”Per liquidare i popoli si comincia col privarli della memoria”.
Si distruggono i loro libri, la loro cultura, la loro storia.
E qualcun’altro scrive loro, altri libri, li fornisce di altra cultura,
inventa per loro un’altra storia.
Dopodiché il popolo incomincia lentamente a.…dimenticare quello che è stato.
E il mondo attorno a lui lo dimentica ancora più in fretta.
M.Kundera
quello che posto calza a pennello con quello richiamato da carlo
Un mio articolo scritto per
IL PONTE, Anno V, 2 maggio 2013
I kurgan, popoli proto-indoeuropei, annientano le culture tardo-neolitiche in Moldavia
Da dove provengono gli europei? Fino a oggi si pensava dalle steppe caucasiche: una popolazione violenta e sanguinaria di proto-indoeuropei riconducibile alla cosiddetta cultura kurgan che annientò le civiltà tardo –neolitiche come la cultura Cucuteni, fiorente nella Moldavia rumena e nell’attuale Moldova e che attraversò l’Europa in lungo e in largo a partire dal 4000 a.C.
Con il termine proto-Indoeuropei si indica un insieme di popolazioni che, parlando un comune idioma denominato proto-indoeuropeo, avrebbe popolato le steppe caucasiche e la regione del Volga tra la metà del V millennio a.C. e l'inizio del II millennio a.C..L'interpretazione maggiormente accettata oggi, perché meglio fondata su un'attenta valutazione dei dati archeologici e sostenuta da diversi studi scientifici, è stata fornita dalla studiosa lituana Marija Gimbutas che ha identificato nei kurgan, quei popoli proto-indoeuropei aventi una cultura guerriera apparsi nell'età del bronzo nel periodo 4000 - 2000 a.C. a nord del Mar Nero. Tale etnia si sarebbe poi dispersa per l'Eurasia a causa di problemi di transumanza (migrazioni di greggi) e commercio, di instabilità di carattere demografico e climatico, dando così origine a diversi popoli che conservano tuttora fortissime ed evidenti analogie linguistiche (lingue indoeuropee).I proto-indoeuropei imposero tanto la lingua quanto la religione ai popoli assoggettati, benché tracce di lingua e di religione di questi ultimi rimasero nella risultante lingua e cultura “indoeuropea”. Ecco perché l’indoeuropeo può essere considerato il risultato della mescolanza dei kurgan con gli abitanti dell’Europa antica. Ad onor del vero c’è ora una nuova teoria che potrebbe cambiare completamente questa tesi. Un team di scienziati della Nuova Zelanda ha passato al setaccio le caratteristiche di 87 lingue, antiche e moderne, scoprendo che gli indoeuropei non provengono dalle steppe caucasiche, bensì da una remota regione della penisola anatolica, anticamente abitata da un popolo pacifico dedito all’agricoltura e alla pastorizia. Questo nucleo originario degli indoeuropei si sarebbe mosso dall’Anatolia (l’attuale Turchia) alla conquista del mondo presumibilmente tra i 7.800 e i 9.800 anni fa, molto prima dei 6000 anni fa come suggerito dalla Gimbutas..
La cultura kurgan prende il nome dal nome dalle grandi sepolture a tumulo (i kurgan appunto) che la caratterizzano, tombe nelle quali venivano seppelliti i prìncipi locali insieme alle loro mogli e concubine, agli schiavi ed a tutto il séguito, secondo un'usanza diffusa in molte civiltà antiche. I più antichi kurgan sono attribuibili alla cultura Majkop (dalla località nel Caucaso settentrionale) datati intorno al 4000 a.C., mentre il più recente è quello della principessa sarmata del III secolo a.C.
La cultura dei kurgan influenzò i costumi funerari delle aristocrazie dei popoli circostanti, che, in origine, non avevano simili tradizioni. I kurgan venivano usati non solo come monumento funebre ma, al tempo stesso, come espressione del potere e della ricchezza raggiunti, simbolo distintivo in una società guerriera fortemente stratificata.
Migrando dalle loro regioni d'origine, le popolazioni indoeuropee si sarebbero sovrapposte un po' ovunque (dall'Europa occidentale all'India) alle popolazioni neolitiche preindoeuropee, come élites guerriere tecnicamente più avanzate (conoscevano la metallurgia del rame e del bronzo), imponendo in gran parte alle popolazioni sottomesse la loro struttura sociale e la loro religione.
[E’questo uno degli esempi più eclatanti di come popolazioni nomadi come i kurgan impostate su schemi gerarchici e autoritari e tecnologicamente più progredite si impongano in modo anche in modo violento facendo prevalere la legge del più forte. E’ questa anche una manifestazione di come la storia proceda in modo non lineare: prima assistiamo alla nascita di culture plurimillenarie neolitiche basate su rapporti armonici ed equilibrati tra sessi diversi e tra popoli confinanti (società gilaniche), con il fiorire dell’agricoltura e dell’arte della ceramica; dopo ci troviamo di fronte a culture classiste e gerarchiche gestite da popoli nomadi per lo più dediti alla pastorizia, ma che conoscono la lavorazione dei metalli e che usano il cavallo come potente mezzo di comunicazione e commercio, e che alla fine diventano la vera cultura dominante facendo scomparire quelle precedenti. Le varie culture tardo-neolitiche del tipo Cucuteni-Tripyllia che fiorì tra l’altro in Moldova tra i fiumi Prut e Nistro, ma anche certamente quella piu’ avanzata dell’età del bronzo come quella minoica, furono rapidamente spazzate via da queste popolazioni indoeuropee che inizialmente risparmiarono la civiltà cretese (storicamente questa collassò alla metà del II millennio a.C.) forse perché non conoscevano ancora l’arte della navigazione...................
NOI, OGGI PRONIPOTI DEI KURGAN, CONOSCIAMO TUTTO O QUASI TUTTO SUGLI INDO-EUROPEI, MA ABBIAMO DIMENTICATO L'IMPORTANZA DEL LASCITO DELLA CULTURA PRECEDENTE, DI QUELLE CIVILTA' TARDO-NEOLITICHE ATTORNO AL MAR NERO,......PERCHE' DIMENTICATE NEI TESTI DI STORIA....OPPURE PERCHE' QUALCUN'ALTRO SCRIVE ALTRI LIBRI DI STORIA
La prima ondata di migrazione dei kurgan (4400-3500 a.C.) che fecero scomparire la cultura Cucuteni nella Moldavia rumena e nell’attuale Moldova (dalla mappa dell’archeologa M.Gimbutas).