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LA STORIA DELLA MOLDOVA. APPUNTI PER UNA RILETTURA


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98 risposte a questa discussione

#81 giobruno

giobruno

    Il Prof


  • 1451 messaggi
  • Iscritto il: 03-febbraio 10

Inviato 03 febbraio 2013 - 22:31

A proposito di SARMATI .. bellissimo il video, peccato non conoscere il russo  :smileys_it_1226:

 

 

A proposito di SARMATI .. bellissimo il video, peccato non conoscere il russo  :smileys_it_1226:

 

i gioielli che sono esposti nel video sono decorati in stile policromo, ossia con

incrostazioni in turchese (azzurro) e cornalina (rosso). Sono un vero tesoro artistico rinvenuto, penso, nelle tombe dei sarmati che sono del tipo kurgan, una popolazione uralica vissuta precedentemente e che  seppelliva i  morti in tumuli...o in catacombe.

Non ho ancora visto il video e il mio russo è ancora insufficiente.

 

Cmq grazie per questa  informazione.Oggi per l'appunto stavo leggendo che l'unica evidenza che si ha delle popolazioni protoslave come i sarmati-alani la si ha dagli scavi  archeologici di tombe lasciate tra il VI secolo a.C  e il IV secolo d.C:.in pratica un millennio di storia.



#82 CarloP

CarloP

    Rappresentante Moldweb a Chisinau


  • 3602 messaggi
  • Iscritto il: 23-dicembre 08

Inviato 25 febbraio 2013 - 22:35

Un appuntamento assolutamente da non perdere ...

Lecţia "Marketing şi Muzeele

Venerdì 1 marzo 2013 alle 11.30

pressp Muzeul Naţional de Archeologie şi Istorie a Moldovei
Chisinau

58468_543471069009364_1250266277_n.jpg

 

http://www.facebook....44805688874381/


Messaggio modificato da CarloP il 25 febbraio 2013 - 22:38


#83 Alessio Noli

Alessio Noli

    Member


  • 11 messaggi
  • Iscritto il: 26-febbraio 13

Inviato 26 febbraio 2013 - 20:11

davvero molto interessante...sono incuriosito da questo



#84 CarloP

CarloP

    Rappresentante Moldweb a Chisinau


  • 3602 messaggi
  • Iscritto il: 23-dicembre 08

Inviato 01 marzo 2013 - 21:05

Un appuntamento assolutamente da non perdere ...

Lecţia "Marketing şi Muzeele

Venerdì 1 marzo 2013 alle 11.30

Muzeul Naţional de Archeologie şi Istorie a Moldovei. Chisinau

Allega File



#85 CarloP

CarloP

    Rappresentante Moldweb a Chisinau


  • 3602 messaggi
  • Iscritto il: 23-dicembre 08

Inviato 01 aprile 2013 - 19:36

Tomba sarmata a Truşeni (Chisinau)

Allega File


Messaggio modificato da CarloP il 01 aprile 2013 - 19:37


#86 giobruno

giobruno

    Il Prof


  • 1451 messaggi
  • Iscritto il: 03-febbraio 10

Inviato 01 aprile 2013 - 23:19

Tomba sarmata a Truşeni (Chisinau)

 

senza dubbio un importante ritrovamento.

Anche se a ben pensarci, Truseni si trova nella pianura sarmatica, un'estesa pianura che verosimilmente è disseminata di tantissime  tombe simili a questa...

 

Si  tratta di una tomba di donna, se ho ben capito, del II-III secolo d.C. quando i romani stavano abbandonando la Dacia e territori vicini, sotto la pressione di popolazione barbariche tra le quali i Sarmati

 

Un'altra tomba di una principessa sarmata era stata scavata nel Caucaso da archeologi russi,  datata  4-5 secoli prima con la tecnica del radiocarbonio, ma questa sembra più un tumulo funerario del tipo kurgan, che richiama un popolo proto-indoeuropeo la cui cultura ha influenzato quella dei sarmati.



#87 CarloP

CarloP

    Rappresentante Moldweb a Chisinau


  • 3602 messaggi
  • Iscritto il: 23-dicembre 08

Inviato 08 aprile 2013 - 21:14

Retrospectiva civilizaţiilor antice

Primele-civilizatii_rom1111.jpg

Civilizaţiile lumii antice s-au constituit în diferite perioade istorice începînd cu mileniul al V-lea î.Hr. şi pînă la sfîrşitul mileniului I î.Hr. din punct de vedere geografic pot fi evidenţiate două mari regiuni în care diferite popoare au creat numeroase culturi: Orientul şi Europa.

Vechi civilizaţii s-au constituit în Orient într-un vast areal geografic ce se întindea de la regiunile mediteraneene pînă la Oceanul Pacific. Acest spaţiu este divizat convenţional în Orientul Apropiat (cuprinzînd Africa de nord-est, litoralul est-mediteranean, Asia Mică, Mesopotamia), Asia de Sud (cuprinzînd Peninsula Hindustan) şi Extremul Orient (China, Asia de sud-est, şi Japonia). Printre cele mai vechi civilizaţii ale Orientului Antic se remarcă cea egipteană, mesopotamiană, hitită – în Orientul Apropiat; civilizaţia Indului, civilizaţia arienilor – în Asia de Sud şi civilizaţia Chinei şi Japonia – în Extremul Orient.

În Europa civilizaţiile antice au luat naştere în regiunea Carpato-nistreano-pontică (civilizaţia Cucuteni-Tripolie), în insulele Mării Egee (civilizaţia minoică), sudul Peninsulei Balcanice (civilizaţia miceniană şi elenă), în Peninsula Apenină (civilizaţiile etruscă şi romană).

 

fonte: http://www.moldoveni.../md/section/209


Messaggio modificato da CarloP il 08 aprile 2013 - 21:16


#88 giobruno

giobruno

    Il Prof


  • 1451 messaggi
  • Iscritto il: 03-febbraio 10

Inviato 08 aprile 2013 - 22:42

Retrospectiva civilizaţiilor antice

Primele-civilizatii_rom1111.jpg

..............................................................................................................................

În Europa civilizaţiile antice au luat naştere în regiunea Carpato-nistreano-pontică (civilizaţia Cucuteni-Tripolie), în insulele Mării Egee (civilizaţia minoică), sudul Peninsulei Balcanice (civilizaţia miceniană şi elenă), în Peninsula Apenină (civilizaţiile etruscă şi romană).

 

fonte: http://www.moldoveni.../md/section/209

 

 

 

 

Un esempio di modernità nell’est-Europa antica: le società gilaniche in Moldova

(giobruno, IL Ponte, Anno V, pag.24)

 

 

La rivoluzione culturale del Neolitico ha portato all'invenzione della scrittura e ad altre importanti innovazioni, quali l'invenzione della ruota, del tornio del vasaio e del telaio per la tessitura, l'uso del bronzo che segna il vero inizio dell’età dei metalli, e, non ultimo, la costruzione di vere e proprie città. Queste innovazioni che avvengono in un periodo in cui l'agricoltura e l'allevamento si sono già affermate e sempre più si ricorre a documenti contabili e a transazioni commerciali, sono un importante lascito di alcune società dimenticate dai testi di storia, che vanno sotto il nome di società gilaniche . Tali società  sono radicate all’interno della cultura archeologica Cucuteni-Trypyllian del tardo neolitico che fiorì fra il 5500 a.C. e 2750 a.C. ca. nella regione del Prut-Dnestr-Dnepr dell'attuale Romania, Moldavia e Ucraina.

 

Società gilanica  richiama il neologismo gilania (coniato dal greco gyne-donna e andros-uomo, con la lettera l intermedia, da lyein- liberare) e indica un tipo di società plurimillenaria (8000-2500 a.C. nel Neolitico) studiata a fondo dall’archeologa lituana M.Gimbutas, che da tempo sostiene l’ipotesi di una società autorganizzata e pacifista in assenza di autorità e gerarchia, dove le donne hanno un ruolo paritetico a quello degli uomini. Dalla preistoria alla Creta minoica dell’età del bronzo l’evoluzione della società umana è stata caratterizzata da strutture sociali equilibrate, in definitiva fondate sull’eguaglianza dei sessi, di cui abbiamo evidenti testimonianze nelle comunità agricole del Neolitico.

 

Tracce di società gilaniche che forniscono una descrizione dell’organizzazione sociale del Neolitico sono emerse dai reperti archeologici del vicino oriente e dell’est-Europa, in particolare, a Cucuteni (Moldavia rumena) vicino a Iasi, e Carbuna (Moldova) nei pressi di Chisinau.

Gli scavi archeologici hanno portato alla luce un vero  e proprio tesoro costituito da un gran numero di oggetti in rame, soprattutto gioielli risalenti all'inizio del V millennio a.C, rinvenuti nel villaggio di Cărbuna, nel distretto di Ialoveni,non lontano da Chisinau.

La datazione al carbonio, che consente di fissare il tempo degli oggetti, ha indirizzato gli studi su un diverso modello di società organizzata all’interno di un sistema privo di gerarchie sociali. In base a questi studi si è dimostrata l'esistenza in Europa di società neolitiche stabili che risalgono a circa 8000 anni fa, in cui fioriscono le arti e in cui, pur esistendo, le differenze di status e di ricchezza non sono estremizzate. Le donne sono sacerdotesse e artigiane, operanti all’interno di una società in cui le immagini religiose antropomorfiche sono per lo più femminili, anziché maschili e manca ogni riferimento all’uso di armi da guerra.

 

Le società gilaniche, scomparvero tra il 4000 e il 2500 a.C. a seguito di cambiamenti climatici e/o di invasioni di popoli nomadi venuti dal sud della Russia che avevano il dominio sui cavalli e il culto delle armi da guerra ed erano organizzate su base gerarchica e autoritaria.

 

Queste società propongono un modello diverso da quello imposto dalla storiografia ufficiale, secondo cui nell’opinione di storici e antropologi l’inizio della civilizzazione umana si colloca in un periodo dove la nascita e lo sviluppo del linguaggio scritto sono andati di pari passo alla diffusione della violenza e delle guerre.



#89 CarloP

CarloP

    Rappresentante Moldweb a Chisinau


  • 3602 messaggi
  • Iscritto il: 23-dicembre 08

Inviato 17 aprile 2013 - 18:26

Descoperire arheologică la nord

Râşniţe de piatră, cioburi de ceramică, oase de animale - toate vechi de peste

7 mii de ani.

Un grup de arheologi moldoveni au descoperit o adevărată comoară culturală în apropierea satului Rogojeni, raionul Şoldăneşti. Mai exact, o aşezare omenească

ce datează din perioada dinaintea erei noastre. Specialiştii sunt entuziasmaţi de

cele găsite, în timp ce majoritatea oamenilor care locuiesc în apropiere, nu prea

înţeleg de ce au loc săpăturile.
Arheologii spun că în această regiune s-au mai efectuat cercetări acum câteva

decenii. Odată cu reabilitarea drumului Chişinău-Soroca s-a putut trece direct

la săpături.
Mulţi dintre localnici nu au prea înţeles la ce lucrează arheologii.

Ulterior, obiectele vor fi colectate şi depuse la

Muzeul Naţional de Istorie al Moldovei.

 

Per vedere il filmato ...

http://www.jurnaltv....-nord-7864790/#

   
 

 



#90 giobruno

giobruno

    Il Prof


  • 1451 messaggi
  • Iscritto il: 03-febbraio 10

Inviato 20 aprile 2013 - 10:43

Descoperire arheologică la nord

Râşniţe de piatră, cioburi de ceramică, oase de animale - toate vechi de peste

7 mii de ani.

Un grup de arheologi moldoveni au descoperit o adevărată comoară culturală în apropierea satului Rogojeni, raionul Şoldăneşti. Mai exact, o aşezare omenească

ce datează din perioada dinaintea erei noastre. Specialiştii sunt entuziasmaţi de

cele găsite, în timp ce majoritatea oamenilor care locuiesc în apropiere, nu prea

înţeleg de ce au loc săpăturile.
Arheologii spun că în această regiune s-au mai efectuat cercetări acum câteva

decenii. Odată cu reabilitarea drumului Chişinău-Soroca s-a putut trece direct

la săpături.
Mulţi dintre localnici nu au prea înţeles la ce lucrează arheologii.

Ulterior, obiectele vor fi colectate şi depuse la

Muzeul Naţional de Istorie al Moldovei.

 

Per vedere il filmato ...

http://www.jurnaltv....-nord-7864790/#

   
 

come già espresso altrove piu' volte parlando di società tardo-neolitiche, la cultura archeologica Cucuteni-Trypyllian  che fiorì fra il 5500 a.C. e 2750 a.C. ca. (da 7000 anni fa) nella regione del Prut-Dnestr-Dnepr dell'attuale RomaniaMoldavia e Ucraina, emergerà ancora più imponente negli scavi futuri nella regione tra il Prut e il Dnestr.

Era infatti impensabile che una delle più fiorenti civiltà preistoriche a ridosso del Mar Nero , che aveva rivelato importantissime testimonianze archeologiche nella Moldavia rumena e nell'Ucraina, non trovasse adeguato riscontro anche in Moldova, come  è accaduto recentemente  nel distretto di Ialoveni e oggi in quello di Soldanesti.

 

Finanziamenti europei e competenze di equipe internazionali (soprattutto tedesche, come sembra) si stanno da tempo affiancando a quelle locali dell'Istituto di archeologia di Chisinau per 'riesumare' una straordinaria cultura che non mancherà ancor più di stupire e di far intendere che anche l'archeologia puo' essere un importante volano per rilanciare l'immagine di un paese 'negletto' dai media........... come appunto è la Moldova.



#91 Rick

Rick

    Advanced Member


  • 17668 messaggi
  • Iscritto il: 25-agosto 05

Inviato 20 aprile 2013 - 11:03

a quando

le diatribe

sulla lingua che parlavano i Cucuteni-Trypyllian ?!?!?!  :roflmao: :roflmao: :roflmao:



#92 CarloP

CarloP

    Rappresentante Moldweb a Chisinau


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Inviato 22 aprile 2013 - 14:06

Come vedi Giordano ... quello di cui abbiamo parlato tante volte.

Schimbările climatice - cauza căderii Imperiului Roman?

10_stejar.jpg

Un studiu amplu al inelelor de creștere ale arborilor arată modul în care variațiile climei au influentat istoria Europei.

Studiul a inclus aproximativ 9.000 de obiecte din lemn de stejar (fragmente de construcții, mobilier, unelte și obiecte decorative), datînd din cursul ultimilor 2.500 de ani.

Metoda se bazează pe diferențele care apar în ritmul de creștere a arborilor, în funcție de clima perioadei respective: cînd condițiile sînt favorabile, iar plantele au apă și nutrienți în cantități suficiente, arborii formează inele de creștere mai late; în schimb, în condiții nefavorabile (de exemplu, seceta) inelele sînt mai înguste.

Cercetînd aceste trăsături, specialiștii în paleoclimatologie de la Institutul Federal Elvețian de Cercetări asupra Pădurilor, Zăpezii și Peisajului au identificat caracteristicile climei în diferite perioade și le-au corelat cu evenimentele istorice survenite în epocile respective.

Astfel, un șir de ani secetoși din secolul III d. Hr. a coincis cu o perioadă de criză în Imperiul Roman de Apus, marcată de invazii barbare, tulburări politice și dificultăți economice în Galia.

Verilor calde si umede le-au corespuns perioade de prosperitate, în vremea Imperiului Roman și în Evul Mediu; în schimb, variațiile climatice din anii 250-600 d. Hr. au coincis cu căderea Imperiului Roman și cu marile tulburări din epoca migrațiilor.

Specialiștii cred că aceste informații ar putea fi utile și pentru a evalua impactul actualelor schimbări climatice asupra evoluției societății umane.
 

Sursa: descopera.ro


Messaggio modificato da CarloP il 22 aprile 2013 - 14:06


#93 giobruno

giobruno

    Il Prof


  • 1451 messaggi
  • Iscritto il: 03-febbraio 10

Inviato 22 aprile 2013 - 15:39

Come vedi Giordano ... quello di cui abbiamo parlato tante volte.

Schimbările climatice - cauza căderii Imperiului Roman?

10_stejar.jpg

Un studiu amplu al inelelor de creștere ale arborilor arată modul în care variațiile climei au influentat istoria Europei.

Studiul a inclus aproximativ 9.000 de obiecte din lemn de stejar (fragmente de construcții, mobilier, unelte și obiecte decorative), datînd din cursul ultimilor 2.500 de ani.

Metoda se bazează pe diferențele care apar în ritmul de creștere a arborilor, în funcție de clima perioadei respective: cînd condițiile sînt favorabile, iar plantele au apă și nutrienți în cantități suficiente, arborii formează inele de creștere mai late; în schimb, în condiții nefavorabile (de exemplu, seceta) inelele sînt mai înguste.

Cercetînd aceste trăsături, specialiștii în paleoclimatologie de la Institutul Federal Elvețian de Cercetări asupra Pădurilor, Zăpezii și Peisajului au identificat caracteristicile climei în diferite perioade și le-au corelat cu evenimentele istorice survenite în epocile respective.

Astfel, un șir de ani secetoși din secolul III d. Hr. a coincis cu o perioadă de criză în Imperiul Roman de Apus, marcată de invazii barbare, tulburări politice și dificultăți economice în Galia.

Verilor calde si umede le-au corespuns perioade de prosperitate, în vremea Imperiului Roman și în Evul Mediu; în schimb, variațiile climatice din anii 250-600 d. Hr. au coincis cu căderea Imperiului Roman și cu marile tulburări din epoca migrațiilor.

Specialiștii cred că aceste informații ar putea fi utile și pentru a evalua impactul actualelor schimbări climatice asupra evoluției societății umane.
 

Sursa: descopera.ro

 

esattamente di questo argomento mi sto occupando nel mio tempo libero: influenza delle variazioni climatiche sulla civiltà, sulle migrazioni ...con l'obiettivo di dimostrare che i cambiamenti del clima possono generare più sconvolgimenti nella storia dell'uomo delle stesse guerre.

 

Gli Unni e sopratutto i Goti nel IV-V secolo hanno cambiato i destini di Roma con il crollo dell'Impero romano d'Occidente. La dendroclimatologia e la dendrocronologia (studio della morfologia degli anelli degli alberi (ad esempio del Pinus Longaeva che puo' vivere fino a 5000 anni) sono oggi un potente mezzo di indagine per studiare le variazioni climatiche dalla quantità di precipitazione e dalle variazioni di temperatura che influenzano la crescita degli anelli....

 

Finalmente se ne sta parlando, lasciando intendere che il clima non è solo argomento di scienza, ma ha anche un impatto socio-economico sulle società.



#94 CarloP

CarloP

    Rappresentante Moldweb a Chisinau


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  • Iscritto il: 23-dicembre 08

Inviato 30 aprile 2013 - 16:04

Urme ale civilizaţiei romane, la Cimişlia.

Ce au descoperit arheologii

 

Istoria răzbate chiar prin mijlocul drumului. Rămăşiţele câtorva cuptoare antice de ardere a ceramicii au fost descoperite în timpul lucrărilor de construcţie a unei şosele în raionul Cimişlia. Arheologii spun că artefactele sunt din secolul IV şi se grăbesc să studieze totul, înainte ca să fie reluată construcţia drumului.

Descoperirea a fost făcută în apropiere de localitatea Sagaidacul Nou. Este vorba despre două cuptoare de tip roman.

"Asemenea cuptoare, numite şi cuptoare cu reverberaţie, căci sunt cuptoare performante pentru acea perioadă, constau din două camere suprapuse, una de foc şi alta de ardere a vaselor, aşa numita cameră a olarului sau groapa olarului", a explicat directorul Agenţiei Naţional Arheologice, Vlad Vornic.

Specialiştii spun că deşi se vede clar urma civilizaţiei romane, vestigiile au aparţinut unor triburi locale. Despre modul de viaţă al celor care au populat zona în antichitate vorbesc şi alte obiecte descoperite în preajma cuptoarelor.

"Iată o fisă de jucat, ceva asemănător cu damele noastre contemporane. Jucau cu fise albe şi fise negre. Noi n-am găsit tot setul, dar acestea sunt confecţionate din sticlă, aduse de pe teritoriul Imperiului Roman", a menţionat Sergiu Matveev, conferenţiar universitar la Universitatea de Stat din Moldova.

Arheologii spun că pentru conservarea sitului e nevoie de peste 1 milion de lei, bani de care nu dispun. Iar odată cu reluarea lucrărilor de construcţie a drumului, obiectele culturii materiale antice, descoperite aici, vor fi pierdute pentru totdeauna.

 

http://www.publika.m...ii_1376631.html


Messaggio modificato da CarloP il 30 aprile 2013 - 16:05


#95 CarloP

CarloP

    Rappresentante Moldweb a Chisinau


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Inviato 21 giugno 2013 - 22:44

”Per liquidare i popoli si comincia col privarli della memoria”.
Si distruggono i loro libri, la loro cultura, la loro storia.
E qualcun’altro scrive loro, altri libri, li fornisce di altra cultura,

inventa per loro un’altra storia.
Dopodiché il popolo incomincia lentamente a.…dimenticare quello che è stato.
E il mondo attorno a lui lo dimentica ancora più in fretta.
M.Kundera

 

kundera1.jpg


Messaggio modificato da CarloP il 21 giugno 2013 - 22:44


#96 giobruno

giobruno

    Il Prof


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  • Iscritto il: 03-febbraio 10

Inviato 22 giugno 2013 - 07:03

”Per liquidare i popoli si comincia col privarli della memoria”.
Si distruggono i loro libri, la loro cultura, la loro storia.
E qualcun’altro scrive loro, altri libri, li fornisce di altra cultura,

inventa per loro un’altra storia.
Dopodiché il popolo incomincia lentamente a.…dimenticare quello che è stato.
E il mondo attorno a lui lo dimentica ancora più in fretta.
M.Kundera

 

 

quello che posto calza a pennello con quello richiamato da carlo

 

Un mio articolo scritto per

IL PONTE, Anno V, 2 maggio 2013

 

I kurgan, popoli proto-indoeuropei, annientano le culture tardo-neolitiche in Moldavia

 

Da dove provengono gli europei? Fino a oggi si pensava dalle steppe caucasiche: una popolazione violenta e sanguinaria di proto-indoeuropei riconducibile alla cosiddetta cultura kurgan che annientò le civiltà tardo –neolitiche come la cultura Cucuteni, fiorente nella Moldavia rumena e nell’attuale Moldova e che attraversò l’Europa in lungo e in largo a partire dal 4000 a.C.

Con il termine proto-Indoeuropei si indica un insieme di popolazioni che, parlando un comune idioma denominato proto-indoeuropeo, avrebbe popolato le steppe caucasiche e la regione del Volga tra la metà del V millennio a.C. e l'inizio del II millennio a.C..L'interpretazione maggiormente accettata oggi, perché meglio fondata su un'attenta valutazione dei dati archeologici e sostenuta da diversi studi scientifici, è stata fornita dalla studiosa lituana Marija Gimbutas che ha identificato nei kurgan, quei popoli proto-indoeuropei aventi una cultura guerriera apparsi nell'età del bronzo  nel periodo 4000 - 2000 a.C. a nord del Mar Nero.  Tale etnia si sarebbe poi dispersa per l'Eurasia a causa di problemi di transumanza (migrazioni di greggi) e commercio, di instabilità di carattere demografico e climatico, dando così origine a diversi popoli che conservano tuttora fortissime ed evidenti analogie linguistiche (lingue indoeuropee).I proto-indoeuropei imposero tanto la lingua quanto la religione ai popoli assoggettati, benché tracce di lingua e di religione di questi ultimi rimasero nella risultante lingua e cultura “indoeuropea”. Ecco perché l’indoeuropeo può essere considerato il risultato della mescolanza dei kurgan con gli abitanti dell’Europa antica. Ad onor del vero c’è ora una nuova teoria che potrebbe cambiare completamente questa tesi. Un team di scienziati della Nuova Zelanda ha passato al setaccio le caratteristiche di 87 lingue, antiche e moderne, scoprendo che gli indoeuropei non provengono dalle steppe caucasiche, bensì da una remota regione della penisola anatolica, anticamente abitata da un popolo pacifico dedito all’agricoltura e alla pastorizia. Questo nucleo originario degli indoeuropei si sarebbe mosso dall’Anatolia (l’attuale Turchia) alla conquista del mondo presumibilmente tra i 7.800 e i 9.800 anni fa, molto prima dei 6000 anni fa come suggerito dalla Gimbutas..

 

 

La cultura kurgan prende il nome dal nome dalle grandi sepolture a tumulo (i kurgan appunto) che la caratterizzano, tombe nelle quali venivano seppelliti i prìncipi locali insieme alle loro mogli e concubine, agli schiavi ed a tutto il séguito, secondo un'usanza diffusa in molte civiltà antiche. I più antichi kurgan sono attribuibili alla cultura Majkop (dalla località nel Caucaso settentrionale) datati intorno al 4000 a.C., mentre il più recente è quello della principessa sarmata del III secolo a.C.

La cultura dei kurgan influenzò i costumi funerari delle aristocrazie dei popoli circostanti, che, in origine, non avevano simili tradizioni. I kurgan venivano usati non solo come monumento funebre ma, al tempo stesso, come espressione del potere e della ricchezza raggiunti, simbolo distintivo in una società guerriera fortemente stratificata.

Migrando dalle loro regioni d'origine, le popolazioni indoeuropee si sarebbero sovrapposte un po' ovunque (dall'Europa occidentale all'India) alle popolazioni neolitiche preindoeuropee, come élites guerriere tecnicamente più avanzate (conoscevano la  metallurgia del rame e del bronzo), imponendo in gran parte alle popolazioni sottomesse la loro struttura sociale e la loro religione.

 

[E’questo uno degli esempi più eclatanti  di come popolazioni nomadi come i kurgan impostate su schemi gerarchici e autoritari e tecnologicamente più progredite si impongano in modo anche in modo violento facendo prevalere la legge del più forte. E’ questa anche una manifestazione  di come la storia proceda in modo non lineare: prima assistiamo alla nascita di culture plurimillenarie neolitiche basate su rapporti armonici ed equilibrati tra sessi diversi e tra popoli confinanti (società gilaniche), con il fiorire dell’agricoltura  e dell’arte della ceramica; dopo ci troviamo di fronte a culture classiste e gerarchiche gestite da popoli nomadi per lo più dediti alla pastorizia, ma che conoscono la lavorazione dei metalli e che usano il cavallo come potente mezzo di comunicazione e commercio, e che alla fine diventano la vera cultura dominante facendo scomparire quelle precedenti. Le varie culture tardo-neolitiche del tipo Cucuteni-Tripyllia che fiorì tra l’altro in Moldova tra i fiumi Prut e Nistro, ma anche certamente quella piu’ avanzata  dell’età del bronzo come quella minoica, furono rapidamente spazzate via da queste popolazioni indoeuropee che inizialmente risparmiarono la civiltà cretese (storicamente questa collassò alla metà del II millennio a.C.) forse perché non conoscevano ancora l’arte della navigazione................... 

 

 

NOI, OGGI PRONIPOTI DEI KURGAN, CONOSCIAMO TUTTO O QUASI TUTTO SUGLI INDO-EUROPEI, MA ABBIAMO DIMENTICATO L'IMPORTANZA DEL LASCITO DELLA CULTURA PRECEDENTE, DI QUELLE CIVILTA' TARDO-NEOLITICHE ATTORNO AL MAR NERO,......PERCHE' DIMENTICATE NEI TESTI DI STORIA....OPPURE PERCHE' QUALCUN'ALTRO SCRIVE ALTRI LIBRI DI STORIA

 

 

 

La prima ondata di migrazione dei kurgan (4400-3500 a.C.) che fecero scomparire la cultura Cucuteni nella Moldavia rumena e nell’attuale Moldova (dalla mappa dell’archeologa M.Gimbutas).

Allega File



#97 CarloP

CarloP

    Rappresentante Moldweb a Chisinau


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Inviato 24 agosto 2013 - 22:42

Tomba #Alessandro Magno?

Comunque vada, #Greci buona fortuna popolo fantastico, colto, gentile http://pierluigimontalbano.blogspot.it/2013/08/notizia-bomba-forse-scoperto-il.html  pic.twitter.com/qa0SR2auEb

 

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Messaggio modificato da CarloP il 24 agosto 2013 - 22:42


#98 giobruno

giobruno

    Il Prof


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Inviato 25 agosto 2013 - 08:23

Tomba #Alessandro Magno?
Comunque vada, #Greci buona fortuna popolo fantastico, colto, gentile http://pierluigimont...perto-il.html … pic.twitter.com/qa0SR2auEb


storia attizzante, quella raccontata da P.Montalbano direttore del Quotidiano di Storia e Archeologia e come tutti i grandi miti, avvolta da luci ed ombre.La leggenda e il mito si sovrappongono alla storia ed in alcuni aspetti mi sembra di ricalcare le orme della Sacra Sindone.
La conclusione di Montalbano è intrigante:

<Pochi lo sanno, ma i resti di Alessandro furono trafugati in epoca medievale. Da alcuni mercanti. Veneziani.
Sì: i resti di San Marco, come suggerito dalla datazione al carbonio, potrebbero essere del III secolo a.C.
Potrebbero essere quelli di Alessandro il Grande.>

Da scienziato ragiono come tale e la tecnica moderna della datazione al carbonio per me è Vangelo: se la tecnica data i resti delle spoglie di Alessandro (morto nel 323 a.C) al III secolo aC, anche se con un po' di imprecisione, esclude l'appartenenza dei resti a San Marco morto nella seconda meta del I secolo d.C.e quindi la soluzione è piu' vicina ad un'identificazione del grande macedone piu' che del santo cristiano.
La morte di Alessandro è avvenuta infatti nel IV secolo a.C. il che contraddice un po' la datazione del carbonio (un secolo di differenza).
C'è quindi un'altra soluzione i mercanti veneziani trafugarono nell'828 d.C. ad Alessandria d'Egitto dove Tolomeo aveva tumulato le spoglie di Alessandro dopo averne incinerata la salma, dei resti che potevano appartenere ad altra persona (si ricorda che Alessandria aveva subìto molte calamità nel Medio Evo, tra cui due innondazioni ed un incendio). A quel tempo c'era uno scandaloso traffico delle reliquie, una specie dimercato nero molto ben remunerato, e nessuno è in grado di autenticare di chi fossero i resti all'atto del trafugamento.
Ergo o si rifanno le analisi con il metodo del radiocarbonio per diminuire, se c'è, l'imprecisione. Altrimenti, quel che è sepolto a San Marco (le cui spoglie provenivano pure da Alessandria d'Egitto) non appertengono nè ad Alessandro nè a San Marco

#99 CarloP

CarloP

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Inviato 01 novembre 2013 - 19:11

Schelete medievale, descoperite la Lăpușna

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http://www.jurnal.md...apu-na-1158904/