Ripartiamo, scendiamo verso Brig, poi Sion, Sierre e Martigny (dove arriviamo mostruosamente in riserva, ma riusciamo a rifornire le “assetate” prima di sentirle spirare!), e da li attacchiamo il Passo del Gran San Bernardo: ancora più bello del precedente!
Una sequenza di curve e controcurve ci porta a quota 2.431 m, e quando arriviamo ci si presenta uno spettacolo ancora più incredibile, fatto di cielo terso, sole abbagliante e montagne bianche!
La solita foto di rito, e poi giù, in direzione di Aosta, per poi risalire fino a Pré-Saint-Didier, dove pernotteremo.
Il tempo di lasciare le cose in camera dell’hotel, e ci precipitiamo alle terme.
E qui ci rilassiamo adeguatamente: che dire, dopo una giornata ricca di emozioni, belli stanchi, ho scoperto che non c’è nulla di meglio che spaparanzarsi in una vasca di acqua caldissima, all’aperto in giardino, davanti al Monte Bianco che riflette tutti i colori di un tramonto autunnale esagerato!
Il bianco lascia il posto all’arancio, al rosa acceso e al violetto…E tra una sauna (in casette di legno, con una parete di vetri su panorami mozzafiato) e una “idromassaggiata”, passando per vasche di acqua calda in cui galleggiare sostenuti da cilindri di gommapiuma, con le orecchie sotto il pelo dell’acqua ad ascoltare musica riprodotta sott’acqua (!), in un’atmosfera surreale fatta di vapore, torce accese, musica new age e luna piena , abbiamo tirato le 23. E poi ritorno in hotel.
Per così dire, “A letto senza cena!”: non c’è stato nessuno che ci desse qualcosa da mangiare! Fortuna vuoi che avevamo mangiato la “Mostruosa Spezialità Swizzerha” a pranzo, e poi un po’ di frutta, yoghurt, muesli e tisanine tipo pozione magica del Druido Panoramix.
Il giorno dopo, dopo ottima e abbondante colazione, siamo ripartiti alla volta di Valsavarenche e del Parco Nazionale del Gran Paradiso, al fine di vedere qualche animale. E in effetti, lo spettacolo di veder pascolare tranquillamente qualche camoscio e vedere un’allegra colonia di marmotte (che si sono avvicinate a mangiare i grissini che ci eravamo portati allo scopo!) è stato affascinante.
Ma ormai i tempi erano maturi per tornare verso casa: e così, dopo aver imboccato l’autostrada, e aver percorso questi 300 km con una buona media, abbiamo fatto ritorno a casa in tempo per infilare la moto in garage e vedere le prime gocce d’acqua cadere: così, scampati ancora una volta alla furia del temporale, è finita anche questa avventura. Ci rimangono negli occhi immagini bellissime e nel cuore sensazioni indescrivibili.
Alla prossima!
Edited by manu, 23 September 2008 - 10:51.


















