In questo racconto ci sono tantissime cose che non tornano , troppe !
Ho... "indagato"

e...
Una giovane donna russa da tempo a Vasto dove lavora regolarmente viene espulsa perché il permesso di soggiorno le è scaduto e Rifondazione Comunista insorge. Per il circolo “Sante Petrocelli” il fatto è grave, la legge italiana è iniqua, anche se la versione dei fatti fornita dal segretario, Fabio Smargiassi, che attacca a testa bassa contro il governo, è diversa da quella dei carabinieri.
Per l’esponente politico, capogruppo del Prc in consiglio comunale, l’identificazione sarebbe avvenuta dopo un controllo dei documenti della vettura, verifica richiesta dalla donna stessa; per i militari, invece, la posizione irregolare della cittadina russa sarebbe emersa prima, durante il controllo di A.L., 31 anni, in un locale pubblico del centro di Vasto, dove lavorava. «In ufficio - afferma Smargiassi - si sono accorti che il suo permesso di soggiorno era scaduto e in quel momento la donna ha capito che per lo Stato italiano lei era diventata una criminale e come tale sarebbe stata trattata. Non è importato a nessuno che lavorasse regolarmente in Italia da dodici anni, che fosse regolarmente assunta, non è importato a nessuno dei suoi dodici anni di contributi generosamente donati allo Stato italiano, non è importato ad alcuno che in Italia avesse degli affetti, degli amici, che in Italia fosse ormai la sua vita. E’ stata trattenuta dalle 10 del mattino alle 7 di sera, poi accompagnata a casa per “consentirle” di fare una veloce valigia, è stata trasportata in uno di quei posti che lo Stato italiano chiama centri di identificazione ed espulsione, ma che in realtà sono carceri sovraffollati, dove le persone vengono trattate ai limiti della umana decenza. Dopo neanche dieci giorni e prima ancora che il suo ricorso fosse discusso è stata presa e rispedita nel suo Paese. Così a noi che non l’abbiamo neppure potuta salutare - aggiunge Smargiassi - non rimane che indignarci e riflettere sulla deriva che il nostro Paese ha preso. Un governo che è forte con i deboli e debole con i forti. Per questo alziamo la voce davanti a queste ingiustizie, sperando di essere il sassolino che fa cadere una valanga».
Dicono invece i carabinieri di Vasto, che hanno segnalato il caso all’ufficio stranieri della Questura di Chieti che ha poi proceduto all’espulsione: «A Vasto la donna viveva da 4, 5 anni; in caserma, durante le lunghe procedure di controllo delle carte in Questura è stata trattata con tutti i riguardi; non ci risulta che la cittadina russa sia stata mandata in un centro d’identificazione ed espulsione, ma direttamente all’aeroporto, accompagnata da due agenti. Attraverso l’ambasciata russa potrà richiedere un nuovo permesso di soggiorno e tornare a Vasto».
Un episodio, quello citato da Rifondazione Comunista, accaduto lo scorso 21 gennaio e che riapre il dibattito su una legge, quella sulla permanenza in Italia dei migranti, che non guarda in faccia nessuno. «Nemmeno chi da noi vuole lavorare onestamente», accusa Rifondazione. (Re.Ch.)
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