Allora, come tutti i film tratti da libri non li ripetono fedelmente (ad esempio la guerra civile neanche è menzionata, la si intuisce se già sai che c'è ).
Poi non viene mai detto esplicitamente dove sarebbe ambientato, se non in una "vaga" regione sud-occidentale dell' ex urss.
Tanto meno c'è la classica scritta "basato su di una storia vera".
Con queste premesse, che mi fanno pensare che anche Salvatores abbia capito che la storia fosse mooolto romanzata, ci è piaciuto.
Insomma un romanzo che invece di essere ambientato negli inflazionati quartieri di NY o LA è ambientato in una misconosciuta terra europea.
Ricostruzioni di scena ottime, il regista non lo scopro di certo io, musiche belle ed adatte. Insomma, la mia compagna è rimasta stupita per come un'italiaska sia riuscito a ricostruire il periodo storico, ed era dispiaciuta che non fosse andato a girare sul Nistru, quello vero.
Questa la MIA modesta opinione.
Salvatores da vecchia volpe avrà saputo ben miscelare gli ingredienti. Le musiche di Pagani le ho ascoltate dal video postato da Carlo...tu mi dici che l'ambientazione e la scenografia è di effetto e poi la tua famiglia è rimasta favorevolemente impressionata.
E allora un primo risultato positivo il regista l'ha già colto.
E anch'io non riesco a comprendere perchè gli esterni siano stati girati in Lituania senza riuscire a trovare un riferimento a ridosso del Nistro (anche senza entrare a Bender ci sono piu' di 500 km di fiume in terra moldava).
Grazie per la tua sommaria recensione.
no giordano,
prima ancora che iniziassero le riprese, disse che la veridicità del racconto non lo interessava, quello che gli piaceva era la trama, come racconto da portare sugli schermi ... e ha fatto bene
Cmq se sei andato a vederlo, che impressione hai avuto?
io non l'ho ancora visto, mi è dispiaciuto non essere a bologna una settimana fa dove i due hanno presentato il loro film presso il cinema lumiere che sicuramente conoscerai
intanto le recensioni non ne parlano un granché
in effetti Vincent mi sono perso la sua dichiarazione sul suo disinteresse per l'attendibilità/affidabilità del racconto di Lilin.
E sotto questo aspetto- faccio ammenda - il regista non è caduto in fuorigioco, ma ha dribblato le possibili critiche e fraintendimenti.
Semplicemente, Salvatores ha saputo rieleborare una trama sicuramente avvincente da scodellare ad un pubblico incuriosito dalla novità e dal fascino per un mondo violento e misconosciuto.
La cosa pe me goffa è che il film è stato presentato nella mia Bologna al cinema Lumiere che conosco, mentre mi trovo qui a Bender, la città in cui è ambientata la trama del 'romanzo'
trovata pubblicitaria molto in voga ultimamente (ultimi 10 anni)
a quanto sembra c'è sta una limatura bella e buona sul come e dove avviene tutto ciò,
eh ... il mito dell'est, è duro a morire 
hai dato tu la risposta migliore. Il film e il romanzo si mantengono su due binari paralleli.
Il film è una riedizione rielaborata con risvolti epico-romanzeschi della storia a sua volta romanzata di Lilin.
Forse questo è quello che ho capito