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Guest Message by DevFuse
 

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Il trailer del film «Educazione siberiana» con John Malkovic


Discussione archiviata. Non è più possibile intervenire in questa discussione.
46 risposte a questa discussione

#41 Rick

Rick

    Advanced Member


  • 17668 messaggi
  • Iscritto il: 25-agosto 05

Inviato 05 marzo 2013 - 14:55

ma secondo me

non gli è propio passato per la capa di andare in PMR

Avete idea di cosa trova come info
uno che della PMR non abbia mai sentito parlare ?

#42 CarloP

CarloP

    Rappresentante Moldweb a Chisinau


  • 3602 messaggi
  • Iscritto il: 23-dicembre 08

Inviato 06 marzo 2013 - 18:20

non è stato girato in loco dove si svolge la vicenda

perché transnistria, non penso che le autorità transnistriane sarebbero d'accordo farsi rovinare l'immagine con una storia per metà inventata 

non gli è propio passato per la capa di andare in PMR

 

Educazione siberiana

di Bernardo Venturi

Educazione-siberiana-in-uscita-il-film_l

 

Educazione siberiana, noto libro di Nicolai Lilin ambientato in Transnistria, ora è un film di Gabriele Salvatores con John Malkovich, nelle sale dal 28 febbraio. “Un film fiabesco su com’è finito un mondo con il mito del modello occidentale”, racconta Lilin in quest'intervista a OBC

 

Nicolai Lilin è nato in Transnistria nel 1980 e vive in Italia. Presso Einaudi ha pubblicato i romanzi “Educazione siberiana” (2009), “Caduta libera” (2010) e “Il respiro del buio” (2011) e “Storie sulla pelle” (2012) scritti in italiano e tradotti in diciassette paesi.

 

Nicolai Lilin riceve nel suo studio-spazio “Kolima” a Milano, ormai agli ultimi giorni di attività, all’interno dell’area artistico-culturale “I frigoriferi”. Fanno da cornice le sue opere, icone reinterpretate e disegni di tatuaggi. Alla libreria sono appese varie foto, spicca quella di Gorbaciov con la moglie “Lui è stato il migliore, ma molti russi non l’hanno capito”. Al fianco destro di Lilin spunta da sotto il maglione una pistola ben salda nel fodero. Ma lui mi parla piuttosto di un'altra arma: “Il coltello che vedrete nel film è speciale, è stato fatto a mano in Barbagia, in Sardegna”.

 

Nicolai, hai lasciato la Transnistria da molti anni: che rapporti hai con questa regione oggi?

In Transnistria ho ancora una piccola parte della famiglia, sono rimasti solo due anziani. La parte attiva della mia famiglia è migrata in diverse parti del mondo. Io, mia madre e mio fratello siamo qua, mio padre ha avuto tre attentati in Transnistria ed è scappato in Grecia; un’altra parte della famiglia è vicino a Mosca. Con il regime della Transnistria non ho mai avuto buone relazioni. Ho fatto una serie di attività di monitoraggio su traffici e corruzione della polizia e non mi vogliono più.

La Transnistria 

La Transnistria è un territorio situato tra Moldavia e Ucraina dichiaratosi indipendente dal governo di Chişinău con il crollo dell'Unione Sovietica. Attualmente ha un proprio governo, un sistema fiscale e previdenziale, un proprio esercito, un parlamento eletto e una propria valuta (il rublo transnistriano). Nessun paese ne ha però riconosciuto l'indipendenza.

 

Non ci sei più tornato? Come valuti i recenti cambiamenti di governo ?

Ci sono tornato l’ultima volta nel 2009 per accompagnare un mio amico che doveva lavorare a un documentario. Il regime è corrotto e autoritario, non potrà mai cambiare davvero ed essere democratico finché ci sarà la presenza della XIV Armata, l’esercito di occupazione russo.

 

Che rapporto hai con il mondo e la cultura russa? Perché i tuoi romanzi non sono stati tradotti in russo?

In Russia sono molto critici verso chi ha lasciato quel paese e poi ne parla e ne scrive. Ho ricevuto due proposte di stampa dalla Russia, la prima anche da una grossa casa editrice. Ho declinato entrambe le proposte perché non avevano colto il senso del mio libro, lo consideravano un libro sul mondo criminale. La prima casa editrice voleva delle presentazioni in carcere per criminali. La seconda voleva la prefazione di un criminale russo oggi latitante e molto conosciuto in Russia. Una persona da cui non accetterei mai una prefazione. Se ricevessi una proposta interessante accetterei di tradurlo in russo, è anche un grande mercato.

 

Che senso ha avuto per te la guerra in Cecenia, a cui hai dedicato due dei tuoi libri?

Sono arrivato in Cecenia nel 1998, un anno prima dell’inizio della seconda guerra cecena. In quel periodo il nostro rapporto con la popolazione cecena era molto buono. Ci vedevano come un limite al terrorismo e alla presenza dell’estremismo jihadista. Poi con la guerra è tutto cambiato. I russi hanno usato metodi assurdi, come rastrellamenti e bombardamenti. Chiunque in quel periodo aveva un’arma in casa e questo non voleva dire che fosse un terrorista. Bombardare le montagne poi è strategicamente inutile. Chi, bombardando e per uccidere un terrorista, uccide 120 civili è lui stesso un terrorista. Se fossi stato ceceno in quegli anni sarei salito anch’io in montagna per combattere.

 

Un tuo articolo su l’Espresso racconta di una chiamata notturna in cui un ex commilitone ti proponeva di unirti a lui come mercenario nella guerra in Libia.

Non senti più davvero alcuna attrazione per una scelta come quella?

È una parte di me, non la posso togliere. Però la vita è fatta di fasi. Per me è cambiato molto quando è nata mia figlia. Lì ho sentito aprirsi una fase nuova. Come la guerra attrae, così anche la vita in pace. Oggi mi impegno su alcune cose, come la lotta alla pedofilia... ci sono dei traffici internazionali, anche dalla Russia, molto preoccupanti. Però è molto diverso dalla guerra. Oggi non combatterei mai una guerra offensiva. Se vivessi durante la seconda guerra mondiale, non sosterrei l’espansionismo fascista,

andrei sulle montagne a combattere con i partigiani.

 

Il 28 febbraio uscirà il film tratto da “Educazione Siberiana”.

Hai fortemente voluto che fosse diretto da Gabriele Salvatores.

Ho rifiutato varie proposte, alcune da Hollywood, per esempio da Scorsese, prima di accettare di lavorare con Cattleya. Ho deciso di lavorare con loro perché mi volevano coinvolgere nella realizzazione del film, ritenevano la mia presenza sul set indispensabile. Ho chiesto di lavorare con Salvatores perché lo ritengo il migliore. Gabriele ha accettato, gli è piaciuto moltissimo il libro.

 

L'hai già visto? Sei soddisfatto del risultato, è vicino a quello che volevi

comunicare con il libro?

Sì, l’ho visto. Il libro e il film sono due cose completamente diverse. È impossibile rendere in un film tutto quello che c’è in un libro. Però Salvatores riesce a rendere parti del libro in una fotografia. Non so come faccia, è bravissimo.

 

Che chiave di lettura daresti a chi andrà a vedere il film?

Questo film è fiabesco. Racconta principalmente un enorme cambiamento sociale, com’è finito un mondo con il mito del modello occidentale. Come il consumismo, nelle piccole cose, ha cambiato tutto, ha eliminato i valori. il consumismo post-sovietico era una cosa impressionante. Ha cambiato anche la criminalità, togliendoci l’etica, rendendola più feroce e spietata. I modelli occidentali si sono mostrati come inganni e questo ha portato disillusione e violenza.

 

http://www.balcanica...-il-film-130358
 


Messaggio modificato da CarloP il 06 marzo 2013 - 18:21


#43 VincentHanna

VincentHanna

    Advanced Member


  • 1410 messaggi
  • Iscritto il: 24-novembre 10

Inviato 06 marzo 2013 - 19:32

Educazione siberiana

 

 

 Dice cose sensate, una su tutte 

 

Alla libreria sono appese varie foto, spicca quella di Gorbaciov con la moglie “Lui è stato il migliore, ma molti russi non l’hanno capito”.

 

Sebbene nemmeno Gorba era immacolato, fu quello che istigo il cambiamento con glasnost' e perestroika, ma troppo tardi 

 

Quanti oggi degli ex cittadini sovietici danno la colpa a Gorbaciov per il crollo dell'urss ? la stragrande maggioranza senza capire nemmeno il perché

 

 

 

 

Racconta principalmente un enorme cambiamento sociale, com’è finito un mondo con il mito del modello occidentale. Come il consumismo, nelle piccole cose, ha cambiato tutto, ha eliminato i valori. il consumismo post-sovietico era una cosa impressionante. 

 

su questo GOOD BYE LENIN rende molto bene l'idea e senza ricorrere ai criminali, mafiosi, siberiani, miti e leggende 

 

è disponibile sul tubo per intero diviso in parti, qui la prima 

 

 

struggente la colonna sonora di Tiersen 

 

 

 

 



#44 giobruno

giobruno

    Il Prof


  • 1451 messaggi
  • Iscritto il: 03-febbraio 10

Inviato 06 marzo 2013 - 22:02

se volessi criticare l'intervista a OBC, non saprei dove appigliarmi.

 

E' la prima volta che lo sbruffone lascia il posto al'uomo compassato e misurato...

L'intervista è anche una lettura tutto sommato equilibrata di un mondo in disfacimento come quello sovietico

 

Ha cambiato anche la criminalità, togliendoci l’etica, rendendola più feroce e spietata. I modelli occidentali si sono mostrati come inganni e questo ha portato disillusione e violenza..

 

Bella questa immagine e il riferimento a Gorbaciov, riformatore incompreso. Ho vissuto da vicino gli anni gorbacioviani per essere stato in URSS alla metà degli anni '80, dove era palpabile la  voglia di cambiamento trascinato dall'insoddisfazione e malcontento dell'Armata Rossa sul fronte afgano.

 

 

Gorbaciov l'ho ritrovato circa 15 anni fa nel mio paese d'origine sede di un'importante museo , all'inaugurazione di un'opera monumentale l'uomo della Pace che divenne il simbolo del World Summit of Nobel Peace Laureates, nato nel 1996 proprio su iniziativa di Gorbaciov.

 

La prima versione monumentale dell'Uomo della Pace di Scepi (una scultura di bronzo alta tre metri) è stata collocata nel 1999 presso il Magi'900 (Museo delle eccellenze artistiche e storiche), fondato da Giulio Bargellini a Pieve di Cento, in provincia di Bologna.L’immagine raffigura un volto androgino chiuso nel muro delle intolleranze politiche e religiose, dalla cui sommità una colomba trascina via falce e martello, simboli del comunismo

 

il Museo Magi '900 e la prima versione monumentale dell'Uomo della Pace di Scepi (una scultura di bronzo alta tre metri)

 

 

 

 

Allega File



#45 Lulula

Lulula

    Advanced Member


  • 140 messaggi
  • Iscritto il: 24-ottobre 12

Inviato 08 marzo 2013 - 01:18

perchè non è andato in moldova ?

provo a rispondere: burocraticamente/logisticamente farlo in un paese UE penso sia stato un grosso vantaggio.

Il film è prodotto da Rai Cinema quindi non penso ci siano motivi "nascosti" oltre al ritorno dei denari

 

Anche un libro o un film possono essere parte integrante di propaganda, indipendentemente dal loro successo.

 

vista la popolarità del libro, l'industria cinematografica agisce di conseguenza come da copione, 

 

Cattleya, la casa di produzione che comprò i diritti del libro se non erro, 

 

significa battere il ferro finché è caldo

 

 

Intendevo dire: "Qualcuno sa chi ha "voluto" quel libro e quel film?"

 

Nessuna sorpresa se un giorno o l'altro si scoprisse che i suoi libri sono stati scritti da un team...



#46 Lulula

Lulula

    Advanced Member


  • 140 messaggi
  • Iscritto il: 24-ottobre 12

Inviato 08 marzo 2013 - 01:22

se volessi criticare l'intervista a OBC, non saprei dove appigliarmi.

 

Apprezzo l'ironia.



#47 gilly

gilly

    Advanced Member


  • 1839 messaggi
  • Iscritto il: 19-agosto 05

Inviato 08 marzo 2013 - 08:40

......

su questo GOOD BYE LENIN rende molto bene l'idea e senza ricorrere ai criminali, mafiosi, siberiani, miti e leggende 

 

è disponibile sul tubo per intero diviso in parti, qui la prima 

 

 

struggente la colonna sonora di Tiersen 

 

 

 

 

 

L' ho visto mercoledì sera su sky ....

Anche questo mi è piaciuto molto, da consigliare!

Diciamo 2 facce della stessa medaglia?