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Guest Message by DevFuse
 

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Donne Mamme O Lavorarici?


Discussione archiviata. Non è più possibile intervenire in questa discussione.
6 risposte a questa discussione

#1 flores

flores

    Advanced Member


  • 964 messaggi
  • Iscritto il: 08-aprile 08

Inviato 23 giugno 2008 - 09:20

Donne, mamme lavoratrici, solo mamme, solo lavoratrici?



In uno di qusti giorni su SKY, ho visto un interessante programma, sull'organizzazione francese nei confronti delle donne che sono sì mamme, ma che per necessità sono anche lavoratrici.

Hanno una rete ben organizzata di asili nido fino ai due anni, e poi gli asili dai due anni in su, che non è a rischio "liste", c'è posto per tutti... e cosa non trascurabile i costi di questi asili sono quasi ridicoli. Inoltre possono usufruire di asili aziendali, in cui non ci sono problemi di orario tengono i bimbi dalle 7 del mattino e in alcuni casi fino alle 21,30, e anche il prezzo giornaliero di questi servizi è bassissimo (poco più di un quotidiano in alcuni casi).
Infine sono state istituite delle figure professionali di babysitter, che possono accogliere presso la propria casa un massimo di 3 bimbi a testa, durante il servizio hanno mostrato la testimonianza di una mamma, che per stare a casa con il proprio figlioletto si è organizzata in questo modo. Puo' guadagnare qualcosa, senza rinunciare completamente al lavoro e nel contempo vedere crescere suo figlio.

Inoltre, lo Stato, stanzia per ogni figlio che nasce un sussidio che aiuta nei primi anni di vita dei piccoli le famiglie (poi vabbeh pare che alcuni con quei sussidi, ci paghino mutui che poi non sono in grado di sostenere una volta terminato il periodo ... ma immagino che siano casi limite.. )
Se i figli sono tre il sussidio raddoppia ed è oltre i 500 € mensili.

Un Paese dalla parte delle donne dunque?
In una intervista un assessore diceva che in Europa, entro 30 anni esisterà il problema della mancanza di gioventù, e lui sosteneva che la Francia si sta muovendo per fare in modo che il movimento della natalità non si fermi... pare che ci stiano riuscendo, la media francese per ogni coppia è di due figli, molte ne hanno 3.

Ovviamente, non ho potuto fare a meno di notare la grossa differenza che c'è tra la Francia e l'Italia, dove oltre al fatto che non siano istituiti nè sussidi nè asili aziendali (o almeno molto pochi), esistono liste per l'accesso agli asili pubblici da far spavento, e che se una famiglia deve pagare un asilo privato (qui siamo intorno ai 400 € mensili), la donna fa senz'altro meglio a stare a casa e a vedere crescere suo figlio.

Il punto è che a me sembra un serpente che si mangia la coda.. se non entrano due stipendi oggi è difficile che ci si possa permettere di crescere un figlio, ma se la donna lavora e il suo sipendio finisce nelle mani di chi cura il bimbo durante il giorno.. siamo daccapo.

E sembra che non se ne esca...
L'unica scelta è o facciamo un figlio o lavoriamo?
oppure c'è sempre da sperare nelle nonne.. chi puo'..



#2 Nika

Nika

    Advanced Member


  • 287 messaggi
  • Iscritto il: 25-agosto 06

Inviato 07 dicembre 2008 - 23:02

Io mi chiedo dove sono gli uomini in tutto ciò e chi è stato a mettere in testa alla maggioranza che è la donna che deve sacrificare la sua carriera per i figli.. mah, sarà...

#3 Amedeo

Amedeo

    Difensore civico di Moldweb


  • 836 messaggi
  • Iscritto il: 31-agosto 05

Inviato 08 dicembre 2008 - 08:55

Cara Flores, ciao.

Questo è un altro dei motivi per cui continuo a proporre di dimezzare i nostri politici ed i loro stipendi.

Risparmiando ben il 75% delle spese per la politica si potrebbero ben trovare i soldi per imitare i previdenti francesi.

Un saluto,

#4 Azzurro

Azzurro

    Member


  • 1463 messaggi
  • Iscritto il: 30-giugno 08

Inviato 08 dicembre 2008 - 12:02

Donne, mamme lavoratrici, solo mamme, solo lavoratrici?

In uno di qusti giorni su SKY, ho visto un interessante programma, sull'organizzazione francese nei confronti delle donne che sono sì mamme, ma che per necessità sono anche lavoratrici...


Visto che quello da te proposto è un argomento che merita, ti do una mia personale idea e nel contempo anche una possibile soluzione del problema.

Sulla base della mia esperienza personale ho capito i veri motivi che in italia hanno portato ai gravi ritardi dei servizi sociali

Nei vari bilanci dello stato, passando poi per le regioni, province e comuni, alla spesa sociale, nei suoi vari capitoli, compresi gli asili nido e l'edilizia scolastica, alla fine della partita di giro, vengono messe a disposizione soltanto le briciole...

Purtroppo a livello nazionale viene messa a disposizione per il sociale una spesa pari a meno del 3% del famoso prodotto interno lordo.

Arrivando poi ai comuni, che sono quelli più che ci interessano in quanto questi ultimi costruiscono e gestiscono gli asili e le scuole primarie a spese proprie.

Quando si partecipa ad una riunione politica per discutere del bilancio annuale, quasi sempre l'http://forum.moldweb...tyle_emoticons/default/mega_shok.gif%, se non il 90% sono uomini a cui interessa tutto meno che il sociale.

Allora succede come sempre che il bilancio viene messo quasi tutto a disposizione delle opere pubbliche per interessi locali...

Ma non finisce qui. Nel corso dell'anno, quando servono i soldi per pagare una causa persa, di quelle concordate fra amici degli amici e il comune, e devono sborsare qualche centinaia di migliaia di euro a favore di qualcuno, allora i soldi si prendono direttamente dai capitoli di spesa attribuiti ai servizi sociali. Questo avviene perchè se fermi un opera pubblica, l'impresa ti fa causa, se sospendi la costruzione degli asili nido, i cittadini non ti fanno causa.

Detto questo, la soluzione che per me si potrebbe portare anche all'attenzione del presidente della repubblica con qualche milione di firme, se non un referendum...


1) Obbligare gli enti locali, regioni, province e comuni a destinare il 30% del proprio bilancio per la spesa sociale. Così le varie imprese che ci fanno pagare un chilometro di strada molte volte inutile a un milione di euro cominciano ad abbassare il prezzo...


2) Evitare la "stornatura" dei fondi destinati ai capitoli di spesa sociali.


Faccio un esempio pratico. Nel 2006, baffetto d'alema, per finanziare la missione in libano ha prelevato dalla spesa corrente del bilancio dello stato una somma pari a 1000 milioni di euro. Erano stati messi in bilancio per l'edilizia scolastica 600 milioni per la ristrutturazione degli edifici. Grazie alla "stornatura" che fu votata bipartizan tra maggioranza e opposizione, i fondi per la scuola scesero a 170 milioni di euro. Ecco spiegata la verità sul controsolaio della scuola che crollando ha ammazzato quello studente.


3) Un ente pubblico per costruire un opera pubblica può accendere un mutuo, per la spesa in opere sociali invece, siccome sono considerate servizi a domanda individuale, non si possono aprire mutui, ma i soldi devono essere prelevati soltanto dalla spesa corrente.

Ebbene, prendere i soldi dalla spesa corrente significa trovare una cassa di liquidità sempre vuota in quanto le uscite superano le entrate e gli enti sono sempre indebitati. Allora la mia proposta è: finanziare anche le opere sociali tramite mutui, ma non i derivati che dopo qualche anno gli interessi triplicano, ma finanziamenti presi in prestito dalla cassa depositi e prestiti a tasso fisso.


Ultime due considerazioni:

continuando con questo sistema amministrativo perverso, dimezzando i costi della classe politica come sostiene il nostro amico amedeo, le eventuali somme recuperate andrebbe soltanto ancora una volta a vantaggio delle imprese di costruzioni.

La nostra classe politica gerentocratica, che è composta da un berlusconi 73enne, un prodi 72enne, un presidente della repubblica 85enne, un papa 82enne, un ministro delle pari opportunità che non ha figli e che faceva la show girls non è al momento all'altezza di fare una semplice riforma di questo tipo.

#5 beppe

beppe

    Advanced Member


  • 1107 messaggi
  • Iscritto il: 30-gennaio 07

Inviato 08 dicembre 2008 - 14:52

Donne, mamme lavoratrici, solo mamme, solo lavoratrici?


Personalmente ritengo la donna una straordinaria creatura con il dono della procreazione.
Da lei nasce la vita e la conseguente continuazione della specie umana.
Basterebbe questo per indurre tutti a considerare la donna il punto di partenza per determinare decisioni strutturali e organizzative.
La donna dovrebbe essere messa in condizioni ottimali di realizzare e realizzarsi
non solo come madre, ma anche partecipe attiva all' economia della comunità.
Non è possibile scaricare gli oneri di una eventuale maternità, ad un datore di lavoro,
mentre una nuova vita è un bene per tutti.
Non possiamo permette che esistano descriminazioni sul lavoro scegliendo quelle con meno probabilità di maternità o madri già con figli.
Io credo si debba dare una corsia preferenziale prioritaria anche temporanea,
agevolando anche con sgravi fiscali i datori di lavoro.
Do per scontato la necessità di aumentare i luoghi dove lasciare i bimbi durante l'assenza
della madre, basta con tutti questi ostacoli, si all' organizzazione anche di piccoli nido tra condomini.
Insomma, smettiamola di farci del male, non servono grandi investimenti, ma un po di organizzazione.

Messaggio modificato da beppe il 08 dicembre 2008 - 14:53


#6 Amedeo

Amedeo

    Difensore civico di Moldweb


  • 836 messaggi
  • Iscritto il: 31-agosto 05

Inviato 08 dicembre 2008 - 17:40

Caro azzurro, ciao.

La nostra classe politica gerentocratica, che è composta da un berlusconi 73enne, un prodi 72enne, un presidente della repubblica 85enne, un papa 82enne, un ministro delle pari opportunità che non ha figli e che faceva la show girls non è al momento all'altezza di fare una semplice riforma di questo tipo.


Concordo ovviamente in pieno con le tue considerazioni. Visto che la classe politica, di cui hai fatto un cenno, non è all'altezza di fare una semplice riforma del tipo che hai suggerito, non vedo proprio perchè la si debba pagare a caro prezzo e nel numero dei politici che abbiamo.

continuando con questo sistema amministrativo perverso, dimezzando i costi della classe politica come sostiene il nostro amico amedeo, le eventuali somme recuperate andrebbe soltanto ancora una volta a vantaggio delle imprese di costruzioni.


Li voglio vedere eventuali politici superstiti che continuano a sperperare soldi!!! Sarebbero sotto il tiro diretto degli elettori. Pochi politici si controllano molto meglio di tanti politici.

Un saluto,

#7 Azzurro

Azzurro

    Member


  • 1463 messaggi
  • Iscritto il: 30-giugno 08

Inviato 11 dicembre 2008 - 21:11

Visto l'alto indice di tradimento che l'argomento sullo stato sociale delle mamme lavoratrici ha ricevuto, è la controprova, se ce ne fosse ancora bisogno, che determinate discussioni ancora non appassionano gli italiani. :crybaby:


Meglio parlare di gossip... :lol3: