La resa massima è di 5 tonnellate per 2,5 ettari.

Terasa Împărătească Vineyard
I 45 acri (18,3 ettari) del vigneto, terrazzato, gode di una esposizione sud-ovest e ad un'altitudine di 213-338 piedi (da 65 a 103 metri) sul livello del mare. Il suolo, sulle terrazze superiori, è prevalentemente argilloso mentre quelle inferiori sono di argilla calcarea. Il vigneto è stato impiantato, tra il 2004 e il 2005, con Merlot, Cabernet Sauvignon, Rara Neagra, Pinot Nero, e Malbec. Le viti sono state piantate ad una densità di 5.000 unità per 2,5 ettari. Gli impianti hanno varietà selezionate attentamente. La gestione dei vigneti - a partire dalla preparazione del terreno e dall'impianto - segue principi biodinamici. Tutti i lavori nel vigneto vengono effettuati con l'obiettivo di preservare la salute del suolo e il mantenimento della biodiversità. Sono usate solo sostanze naturali per trattare le viti. La fertilità del suolo è assicurata attraverso l'applicazione di compost organici, senza fertilizzanti minerali: questi processi assicurano spazio ottimale al fogliame e vigore della pianta. I vini vengono fermentati in legno di rovere e conservati in vasche di acciaio inox e botti di rovere.

Pelican Negru produce circa 40.000 bottiglie all'anno. La maggior parte dei vini sono venduti ai ristoranti di Chişinău, piccole quantità vengono esportate in Francia.

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Edited by cp55, 05 July 2011 - 11:41.


#44 nikita

nikita

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  • Joined: 16-August 05

Posted 05 July 2011 - 17:00

Stai facendo un antologia di vini moldavi davvero pregevole.
Non hai pensato di raccogliere questi scritti in un volumetto?
Forse diversi imprenditori italiani del settore apprezzeranno.
Pensaci.

#45 CarloP

CarloP

    Rappresentante Moldweb a Chisinau


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  • Joined: 23-December 08

Posted 06 July 2011 - 00:14

Stai facendo un antologia di vini moldavi davvero pregevole.
Non hai pensato di raccogliere questi scritti in un volumetto?
Forse diversi imprenditori italiani del settore apprezzeranno.
Pensaci.


Caro Nicola, ringrazio per i tuoi giudizi molto generosi e benevoli su quello che considero solo delle notizie spicciole sul mondo vitivinicolo moldavo. In realta' ci ho pensato, qualche volta. Spero che diventi la mia futura occupazione, leggi passatempo, una volta che saro' in Moldova. Il mondo enogastronomico mi affascina ancora molto ... ho qualche idea, ma ancora e' nella mia testa, come tante altre, in attesa ...

Per ora sono alle prese con la preparazione della mostra fotografica sulle citta' sotterranee del vino. Mi piacerebbe realizzare un piccolo catalogo per contribuire ad incrementare la raccolta fondi per la cosa che mi sta di piu' a cuore: la piccola associazione di cui faccio parte, i suoi progetti e tanti sogni belli.

Avremo tempo per parlarne, di persona. A volte e' piu' semplice, specie se vicino ad una buona bottiglia di vino.



#46 CarloP

CarloP

    Rappresentante Moldweb a Chisinau


  • 3,602 posts
  • Joined: 23-December 08

Posted 08 July 2011 - 11:48

Vinăria Nobilă, Olăneşti, Ştefan Vodă

"Siamo una piccola azienda vinicola, ma con grandi aspirazioni, fermamente convinti di ottenere ciò che vogliamo: “sperimentare” e “utilizzare” diverse tecnologie per ottenere e produrre vini esclusivi" . Oleg Boboc


L'idea di fondare una propria attività vinicola nasce dopo aver visitato, qualche anno fa, alcuni vigneti negli Stati Uniti (California e Oregon) durante uno stage.

Dopo aver fatto la necessaria esperienza abbiamo avuto la voglia di piantare la nostra vigna e di creare un vino “nobile”, proprio dove la terra è più fertile e il sole delicatamente rosa. Da tutto questo è nata l'idea del nome della nostra ragione sociale, cioè “Cantina Nobile”.

"Cantina nobile" ha sede in Olăneşti, Stefan Voda. Abbiamo iniziato con un terreno di 2 ettari nel 2004, di cui la metà è stato occupato da Cabernet-Sauvignon e l'altra metà da Merlot, poiché i terreni, in questa regione, sono più favorevoli per la crescita di varietà rosse.

Questo però non impedisce l'espansione delle piantagioni di varietà bianche: infatti, nel 2006, sono stati piantati 0,8 ettari di Chardonnay, 0,5 ettari di Riesling, 0,6 ettari di Cabernet Franc e 0,4 ettari di Sauvignon.

Per diversificare la gamma dei vini, nel 2008 sono stati piantati altri vitigni per vini spumanti quali il Pinot Grigio e Pinot Noir.

La filosofia di base dell'azienda è quella di produrre piccole quantità di vino di alta qualità, con una gamma diversificata. La produzione annuale di bottiglie di vino non supera le 10.000 totali.

I nostri impianti dei vigneti sono stati fatti secondo uno schema che differisce dalla tecnologia tradizionale quali ad esempio la densità di impianto, che fornisce la stessa quantità di uva del metodo tradizionale, ma con un sistema migliore.

Il processo tecnologico di produzione si basa su metodi tradizionali di lavorazione dell'uva: fermentazione, maturazione. E, poiché la produzione nelle distinte zone non è grande, la selezione delle uve è molto accurata. La fermentazione del vino rosso avviene in recipienti di acciaio inox.

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Edited by cp55, 08 July 2011 - 14:49.


#47 CarloP

CarloP

    Rappresentante Moldweb a Chisinau


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Posted 09 July 2011 - 23:16

Et Cetera ...

Nuove generazioni crescono.
Un'immagine bellissima che fa ben sperare ...

Complimenti signor Luchianov ...

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Edited by CarloP, 09 July 2011 - 23:17.


#48 CarloP

CarloP

    Rappresentante Moldweb a Chisinau


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Posted 11 July 2011 - 11:38

Abbiamo conosciuto alcuni piccoli produttori, di altri ve ne parlerò in futuro, e tutto sommato questo rappresenta una prima inversione di tendenza, peraltro auspicata, per promuovere il vino di qualità moldavo.

Da qualche anno esiste l' "Associazione dei Piccoli Produttori della Moldova": un'associazione non governativa costituita, senza scopo di lucro, libera espressione di alcuni produttori, allo scopo di realizzare congiuntamente gli obiettivi per promuovere il vino di qualità moldavo.

L'Associazione è pubblica e conduce attività su tutto il territorio della Repubblica di Moldova. Forme e modi di attività e struttura organizzativa interna sono regolate da norme statutarie che vietano, tra l'altro, interventi delle autorità pubbliche nelle attività dell'Associazione così come quelle dell'Associazione in attività di Enti Pubblici.

Gli obiettivi dell'associazione consistono nel contribuire a :
  • promuovere gli interessi dei piccoli produttori di vino moldavo,
  • educare i consumatori di vino,
  • attrarre investimenti,
  • sviluppare migliori pratiche in viticoltura e vinificazione.

La struttura organizzativa dell'Associazione comprende i seguenti organi
Presidente: Ion Luca
Consiglio di Amministrazione: Constantin Stratan, Alexandru Luchianov, Sergiu Galusca
Comitato per il Controllo: Igor Luchianov, Sergiu Vesca, Oleg Boboc

Cosa dire ... "è cosa buona e giusta"... non possono che far bene ad un settore che, lo ripeterò fino alla nausea, può rappresentare una svolta per l'economia di questo stato, piccolo ma bello.



Edited by CarloP, 11 July 2011 - 11:42.


#49 CarloP

CarloP

    Rappresentante Moldweb a Chisinau


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Posted 12 July 2011 - 09:23


Traduciamo quello di cui abbiamo parlato in immagini.

Le Giornate del Vino e della Cultura moldava nella Repubblica Ceca, uno dei paesi che potrebbe, comunque, rappresentare un primo sbocco per questi vini di qualità.
Una bella manifestazione ... farne una in Italia, al solo scopo di far conoscere e promuovere questo piccolo paese per uno dei suoi aspetti più peculiari ?. Potrebbe essere un'idea ...


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#50 CarloP

CarloP

    Rappresentante Moldweb a Chisinau


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Posted 13 July 2011 - 22:21

Ci sono cose che vanno raccontate con calma, tranquillita'.
A volte, raccontare quello che c'e' dietro al bicchiere piuttosto che descrivere cosa c’è dentro. Le storie del vino, del territorio, degli operatori che plasmano le loro creature.

E ancora, in un territorio, trovare storie da raccontare.
Ecco come si potrebbe riconquistare il consumatore medio, il non appassionato,
che ha visto il vino uscire dalla quotidianità.

E per farlo servono di certo più investimenti in comunicazione con figure nuove, che vadano oltre il sommelier.

Per avere successo un territorio ha bisogno di due elementi: una storia da raccontare e delle persone in grado di farlo.
E, almeno a livello di narrazione, il produttore-protagonista diventa quasi più importante del prodotto.

Ma allora, dove raccontare queste storie?
Tra i tanti strumenti non può mancare internet, esiste una grandissima curiosità e lo dimostrano le migliaia di ricerche online relative ai vini.

Ma certo il rapporto non può essere solo “virtuale”: sempre più importante l’esperienza diretta e per questo e' fondamentale che le cantine aprano le loro porte all’enoturismo, imparando a strutturare le visite con professionalità.

Non di meno, la comunicazione è imprescindibile, ma le imprese del vino investono pochissimo nella costruzione di valore intorno al loro marchio.

Sono dell'idea che le aziende devono uscire per incontrare i loro consumatori direttamente nei luoghi di aggregazione.


Edited by CarloP, 13 July 2011 - 22:22.


#51 CarloP

CarloP

    Rappresentante Moldweb a Chisinau


  • 3,602 posts
  • Joined: 23-December 08

Posted 15 July 2011 - 11:51

Oggi parliamo di formazione.
Esiste in Moldova una scuola professionale per la formazione dei viticoltori, aperta da circa un anno, a Nisporeni, una cittadina di circa 12.000 abitanti situata lungo un affluente del Prut, a circa 70 chilometri da Chisinau.

La cantina serve come “area di pratica” per la formazione dei futuri enologi. Ha una capacità produttiva di 100 mila litri l'anno ed è dotata di moderni macchinari che rispettano gli standard europei di qualità e igiene.

Gli studenti della scuola professionale di Nisporeni studiano l'intero ciclo di vinificazione: dall'impianto della vite fino all'imbottigliamento, imparano a diventare dei futuri winemaker, tanto per intenderci.
Alla fine dei corsi, gli studenti avranno sviluppato le loro capacità imprenditoriali agricole, in modo che in futuro possano aprire una propria attività, tenendo conto che molte famiglie moldave hanno propri vigneti di piccole dimensioni.
L'apertura di questa scuola mira a completare un tassello importante, mancante, di formazione professionale nel campo della viticoltura e della vinificazione.


L'iniziativa si svolge nell'ambito del progetto "Mol.Agri", che mira a modernizzare il quadro formazione professionale in Moldavia e stimolare lo sviluppo delle piccole e medie imprese nelle comunità rurali.

Il progetto “Mol.Agri” è stato lanciato 5 anni fa ed è realizzato con il sostegno finanziario fornito dall'Agenzia austriaca per lo sviluppo (ADA) attraverso la cooperazione allo sviluppo austriaca, in collaborazione con il Ministero dell'Istruzione della Repubblica di Moldova e l'agenzia di attuazione KulturKontakt Austria .

In precedenza, nell'ambito di questo progetto, sempre nella scuola professionale di Nisporeni, sono state costruite una serra sperimentale per le verdure ed un apiario. Una cantina simile è prevista anche a Leova, all'interno di questo progetto.

Alcune piccole informazioni: la cantina è stata costruita tra agosto 2009 e maggio 2010, ha una dimensione pari a circa 300 mq., con una capacità di immagazzinamento pari a circa 69.000 litri, con contenitori inox per la fermentazione e la conservazione, tutta la linea che va dalla diraspatrice al torchio, dall'imbottigliamento ed etichettatura ai contenitori per bottiglie e per la raccolta delle uve, elevatori elettrici.
Insomma proprio una bella scuola, niente da dire.

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Edited by CarloP, 15 July 2011 - 11:55.


#52 Rick

Rick

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Posted 16 July 2011 - 23:46

Oggi parliamo di formazione.



In quanti .... 7 ... 8 ... anni di Moldweb

questa è la prima notizia che io ricordi

che riguarda formazione ed istruzione !


L'ho sempre scritto

in MD mancano le competenze

non c'è un vero e proprio Know How professionale

e soprattutto manca un valido sistema di istruzione

capace di puntellare un sempre + ipotetico sviluppo industriale .

Edited by Rick, 16 July 2011 - 23:49.


#53 CarloP

CarloP

    Rappresentante Moldweb a Chisinau


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Posted 17 July 2011 - 21:51

Qualcosa sta cambiando, deve cambiare ...
un leggero venticello comincia a soffiare anche in Moldova ...
del resto, se non si cambia, in quale futuro si potra' mai sperare ??? ...

Edited by CarloP, 17 July 2011 - 21:52.


#54 Rick

Rick

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Posted 17 July 2011 - 22:30

oddio .... da quel che leggo
si tratta di un progetto avviato niente meno che 5 anni fa
ovvero in piena era PCRM

più che un vento

un alito :arf2:

#55 nikita

nikita

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Posted 18 July 2011 - 05:19

Qualcosa sta cambiando, deve cambiare ...
un leggero venticello comincia a soffiare anche in Moldova ...
del resto, se non si cambia, in quale futuro si potra' mai sperare ??? ...


Ho saputo che molti tecnici moldavi della vinificazione si sono trasferiti in Russia, non so se corrisponde al vero, sarebbe un bel guaio.
Conosco un tizio molto bravo che ha avuto offerte a suon di dollari per trasferirsi, è difficile resistere con salari di 150 euro. I dollari russi fanno gola.
Comunque i moldavi più capaci sono tutti all'estero, non vedo perchè in questo campo ci dovrebbe essere l'eccezione!
Di questo passo chi farà il vino in Moldova?
Il solito ragazzotto con tanta volontà e poco mestiere?
E' così in tutti i campi purtroppo.

#56 CarloP

CarloP

    Rappresentante Moldweb a Chisinau


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Posted 18 July 2011 - 10:03

oddio .... da quel che leggo
si tratta di un progetto avviato niente meno che 5 anni fa
ovvero in piena era PCRM

più che un vento

un alito :arf2:


Vedi Riccardo, quello che interessa è la realizzazione, il colore politico interessa poco ... Non ho grande stima, ahimè, in generale dei politici, o almeno di parte di essi, e comunque sia, "questo" dovrebbe essere il loro impegno primario, il bene del proprio paese e non del proprio "portafoglio", qualunque colore uno rappresenti ...

Ho saputo che molti tecnici moldavi della vinificazione si sono trasferiti in Russia, non so se corrisponde al vero, sarebbe un bel guaio.
Conosco un tizio molto bravo che ha avuto offerte a suon di dollari per trasferirsi, è difficile resistere con salari di 150 euro. I dollari russi fanno gola.
Comunque i moldavi più capaci sono tutti all'estero, non vedo perchè in questo campo ci dovrebbe essere l'eccezione!
Di questo passo chi farà il vino in Moldova?
Il solito ragazzotto con tanta volontà e poco mestiere?
E' così in tutti i campi purtroppo.


Il mondo del vino è un mondo particolare ... del trasferimento di tecnici in Russia non ti saprei dire, di certo non per fare vino ... ci sono diversi tecnici italiani, in questo momento, in Moldova ...

Una scuola, e forse fra poco anche una seconda, so che ne esiste una terza nel sud, ma sto cercando informazioni, può rappresentare una svolta.
Bisogna favorire le micro-imprese del vino, come esitono in Italia, e come ho documentato in precedenza.
Le cantine che producono milioni di bottiglie possono avere un senso ... ma per far girare l'economia c'è bisogno di persone che mettano in gioco sè stessi e piccoli capitali, producendo vini di qualità, di nicchia.
Chi ha grosse produzione, parliamo di Milesti, Cricova, Chateau Vartlely, sono società che dispongono di grosse risorse e hanno "dipendenti" con prezzi, che forse, non ti invogliano a rimanere (per chi ha esperienza e "mestiere").

In poche parole deve essere ... tutta un'altra storia.

Edited by CarloP, 18 July 2011 - 11:42.


#57 Rick

Rick

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Posted 18 July 2011 - 12:23

Io resto della mia opinione

la selezione e la qualità la fanno il mercato

ed il mercato moldavo del vino

non ha assolutamente la capacità di premiare chi si impegna sul prodotto .


Qui si ragiona ancora in termini di quantità/prezzo !

Ho saputo che molti tecnici moldavi della vinificazione si sono trasferiti in Russia, non so se corrisponde al vero, sarebbe un bel guaio.


Un evento assai sottovalutato

in quella che è la genesi della societa della neonata rep Moldava

è la cosi detta " fugga dei tecnici "

evento di cui la MD ha pagato le conseguenze a lungo .

LA prima e determinante conseguenza

fu la c.d. fugga dei tecnici

ovvero di quella parte di popolazione sovietica che era in MD per portare conoscenze .


In questo modo , dall'oggi al domani ,

la MD accumulò quel gap tecnologico e culturale

che ancor oggi si porta inesorabilmente appresso .


Io spesso scrivo che in MD mancano le competenze ,

ecco

c'erano e se le sono lasciate scappare !


Edited by Rick, 18 July 2011 - 12:27.


#58 CarloP

CarloP

    Rappresentante Moldweb a Chisinau


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Posted 18 July 2011 - 14:21

Io resto della mia opinione
la selezione e la qualità la fanno il mercato
ed il mercato moldavo del vino
non ha assolutamente la capacità di premiare chi si impegna sul prodotto .

Qui si ragiona ancora in termini di quantità/prezzo !


Il mercato moldavo, e sono daccordo con te, non ha ancora la capacità di premiare, come dici, chi si impegna sulla qualità del prodotto.
I vini dei produttori, di cui ho proposto alcune semplici schede, sono prodotti di "nicchia" (mi riferisco alla qualità ed al numero di bottiglie) e partecipano normalmente ad eventi internazionali.
La maggior parte del vino da loro prodotto viene venduto in Moldova a prezzi superiori a 7/10 euro. Non male per essere solo l'inizio ... ma quello che mi piace di più è che cominciano a pubblicizzarlo anche altrove, consci che il mercato si può migliorare soprattutto con le vendite fuori patria.

Edited by CarloP, 18 July 2011 - 14:22.


#59 CarloP

CarloP

    Rappresentante Moldweb a Chisinau


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Posted 25 July 2011 - 14:25

Dopo le note vicende con la Russia molti produttori moldavi hanno pensato di diversificare le esportazioni: decine di loro hanno partecipato alle “Giornate del Vino moldavo a Praga”, e ad altre manifestazioni, azioni volte a promuovere l'immagine del paese e dei prodotti moldavi.
Attualmente 53 cantine in Moldova hanno l'autorizzazione a commercializzare ed esportare vini in Russia.
Volevo riportare alcune note a margine della manifestazione, conversazioni che riflettono nuove tendenze e riguradano “qualità e commercializzazione” del vino moldavo.

Sergiu Babii sostiene che dall'embargo russo i produttori moldavi non sono stati rovinati, ma, naturalmente, sono stati colpiti. “La difficoltà è quella di entrare negli altri mercati: con la Russia ci sono tradizioni storiche, non eravamo preparati per un altro mercato. Ora, naturalmente, lo sforzo di trovare specialisti per penetrare quei mercati, con tradizioni diverse e allo stesso tempo accogliere le reali condizioni di mercato di questi paesi, ci ha fatto maturare”.

Sergiu mi sembra determinato nelle sue affermazioni, un carattere moldavo sconosciuto fino a quell'incontro.
“Certo, se il prodotto è di qualità, è apprezzato da esperti provenienti anche da altri paesi. Il problema però è in noi. Dobbiamo fare lo sforzo di trovare soluzioni, formule, format. Ad esempio, ci sono progetti in Estonia, Lettonia e Lituania, dove cominciamo ad esportare. Abbiamo avuto delle vendite nella Repubblica Ceca, in Slovenia, Slovacchia. Il primo passo è già fatto”.

Ion Luca ci dice che “il vino è uno dei prodotti strategici della Moldova. Ed ora, dal momento che abbiamo avuto problemi con la Russia, nostri mercati tradizionali da sempre, molti produttori, che sono riusciti a superare l'embargo e la crisi , hanno deciso di puntare sulla qualità”.

Ma in realtà, come hanno risposto i produttori all'embargo non dichiarato da parte della Federazione Russa ?.

Ion Luca dice che "il mercato russo è certamente il primo mercato per i nostri vini, un mercato che alimenta centinaia di migliaia di persone in Moldavia e fermare le esportazioni verso la Russia è stato un colpo forte. Si è parlato di vino di scarsa qualità, offensivo per la salute ed il consumatore. Tutto questo, senza entrare nel merito, ha prodotto un cambiamento nella mentalità di parecchi vignaioli moldavi. Abbiamo grossi problemi con i nostri vigneti: molti sono vecchi e non vengono curati adeguatamente. Il buon vino nasce nel vigneto, ci deve essere una selezione di uve. Molti processi non sono corretti. È possibile ottenere un buon vino quando le uve sono di alta qualità.

Ion Luca, prosegue, come un fiume in piena.
"Tantissime piantagioni sono da rinnovare. Serve cambiare l'approccio, non lasciare che la pianta produca tutte le sue uve”. Un altro problema importante è il
marketing, un settore sconosciuto ai più in Moldova. “Dobbiamo promuovere la Moldavia come un marchio, come paese produttore di vino di qualità. Ed io sono molto contento che avvenga qui, in Repubblica Ceca, fuori dai confini nazionali. I produttori, qui, non sono concorrenti, si combatte per la conquista di un mercato, per far conoscere un marchio, in altre parole, vi presentiamo un paese, naturalmente fornendo i prodotti migliori. Sin dall'inizio abbiamo investito nel marchio paese. I produttori sono convinti che questo sia l'unico modo per promuovere i nostri vini all'estero.

Ma il mercato estero è un mercato difficile, come si fa a penetrare nel mercato europeo o statunitense, un mercato che non è così facile da conquistare, in quanto ci sono sul mercato bevande di tanti altri paesi. Come si fa a imporre la produzione di vini dalla Moldova ?.


Ion Luca, risponde non sorpreso da una simile domanda. "L'ambizione deve essere enormemente lunga. Perché, come hai detto, il mercato è saturo di vino e di altre bevande. Troppo vino è prodotto nel mondo, c'è un consumatore per ogni bottiglia prodotta, per cui la lotta è feroce. Ma dico, con grande fiducia, un buon vino troverà sempre un consumatore.

Ma oggi, comè la situazione in Moldova ?.

Le statistiche mostrano che si consuma 10 volte di più vodka ed altre bevande forti. Ma siamo anche un paese che produce vino da centinaia di anni: bisogna investire in educazione, invogliando le persone verso un consumo corretto del vino come alimento, non come bevanda, ma come cibo. Dobbiamo lavorare con i consumatori sul posto e andare all'estero. E continuare a cercare varietà che sono tipiche per noi".

Ma allora perché produrre “Chardonnay”, “Cabernet” o altri vitigni europei ?.

"Già, perchè copiare i produttori di vino in Francia, copiare il loro vino. Facciamo come i bambini. Certo si ha qualcosa di speciale e nuovo, diverso, ma è comunque una copia. La copia non è mai migliore di quella originale. Ma ora noi vogliamo cercare l'originale, produrre vini nuovi, con varietà “nostre”, diventare famosi nel mondo per le nostre peculiarità, per le varietà che produciamo solo noi e farsi, dunque, conoscere.

Le giornate del vino moldavo a Praga hanno raccolto oltre un migliaio di visitatori. In Moldova si stanno progettando strategie per entrare nel mercato internazionale, anche se la crisi dei consumi di vino in Europa, certo non aiuta.

Si organizzano varie promozioni, il che dimostra che non solo i produttori ma lo Stato sembra avere interesse a promuovere il vino.

Perché promuovere il vino moldavo?

"Perchè è uno dei settori che porta la maggior parte delle entrate nel bilancio statale, un settore importante nella filiera alimentare. Per questo è importante avere un mercato diversificato, per i viticoltori è vitale in tutti i sensi, è il punto principale. L'uscita su altri mercati è importante, la quantità meno, poiché è incrementabile, anno dopo anno, lavorando seriamente".

"Diciamo che l'embargo è stata una lezione, sebbene ciò non significa che la qualità era scadente, ma abbiamo imparato che ci vogliono investimenti annuali, certificazioni internazionali. Questo è quello che può premiare il nostro vino. Facciamo del nostro meglio, con qualsiasi mezzo, per promuovere il vino: "fare tutto il possibile deve essere il nostro motto per promuovere il vino moldavo."

Edited by CarloP, 25 July 2011 - 14:34.


#60 CarloP

CarloP

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Posted 26 July 2011 - 11:26

IL GIOCO DELLA TORRE
Chissà quante volte abbiamo fatto il gioco della torre o dell’isola deserta.
Chi butteresti dalla torre? Cosa porteresti su un isola deserta?
Attimi di riflessione che ci obbligano a pensare alle cose importanti della vita, alle persone e alle cose di cui non potremo mai fare a meno.
All’inizio sembra un gioco difficilissimo, tante sono le persone e le cose che fanno la nostra vita.
Poi d’incanto, un po’ alla volta, la nebbia si dirada e riconosciamo chi e cosa veramente conta per noi.

Supponiamo che il mondo sia in procinto di desertificare, mancano pochi anni
e poi tutta la superficie terrestre non sarà altro che un grande Sahara.

Vi offro tre possibilità, tre zone della terra che salvereste e con esse il proprio vino.
Badate bene… il mondo intero.
E così io mi sono subito allarmato… potrei rinunciare alle Bollicine ?.
Ma come si può vivere senza un vino toscano, uno piemontese, uno siciliano e... uno moldavo ?

Mi seguite ?. State pensando a tre zone ?.
Solo quelle, nessuna di più.
Ciò non significa solo tre vini, le zone hanno un significato molto più ampio enologicamente.
La terra, la gente, la storia, il suo vino, i suoi vini.
Per me poi, si sa, non potrebbe mancare quello, forse, piu' antico …
il Ciro', diretto discendente dell'antico Krimisa … o il Greco di Bianco ...

Ho fatto questo gioco con diverse persone, incuriosito dalle loro riflessioni
e decisamente sorpreso per certe scelte.
Chi avrebbe mai detto che la persona che stimo di più enologicamente
desiderasse salvare la zona del Chianti ?.
Pochi anni fa, tutti noi avremo salvato la Toscana, senza alcun dubbio.
Ora temo che la sua percentuale di salvezza si sia ridotta di molto, corre il rischio di diventare un deserto.


Onestamente non sono proprio convintissimo ...
ma ho fatto lunghe riflessioni e credo che ...
senza Prosecco o Franciacorta la vita sarebbe molto più triste. Aggiungo la Calabria ed il suo moscato di Saracena ... e la Moldova ed il suo metodo classico brut di Cricova ..


Però ditemi la verità ? Sta arrivando la sabbia, l’arsura, il deserto…
Voi che zone vinicole del mondo salvereste ?.

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Edited by CarloP, 26 July 2011 - 11:32.