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Guest Message by DevFuse
 

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Il trailer del film «Educazione siberiana» con John Malkovic


Discussione archiviata. Non è più possibile intervenire in questa discussione.
46 risposte a questa discussione

#1 badica

badica

    L'addetto stampa


  • 7633 messaggi
  • Iscritto il: 21-agosto 05

Inviato 17 dicembre 2012 - 13:49

VIDEO: http://www.corriere....cb7544763.shtml

 

Tra la Siberia e Sanremo. Nessuna fermata a Torino. Gabriele Salvatores arriva nelle sale in febbraio con Educazione siberiana, il film tratto dal romanzo di Nicolai Lilin con John Malkovic (il trailer in esclusiva per i lettori di Corriere.it) che nei giorni scorsi ha presentato al Courmayeur in Noir Festival.

 

Sceneggiato con Rulli & Petraglia, il suo quindicesimo film è il più ambizioso dal punto di vista produttivo e artistico. Un riferimento dichiarato in mente, C'era una volta in America, per una storia ambientata in una comunità chiusa e sofferente, nella Lituania degli anni '80. «Una storia che racconta un vecchio mondo alla fine, che crolla sotto l'urto di quello nuovo».

 

SANREMO - Il film è annunciato per il 28 febbraio. Nessuna data ancora invece per il festival di Sanremo di cui Salvatores ha firmato il promo. «Meno male senza data» come ha ironizzato su Twitter il neodirettore di Raiuno Leone. In quanto al Torino Film Festival ormai c'è un'unica certezza: il regista di Educazione siberiana non prenderà il posto di Amelio. Ma per raccontare quello che si agita sotto la Mole non basterebbe più neanche un film. (Corriere.it)


Messaggio modificato da badica il 17 dicembre 2012 - 13:49


#2 Rick

Rick

    Advanced Member


  • 17668 messaggi
  • Iscritto il: 25-agosto 05

Inviato 17 dicembre 2012 - 14:44

Lituania ?

 

 

Sapevo che colà lo giravano



#3 badica

badica

    L'addetto stampa


  • 7633 messaggi
  • Iscritto il: 21-agosto 05

Inviato 17 dicembre 2012 - 14:49

Lituania ?

 

 

Sapevo che colà lo giravano

 

Esatto,

 

è girato in Lituania

 

ma, chiaramente, è ispirato alle terre a noi tanto care

 

e racconta vicende della comunità criminale

 

di origini siberiane

 

della PMR.

 

Vallo a dire a questi giornalisti....



#4 jerrydrake

jerrydrake

    Advanced Member


  • 9846 messaggi
  • Iscritto il: 22-agosto 05

Inviato 17 dicembre 2012 - 16:30

Adoro Salvatores e Malkovic è nella topo ten dei miei attori preferiti

 

Un film da vedere!



#5 giobruno

giobruno

    Il Prof


  • 1451 messaggi
  • Iscritto il: 03-febbraio 10

Inviato 17 dicembre 2012 - 16:46

il giorno 13 dicembre ha avuto un incontro-conferenza al Circolo Ufficiali a Palazzo Grassi di Bologna dal titolo Transnistria, la porta dell'Est , crocevia di diverse culture, che un po' descrive il contenuto del mio ultimo libro.

 

Nel parlare del 'paese fantasma' non segnato nelle carte geografiche ho indugiato sui fatti della breve guerra MD-PMR dell'estate 1992 , e parlando del ruolo di certi giornalisti creduloni e pochi informati, ho utilizzato una slide parlando del libro di Lilin e del film di prossima uscita di Salvatores con lo stesso titolo del libro. Anche esprimendo le mie critiche sul libro non per la narrazione ma per l'informazione storico-etnica (mai sentito parlare a Bender della minoranza etnica deli urka, criminali siberiani), sono arciconvinto che molti si riverseranno il prossimo anno nelle sale cinematograiche a vedere i film di Salvatores:.....quello che attizza non è mai la verità ma il fascino del perverso condito di ibufale. :roflmao:

 

Non è un caso che Jerry sarà tra i primi a fiondarsi qui a febbraio per vedere 'Educazione siberiana' con Malkovich nei panni del nonno Kusia criminale dell'etnia degli urka :onguard:

 

Sto studiando un modo per inventarmi una parentela con qualche genovese illustre al tempo di Cristoforo C. che commerciava su Nistro e che si trovo' a combattere i turchi di Solimano il Magnifico.....Bella come trama storica... :smileys_it_2197:



#6 CarloP

CarloP

    Rappresentante Moldweb a Chisinau


  • 3602 messaggi
  • Iscritto il: 23-dicembre 08

Inviato 17 dicembre 2012 - 19:36

Salvatores e' un regista attento, pacato, uno che ci sa fare con le storie.

Non ho letto il libro.

Difficile poter giudicare, a priori.

Ma non so se vedro' prima il film o leggero' prima il libro.

Credo che in questo film, al di la' della realta' storica (leggete l'articolo LA BUFALA TATUATA

di E. Černenko, per rendervene conto, ... ci sono piu' verita' in Harry Potter che nell'Educazione Siberiana) a Salvatores interessi il fatto politico in se', per un confronto con quello che succede

in Italia.

E' il primo film fatto su un soggetto proposto da altri, girato in inglese e senza gli attori che hanno caratterizzato tutti i suoi film.


Messaggio modificato da CarloP il 17 dicembre 2012 - 19:41


#7 CarloP

CarloP

    Rappresentante Moldweb a Chisinau


  • 3602 messaggi
  • Iscritto il: 23-dicembre 08

Inviato 17 dicembre 2012 - 19:44

Sto studiando un modo per inventarmi una parentela con qualche genovese illustre al tempo di Cristoforo C. che commerciava su Nistro e che si trovo' a combattere i turchi di Solimano il Magnifico.....Bella come trama storica... :smileys_it_2197:

 

Lascia fare a me ... sono un vero esperto di "cose liguri" !!!

 


Messaggio modificato da CarloP il 17 dicembre 2012 - 19:57


#8 jerrydrake

jerrydrake

    Advanced Member


  • 9846 messaggi
  • Iscritto il: 22-agosto 05

Inviato 19 dicembre 2012 - 08:32

Non è un caso che Jerry sarà tra i primi a fiondarsi qui a febbraio per vedere 'Educazione siberiana' con Malkovich nei panni del nonno Kusia criminale dell'etnia degli urka :onguard:

 

 

Solo se quella vendemmia di cui abbiamo visto le foto sarà andata a buon fine.... :rolleyes:  :fisch:



#9 VincentHanna

VincentHanna

    Advanced Member


  • 1410 messaggi
  • Iscritto il: 24-novembre 10

Inviato 19 dicembre 2012 - 11:54

si parla spesso della chiusura mentale che hanno i paesi dell'est, 

 

ma ca220

 

allora perché non parlare della chiusura mentale che ha l'occidente per l'est europeo ?

 

l'ennesimo esempio lo sarà (nell'immaginario collettivo) quest'ultimo film di Salvatores, 

 

quando il regista afferma che "i portatori di handicap sia fisici che mentali nella comunità siberiana sono chiamati <voluti da dio>", la motivazione che l'ha spinto a raccontare la storia di Lilin,

 

crea ulteriormente il mito dell'est europeo

 

personalmente non direi, c'è più tolleranza ma <voluti da dio> stento a credere, magari un secolo o due fa quando non c'era nemmeno la tv e l'unico libro in casa era quello per le preghiere 

 

e comunità siberiana in Transnistria di Lilin ? mio zio che non era uno qualunque da quelle parti non ne ha mai sentito parlare, degli zingari però ne aveva sentito e molto bene, 

 

e tanta gente come dice Giordano andrà al cinema e si farà l'idea strana e allo stesso tempo affascinante di quei posti che ovviamente come attrattiva turistica non è mai stata un granché, lasciando tanto spazio all'immaginazione

 

e poiché il cinema come mezzo d'informazione e cultura è più fruibile di un qualsivoglia libro ribadirà i concetti dei miti est-europei - brutti sporchi e cattivi e belle donne ovviamente, solo per ultimo a pensare che in fondo è gente come noi,

 

tornando al film, dal trailer sembra una baggianata per incassare con attori del calibro Malkovich, esportare il mito del diverso senza un perché di fondo, acchiappare premi,  

 

intanto Lilin perde notevolmente credibilità, ha scritto tre bei libri facili da leggere con notevoli insegnamenti che ai lettori italiani credo mancava e per questo è piaciuto subito, a volte comunista a volte anarchico, ma impegnarsi di raccontare i tre libri in prima persona, bisogna che si prenda i giusti meriti e non quelli dello spietato killer assassino che ha combattuto in Cecenia uno che ne ha viste tante per poi crollare nei vari show televisivi accusando questo o quell'altro di utilizzare metodi da interrogatorio stile kgb

 

ovviamente anche Salvatores sembra esserci caduto nelle trappola del mito, io però aspetterei prima di buttare parole al vento tenendo conto di quanto detto sopra



#10 Rick

Rick

    Advanced Member


  • 17668 messaggi
  • Iscritto il: 25-agosto 05

Inviato 19 dicembre 2012 - 12:01

l'hai scritta tu ?

Ottima recensione !


(anche se alla cieca :roflmao: )


Messaggio modificato da Rick il 19 dicembre 2012 - 12:01


#11 VincentHanna

VincentHanna

    Advanced Member


  • 1410 messaggi
  • Iscritto il: 24-novembre 10

Inviato 19 dicembre 2012 - 12:16

esperienza diretta, 

 

ho dato in prestito l'omonimo libro ad un amico al lavoro, italiano

 

lo affascinava, ha letto il libro in una settimana credo, 

 

e man mano che avanzava nella lettura e conosceva l'ambiente 

 

tornava e mi faceva delle domande sceme, "ma siete tutti da quelle parti così ? ma è vero che si odiano i poliziotti ? " cose così, nulla da eccepire sulle sue capacità cognitive, un bravo ragazzo 

 

allorché tentavo di spiegare facendo buon esempio su di me, 

 

succede e non succede, quando c'è la corruzione di conseguenza c'è poca fiducia nelle autorità competenti, chi sceglie la via più breve che sceglie altre e così via, spiegando la situazione a grandi linee, 

 

bene o male alla fine ha acquisito il quadro generale, voleva anche farsi un viaggio a Mosca da turista europeo per poi ripensare :)


Messaggio modificato da VincentHanna il 19 dicembre 2012 - 12:17


#12 CarloP

CarloP

    Rappresentante Moldweb a Chisinau


  • 3602 messaggi
  • Iscritto il: 23-dicembre 08

Inviato 19 dicembre 2012 - 17:55

si parla spesso della chiusura mentale che hanno i paesi dell'est, 

 

ma ca220

 

allora perché non parlare della chiusura mentale che ha l'occidente per l'est europeo ?

 

l'ennesimo esempio lo sarà (nell'immaginario collettivo) quest'ultimo film di Salvatores, 

 

quando il regista afferma che "i portatori di handicap sia fisici che mentali nella comunità siberiana sono chiamati <voluti da dio>", la motivazione che l'ha spinto a raccontare la storia di Lilin,

 

crea ulteriormente il mito dell'est europeo

 

. Non è ... un film sulla criminalità, né un giallo, anche se le circostanze sono piene di risse, situazioni criminali, ma il centro del racconto è l’elemento umano.

.... Gabriele ha fatto il contrario e ha raccontato esperienze umane. È un genio nel mostrare sentimenti senza usare le parole, come facevano Cechov e Tolstoj. ..

Si vede che Salvatores è un russo, in fondo: nelle sue scene a volte mute comunica sentimenti che neanche decine di pagine di dialoghi e azioni renderebbero".

(Claudia Catalli)

Di questo film se ne parlera', come del resto di quelli di Salvatores. Aspettiamo di vederlo,

su Lilin condivido ...


Messaggio modificato da CarloP il 19 dicembre 2012 - 17:57


#13 giobruno

giobruno

    Il Prof


  • 1451 messaggi
  • Iscritto il: 03-febbraio 10

Inviato 20 dicembre 2012 - 13:45

si parla spesso della chiusura mentale che hanno i paesi dell'est, 

 

ma ca220

 

allora perché non parlare della chiusura mentale che ha l'occidente per l'est europeo ?

 

 

tornando al film, dal trailer sembra una baggianata per incassare con attori del calibro Malkovich, esportare il mito del diverso senza un perché di fondo, acchiappare premi,  

 

intanto Lilin perde notevolmente credibilità, ha scritto tre bei libri facili da leggere con notevoli insegnamenti che ai lettori italiani credo mancava e per questo è piaciuto subito, a volte comunista a volte anarchico, ma impegnarsi di raccontare i tre libri in prima persona, bisogna che si prenda i giusti meriti e non quelli dello spietato killer assassino che ha combattuto in Cecenia uno che ne ha viste tante per poi crollare nei vari show televisivi accusando questo o quell'altro di utilizzare metodi da interrogatorio stile kgb

 

ovviamente anche Salvatores sembra esserci caduto nelle trappola del mito, io però aspetterei prima di buttare parole al vento tenendo conto di quanto detto sopra

 

Vincent stai affrontando l' argomento come altre volte,  con cognizione di causa. E questo dipende  dal fatto che prima  di emettere giudizi  ti documenti, compri i libri, te li leggi senza riporli subito negli scaffali per bellezza.  Ma parlare di questi argomenti fa bene sopratutto a chi ha già acquisito faticosamente nel tempo una visione d'assieme che non considera più  l'Est europeo distante  10mila leghe  dal mondo occidentale. Questo accade ai soggetti che viaggiano, si mettono a discutere e si mettono essi stessi in discussione.

 

E cosìaccade che certi stereotip, certi luohi comuni, si stanno gradualmente frantumando: adesso i cattivi  sono un po' dovunque senza pensar che arrivino per forza dalle steppe siberiane come gli Unni di Attila.

 

Pero' hai ragione su certe chiusure mentali, su certi condizionamenti che molti si portano dietro e che sono duri a morire...anzi in molti casi non muoiono mai.....E questo dipende da quello che chiamo spesso come fascino del perverso e del biodiverso...Ed ecco nascere nuove figure come   l'urka siberiano che attacca all'arma bianca e che in buona sostanza è un po'  il  rambo dell'est oppure lo spietato killer nella guerra cecena.....ecc...tutti argomenti che eccitano le piu' sfrenate fantasie quando di quei mondi come la Transnistria e la Cecenia poco si sa. E quello che non si sa diventa il cherosene delle più insazianili 'masturbazioni' mentali.... scusate il gergo.

 

Ed è cosi' ad esempio che domani mi trovo ad ospitare una parente in casa a Bender perchè ossessionata dalla maledizione dei Maya che cadrà domani e che anche lo scienziato  non è riuscito a sradicare dalla testa...perchè per lei come per tanti altri a conti fatti io saro' anche uno scienziato, ma di certe cose non ne capisco un accidente.

La stessa cosa  mi capitò quando chiamato a più riprese da un tizio per un sopralluogo nel Mugello per la caduta di una meteorite, costui mi fece vedere una roccia che affiorava dalla superficie di un suo terreno, forse 2-3 tonnellate di materiale. 'Ma da che cosa lei deduce che è una meteorite' chiesi. 'La roccia ha un colore diverso da tutte le rocce qui attorno' lui rispose. 'E lei pensa he questo sia sufficiente per dare la patente di meteorite?' io incalzai. E lui molto spazientito: 'Lei sarà uno studioso di meteoriti ma non capisce proprio un caz2o'.

 

Molti, troppi, sono proprio così; se smontate loro il sogno, la credenza, la suggestione di quello che hanno covato per lungo tempo e che trova conferma in qualche svagato scritto, dichiarazione da salotto  o quant'altro ....automaticamente diventate per loro persone ostili e poco credibili. Con il risultato che se diamo addosso ai libri di Lilin, si corre il rischio di passare da invidiosi e poco documentati.

 

Speriamo tanto che un regista serio come Salvatores non si sia fatto abbagliare dagli incontri ravvicinati del terzo tipo del mio quasi concittadino Nicolai L........Aspettiamo fiduciosi il suo parto cinematografico



#14 VincentHanna

VincentHanna

    Advanced Member


  • 1410 messaggi
  • Iscritto il: 24-novembre 10

Inviato 20 dicembre 2012 - 19:33

Vincent stai affrontando l' argomento come altre volte,  con cognizione di causa. E questo dipende  dal fatto che prima  di emettere giudizi  ti documenti, compri i libri, te li leggi senza riporli subito negli scaffali per bellezza.  Ma parlare di questi argomenti fa bene sopratutto a chi ha già acquisito faticosamente nel tempo una visione d'assieme che non considera più  l'Est europeo distante  10mila leghe  dal mondo occidentale. Questo accade ai soggetti che viaggiano, si mettono a discutere e si mettono essi stessi in discussione.

 

E cosìaccade che certi stereotip, certi luohi comuni, si stanno gradualmente frantumando: adesso i cattivi  sono un po' dovunque senza pensar che arrivino per forza dalle steppe siberiane come gli Unni di Attila.

 

Pero' hai ragione su certe chiusure mentali, su certi condizionamenti che molti si portano dietro e che sono duri a morire...anzi in molti casi non muoiono mai.....E questo dipende da quello che chiamo spesso come fascino del perverso e del biodiverso...Ed ecco nascere nuove figure come   l'urka siberiano che attacca all'arma bianca e che in buona sostanza è un po'  il  rambo dell'est oppure lo spietato killer nella guerra cecena.....ecc...tutti argomenti che eccitano le piu' sfrenate fantasie quando di quei mondi come la Transnistria e la Cecenia poco si sa. E quello che non si sa diventa il cherosene delle più insazianili 'masturbazioni' mentali.... scusate il gergo.

 

Ed è cosi' ad esempio che domani mi trovo ad ospitare una parente in casa a Bender perchè ossessionata dalla maledizione dei Maya che cadrà domani e che anche lo scienziato  non è riuscito a sradicare dalla testa...perchè per lei come per tanti altri a conti fatti io saro' anche uno scienziato, ma di certe cose non ne capisco un accidente.

La stessa cosa  mi capitò quando chiamato a più riprese da un tizio per un sopralluogo nel Mugello per la caduta di una meteorite, costui mi fece vedere una roccia che affiorava dalla superficie di un suo terreno, forse 2-3 tonnellate di materiale. 'Ma da che cosa lei deduce che è una meteorite' chiesi. 'La roccia ha un colore diverso da tutte le rocce qui attorno' lui rispose. 'E lei pensa he questo sia sufficiente per dare la patente di meteorite?' io incalzai. E lui molto spazientito: 'Lei sarà uno studioso di meteoriti ma non capisce proprio un caz2o'.

 

Molti, troppi, sono proprio così; se smontate loro il sogno, la credenza, la suggestione di quello che hanno covato per lungo tempo e che trova conferma in qualche svagato scritto, dichiarazione da salotto  o quant'altro ....automaticamente diventate per loro persone ostili e poco credibili. Con il risultato che se diamo addosso ai libri di Lilin, si corre il rischio di passare da invidiosi e poco documentati.

 

ho letto lilin perché ero davvero curioso del fenomeno - qualcuno dalle mie parti con un resonance del genere, fu il lontano 2009, mi prese subito e la lettura fu molto piacevole, 

 

ma siccome non adoro i miti basati sul chicchessia sono andato a scovarlo, 

 

l'internet da questo punto di vista è lo strumento migliore, 

 

ebbene il mito di lilin pian piano iniziò a crollare, 

 

che inizialmente parlasse delle sue memorie che poi erano di qualcun altro oppure raccolte di esperienze - tanta nebbia 

 

la madre in italia (storia comunissima), il padre chi sa dove ... grecia, boh

 

lui che viveva di rendita strafatto tutto il santo giorno (testimonianza interessante che trovai su un sito russo, ma nulla di confermato)

 

a guardare tante videocassette e film, vedere lui nelle interviste su youtube

 

 

in due due quattro da non sprovveduto sul cinema ho pensato a BRAT e BRAT 2 come personaggio, 

 

a JARHEAD per gli scenari di guerra, tra l'altro basato sull'omonimo libro di un reduce di guerra,

 

a IL NEMICO ALLE PORTE sul cecchino siberiano zaytsev che guardacaso c'era pure il nonno che gli insegnava la caccia, un classico

 

a qualche scenario che accomuna un po' la vita dell'est europeo - una birra, del vino, una seduta con qualche veterano afgano, un mazzo di carte, il "sentitodire", importante averci le orecchie ... e una storia la si può scovare, 

 

metterci lo scenario di una certa regione transnistria popolata in maggioranza da slavofoni, una storia incerta  di quel pezzo di terra in bilico tra moldova e l'indipendenza

 

lo schema c'è, rimane da riempire 

 

e qui si va presumo sul merito dell'autore, che ha letto dei libri s'è fatto una cultura dei certi classici come dostoevskii, che ha viaggiato magari non per come racconta ma ha visto qualcosa della russia, il pietroburgo, un nonno in siberia, una vita precaria e la pretesa di avere di più, italia - il sogno infranto e così via, parti di vissuti interpretati al meglio insieme ad un ghost writer

 

ma da qui a considerarlo il mito che vuole e non vuole (di già) esserlo, ce ne passa

 

quindi il mio è stato puro interesse, stimolato dal personaggio interessante ... sulla carta, ma non in carne e ossa, 

 

ma grazie per il tuo apprezzamento :)

 

 

p.s. da moldavo tra moldavi capitano anche a me occasioni di trovarmi nelle situazioni che hai raccontato sopra :)

 

ho fatto l'abitudine di tacere, buttando sull'ironia, lascia sterr' la scienza se riferita come spiegazione o quant'altro,

 

non fa per noi (ancora) - il concetto di approfondire e chiedersi il perché 

 

perché in MD tutto si fa, tutto si ragiona, "nel frattempo", per occasione e comodità, la necessità può anche aspettare :)


Messaggio modificato da VincentHanna il 20 dicembre 2012 - 19:36


#15 VincentHanna

VincentHanna

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Inviato 20 dicembre 2012 - 19:38

Non è ... un film sulla criminalità, né un giallo, anche se le circostanze sono piene di risse, situazioni criminali, ma il centro del racconto è l’elemento umano

 

speriamo che abbia colto quest'aspetto che è quello solitamente più affascinante in un film in genere



#16 CarloP

CarloP

    Rappresentante Moldweb a Chisinau


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Inviato 31 gennaio 2013 - 20:55



#17 CarloP

CarloP

    Rappresentante Moldweb a Chisinau


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Inviato 05 febbraio 2013 - 11:37


Educazione Siberiana, un mondo che crolla
Il film di Salvatores nelle sale il 28 febbraio ANSA 05 febbraio

       
'Una storia che racconta un vecchio mondo alla fine, che crolla sotto l'urto di quello nuovo'':

Con questa lettura del romanzo 'Educazione siberiana', Gabriele Salvatores ha conquistato la fiducia dell'autore, Nicolai Lilin, che aveva respinto molte altre proposte, comprese quelle delle major americane, che vedevano solo una storia noir di mafia dall'ambientazione particolare per in questo suo best seller internazionale tradotto in

14 lingue. A raccontare questo incontro tra cinema e letteratura e' stato lo stesso regista nella sua tappa a dicembre a Courmayeur in Noir

La storia si svolge in Russia in una comunita' chiusa e violenta (perche' e' stata violentata) con precisi e rigidi rituali, appoggiati auna religiosita' che vede rappresentare la Madonna con in mano due

pistole e una scala di valori che disprezza la ricchezza, ha la picca, il coltello che bisogna meritarsi e non si compra, come centro, e risponde all'affermazione ''un uomo non puo' possedere piu' di quanto il
suo cuore possa amare'', come dice il padrino John Malkovich a chiusura del trailer.

Perno ne sono due ragazzini, quasi due corpi e un'anima, che cresceranno, diventeranno uomini e saranno come strappati l'uno dall'altro per il diverso atteggiamento davanti al mondo che cambia, al

crollo della vecchio mondo comunista, che resta comunque molto sullo sfondo, perche' la storia vive attraverso le vicende personali dei personaggi.


Messaggio modificato da CarloP il 05 febbraio 2013 - 11:38


#18 Lulula

Lulula

    Advanced Member


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Inviato 16 febbraio 2013 - 02:20

Chissà perché a volte confondo Nicolai Lilin con Roberto Saviano, avranno qualcosa in comune?



#19 giobruno

giobruno

    Il Prof


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Inviato 16 febbraio 2013 - 07:32

Chissà perché a volte confondo Nicolai Lilin con Roberto Saviano, avranno qualcosa in comune?

 

Qualcosa di sicuro c'è in comune: il look, fatta eccezione per i tatuaggi. Io avvicinenerei Lilin al Corona italiano: stessa sfrontatezza, stessa voglia di emergere costi quel che costi, con mezzi e posizioni discutibili sempre ai margini della legalità, con lo stesso atteggiamento indisponente quando gli viene rivolta la domanda trabochetto....e con la stessa passione per i tatuaggi.

L'amicizia con Saviano è a mio parere frutto di un malinteso:Saviano si mette sempre in una posizione coraggiosa quando denuncia una realtà che  ancora esiste. Sullo sfondo dei suoi romanzi-inchiesta c'è una realtà palpabile, un mondo vitale e attuale; Lilin non voleva raccontare la Storia, ma aveva, più semplicemente, una storia da raccontare. "Educazione siberiana" è il racconto in soggettiva di chi ha vissuto forti esperienze. Solo che Saviano ha bevuto la storia 'mascherata' di un mondo mai esistito in Transnistria e nella citta in cui vivo. 

 

Dalle premesse del trailer, forse Salvatores ha spostato l'interesse sull'elemento umano non soffermandosi più di tanto per affermare l'esistenza di un mondo che non c'è mai stato. Ma nel guazzabuglio dello scenario post-sovietico dove si assiste alla disgregazione incontrollata di un impero, che lascia il campo alla trasformazione di apparati del vecchio regime in aziende off-shore alle faide e rivalse di minoranze etniche, alle scorrerie di bande criminali, ..ecc., ci stava d'incanto il racconto spettacolare di un Lilin proveniente da una città di frontiera dove sono ancora presenti arsenali di guerra e i simboli del regime post-sovietico e soprattutto il ricordo recente della cruenta guerra di secessione avvenuta 20 anni prima, proprio nella sua città d'origine..

 

Nel paragrafo 'Letteratura e cinema' del mio libro Transnistria... ho scritto all'inizio:

 

 

Izvenìtje pazàlusta, gdje jest  Minski Riekà?,
scusi per favore, dov’è Fiume Basso? Le
persone che incontro mi guardano con sospetto e diffidenza, anche per la mia
pronuncia russa certamente non irresistibile. Poi spiego che sono un trapiantato
italiano con moglie dnistriana che abita da tempo nel centro di Bender e che
sono curioso di visitare il quartiere citato in un libro scritto da un
giovane del posto. Si sentono un po’ più tranquilli, ma sempre guardinghi,
fanno finta di ricordare e vorrebbero collaborare ma poi alla fine tutti scrollano
le spalle. Un’anziana signora che mi sembra più disponibile,  timidamente mi chiede il titolo del libro, e
rispondo con il mio ‘russo’ approssimativo: Sibirski
Vospitànie,
Educazione Siberiana, quella ricevuta dall’autore del libro da
parte di una comunità discendente dal popolo Urka, originaria della Siberia. A
questo punto, l’anziana signora comincia a guardarmi in modo strano, mi sento
quasi un alieno in questa città che mi ha adottato e  mi rassegno a vederla andar via mentre
bofonchia qualcosa del tipo: ‘è un tipo strano, come tutti gli italiani’.


Nonostante le mie ricerche
a Tighina, gli abitanti ai quali ho chiesto di Fiume Basso e di una comunità di
siberiani presente nella guerra di secessione del 1992 hanno risposto di non
sapere dell’esistenza di questo quartiere e di questa comunità...................
.......

 

ma questa è cronaca che non interessa perchè vera e scontata.



#20 Lulula

Lulula

    Advanced Member


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Inviato 16 febbraio 2013 - 10:43

Qualcosa di sicuro c'è in comune: il look,

 

...

 

ma questa è cronaca che non interessa perchè vera e scontata.

 

Innanzitutto grazie della risposta esaustiva, è sempre un piacere leggere i tuoi post.

 

Io ho l'impressione che i due abbiano in comune molto di più del look, probabilmente condividono molte strutture di uno stesso palcoscenico, stesso dicasi per la visibilità.