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Guest Message by DevFuse
 

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Ucraina in questo inizio del 2015

Politica Notizie News Moldweb No Profit

Discussione archiviata. Non è più possibile intervenire in questa discussione.
1540 risposte a questa discussione

#1 VincentHanna

VincentHanna

    Advanced Member


  • 1410 messaggi
  • Iscritto il: 24-novembre 10

Inviato 02 gennaio 2015 - 14:35

..continua qui la discussione sul conflitto ucraino

 

Qui la seconda parte del 2014 http://forum.moldweb...-fine-del-2014/

 

e qui la prima http://forum.moldweb...nizio-del-2014/

 

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Kiev: sfilano i nazionalisti nel nome di Stepan Bandera

 

 

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Qui invece abbiamo un noto blogger nonché doppiatore soprannominato "goblin", Dmitry Puchkov 

 

patriota di vecchia data* che fa un'intervista un tantino compiaciuta, popolare ma alla fine anche sensata sui recenti sviluppi ucraini 

 

 

*discutibili appaiono le sue posizioni su Stalin, sul comunismo sovietico e in genere sulla recente storia russa 



#2 Rick

Rick

    Advanced Member


  • 17668 messaggi
  • Iscritto il: 25-agosto 05

Inviato 02 gennaio 2015 - 18:25

Kiev: sfilano i nazionalisti nel nome di Stepan Bandera

 

 

C'e solo un problema 

 

IERI

 

la VOSTRA ucraina finiva in galizia e volinia

 

OGGI

 

l'ukraina finisce 1200 km più ad est 

 

dove vive gente che non ha nulla da spartire con voi !

 

L'ho detto e lo ripeto

 

questa guerra ukrainca

 

è la guerra con cui l'ovest Ukr cerca di conquistare e sottomettere l'est ukr

 

 

 

 

presa nel sud degli USA :

 

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Messaggio modificato da Rick il 02 gennaio 2015 - 18:29


#3 Rick

Rick

    Advanced Member


  • 17668 messaggi
  • Iscritto il: 25-agosto 05

Inviato 02 gennaio 2015 - 18:36

Un po' di vignette

 

cosi si diverte anche VladisLove che capisce solo le figure

 

LA differenza tra Rublo e Dollaro

Allega File  10305612_638241036280405_1763216668212646468_n.jpg   29,3K   0 Numero di downloads

 

Allega File  10407113_635906296513879_6814066411351311479_n.jpg   36,86K   0 Numero di downloads

 

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Allega File  10628147_638881256216383_8728221057398938453_n.jpg   33,32K   0 Numero di downloads

 

lo schema degli aiuti UE FMI USA all'UKR (ma si potrebbe generalizzare con un al resto del mondo)

Allega File  10806466_636759853095190_6762703787492854442_n.jpg   40,47K   0 Numero di downloads

 

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Messaggio modificato da Rick il 02 gennaio 2015 - 18:37


#4 Rick

Rick

    Advanced Member


  • 17668 messaggi
  • Iscritto il: 25-agosto 05

Inviato 02 gennaio 2015 - 19:16

PArodia  sulla tv russa della mitica Jen Psaki 

la U.S. State Department Spokeswoman

che tanti siparietti comici ci ha regalato

 

 

PEr rinfrescare la memoria

 


Messaggio modificato da Rick il 02 gennaio 2015 - 19:27


#5 VincentHanna

VincentHanna

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  • 1410 messaggi
  • Iscritto il: 24-novembre 10

Inviato 05 gennaio 2015 - 20:11

Cosa proporrebbe Kissinger a Obama e Putin sull’Ucraina?

 

 

L’interrogativo contenuto nel titolo di quest’articolo è meno balzano di quanto può sembrare. Completiamo il titolo con altri dettagli: “Cosa proporrebbe Henry Kissinger se dovesse essere incaricato di trovare un terreno d’incontro fra Obama e Putin?”.

 

FRA KERRY E LAVROV

Fra gli USA e la Russia esiste per l’Ucraina una pericolosa situazione di stallo. I due presidenti si disprezzano a vicenda. Non si fidano l’uno dell’altro. Invano, i due ministri degli esteri – Kerry e Lavrov – hanno cercato si sbloccare la situazione. Kerry ha proposto un incontro a quattr’occhi a Mosca. Non è stato accettato. Le distanze fra gli USA e i loro alleati europei si stanno accrescendo.

 

GLI USA E L’EUROPA

Il prestigio e l’influenza USA in Europa sono ai minimi storici. Il fallimento della finanza anglo-americana, il caso Snodown e le intercettazioni della NSA al telefono della Merkel hanno diminuito la credibilità USA e, con essa, la Westbindung. Essa si è indebolita anche per il fatto che, dal 2000, le esportazioni tedesche sono cresciute dal 30 al 48% del PIL, soprattutto verso i Paesi emergenti. La Cina vuole una Germania forte, perché pensa che sarebbe più indipendente dagli USA.

 

PUTIN E LA CRISI RUSSA

Dal canto suo, Putin non potrà reggere a lungo la crisi economica russa. Per non perdere di popolarità, fa sempre maggior leva sul patriottismo russo. Segue una politica estera sempre più aggressiva, come risulta nel suo discorso di fine anno e nella nuova dottrina strategica di Mosca. Le tensioni con gli USA aumentano. Il punto di non ritorno è stato forse raggiunto con la decisione di Obama del 18 dicembre scorso di nuove sanzioni e l’aumento degli aiuti militari all’Ucraina. Kerry ne aveva ipotizzato con Lavrov la riduzione, in cambio della cessazione degli aiuti militari russi agli insorti del Donbass. Lo scambio è stato respinto sia da Obama che da Putin. Sembra che Kerry, persuaso della necessità di avere il sostegno russo per la Siria, l’Iran e anche nell’Asia Orientale, abbia chiesto a Kissinger di mettersi in contatto con Putin per cercare di sbloccare l’impasse.

 

 

IL RUOLO POTENZIALE DI KISSINGER

Perché Kissinger? Perché l’ex-segretario di Stato di Nixon sembra comprendere le ragioni di Putin meglio di ogni altro politico americano ed europeo. Non direbbe mai, come la Merkel, che la geopolitica di Putin è quella del secolo scorso. Da buon realista, riesce a capire la sua strategia, basata sulla power politics. Essa non rispetta l’ordine internazionale, definito e gestito dagli USA. Kissinger sa che l’ordine mondiale basato sull’assoluta egemonia americana è finito, e che nulla l’ha sostituita. E’ necessario trovare un altro paradigma.

 

I CONSIGLI DI KISSINGER ALL’AMERICA

Nel suo recentissimo saggio “World Order: Reflections on the Character of Nations and the Course of History”, afferma che la politica estera americana deve fare una svolta copernicana, basata sulla comprensione delle realtà della geografia (specie di quella umana), della storia e soprattutto della power politics. Deve abbandonare lo spirito missionario, ereditato dai Padri Fondatori e ridefinire quali siano gli interessi nazionali americani. Per essi un rapporto di cooperazione con la Russia è essenziale. Va fondato sul riconoscimento degli interessi vitali di Mosca.

 

PUTIN FRA AGGRESSIVITA’ TATTICA E DEBOLEZZA STRATEGICA

Kissinger ha sempre sostenuto la necessità di una grande cautela nel caso dell’Ucraina. Ha poi una visione dell’ordine multipolare del mondo, sostanzialmente convergente con quella di Putin. E’ persuaso che il presidente russo abbia, a differenza di Obama, una visione strategica, che persegue con determinazione. Per gli USA è essenziale che Mosca non si allei completamente con Berlino né con Pechino. L’aggressività di Putin è tattica. E’ volta anche a mascherare la sua debolezza strategica. Non bisogna metterlo con le spalle al muro, obbligandolo a qualche “colpo di coda”, perdendo di fatto l’indipendenza russa nei confronti di Pechino.

 

 

LE IDEE DI KISSINGER

Le idee di Kissinger sul nuovo ordine internazionale sono note. Per la prima volta nella storia si tratta di un ordine mondiale. Nel passato, tutti gli ordini, anche quello del “Concerto delle Potenze Europee”, erano regionali. Un nuovo conflitto mondiale segnerebbe la fine dell’Occidente a vantaggio di potenze emergenti, che non aderiscono ai principi internazionali imposti dall’Occidente al resto del mondo non perché fossero più morali di altri, ma per la maggiore capacità occidentale di gestire la forza militare. Kissinger è critico nei confronti del pacifismo. La conoscenza della storia gli ha insegnato quanto sia un’utopia pericolosa. Le invocazioni della pace hanno sempre sollevato venti di guerra. Sono state uno strumento della politica, volto a disarmare moralmente l’avversario. Per Kissinger, l’ordine internazionale non è un ordine morale, anche se i politici per ottenere consenso sono obbligati a rappresentarlo come tale. Non deriva dal rispetto dei diritti umani, né dal tipo di regime politico interno. La condanna della guerra è vecchia come la guerra. Forse l’impossibilità di abolirla dipende dal “peccato originale”. Ma per la guerra basta uno, mentre per la pace occorre essere in due.

 

L’ORDINE E LA POTENZA

Qualsiasi ordine è stato fondato sulla potenza. Nella storia, ve ne sono stati due tipi, che hanno garantito l’assenza di guerra, che, convenzionalmente chiamiamo pace: l’egemonia e la balance of power. Nei venticinque anni seguiti alla fine della guerra fredda, l’ordine mondiale, politico ed economico, è stato basato sull’egemonia degli USA. Essa sta attenuandosi in entrambi i settori. Occorrono nuovi paradigmi. Nuovi per modo di dire. Si tratta, infatti, di quelli della power politics e della balance of power del passato. Senza quest’ultima, dominerebbe il caos. Nel loro periodo egemonico, gli USA li hanno dimenticati. Essendo l’unica superpotenza, non avevano bisogno di una power politics. Preferivano perciò gli alleati leali a quelli forti. Il mito missionario degli USA come “nazione indispensabile” poteva cullarsi nelle pericolose fantasie della “Fine della Storia”, abbracciate dal presidente Clinton e dalla persuasione dell’irreversibilità della globalizzazione e della prevalenza della geo-economia sulla geopolitica.

 

L’ORDINE MONDIALE SECONDO PESSIMISTI E OTTIMISTI

Oggi, il mondo globalizzato si sta frammentando. Domina il caos. Per gli ottimisti, è in atto il processo di regionalizzazione, che lo stesso Kissinger aveva auspicato una quindicina di anni fa nel suo “Does America need a foreign policy?” Per i pessimisti, sta dominando la ri-nazionalizzazione e il “patriottismo territoriale, etnico e religioso”, più che evidenti in Medio Oriente e nella stessa Russia di Putin. Esso sta mettendo in forse i risultati raggiunti a Westphalia, disgregando gli Stati.

 

 

AMERICA COME IL CUORE DELLA TERRA

Come costruire un nuovo ordine oggi che all’egemone americano non ne è subentrato uno nuovo, e neppure un accordo fra gli USA e la Cina (la c.d. “Chimerica”)? Come superare le profonde disomogeneità anche nelle culture etico-politiche esistenti nelle grandi potenze? Secondo Kissinger, gli USA rimarranno – per la loro geografia, economia e forza militare – quello che la geopolitica classica definisce “il cuore della terra”. Devono rinunciare al moralismo e al loro tradizionale spirito missionario, e promuovere un sistema “Hub and Spoke”, collegandosi con una serie di ordini regionali, ciascuno regolato da una propria dinamica: una potenza egemone o l’equilibrio fra le varie potenze regionali. Non devono cercare più di “raddrizzare le gambe ai cani”, come hanno cercato disastrosamente di fare in Bosnia, Afghanistan e Iraq. Washington deve ridurrebbe i suoi impegni esterni, e intervenire solo in caso dei due eventi che potrebbero condurre ad un’egemonia sulla massa continentale eurasiatica: l’alleanza della Russia con la Germania o con la Cina.

 

 

I TIMORI PER UN’ALLEANZA FRA GERMANIA E RUSSA

Kissinger – al pari del britannico McKinder – ha sempre temuto un’alleanza fra la Germania e la Russia, che avrebbe poi assorbito il resto dell’Europa continentale. Per questo, è stato favorevole agli allargamenti della NATO e dell’UE, finché essi rimanevano compatibili con un progetto di cooperazione fra l’Occidente e la Russia. Temeva un vuoto di potere fra Berlino e Mosca. Si era invece opposto con vigore alla proposta di Bush jr. di allargare l’Alleanza all’Ucraina e alla Georgia. Era sicuro che Mosca avrebbe reagito.

 

LE DIFFICOLTA’ MEDIATORIE DI KISSINGER

La sua opera di mediazione, ammesso che accetti di farla – ma forse è già in atto con la massima discrezione – è estremamente difficoltosa. Il gioco delle azioni e reazioni fra Washington e Mosca, sul “campo di battaglia ucraino” è ormai “a somma zero”. La sfida di Kissinger è trasformare l’Ucraina da terreno di scontro a uno di collaborazione. Obama, per avere l’appoggio del Congresso e del Senato, entrambi a maggioranza repubblicana, rischia di perdere parte dell’Europa – in particolare la Germania – più consapevole dell’importanza vitale anche psicologica che l’Ucraina ha per la Russia e per Putin. Il presidente russo non può accettare che alla crisi economica si sommi un’umiliazione in Ucraina, anche se il paese fosse mutilato, oltre che della Crimea, anche delle regioni russofone.

 

LA PROPOSTA TEORICA

Quale potrebbe essere la proposta di Kissinger? Egli ha affermato di non credere che esista una legge di natura secondo cui uno Stato che lo desideri abbia diritto di far parte della NATO. Allora perché non dire agli ucraini che non sono liberi di scegliere il loro futuro? L’Ucraina non potrà mai entrare nell’Alleanza. Non sarebbe un diktat americano. L’entrata è subordinata all’unanimità degli Stati membri. Forse, l’impegno solenne degli USA di votare al Consiglio Atlantico contro l’eventuale richiesta di ammissione dell’Ucraina, potrebbe sbloccare la situazione di stallo fra Obama e Putin. Essa dovrebbe essere accompagnata dall’impegno alla cessazione degli aiuti militari russi agli insorti e americani a Kiev, e alla clausola di bloccare ogni aiuto finanziario agli ucraini qualora dovessero riprendere l’offensiva contro i filo-russi.

Si tratta beninteso di uno scambio che mortifica la sovranità ucraina. Sembra l’unica soluzione realisticamente possibile, lasciando cadere ogni fantasia che possa esserci un reset fra Washington e Mosca e di un sistema paneuropeo di sicurezza, sostenuto soprattutto dall’Italia e dalla Germania con l’attenuarsi della Westbindung.

 

http://www.formiche....in-sullucraina/



#6 VincentHanna

VincentHanna

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Inviato 05 gennaio 2015 - 20:23

Ucraina, diplomazia al lavoro per soluzione e revoca sanzioni

 

 

Roma, 5 gen. (askanews) - Il club "normanno" della diplomazia al lavoro per una soluzione del conflitto in Ucraina si riunisce oggi a Berlino, per preparare il summit di Astana del prossimo 15 gennaio, che dovrebbe portare nella capitale kazaka Vladimir Putin, il collega ucraino Petro Poroshenko, il capo dello Stato francese Francois Hollande e la cancelliera tedesca Angela Merkel. E' questo, appunto, il formato "normanno", dal primo scambio di vedute tra Merkel, Hollande, Putin e Poroshenko a giugno 2014, alle celebrazioni del 70esimo anniversario dello sbarco alleato. E dalle consultazioni in Kazakistan potrebbero presto sortire una svolta: dalla Germania e dalla Francia nelle ultime ore sono arrivate importanti dichiarazioni sulla possibilità di revocare le sanzioni contro la Russia, ma il capo del Cremlino sa bene che serve qualcosa di concreto perché questo avvenga.

...

 

http://www.firstonli...e8-111167fe9f04

 

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Ustica ucraina, il governo olandese ammette: su indagini diritto di veto
 
Le indagini e il veto alla divulgazione delle notizie
Il 30 agosto 2014 Giulietto Chiesa e Pino Cabras hanno rivelato su Megachip e su Pandora TV l’esistenza di un accordo dell’8 agosto 2014 fra i quattro Stati (Paesi Bassi, Ucraina, Australia e Belgio) che compongono il JIT (Joint Investigation Team), la squadra che conduce le indagini sull’abbattimento del volo MH17 della Malaysia Airlines, avvenuto il 17 luglio 2014. In base a tale accordo, questi Stati avrebbero un diritto di veto sulla divulgazione delle notizie e dei risultati delle indagini. È il primo tassello giuridico del diritto all’omissis sulla «Ustica ucraina». I grandi media occidentali non ne hanno parlato.
 
A metà novembre il Ministero della giustizia olandese, in risposta a una specifica interpellanza, si è rifiutato di rivelare il contenuto dell’accordo per «preservare la stabilità delle relazioni internazionali». Risposta reticente, da cui è nata un’interrogazione parlamentare, la n. 2014D47806, firmata da due giovani parlamentari della Camera Bassa degli Stati Generali dell’Aia: il cristiano-democratico Pieter Omtzigt e il social-liberale Sjoerd Wiemer Sjoerdsma (del partito D66). Sono quattordici domande incalzanti. Il 22 dicembre 2014 arrivano le risposte del governo, con le firme congiunte di ben tre ministri: Ivo Opstelten (sicurezza e giustizia), Bert Koenders (esteri), Jeanine Hennis-Plasschaert (difesa). Il testo è scaricabile dal sito istituzionale della Camera bassa.
 
La domanda n. 3 dell’interrogazione chiedeva se l’Ucraina disponga di un diritto di veto nell’ambito dell’indagine penale. I ministri rispondono che i membri del JIT si sono reciprocamente impegnati ad astenersi dal fornire informazioni investigative all’esterno, salvo che ci sia il consenso sul fatto che la divulgazione non pregiudichi l’inchiesta. I tre ministri concludono affermando che «il consenso fra i partner del JIT non equivale al veto di uno di loro» (“Consensus onder de JIT-partners is iets anders dan een vetorecht van een van hen”). Un giro di parole che in realtà non cambia la sostanza: è sufficiente che ci sia il dissenso di uno solo degli Stati membri del JIT per fare in modo che le notizie non vengano rese pubbliche. Il diritto di veto per esistere non ha bisogno di essere esplicitato. È così anche per il Consiglio di Sicurezza dell’ONU: infatti il diritto di veto non è esplicitamente formulato nello Statuto delle Nazioni Unite (art. 27 c.3), il quale recita che «le decisioni del Consiglio di Sicurezza su ogni altra questione sono prese con un voto favorevole di nove Membri, nel quale siano compresi i voti dei Membri permanenti». Siccome nel voto ci devono essere tutti e cinque i Membri permanenti, se uno di loro fa mancare il suo voto, giocoforza scatta un veto. Stesso meccanismo nel caso dell’inchiesta sul Volo MH17. Abbiamo dunque la prima conferma ufficiale di quanto si diceva nella rivelazione dell’agosto scorso: «le chiavi del mistero della ‘Ustica ucraina’ sono saldamente nelle mani del governo di Kiev, che potrà decidere se tenerle per sé».
 
Contraerea del Donbass, anzi no…
Nelle settimane precedenti all’abbattimento del volo MH17 il governo di Kiev aveva lanciato di volta in volta, puntualmente, pesanti accuse ai “ribelli” del Donbass, dichiarandoli colpevoli dell’abbattimento di aerei ed elicotteri militari, con una correlata presunta complicità della Russia come fornitrice degli armamenti. Per esempio, sono ancora consultabili sul web le notizie di varie agenzie di stampa per constatare che il governo ucraino aveva incolpato esplicitamente i miliziani del Donbass per l’abbattimento di questi mezzi aerei dell’esercito ucraino:
- il 26 aprile 2014 un elicottero;
- il 2 maggio 2014 quattro elicotteri;
- il 29 maggio 2014 un elicottero;
- il 6 giugno 2014 un aereo da ricognizione;
- il 14 giugno 2014 un aereo militare che trasportava 49 soldati;
- il 14 luglio 2014 un aereo cargo Antonov 26, proprio tre giorni prima della tragedia del volo MH17 della Malaysia Airlines.
 
Nonostante questi eventi, l’Ucraina non aveva chiuso lo spazio aereosopra una ragionevole quota di sicurezza. Tale omissione configurerebbe necessariamente una forma di responsabilità, sia pure indiretta, dell’Ucraina per il disastro dell’MH17. Ma ecco il colpo di scena, a distanza di circa 5 mesi dal tragico evento. In una lettera del 18 dicembre 2014 indirizzata al Presidente della Camera bassa, i tre ministri olandesi hanno presentato un riepilogo aggiornato di alcune criticità delle indagini relative al volo abbattuto, anch’essa scaricabile dal sito istituzionale della Camera bassa olandese.
 
In particolare, in risposta a una specifica interpellanza – sempre del parlamentare Omtzigt, a pag. 6 del documento i tre ministri affermano che nel periodo dal 15 aprile al 17 luglio 2014 nella zona orientale dell’Ucraina sono caduti undici aerei e otto elicotteri. Tuttavia – e questa è la clamorosa novità - precisano che:
- il numero non è sicuro;
- in alcuni casi i separatisti hanno rivendicato l’abbattimento, ma i filmati che costituirebbero la prova risultano essere stati manipolati;
- probabilmente i velivoli non stati abbattuti;
- le cause degli incidenti non sono chiare, ma probabilmente risiedono nell’inesperienza degli equipaggi e nel cattivo stato di manutenzione.
 
Ma allora, se tutte le accuse per gli abbattimenti di mezzi aereirivolte per mesi dal governo ucraino ai “ribelli” del Donbass (e di volta in volta indirettamente alla Russia, che avrebbe fornito i missili) non sono più completamente valide per stessa ammissione di chi conduce le indagini (e molto probabilmente della stessa Ucraina, che ha interesse così a sottrarsi alla responsabilità di non aver chiuso lo spazio aereo),quale credibilità possono ancora avere le restanti accuse di Kiev per l’abbattimento del Boeing della Malaysia Airlines?
 
Ma per avere la risposta non c’è fretta. Infatti, come annunciato a dicembre dal procuratore capo olandese Fred Westerbeke in una lettera indirizzata ai familiari delle vittime, le indagini dureranno ancora molti mesi e, soprattutto, non sarà facile individuare i responsabili del tragico evento. La verità può attendere.
 
 
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E poi c’è la Bessarabia

 

Una remota regione dell'Ucraina popolata da molti e diversi popoli potrebbe essere al centro delle ambizioni del presidente russo Vladimir Putin, dice l'Economist

 

Nell’Ucraina meridionale, tra i grandi fiumi Dnestr e Danubio, esiste una regione dal nome esotico che presto potrebbe finire sulle prime pagine di molti giornali internazionali. La Bessarabia meridionale, o Budjak, è una regione grande come la Calabria ma con un quarto dei suoi abitanti, circa mezzo milione. Si tratta di un crogiolo di lingue e culture che si trova al confine tra Moldavia e Romania e vicina alla Transnistria e alle sue basi militari russe. Secondo l’Economist, la Bessarabia potrebbe essere il prossimo obiettivo delle ambizioni del presidente russo Vladimir Putin.

 

 

 

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Una posizione strategica
Nel corso del 2014 la Russia è intervenuta negli affari interni dell’Ucraina, uno stato governato fino alle proteste dello scorso inverno da un presidente filo-russo, Viktor Yanukovych. Tra febbraio e marzo 2014 forze speciali russe hanno di fatto annesso la Crimea, una regione autonoma dell’Ucraina. Nei mesi successivi, milizie di ribelli armate e appoggiate dalla Russia hanno iniziato una guerra civile nelle regioni orientali dell’Ucraina: la guerra è ancora in corso, nonostante lo scorso settembre ribelli e governo ucraino si siano accordati per una tregua (piuttosto precaria, comunque).

Oggi la Russia esercita la sua influenza in tre aree all’interno o vicino all’Ucraina: la Crimea, l’Ucraina orientale e la Transnistria, una piccola striscia di terra che si trova in Moldavia al confine con l’Ucraina. Nel 1990 la Transnistria si è dichiarata indipendente dalla Moldavia, con un atto che non è stato riconosciuto a livello internazionale, nemmeno dalla Russia. Il paese però è di fatto sotto la tutela russa a causa della presenza di alcune migliaia di militari. Almeno dallo scorso marzo si parla della possibilità che la Russia tenti una qualche azione per unire questi tre territori, tutti attualmente separati gli uni dagli altri. Lo snodo chiave, il territorio che potrebbe fare da cerniera a queste tre aree, è proprio la Bessarabia.

Terra di confine
Bessarabia è l’antico termine con il quale si definiva gran parte dell’attuale Moldavia, ma che oggi indica quasi esclusivamente il Budjak, una regione che appartiene all’Ucraina. Nel corso degli ultimi secoli, così come lo è oggi, la Bessarabia è stata una terra di confine tra popoli e culture molto diversi. All’inizio del medioevo subì le invasioni o venne attraversata da decine di diversi popoli barbari che in quei secoli migravano verso occidente (gli ultimi ad arrivare furono gli slavi). Nel corso dei secoli, la Bessarabia fu dominata da vari principati slavi ortodossi o di lingua rumena. Con l’ascesa dell’Impero Ottomano, divenne prima un suo stato vassallo e poi parte del territorio imperiale. Più avanti ancora, divenne una delle terre di conflitto privilegiate tra l’Impero Ottomano e la Russia degli zar.

Questo succedersi di migrazioni, invasioni e dominazioni ha reso la Bessarabia un insieme di etnie, lingue e popoli molto diversi. Oggi circa metà dei suoi 570 mila abitanti sono ucraini, il resto sono russi, moldavi, rumeni, bulgari, albanesi e gaugasi, un popolo di lingua turca e religione musulmana. Altri popoli, come tedeschi e mongoli, vivevano nella regione, ma sono stati cacciati nel corso di periodiche pulizie etniche. Nella Bessarabia di oggi quasi tutti gli abitanti parlano anche russo.

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La Bessarabia oggi
La difesa dell’autonomia della Bessarabia è diventato nel corso del tempo un argomento politico molto ripreso dai politici ucraini vicini alla Russia. Nel 2011 due deputati del Partito delle Regioni, la formazione dell’ex presidente filo russo Viktor Yanukovych, proposero uno statuto speciale che garantisse un statuto di lingua regionale a tutte le minoranze che superavano il 10 per cento della popolazione. La legge avrebbe permesso a quasi tutte le minoranze che vivono nella Bessarabia di vedersi riconosciuta la propria lingua tradizionale. Il calcolo politico dei filo-russi era rivendicare i diritti delle minoranze della Bessarabia per rafforzare le rivendicazioni autonomiste dei molto ucraini di lingua russa. Molti abitanti della Bessarabia hanno ricambiato queste attenzioni: diverse comunità della regione, come quella di lingua romena, hanno votato in massa il Partito delle Regioni nel corso delle elezioni degli ultimi anni.

Molti abitanti della Bessarabia intervistati dall’Economist hanno detto di non avere molta fiducia nel governo ucraino. La regione è piuttosto povera, sostanzialmente agricola e poco collegata con il resto del paese. Il fatto che gran parte degli abitanti parli russo significa che moltissimi si informano sui media russi, che in questi mesi di crisi hanno dimostrato una considerevole abilità e spregiudicatezza nella propaganda. Per molti abitanti, ha detto lo studioso di ecologia Ivan Rusev: «Putin potrebbe essere la soluzione a tutti i problemi».

Lo scorso autunno, per alcune settimane, è sembrato che potesse essere proclamata unilateralmente una “Repubblica di Bessarabia” guidata da qualche ex-generale russo in pensione. In diverse zone dell’Ucraina meridionale, per la verità, la tensione tra filo-russi e governo ucraino era molto forte: dimostrazioni e scontri si erano verificati anche nella regione di Odessa, quella parte di Ucraina che collega la Crimea con la Bessarabia. Per alcune settimane era sembrato che i militari russi potessero occupare la Bessarabia partendo dalla Transnistria, proprio come era avvenuto in Crimea pochi mesi prima. Poi però le cose sono andate diversamente, e l’intensificarsi della guerra civile in Ucraina orientale ha reso meno attraente uno scenario di questo tipo. Durante la campagna elettorale per leelezioni parlamentari dell’ottobre 2014ha raccontato Viktor Drozdov, professore all’università di Odessa, uno degli slogan di quasi tutte le forze politiche era il mantenimento della pace. Secondo Drozdov, il separatismo in tutta l’Ucraina meridionale «ha oramai perso il treno».

Secondo l’Economist, la Bessarabia resta comunque una regione molto vulnerabile. Ad occidente non esistono ponti sul Danubio che la colleghino con la Romania. A oriente soltanto due strade portano al resto dell’Ucraina. Se i pochi ponti sul fiume Dnestr venissero distrutti o bloccati, la regione sarebbe completamente isolata dal resto del paese. D’altro canto, la Transnistria con le sue basi di truppe russe dista appena cinquanta chilometri dal confine occidentale della Bessarabia. E di recente in varie parti della Bessarabia sono stati avvistati droni da ricognizione. Secondo alcuni sarebbero partiti proprio dalla Transnistria, secondo altri dalle navi russe che provengono dalla flotta del Mar Nero. Un ulteriore cambio di dominazione per la Bessarabia non sarebbe poi un grande novità nella sua storia recente: sarebbe il decimo in appena due secoli.

 

http://www.ilpost.it...-ucraina-putin/



#7 VincentHanna

VincentHanna

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Inviato 05 gennaio 2015 - 20:25

Ucraina, diplomazia al lavoro per soluzione e revoca sanzioni

 

Ucraina, Hollande: Togliere sanzioni a Mosca se farà progressi

 

...

 

"Vladimir Putin ha già pagato un prezzo piuttosto pesante per l'annessione della Crimea", ha detto Hollande riferendosi al peggioramento dell'economia in Russia e al calo del rublo, aggravati dalla caduta dei prezzi del petrolio e dalle sanzioni occidentali per le sue politiche verso l'Ucraina.

 

http://www.lapresse....gressi-1.637784



#8 VincentHanna

VincentHanna

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Inviato 05 gennaio 2015 - 20:48

http://www.globalist...D=67450&typeb=0

 

Ucraina, crisi nera

 

La governatrice della Banca nazionale parla di "crisi finanziaria conclamata", tutti gl indicatori economici si mostrano allarmanti, presto un nuovo vertice sul Paese
 
L' Ucraina è entrata in "crisi finanziaria conclamata". A dirlo è Valeriya Gontareva , governatrice della Banca centrale : il prodotto interno lordo del Paese da gennaio a novembre 2014 si è ridotto del 7,5 per cento , le riserve in valuta estera sono scese al livello più basso dal 2000 e l'inflazione è balzata al 21 per cento. La riserve di valuta estera del paese si sono ridotte a 9,9 miliardi dollari, in quanto è stato necessario farvi ricorso per aiutare la "Naftogaz" di Kiev a pagare le prime forniture di gas dalla Russia , onorare pare del debito pregresso di 3,1 miliardi di dollari e infine coprire gli interessi di un'emissione di 8,6 miliardi dollari in "eurobond" garantiti dallo Stato. 

"Oltre ad avere ucciso più di 4.700 persone il conflitto seguito alla riunificazione della Crimea con la Russia ha assassinato anche l'economia - spiega la Gontareva - ormai versiamo in una crisi finanziaria conclamata e possiamo uscirne solo se attuiamo riforme rapide e anche estreme.". Da gennaio a novembre la "grivna", valuta nazionale dell'Ucraina ha perso la metà del suo valore "e mantenere la nostra valuta stabile è diventato quasi impossibile - continua la responsabile della Banca nazionale - calcoliamo che la svalutazione abbia già superato il 50 per cento in meno di un anno e pensare che l'economia possa migliorare è semplicemente irrealistico se prima non verranno sciolti i grandi nodi che riguardano l'assetto costituzionale dello Stato".

L'Ucraina ha già fatto ricorso all'Unione europea ottenendo aiuti complessivi per 160 miliardi di euro ma già nello scorso novembre il suo primo ministro si è recato a Bruxelles per bussare nuovamente a danaro con toni drammatici, e nello stesso tempo Kiev spera di implementare in qualche misura i rapporti con la NATO per ottenere altri finanziamenti da destinare all'ammodernamento delle forze armate. All'inizio della settimana, dopo una sessione senza precedenti che si è protratta per dieci ore il Parlamento ucraino ha approvato il bilancio 2015, che prevede una serie di tagli drastici e l'aumento del 10 per cento di imposte e tasse , e questi provvedimenti dovrebbero aprire la strada all'arrivo di nuovi fondi FMI. L'ultima stima del Fondo monetario ha dimostrato che l'Ucraina ha bisogno urgente di altri 15 miliiardi di dollari , in aggiunta ai 17 miliardi che il Fondo aveva già deciso di stanziare. Intanto i ministrti degli Esteri di Federazione russa, Ucraina, Francia e Germania stanno mettendo a punto un nuovo "vertice" per affrontare la situazione del Paese.

Sergej Lavrov, Pavel Klimkin, Frank-Walter Steinmeier e Laurent Fabius, hanno sottolineato la necessità di far riunire il più presto possibile il gruppo di contatto per la normalizzazione del Donbass, ed hanno discusso il calendario di ulteriori consultazioni a diversi livelli secondo il cosiddetto "formato Normandia" . Fra osservatori e politologi sono sempre più numerosi quelli che ritengono che in Ucraina stiano per esplodere conflitti sociali e, nonostante il governo sia diventato più stabile, i malesseri possono compromettere ulteriormente. Altri prevedono che l'influenza degli oligarchi nel 2015 o sarà ingestibile. 


#9 VincentHanna

VincentHanna

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Inviato 06 gennaio 2015 - 11:33

Hollande: Putin non vuole annettere l'Ucraina orientale
2023-12-06T135150Z_1588320949_GM1EAC61OL

© Foto: REUTERS/Maxim Zmeyev

Foto d'archivio: Francois Hollande e Vladimir Putin

 

Il presidente russo non ha l'obiettivo di annettere l'Ucraina orientale, ma lo scopo principale di Vladimir Putin è evitare che l'Ucraina aderisca alla NATO, ha dichiarato il presidente della Francia Francois Hollande in un'intervista con la radio franceseFrance Inter.

 

Ciononostante il presidente francese ha affermato che la Russia deve rispettare l'integrità territoriale dell'Ucraina e smettere di "sostenere i separatisti."

Hollande ha sottolineato come l'Europa sia interessata a risolvere la crisi ucraina, così come le sanzioni contro la Russia abbiano un impatto negativo sull'economia europea.

 

http://italian.ruvr....orientale-4262/

 


Est Ucraina, scontro tra bus e mezzi militari: 12 soldati morti

 

http://www.askanews....ti_71188183.htm



#10 hohol

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Inviato 06 gennaio 2015 - 20:24

L'Ucraina ha già fatto ricorso all'Unione europea ottenendo aiuti complessivi per 160 miliardi di euro ma già nello scorso novembre il suo primo ministro si è recato a Bruxelles per bussare nuovamente a danaro con toni drammatici

 

160 miliardi ???  :money:  davvero? 

 

allora maidan non e andato male - zio Yanu svenduto il paese a Putin solo per 15 miliardi



#11 Rick

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Inviato 07 gennaio 2015 - 01:04

160 miliardi ???  :money:  davvero? 

 

allora maidan non e andato male - zio Yanu svenduto il paese a Putin solo per 15 miliardi

Ehehe

 

ma qui c'è il punto che molti ukri non afferrano

 

Molti dei denghi di UE ed US per non parlare ovviamente di FMI

 

sono prestiti e non entrate nette

 

 

PEr quanto riguarda i 15 miliardi di Putin

va notato che venendo a mancare quelle economia di scala

che tutti sappiamo esistere da sempre con la russia

essi avevano in realtà ben altro valore .4

 

Cmq la cifra esposta è spropositata


Messaggio modificato da Rick il 07 gennaio 2015 - 01:04


#12 VincentHanna

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Inviato 07 gennaio 2015 - 20:30

Risveglio di coscienza in Polonia 

 

  Ucraina: Zenam, Iatseniuk guerrafondaio

 

 

Duro attacco presidente ceco a premier filo-americano di Kiev

 

Non usa mezze parole il presidente socialdemocratico ceco Milos Zeman, secondo il quale il premier ucraino Arseni Iatseniuk - considerato da Mosca l'uomo degli Usa a Kiev - è un premier guerrafondaio. "Penso che Iatseniuk sia il premier della guerra, perché invece di volere una soluzione pacifica della crisi in Ucraina evoca l'uso della forza", ha detto Zeman, denunciando poi come neonazista il recente raduno di Kiev in onore del leader nazionalista collaborazionista Stepan Bandera.

 

http://www.ansa.it/s...215e0dd7a5.html



#13 VincentHanna

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Inviato 07 gennaio 2015 - 20:37

160 miliardi ???  :money:  davvero? 

 

allora maidan non e andato male - zio Yanu svenduto il paese a Putin solo per 15 miliardi

 

Credo siano milioni invece di miliardi e allora ci sta l'equazione che Yanu si sia venduto per 15 miliardi a Putin

 

 

Però mi viene da pensare, anche se come dice il buon Putin nella storia non si ragiona in termini di "se" 

 

comunque, se l'Ucraina rimanesse fedele al suo corso assieme alla Russia e oggi magari con un nuovo presidente, diverso 

 

avrebbe avuto quei 15 miliardi, amicizia e materie prime dalla Russia, sconti gas energia carbone, pace e nessuna guerra e nessun morto 

 

lavoro anche,

 

sarà un ritornello già conosciuto ma tant'è, e la Crimea starebbe al suo posto (con l'Ucraina)



#14 VincentHanna

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Inviato 10 gennaio 2015 - 11:27

Яценюк: "СССР напал на Германию и Украину" / ЯЦЕНЮК РЕАЛЬНО БРЕДИТ, А ВИНОВАТ ПУТИН

 

 

Yatseniuk : noi tutti ricordiamo bene come l'URSS ha invaso la Germania e l'Ucraina, non possiamo permetterci questo e nessuno ha il diritto di riscrivere gli esiti della seconda Guerra Mondiale 

 

 

Questo credo è uno dei pochi casi in cui la pena di morte può avere un senso. Se un personaggio come Yatseniuk incita quelli che credono in lui a distorcere la realtà, il corso della storia per inimicarsi un popolo, la Russia, invece che ne muoiano a decine centinaia o migliaia nei campi è bene che si tagli la testa al toro, dimetterlo o farlo fuori del tutto dalla vita politica del paese e che vada a fare un lavoro che corrisponda realmente alle sue capacità. 

 

E' allucinante sentire da un PREMIER, un personaggio politico, una persona che si direbbe istruita, arrivato in quella posizione che parli in questo modo. Questo sta fuori dalla realtà.



#15 hohol

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Inviato 10 gennaio 2015 - 15:55

Яценюк: "СССР напал на Германию и Украину" / ЯЦЕНЮК РЕАЛЬНО БРЕДИТ, А ВИНОВАТ ПУТИН

 

Yatseniuk : noi tutti ricordiamo bene come l'URSS ha invaso la Germania e l'Ucraina

Pensavo errori di traduzione, invece - no,  http://www.1tv.ru/news/world/275361

 

p.s.  sembra ha difficoltà parlare ucraino, o mi sbaglio ?



#16 Rick

Rick

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Inviato 11 gennaio 2015 - 12:45

Яценюк: "СССР напал на Германию и Украину" / ЯЦЕНЮК РЕАЛЬНО БРЕДИТ, А ВИНОВАТ ПУТИН

 

 

Yatseniuk : noi tutti ricordiamo bene come l'URSS ha invaso la Germania e l'Ucraina, non possiamo permetterci questo e nessuno ha il diritto di riscrivere gli esiti della seconda Guerra Mondiale 

 

 

Questo credo è uno dei pochi casi in cui la pena di morte può avere un senso. Se un personaggio come Yatseniuk incita quelli che credono in lui a distorcere la realtà, il corso della storia per inimicarsi un popolo, la Russia, invece che ne muoiano a decine centinaia o migliaia nei campi è bene che si tagli la testa al toro, dimetterlo o farlo fuori del tutto dalla vita politica del paese e che vada a fare un lavoro che corrisponda realmente alle sue capacità. 

 

E' allucinante sentire da un PREMIER, un personaggio politico, una persona che si direbbe istruita, arrivato in quella posizione che parli in questo modo. Questo sta fuori dalla realtà.

 

 

 

Berlin Refuses to Comment on Crazy Ukraine PM

 

http://russia-inside..._medium=twitter



#17 Rick

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Inviato 11 gennaio 2015 - 13:43

All'interno di questo articolo

 

http://www.reuters.c...N0KH1VZ20150108

 

si legge che le milizie di Kiev bloccano e depredano regolarmente gli aiuti umanitari per il Donbass

 

"While it may be too early to call this a humanitarian catastrophe, it's clearly progressing in that direction," [Denis Krivosheev, deputy director of Europe and Central Asia at Amnesty International,] told the Thomson Reuters Foundation by email.

The provision of humanitarian aid was being hampered by pro-Kiev volunteer battalions that were increasingly preventing food and medicine from reaching those in need in eastern Ukraine, he said.

"Attempting to create unbearable conditions of life is a whole new ballgame... using starvation of civilians as a method of warfare is a war crime."

The battalions often act like "renegade gangs" and urgently need to be brought under control, Krivosheev added.

 

 

Questa notizia si inquadra perfettamente in quella politica del terrore

 

che Kiev ha sponsorizzato sin dall'inizio

 

consentendo a bande di battaglioni improvvisati di fare quel che vogliono in donbass

 

la volontà di seminare il terrore bombarbando deliberatamente i civili

 

il desiderio di creare il massimo disagio possibile sospendendo il pagamento delle pensioni agli ukraini dell'est



#18 VincentHanna

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Inviato 12 gennaio 2015 - 18:43

Yanukovich ricercato Interpol 

 

http://www.repubblic...rpol-104793131/

 

ma la notizia più interessante è questa 

 

Mosca-Ue, duello sull'informazione. Continua il duello tra Mosca e l'Unione europea dopo le sanzioni imposte da Bruxelles per il ruolo di Mosca nel conflitto del Donbass. Il confronto ora si sposta sul piano della comunicazione: Mosca ha manifestato irritazione per l'ipotesi circolata nei giorni scorsi di creare nella Ue un canale di contro-propaganda in russo, capace di trasmettere anche nelle repubbliche ex sovietiche legate a Bruxelles dalla partnership orientale (Ucraina, Georgia, Moldova, Bielorussia, Armenia e Azerbaigian). Secondo media russi, Gran Bretagna, Danimarca, Lituania, Lettonia ed Estonia hanno inviato una lettera all'alto rappresentante per gli Affari esteri e la sicurezza, Federica Mogherini, sollecitando la discussione di una tv in russo per la vasta comunità russofona esistente in Europa.

 

 

a questo punto si parla chiaro, bisogna fare propaganda, in UE, contro la Russia, per i russfoni dell'UE 

 

è l'informazione o la disinformazione lo scopo (?) 

 

sbaglio o si vuole definire i territori dell'Europa senza la Russia (?) o magari senza tension interne russofone (?) 

 

UE il paese dei balocchi

 

 

*devo riconoscere che mi piace assai quel verbo "legate" a Bruxelles, quanta premura di questi europeisti 



#19 VincentHanna

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Inviato 12 gennaio 2015 - 18:52

Pensavo errori di traduzione, invece - no,  http://www.1tv.ru/news/world/275361

 

p.s.  sembra ha difficoltà parlare ucraino, o mi sbaglio ?

 

No no, avevo controllato, mi sono guardato anche l'intero suo discorso 

 

Yatseniuk però se la gioca, per me ha qualcosa che gli si legge in faccia 

 

 

I tedeschi tacciono 

 

nel reichstag ancora oggi sono conservate le scritte sui muri dei soldati sovietici (lo dice il servizio) 

 

tutt'altro che invasione



#20 VincentHanna

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Inviato 12 gennaio 2015 - 19:28

un continuo non-sense, come si fa a tollerare nonché aiutare e sostenere l'odierna Ucraina quando questi 

 

- annullano le pensione nelle regioni filorusse 

 

- iniziano per primi la missione punitiva nell'Est che sfoccia in una guerra (circa 4'700 morti dichiarati ufficialmente)

 

- lo sciacallaggio delle milizie pro-Kiev che sottraggono ai più bisognosi gli aiuti che la Russia manda 

 

- a quale pro c'è una Amnesty International se non viene ascoltata ?

 

come si fa a parlare poi di un canale di contra-propaganda in russo ???

 

 

 

Ucraina: Kiev annulla le pensioni nelle regioni filorusse
Decine di migliaia di anzini rischiano una brutta morte: l'allarme lanciato da Amnesty International.
 
L'allarme era nell'aria da settimane, adesso è scattato: l' Ucraina orientale si sta avvicinando una catastrofe umanitaria, la popolazione lotta residenti lottano per ottenere cibo e medicine La denuncia parte dal gruppo internazionale per la difesa dei diritti Amnesty International, la quale aggiunge che adesso gli anziani della regione potrebbero essere gravemente colpiti dalle politiche di Kiev.

Le popolazioni delle regioni Lugansk e Donetsk sud-est sono in difficoltà finanziarie e sono appena raschiando da, secondo il vice direttore di Europa e Asia centrale di Amnesty International Denis Krivosheev ha detto che nelle regioni di Lugansk e Donesk le difficoltà continuano ad aumentare. "Forse può essere troppo presto per definire questa una catastrofe umanitaria, ma chiaramente si sta procedendo in questa direzione e chiaramente i pensionati sono la parte più vulnerabile della popolazione."

L'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) ha espresso grande preoccupazione per gli anziani, e condanna cone "pericolosa" la decisione di Kiev di interrompere i pagamenti di prestazioni sociali e pensioni nelle zone non controllate dal governo.

 
Secondo i dati delle Nazioni Unite, circa 5,2 milioni di persone in Ucraina vivono in zone di conflitto. Di questi, 1,4 milioni sono in condizioni estremamente vulnerabili e necessitano di assistenza mentre lottano contro l'inverno freddo, con problemi di soldi e la mancanza di servizi.Inoltre, gli aiuti Krivosheev inviati dalla Russia e da altri Paesi, come cibo e medicine vengono spesso sequestrati dalle milizie eserciti pro-Kiev che impediscono alle derrate di raggiungere i bisognosi, con l'obiettivo di affamare la popolazione del Donbass.

 
"Il tentativo di creare le condizioni insopportabili di vita costituisce un metodo completamente nuovo, ma prendersala con i civili come metodo di pressione è un crimine i guerra ", conclude l'Alto commissario aggiungeno che eserciti privati e "bande ribelli", devono essere gestiti da Kiev. Alcuni dei più recenti dati provenienti da Ucraina parlano di un massiccio movimento di persone, con oltre un milione di individui costretti a lasciare le loro case.
Cifre dell'Ufficio delle Nazioni Unite per il coordinamento degli affari umanitari (OCHA) mostrano che in Ucraina 610.000 persone sono state sradicate e 594.000 sono costrette a lasciare il paese come rifugiati.

 
I combattimenti in Ucraina hanno avuto inizio nel mese di aprile, dopo le regioni di Donetsk e Lugansk sud-est si sono rifiutati di riconoscere l'autorità golpista che si era imposta a Kiev formando un governo provvisorio sostenuto dall'Occidente al momento. Il bilancio delle vittime ha superato le 4.700 persone, con inoltre 10.300 feriti, secondo le ultime stime delle Nazioni Unite.

La situazione sul terreno poi è peggiorata, con bombardamenti che continuano senza sosta nelle regioni del sud-est, comprese le zone residenziali. Oltre a questo, le cose sono state esacerbate dalle tattiche di Kiev che taglia periodicamente acqua ed elettricità alle zone non controllate dal governo.

Vari gruppi non governativi hanno cercato di risvegliare l'attenzione del mondo sul peggioramento della situazione umanitaria in Ucraina, l' UNICEFstima che oltre 1,7 milioni di bambini sono stati colpiti dalla crisi in Ucraina, con almeno 130.000 sfollati.Inoltre, fino a 150 scuole sono state chiuse a causa dei combattimenti nella regione di Donetsk. Circa 50.000 bambini non possono tornare a scuola da settembre dato che i loro luoghi di apprendimento sono stati completamente distrutti o chiusi per motivi di sicurezza.

Un totale di 32,4 milioni dollari è necessario per aiutare i bambini a sopravvivere per tutto l'inverno, conclude il rapporto. Gli articoli più richiesti sono i vestiti caldi e forniture per l'igiene e la medicina.Nel frattempo, l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha messo in guardia circa la situazione critica di assistenza sanitaria nel sud-est dell'Ucraina. Ha rivelato nel suo ultimo rapporto che a causa della mancanza di medici, medicine e cibo, alcuni pazienti stanno morendo di fame e di freddo.

 
La Croce Rossa russa ha avvertito del rischio di una catastrofe umanitaria in Ucraina orientale fin dal mese di luglio, chiedendo l'immediata evacuazione dei bambini dalla zona di guerra.Uno dei maggiori ostacoli al miglioramento delle condizioni è la politicizzazione dei convogli di aiuti,denuncia il capo degli aiuti umanitari delle Nazioni Unite ,Valerie Amos.Dalla scorsa estate, convogli di aiuti sono stati inviati da Russia e Germania trasportando cereali, cibi in scatola, generatori, medicine, vestiti caldi e acqua in bottiglia.
 Kiev dice di non avere i fondi per affrontare la terribile situazione umanitaria sul terreno, soprattutto alla luce delle ultime notizie , con un PIL ridotto del 7,5 per cento tra gennaio e novembre 2014.

"C'è una crisi finanziaria conclamata", ha detto il capo della Banca Nazionale di Ucraina, Valeriya Gontareva. "Possiamo vincere solo se attuiamo riforme rapide e anche estreme." Nel frattempo, un nuovo sondaggio nazionale ha rivelato che la maggioranza degli ucraini potrebbe anche essere disposti ad aiutare i rifugiati, mettendo in evidenza le tensioniche ancora si agitano nel paese.
In particolare, il 54 per cento degli intervistati dice che si dovrebbe fornire aiuto ai rifugiati, e che questa é resposabiliità del governo.
 
 
 
Kiev dice di non avere i fondi per affrontare la terribile situazione umanitaria sul terreno, soprattutto alla luce delle ultime notizie , con un PIL ridotto del 7,5 per cento tra gennaio e novembre 2014.
 
cosa caspita significa questo ? come va inquadrata questa notizia ?
faccio la guerra e non ho di che pagarti i danni ? perchè la fai la guerra ?