La vendemmia
Inviato da
CarloP
,
03 dicembre 2012
·
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Da bambino sognavo di fare il contadino, piu' precisamente il vignaiolo.
Ma di solito, nella vita si finisce per fare altro.
Per quello che mi riguarda, e' stato troppo breve il tempo per poter apprendere
quest'arte da mio nonno, troppo tardi per seguirne le orme.
Non molti anni fa, le scuole cominciavano al primo di ottobre.
Era la regola, allora. Ma come tutte le regole c'erano le eccezioni.
Ed io ero una di quelle.
Per me la scuola cominciava dopo la vendemmia.
E si sa, quella, dipende dal tempo.
Cosi', generalmente, cominciavo la scuola dopo la prima settimana di ottobre,
a vendemmia conclusa.
La proprieta' di mio nonno non era molto grande, circa 12 ettari,
una fascia che prendeva una zona collinare, una pianeggiante e una,
in leggero declivio, che finiva ai margini del torrente “Finita”,
un affluente del fiume “Crati”.
Il vigneto di mio nonno era situato nella parte pianeggiante della proprieta',
nel suo cuore pulsante, dove c'era la casa colonica, le stalle, l'aia.
Mio nonno produceva due vini, uno rosso, un gaglioppo, ed uno bianco,
composto per la maggior parte da Malvasia, Greco e Moscato.
E poi c'era lo Zibibbo.
Una vera specialita', ma anche una scommessa.
Si, perche' di solito, gli veniva frizzante.
Probabilmente, per un difetto nella vinificazione.
Ma era eccezionale ed era riservato a me.
La quantita' era minima, una ventina di litri in tutto.
Se ne privava per farmene regalo, come ringraziamento
per averlo aiutato nella vendemmia.
Era il mio grande tesoro e ne andavo orgoglioso.
Ed ero io a dispensare ai commensali, nelle date desiderate,
il nettare, unico custode di un prodigio misterioso.
Ma di solito, nella vita si finisce per fare altro.
Per quello che mi riguarda, e' stato troppo breve il tempo per poter apprendere
quest'arte da mio nonno, troppo tardi per seguirne le orme.
Non molti anni fa, le scuole cominciavano al primo di ottobre.
Era la regola, allora. Ma come tutte le regole c'erano le eccezioni.
Ed io ero una di quelle.
Per me la scuola cominciava dopo la vendemmia.
E si sa, quella, dipende dal tempo.
Cosi', generalmente, cominciavo la scuola dopo la prima settimana di ottobre,
a vendemmia conclusa.
La proprieta' di mio nonno non era molto grande, circa 12 ettari,
una fascia che prendeva una zona collinare, una pianeggiante e una,
in leggero declivio, che finiva ai margini del torrente “Finita”,
un affluente del fiume “Crati”.
Il vigneto di mio nonno era situato nella parte pianeggiante della proprieta',
nel suo cuore pulsante, dove c'era la casa colonica, le stalle, l'aia.
Mio nonno produceva due vini, uno rosso, un gaglioppo, ed uno bianco,
composto per la maggior parte da Malvasia, Greco e Moscato.
E poi c'era lo Zibibbo.
Una vera specialita', ma anche una scommessa.
Si, perche' di solito, gli veniva frizzante.
Probabilmente, per un difetto nella vinificazione.
Ma era eccezionale ed era riservato a me.
La quantita' era minima, una ventina di litri in tutto.
Se ne privava per farmene regalo, come ringraziamento
per averlo aiutato nella vendemmia.
Era il mio grande tesoro e ne andavo orgoglioso.
Ed ero io a dispensare ai commensali, nelle date desiderate,
il nettare, unico custode di un prodigio misterioso.











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