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33 risposte a questa discussione

#21 nikita

nikita

    Advanced Member


  • 6673 messaggi
  • Iscritto il: 16-agosto 05

Inviato 16 marzo 2009 - 15:19

Questa volta però mi sono sentita molto motivata per farlo anche perché a questo "film" ho portato pure mio figlio nato qui per fargli conoscere qualcosa del mio paese. é giusto che le persone sanno come la pensano alcuni moldavi e che non tutti approvano certe scemenze.


Scusa vuoi dire in maniera chiara perchè trovi il film "una scemenza"?
Lo chiedo senza nessun intento polemico, è che mi interessa il tuo parere di moldava. Scrivi pure liberamente ciò che pensi, vedo che ti esprimi benissimo in italiano.
Io trovo il tuo contributo molto interessante, a prescindere se sono d'accordo o meno.

#22 liliana07

liliana07

    Advanced Member


  • 3656 messaggi
  • Iscritto il: 08-dicembre 07

Inviato 16 marzo 2009 - 15:55

Questo forum, a quanto sembra, è stato creato proprio per parlare, per dare la possibilità a ognuno di esprimersi, quello che a te, vedo, non manca mettendo subito in mostra la tua maleducazione ("state zita") e l'ignoranza. Non serve essere scienziato per vedere che quello che ho scritto è proprio il contrario di quello che stai affermando. Questo forum l'ho seguito da più tempo ma su altri argomenti e senza mai registrarmi perché non trovavo il caso. Questa volta però mi sono sentita molto motivata per farlo anche perché a questo "film" ho portato pure mio figlio nato qui per fargli conoscere qualcosa del mio paese. é giusto che le persone sanno come la pensano alcuni moldavi e che non tutti approvano certe scemenze.
Il lavoro che offro alla gente lo faccio già per il lavoro che sto svolgendo presso un'amministrazione pubblica statale italiana, un ufficio che offre a tutte le persone di qualsiasi nazionalità tutti i servizi gratis. Oltre questo altri miei lavori sono presso altri istituzioni pubbliche statali di quale ho preferito non parlarne e di quali certo non darò spiegazioni a te.



Allora prima di tutto io non mi sono permessa di darti del ignorante
come hai fatto tu...
bè c'era da aspettarsi..da una come te...

Certamente il forum e stato creato per parlare,discutere e confrontarsi ma non per offendere oppure infastidire le persone. Hai mai pensato che un affermazione del genere: "IO NON HO MAI FATTO LA BADANTE E NON LO FARO' MAI" può dare fastidio? e al 100% può essere presa come un offesa?
tu non hai mai fatto la badante?

Bè tesoro io l'ho fatto e non me ne vergogno per nulla, anzi penso di aver fatto molto per le persone che ho accudito...con amore e con rispetto 24h su 24
ho fatto anche la baby-sitter,la donna delle pulizie,la barista e la commessa....
e non mi considero affatto una ignorante....
invece mi considero una donna con le palle ,che non ha avuto timore di sporcarsi le mani,
che ha saputo lavorare onestamente,e non ho mai avuto paura di stancarmi troppo anzi se mi dovevo svegliare alle 5 del mattino, mi svegliavo e prendevo l'autobus per andare a fare la pasticcera
e per anni non ho dormito di notte visto che accudivo i malati di alzheimer....

per arrivare dove sono oggi mi é costata tanta fatica e sacrifici
e porta pazienza ma quando sento certe cose e inevitabile che mi inc***zzi
pke non sopporto persone come te che sono in Italia da due giorni e criticano tutto e tutti
pensando di essere le migliori solo pke hanno sposato un italiano e hanno fatto un figlio
e lavorano come dipendenti pubblici....sai che gloria....
sapiamo tutti come lavorate voi dipendenti pubblici....non vi ammazzate di sicuro
ma lo stipendio c'è l'avete garantito
per noi imprenditori e più dura visto che vi dobbiamo mantenere..



Cosa è per te guardare un film??
Sono solo delle scene che ti passano davanti agli occhi e se sono romantiche ok
se no il film e una scemenza?

Sai che dietro ogni scena c'è un lavoro, un arte....
no non lo sai...

le tue affermazioni sono la dimostrazione che la maggior parte dei moldavi
hanno una mancanza di cultura,non sanno cos'è e non lo vogliono sapere

Messaggio modificato da liliana07 il 16 marzo 2009 - 17:33


#23 vale

vale

    Advanced Member


  • 966 messaggi
  • Iscritto il: 15-marzo 06

Inviato 16 marzo 2009 - 16:11

Risparmiatelo willyy.....
Io l'ho visto ieri questo "film" a Roma. Mi sono spostata 100 km in macchina per l'evento convinta che merita visto che si tratti di qualcosa che ha in qualche modo legame con il mio paese (stato) di origine portando anche dei amici. Che figuraccia...!!

In effetti, si tratta dei punti di vista, che in ogni modo possono essere comprensibili e condivisibili. Un film, non significa affatto che debba per forza essere bello, solo per il fatto che è stato fatto in Moldova o da un equipe moldava. Tuttavia, essendo il tema di questo film un argomento molto forte in questo momento, pertanto anche molto attuale.. e dall'altro lato, per il fatto che non se ne vedevano da anni dei film prodotti in Moldova, tutto ciò hanno fatto che le cose diventassero molto rilevanti (mi riferisco alla mediatizzazione che ha avuto la pellicola in Moldova). Dall'altra parte, bisogna aggiungere anche il successo che avuto il film "Arivederci" fuori dai nostri confini, che comunque alla fine forse non sia stato proprio un caso.

Tuttavia, per quanto riguarda l'affermazione di V_377, vorrei sottolineare che io personalmente non sono riuscito alla fine vedere questo film, per causa di alcuni imprevisti proprio nei giorni in cui veniva fatto vedere a Chisinau. Di conseguenza, sono andati i miei colleghi di lavoro (essendo io ad averli convinti che meritava), per cui, il giorno dopo mi dissero un pò la stessa cosa di cui ci ha raccontato V_377, e quindi, che il fil non era poi quella cosa di cui si parlava così tanto. Infatti, i miei colleghi l'avevano buttata sul fatto che, probabilmente loro essendo in qualche modo implicati direttamente nel contesto della vita sociale, nonché nel tema dell'abbandono dei minori, podarsi che alcune cose viste nel film, non fanno più quell'effetto che potrebbe fare su altre persone.

Messaggio modificato da vale il 16 marzo 2009 - 17:52


#24 Rick

Rick

    Advanced Member


  • 17668 messaggi
  • Iscritto il: 25-agosto 05

Inviato 16 marzo 2009 - 16:37

Polemiche
che assomigliano molto a quelle che in Italia
presero corpo attorno ad uno dei fenomeni cinematografici del XX secolo + importanti ,
il neo realismo italiano ,
che tanti capolavori ha donato al cinema mondiale .

Film passati alla storia come
Roma città aperta , Ladri di biciclette , Riso amaro , I vitelloni , e molti altri

non ebbero mai in Italia una unanime critica positiva ,
spesso avversati da coloro che sostenevano che tali film
facevano fare brutta figura nel mondo all’Italia
e che “i panni sporchi si lavano in casa” .

#25 liliana07

liliana07

    Advanced Member


  • 3656 messaggi
  • Iscritto il: 08-dicembre 07

Inviato 16 marzo 2009 - 16:51

Film passati alla storia come
Roma città aperta , Ladri di biciclette , Riso amaro , I vitelloni , e molti altri



e invece questi film sono dei veri e propri capolavori

come ho sempre sostenuto
le persone spesso e volentieri si fermano al apparenza senza andare oltre
io questa la chiamo mentalità chiusa
invece bisogna andare oltre per capire quello che il regista ci vuole dire
e non soffermarci alle immagini...

Prendiamo i film di Woody Allen...per capire la tramma del suo film devi andare oltre e non ci si deve soffremare alle immagini....

Messaggio modificato da liliana07 il 16 marzo 2009 - 17:28


#26 TATI

TATI

    Advanced Member


  • 330 messaggi
  • Iscritto il: 08-settembre 05

Inviato 17 marzo 2009 - 18:52

SALVE.
v_377 rispetto in pieno il tuo modo di raggionare. Ti consiglio di dare una occhiata e
leggere questo sito:
http://www.iubire.md/ro/interactiv/72
QUI :
http://ambasada.it/i...?showtopic=6036


Domenica a Roma, in 15 Marzo, in sala erano intorno a 300 persone , ovviamente non solo i moldavi!
http://picasaweb.google.it/assomoldave

Peccato che non sei rimasta al dopo film....

Ritengo giusto pubblicare il mio discorso prima del film ,che durò 5 minute, ma fermato dagli applausi per 4 volte dal pubblico.



BUONGIORNO E BENVENUTI A TUTTI .
Sono Tatiana Nogailic e sono moldava .
Prima di presentarvi il regista Valeriu Jereghi farò una breve presentazione dell’iniziativa.

L’organizzazione della manifestazione è di ASSOMOLDAVE, che è impegnata in favore di tutti i migranti della quale mi onore di essere la Presidente.

-Personalmente sono Messaggera di Pace nel mondo per l’UNICEF,in favore dei bambini.
-Sono abilitata con diploma europeo di Operatore Professionale per l’inserimento socio lavorativo dei cittadini stranieri in Italia.
-Sono contabile per R&S di Roma.
-Faccio il 2 anno di scienze sociali all’ Università Pontificia ANGELICUM.

L’associazione ASSOMOLDAVE ha svolto e svolge varie attività. Tra le più significative vi segnalo:

- N. 3 Viaggi umanitari in Moldova, a favore dei bambini.
- Incontro fra domanda e offerta di lavoro, inserendo al lavoro
circa 60 persone.
- Tramite sms, email, blog, sito web e comunicati trasmettiamo notizie ai moldavi (e a chiunque lo richieda), su ogni novità normativa, sulle feste, leggi, corsi e opportunità varie.
- Sosteniamo a distanza moralmente e psicologicamente le donne in difficoltà.
- Collaborazione a titolo gratuito per la TV MOLDOVA INTERNAZIONAL.

Sul film che vedremo sento la necessità di esprimere alcune mie considerazioni etiche e morali.
E’ evidente che il film ha anche lo scopo di far riflettere chi pensa che l’emigrazione sia la soluzione di tutti i suoi problemi.
Già emigrare è una drammatica sofferenza, ma in alcuni casi questo dramma si trasforma anche in una sofferenza per chi resta, ed è questo che viene ben illustrato nel film che vedrete.

Ora, qui in sala siamo quasi tutti migranti, e chi tra noi non ha la famiglia con sé, potrebbe restare turbato dall’arte del film e dalla forza delle immagini.
Io stessa visionando la pellicola ho rivissuto il dramma di aver lasciato mio figlio, che, però oggi vive felice con me.

Quanto mi sono pesati quei primi mesi, quando non ero in grado di poterlo sentire neanche al telefono, o potergli inviare i soldi per vivere meglio, perché con quei soldi dovevo pagare i costi della migrazione.
Io sono convinta che quando c’è amore i sacrifici vengono sempre ripagati e tutto finisce sempre bene. Al contrario sono convinta che chi emigra perché vuole abbandonare i propri cari (o scappare da una realtà scomoda), allora spesso questa realtà si trasforma in tragedia.

Qualcuno dirà che non è d’accordo sulla realtà del paese che vedono. Ma un popolo cresce e cammina solo quando prende coscienza di tutte le sue realtà positive e negative. Solo sapendo da dove si proviene, si può capire dove si deve andare.

Io sono una testimone della realtà di questo film. Io sono anche una badante come molte di voi, ma non mi vergogno e non lo nascondo perché più sono consapevole, più ho la forza di interpretare e sconfiggere la realtà del mio destino.


Prima di passare la parola al regista Jereghi, segnalo che chi lo desidera, potrà intrattenersi a discutere le tematiche illustrate nel film le Sig.re Maria Emanuela Galanti del Ministero degli Esteri e Maria Franca Posa che sono esperte nelle problematiche dell’emigrazione.

Ringrazio nostri sponsor qui presenti:
RIA ITALIA
COMPANIA AEREA GS AIR MOLDOVA
ASSOCIAZIONE RICERCA E SVILUPPO
CONSIGLIERE DEL MUNICIPIO XVII JAIME TRUHILLO
CONSIGLIERE DEL COMUNU DI ROMA FEDERICO ROCCA


Infine Vi informo che in data di 17 maggio, in Piazza San Giovanni in Laterano, alle 9.00 di mattina il Comune di Roma organizza la FESTA DEI POPOLI.

Inoltre per quanti fossero interessati, la mia Università ANGELICUM di Roma mette a disposizione 15 borse di studio per la facoltà di scienze sociali.

Ringrazio tutti per la partecipazione e vi auguro una buona visione, nella certezza di poterci incontrare nuovamente alla prossima manifestazione, chiunque è interessato a seguire le nostre attività, lasciando i propri recapiti ( cell., mail, fax, ecc…) sarà opportunamente informato.


P.S

http://arrivedercimamma.blogspot.com

Chi vuole vedere il film, ci sara a Roma giovedi in 19 Marzo.

A Venetia sarà promosso in 22 Marzo 2009
da Josanu Oleg
tel: 3807321603
mail: oleg.josanu@libero.it


A Torino sarà promosso in 27/28/29 Marzo 2009
da Associazione SPERANZA – Presidente Elena Putinà
tel:3343561238
mail:elenaputina@hotmail.it


APPENA PRONTI LE RIPRESE, ALLA FINE DEL INCONTRO, VI SCRIVO INDIRIZZO PER VEDERE COME IL PUBBLICO A SALUTATO E RINGRAZIATO VALERIU JEREGHI.

PRIMO COMMENTO AL FILM:
Il film, ambientato in uno scenario contadino, è in bianco e nero e pur senza interpreti femminili, pone al centro del racconto proprio la donna. Nella narrazione lo spettatore assiste ad usanze e costumi di vita contadina che ancora sopravvivono nel terzo millennio e che presto saranno dimenticati, lasciando alla storia una originale testimonianza.

Nella casa dove i fanciulli attendono la loro madre, le inquadrature delle suppellettili
illustrano l’estrema semplicità e povertà. Questi valori sono esaltati dal bianco e nero della pellicola, e tuttavia lo spettatore non può che interpretare a colori l’unico segno di modernità che squarcia quella semplicità contadina. Le federe dei cuscini che con geometrici disegni tradiscono il segno del nostro tempo e che, per abitudine, ogni spettatore vede ed interpreta a colori.

Il regista, con immagini e pochi dialoghi, illustra i valori umani che ancora esistono nelle piccole comunità, il sacrificio del lavoro, la solidarietà umana, l’orgoglio e la dignità della povera gente. Questi valori si contrappongono ai valori negativi del materialismo e del consumismo che pur non illustrati emergono indirettamente dai racconti sulle donne del villaggio che, emigrate, sembrano perse nel modernismo delle città italiane.

La figura femminile è assente e tuttavia se ne denuncia la sua indispensabile necessità. I guasti che la sua assenza procura a figli e mariti sono drammatici, e tuttavia allo stesso tempo rappresentano una denuncia, indiretta e implacabile, verso quegli stessi uomini che il sacrificio di emigrare lo affidano alle donne, che con le loro rimesse sostengono oggi le economie dei paesi dell’est.

Solo nell’ultima immagine del film appare il colore, è l’arcobaleno, i suoi colori bagnano di speranza la drammatica conclusiva scena di disperazione del film.
Tatiana Nogailic

SECONDO COMMENTO DEL FILM:

ARRIVEDERCI è un film che fa discutere e divide spettatori e critica.

Tra gli spettatori moldavi è sorprendente registrare giudizi che negano il valore del film semplicemente perchè queste persone negano la realtà rappresentata. In questi casi bisogna capire quali sono i motivi che spingono a rinnegare una realtà che il regista ha tratto dalle cronache della stessa Moldova, che raccontano di abbandoni e suicidi quali effetti della migrazione.

Forse non è noto, ma sembra che la storia raccontata tragga spunto da un fatto vero, che le riprese risultano fatte nello stesso luogo della vicenda, e che i due bambini attori erano compagni di scuola dei veri protagonisti della vicenda, inoltre le scene della campagna e delle usanze del villaggio sono state girate nei luoghi reali.

Insomma non erano ricostruzioni fatte negli studi cinematografici, non si tratta qui di quelle finzioni filmiche che suscitano nello spettatore le “emozioni forti” ma allo stesso tempo scrupolosamente attente a non turbare la coscienza di chi guarda.

Questo film emoziona non i sensi ma le coscienze, è questo il motivo che turba, che induce molti spettatori a negare la realtà che hanno visto nel film. Potranno anche negare quella realtà ma non la potranno più dimenticare perché resta incisa nelle coscienze. Questo è il valore e il messaggio del regista, “non dimenticare”. Coloro che negano la realtà per continuare a vivere in pace con la propria coscienza, al cinema vanno solo per ricavare delle pure sensazioni emotive .

Dai commenti emerge anche che taluni moldavi provino vergogna o sentono questo film come una offesa alla dignità della propria nazione. Evidentemente in Moldova, al contrario del cinema, la libertà dei mass-media non ha ancora raggiunto quella maturità che deve accompagnare un popolo a riconoscersi nei propri limiti e nei propri valori.

Si dirà che anche noi italiani abbiamo i nostri difetti, certo ma noi non li nascondiamo, e non ne abbiamo più vergogna, perché abbiamo imparato a discuterli senza nasconderli o rinnegarli. I nostri difetti ormai non li commentiamo più nel buoi delle sale cinematografiche, vengono annunciati tutti i giorni nei telegiornali e sulla stampa, li commentiamo negli show televisivi dove si illustrano scandali e comportamenti, mondezza e mafia, e della politica facciamo divertenti spettacoli di satira.

In altri termini gli italiani convivono con i loro limiti, ne prendono coscienza senza rinnegarli e senza vergognarsi, perchè sapere da dove si proviene e conoscere i propri limiti da ad ogni popolo la possibilità e la forza di migliorarsi.

Con rispetto:
TATI

Messaggio modificato da TATI il 02 aprile 2009 - 19:38


#27 v_377

v_377

    Newbie


  • 3 messaggi
  • Iscritto il: 16-marzo 09

Inviato 18 marzo 2009 - 00:37

Vi ringrazio per la considerazione , a te nikita in particolare ma a parte il fatto che non ho il tempo materiale per starci dietro a queste cose, un'altro motivo per cui vi dicevo di non essermi registrata prima è proprio quello di aver trovato qui, alla fine, solo delle inutile polemiche...

Non intendo estendere qui il mio curriculum, ne parlare della mia vita privata, questo è un forum (basta alzare gli occhi al inizio della pagina) su un film.

-a nikita: mi sono notata il tuo contatto skype e mi impegnerò di risponderti lì oppure sulla mail privata se la troverò nel tuo profilo

-a TATI: Peccato?? E i danni morali chi li risarcisce?
Moldova deve crescere ma purtroppo la mente di tanta gente è rimasta ancora nell'era glaciale.

-a te liliana07 ti dico solo che come cartomante sei molto fuori strada quindi, continua pure a fare il lavoro di badante. Non c'è bisogno che qualcuno ti dia dell'ignorante, lo stai dimostrando nuovamente replicando il mio ultimo messaggio con una dichiarazione falsa e per verificarlo basta vedere la cronologia dei messaggi.

-un saluto anche a te, vale.

Non so se mi collegherò qui ancora, mi sono registrata soltanto per esprimere la mia oppinione su quel film nel modo che sia visibile anche a delle persone non necessariamente registrate su questo sito così come accaduto qualche volta a me prima.

Buona fortuna a tutti con l'augurio che la primavera arrivi per ognuno di voi :fior:

#28 nikita

nikita

    Advanced Member


  • 6673 messaggi
  • Iscritto il: 16-agosto 05

Inviato 18 marzo 2009 - 05:22

Vi ringrazio per la considerazione , a te nikita in particolare ma a parte il fatto che non ho il tempo materiale per starci dietro a queste cose, un'altro motivo per cui vi dicevo di non essermi registrata prima è proprio quello di aver trovato qui, alla fine, solo delle inutile polemiche...


E' chiaro che il film fa il gioco di una precisa parte politica, è una occasione troppo ghiotta per addossare le sventure della Moldova al governo attuale.
Non credo che i moldavi siano così ingenui da abboccare all'amo della propaganda politica, come ho già scritto innumerevoli volte, l'attuale situazione economica della Moldova non inizia certo con l'avvento al potere del PCRM.
Chi ha un minimo di buon senso e conosce la storia recente della Moldova sa che i problemi attuali del paese cominciano in anni ben precisi.
E' chiaro che in campagna elettorale ognuno cerca di tirare l'acqua al proprio mulino, tutte le parti politiche cercano di sfruttare le occasioni che si presentano, ogni occasione è buona per far propaganda al proprio schieramento, dal "discorso elettorale" di Chirtoaca alla festa della donna di Padova, alla proiezione del film "Arrivederci" di Roma.
Sono ghiotte occasioni che è difficile farsi scappare.
Si spera che i moldavi non abbocchino a questa propaganda truffaldina e che votino secondo le proprie convinzioni maturate da un'attenta e ponderata esperienza.
Il film, come già ho avuto modo di scrivere, è un monito per i moldavi i quali pensano che emigrare sia la panacea di tutti i mali e che basta guadagnare qualche euro in più per risolvere tutti i problemi.
Emigrare forse risolve alcuni problemi ma ne crea altri più devastanti.
Il film, pur con qualche forzatura scenica, contribuisce a smitizzare la voglia di emigrare che sta infestando la Moldova, costringe la gente a riflettere, a valutare i pro e i contro di certe scelte.
Ho qualche riserva invece sulla qualità artistica del film, a mio avviso il regista si è fatto troppo prendere la mano dall'enfasi scenica, ha indugiato oltre misura sulle "scene ad effetto" per stupire e colpire la fantasia dello spettatore, perdendo di vista la realtà che è molto più complessa ed articolata di quella che lui vuole rappresentare.
Fortunatamente la Moldova NON è quella del film, almeno non solo quella, c'è anche una Moldova che lavora e lotta ogni giorno per uscire dal tunnel della povertà e sottosviluppo.

#29 Polifemo

Polifemo

    Advanced Member


  • 1506 messaggi
  • Iscritto il: 09-dicembre 06

Inviato 18 marzo 2009 - 07:06

Vi ringrazio per la considerazione , a te nikita in particolare ma a parte il fatto che non ho il tempo materiale per starci dietro a queste cose, un'altro motivo per cui vi dicevo di non essermi registrata prima è proprio quello di aver trovato qui, alla fine, solo delle inutile polemiche...

Non intendo estendere qui il mio curriculum, ne parlare della mia vita privata, questo è un forum (basta alzare gli occhi al inizio della pagina) su un film.

-a nikita: mi sono notata il tuo contatto skype e mi impegnerò di risponderti lì oppure sulla mail privata se la troverò nel tuo profilo

-a TATI: Peccato?? E i danni morali chi li risarcisce?
Moldova deve crescere ma purtroppo la mente di tanta gente è rimasta ancora nell'era glaciale.

-a te liliana07 ti dico solo che come cartomante sei molto fuori strada quindi, continua pure a fare il lavoro di badante. Non c'è bisogno che qualcuno ti dia dell'ignorante, lo stai dimostrando nuovamente replicando il mio ultimo messaggio con una dichiarazione falsa e per verificarlo basta vedere la cronologia dei messaggi.

-un saluto anche a te, vale.

Non so se mi collegherò qui ancora, mi sono registrata soltanto per esprimere la mia oppinione su quel film nel modo che sia visibile anche a delle persone non necessariamente registrate su questo sito così come accaduto qualche volta a me prima.

Buona fortuna a tutti con l'augurio che la primavera arrivi per ognuno di voi :fior:



hai scritto un post dove non dici nulla, nonostante tu abbia scritto tanto...

alcune persone ti hanno posto delle domande, che tu hai saggiamente svicolato..., ma fa nulla, molte persone (non tutte) fanno come te sia in Italia che nella tua Moldova.

e dal mio personalissimo ed umile osservatorio, la tua reazione sdegnata ad un film che fa vedere uno spaccato reale della tua Moldova, mi conferma che i problemi del tuo paese sono anche questi, voltare la faccia davanti ai tanti problemi che c'erano e ci sono ancora.

problemi che se non affrontati ci saranno sempre, e ciclicamente su questo forum parleremo sempre.

inizio sempre più a credere che i moldavi sono i napoletani dell'est...

vot a fac e va ananz...

volta la faccia e va avanti, per poi sdegnarsi quando in tv ci dipingono una chiavica ( e c'è lo meritiamo tutto)

#30 TATI

TATI

    Advanced Member


  • 330 messaggi
  • Iscritto il: 08-settembre 05

Inviato 18 marzo 2009 - 13:54

SECONDO COMMENTO:

ARRIVEDERCI è un film che fa discutere e divide spettatori e critica.

Tra gli spettatori moldavi è sorprendente registrare giudizi che negano il valore del film semplicemente perchè queste persone negano la realtà rappresentata. In questi casi bisogna capire quali sono i motivi che spingono a rinnegare una realtà che il regista ha tratto dalle cronache della stessa Moldova, che raccontano di abbandoni e suicidi quali effetti della migrazione.

Forse non è noto, ma sembra che la storia raccontata tragga spunto da un fatto vero, che le riprese risultano fatte nello stesso luogo della vicenda, e che i due bambini attori erano compagni di scuola dei veri protagonisti della vicenda, inoltre le scene della campagna e delle usanze del villaggio sono state girate nei luoghi reali.

Insomma non erano ricostruzioni fatte negli studi cinematografici, non si tratta qui di quelle finzioni filmiche che suscitano nello spettatore le “emozioni forti” ma allo stesso tempo scrupolosamente attente a non turbare la coscienza di chi guarda.

Questo film emoziona non i sensi ma le coscienze, è questo il motivo che turba, che induce molti spettatori a negare la realtà che hanno visto nel film. Potranno anche negare quella realtà ma non la potranno più dimenticare perché resta incisa nelle coscienze. Questo è il valore e il messaggio del regista, “non dimenticare”. Coloro che negano la realtà per continuare a vivere in pace con la propria coscienza, al cinema vanno solo per ricavare delle pure sensazioni emotive .

Dai commenti emerge anche che taluni moldavi provino vergogna o sentono questo film come una offesa alla dignità della propria nazione. Evidentemente in Moldova, al contrario del cinema, la libertà dei mass-media non ha ancora raggiunto quella maturità che deve accompagnare un popolo a riconoscersi nei propri limiti e nei propri valori.

Si dirà che anche noi italiani abbiamo i nostri difetti, certo ma noi non li nascondiamo, e non ne abbiamo più vergogna, perché abbiamo imparato a discuterli senza nasconderli o rinnegarli. I nostri difetti ormai non li commentiamo più nel buoi delle sale cinematografiche, vengono annunciati tutti i giorni nei telegiornali e sulla stampa, li commentiamo negli show televisivi dove si illustrano scandali e comportamenti, mondezza e mafia, e della politica facciamo divertenti spettacoli di satira.

In altri termini gli italiani convivono con i loro limiti, ne prendono coscienza senza rinnegarli e senza vergognarsi, perchè sapere da dove si proviene e conoscere i propri limiti da ad ogni popolo la possibilità e la forza di migliorarsi.


TERZO COMMENTO:

Guardando il film “Arrivederci” del regista Valeriu Jereghi si può dire che è duro in senso che tutti
siamo abituati di presentare, di vedere la parte buona, bella di un paese, sopratutto se si tratta di un paese meno conosciuto. Ma questa è la realtà e si deve accertarla e di trovare le soluzioni adeguate.

Infatti la vita di un immigrante è molto difficile. Gli immigranti devono lasciare indietro la loro vita, quella che era prima di andare via, le loro tradizioni. Spesso l'impatto della nuova situazione può essere drammatico per loro. Purtroppo sono i bambini che risentano questo problema di più che un adulto.

La statistica mostra che almeno 600.000 persone hanno immigrato da Moldova, con una
popolazione di circa 4,3 milioni di abitanti. Secondo le dati statistici di UNICEF in 2004 sono stati 35.000 bambini che abitavano in Moldova senza nessun genitore e 75.000 con uno del genitori.
Purtroppo ogni anno questo numero è in crescita.

Questi bambini confrontano varie minacce; mentre che loro possono avere una situazione finanziaria migliore, egli spesso rischiano di avere una educazione morale e spirituale limitata. Spesso loro si descrivono come abbandonati o pensano di loro male e per questo sono andati via i loro genitori. Si sentono pure condannati a vivere questo problema.

Pure io ho vissuto questa esperienza essere in pratica da sola con mia sorella più piccola di me. Io avevo 17 anni e la mia sorellina 10 quando la nostra mamma è andata in Italia per lavorare e a migliorare la situazione finanziaria. Infatti mie un po' difficile ridare la mia esperienza.
Vivere Tutti i giorni che verrà è quel bel giorno “di festa”, l'arrivo della mamma. Anzi per me sono stati Difficili quegli anni. Io dovevo fare la madre e anche la sorella. Avevo altre responsabilità a crescere ed a educare la mia sorella. Ma posso dire che in tutto questo è stato anche una parte positiva quella di essere autonoma, di avere più fiducia in me. Ho cominciato a vivere la vita di un adulto. Dobbiamo fare tutto quello che è possibile per a migliorare la situazione dei questi bambini, dandole più attenzione per non sentirsi da soli e di non sentire così forte la mancanza dei genitori.
Perché i bambini sono il nostro futuro, la nostra speranza. Proteggiamoli!

Arina Iavorschi
PUST FASS ANELICUM
ROMA 21/03/2009

QUARTO COMMENTO AL FILM
Due bambini, i loro gesti al risveglio.
Due bambini soli. Le immagini in bianco e nero scorrono lentamente, in sala si può ‘sentire’ il peso di quello che si vede. Il film è il film moldavo Arrivederci di Valeriu Jereghi, la sala è quella del Serafico per una proiezione organizzata da Assomoldave ;la gran parte degli spettatori appartiene alla comunità moldava di Roma e provincia.
La storia colpisce al cuore e allo stomaco, una storia di abbandoni da parte di donne - madri, mogli - per emigrare in paesi lontani alla ricerca di lavoro e garantire a chi rimane una vita migliore. Madri e mogli che, come nel film, a volte perdono o vogliono perdere il legame con le loro radici e spariscono nel nulla.
Le donne (e gli uomini) presenti seguono in silenzio la storia che si dipana, trovando la voglia di sorridere solo per qualche attimo. Anche se con esiti diversi, è la loro storia di donne, che hanno lasciato in una città o villaggio moldavi figli e mariti per andare ad accudire figli e mariti altrui in città così diverse dalle loro, fra gente non sempre accogliente. Così è successo anche a Tatiana, la giovane e determinata presidente dell’Assomoldave.
Noi, donne italiane, non possiamo essere semplici spettatrici e siamo come loro coinvolte dalle immagini che vediamo. Non basta a frenare l’emozione sapere quanta ricchezza hanno significato per noi occidentali, e in particolare per l’Italia, il lavoro di intere popolazioni dell’Europa orientale; non basta sapere che tutte noi conosciamo o viviamo situazioni familiari che si mantengono grazie alla presenza di badanti rumene, ucraine, moldave; non basta che la nostra presenza testimonia la volontà di integrazione.
Cresce dentro di noi, insieme all’emozione, la consapevolezza che non c’è futuro per i nostri popoli se non si parte dalla difesa del ruolo delle donne nella società. Parità e dignità vuol dire dare a tutte le donne del mondo la possibilità vera di veder crescere i propri figli, di poterli svegliare ogni mattina, di accompagnarli a scuola, di essere sostenuta con servizi e supporti sociali in questo compito di ogni donna del mondo di riprodurre il proprio popolo.
Vuol dire permettere ai bambini di essere bambini e vivere la loro infanzia serenamente. Quelle mani che nel film impastano il pane, lavano i panni, tirano l’acqua dal pozzo, devono continuare ad essere mani adulte, in Moldavia, in Italia, in Africa , in Sudamerica, in India e in Cina.
Anche la stessa durezza della vita e dei rapporti devono essere scoperti con la guida dei genitori.
Prima le donne e i bambini’ non può essere una frase priva di senso ma un impegno fondante per uomini e governi.
L’Italia ha vissuto il dramma dell’emigrazione e non dimentichiamo che interi paesi del Sud o del Veneto si sono svuotati, centinaia di famiglie si sono divise, milioni di persone si sono allontanate ma anche che, grazie alle rimesse degli emigranti, chi è rimasto ha potuto costruire una casa, mangiare, far studiare i giovani.
La povertà non è una vergogna, mostrarla non è uno scandalo. E anche questo gli italiani lo sanno bene poichè, davanti agli splendidi film del neorealismo, che raccontavano un’Italia devastata dalla guerra e costretta ad arrangiarsi, un esponente politico di rilievo li criticò e affermò che ‘i panni sporchi si lavano in casa’… Noi, al contrario, pensiamo che non di panni sporchi si tratta ma di realtà davanti alle quali non si può tacere.
Il film comunque nella drammaticità della storia, invita alla speranza quando ci fa vedere ancora bambini che giocano e adulti del luogo , ma anche stranieri che aiutano, parlano, fanno ancora sognare questi bambini.
Questa speranza ce la vogliamo prendere tutta.Siamo uscite da quel pomeriggio in cui abbiamo visto Arrivederci rafforzate nella nostra convinzione di vivere insieme ad ogni donna moldava e ad ogni donna del mondo queste drammatici processi e ricercare insieme percorsi di conoscenza e solidarietà.

Madri per Roma Città Aperta
madrixromacittaperta.noblogs.org

QUINTO COMMENTO:
In merito al film ARRIVEDERCI devo dire che l'ho trovato molto bello, profondo e sopratutto realista. Lo so che a molti immigrati può far male vedere certe situazioni e molto spesso per dignità e pudore si preferisce negare che vi siamo queste situazioni ma al tempo tesso credo che sia giusto raccontare anche queste storie.
E' vero che non tutte le situazioni sono come quella vista nel film ma ci sono anche queste e servono per far capire con quale stato d'animo vivono tanti immigrati nel nostro paese Serve a far capire che tanti di loro se avessero avuto le condizioni giuste sarebbero rimasti nel loro paese con la loro famiglie e i loro figli invece di venire in Italia per cercare lavoro e mantenere i proprio cari in patria, magari rinunciando alle loro professioni, ai loro studi per fare lavori molto umili.
E' una pagina dura e cruda dell'immigrazione e bene avete fatto a farla vedere, speriamo che serva a tutti per riflettere e per affrontare il tema dell'immigrazione e dell'integrazione con un'altra sensibilità.
Un ringraziamento particolare lo rigolo al regista, al produttore e ad Assomoldave che ha voluto organizzare la proiezione a Roma.

Federico Rocca
Consigliere Comunale di Roma

SESTO COMMENTO
Il mio commento è molto personale e probabilmente deluderà quanti hanno privilegiato l’aspetto di denuncia sociale e politica del film. Perché io, in quelle scene così poetiche di una campagna abbandonata e di una vita di privazioni, sento la nostalgia di qualcosa che, da viziato occidentale dell’età dell’opulenza, non ho mai avuto. Una vita non artificiale e più autentica, una vita in cui un bambino non è trattato come un deficiente irresponsabile o come il cliente finale della distribuzione commerciale. Perciò non riesco a sentire un male di cui vergognarsi in un tipo di vita così arcaica e lontana dalle nostre abitudini. Dove voi vedete l’orrore, io vedo qualcosa di buono. Certo, da correggere, da migliorare, ma da non buttare via completamente.
A parte queste considerazioni esistenziali, mi sembra che il motivo più interessante del film, quello che lo rende un film di denuncia forte e intelligente e non banale sia questo: l’immigrazione è finalmente mostrata nella sua faccia nascosta, il paese che presta la forza-lavoro e non quello che la sfrutta. Finalmente si esce dalla retorica dell’immigrazione come possibilità, come risorsa, come incontro di culture diverse ecc. Punto di vista che è sempre molto egoistico e anti-democratico, in quanto riferito ai paesi e alle culture più forti, quelle ospitanti. Mentre non si chiede mai alle persone che emigrano quanto contente siano di contribuire a questo magnifico incontro di culture e arricchimento sociale e progresso economico.
Finalmente l’attenzione è spostata sui “vuoti” della globalizzazione, sull’impoverimento che crea, sulla crudeltà delle logiche sottostanti.
Non mi meravigliano le difficoltà di distribuzione che può aver incontrato il film, che scontenta sia i governanti del paese del regista, per ovvi motivi, sia i nostri (occidentali) paladini della globalizzazione e del progresso ad ogni costo, di destra e di sinistra, sia le componenti culturali più progressiste troppo abituate a vedere nello straniero una “causa” da difendere e troppo poco un essere umano da capire.

Flavio Ballarin

SETTIMO COMMENTO
In merito al film arrivederci, posso dire che tratta uno dei punti più dolenti che lascia con se i fenomeni dell’immigrazione.
Quello che mi ha colpito, oltre la povertà che in fondo siamo abituati a vedere ed a conviverci noi che veniamo dai Paesi poveri è l’abbandono dei minori senza che una persona che si possa fare carico di loro, per me raffigura la povertà dell’Anima, dei sentimenti che è assai più dura.
Questo film farcendoci analizzare questi punti, fa si che non dobbiamo nascondere la realtà ma affrontarla e fare qualcosa perché non continui a succedere.
Noi donne, che lasciamo i nostri paesi con la speranza di una situazione economica migliore per la nostra famiglia non dobbiamo sentirci in colpa, se non, trattare affinchè questa situazione cambi, che i bambini non si sentano più abbandonati se non sicuri ed amati.
Devo fare i complimenti a coloro che hanno realizzato questo film, perché bisogna avere una forte sensibilità umana per trattare un tema così drammatico.

Avvocata . Palomino C. Gladys

OTTAVO COMMENTO

Per un “Arrivederci” meno amaro

E’ un film coraggioso, Arrivederci , del regista moldavo Valeriu Jereghi. Parla di problemi talmente strutturali nei paesi a forte tasso emigratorio da apparire irrisolvibili e quindi censurabili. E non solo censurabili, ma di fatto censurati da chi li vive in prima persona, quasi fosse una colpa o una vergogna l’essere nati poveri, in un paese povero ed essere stati costretti ad emigrare.
E’ un film saturo di emozioni, melanconico e amaro, Arrivederci, prodotto dallo sguardo di un regista che fortemente si identifica con alcune delle vittime che l’ emigrazione falcidia, quelle che chi va via si lascia alle spalle.
E’ un film lento e studiato, girato in bianco e nero, in cui convivono la raffigurazione iconica, la rarefazione mistica del cineasta russo Tarkovskij ed i toni molto più enfatici dei neo-realisti italiani. Quasi un invito straziante agli spettatori ad aggiungere di persona i colori, le sfumature. Ad entrare in risonanza con la materia dura, pietrosa, di cui è fatto il film. E, soprattutto, a colmare un’ assenza.
Un invito che io, mamma e migrante privilegiata, non posso non cogliere…

Il film è tutto costruito su un personaggio di cui nulla si sa e nulla si vede, una madre che ha lasciato soli in Moldavia per migrare in Italia due bambini, un fratello maggiore e una sorellina, che insieme raggiungono forse a mala pena i 16 anni. In una società povera e rurale i due bambini si arrabattano per vivere, soprattutto grazie alla caparbia e fiera capacità di sopravvivenza del più grande dei due. Ma non è tanto la durezza delle condizioni di vita, il prematuro incontro con le necessità spietate della povertà e dell’ assenza di figure di riferimento a costituire il nucleo del film. Piuttosto, è la dialettica tra l’ assenza materiale della madre e la presenza di lei nella memoria, nei gesti e nel desiderio struggente del figlio maggiore a tessere la trama del film, che poi è solo un’ attesa senza fine.

Sono quattro le sequenze del film che più mi hanno colpito e che desidero commentare.
Il film si apre con il risveglio dei due bambini; capiamo dalla determinazione che il maschietto mette nel pettinare la sorellina, dall’ attenzione nel consolarla, che a lui spetta il ruolo materno della cura. Con un significato non recondito : la madre ha curato amorevolmente e a lungo quel figlio se è riuscita a tramandare il suo ruolo, a instillare in lui non solo la devozione che il bambino le dedica ma anche i gesti quotidiani del contatto quotidiano con il corpo dell’altro, che si fa arrendevole, corpo di figlio/figlia.
In un significato forse più lontano, ma su cui vale la pena di interrogarsi ugualmente, il ruolo materno assunto da un piccolo rappresentante del genere maschile appare come la rottura fortuita di una catena di eventi che portano le donne piuttosto che gli uomini ad eccellere nei ruoli della cura. L’ emigrazione della madre, probabilmente in Italia per essere badante, porta un figlio ad essere badante dell’ altra figlia. Come a dire che la povertà e l’ emigrazione possono stravolgere i confini di quello che chiamiamo famiglia, di quello che chiamiamo ruolo genitoriale, di quello che consideriamo ruolo maschile o femminile. Un salto nel buio nell’arco di una generazione fa precipitare su un cucciolo d’ uomo un destino che tradizioni valoriali sedimentate lentamente nei secoli hanno invece riservato alle donne.
Nella seconda sequenza, il bambino ascolta, cuffie agli orecchi mentre sale sul monte, la canzone “O sole mio” che lo connette all’ Italia, un paese misterioso, dove la madre vive (o non vive più). Questa e le altre canzoni napoletane della colonna sonora di questa parte del film, sono anche le canzoni che gli emigranti italiani in tutto il mondo si portano dietro per ricordare la patria. Come a dire che l’emigrazione ha un linguaggio unico, scandito tra le note alte del desiderio e quelle basse della nostalgia. E l’ emigrazione ha i suoi tempi, un presente schiacciato tra passato e futuro, entrambi coniugati con il modo condizionale del “se…”
Nella terza sequenza, l’ arrivo al primo giorno di scuola in ritardo del bambino ci porta all’ interno della trasmissione valoriale che è di nuovo affidata ad un personaggio femminile. Una giovane maestra declama con vigore un poema sulla madre-patria. L’ assenza della madre si fa duplice e raddoppiato il dolore del bimbo. Se l’ apprendimento di una lingua è sempre l’ apprendimento di una lingua materna, chi non ha madre con cui condividerla, cosa apprenderà ?
C’ è infine l’ ultima, amarissima sequenza su cui si chiude il film, con la tragica fine di un contadino, un personaggio solo apparentemente secondario, forse un alter-ego del regista, che, parlando con un vicino, niente aveva voluto ammettere del suo dolore nello scoprire che la moglie emigrata in Italia conviveva ormai con un ruba-cuori italiano dipinto con toni foschi. Nell’ orgoglio, nella chiusura su se stessi che non vuole ammettere il disagio, si consumano molte delle tragedie dell’ emigrazione. Non si capisce l’ emigrazione se non si capisce l’orgoglio di chi emigra. Si parte per non voler essere sconfitti. Non si torna per paura di ammettere una sconfitta agli occhi dei compaesani. E chi resta, soprattutto se non è più un bambino, vive come già una sconfitta il dovere aggrapparsi alla speranza di un improbabile ritorno di chi ama.

Arrivederci è più di un film : è un incontro. Quello verificatosi, come ci ha raccontato il regista nella proiezione organizzata da Assomoldave il 15 marzo a Roma, tra lui e un turista italiano in Moldavia che l’ha convinto a girare il film dopo aver incontrato i due bambini della storia ed aver cercato invano di aiutarli. Questo incontro tra lo sguardo del nativo e lo sguardo “altro” che può permettersi di vedere ciò che a noi fa troppo male notare, a costituire a mio avviso l’ eredità più preziosa del film. Perché due occhi più due non sono solo quattro occhi, ma una nuova idea per le mani e gambe che servono a far camminare i progetti che bisogna costruire per aiutare i poveri del mondo.

Arrivederci è più di un film : è un progetto. Anzi non uno, ma dieci, cento, mille progetti di “empowerment” per le popolazioni migranti, perché è solo l’ aiuto all’ auto-aiuto che si rivela aiuto duraturo. Con questa finalità in mente si può inoltre stabilire una relazione paritaria tra chi sente di avere avuto di più e chi sente di avere avuto di meno, per poi arrivare a una nuova capacità di sviluppare un proprio progetto di vita e di sentirsi più padrone del proprio destino. Per questo motivo, raccolgo l’ invito implicito del film e metto le mie energie al servizio di un progetto: costruire una rete di gruppi di contatto tra donne originarie di Roma e donne migranti per elaborare insieme la sofferenza dell’ essere lontane dai propri cari e, al tempo stesso, offrire soluzioni concrete che aiutino il mantenimento e il miglioramento della relazione madre-figli.
Condivido questo progetto con la rete di donne che aderiscono al COORDINAMENTO DONNE CONTRO IL RAZZISMO - donnecontroilrazzismo@yahoo.it e spero di poter facilitare uno di questi gruppi insieme a Tatiana Nogailic di Assomoldave (assomoldave@gmail.com).

Maria Emanuela Galanti
Roma, 30 marzo 2009

www.emanuelagalanti.eu


NONNO COMMENTO
Am chibzuit mult aspura filmului, dar mai mult asupra reacţiei publicului feminin şi în special a prietenelor mele. Binenţeles că o atare reacţie e şi bine motivată. Filmul tratează drama realităţii social-economice a Moldovei, care nu e deloc nouă, sau indiferentă tuturor celor ce „şi-au luat lumea’n cap şi s-au dus unde i-au dus ochii”, cum zice proverbul. Dar caracteristic este faptul că, fiind patologic „mândri”, zămisliţi în mod absurd, ne-am obişnuit să ne ascundem capul ca struţii, să ascundem adevărul urât, să tacem, să combatem şi să răzbatem, dar încâinaţi şi răzleţiţi, fiecare cu necazul său, fără un minim de solidaritate. E evident că şi în acest caz majoritatea a zis: „nu, nu-i adevărat, la noi aşa ceva nu poate fi”, sau „mie mi-e ruşine, cum se poate, ce femei, ce rasă de mame avem noi?!” „Noi! Moldovenii!, Noi nu... Noi...” Ce să zic, în afară de faptul că mi-e milă de cei care nu-şi dau seama că şi-au asumat toate responsabilităţile lumii, fără a-şi aminti de ceea ce este DREPTUL OMULUI. Eu m-am reţinut norocoasă pentru că am avut mai multe competinţe care mi-au fost de folos la momentul colapsului economic familiar, dar bietele femei, care au fost mai puţin pregătite, sau chiar abandonate în voia soartei şi n-au putut conta pe nimeni, ar fi trebuit să aibă sprijinul SERVICIILOR SOCIALE DE STAT. În aceste situaţii un cetăţean î-şi dă bine seama în ce tip de stat trăieşte şi ce fel de drepturi are. Deci, nu e de mirare faptul că filmul a fost cenzurat, era bine prevăzut. Mă deranjează mai mult spiritul patriahal al filmului, care în mod evident pune vina, oricum pe umerii FEMEEI. În mod foarte alegoric şi ridicol apare EA – femeia, care, trăind cu un anumit Don... nici măcar se expune, e atît de „neruşinoasă”! Ăsta este mesajul care vrea să trimită autorul şi ăsta este „mărul discordiei” între publicul feminin şi dânsul. În acest context consider că Dumnealui are nevoie acută de a studia bine, ( sau de a vrea să studieze), premizele anumitor comportamente a celor „judecate”. Trebuie să fim bine conştienţi de faptul că societatea noastră a păstrat cu „mare grijă” anumite „tradiţii”, care au dat naştere unei părţi masculine moldave, profund conservative, autoritare, incapabile de a se adapta la orice schimbare a vieţii, unii bărbaţi plini de absurdă vanitate, lipsiţi de responsabilitate, violenţi şi slabi de caracter, care au pus pe fugă de la baştină multe femei, neapărate. E inutil să ne ascundem de ceea ce este evident. În multe cazuri bărbatul şi-a vărsat necazul în bătăi, distrugând ceea, ce era mai scump – familia.E foarte simplu să judecăm pe cea, care e destul de vulnerabilă ca să fie „arătată cu degetul” cum spune moldoveanul. Vreau să văd curajosul, care-şi va îndrepta judecata direcţilor responsabili de dezastrul economic şi necazul poporului împrăştiat pe tot globul. „Arrivederci...” trage în ea, femeia şi ăsta este faptul, care doare mai mult. Eu, însă, sper că autorul a vrut să mai zică şi altceva... „voi, cei ce aţi gustat din „agheazma democraţiei”, aţi atins un nivel de trai mai bun, aveţi exemple de alt gen de gestiune a treburilor – DEŞTEPTAŢI-VĂ, veniţi, promovaţi o altă filozofie a vietii!” Sunt profund indignată şi exprim solidaritatea mea totală cu mamele moldave, care pentru a-şi tutela copiii, existenţa şi viitorul lor au ales nefasta cale a emigaţiei. Tot în acest context invoc cei ce pot contribui la îmbunătăţirea soartei noastre, a FEMEILOR, indiferent de nazionalitate, vârstă şi credinţă, să-şi asume responsabilităţile respective de a ne deschide porţile caselor şi a ne da posibilitatea de a trăi paşnic şi uman sub TUTELA STATULUI, TUTELA FEMEIEI ŞI A COPILULUI, fără a ne expune în bătaia soartei cum deja s-a întâmplat.

O MAMA

Cata pudoare si mandrie de tara in unele comentarii, pana la sila. Nu va doare ca realitatea e mult mai cruda? "Moldovenii din Italia", mama ce si-a lasat prencul sa creasca fara dragostea ei fdoar pt a avea bani sa mai schimbe garduri, sa cumpere video, masini, etc - o faceti pe strutul.

E grav ceea ce se intapla cu geeratia noastra in crestere, e MARE saracie in Moldova, avem oameni f.buni, dar avem si de acei care nu stiu sa compatimeasca. Daca ati fost atenti - filmul are un sfarsit optimist. Acest copil nenorocit va infrunta greutatile si va deveni OM, care, cu siguranta, nu-si va lasa copii sa creasca singurei. Referitor la vanzare. Bravo si osanale unui regizor moldovean, care a creat o opera apreciata peste hotare.

E dreptul lui sa-si vanda munca si daca DEBILII din Moldova nu au nevoie sa pastreze patrimoniul, care este vina regizorului?

El trebuie sa traiasca, asta este unica lui sursa de venit. Nu va deranjeaza ca Jereghi a umblat mai bine de un an prin birourile prostilor de la conducere cu un scenariu unical despre Moldova si a fost, pana la urma, impus sa caute producatori straini? In acelasi timp un impotent ca vasilache mananca milioane de lei pt o aberatie de film, in care batraoara lui sotie o joaca pe Ileana Cosanzeana. ganditi-va inainte de a va expune parerea.

de Laurentia 26/03/2009

Messaggio modificato da TATI il 02 aprile 2009 - 10:52


#31 vale

vale

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Inviato 23 marzo 2009 - 09:18

Francesco Gagliardi Production a procurat dreptul de distribuire a filmului „Arrividerci”

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2009-03-21/12:22
Compania italiană de filme „Francesco Gagliardi Production” a procurat pentru următorii 15 ani dreptul de distribuire a filmului „Arrividerci”, realizat de regizorul şi operatorul din R. Moldova Valeriu Jereghi. Contractul a fost semnat vineri, 20 martie, la Roma.

Valeriu Jereghi a spus pentru Info-Prim Neo că „Francesco Gagliardi Production” îşi asumă dreptul de a transpune filmul de pe video pe peliculă cinematografică, să prezinte „Arrividerci” la festivaluri de film din Italia, să desfăşoare o campanie publicitară pentru a prezenta filmul publicului larg în cinematografele din Italia şi la posturile de televiziune RAI 3 şi SKY, precum şi să-l tirajeze pe DVD-uri.

Regizorul a mai spus, că după câteva proiectări în Roma,Veneţia, Torino, filmul „Arrividerci” s-a bucurat de susţinerea autorităţilor centrale şi locale din Italia, precum şi a organizaţiilor non-guvernamentale, inclusiv cele înfiinţate de moldoveni din această ţară.

Semnatarii contractului – „Francesco Gagliardi Production” şi “Prim-Plan Studio” care a produs filmul şi al cărui director artistic este Valeriu Jereghi – au convenit că la începutul lunii iunie filmul va fi demonstrat în cea mai prestigioasă sală din Roma, „AUDITORIUM”, care are 7 mii de locuri şi unde vor fi prezenţi conducătorii Italiei, a primăriei din Roma.

„Arrivederci” este o poveste despre drama a doi copii, de 5 şi 7 ani, a căror mamă este plecată la muncă în Italia. Tatăl a plecat din familie cu ceva timp mai devreme. Copii locuiesc singuri, supravieţuiesc sărăciei, se susţin unul pe altul şi visează să crească mari şi să ajungă în Italia, unde se află mama lor.

Tot în aceste zile, în Italia, s-a decis, practic, soarta scenariului „Păsări călătoare”, semnat de Valeriu Jereghi. Scenariul, care povesteşte despre o perioadă dificilă din istoria Moldovei şi despre dragostea a trei surori faţă de un soldat român, un italian şi un rus, se află de mai bine de un an în sertarele Ministerului Culturii.

Regizorul spune că, după ce a înţeles că nu va putea realiza acest proiect în Moldova, a tradus scenariul în limba italiană şi l-a prezentat producătorului italian Francesco Gagliardi. S-a decis că pelicula va fi produsă de Societa di Produzione Cinematografica “Francesco Gagliardi Production”„Prim-Plan Studio” şi compania „TriT” a lui Nikita Mihalkov din Rusia. Producătorul italian insistă asupra implicării în filmări a starurilor cu renume mondial. Dreptul de ecranizare aparţine producătorului italian. Filmările vor avea loc în Moldova şi Italia.

Fonte: Info-Prim.md

#32 Alfredo Ferrari

Alfredo Ferrari

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Inviato 25 agosto 2009 - 19:11

Filmul „Arrivederci” în competiţie pentru premiile Erasmus EuroMedia

#33 vasia

vasia

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Inviato 08 settembre 2009 - 13:00

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Eroul de 7 ani din "Arrivederci" a devenit laureat al unui festival international de film

Filmul artistic "Arrivederci", semnat de regizorul moldovean Valeriu Jereghi, a cucerit trei premii in cadrul editiei a 12-a a Festivalului International de Film de la Berdeansk. Profesionalismul peliculei a fost apreciat cu Premiul pentru cea mai buna regie a unui film artistic si Premiul pentru cel mai bun operator de imagine, ambele conferite lui Valeriu Jereghi.
Interpretul rolului principal, Ionel Babenco, in varsta de doar 7 ani, a fost desemnat de catre juriu cu premiul special "Speranta Festivalului".
"Noi am fost profund impresionati de modul in care a jucat tanarul actor, Ion Babenco", a declarat presedintele juriului, regizorul si presedintele Uniunii Cineastilor din Ucraina, Boris Savcenco.
"Regizorul Valeriu Jereghi are ochi care vad ochi. Ochii artistului au gasit acest baiat, dar si au vazut ca prin microscop aceasta tema", a declarat compozitorul Eugen Doga, membru al juriului.
"Gresesc cei care spun ca in Moldova nu exista cinematografie, nu este sprijin si multi au dat mainile jos, insa nu si Valeriu Jereghi", a accentuat Doga.
"Juriul a votat unanim pentru "Arrivederci" - un film cu o respiratie vie si o durere general-umana", a spus Boris Savcenco.
"Este un film de un inalt nivel profesionalist, ma bucur foarte mult pentru succesele acestuia, pentru faptul ca aceasta tema a fost, in sfarsit, tratata si a reusit sa sensibilizeze atatia oameni", a adaugat maestrul Doga.
"Sunt ferm convins ca prin cultura putem traversa frontiere, stabili dialog, dezvolta parteneriate, promova colaborare internationala. Faptul ca filmul "Arrivederci" a fost apreciat atat la Moscova, cat si la Bruxelles si alte capitale europene, iar acum si la Festivalul International de Film de la Berdeansk confirma acest adevar", a spus, la randul sau, regizorul Valeriu Jereghi.
Editia a 12-a a Festivalului International de Film de pe coasta Marii Azov, orasul Berdeansk, s-a desfasurat in perioada 29 august - 3 septembrie si a reunit filme din 18 tari ale lumii.
Filmul artistic "Arrivederci" este un produs al companiei de film "Prim-Plan Studio" care povesteste despre dragostea unui copil pentru mama sa, dar si despre drama pe care o traieste, in timp ce aceasta e plecata la munca in Italia.

Sursa: http://stireazilei.md/c-0-1350

#34 Tatiana Nogailic

Tatiana Nogailic

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Inviato 12 settembre 2009 - 20:59

FILM "ARRIVEDERCI" ancora fa discutere......

http://jurnaltv.md/#12076&20090904&12077&&3610&3595

http://jurnaltv.md/#13521&20090912&13522&&3610&3595

Invece segue a vincere i primi posti in giro per il Mondo.

http://allfun.md/index.php?page=projects&id=1220551281

http://arrivedercimamma.blogspot.com/
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