I tempi cambiano ed ora visitare la Transnistria e' diventato molto semplice, solo 5 minuti di attesa alla "frontiera" dove si compila un foglietto di entrata/uscita e si ottiene un permesso valido 10 ore.
La citta' di Tighina si trova a soli 3 chilometri da questo punto d'ingresso della regione transnistriana ed e' l'unica citta' di questo territorio separatista che si trova al di qua' del fiume Nistru, la distanza complessiva da Chisinau e' di circa 70 chilometri che si percorrono in circa un'ora e 15 minuti.
Tighina e' una citta' carina e molto pulita, se si pensa agli standard medi moldavi, per cui una visita e' senz'altro interessante se si aggiunge anche l'impresionante Fortezza costruita ai tempi del Principato di Moldavia.
Anche il "lungo Nistru" e' molto carino e ben tenuto con parecchi bars e caffetterie che si affacciano direttamente sulla riva del fiume.
Cittadina molto tranquilla mi ha stupito molto per l'estrema gentilezza ed ospitalita' dei suoi abitanti.
Certamente a breve iniziero' le mie operazioni turistiche anche in Transnistria.
Anche a me quest'estate dettero un permesso di 10 ore, con il divieto di uscire dalla PMR per andare in Ucraina...
Bella Tighina/Bender! Quasi quasi un giretto in agosto lo faccio 
sai quanto mi dispiace Alfredo di non esserci stato quando hai deciso di visitare Tighina.
Ero già in quei di Bologna....per problemi soprattutto di tasse e di tipo famigliare.
Quello che mi piace è il tuo nuovo atteggiamento verso la Transnistria, verificando e respirando di persona il nuovo clima che si avverte nella regione dopo la lunga parentesi 'smirnovizzata'.
Ti rendo merito del servizio pregevole fatto alla città che mi ha adottato e ha ispirato quel modesto contributo d'affetto e stima rivolti ai moldavi dnistriani. Sono convinto che sulla PMR stia spirando un nuovo vento di rinnovamento, non piu' il
burian, il vento siberiano proveniente dalla Kamchatka.
E questo è uno dei motivi per cui lo scienziato si è improvvisato scrittore per far conoscere meglio il nuovo corso che raffiguro in
Transnistria: il coccodrillo....Oggi più che mai, occorre tener conto di una nuova e obiettiva esperienza maturata sul campo. Vivere a contatto con la gente, girare per le strade e bazar, trascorrere lunghi periodi di acclimatamento è la prima condizione necessaria, anche se non sufficiente, per tracciare un quadro che pur incompleto risulta certamente più aderente alla realtà che sta vivendo oggi il paese. ‘Mi avevano raccontato cose diverse sulla Transnistria: il quadro è meno nero di quello che mi avevano dipinto’, è il ritornello dei visitatori che mi sono portato in giro per il paese. Certo ci sono alcuni passi importanti da fare ancora per rendere il paese più accessibile e appetibile in termini d’immagine e ricettività turistica, davanti a tutti l’abolizione delle frontiere con la Moldova. “Aumenteremo i nostri sforzi per stabilire relazioni di buon vicinato e per consentire alla gente di attraversare liberamente il confine. Ci comporteremo in modo più trasparente con i rappresentanti del governo di Chişinău,” ha dichiarato Shevchuk dopo le elezioni.
E allora, per chi non crede, non resta altro che andare a respirare l’aria di questo paese, di questo ‘coccodrillo’ che si sta svegliando da un apparente letargo durato 20 anni.E teniamo conto che i dnistriani a cui è stato difficile vivere con una politica che non li ha aiutato a vivere : cionostante, hanno cercato di vivere resistendo, a prezzo di enormi sacrifici, facendo a meno della politica, quella locale s'intende.
La morale è che se non siamo riusciti ad affermare l’esistenza di un cambiamento nel paese, questo non vuol dire che il cambiamento non sia in atto. Se cioè abbiamo pensato alla Transnistria come l’ultimo avamposto sovietico senza regole democratiche e senza una parvenza di ordine costituito, siamo stati smentiti dai recenti eventi politici e dalle ultime elezioni che hanno segnato, prima il passaggio di una repubblica da presidenziale a parlamentare, e poi l’entrata nella scena politica di un nuovo vento di rinnovamento, non più quello siberiano della gestione precedente, che nelle aspettative di tutto un popolo porterà più ordine, democrazia ed equità. Pariadak budit, ci sarà ordine, è lo slogan del nuovo presidente, al quale vogliamo tanto credere.La democrazia non la vedi se guardi con occhi superficiali, ma sotto sotto c’è.Per chi intende avventurarsi nella nuova Transnistria, ritornerò qui a luglio sul luogo del delitto, disponibile ad accogliere i forumisti in cerca di novità, storia, cultura, vino....e ospitalità bolo-dnistriana.
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PS: non dimenticate che in caso di pernottamenti in situ posso far da garante, avendo a disposizione un appartamento libero a 2 chilometri dalla frontiera. Senza alcun obbligo naturalmente.