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Guest Message by DevFuse
 

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PER NON DIMENTICARE....................................


Discussione archiviata. Non è più possibile intervenire in questa discussione.
27 risposte a questa discussione

#1 giobruno

giobruno

    Il Prof


  • 1451 messaggi
  • Iscritto il: 03-febbraio 10

Inviato 19 giugno 2013 - 16:26

Alle 16:45 qui a  Bender (Tighina), città della repubblica separatista di Transnistria, l’urlo lacerante delle sirene ha percorso per un lungo interminabile minuto le vie delle città a ricordo del giorno in cui ebbe inizio – era il 19 giugno del 1992 – quello che è passato alla storia come il massacro di Tighina, che ha sancito di fatto l’appartenenza della città alla ‘repubblica fantasma’,che non esiste sulle carte geografiche.

 

Il 19 giugno di 21 anni fa  le forze russe attraversarono il fiume Nistro e occuparono, dopo aspri combattimenti la città di Tighina, situata sulla sponda occidentale del fiume.

 

Due anni prima, il 2 settembre 1990 era stata proclamata unilateralmente la Repubblica Moldava di Transnistria (MRT). Dopo il crollo dell’URSS nel 1991, forze armate russe restarono lungo il Nistro, ufficialmente per difendere la popolazione slava, formata soprattutto di Ucraini, Russi e Bulgari, contro qualsiasi minaccia d'integrazione alla Romania e/o all'Unione europea. Dal punto di vista russo, le vecchie repubbliche sovietiche, ad eccezione dei tre paesi baltici, erano una zona d'influenza riservata alla Russia, e ogni tendenza centrifuga era percepita come una minaccia strategica. In più l’80 % delle industrie moldave, la centrale idroelettrica di Dubasari, l'arsenale di Colbasna e fabbriche d'armamento si trovavano in questa zona.

 

Da marzo fino a giugno ci furono solo delle schermaglie nell'area di Dubasari ma il vero fronte fu a Bender. Il 19 giugno l'esercito moldavo attaccò da più lati e in poche ore  occupò la città. Inizialmente la 14° armata russa mantenne una neutralità totale, rinchiusa nella fortezza turca di Ismail non volendo entrare nel conflitto e rifiutando addirittura di accogliere le centinaia di feriti che furono respinti. Le cose cambiarono solo dopo la rimozione del generale Netkachef e l'arrivo del comandante Lebed che cambiò strategia lanciando dei chiari segnali a Chisinau.

 

Nella sola Bender, in soli tre giorni tra il 19 e il 21 giugno, morirono più di 600 persone e 1000 furono i feriti. Ma queste stime appaiono oggi approssimative, e sono state ritoccate al rialzo perché non comprendono le centinaia di civili risultati allora dispersi. Un cessate il fuoco fu accettato e siglato il 21 luglio 1992.

 

All’interno della città regnava il caos più totale. Da una parte i soldati della 14° armata del generale Lebed che sparavano sugli edifici dove erano rintanati cecchini al soldo dei moldavi-rumeni e dall’altro, truppe di soldati moldavi-rumeni.

 

Oggi dopo 21 anni da quel giorno terribile, ci si interroga ancora sul destino di questa repubblica fantasma nata 23 anni, dichiaratasi indipendente in modo unilaterale, che ha conosciuto una breve e cruenta guerra due anni dopo, ma che non ha trovato ancora un consenso internazionale per una soluzione condivisa del conflitto ancora esistente con la Moldova.

 

Lungi da me ogni forma di retorica, ma quel sangue versato non ha ancora trovato una risposta adeguata nel senso di responsabilità di due governi che continuano ad ignorare le ragioni di un mutuo avvicinamento.  E' in corso un’instancabile partita a scacchi le cui mosse vengono suggerite dall’esterno, perché la cruda verità è solo questa: non puo’ considerarsi libero ed autonomo chi è asservito economicamente (più che ideologicamente) a poteri che ne hanno garantito la sopravvivenza.

Una situazione analoga se vogliamo, anche se evolutasi in un contesto storico diverso, a quella del nostro Paese, emersa drammaticamente in questi ultimi anni, dove  lo condizione di asservimento per la nostra posizione debitoria, ne ha di fatto decretato lo stato di sudditanza ai poteri forti della finanza d’Oltralpe.

 

Chi oggi è disposto a scommettere per una soluzione condivisa del conflitto Moldova-PMR?

 

 

 

il ricordo di quel  19 giugno 1992,oggi a Bender, 

 

 

Allega File



#2 VincentHanna

VincentHanna

    Advanced Member


  • 1410 messaggi
  • Iscritto il: 24-novembre 10

Inviato 19 giugno 2013 - 18:16

questa è abbastanza fresca e suggestiva come opinione

 

per chi ha fretta parta dal minuto 12

 

 

p.s. Rick, vorrei una tua opinione al riguardo se avrai tempo di guardare e scrivere la tua, apprezzerei



#3 VincentHanna

VincentHanna

    Advanced Member


  • 1410 messaggi
  • Iscritto il: 24-novembre 10

Inviato 19 giugno 2013 - 18:18

 

Lungi da me ogni forma di retorica

 

sinceramente io faccio ancora fatica a catalogare gli eventi che portarono a questo conflitto 



#4 CarloP

CarloP

    Rappresentante Moldweb a Chisinau


  • 3602 messaggi
  • Iscritto il: 23-dicembre 08

Inviato 19 giugno 2013 - 19:54

Ho letto quanto postato da Giordano ed ho vistoil video postato da Vincent.

Il video, giuro l'ho visto tutto, e' alquanto interessante ed offre numerosi argomenti

di discussione.

Anche a me piacerebbe sentire Rick, ma anche altri che la pensano al suo opposto, in quanto

sono piu' addentro a questi temi.

Per quanto mi riguarda, benche' su Lilin ho qualche perplessita', ma non piu' di tanto, la sua

analisi puo' sembrare reale e le ricostruzioni verosimili.


Messaggio modificato da CarloP il 19 giugno 2013 - 21:35


#5 giobruno

giobruno

    Il Prof


  • 1451 messaggi
  • Iscritto il: 03-febbraio 10

Inviato 19 giugno 2013 - 21:17

sinceramente io faccio ancora fatica a catalogare gli eventi che portarono a questo conflitto

 

 

ho visto l'interessante video da te postato.

 

Non nascondo che molte affermazioni di Lilin so per me condivisibili, come quella che la Russia non rinuncerà mai e poi mai alla sua egemonia su un territorio (leggi la sponda sinistra del Nistro) che ritiene le debba appartenere per diritto, oserei direi, 'divino' fin dalla guerra condotta vittoriosamente  alla fine del XVIII secolo sugli ottomani , costretti alla pax eterna  firmata a Iasi con Caterina e Suvorov.

Sembrerà poca cosa questo rigurgito storico, ma chi sta inneggiiando al ritorno della Russìa bolsaia , non puo' e non vuole rinunciare a tutto questo, soprattutto quando ritiene di occupare attualmente una posizione di vantaggio rispetto a tutto il mondo occidentale. Parliamo di geopolitica, di area di influenza, di ritorno ai fasti di un impero che vantava un'estensione di quasi 25 milioni di km2 che solo il grande mongolo Gengis Khan nel XIII secolo seppe emulare per estensione.

 

Avere un occhio tridimensionale sull'Ucraina da un lato e sul mondo-rumeno (e quindi NATO) dall'altro, aiuta a comprendere l'importanza di questo crocevia di culture che vede il Nistro come una naturale delimitazione di competenze.

La Transnistria è un punto sensibile nello scacchiere degli equilibri tra due mondi che non sono oggi  ostili come qualcuno crede, ma che lo possono diventare perchè certa propaganda lo vuol far credere.

 

In definitiva parliamo di una linea di demarcazione irrinunciabile da parte della Nuova Russia perchè è un posto di osservazione e di controllo privilegiati. Potranno cambiare 100 presidenti in PMR ma nessuno avrà il privilegio di condurre  una politica personalizzata. Anche il pater della Transnistria - Igor Smirnov - ha visto cadere l'appoggio russo proprio perchè riteneva di poter giocare una partita in modo indipendente o quasi, per acquisiti meriti sul campo.

 

Non so se la Russia nella vicenda della secessione abbia soffiato per alimentare una guerra civile, come sostenuto da Lilin nella sua intervista, ma è certo che che nel 1990 è stata prima la Transnistria a proclamarsi indipendente. Qui infatti i giochi di potere non sono tanto chiari ma in quegli anni la confusione dopo la dissoluzione dell'URSS, era la vera padrona.



#6 Rick

Rick

    Advanced Member


  • 17668 messaggi
  • Iscritto il: 25-agosto 05

Inviato 23 giugno 2013 - 23:04

Alle 16:45 qui a  Bender (Tighina), città della repubblica separatista di Transnistria, l’urlo lacerante delle sirene ha percorso per un lungo interminabile minuto le vie delle città a ricordo del giorno in cui ebbe inizio – era il 19 giugno del 1992 – quello che è passato alla storia come il massacro di Tighina, che ha sancito di fatto l’appartenenza della città alla ‘repubblica fantasma’,che non esiste sulle carte geografiche.
 
Il 19 giugno di 21 anni fa  le forze russe attraversarono il fiume Nistro e occuparono, dopo aspri combattimenti la città di Tighina, situata sulla sponda occidentale del fiume.
 
Due anni prima, il 2 settembre 1990 era stata proclamata unilateralmente la Repubblica Moldava di Transnistria (MRT). Dopo il crollo dell’URSS nel 1991, forze armate russe restarono lungo il Nistro, ufficialmente per difendere la popolazione slava, formata soprattutto di Ucraini, Russi e Bulgari, contro qualsiasi minaccia d'integrazione alla Romania e/o all'Unione europea. Dal punto di vista russo, le vecchie repubbliche sovietiche, ad eccezione dei tre paesi baltici, erano una zona d'influenza riservata alla Russia, e ogni tendenza centrifuga era percepita come una minaccia strategica. In più l’80 % delle industrie moldave, la centrale idroelettrica di Dubasari, l'arsenale di Colbasna e fabbriche d'armamento si trovavano in questa zona.
 

Da marzo fino a giugno ci furono solo delle schermaglie nell'area di Dubasari ma il vero fronte fu a Bender. Il 19 giugno l'esercito moldavo attaccò da più lati e in poche ore  occupò la città. Inizialmente la 14° armata russa mantenne una neutralità totale, rinchiusa nella fortezza turca di Ismail non volendo entrare nel conflitto e rifiutando addirittura di accogliere le centinaia di feriti che furono respinti. Le cose cambiarono solo dopo la rimozione del generale Netkachef e l'arrivo del comandante Lebed che cambiò strategia lanciando dei chiari segnali a Chisinau.
 

Nella sola Bender, in soli tre giorni tra il 19 e il 21 giugno, morirono più di 600 persone e 1000 furono i feriti. Ma queste stime appaiono oggi approssimative, e sono state ritoccate al rialzo perché non comprendono le centinaia di civili risultati allora dispersi. Un cessate il fuoco fu accettato e siglato il 21 luglio 1992.
 
All’interno della città regnava il caos più totale. Da una parte i soldati della 14° armata del generale Lebed che sparavano sugli edifici dove erano rintanati cecchini al soldo dei moldavi-rumeni e dall’altro, truppe di soldati moldavi-rumeni.
 
Oggi dopo 21 anni da quel giorno terribile, ci si interroga ancora sul destino di questa repubblica fantasma nata 23 anni, dichiaratasi indipendente in modo unilaterale, che ha conosciuto una breve e cruenta guerra due anni dopo, ma che non ha trovato ancora un consenso internazionale per una soluzione condivisa del conflitto ancora esistente con la Moldova.
 
Lungi da me ogni forma di retorica, ma quel sangue versato non ha ancora trovato una risposta adeguata nel senso di responsabilità di due governi che continuano ad ignorare le ragioni di un mutuo avvicinamento.  E' in corso un’instancabile partita a scacchi le cui mosse vengono suggerite dall’esterno, perché la cruda verità è solo questa: non puo’ considerarsi libero ed autonomo chi è asservito economicamente (più che ideologicamente) a poteri che ne hanno garantito la sopravvivenza.
Una situazione analoga se vogliamo, anche se evolutasi in un contesto storico diverso, a quella del nostro Paese, emersa drammaticamente in questi ultimi anni, dove  lo condizione di asservimento per la nostra posizione debitoria, ne ha di fatto decretato lo stato di sudditanza ai poteri forti della finanza d’Oltralpe.
 
Chi oggi è disposto a scommettere per una soluzione condivisa del conflitto Moldova-PMR?
 
 
 
il ricordo di quel  19 giugno 1992,oggi a Bender, 


ma per favore , questa è la versione che vorrebbero sdoganare i moldavi !

Cosi scritta sembra che la guerra sia stata scatenata dalla russia !


Poi mettiamoci una cosa ben in testa

Che la 14 armata sia stata implicata non lo si può negare

MA NON DIRETTAMENTE NE TANTOMENO SU ORDINE DI MOSCA !


La 14 armta era ai tempi una sorta di scheggia impazzita

all'interno di una Russia /CSI allo sbando

in cui la catena di comando era frantumata e corrotta

al punto tale da aver perso il controllo sulla stessa armata .


Gli elementi scatenanti dell'intervento dei militari della 14° furono sostanzialmente due

il primo
è una serie di attacchi molto provabilmente involontari da parte delle milizie moldave

tra cui un paio di missili caduti all'interno di caserme della 14°
ed un paio di centramenti da parte di sistemi di puntamento missilistici moldavi
su elicotteri della 14° (equivale ad un atto ostile)

Il secondo è ben più significativo fattore
era che la 14 era per lo più formata da personale
che in PMR aveva messo su famiglia
che sentiva la PMR come la propria terra
e che era disposto a difenderla
come chiunque difenderebbe la propria vita e le proprie famiglie .


Poi
Un elemento di cui si tiene sempre assai poco conto è quello temporale
nella maggior parte delle narrazioni si presenta il conflitto
come se fosse un qualcsa di avulso da una precedente genesi politica
mentre il tutto era iniziato molto prima ,
con la dichiarazione di indipedneze della PMR effettuata quando ancora esisteva l'urss !

In pratica
a voler ben vedere
la PMR non si è mai dichiarata indipendente dalla rep di MD
che ai tempi nemmanco esisteva ancora !

In questi 2 anni che precedettero il conflitto
a Chisinau aspettavano solo una cosa
ed era di essere ufficialmente riconosciuti come paese indipendente
con accettazione nel contesto della comunità internazionale
sancita dall'assegnazione del seggio in sede ONU .(primi di marzo 1992)

E DIFATTI
gli attacchi militaril'attacco a Bender
venne lanciato poco dopo che la MD ottenne il suo seggio all'ONU

Attacco a lungo covato , pianificato e soprattuto accettato nelle sue tragiche conseguenze .


E poi che si mettessero una volta per tutte in testa a Chisinau

che la guerra che hanno voluto L'HANNO PERSA

ed è inutile stare qui a menare per 21 anni il torrone , questo è un fatto ineludibile

come ineludibile è che BENDER , la citta' martire della PMR

sia parte della PMR

mentre quelli

a Chisinau

ancora pensano di poterla recuperare

e con che faccia di bronzo possano ancora pensarlo

non si sa bene !


Messaggio modificato da Rick il 24 giugno 2013 - 00:18


#7 Rick

Rick

    Advanced Member


  • 17668 messaggi
  • Iscritto il: 25-agosto 05

Inviato 24 giugno 2013 - 01:10

p.s. Rick, vorrei una tua opinione al riguardo se avrai tempo di guardare e scrivere la tua, apprezzerei

 

 

"dalla transnisitria ancora nn si può uscire liberamente "
 
mega stronzata , e lo sappiamo bene noi di moldweb a quanto pare anche meglio di Lilin 
 
che farfuglia non si sa cosa per spiegare la stronzata che ha detto .
 
 
Semmai , è vero proprio il contrario , ovvero che chi non ha passaporto moldavo o russo o ucraino 
ma soli documenti della PMR
non può viaggiare A CAUSA DELL'OSTRACISMO DELLA MAFIA INTERNAZIONALE  DEL SISTEMA DEI PAESI RICONOSCIUTI
(come accade ad esempio per abkazi ed osseti del sud , 
a cui non viene concesso il visto per alcuni paesi , usa compresi , 
anche se viaggiano con passaporto russo o georgiano)
 
Esercito russo ha organizzato la rivolta della PMR 
 
la rivolta inizia quando i moldavi scoprono di essere rumeni 
ed anzi pretendono che tutti si sentano allo stesso modo rumeni , l
 
a rivolta inizia quando si promulgano le famigerate tre leggi sula lingua nel 1989
 
la rivolta inizia quando i rappresentanti al parlamento Moldova legalmente eletti della PMR vengo assaliti dai moldavi intransigenti all'interno dello stesso  parlamento 
 
la rivolta inizia quando si incarcera Smirnov 
 
La rivolta inizia quando i moldavi hanno pensato che fosse arrivata l'ora per regolare i conti , 
e non a caso 
i soli moldavi hanno avuto una guerra civile tra le ex repubbliche sovietiche europee
 
“la transnistria non ha identita' ....”
 
dunque ,direi piuttosto che non gli si vuole riconoscerle identità 
visto che la PMR ha una sua storia ben identificabile 
ed addirittura un precedente storico di 16 anni da repubbica sovietica AUTONOMA ! 
(Marss ,  Republica Autonomă Sovietică Socialistă Moldovenească)
 
Tant'è che la Moldova odierna entra nell'unione sovietica mediante accorpamento alla stessa MARSS con capitale spostata da Tiraspol a Kishinev 
ma questa è storia che il 90 % dei moldavi semplicemente ignora 
 
"Transnistria è un nome inventato nel 92 da queste persone spinte dalla campagna KGBista" 
 
ma questo è proprio cojone ! 
Ma proprio tanto ! 
Transnistria è nome rumeno , usato dai medesimi per definire la regione sin dai tempi in cui 
tra il 1918 ed il 1940 dominarono la Moldova 
La PMR non si chiama transnistria ma bensì Pridnestrovie .
cojone
 
 
Sulla moldova rumena e la moldavia della rep di moldova 
si arrampica sugli spechi 
neanche lui sa di che sta parlando , 
e sicuramente non sa che la storia della moldova legata alla russia 
non è solo storia sovietica 
ma è anche una storia zarista 
 
"LA transnistria da sola non può sopravvivere , senza moldova e senza ucraina , solo fa armi e traffici illeciti"
 
va beh , inizia ad essere il regno dello stereotipo , 
non enza aver ripetuto per l'ennesima volta che da anni ed anni gli stessi organi europei e dell'EUBAM 
hanno ammesso che non esiste traffico d'armi e che il contrabbando è nei limiti del fisiologico 
specie se lo si considera tale in base a leggi della moldova e non della PMR 
 
che la PmR senza moldova ed ucraina 
non possa vivere 
è assolutamente vero , quale paese potrebbe 
vivere senza relazioni normali con i suoi vicini ?
 
MA questo non è il concetto di stato indipendente , 
indipendente non ignifcia autoisolato , significa autoamministrato , 
una cosa leggermente diversa 
 
E…. cmq , se la PMR è riuscita a tirare avanti per tutti questi anni 
contro tutto e tutti 
beh , se fosse riconosciuta come indipendente 
non potrebbe di certo far peggio 
 
"Il regime comunista in tansnistria ha fatto progressi sino al 2011"
 
comunista ... ma se il partito comunista in PMR è da sempre una entita’ talmente insignificante 
da non riuscire neanche ad entrare in parlamento !
MA fammi il piacere lilin ....
 
 
sul gas e l'ucraina lasciamo perdere , manco sa di che parla


#8 giobruno

giobruno

    Il Prof


  • 1451 messaggi
  • Iscritto il: 03-febbraio 10

Inviato 25 giugno 2013 - 06:54

ma per favore , questa è la versione che vorrebbero sdoganare i moldavi !

Cosi scritta sembra che la guerra sia stata scatenata dalla russia !



Poi mettiamoci una cosa ben in testa

Che la 14 armata sia stata implicata non lo si può negare

MA NON DIRETTAMENTE NE TANTOMENO SU ORDINE DI MOSCA !


 

 

da come rispondi sembra che io sia l'intellettuale dell'ultimo momento che  ha letto solo i libri di storia rumeni.

 

I tuoi argomenti anche se condivisibili, e tu ben conosci la mia posizione, denunciano un'affrettata lettura degli argomenti altrui.

E non è la prima volta che capita.

 

Ho scritto nel mio intervento in anteprima:

 

................Il 19 giugno l'esercito moldavo attaccò da più lati e in poche ore  occupò la città. Inizialmente la 14° armata russa mantenne una neutralità totale, rinchiusa nella fortezza turca di Ismail non volendo entrare nel conflitto e rifiutando addirittura di accogliere le centinaia di feriti che furono respinti. Le cose cambiarono solo dopo la rimozione del generale Netkachef e l'arrivo del comandante Lebed che cambiò strategia lanciando dei chiari segnali a Chisinau

 

 

Ti sembra che questo collimi con una una versione dei fatti filo-moldava?  Dopo la chiara provocazione dalla parte destra del Nistro, c'è stata la reazione  del tutto prevedibile della parte sinistra....che si è poi materializzata nella guerra dei 3 giorni. Io così avrei inteso dalla lettura.

 

Le tue reazioni sembrano spesso dettate dalla contrapposizione ad ogni costo...non pensando che sotto sotto si cammina lungo lo stesso percorso.



#9 Rick

Rick

    Advanced Member


  • 17668 messaggi
  • Iscritto il: 25-agosto 05

Inviato 25 giugno 2013 - 07:46

carissimo

il problema è questo , proprio in apertura del tuo post

 

Il 19 giugno di 21 anni fa le forze russe attraversarono il fiume Nistro e occuparono, dopo aspri combattimenti la città di Tighina, situata sulla sponda occidentale del fiume.


Questo è un errore storico , evidente

è la versione che da sempre vorrebbero .... desidererebbero tanto accreditare

i moldavi

evidentemente consci della viltà del loro gesto

a tal punto da volerlo negare spudoratamente .



In buon sostanza

il 19 del 1992

a BEnder

non c'erano ne forze armate russe ne forze armte moldave

solo milizia della PMR e così detti "difensori della patria" formata da civili

ed uno sparuto gruppo di polizia moldava

più o meno come lo è ancora adesso .


E difatti
il focolare dello scontro nasce tra questi ,
tra milizia della PMR e polizia stradale moldava
quando questa
arresto il comandante Igor Ermakov della milizia della PMR

Messaggio modificato da Rick il 25 giugno 2013 - 08:10


#10 VincentHanna

VincentHanna

    Advanced Member


  • 1410 messaggi
  • Iscritto il: 24-novembre 10

Inviato 25 giugno 2013 - 18:19

è la versione che da sempre vorrebbero .... desidererebbero tanto accreditare

i moldavi

evidentemente consci della viltà del loro gesto

a tal punto da volerlo negare spudoratamente

 

secondo me non ci si arriva minimamente a questioni di "viltà" o "negare"

 

non si è mai capito nulla di chiaro, non si è mai approfondito l'argomento 

 

guerra di Transnistria ? quei bastardi non ci volevano dare la terra che era nostra, è intervenuta la Russia e abbiamo perso 

 

"fuori armata 14" stop 

 

questo è quello che si sa della Transnistria per la maggiore 

 

 

io invece senza approfondire più di tanto mi domando, il territorio attuale della Transnistria è stato interamente moldavo ? si o no

 

se è così è un nostro diritto di combattere 

 

se no, lasciamolo fare tanto meglio, definiamo i confini e buona vita a tutti 

 

non c'è una verità per questo regna il caos



#11 giobruno

giobruno

    Il Prof


  • 1451 messaggi
  • Iscritto il: 03-febbraio 10

Inviato 25 giugno 2013 - 21:57

 
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MARTEDI' 25 GIUGNO 2013

Venti di guerra in Transnistria
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Se non fosse stato per Educazione siberiana, noto libro dello scrittore russo Nicolai Lilin, da cui il nostro regista Gabriele Salvatores ha tratto un film, probabilmente nessuno avrebbe mai sentito parlare della Transnistria.

In realtà gli Urca sono una bufala: la base storica del romanzo non sta infatti né in cielo né in terra. Ma la Transnistria invece esiste eccome. E di questa sottile striscia di terra a cavallo tra Moldavia (a cui formalmente appartiene) e Ucraina sappiamo due cose:

1) Fuori dal riconoscimento – e dalla legalità – internazionale, è diventata nel tempo il polo dei traffici illegali in Europa.

E qui non si tratta di romantici fuorilegge di cui appassionarsi, come quelli di cui Lilin racconta le gesta. In Transinistria operano criminali della peggiore - e più temibile - specie: trafficanti di droga, armi (anche atomiche) ed esseri umani.

2) È molto più importante di quanto si creda, in quanto strettamente collegata agli interessi geopolitici che ruotano intorno alla Moldavia.

Non tutti sanno che, negli ultimi anni, le politiche condotte da Bruxelles nei confronti di Chisinau - sia direttamente che indirettamente, tramite la Romania - hanno suscitato non poche perplessità presso gli osservatori. Tanto che tre anni fa il quotidiano tedesco Der Spiegel - la Germania è contraria all'inclusione della Moldavia nella UE - riteneva che fosse in atto un "allargamento nascosto" in piena regola, come peraltro testimoniato dall'accordo di libero scambio concluso a metà giugno.

In un tale contesto, la Transnistria è una piccola pedina nel Grande gioco tra Russia ed Europa. Le parti hanno già discusso sull'argomento nell'ottobre 2010.

Chiusa questa lunga premessa, veniamo alla stretta attualità.

Oggi la situazione al confine tra Chisinau e Tiraspol sta destando non poche preoccupazioni. Se per vent'anni il conflitto tra la Moldavia e la sua provincia secessionista è rimasto congelato, nelle ultime settimane la tensione lungo le due sponde del Dnestr è tornata a riaccendersi.

Secondo Presseurop:

Poco dopo essere uscita dall’impasse politica e aver finalizzato i negoziati sull’accordo di libero scambio con l’Ue, la Moldavia vede avvicinarsi lo spettro di uno scontro militare.

“La Moldavia teme la possibilità di nuove ostilità militari”, scrive Jurnal de Chişinău il 20 giugno, mentre il parlamento moldavo discute su “come rispondere alla provocazione delle autorità di Tiraspol”. Il 10 giugno il soviet della regione secessionista e filorussa della Transistria ha decretato unilateralmente un nuovo tracciato della frontiera con la Moldavia includendo nel territorio tranistriano tre nuovi villaggi. Nell’aprile scorso i militari tranistriani avevano provato a installarealcuni edifici militari nel villaggio di Varniţa, ma gli abitanti li avevano respinti. I moldavi hanno installato il primo maggio nuovi posti di frontiera al confine della Transistria per mettersi in regola con le norme europee.

Secondo il quotidiano moldavo la Russia, che mantiene un contingente di pace in Transistria, non gradisce l’accordo di libero scambio e libera circolazione tra la Moldavia e l’Ue e teme che i tranistriani possano chiedere in massa la cittadinanza moldava:

In un comunicato che ricorda gli esordi della guerra in Georgia nell’agosto del 2008, Mosca invita Chişinău e Tiraspol ad “astenersi da azioni unilaterali che possano condurre a un conflitto”, senza però fare nulla per dissuadere il presidente tranistriano Yevgeny Shevchuk dalle sue mire espansionistiche.

Secondo Timpul l’incidente di Varniţa è una “spada di Damocle”, perché il decreto di Shevchuk che conferma della decisione del soviet sulle nuove frontiere entrerà in vigore il 24 giugno:

il contingente di pace russo interverrà se l’aggressore, ovvero i soldati della Transnistria, occuperà Varniţa ? […] Il decreto è una dichiarazione di guerra permanente.

************************************************************************************

QUALCOSA STA INFATTI CAMBIANDO: DOPO IL DECRETO DI SHEVCHUCK SULLE NUOVE FRONTIERE ENTRATO IN VIGORE QUESTO 24 GIUGNO, OGGI 25/6 PER LA PRIMA VOLTA IN 10 ANNI CIRCA, DI RITORNO DA CHISINAU,  SONO STATO INVITATO DAL CONTINGENTE RUSSO ALLA FRONTIERA DI BENDER A FERMARE LA MACCHINA PER UN'ISPEZIONE. ALLA DOMANDA DELLA MOGLIE, CHE CHIEDEVA CONTO DEL PERCHE' DI QUESTA INSOLITA PROCEDURA, IL MILIZIANO RUSSO HA FATTO LEGGERE UN COMUNICATO CON LE NUOVE DIRETTIVE. TUTTO SI E' RISOLTO TRANQUILLAMENTE DOPO AVER APERTO IL BAGAGLIAIO.

 



#12 giobruno

giobruno

    Il Prof


  • 1451 messaggi
  • Iscritto il: 03-febbraio 10

Inviato 26 giugno 2013 - 12:38

secondo me non ci si arriva minimamente a questioni di "viltà" o "negare"

 

non si è mai capito nulla di chiaro, non si è mai approfondito l'argomento 

 

guerra di Transnistria ? quei bastardi non ci volevano dare la terra che era nostra, è intervenuta la Russia e abbiamo perso 

 

"fuori armata 14" stop 

 

questo è quello che si sa della Transnistria per la maggiore 

 

 

io invece senza approfondire più di tanto mi domando, il territorio attuale della Transnistria è stato interamente moldavo ? si o no

 

se è così è un nostro diritto di combattere 

 

se no, lasciamolo fare tanto meglio, definiamo i confini e buona vita a tutti 

 

non c'è una verità per questo regna il caos

 

 

premesso che nessun ha la verità in tasca in tema di confini di stato soprattutto quando si parla della Transnistria., intesa come realtà territoriale, questo brano può tuttavia aiutare alla comprensione, che  son convinto non è sufficiente a dirimire la questione controversa:

 

Transnistria è parte della Moldavia   o realtà a sè stante?

 

 

 

 

 ..........   La Moldavia espanse i suoi territori dalla Bucovina fino al fiume Prut e arrivò alla fine del XIV secolo al fiume Dniester, che divenne il suo confine orientale. La prima prova documentale di un insediamento moldavo oltre il Dniester è del XVI secolo: una lettera scritta nel 1541 da Solimano il Magnifico al polacco Sigismondo II Augusto:  rivela che alcuni moldavi insediati nella regione attorno il Nistro avevano saccheggiato Tighina e Akkerman e poi si erano ritirati stabilendosi in territorio polacco [Nistor, Vechimea..., p. 6-7].

 

Alla fine del XVIII secolo ci fu la colonizzazione della regione da parte dell'Impero russo, con una forte immigrazione di popolazioni di nazionalità ucraina, russa e tedesca, anche allo scopo di difendere il confine sud-ovest dell’impero. Da quando i Russi iniziarono a espandersi verso sud la loro politica coloniale aveva come obiettivo quello di riprendere il controllo sui territori della “vecchia Rus”. Allo stesso tempo il trattato di Kainardij aveva offerto alla Russia la possibilità di interferire nell’ambito di azione dell’Impero Ottomano per proteggere e difendere la popolazione cristiana.

Nel 1788 la Russia con il suo generalissimo Alexander Suvorov attaccò la Turchia, e nella corsa verso il Mar Nero Caterina II la Grande occupò i territori tra i fiumi Bug e Nistro. Quattro anni dopo le due potenze firmarono il trattato definito di “pace eterna” a Iasi, capitale a quel tempo della Moldavia. Per la prima volta nella storia, la Russia poneva come suo confine occidentale il fiume Nistro (includendo quindi all’interno dei suoi confini l’attuale Transnistria). Per evitare confusione, è bene precisare che a quei tempi la Moldavia storica esisteva da 5 secoli ed era divisa in più zone, comprendenti:

  • Principato di Moldavia- la parte ovest della storica provincia medioevale;
  • Bucovina - la parte nord-ovest della storica provincia medioevale;
  • Bessarabia (Basarabia) - la parte orientale della Moldavia Storica, il territorio tra il fiume Prut e il fiume Nistro.

In quel momento storico il governo russo riteneva di esser giunto al naturale confine occidentale del proprio impero e che non fosse necessario perdere altri uomini e mezzi per espandersi oltre.

 

Per quel che riguarda nello specifico la Transnistria, bisogna rilevare che fino alla conquista da parte russa avvenuta nel 1792, la sovranità su questa striscia di terra compresa fra il fiume Nistro e l’attuale confine con l’Ucraina è di difficile lettura, innanzitutto per mancanza di fonti e soprattutto perché non vi era una popolazione stanziale con storia e caratteristiche ben delineabili. Nonostante questo territorio non sia mai stato finora politicamente parte della Moldova, di fatto la maggior parte di queste terre è sempre stata sotto il controllo di feudatari che con il consenso o al servizio dei vari principi moldavi hanno imposto.leggi e ne hanno preso di fatto il controllo.......fino alla mascita dell'impero russo.

 

Quindi è vero che non esiste una verità storica univoca sulla Transnistria e questo non coopera a chiarire il problema a chi deve vantare più pretese sul suo territorio, visto che la storia della regione si ingarbuglia ulteriormente nel XX secolo, con il controllo territoriale nella seconda guerra monodiale da parte della Romania.

 

Però se dobbiamo dare piu' credito ai momenti epicentrali della storia di quest'area, dobbiamo riflettere sul fatto che il principe moldavo Stefano il Grande arrivò nel XV secolo alla massima espansione del suo regno dai Carpazi al fiume Nistro (da ovest).

 

Caterina II, zarina di Russia arrivò alla fine del XVIII secolo (tre secoli dopo) più o meno alla massima espansione dell'impero russo fino al fiume Nistro (da est).

 

Questo anche per i più agnostici qualcosa deve pur servire per fare un passo avanti nella comprensione delle ragioni dei vari litiganti.



#13 giobruno

giobruno

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Inviato 01 luglio 2013 - 09:08

Il Nistro, come il Piave, mormorò: non passa lo straniero!

 

 

Nel mio girovogare per il mondo, non ho mai visto un fiume con le caratteristiche del Nistro. L’aspetto più sbalorditivo è il percorso tortuoso del fiume con un numero incalcolabile di serpentine, che non di rado ti fanno ritrovare alla tua sinistra e contemporaneamente a destra il letto del fiume: lingue di terra come penisole circondate quasi completamente dal corso del fiume che sembra divertirsi a compiere percorsi ellittici , ritornando su se stesso. Una placida distesa d’acqua che sembra immobile propria perché frenata dalle sue curve accentuate, alcune quasi a 180 gradi. Sopratutto lungo il corso estremamente tortuoso che si snoda come le spire di un lunghissimo serpente, è possibile apprezzare il rilievo variegato del paesaggio con la vista dei canyons formati dal fiume e le colline coperte da foreste.  "Gradina Turceasca" (Giardino Turco, un termine che richiama alla mente l’occupazione ottomana di questi territori fin dal tempo di Solimano il Magnifico), è una delle più vecchie e meglio conservate riserve naturali di tutt'Europa lungo questo fiume, oggi a sua insaputa, divenuto l’arbitro del braccio de ferro tra Moldova e PMR.

 

L’importanza del fiume Dniester (Nistro) è duplice dal punto di vista territoriale, in quanto la Transnistria è la striscia di terra a ridosso del fiume compresa tra Moldova e Ucraina. Il Nistro, lungo 1352 km, di cui solo 500 km navigabili, svolge un ruolo importante, soprattutto nel trasporto di prodotti agricoli (cereali, legumi, semi di girasole..) e legname. Sulle sue rive si trovano i porti di Chotin (Ucraina), Bender o Tighina (Transnistria) e Belgorod-Dnestrovski (Ucraina), mercati di smercio verso l’Ucraina e Mar Nero. Dopo aver lasciato i Carpazi e percorso qualche centinaio di chilometri in Ucraina, si precipita in territorio moldavo dove diventa la linea divisoria, l'arbitro del braccio di ferro tra Moldova e Transnistria.

 

A proposito di questo braccio di ferro, sabato mi sono fatto un favoloso picnic sulla sponda sinistra del Nistro, tra Bender e Tiraspol, con saslik  arrostiti al fuoco alimentato da venti gentili, niente di paragonabile ai venti di guerra che certa stampa ha riportato a fine giugno per destabilizzare ancor più chi è già di per se’ destabilizzato (bolnav de cap, come dice mio suocero). Moldavi e dnistriani tranquillamente raccolti attorno ad un tavolo della concordia, vicino ad un albero ‘fulminato’ durante un recente temporale (il fulmine non cade due volte nello stesso punto), hanno trascorso un pomeriggio in salutare allegria, quasi a voler dimostrare che le fesserie che raccontano i politici dalle due sponde del Nistro non fanno perdere da queste parti né l’appetito..e soprattutto il buon senso.

 

Mi diverte l’accostamento del Nistro al nostro Piave che nella prima guerra mondiale era considerato dopo Caporetto, la linea divisoria da non valicare,l’ultimo baluardo per impedire l’invasione del paese da parte dell’esercito austriaco.

 

(Inno dal 1946 al 1947)

Il Piave mormorava calmo e placido al passaggio
dei primi fanti il ventiquattro maggio;
l'esercito marciava per raggiunger la frontiera
per far contro il nemico una barriera!
Muti passaron quella notte i fanti,
tacere bisognava e andare avanti.
S'udiva intanto dalle amate sponde
sommesso e lieve il tripudiar de l'onde.
Era un presagio dolce e lusinghiero.
il Piave mormorò: "Non passa lo straniero!"

 

 

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#14 Stefan Braila

Stefan Braila

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Inviato 09 agosto 2013 - 11:07

una sconfitta davvero pesante per Moldova è stata la perdita del Bugeac... questo è il territorio per il quale i moldavi dovrebbero versare lacrime, lottare e recuperarlo. E non la transnistria... Ma, purtroppo, questo è l'ultimo dei problemi che può venir in mente a "politici" del tipo plohotniuc e filat.



#15 giobruno

giobruno

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Inviato 09 agosto 2013 - 13:50

una sconfitta davvero pesante per Moldova è stata la perdita del Bugeac... questo è il territorio per il quale i moldavi dovrebbero versare lacrime, lottare e recuperarlo. E non la transnistria... Ma, purtroppo, questo è l'ultimo dei problemi che può venir in mente a "politici" del tipo plohotniuc e filat.



#16 Böhm-Ermolli

Böhm-Ermolli

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Inviato 09 agosto 2013 - 22:37

Innanzitutto complimenti a Giordano per le sue notizie di prima mano da Bender (Tighina) e per i post, sempre interessanti (ma non è una novità)…

Mah, sulla rilevanza del Bugeac per la Moldova avrei qualche dubbio (sia detto con il massimo rispetto per eventuali irredentisti moldavi del Bugeac di cui francamente sino ad oggi non avevo sentito parlare)

Il Bugeac fece senza dubbio parte del Principato di Moldavia nel XV secolo, sotto Ştefan cel Mare (1457-1504) e verosimilmente già sotto Alexandru cel Bun (1400-1432)..

Tuttavia nel 1538,regnando Petru Rareş, il Bugeac fu annesso direttamente all’Impero ottomano che vi stanziò soprattutto dei Tatari (le terre dei Tatari erano però al di là del Nistru e del Buh, specialmente in Crimea ove un khanato tataro sopravvisse sino all’annessione russa del 1783 e sino al 1774 sotto alta sovranità della Sublime Porta)

Il Bugeac restò direttamente ottomano, e non moldavo, dal 1538 al 1812 (dunque non dipendeva dai principi di Suceava e poi di Iaşi)..analogamente fu un raia ottomano Bender (sede di un’importante fortezza) e dal 1714 financo Hotin..in Valacchia erano raia ottomani (soggetti direttamente al Gran Sultano e non ai principi di Târgovişte e poi di Bucureşti) le fortezze di Brăila, Giurgiu e Turnu Severin, fino al 1829

Nel 1812 il Bugeac fu annesso alla Russia, insieme agli altri territori, questi sì amministrativamente moldavi, compresi fra Prut e Nistru e fu riunito nella nuova provincia russa di Bessarabia (gubernija dal 1871) che SOLO allora assunse il significato “odierno”, o per meglio dire pre-bellico (prima, paradossalmente, Bessarabia era chiamato il Bugeac e al massimo i territori meridionali dell’attuale Rep. Moldova !)

Nel periodo russo, 1812-1918, nel Bugeac (e non solo) si trasferirono molti russi, tedeschi, ucraini, bulgari in modo da rendere l’area etnicamente mista (nel 1919 alla Conferenza della pace di Verssailes la delegazione russa “bianca” si oppose all’annessione romena della Bessarabia proclamata già il 9 aprile 1918 n.s=27 marzo v.s, riconoscendo che al più le mire romene avrebbero avuto senso per la Bessarabia centrale abitata quasi integralmente da moldavi, m non per il nord, Hotin, Bălţi, Soroca né per il sud, Bugeac e aree limitrofe..i “rossi” non riconobbero mai neppure questo !)

Nell’estate 1940, all’epoca dell’ultimatum e dell’annessione sovietica, Stalin tenne più o meno conto di ciò

La Bessarabia centrale, intesa alla buona (inclusa la Găgăuzia a sud, e al nord Bălţi e Soroca) divenne il 2/8/1940 RSSM, fondendosi con la RASSM, cap. Tiraspol, che già esisteva al di là del Nistru (dal 1924), entro l’Ucraina rad’jans’ka cioè sovietica (la parte orientale della RASSM, per fare due nomi Balta e Ananiev fu “ridata” all’Ucraina e tuttora vi sono minoranze di moldavi, specialmente nella seconda località)  A sta per “autonoma” per chi non lo sapesse

Il nord della Bessarabia (jud. Hotin) fu unito alla Bucovina del nord (cap. Černivci, Cernăuţi) nel nuovo oblast’ ucraino di Černivci e ciò rimane tuttora; ironicamente il Cremlino ordinò che i latinofoni della Bucovina del nord (austriaca dal 1775 al 1918 e MAI russa) fossero definiti “romeni” laddove i latinofoni del jud. Hotin fossero definito “moldavi” (in quanto territorio ex-bessarabo) e dunque oggi in quell’oblast’ vi sono sia romeni che moldavi, che parlano la stessa lingua (direi quasi lo stesso dialetto :D) e sono la stessa cosa !

Il sud della Bessarabia (Bugeac) venne annesso all’Ucraina sovietica (obl. Odesa), con le città di Izmaï (Ismail), Bilhorod-Dnistrovs’kyj (Cetatea Albă); gli abitanti latinofoni vennero definiti “moldavi” e tali sono ancora oggi nelle statistiche ucraine; essi però erano già una minoranza all’epoca (forse) o comunque lo sono oggi; alcuni scrivono il “ moldavo” in caratteri cirillici (come in tutta la RSSM sino al memorabile “ziua limbii” del 31/8/1989 e tuttora in RMN/PMR)

mi parrebbe quindi che una rivendicazione sarebbe molto difficile da sostenere…a parte i rapporti di forza a favore dell’Ucraina e non certo della Moldova !

P.S: se mi permettere ora un tono semiserio, diciamo che forse la soluzione ci sarebbe, di tipo metternichiano (e non sarebbe il peggio, credetemi :D il tanto dileggiato Congresso di Vienna diede una sistemazione durata in definitiva un secolo e non è poco !)

1.Annessione della Transnistria alla limitrofa Ucraina (risoluzione del problema transnistriano), che è pur sempre un paese slavo e, diciamocela tutta, russofono (tranne L’viv e la Volyn’ e poco altro)…non vorrei sbagliare ma credo sia più facile sentire parlare ucraino a Milano che a Odesa !

2.Cessione del Bugeac alla Moldova come compensazione e magari anche di Hotin (Khotyn), in modo da ricostituire la Bessarabia “storica” (1812-1940)

 Poi, ma solo dopo un referendum popolare (che gli annessionisti, oggi come oggi, perderebbero :D) unione eventuale della Moldova così ristrutturata alla Romania ! 



#17 giobruno

giobruno

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Inviato 10 agosto 2013 - 07:57

Innanzitutto complimenti a Giordano per le sue notizie di prima mano da Bender (Tighina) e per i post, sempre interessanti (ma non è una novità)…
Mah, sulla rilevanza del Bugeac per la Moldova avrei qualche dubbio (sia detto con il massimo rispetto per eventuali irredentisti moldavi del Bugeac di cui francamente sino ad oggi non avevo sentito parlare)

mi parrebbe quindi che una rivendicazione sarebbe molto difficile da sostenere…a parte i rapporti di forza a favore dell’Ucraina e non certo della Moldova !
P.S: se mi permettere ora un tono semiserio, diciamo che forse la soluzione ci sarebbe, di tipo metternichiano (e non sarebbe il peggio, credetemi :D il tanto dileggiato Congresso di Vienna diede una sistemazione durata in definitiva un secolo e non è poco !)
1.Annessione della Transnistria alla limitrofa Ucraina (risoluzione del problema transnistriano), che è pur sempre un paese slavo e, diciamocela tutta, russofono (tranne L’viv e la Volyn’ e poco altro)…non vorrei sbagliare ma credo sia più facile sentire parlare ucraino a Milano che a Odesa !
2.Cessione del Bugeac alla Moldova come compensazione e magari anche di Hotin (Khotyn), in modo da ricostituire la Bessarabia “storica” (1812-1940)
 Poi, ma solo dopo un referendum popolare (che gli annessionisti, oggi come oggi, perderebbero :D) unione eventuale della Moldova così ristrutturata alla Romania ! 


più che bravo Bohm, ma come usi dire nei miei riguardi...non è una novità. Hai fatto un excursus panoramico del caso 'Bugeac' che mi sembra completo e che sta piu' a cuore a noi che ai Moldavi.Quando parlo del Bugeac con i moldavi stessi, noto per lo più, più che indifferenza, una rassegnazione per una situazione incontrovertibile, ma sono convinto che pochi moldavi conoscono i fatti storici.Eppure se è vero che l'economia di un paese si regge anche sul turismo e sul commercio via mare, allora la perdita del Bugeac da parte della M. è stata colossale.

Ripeto che per me l'apertura di un porto internazionale come Giurgiulesti, l'unica propaggine moldava che da' sul Mar Nero, non è stata una benevola concessione dell'Ucraina nei confronti della Moldova, in quanto facendo valere la politica della moneta dello scambio, la Moldova, A FRONTE DI UN TERRITORIO DI 400 METRI CHE A PIU' RIPRESE SI E' CERCATO DI RIDIMENSIONARE IN PEGGIO DA PARTE DELL'UCRAINA, HA CONCESSO IL DIRITTO DI PASSAGGIO PER UNA STRADA CHE VENIVA TAGLIATA FUORI DALLA NUOVA CONFIGURAZIONE (e a mio parere cè dell'altro che non viene rivelato).

Vale a dire quella del porto di G. non è stata una regalìa ucraina, e bisogna convincerci che la Moldova èrimasta stritolata tra un'incudine (Romania) ed un martello (Ucraina-Russia) in una vicenda che presenta tuttora dei lati oscuri, che si riflettono anche sui rapporti recentemente 'rafreddati' con la PMR. Con il tavolo degli incontri 5+2 aperto in Ucraina, erano in molti a pensare che ci sarebbero stati passi sostanziali per una soluzione condivisa Moldova-Pmr. Ma come al solito siamo davanti ad un vicolo cieco, perchè la Moldova ha un basso potere contrattuale nel tavolo dei negoziati anche perchè, guarda caso, è l'unico paese della zona del Mar Nero senza uscita sul mare. Paradossalmente , un potere contrattuale maggiore ce l'ha la PMR spalleggiata da Russia e recentemente da Ucraina con il nuovo presidente filorusso. che hanno tutto l'interesse di tenere cristalizzata l'attuale situazione. Altro che soluzione condivisa...e non mi vengano a dire che gli interessi della Trans passano in secondo ordine per il Cremlino. Lo si capisce dal dietro-front di Shevchuk nei rapporti di distensione iniziati sotto i migliori auspici all'inizio del suo mandato, mutati d'incanto nel corso di quest'anno.
Per tornare all'oggetto del contendere, allo stato attuale sembrerebbe più praticabile sulla carta- come del resto tu stai ventilando senza crederci più di tanto, la strada di un'annessione della Pmr all'Ucraina che cederebbe il Bugeac alla Moldova, più che la soluzione della confederazione Moldova-Pmr con larga automia di quest'ultima.
Ma.... c'è sempre un ma: i dnistriani stanno bene così come sono e se proprio qualcosa deve cambiare sono pronti per l'indipendenza (che di fatto non è più per loro un sogno nel cassetto) o l'annessione alla Russia .......e non all'Ucraina.

#18 Rick

Rick

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Inviato 10 agosto 2013 - 10:53

la PMR è di fatto indipendente ,
perchè mai dovrebbe accettare di essere trattata come merce di scambio ?


Poi voglio dire , il Bugeac ,
di cui avrò scritto almeno una mezza dozzina di volte
le stesse identiche cose che scrive Bohm
senza che ciò sia mai servito a far maturare anche una minima coscenza
della realtà dei fatti storici invece tramandati tra i moldavi alla stregua di ... leggende

il Bugeac dicevo è li ad esprimerci in tutta la sua complessa etnogenesi una verità sacrosanta

ovvero

che i confini degli stati , attuali e storici , in queste zone non conteranno mai

tanto quanto contino la composizione etnica e soprattutto l'etnogensi

delle popolazioni che le abitano .

Messaggio modificato da Rick il 10 agosto 2013 - 11:54


#19 VincentHanna

VincentHanna

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Inviato 10 agosto 2013 - 19:07

il Bugeac dicevo è li ad esprimerci in tutta la sua complessa etnogenesi una verità sacrosanta

ovvero

che i confini degli stati , attuali e storici , in queste zone non conteranno mai

tanto quanto contino la composizione etnica e soprattutto l'etnogensi

delle popolazioni che le abitano .

 

per quanto ne so il bugeac attuale è in buona parte slavo ucraino russo 

 

o sbaglio ? è come prendersì un'altra transnistria

 

questa è fantapolitica ma l'idea in sé non è male - avere uno sbocco al mare 

 

andare a zatoka o primorsk sapendo di essere a casa tua, una quelle cose smuovono il paese in positivo 


 

 

 

dovresti venire in moldova a insegnarci un po' di storia, non è uno scherzo 



#20 Böhm-Ermolli

Böhm-Ermolli

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Inviato 10 agosto 2013 - 21:40

per quanto ne so il bugeac attuale è in buona parte slavo ucraino russo 

 

o sbaglio ? è come prendersì un'altra transnistria

 

questa è fantapolitica ma l'idea in sé non è male - avere uno sbocco al mare 

 

andare a zatoka o primorsk sapendo di essere a casa tua, una quelle cose smuovono il paese in positivo 


 

 

dovresti venire in moldova a insegnarci un po' di storia, non è uno scherzo 

 

grazie Vincent ! :D