Ma che bella pubblicità!
Inviato da
nikita
,
31 ottobre 2012
·
1216 visualizzazioni
Un tale Matteo Tacconi ha scritto un libro dal titolo: "Me ne vado a est". Riporto qui di seguito uno stralcio.
La Repubblica di Moldova è uno dei Paesi di cui si legge con maggior interesse sul vostro libro. Pensi che per le aziende italiane possa diventare quello che è stata l’Ungheria negli anni Novanta e la Romania in tempi più recenti?
Il punto di partenza è proprio la Romania, con la sua nutrita presenza italiana e un mercato che tuttavia si sta saturando. Gli imprenditori stanno cominciando a spostarsi sulla Moldova, sulla base di una tendenza generale che è quella ad andare sempre più a Est, verso stati in piena transizione, che obbligano a tirare fuori il coraggio. Romania e Ungheria sono legate all’Occidente – e per quanto si possa scriverlo sui giornali, non usciranno dall’Europa -, mentre altri Paesi, come la Moldova e l’Ucraina, hanno il fascino dell’incertezza. Danno la sensazione che lì si possa creare, inventare.
Sapresti dirci a grandi linee a quali settori appartengono le aziende italiane in Moldova?
La presenza italiana è già rilevante, ma non ci sono ricerche che ne determinano la dimensione precisa. Difficile quindi rispondere con certezza, ma posso intuire che per contiguità territoriale anche qui funzioni quello che vende bene in Romania. Tessile, calzaturiero, mobilifici.
Niente turismo? Cosa lo frena?
Non ancora. Il territorio non è molto noto e chi lo conosce è inibito dalla questione della Transnistria, una regione separatista della Moldova, indipendente de facto, che presenta un alto tasso di criminalità. Questo stato nello stato è ancora legato agli ideali della vecchia Unione Sovietica, ed è tenuto sotto controllo da un contingente di peacekeepers russi che ne preserva l’autonomia. Difficile che una famiglia parta per passare le vacanze in Moldova, sapendo delle turbolenze della Transnistria.
Il Tacconi scrive che "la presenza italiana è già rilevante" in Moldova. Boh, se ci sono tutti questi imprenditori italiani...si nascondono molto bene!
Sempre per il Tacconi il turismo in Moldova non decolla per il problema della Transnistria! Beh, è un'altra chicca! "Difficile che una famiglia parta per passare le vacanze in Moldova sapendo delle turbolenze della Trasnistria". Mah...
Questa ipotetica famiglia dovrebbe sapere in primis che esiste un paese chiamato Moldova e poi che ci sono delle "turbolenze" a causa della Transnistria. Mi sembra troppo per la famiglia media italiana con il desiderio di partire per una vacanza!
Questo è quello che si scrive in Italia a proposito della Moldova.
La Repubblica di Moldova è uno dei Paesi di cui si legge con maggior interesse sul vostro libro. Pensi che per le aziende italiane possa diventare quello che è stata l’Ungheria negli anni Novanta e la Romania in tempi più recenti?
Il punto di partenza è proprio la Romania, con la sua nutrita presenza italiana e un mercato che tuttavia si sta saturando. Gli imprenditori stanno cominciando a spostarsi sulla Moldova, sulla base di una tendenza generale che è quella ad andare sempre più a Est, verso stati in piena transizione, che obbligano a tirare fuori il coraggio. Romania e Ungheria sono legate all’Occidente – e per quanto si possa scriverlo sui giornali, non usciranno dall’Europa -, mentre altri Paesi, come la Moldova e l’Ucraina, hanno il fascino dell’incertezza. Danno la sensazione che lì si possa creare, inventare.
Sapresti dirci a grandi linee a quali settori appartengono le aziende italiane in Moldova?
La presenza italiana è già rilevante, ma non ci sono ricerche che ne determinano la dimensione precisa. Difficile quindi rispondere con certezza, ma posso intuire che per contiguità territoriale anche qui funzioni quello che vende bene in Romania. Tessile, calzaturiero, mobilifici.
Niente turismo? Cosa lo frena?
Non ancora. Il territorio non è molto noto e chi lo conosce è inibito dalla questione della Transnistria, una regione separatista della Moldova, indipendente de facto, che presenta un alto tasso di criminalità. Questo stato nello stato è ancora legato agli ideali della vecchia Unione Sovietica, ed è tenuto sotto controllo da un contingente di peacekeepers russi che ne preserva l’autonomia. Difficile che una famiglia parta per passare le vacanze in Moldova, sapendo delle turbolenze della Transnistria.
Il Tacconi scrive che "la presenza italiana è già rilevante" in Moldova. Boh, se ci sono tutti questi imprenditori italiani...si nascondono molto bene!
Sempre per il Tacconi il turismo in Moldova non decolla per il problema della Transnistria! Beh, è un'altra chicca! "Difficile che una famiglia parta per passare le vacanze in Moldova sapendo delle turbolenze della Trasnistria". Mah...
Questa ipotetica famiglia dovrebbe sapere in primis che esiste un paese chiamato Moldova e poi che ci sono delle "turbolenze" a causa della Transnistria. Mi sembra troppo per la famiglia media italiana con il desiderio di partire per una vacanza!
Questo è quello che si scrive in Italia a proposito della Moldova.











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