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DI CUCINA, DI VINO E DI ALTRE SCIOCCHEZZE …


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523 replies to this topic

#101 CarloP

CarloP

    Rappresentante Moldweb a Chisinau


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  • Joined: 23-December 08

Posted 16 October 2011 - 11:34

La Russia si prepara a vietare l'importazione di bevande alcoliche "Kvint" dalla Transnistria, siamo al solito embargo ?
Lo ha annunciato Gennady Onişenko. Non ha spiegato la ragione per vietare la produzione, ma ha detto che la restrizione sarà imposta nel prossimo futuro.
Gli esperti parlano di un collegamento con la situazione politica nella regione della Transnistria, dove leader separatista, Igor Smirnov, intende correre per la presidenza per la quinta volta.
Recentemente, il capo dell'amministrazione russo, Sergei Naryshkin,
aveva rilasciato dichiarazioni critiche su Smirnov.

fonte: http://www.jurnal.md...a-kvint-211587/

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Edited by CarloP, 16 October 2011 - 11:40.


#102 CarloP

CarloP

    Rappresentante Moldweb a Chisinau


  • 3,602 posts
  • Joined: 23-December 08

Posted 17 October 2011 - 13:42

Un simpatico gruppo che consigliamo di seguire ...
quello di Snejana Zacepa "Clubul Amatorilor de vin din Moldova"
che ha tra "i principali obiettivi la promozione del vino,
l'educazione dei consumatori, uno stile di vita consono a questo prodotto".

http://www.facebook....35184406538367/

Edited by CarloP, 17 October 2011 - 13:43.


#103 CarloP

CarloP

    Rappresentante Moldweb a Chisinau


  • 3,602 posts
  • Joined: 23-December 08

Posted 20 October 2011 - 12:01

ION LUCA

Wine Shop & Bar "Carpe Diem" este in cautarea unui consultant in vinzari produse vinicole.
Persoanele interesate sunt rugate sa trimita CV-ul si scrisoarea de intentie la info@wineshop.md.
Cerinte:
1. Experienta in vinzari (un avantaj reprezinta experienta in vinzarea produselor vinicole)
2. Cunoasterea limbilor Romana, Rusa si Engleza este obligatorie
3. Abilitati de utilizare a computerului
4. Capacitate de a lucra in echipa
5. Flexibilitate si capacitate de convingere

Doar persoanele selectate vor fi contactate.

#104 CarloP

CarloP

    Rappresentante Moldweb a Chisinau


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  • Joined: 23-December 08

Posted 24 October 2011 - 14:26

Quando, mesi fa, ne avevo parlato avevo intuito che qualcosa
stava cambiando nel panorama vinicolo di questa piccola repubblica.

Questo mi sembra un buon inizio ....
Buona fortuna ai fratelli Luchianov ed alla loro Et Cetera.

http://timpul.md/art...-bun-28120.html

Edited by CarloP, 24 October 2011 - 14:28.


#105 CarloP

CarloP

    Rappresentante Moldweb a Chisinau


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  • Joined: 23-December 08

Posted 01 December 2011 - 12:54

Una bella iniziativa ... del "Club amatori del Vino"
http://www.facebook....222419811117090

#106 CarloP

CarloP

    Rappresentante Moldweb a Chisinau


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  • Joined: 23-December 08

Posted 05 December 2011 - 23:47

Nell'ultimo viaggio a Chisinau, ho conosciuto Igor Luchianov, uno dei due fratelli proprietari dell'azienda vitivinicola "Et Cetera".
Non sto ad angustiarvi con descrizioni o riflessioni sulla "nuova" viticoltura che sta, anche se con relativa fatica, affermandosi come prodotto di nicchia.
Ho avuto modo di assaggiare i loro vini che reputo abbiano raggiunto un ottimo livello qualitativo attestandosi su un rapporto qualita'/prezzo veramente buono (siamo intorno ai 120/lei).
Nel nuovo anno, in primavera, invitato dalla delegazione A.I.S. di Imperia,
faro' da relatore, in una serata dedicata alla viticoltura in Moldova,
e con mia grande soddisfazione, avro' il privilegio di far conoscere questo
piccolo stato ed il suo vino.

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Edited by CarloP, 06 December 2011 - 00:06.


#107 CarloP

CarloP

    Rappresentante Moldweb a Chisinau


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Posted 06 December 2011 - 00:21

(SECONDA PARTE)

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#108 CarloP

CarloP

    Rappresentante Moldweb a Chisinau


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Posted 03 January 2012 - 21:44

La bella in minigonna fa litigare i sommelier
Contestato il manifesto che reclamizza un corso in tutta Italia


Il buongusto o c’è l’Ais e non ce l’Ais. Appunto, e allora cosa c’entrano il tubino nero e il tacco 12 per promuovere, seriosamente, i corsi che l’Associazione italiana sommelier organizza su tutto il territorio nazionale ?.
di Laura Fasano

MILANO 3 gennaio 2011
Il buongusto o c’è l’Ais e non ce l’Ais.
Appunto, e allora cosa c’entrano il tubino nero e il tacco 12 per promuovere, seriosamente, i corsi che l’Associazione italiana sommelier organizza su tutto il territorio nazionale per “permettere di entrare nell’affascinante mondo del vino, dominato da buongusto (ci risiamo) e raffinatezza”.
Buongusto e raffinatezza che tuttavia non devono aver guidato chi ha deciso di scegliere una bella ragazza in minigonna e calice fra le mani per lanciare l’iniziativa, ammiccando più che a una professionalità auspicabile ad una disponibilità conclamata. E pazienza se fra gli iscritti all’associazione c’è chi si è perduto a far notare che il bicchiere non doveva essere tenuto dal calice (bensì dallo stelo per evitare che il bianco si scaldi) arrivando addirittura a minacciare le dimissioni.

Quello che ha scatenato i sommelier sui blog (ma non solo) è l’aver scoperto che l’immagine della velina sul manifesto è tratta da una campagna dell’agenzia Unidea che annovera fra gli altri suoi exploit messaggi di inequivocabile stile tipo “certi abbinamenti ti cambiano la vita” con un uomo che stringe fra le mani una bambola gonfiabile.
Insomma sembrano lontani anni luce i tempi in cui anche le donne che si avvicinavano a professioni ritenute maschili dovevano sfoggiare un abbigliamento adeguato, possibilmente serioso e per nulla ammiccante.

Adesso anche per consigliare un buon bicchier di vino
sembra valgono di più altre qualità (fisiche).
Ci piacerebbe sapere se è dello stesso avviso anche la responsabile nazionale area formazione dei sommelier: una bella signora (questa sì) sorridente e professionale.


Il contestato manifesto dell'Ais

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Edited by CarloP, 03 January 2012 - 21:45.


#109 CarloP

CarloP

    Rappresentante Moldweb a Chisinau


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Posted 29 January 2012 - 20:53

Le clamorose liberalizzazioni di Monti nel settore food&wine
di Alessandro Ricci


Immagine Postata
C’è chi dice che sono troppe e chi troppo poche.
Certo le misure prospettate da Monti sul tema delle liberalizzazioni non sembrano in grado di intaccare in maniera rilevante i privilegi di chi è casta o corporazione.
Ma con le prossime misure, che interesseranno il settore dell’enogastronomia, assisteremo a una vera rivoluzione.
Dubitate?.
Siamo entrati in possesso di un documento riservato: giudicatelo voi.
La parola d’ordine è: LIBERALIZZAZIONE.
• Liberalizzazione dei prodotti di nicchia
Il pesto di Prà è buono ma è troppo poco?. Allarghiamo la produzione a Piemonte e Toscana, con una puntatina in Emilia Romagna e Lombardia.

Il Lardo di Colonnata ha raggiunto i prezzi dell’oro?.
Basta con la poesia del piccolo è bello e facciamolo dove i maiali si contano a migliaia di migliaia. Il Ragusano è difficile da reperire?. Prepariamolo in Valle d’Aosta, con il latte delle mucche Limousine. I prezzi scendono, assicurato. Dunque: ogni prodotto di nicchia può essere fatto ovunque.
Risparmio ipotizzato: – 350 euro di spesa a famiglia.

2- Liberalizzazione di ogni DOC e DOCG
Abbiamo n° doc in ascesa costante giorno dopo giorno?. Siamo arrivati alla DOCG del Piave Malanotte e del Cannellino di Frascati?. Il Governo Monti ha in mente di liberalizzare tutto. Barolo in ogni dove, Prosecco in tutta Italia, Sciacchetrà in produzione industriale nella bassa padana. E quando allargheremo la regola all’Europa, Champagne e Tokai saranno nostri vini. Dunque: aumento della produzione, dequalificazione dei prodotti di punta.
Risparmio ipotizzato: -250 euro di spesa a famiglia.

3- Liberalizzazione dei blog e siti a tema eno-gastronomico
Abolite d’ufficio le recensioni d’autore. Interdetti i Caffarri e i Cossater di turno.

La critica gastronomica sarà affidata a blog e siti di recensioni con sistema perlopiù anonimo. Così facendo, le critiche saranno livellate, e i ristoranti la smetteranno di proporre piatti assurdi per maniaci del topinambour e del piccione selvaggio.
Dunque: spaghetti alla bolognese per tutti, fritto misto decongelato a go-go.
Risparmio ipotizzato: - 300 euro di spesa a famiglia.


E’ uno scenario incredibile?. Sì, può essere.
Ma a volte la realtà può essere ancora più sorprendente. La prima relazione sulla contraffazione alimentare, firmata dalla commissione parlamentare d’inchiesta sui fenomeni della contraffazione e della pirateria in campo commerciale, ha portato alla luce una sconcertante verità: ovvero, finanziamenti del Ministero dello Sviluppo economico destinati, dopo vari giri e remesci, a prodotti taroccati prodotti all’estero.
Il fenomeno è quello dell’italian sounding, prodotti che si rifanno a denominazioni italiane, ma che di italiano hanno solo il packaging ingannante.
La relazione punta il dito contro la Simest Spa, il cui capitale è detenuto al 76% dal Governo Italiano tramite il Ministero dello Sviluppo economico e istituita nel 1990 per promuovere all’estero l’attività di imprese italiane.
Grazie a un gioco di quote sociali in altre società, finanzia Lactitalia srl, società che produce in Romania formaggi ottenuti con latte ungherese e romeno, sulle cui confezioni però campeggiano marchi fallaci: Dolce Vita, Toscanella, Pecorino.
La stessa Simest promuove le vendite all’estero di bresaola uruguaiana e culatello americano, prodotti negli Stati Uniti.
E allora, se bisogna delocalizzare, almeno che si faccia in Italia!

Edited by CarloP, 29 January 2012 - 20:54.


#110 CarloP

CarloP

    Rappresentante Moldweb a Chisinau


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Posted 17 February 2012 - 22:10

“Hanno fatto un deserto e lo chiamano pace”
di Alessandro Ricci

Piovono da più parti provvedimenti restrittivi, adottati d’urgenza per risolvere situazioni complesse.
Mi riferisco alla scelte di certe amministrazioni comunali (prima di centrodestra, ma anche il centrosinistra non è rimasto indietro) di bloccare le licenze per nuove aperture di street food o negozi etnici nei centri storici delle città italiane. O all’ordinanza del comune di Genova (analoga ad altre adottate da grandi comuni italiani) che vieta, qualsiasi giorno della settimana e in qualsiasi zona della città, la somministrazione di alcol in bottiglie di vetro dopo le 22.


Hanno fatto un deserto e l’hanno chiamato pace” scriveva Tacito sintetizzando la politica che l’Impero Romano utilizzava per tenere a bada le bizze delle terre colonizzate.
Oggi non ci sono terre da colonizzare, ma la politica del deserto è ancora in voga.
Il comportamento di chi amministra (le città, le regioni, lo stato, penso ad esempio alla famigerata tessera del tifoso) è quello di chi prende un provvedimento essendo già sconfitto.

L’urgenza e non la prevenzione è la prima sconfitta.
La seconda, forse anche più grave, è quella di proibire a tutti perché incapaci di gestire una minoranza.
Vietare l’apertura di un nuovo kebabbaro turco nel centro di una città potrebbe essere anche una idea sensata, in linea di principio.
Ma sarebbe più lungimirante e utile salvaguardare concretamente le vecchie botteghe storiche che stanno sparendo dalle grandi città.

Sostenere concretamente non significa dare una targhetta e via: questo è sostenere simbolicamente, e coi simboli, oggi più che ieri, è dura campare.
Significa gestire i piani regolatori sociali della città in modo da non soffocare i piccoli con la tirannia della grande distribuzione.
Significa agevolare fiscalmente le piccole (e meritevoli) botteghe.
Significa modulare le mille norme burocratiche secondo la logica del buon senso: ad esempio, non equiparando il piccolo al medio e il medio al grande.
Perché Davide e Golia sono l’eccezione, non la regola.
Insomma, vorrei poter girare la mia città con una birra in mano, anche alle ventidue e un minuto, scegliendo in libertà se mangiare turco, messicano o tipicamente italiano.
In santa pace, e non nel deserto.

Edited by CarloP, 17 February 2012 - 22:12.


#111 CarloP

CarloP

    Rappresentante Moldweb a Chisinau


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Posted 20 February 2012 - 23:19

O prezentare a bucătăriei tradiționale moldovenești la Tallinn
di Victor Guzun
La 16 februarie a.c în incinta Tallinna Erateeninduskool, aflată, prin coincidenţă, în fostul magazin “Moldova”, Viorica Guzun, soţia Ambasadorului Republicii Moldova în Estonia, a organizat o prezentare de bucate tradiţionale moldoveneşti. La eveniment au participat soţiile Ambasadorilor acreditaţi la Tallinn.
Doamna Guzun a împărţit cu colegele secretele bucătăriei tradiţionale, pregătind şi servind mai multe bucate. A avut loc şi prezentarea vinurilor moldoveneşti, a unui film despre R.Moldova şi alte surprize. Ambasada R.Moldova mulţumeste conducerii Tallinna Erateeninduskool pentru amabilitatea de a fi gazda acestui eveniment.
Care a fost scopul evenimentului organizat la Tallinn ?
Promovarea frumoaselor noastre traditii, prin prezentarea de bucate traditionale a fost baza acestui eveniment. Ne-am dorit ca doamnele care reprezinta alte tari, si alte culturi sa vada cum se pregateste o zeama, cum se pregateste o mamaliga, scrobul sau mujdeiul. De aceea le-am si invitat la Scoala Culinara din Tallin, am pregatit o atmosfera in stilul nostru national, cu elemente definitorii, cu muzica populara, le-am spus bun venit in Republica Moldova si am dat start procesului de preparare a bucatelor noastre traditionale.
A fost primul de acest fel sau sunt traditionale asemenea evenimente ?
Evenimentul a fost unul in premiera. Exista altele, la care este posibila degustarea de bucate natioanle ale altor tari, dar nu si unele unde ar fi pusi in prima-plan pasii de pregatire a mancarii, asa cum a fost in cazul Republicii Moldova. Ne mandrim cu faptul ca anume tara noastra a venit cu o asa idee, una care a impresionat mai mult decat placut doamnele prezente. S-au aratat incantate si poate chiar se vor lasa inspirate de activitate, asta ca sa nu mai spunem de gustul bucatelor.
Sotiile ambsadorilor auzisera de mamaliguta moldoveneasca, cunosc ceva despre bucataria nostra ?
Mamaliga este foarte celebra pe aici, pe la Tallinn. Pentru cineva – din auzite, pentru altcineva – pentru ca au vizitat Moldova si au mai avut prilejul de a se bucura de delicioasele noastre bucate. Asta inseamna ca pentru unele doamne primordiala era curiozitatea, iar pentru altele – asteptarea. O sa mai spun ca doamnele erau foarte interesate de cum se prepara taietii pentru zeama, de exemplu, cum obtinem borsul acru sau, in cazul Mamaligii, pentru ca se prepara atat de simplu – ce mai trebuie sa avem pe masa ca sa ii simtit adevarata savoare. Ei bine, noi le-am oferit raspunsurile. Am mai pregatit jumari, scrob, desigur, mujdei si am adauagat branza de oi si branza de vaci cu smantana, plus vin rosu. Ospatul a fost unul pe cinste.
Ati discutat cu colegele Dumneavoastre, sotii de ambasadori ar dori si ele sa organizeze asemenea prezentari ?
Asa cum va spuneam mai devreme, sotiile Ambasadorilor acreditati la Tallinn au promis ca neaparat ca vor organiza ceva similar. A fost un eveniemnt in cadrul caruia, pe langa faptul ca au fost prezentate bucatele noastre traditionale, dar si vinul – calitatea caruia este foarta apreciata aici, a oferit doamnelor posibilitatea de a urmari fiecare pas, de a vedea ca, din produse naturale si accesibile putem avea parte de o masa atat de gustoasa si deosebita. Doamnele erau, apropo, foarte active, erau mereu langa mine, puneau diverse intrebari, se ofereau sa ajute… A fost un eveniment frumos, cu participare si mult suflet!
Ce alte evenimente se preconizeaza in timpul apropiat, in contextul promovarii imaginii tarii noastre in Estonia?
Asa cum toti suntem in asteptarea primaverii, pregatim martisorul – spre a o sarbatori. Evenimentele vor fi organizate impreuna cu membrii diasporei. Este planificata chiar o expozitie de martisoare lucrate manual. Apoi, pentru luna mai este preconizata prezentarea, aici, la Tallin, de filme moldovenesti, pentru ca mai apoi sa vina si alte przentari culturale in alte orase ale Estoniei, locuitorii careia apreciaza foarte mult frumusetea traditiilor ce vin din Republica Moldova!
http://vox.publika.m...nn-175941.html

Edited by CarloP, 20 February 2012 - 23:22.


#112 CarloP

CarloP

    Rappresentante Moldweb a Chisinau


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Posted 24 February 2012 - 15:45

Mi giunge dalle sponde del fiume Nistru un "tweet" di un probabile convivio
che potrebbe avvenire nei prossimi giorni.
Mi giunge anche notizia che c'è qualcuno che sta diventando più largo che
alto.
In qualità di "venerabile maestro" richiamo i confratelli ad un comportamento sobrio
e nello stesso tempo, visto che le colombe muoiono per strada, di avvertire a mezzo
stampa ... (moldweb).
Con affetto il vs. confratello Carlo

#113 cemento

cemento

    Advanced Member


  • 814 posts
  • Joined: 04-September 07

Posted 24 February 2012 - 16:05

Mi giunge dalle sponde del fiume Nistru un "tweet" di un probabile convivio
che potrebbe avvenire nei prossimi giorni.
Mi giunge anche notizia che c'è qualcuno che sta diventando più largo che
alto.
In qualità di "venerabile maestro" richiamo i confratelli ad un comportamento sobrio
e nello stesso tempo, visto che le colombe muoiono per strada, di avvertire a mezzo
stampa ... (moldweb).
Con affetto il vs. confratello Carlo


Non so se ti riferisci a cemento ...ma sappi che ho perso 4 kg. (diconsi quattro).

ora so che non posso andare neache a Balti...perderò ancora qualche kg.

Edited by cemento, 24 February 2012 - 16:07.


#114 giobruno

giobruno

    Il Prof


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Posted 24 February 2012 - 21:10

Non so se ti riferisci a cemento ...ma sappi che ho perso 4 kg. (diconsi quattro).

ora so che non posso andare neache a Balti...perderò ancora qualche kg.


Tano Neatense, come ti feci menzione in data odierna, lo nostro Venerabile est semper informato di ogniuno nostro convivio.

Folia not movit, quod venerabilis not vult (Non si muove foglia, che il Venerabile non voglia)

Bene fecisti di non migrare a Balti: là attendoti due possenti e gaiosi gay di 2 metri (fresca notitia in nostro forum) ....per farti la festa......non conviviale.

#115 CarloP

CarloP

    Rappresentante Moldweb a Chisinau


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Posted 02 March 2012 - 22:37

Il ristorante è un palco, cambiano gli attori ma i personaggi sono sempre gli stessi
Scritto da: Antonio Tomacelli giovedì 23 febbraio 2012

Immagine Postata

“Il sogno di aprire un ristorante e non chiuderlo prima di svegliarsi” di Renato Collodoro è, forse, il libro più vertiginosamente fruttifero che un ristoratore, presente o futuro, possa comprare nel 2012. Dall’aperitivo al caffè spiega con leggerezza qualcosa in più di cosa c’è dietro. Inclusa una divertente campionatura di personaggi nei quali ci siamo sicuramente imbattuti, o che –onta, atrocità, repulsa– ci somigliano pericolosamente.

Riconoscete qualcuno?.
Voi stessi?.
Volete aggiungere personaggi mancanti?.

Il PARSIMONIOSO.
Se si paga alla romana, cioè in parti uguali, ordina il piatto più costoso. Se si paga alla genovese, ognuno paga il suo, ordina quello che costa meno e una bottiglia d’acqua, mentre per il vino attinge dalle bottiglie altrui.
Qualche volta gli va bene e non paga neanche la sua parte, non mancando però di intascare gli spiccioli di resto, come dire: “perché lasciarli di mancia? I camerieri hanno già il loro stipendio”.
L’INTENDITORE.
Deve far notare a chiunque la sua competenza nella scelta del menu, possibilmente cercando di mettere in imbarazzo il cameriere. Gode quando si accorge che il vino (forse) sa di tappo, mandandolo solennemente indietro. Racconta di tutti i ristoranti che ha visitato; elenca i vini della sua cantina personale; chiede con una scusa l’attenzione del patron, il quale capendone le intenzioni, corrisponde.
“Dato che lei è un intenditore, le faccio assaggiare una grappa di mia produzione”. Indipendentemente dalla qualità, la grappa diventa oggetto di complimenti che si rimpallano per un tempo indeterminato, esasperando il resto del tavolo, in particolare sua moglie, che per farglielo capire lo prende a calci sulle caviglie sotto il tavolo, sperando che siano le sue.
L’ABITUDINARIO.
Non c’è verso di proporgli null’altro rispetto a quello che prende di solito. “Tanto a voi cosa cambia?”, dice al cameriere. Quando pensi che non ci sia più nulla da fare, casualmente, cambia piatto, e se questo gli piace lo esalta incolpandoti di non avergli mai comunicato la sua presenza nel menu.
L’AMICONE.
Si fa subito riconoscere con una battuta che gli amici conoscono a memoria. Quando è ora di scegliere dal menu dice al cameriere chiamandolo per nome, dato che lo ha sentito un minuto prima da un altro cameriere: “Antonio porta quello che vuoi ma mi raccomando trattaci bene”. Promette di portare un sacco di gente e conclude la visita con una battuta sul conto, tipo: “Quanto mi devi?”, “Mi porti la dolorosa?”, “Posso venire a lavare i piatti?”. Non ultima, vista la fantasia del personaggio: “Non farmi la ricevuta, basta che mi fai lo sconto.
L’ESCLUSIVO.
Si insinua piano piano, ma presto diventa un punto fermo del locale. Sceglie sempre lo stesso tavolo, normalmente è solo. Scruta con attenzione ogni mossa di clienti e camerieri, dispensando consigli e battute agli uni e agli altri. Quando entra nel ristorante si dirige direttamente in cucina per omaggiare dal lavapiatti allo chef; nel contempo si personalizza il menu del giorno. Dopo un po’ ha raggiunto la completa padronanza del locale, conosce l’incasso e la vita privata di quelli che ci lavorano. Questo tipo di relazione difficilmente finisce bene, tranne quando diventa molto stretta con il titolare, fino al punto di fare una società. Allora finisce peggio.
IL PRINCIPINO.
Ha 3-5 anni, è il figlio unico di una coppia premurosa che quando va al ristorante ordina per lui solo alcune cose, quasi mai sul menu. L’arrivo del piatto ordinato viene accolto da esclamazioni di giubilo e stupore tipo: “Ohhhhhhhhhh”, oppure il più americano: “Uauuuuuuuu”, come se gli avessero portato un quarto di bue arrosto. Quando arrivano le portate dei genitori, il piccolo ha bisogno di sgranchirsi un po’ le gambette così esplora il ristorante che diventa un bosco inccantato frequentato da clienti-alberi e camerieri-gnomi. Il papino corre affannosamente dietro al principino, ma stando attento a non fermarlo: non vuole rompere l’incantesimo. Sempre meglio che fargli rompere la testa contro lo spigolo di un tavolo.
L’INTOLLERANTE.
Normalmente è una donna. Guarda e riguarda il menu ma non è soddifatta, chiede agli altri commensali: “Tu cosa prendi? Sei sicuro? Ma non è che… E se non mi piace?” Poi ci prova con il cameriere: “Ma qui cosa c’è? E questo che sapore ha? Questo si puo togliere?” Se coglie lo sguardo spazientito degli amici, si giustifica dicendo che ha scoperto recentemente di avere delle intoleranze alimentari. Ricomincia: “Vorrei quel piatto ma senza questo, quello e quell’altro, ma mi aggiunga quello, questo e questo ancora, si può???” “E come no, siamo qui aapposta!” la rassicura il cameriere, resistendo all’impulso di mandarla a… farsi fare un check up completo.

Edited by CarloP, 02 March 2012 - 22:40.


#116 CarloP

CarloP

    Rappresentante Moldweb a Chisinau


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  • Joined: 23-December 08

Posted 22 March 2012 - 15:05

Devis Bonanni: Scappo dalla città e vivo con 200 euro al mese. Venite?
Scritto da: Adriano Aiello mercoledì 21 marzo 2012 8:19

Immagine Postata
E’ nato nel 1984, si chiama Devis Bonanni e non compra ai grandi magazzini (cit.). Piuttosto si definisce Pecoranera e a 23 anni smette la vita del perito informatico per passare a quella dell’agricoltore a Carnia Raveo, nella Carnia (in provincia di Udine). Un’esistenza ecosostenibile con i 200 euro al mese della vendita dei suoi prodotti. Ma anche con la casa dei genitori e le probabili preghiere che non incomba qualche alluvione o evento naturale.
La rinnovata celebrità di Devis, dopo un documentario prodotto da MTV nel 2010, passa da due articoli sul Corriere, il primo in cui viene raccontata la sua via alla sopravvivenza, il secondo, a 48 ore di distanza, in cui si cruccia personalmente per critiche e sberleffi al suo pensiero post-consumista (“si vive davvero con 200 euro al mese zappando la terra?”). Nel frattempo esce un libro in cui illustra la sua filosofia e grazie al quale magari i 200 euro diverranno 300. Per birra e cioccolato che gli piacciono tanto, e per il blog. Domani sera poi, Piazza Pulita su LA7. Piccoli passi.
Tra le pagine gli spunti interessanti non mancano come la personale ricetta alimentare per l’autosufficienza del nostro. Mais, patate, fagioli, piselli e ravanelli in 800 o 1000 metri quadrati e possiamo farcela. Magari rinunciando a famiglia e socialità. Il modello è il salutismo alla Michael Pollan (citato nel libro), il vegetarianesimo raccontato come una scelta personale ma vissuto con ironia, con Devis che confessa di comprendere lo scetticismo degli autoctoni.
Divertente la suddivisione dei capitoli per alimenti, dall’amata polenta ai cavoli, alla superiorità nutrizionale delle patate rosse, passando per l’elogio della minestra e per lo struggente racconto dell’ultimo pomodoro della stagione. Meno convincente la parentesi sui supermercati e il proclama “non ho ancora trovato un cibo buono e uno cattivo, ma solo un nutrimento che, di volta in volta, ho creduto appropriato per la mia salute e quella dell’ambiente”. Fa davvero troppo assemblea di sinistra al liceo, ma in chiave alimentare.
Alla fine, il motto di Devis potrebbe essere abbandona la società capitalista prima che questa abbandoni te, e probabilmente si è mosso solo con grosso anticipo rispetto alla catastrofe, ma se la decrescita felice è questa non so quanto conviene convenga cavalcarla. Però, chi la pensa diversamente, prego, si accomodi nei commenti.
E’ che il puzzo di un certo individualismo, anche vagamente egoista, lo trovo un po’ noioso.

Edited by CarloP, 22 March 2012 - 15:07.


#117 CarloP

CarloP

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Posted 27 March 2012 - 18:56

L’APPUNTAMENTO / I NUOVI PAESI
Sorseggiando un «Samarkand»
Debutta l’Uzbekistan con Moldavia, Azerbaijan e Armenia

C’è il Kora Kuz che si beve con i dessert.
Se si vuole fare bella figura si stappa lo Shrin che è un vino da dessert, però più pregiato (lo definiscono «vintage»).
Il più costoso è un brandy invecchiato 15 anni: l’Uzbekiston.
Una bottiglia da mezzo litro costa (secondo la tabella pubblicata sul sito) 5,95 dollari americani. Troppo sei dollari? Per risparmiare si può virare su un altro brandy (6-7 anni invecchiamento) il Samarkand. Prezzo di listino: 1,75 dollari Usa.
Nessuna di queste bottiglie uzbeke è oggi venduta in Italia. Ma non è detto che non ci arrivi. L’Uzbekistan è una delle new entry a Vinitaly 2012. E se oggi la prima cosa di questa nazione un po’ misteriosa (Asia centrale, ex Urss, steppe aride, ma anche prospere valli fluviali) che ci viene in mente è Samarcanda, mitica città sulla Via della Seta - a metà strada fra Occidente e Cina - e la conquista di Alessandro Magno, presto potremmo conoscere anche i suoi vini: Mussallas, Muscat, Tohir, Safi... per citarne alcuni.
L'Uzbekistan partecipa con una rappresentanza ufficiale alla manifestazione così come le altre new entry: Moldavia, Azerbaijan e Armenia.
Alzi la mano chi non sentirà la curiosità di assaggiare qualcosa allora.
Gli esperti suggeriscono di cominciare con il Muscat o il Kora Gusalm come primo assaggio.
Che gusto aspettarsi? Le caratteristiche del vino uzbeko sono aroma e dolcezza, assicurano dalla Camera di Commercio Italia-Uzbekistan che ha reso possibile la presenza a Verona. Luigi Iperti è il presidente: «Al momento il vino uzbeko si esporta in Russia, Kazakistan, Kirghizistan e da quest’anno in Giappone. Vedremo come andrà a Vinitaly». In Uzbekistan non c’è un business turistico intorno al vino. A Samarcanda, nella casa vinicola dal nome Hovrenko, c'è un piccolo museo storico con sala degustazione. La coltivazione della vite è un’antica tradizione in Uzbekistan, anche se la campagna anti alcolismo dell’Unione Sovietica negli anni ’80, causò danni non da poco all’industria. Nonostante tutto la produzione è sopravvissuta e ora si sta attrezzando per entrare nei mercati internazionali con champagne (oltre 22 tipologie), grappe, cognac, brandy, vini, vini da dessert. Appuntamento a Verona.

Daniela Camboni

Edited by CarloP, 27 March 2012 - 18:57.


#118 jerrydrake

jerrydrake

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Posted 27 March 2012 - 20:09

Premesso che il vino bianco in moldova fa schifo ( ho già provveduto a farmi arrivare un paio di cartoni di lacrima christi -mastroberardino..per le grandi occasioni :cool: )

Il rosso è fantastico! Ma al market il purcari non costa meno di 6/7 euro a sticla. E a berlo ogni sera dovrei farmi un mutuo :camberman: ..avrei pensato di farmi arrivare una bella scorta di "Castellino" (anche bianco al limite, che è un discreto secco..) che dite? o avete soluzioni migliori?

Edited by jerrydrake, 27 March 2012 - 20:09.


#119 CarloP

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Posted 27 March 2012 - 20:23

Resisti Jerry ... prima o poi arrivo !

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#120 CarloP

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Posted 30 March 2012 - 10:58

Da grande voglio fare il contadino ...
Scritto da: Marzia Verona
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Fanno notizia i giovani che compiono una “scelta di vita” decidendo di tornare alla natura, così c’è chi scrive articoli su di loro, chi li intervista mettendo in risalto i perchè di questa decisione. Chi invece “nella natura” già è nato e cresciuto il più delle volte sceglie di restarci con un eroismo ancora maggiore di chi riceve tutti gli appoggi di una famiglia agiata che sostiene l’avventura del figlio acquistandogli casa e terreni.
Nessuno o quasi parla di ragazzi e ragazze che restano ad abitare in montagna o che scelgono la via dell’allevamento: un lavoro che contiene un’immensa dose di passione, perchè il legame con gli animali dev’essere profondo per non trovare costrittivo il vincolo che comporta: nessun giorno libero, nessun orario definito, i pregiudizi della gente per un lavoro da molti ritenuto “sporco”.
Dall’autunno 2010 ad oggi ho intervistato una novantina di giovani sotto i trent’anni al fine di raccontare le loro storie in un libro. Sono giovani allevatori, chi per tradizione, chi per scelta. Alcuni di loro hanno solo pochi animali per hobby, una passione che assorbe tutto il loro tempo libero e buona parte dei guadagni, altri invece stanno cercando di fare dell’allevamento un mestiere, pur tra mille problemi, vincoli, costi, burocrazia, difficoltà.
Immagine Postata
Si lamentano (e non a torto, visto l’incremento delle spese a cui non corrisponde un maggior valore dei prodotti), ma non demordono. Sono rimasta colpita dalla purezza delle risposte dei giovanissimi e dalla testardaggine di chi è più adulto e cerca con tutte le sue forze di resistere nonostante si renda conto di aver scelto una strada del tutto in salita.
C’è Edoardo, che non vede l’ora di finire la scuola per occuparsi solo più delle sue capre e si sente “come un animale che non vede l’ora di uscire dalla stalla per andare in alpeggio”.
C’è Roberta, infastidita dalla sorpresa della gente nello scoprirla allevatrice e malgara e vederla nello stesso tempo curata nell’aspetto e nell’abbigliamento.
C’è Francesco con il trattore parcheggiato davanti al condominio in periferia di Aosta.
C’è Marta che cercava altrove delle risposte che ha trovato solo tornando nella sua valle e dedicandosi all’allevamento delle capre ed alla caseificazione.
C’è David che fa il giardiniere e alleva capre nane, spera di poter aprire una fattoria didattica per insegnare ai bambini (ma anche ai genitori) cosa sono gli animali e da dove viene il latte, il formaggio, la verdura.
C’è Matteo che vuol diventare maestro di sci per avere un’attività integrativa invernale quando sarà maggiorenne e avrà l’azienda agricola con pecore di razza Sambucana.
C’è Marco che segue la sua mandria di bovini perennemente al pascolo, vivendo un una roulotte.
Ci sono Alex e Pamela che si sono conosciuti grazie ad una capra in fuga ed hanno poi deciso di diventare pastori nomadi.
C’è Alessandro che studia all’università e vende direttamente la carne dei suoi bovini, recuperando tutto ciò che agli altri non serviva più (macchinari, terreni scomodi da falciare) per costruire la propria azienda.

C’è chi sogna di trasformare l’azienda di famiglia dedicandosi all’attività agrituristica e chi semplicemente spera almeno di poter continuare così, ma trovando un compagno di vita con cui condividere lavoro e passione.
Immagine Postata
Sto scrivendo questo libro per loro, per dare una voce a questi ragazzi che spesso affidano a Facebook le loro perplessità e i loro problemi, sia lavorativi, sia personali. Sono giovani del XXI secolo, usano la tecnologia, ma hanno un profondo rispetto per la tradizione e per gli adulti che li hanno guidati nell’apprendere un mestiere: condurre gli animali al pascolo, caseificare, piegare un legno per farne un collare cui appendere una campanella.
Questo lo scrivo anche per tutti i loro coetanei, affinchè riflettano sul contrasto con le loro vite apparentemente più ricche di svago, di divertimenti, ma alla fin fine povere di soddisfazioni concrete.

Edited by CarloP, 30 March 2012 - 10:59.