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Guest Message by DevFuse
 

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[Diario Moldavo] I ristoranti-discoteche di Chisinau


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110 replies to this topic

#1 nikita

nikita

    Advanced Member


  • 6,674 posts
  • Joined: 16-August 05

Posted 07 November 2012 - 13:23

Sicuramente a molti sarà capitato di mangiare o bere qualcosa all'Andy's Pizza o Pizzeria Celentano, o altri "cafenea", bar, di Chisinau. Avranno anche notato che in questi locali si spara la musica a tutto volume.
Io non ho viaggiato in tutto il mondo ma ho girato abbastanza in Europa, ebbene, in nessun paese ho visto niente di simile. La musica, in taluni casi, è talmente alta che devi urlare per scambiare due chiacchiere con il tuo accompagnatore!
E' un'abitudine, un malvezzo direi, tipico di Chisinau. Sarebbe interessante scoprire chi è stato il primo ristoratore a lanciare questa moda.
Ormai io e mia moglie, che sia sempre benedetto il suo nome, quando ci sediamo in questi ristoranti-discoteche, ordiniamo le consumazioni pressappoco in questi termini:
"Un caffè espresso, un cappuccino...e per favore abbassate la musica!". Qualcuno ci accontenta, altri sbuffano, altri ci mandano a quel paese nella lingua di stato.
E' vero che l'età media dei frequentatori di questi locali è intorno ai 18-20 anni, di vecchiarelli se ne vedono pochi, però, dai, come si può mandare musica assordante in un ristorante!
La musica può essere gradevole anche in un ristorante ma a un volume gradevole, soft, in sottofondo: si deve sentire ma non essere la protagonista. Il protagonista in un ristorante è il cibo.
Se uno vuole ascoltare la musica sparata a tutto volume va in discoteca!
Alla Pizzeria Celentano mandano solo musica italiana, beh, non mi è di nessun conforto, è una rottura di balle lo stesso!
A Chisinau hanno inventato il ristorante-discoteca, mancano, per il momento, le luci psichedeliche e il DJ. Diamo tempo al tempo!

Leggi tutto...

Edited by nikita, 07 November 2012 - 19:23.


#2 pussycat

pussycat

    Advanced Member


  • 121 posts
  • Joined: 21-August 12

Posted 07 November 2012 - 15:55

Mah, ci sono stato da Andy Pizza, in centro--eravamo in una saletta interna, ma il baccano che notato subito era l'allegro vociare (un Kasino) dei bimbi fuori controllo dei Genitori con spalmate di gelato sui vestiti e per terra --tant'è vero che quando mi sono alzato ho dovuto aggrapparmi ai tavoli per guadagnare l'uscita-- forse fuori la musica era più accettabile--

#3 CarloP

CarloP

    Rappresentante Moldweb a Chisinau


  • 3,602 posts
  • Joined: 23-December 08

Posted 07 November 2012 - 18:13

Pensa a quando passano alcune auto con lo stesso livello di suono ...
Il mese scorso in taxi mia moglie sedeva al posto dietro.
Dopo un po' di musica a volume da discoteca, mia moglie dice cortesemente
all'autista se puo' abbassare la radio perche' non riuscivamo a comunicare.
L'ha fatto "quasi" subito. Ma appena qualche curva dopo, con naturalezza,
ha messo la mano sul volume ed in un baleno ... tutto come prima.
E' come claxsonare ! Gli piace la musica.

#4 hohol

hohol

    Advanced Member


  • 294 posts
  • Joined: 20-April 10

Posted 07 November 2012 - 18:44

A Chisinau hanno inventato il ristorante-discoteca, mancano, per il momento, le luci psichedeliche e il DJ. Diamo tempo al tempo!

Dai, in CCCP un ristorante per sempre è stato un luogo per divertimento e per bere, niente l'altro, il cibo serviva solo per accompagnare tutto il resto
maggior parte dei famosi cantanti russi hanno cominciato la sua carriera proprio ad un ristorante
(ti saluta radio "Shanson")

Quel abitudide e sempre vivo, tanto maggior parte della gente mai stata al estero e non sa neanche cosa e un ristorante vero

Edited by hohol, 07 November 2012 - 18:49.


#5 nikita

nikita

    Advanced Member


  • 6,674 posts
  • Joined: 16-August 05

Posted 07 November 2012 - 19:21

Dai, in CCCP un ristorante per sempre è stato un luogo per divertimento e per bere, niente l'altro, il cibo serviva solo per accompagnare tutto il resto


Esatto! Però le cose stanno cambiando. I giovani cominciano ad apprezzare cibi come la pizza e la pasta. Proprio oggi ho incontrato alla Pizzeria Celentano un italiano importatore-distributore nei vari ristoranti e supermarket di prodotti italiani: mozzarella, prosciutto, etc. Il menù di P. Celentano sta cambiando radicalmente. Cosa impensabile fino a qualche anno fa.

... maggior parte della gente mai stata al estero e non sa neanche cosa e un ristorante vero


Sì, però centinaia di migliaia di moldavi lavorano e vivono all'estero. Adesso "viaggiano" eccome! Molte abitudini cambieranno in Moldova, in meglio s'intende. Poi le "cumatrie", i compleanni, le pomane, restano. Sono tradizioni che caratterizzano un popolo. Ma fino a quando?

#6 badica

badica

    L'addetto stampa


  • 7,637 posts
  • Joined: 21-August 05

Posted 08 November 2012 - 08:15

Sicuramente a molti sarà capitato di mangiare o bere qualcosa all'Andy's Pizza o Pizzeria Celentano, o altri "cafenea", bar, di Chisinau. Avranno anche notato che in questi locali si spara la musica a tutto volume.


Nel 2008, da uno studio scientifico condotto in Francia dall`università della Bretagna del Sud, si è evinto che il numero di consumazioni aumentava a seconda del volume nel locale. Risultato: a 72 decibel gli avventori ordinavano in media 2,6 drink e impiegavano 14,5 minuti per finirne uno; alzando gli altoparlanti a 88 decibel percepiti dall`orecchio, i drink diventavano 3,4 e i minuti per finirne uno scendevano a 11,5. Senza contare, poi, il boccone masticato al ritmo di musica: una ricerca del 1985 della Fairfeld University del Connecticut, aveva dimostrato come aumentando i bpm (beats per minute) delle canzoni ascoltate, i clienti finivano i loro piatti più velocemente e, ipoteticamente, ordinandone ancora per poter prolungare la propria permanenza nel locale.

http://www.italgrob....ualitANDagrave;

#7 nikita

nikita

    Advanced Member


  • 6,674 posts
  • Joined: 16-August 05

Posted 08 November 2012 - 08:33

Nel 2008, da uno studio scientifico condotto in Francia dall`università della Bretagna del Sud, si è evinto che il numero di consumazioni aumentava a seconda del volume nel locale. Risultato: a 72 decibel gli avventori ordinavano in media 2,6 drink e impiegavano 14,5 minuti per finirne uno; alzando gli altoparlanti a 88 decibel percepiti dall`orecchio, i drink diventavano 3,4 e i minuti per finirne uno scendevano a 11,5. Senza contare, poi, il boccone masticato al ritmo di musica: una ricerca del 1985 della Fairfeld University del Connecticut, aveva dimostrato come aumentando i bpm (beats per minute) delle canzoni ascoltate, i clienti finivano i loro piatti più velocemente e, ipoteticamente, ordinandone ancora per poter prolungare la propria permanenza nel locale.

http://www.italgrob....ualitANDagrave;


Nell'articolo che hai citato si dice anche...
" per scongiurare orde di ultra trentenni con voglia di chiacchierare e riempire, invece, il locale di ventenni più vogliosi di consumare un drink dietro l`altro, alzano il volume. Per fortuna però, non funziona così ovunque e restano, nella Grande Mela, ristoranti e bar dove la musica continua a essere un sottofondo lontano, e l`aperitivo scorre lento tra una chiacchiera, un sorso e una battuta".

E' chiaro che i ristoranti-discoteche di Chisinau non si rivolgono a una clientela ultra trentenne. Clienti ultra trentenni in questi ristoranti se ne vedono pochi. Infatti nel mio post ho scritto:

E' vero che l'età media dei frequentatori di questi locali è intorno ai 18-20 anni, di vecchiarelli se ne vedono pochi...


Con il mio intervento volevo solo avvisare gli ultra trentenni-quarantenni cosa troveranno in questi locali. Io sono un ultra sessantenne, figuriamoci se posso sentirmi a mio agio con la musica che ti spacca i timpani mentre bevo un caffè!
L'alternativa qual'è?
Frequentare i bar di lusso con poltrone in pelle dove un caffè te lo fanno pagare 30 lei, dicansi 2 euro! Non parliamo poi se ordini da mangiare qualcosa, che so, un dolce! Devi fare la cessione del quinto per pagare il conto.
Tutto questo a Chisinau, non a Parigi o a Venezia.

Edited by nikita, 08 November 2012 - 08:35.


#8 badica

badica

    L'addetto stampa


  • 7,637 posts
  • Joined: 21-August 05

Posted 08 November 2012 - 08:46

Nikita caro,

suvvia................!!!!!

Chisinau è piena di locali dove è possibile conversare tranquillamente

senza farsi triturare i timpani dalla musica sparata ad alto volume.

Tu sei semplicemente poco flessibile :)

Invece che far cambiare al gestore le proprie "abitudini" cambia tu locale....no?

#9 cemento

cemento

    Advanced Member


  • 814 posts
  • Joined: 04-September 07

Posted 08 November 2012 - 09:16

Nikita caro,

suvvia................!!!!!

Chisinau è piena di locali dove è possibile conversare tranquillamente

senza farsi triturare i timpani dalla musica sparata ad alto volume.

Tu sei semplicemente poco flessibile :)

Invece che far cambiare al gestore le proprie "abitudini" cambia tu locale....no?


Eccone un'altro che dice a Nikita di cambiare ??? :roflmao:

#10 badica

badica

    L'addetto stampa


  • 7,637 posts
  • Joined: 21-August 05

Posted 08 November 2012 - 11:47

Eccone un'altro che dice a Nikita di cambiare ??? :roflmao:


Forse è più facile convincere tutti i "baristi-casinisti" della Rep. Moldova ad abbassare il volume...

#11 nikita

nikita

    Advanced Member


  • 6,674 posts
  • Joined: 16-August 05

Posted 08 November 2012 - 11:56

Nikita caro,

suvvia................!!!!!

Chisinau è piena di locali dove è possibile conversare tranquillamente

senza farsi triturare i timpani dalla musica sparata ad alto volume.

Tu sei semplicemente poco flessibile :)

Invece che far cambiare al gestore le proprie "abitudini" cambia tu locale....no?


Ho cercato locali più "economici" ma non li ho trovati. Tutti molto cari, l'ultimo da me testato: un caffè 25 lei. Andy's o Celentano mi vanno benissimo, un caffè costa 19 lei, sono pur sempre un pensionato. Non voglio trasformare la mia abitudine di bere un caffè al mattino in un lusso.

#12 badica

badica

    L'addetto stampa


  • 7,637 posts
  • Joined: 21-August 05

Posted 08 November 2012 - 12:09

Non voglio trasformare la mia abitudine di bere un caffè al mattino in un lusso.


Nicola, per carità di Dio...

parli di una differenza di 38 centesimi di euro.

Manco fossi un pensionato... moldavo!

#13 Rick

Rick

    Advanced Member


  • 17,668 posts
  • Joined: 25-August 05

Posted 08 November 2012 - 12:13

la "querelle" in corso sul ruolo della musica

mi ha fatto venire in mente la battaglia che il musicista Nicola Piovani conduce da tempo

contro quella che viene definita

"musica passiva" .


Personalmente

pur non ritenendo il problema di prima grandezza ,

effettivamente le sue osservazioni qualche spunto di riflessione fondata lo forniscono .


"""""""

La musica passiva fa male anche a te


La musica passiva è quella musica che non ho scelto io, ma che devo sentire per forza: o perché sto comprando l’insalata a un supermercato, o perché sto mangiando in un ristorante “à la pâge”, o perché sto facendo fisioterapia, o perché viaggio sul taxi di un tassista invadente, o perché faccio benzina in un self service, o perché sto sotto il trapano del dentista… e l’elenco potrebbe continuare. Sto parlando di quella musica diffusa ormai in molti ambienti pubblici, a basso volume, ma comunque invadente: il cosiddetto sottofondo, la musica da parati, una via di mezzo fra la musica “a palla” e il ronzio del condizionatore d’aria. All’inizio del secolo scorso Eric Satie teorizzò la pratica della “Musique d’ameublement”, musica d’arredamento. Provocava giocando, Satie: ma è successo spesso che provocazioni trasgressive delle avanguardie storiche sono poi diventate pane quotidiano della società consumistica. Nella musica da tappezzeria la qualità di quel che si trasmette è un dettaglio di poco conto, è un dato marginale. Sono anche capitato, soprattutto fuori d’Italia, in qualche albergo pretenzioso che nell’ascensore e nelle toilette diffondeva addirittura Mozart o Ravel: peggio che andar di notte. Al fastidio si aggiunge una sgradevole sensazione di blasfemia. In alcune trattorie, specialmente nell’Emilia delle terre verdiane, vengono addirittura diffusi e profusi brani d’opera, sempre a volume medio basso: Violetta che piange morendo di tisi, Calaf imprigionato che all’alba vincerà, Turiddu che prega la mamma. Nella maggior parte dei casi si diffondono canzoni i cui testi, in quei contesti, risultano a fatica decifrabili. E a soffermarsi nell’ascolto spesso si scopre che la voce in diffusione ci sta cantando un amore straziante, o un dramma sociale, o una protesta antisociale; mentre noi compriamo surgelati o arrotoliamo bucatini. Qualche volta mi faccio coraggio e chiedo al gestore se si può spegnere quel sottofondo. E magari, patteggiando, ottengo di abbassarne il volume. Ma poi ci rifletto, e mi rendo conto che il mio è un comportamento snob, involontariamente prepotente e cafone nei confronti di altri clienti, i quali invece spesso gradiscono quest’usanza dilagante. Lo so, è un mio capriccio quello che mi fa sperare in una normativa europea sulla musica passiva, simile a quella sul fumo passivo, e so anche che si tratta di un’ennesima battaglia persa. Perciò ormai mi limito a informarmi prima, e a evitare i ristoranti e i dentisti musicarelli. Amo molto la poesia delle canzoni, e proprio per questo mi avvilisce sentire il lavoro di colleghi, artisti e tecnici, mortificato al ruolo di rumore di fondo. Qualche tempo fa un gioviale chef mi illustrava le meraviglie di un culatello in un ristorante gioiosamente chiassoso e, fra il tintinnar dei brindisi e le vibrazioni dei cellulari sui tavoli, sono stato distratto dalla voce del grande Leonard Cohen che cantava il suo magnifico Halleluja: «Ho sentito che c’era un accordo segreto / Che David suonò per compiacere il Signore. / Ma a te non interessa la musica, vero?». Raffaele Viviani a suo tempo scrisse una poesia contro la posteggia, il canto dei suonatori ambulanti nei ristoranti napoletani: è una poesia intitolata “Facìteme magnà”, nella quale si lamentava in versi perché il suono dei mandolini lo deconcentrava dalla meraviglia dei vermicelli a vongole. Chissà cosa avrebbe scritto Viviani oggi, costretto a mangiare col perpetuo bordone del borbottio musicale che non dà tregua: i posteggiatori dell’epoca almeno ogni tanto facevano una pausa.
Nicola Piovani, da LaRepubblica del 13 0ttobre 2012

"""""""

Edited by Rick, 08 November 2012 - 12:17.


#14 nikita

nikita

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  • Joined: 16-August 05

Posted 08 November 2012 - 13:45

Nicola, per carità di Dio...

parli di una differenza di 38 centesimi di euro.

Manco fossi un pensionato... moldavo!


Per me la differenza di 40 cent di euro è importante. Non muoio certo di fame per 40 cent, ma non vedo perchè debba arricchire il solito faccendone moldavo che non si accontenta di guadagnare il giusto.
Non molti giorni fa mi è venuto a trovare un mio conoscente pescarese con il progetto di aprire una ditta di importazione di alimenti italiani tipici in Moldova. L'ho accompagnato in un supermercato per fargli vedere i prodotti italiani esposti e i prezzi praticati. La sua reazione?
" Ma sono pazzi a praticare questi prezzi!!". Non si capacitava il poverino, era visibilmente sorpreso.
Lui conosceva molto bene i prezzi all'ingrosso dei prodotti esposti. Passava da uno sbalordimento all'altro!
In Moldova è risaputo che c'è una sorta di cartello di importatori farabutti che impongono prezzi assolutamente spropositati per arraffare il più possibile. Quello che in supermercato italiano costa 100, in Moldova costa 200.
Lo stesso dicansi per gli importatori di caffè.

#15 badica

badica

    L'addetto stampa


  • 7,637 posts
  • Joined: 21-August 05

Posted 08 November 2012 - 13:56

Per me la differenza di 40 cent di euro è importante.


Vedi Nicola,
non per aprire una polemica sul nulla
però
in fin dei conti
sei tu quello che deve e può scegliere
non sono gli altri a doversi adeguare.

Se poi riesci ad unire il buon caffè, al giusto prezzo e con il sottofondo dal decibel desiderato...tanto meglio
altrimenti
usando un minimo di flessibilità
scegli cosa per te è più importante e agisci di conseguenza.

#16 Daniele

Daniele

    Corrispondente Moldweb da Bucarest


  • 684 posts
  • Joined: 24-April 07

Posted 08 November 2012 - 14:00

Non molti giorni fa mi è venuto a trovare un mio conoscente pescarese con il progetto di aprire una ditta di importazione di alimenti italiani tipici in Moldova. L'ho accompagnato in un supermercato per fargli vedere i prodotti italiani esposti e i prezzi praticati. La sua reazione?
" Ma sono pazzi a praticare questi prezzi!!". Non si capacitava il poverino, era visibilmente sorpreso.
Lui conosceva molto bene i prezzi all'ingrosso dei prodotti esposti. Passava da uno sbalordimento all'altro!
In Moldova è risaputo che c'è una sorta di cartello di importatori farabutti che impongono prezzi assolutamente spropositati per arraffare il più possibile. Quello che in supermercato italiano costa 100, in Moldova costa 200.
Lo stesso dicansi per gli importatori di caffè.

Immagino che gli importatori abbiano fatto cartello...ma mi chiedo...non è che i prezzi proposti siano anche giustificati anche dalla maggiorazione che ne deriva dalle accise, tasse doganali per import e iva?
In materia non ne so niente, tu o qualcun'altro ne sapete di più?

Edited by Daniele, 08 November 2012 - 14:02.


#17 badica

badica

    L'addetto stampa


  • 7,637 posts
  • Joined: 21-August 05

Posted 08 November 2012 - 14:03

non è che i prezzi proposti siano anche giustificati anche dalla maggiorazione che ne deriva dalle accise, tasse doganali per import e iva?
In materia non ne so niente, tu ne sai di più?


Hai colto uno dei veri problemi....

Se togliamo dal discorso gli scambi all'interno della CSI

sfondiamo allegramente il muro del 30% !!

#18 nikita

nikita

    Advanced Member


  • 6,674 posts
  • Joined: 16-August 05

Posted 08 November 2012 - 14:03

Vedi Nicola,
non per aprire una polemica sul nulla
però
in fin dei conti
sei tu quello che deve e può scegliere
non sono gli altri a doversi adeguare.

Se poi riesci ad unire il buon caffè, al giusto prezzo e con il sottofondo dal decibel desiderato...tanto meglio
altrimenti
usando un minimo di flessibilità
scegli cosa per te è più importante e agisci di conseguenza.


Infatti mi adeguo. Vado dove trovo il caffè buono a un prezzo accettabile. Però posso dire che un caffè che costa 2 euro è troppo caro? Posso anche dire che alcuni ristoranti di Chisinau mandano la musica a tutto volume solo per accontentare la giovane clientela? Che in questi locali è difficile intavolare una conversazione?
Come al solito, faccio il cronista, informo. Dal mio punto di vista s'intende.

#19 badica

badica

    L'addetto stampa


  • 7,637 posts
  • Joined: 21-August 05

Posted 08 November 2012 - 14:07

Ma ci mancherebbe

è solo che

da come scrivi

la mia personalissima opinione è

quella di

leggere il racconto di uno che si lamenta

piuttosto che

di uno che informa....

Edited by badica, 08 November 2012 - 14:07.


#20 nikita

nikita

    Advanced Member


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  • Joined: 16-August 05

Posted 08 November 2012 - 14:09

Immagino che gli importatori abbiano fatto cartello...ma mi chiedo...non è che i prezzi proposti siano anche giustificati anche dalla maggiorazione che ne deriva dalle accise, tasse doganali per import e iva?
In materia non ne so niente, tu o qualcun'altro ne sapete di più?


Gli importatori sono i "soliti noti", i cosiddetti oligarchi che impongono i prezzi e si oppongono ad una vera apertura del mercato. Non entri nel giro in Moldova se vai a pestare i piedi a questi galantuonimi.
Sempre quel mio amico importatore mi diceva che un prodotto che in Italia costa 100 all'ingrosso, calcolando tutte le spese, in Moldova dovrebbe costare 130, al massimo 140. Invece costa 200, se non di più.