Il giorno della vergogna
Oggi, 7 Aprile 2011, sono passati due anni da quel 7 aprile 2009 quando un branco di ragazzini ubriachi hanno dato alle fiamme il Parlamento moldavo.
Come accade spesso in questi casi, ahimè, da alcuni sono considerati eroi, da altri delinquenti.
Ma veniamo ai fatti.
Dopo le elezioni politiche vinte con una maggioranza schiacciante dal PCRM, dichiarate regolari e democratiche da tutti gli osservatori occidentali, un gruppo di ragazzini sfruttando la tecnologia dei social network, si sono ritrovati in piazza e, sotto la spinta delle birre che avevano in corpo, hanno pensato bene di assaltare e dare alle fiamme il Parlamento.
Evidentemente quei ragazzi non hanno gradito il risultato di quelle elezioni ed hanno pensato di protestare, così, tanto per gradire, appiccando il fuoco al simbolo della democrazia del paese.
I partiti d'opposizione, usciti clamorosamente sconfitti da quella tornata elettorale, in un primo momento increduli e sorpresi anche loro della ghiotta occasione che si presentava, hanno deciso di cavalcare la protesta inviando sul posto i loro esponenti più in vista. Per non parlare del PDLM che addirittura adombrava brogli ancor...prima di votare, brogli che per altro non sono mai stati provati.
I politici d'opposizione invece di condannare fermamente quella pseudo rivoluzione di avvinazzati, ha fatto sua l'inaspettata protesta dando addirittura man forte a quei ragazzini, fornendo loro, per così dire, i cerini per accendere il fuoco.
Insomma, per dirla in parole povere, i partiti d'opposizione...c'hanno inzuppato il savoiardo!
A notte fonda, mentre quei ragazzi ancora sotto l'effetto dell'alcool seguitavano la protesta al grido "sintem roman" sventolando la bandiera con il buco in mezzo, cercavano di mettere a ferro e fuoco il centro della città, la polizia è intervenuta con una certa durezza come in qualsiasi paese civile e democratico.
Se una tale manifestazione con assalto al Parlamento fosse stata organizzata in paesi come l'Italia, la Francia o la GB, la repressione della polizia sarebbe stata ben più violenta.
In quella notte del 7 aprile, mentre i capi, i mandanti della rivolta, se ne stavano a casa sotto le coltri al caldo, i ragazzini isolati e abbandonati a loro stessi, hanno subito la dura repressione della polizia.
Un ragazzo è morto per le botte subite.
Inutile dire che chi si è macchiato di un tale crimine va perseguito e punito.
All'indomani della rivolta, i partiti d'opposizione in coro hanno detto che l'assalto al Parlamento era stato pianificato ed organizzato dal PCRM, cioè dal partito che aveva vinto le elezioni con una maggioranza schiacciante. Una tesi assurda e incredibile a chi ha un pò di sale in zucca!
Insomma a sentire i vari Filat e Ghimpu, il PCRM...stravince le elezioni e assalta il Parlamento!
Una ipotesi talmente assurda che farebbe ridere chiunque, ed invece, pare, che molti moldavi l'hanno bevuta.
Oggi, a distanza di due anni, questa risibile ipotesi è ancora da provare nonostante le varie commissioni d'indagine allestite alla bisogna. Oggi, quei signori che all'indomani non avevano dubbio alcuno: l'assalto era stato pianificato e voluto da Voronin, dichiarano con estremo candore che..."la vertà su quel giorno non si saprà mai".
Ma come, se era tutto chiaro!
Il fatto chiaro è incontrovertibile che la povera e sconosciuta Moldova in quei giorni era su tutti giornali del mondo, tutti i media del mondo hanno riportato la notizia.
Finalmente la Moldova alla ribalta internazionale!
Oggi, a distanza di due anni, cosa succede in Moldova? E' cambiato qualcosa? La rivoluzione dei "ragazzini ubriachi" ha cambiato qualcosa?
Sotto casa mia vedo ogni giorno gente che rovista nella spazzatura per trovare qualcosa da mangiare, il numero dei "disperati" aumenta ogni giorno che passa.
Così, a prima vista, si direbbe che nulla è cambiato da quel 7 Aprile di due anni fa.
Io da parte mia non posso che provare un senso di amarezza, la vergogna la lascio ai moldavi.
Messaggio modificato da nikita il 07 aprile 2011 - 06:30