La morte, il pozzo ed il sorriso della bambina
Posted by
CarloP
,
04 November 2012
·
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Ci sono ragioni specifiche, per esperienze di vita vissuta, che m'impediscono di partecipare a tutto quello che succede immediatamente dopo la morte di una persona. Ho una repulsione inconscia dei funerali. Malgrado tutto cio', molte volte non posso esimermi dal parteciparvi.
E' avvenuto in questi giorni. In un piccolo villaggio nella Moldova del nord.
Uscendo dalla capitale la vita scorre su un binario diverso, piu' lento e a tratti surreale. La vita e' ridotta alle cose essenziali, a volte neanche a queste. File interminabili di case, molte delle quali abbandonate, dove le condizioni di vita diventano difficili e soppravvivere e' una fortuna riservata a pochi.
Chi abita in questi villaggi, popolati da fantasmi, cerca in tutti i modi di scappare altrove.
Anche in terra moldava esistono usi, costumi e credenze di impronta greca.
Il pianto ed i lamenti funebri delle donne anziane moldave si avvicinano sensibilmente ai riti delle lamentazioni del mondo ellenico. Il lamento funebre ricorda le “prefiche” greche, memoria viva della mia infanzia.
In questi villaggi, abbandonati da Dio, i bambini sono assolutamente in grado di capire il significato di “morte” e, in certi casi, di viverlo con una certa naturalezza.
Esiste, a quanto ho visto, la tradizione di depositare qualche leu sul coperchio dei pozzi, per qualche persona bisognosa.
Nel tragitto del corteo funebre, mi e' capitato di osservare una bimbetta per niente intimorita dalla gente e capace, a suo modo, di vivere il momento con uno spirito diverso.
Passava subito dopo, a dire il vero seguiva, la persona che depositava i soldi. Furtivamente, con scaltrezza e naturalezza, afferrava i pochi lei.
Man mano che il corteo proseguiva il suo sorriso aumentava, ma con discrezione. Teneva nella mano i soldi, senza nasconderli, quasi come un gesto naturale, tenero ed ingenuo.
Un gioco.
Ho provato, tra tanta tristezza che mi circondava, un minimo di sollievo.
E' avvenuto in questi giorni. In un piccolo villaggio nella Moldova del nord.
Uscendo dalla capitale la vita scorre su un binario diverso, piu' lento e a tratti surreale. La vita e' ridotta alle cose essenziali, a volte neanche a queste. File interminabili di case, molte delle quali abbandonate, dove le condizioni di vita diventano difficili e soppravvivere e' una fortuna riservata a pochi.
Chi abita in questi villaggi, popolati da fantasmi, cerca in tutti i modi di scappare altrove.
Anche in terra moldava esistono usi, costumi e credenze di impronta greca.
Il pianto ed i lamenti funebri delle donne anziane moldave si avvicinano sensibilmente ai riti delle lamentazioni del mondo ellenico. Il lamento funebre ricorda le “prefiche” greche, memoria viva della mia infanzia.
In questi villaggi, abbandonati da Dio, i bambini sono assolutamente in grado di capire il significato di “morte” e, in certi casi, di viverlo con una certa naturalezza.
Esiste, a quanto ho visto, la tradizione di depositare qualche leu sul coperchio dei pozzi, per qualche persona bisognosa.
Nel tragitto del corteo funebre, mi e' capitato di osservare una bimbetta per niente intimorita dalla gente e capace, a suo modo, di vivere il momento con uno spirito diverso.
Passava subito dopo, a dire il vero seguiva, la persona che depositava i soldi. Furtivamente, con scaltrezza e naturalezza, afferrava i pochi lei.
Man mano che il corteo proseguiva il suo sorriso aumentava, ma con discrezione. Teneva nella mano i soldi, senza nasconderli, quasi come un gesto naturale, tenero ed ingenuo.
Un gioco.
Ho provato, tra tanta tristezza che mi circondava, un minimo di sollievo.











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