Vincent stai affrontando l' argomento come altre volte, con cognizione di causa. E questo dipende dal fatto che prima di emettere giudizi ti documenti, compri i libri, te li leggi senza riporli subito negli scaffali per bellezza. Ma parlare di questi argomenti fa bene sopratutto a chi ha già acquisito faticosamente nel tempo una visione d'assieme che non considera più l'Est europeo distante 10mila leghe dal mondo occidentale. Questo accade ai soggetti che viaggiano, si mettono a discutere e si mettono essi stessi in discussione.
E cosìaccade che certi stereotip, certi luohi comuni, si stanno gradualmente frantumando: adesso i cattivi sono un po' dovunque senza pensar che arrivino per forza dalle steppe siberiane come gli Unni di Attila.
Pero' hai ragione su certe chiusure mentali, su certi condizionamenti che molti si portano dietro e che sono duri a morire...anzi in molti casi non muoiono mai.....E questo dipende da quello che chiamo spesso come fascino del perverso e del biodiverso...Ed ecco nascere nuove figure come l'urka siberiano che attacca all'arma bianca e che in buona sostanza è un po' il rambo dell'est oppure lo spietato killer nella guerra cecena.....ecc...tutti argomenti che eccitano le piu' sfrenate fantasie quando di quei mondi come la Transnistria e la Cecenia poco si sa. E quello che non si sa diventa il cherosene delle più insazianili 'masturbazioni' mentali.... scusate il gergo.
Ed è cosi' ad esempio che domani mi trovo ad ospitare una parente in casa a Bender perchè ossessionata dalla maledizione dei Maya che cadrà domani e che anche lo scienziato non è riuscito a sradicare dalla testa...perchè per lei come per tanti altri a conti fatti io saro' anche uno scienziato, ma di certe cose non ne capisco un accidente.
La stessa cosa mi capitò quando chiamato a più riprese da un tizio per un sopralluogo nel Mugello per la caduta di una meteorite, costui mi fece vedere una roccia che affiorava dalla superficie di un suo terreno, forse 2-3 tonnellate di materiale. 'Ma da che cosa lei deduce che è una meteorite' chiesi. 'La roccia ha un colore diverso da tutte le rocce qui attorno' lui rispose. 'E lei pensa he questo sia sufficiente per dare la patente di meteorite?' io incalzai. E lui molto spazientito: 'Lei sarà uno studioso di meteoriti ma non capisce proprio un caz2o'.
Molti, troppi, sono proprio così; se smontate loro il sogno, la credenza, la suggestione di quello che hanno covato per lungo tempo e che trova conferma in qualche svagato scritto, dichiarazione da salotto o quant'altro ....automaticamente diventate per loro persone ostili e poco credibili. Con il risultato che se diamo addosso ai libri di Lilin, si corre il rischio di passare da invidiosi e poco documentati.
ho letto lilin perché ero davvero curioso del fenomeno - qualcuno dalle mie parti con un resonance del genere, fu il lontano 2009, mi prese subito e la lettura fu molto piacevole,
ma siccome non adoro i miti basati sul chicchessia sono andato a scovarlo,
l'internet da questo punto di vista è lo strumento migliore,
ebbene il mito di lilin pian piano iniziò a crollare,
che inizialmente parlasse delle sue memorie che poi erano di qualcun altro oppure raccolte di esperienze - tanta nebbia
la madre in italia (storia comunissima), il padre chi sa dove ... grecia, boh
lui che viveva di rendita strafatto tutto il santo giorno (testimonianza interessante che trovai su un sito russo, ma nulla di confermato)
a guardare tante videocassette e film, vedere lui nelle interviste su youtube
in due due quattro da non sprovveduto sul cinema ho pensato a BRAT e BRAT 2 come personaggio,
a JARHEAD per gli scenari di guerra, tra l'altro basato sull'omonimo libro di un reduce di guerra,
a IL NEMICO ALLE PORTE sul cecchino siberiano zaytsev che guardacaso c'era pure il nonno che gli insegnava la caccia, un classico
a qualche scenario che accomuna un po' la vita dell'est europeo - una birra, del vino, una seduta con qualche veterano afgano, un mazzo di carte, il "sentitodire", importante averci le orecchie ... e una storia la si può scovare,
metterci lo scenario di una certa regione transnistria popolata in maggioranza da slavofoni, una storia incerta di quel pezzo di terra in bilico tra moldova e l'indipendenza
lo schema c'è, rimane da riempire
e qui si va presumo sul merito dell'autore, che ha letto dei libri s'è fatto una cultura dei certi classici come dostoevskii, che ha viaggiato magari non per come racconta ma ha visto qualcosa della russia, il pietroburgo, un nonno in siberia, una vita precaria e la pretesa di avere di più, italia - il sogno infranto e così via, parti di vissuti interpretati al meglio insieme ad un ghost writer
ma da qui a considerarlo il mito che vuole e non vuole (di già) esserlo, ce ne passa
quindi il mio è stato puro interesse, stimolato dal personaggio interessante ... sulla carta, ma non in carne e ossa,
ma grazie per il tuo apprezzamento 
p.s. da moldavo tra moldavi capitano anche a me occasioni di trovarmi nelle situazioni che hai raccontato sopra 
ho fatto l'abitudine di tacere, buttando sull'ironia, lascia sterr' la scienza se riferita come spiegazione o quant'altro,
non fa per noi (ancora) - il concetto di approfondire e chiedersi il perché
perché in MD tutto si fa, tutto si ragiona, "nel frattempo", per occasione e comodità, la necessità può anche aspettare 
Messaggio modificato da VincentHanna il 20 dicembre 2012 - 19:36