Salta al contenuto


Moldweb
Moldova Community Italia utilizza cookies. Leggi le Regole privacy per maggiori informazioni. Per rimuovere questo messaggio clicca sul pulsante qui di fianco:    Accetto l'uso dei cookies
  • Login con Facebook Login con Twitter Log In with Google      Login   
  • Registrati


  •  


Benvenuto su Moldweb

Immagine Postata Benvenuto su Moldweb. Come puoi vedere, da semplice visitatore del forum non ti è permesso interagire attivamente con la community, di sentirti parte di questo meraviglioso posto, per questo ti invitiamo a registrarti! Registrati subito o fai il login. Immagine Postata
Se poi hai un account Immagine Postata, Immagine Postata, Immagine Postatao Immagine Postata è ancora più facile! Senza registrarti, fai direttamente il login con le tue credenziali Google, Facebook, Twitter o OpenId. Ti aspettiamo online con noi, tu cosa aspetti? Immagine Postata
Guest Message by DevFuse
 

Foto
* * * * * 2 Voti

SOSTIENE PEREIRA


Discussione archiviata. Non è più possibile intervenire in questa discussione.
141 risposte a questa discussione

#81 CarloP

CarloP

    Rappresentante Moldweb a Chisinau


  • 3602 messaggi
  • Iscritto il: 23-dicembre 08

Inviato 18 settembre 2011 - 20:03

Discorso di Steve Jobs a Stanford

Questo discorso è uno di quelli che mi emozionano ed aiutano quando l’ascolto.
E' successo la prima volta e succede tuttora.
Mi trasmette grinta e fiducia nella vita.
Lo pubblico qui, una storia per volta, sono tre in tutto,
nella speranza che possa emozionare ed aiutare anche voi.

Ma in ogni caso, leggetelo.

È per me un onore essere qui con voi, oggi, alle vostre lauree in una delle migliori università del mondo.
Io non mi sono mai laureato.
Anzi, per essere onesto, questa è l’esperienza più vicina ad una laurea che mi sia mai capitata.
Oggi voglio raccontarvi tre storie della mia vita.
Tutto qui, niente di eccezionale: solo tre storie.

La prima storia riguarda l’unire i puntini.
Lasciai il Reed College dopo il primo semestre, ma continuai a frequentare in maniera ufficiosa per circa 18 mesi prima di abbandonare definitivamente. Perché mollai?
Tutto cominciò prima che nascessi. Mia madre biologica era una giovane studentessa di college non sposata e decise di darmi in adozione. Credeva fortemente che avrei dovuto essere cresciuto da persone laureate e fece in modo che tutto fosse organizzato per farmi adottare alla nascita da un avvocato e da sua moglie. Quando arrivai al mando, però, loro decisero all’ultimo minuto che preferivano una bambina. Così i miei genitori, che erano in lista d’attesa, ricevettero una chiamata nel bel mezzo della notte: “C’è un bambino, un maschietto, non previsto. Lo volete?”. Loro risposero: “Certamente”. Solo dopo, mia madre biologica scoprì che mia madre non si era mai laureata e che mio padre non aveva neanche finito il liceo. Rifiutò di firmare le ultime carte per l’adozione. Accettò di farlo mesi dopo, solo quando i miei genitori promisero formalmente che un giorno io sarei andato al college.
Diciassette anni dopo andai al college. Ma ingenuamente ne scelsi uno costoso tanto quanto Stanford e tutti i risparmi dei miei genitori finirono nelle tasse universitarie. Dopo sei mesi, non riuscivo a vederci nessuna vera opportunità. Non avevo idea di quello che avrei voluto fare della mia vita e non vedevo come il college potesse aiutarmi a capirlo. Eppure ero là, a spendere tutti quei soldi che i miei genitori avevano messo da parte lavorando una vita intera. Così decisi di mollare e avere fiducia che tutto si sarebbe risolto nel migliore dei modi. Era piuttosto spaventoso all’epoca, ma guardandomi indietro è stata una delle migliori decisioni che abbia mai preso. Nell’attimo stesso in cui abbandonai il college, smisi di seguire i corsi che non mi entusiasmavano e cominciai invece a frequentare quelli che trovavo più interessanti.
Non fu tutto rose e fiori. Non avevo più una camera nel dormitorio ed ero costretto a dormire sul pavimento delle camere dei miei amici. Riportavo al negozio le bottiglie di Coca Cola vuote per avere i cinque centesimi di deposito e poter comprare da mangiare. E tutte le domeniche camminavo per sette miglia attraverso la città per avere finalmente l’unico buon pasto della settimana all’Hare Krishna. Adoravo tutto questo. E quello che trovai seguendo la mia curiosità e la mia intuizione risultò, solo dopo, essere senza prezzo.
Vi faccio subito un esempio. Il Reed College all’epoca offriva probabilmente la migliore formazione del Paese in calligrafia. In tutto il campus ogni poster, ogni etichetta, ogni cartello era scritto a mano con grafie bellissime. Dato che avevo mollato i corsi ufficiali, decisi che avrei seguito il corso di calligrafia per imparare a scrivere così. Fu lì che imparai i caratteri serif e sans serif, la differenza tra gli spazi che dividono le differenti combinazioni di lettere, quello che rende eccezionale un’eccezionale stampa tipografica. Era bello, storico, artistico e raffinato in un modo che la scienza non è in grado di offrire e io ne ero completamente affascinato.
Nessuna di queste cose però aveva alcuna speranza di trovare un’applicazione pratica nella mia vita. Ma dieci anni dopo, quando ci trovammo a progettare il primo Macintosh, tutto quello che avevo imparato mi tornò utile. E lo utilizzammo tutto per il Mac. E’ stato il primo computer dotato di una bellissima tipografia. Se non avessi mai lasciato il college e non avessi mai partecipato a quel singolo corso, il Mac non avrebbe probabilmente mai avuto caratteri tipografici differenti o font spaziati in maniera proporzionale. E dato che Windows ha copiato Mac, è probabile che non ci sarebbe stato nessun personal computer con quelle capacità. Se non avessi mollato il college, non avrei mai frequentato quel corso di calligrafia e i personal computer potrebbero non avere quelle stupende capacità tipografiche che ora hanno. Chiaramente, quando ero al college, era impossibile unire i puntini guardando al futuro. Ma è diventato molto, molto chiaro dieci anni dopo, quando ho potuto guardarmi indietro.
Di nuovo, non è possibile unire i puntini guardando avanti; potete solo unirli guardandovi indietro. Dovete aver fiducia che, in qualche modo, nel futuro, i puntini si potranno unire. Dovete credere in qualcosa – il vostro ombelico, il destino, la vita, il karma, qualsiasi cosa. Questo tipo di approccio non mi ha mai lasciato a piedi e ha sempre fatto la differenza nella mia vita.

Messaggio modificato da CarloP il 18 settembre 2011 - 20:09


#82 CarloP

CarloP

    Rappresentante Moldweb a Chisinau


  • 3602 messaggi
  • Iscritto il: 23-dicembre 08

Inviato 19 settembre 2011 - 20:14

Discorso di Steve Jobs a Stanford (II parte)

La mia seconda storia riguarda l’amore e la perdita
Io sono stato fortunato: ho trovato molto presto quello che amo fare.
Io e Woz fondammo la Apple nel garage della casa dei miei genitori quando avevo appena 20 anni.
Lavorammo duramente e in 10 anni Apple, da quell’azienda fatta di noi due e un garage, si è trasformata in una compagnia da due miliardi di dollari con oltre quattromila dipendenti.
L’anno prima realizzavamo la nostra migliore creazione – il Macintosh – e io compivo 30 anni.
L’anno seguente fui licenziato.
Come si fa ad essere licenziati dall’azienda che tu stesso hai creato?
Facile: quando Apple divenne più grande, assunsi qualcuno che ritenevo avesse molto talento e capacità per guidare l’azienda insieme a me e per il primo anno le cose andarono molto bene.
Ma poi le nostre visioni del futuro cominciarono a divergere e alla fine arrivammo ad uno scontro.
Quando questo successe, la commissione dei direttori si schierò dalla sua parte.
Quindi, a 30 anni, io ero fuori.
E in maniera piuttosto plateale.
Quello che era stato il principale scopo della mia vita adulta era perso e io devastato.
Per alcuni mesi non seppi assolutamente che cosa fare.
Mi sentivo come se avessi tradito la generazione di imprenditori prima di me – come se avessi lasciato cadere la fiaccola che mi era stata passata.
Incontrai David Packard e Bob Noyce e tentai di scusarmi per aver rovinato tutto così malamente. Fu talmente un fallimento pubblico che presi anche in considerazione l’ipotesi di scappare via dalla Silicon Valley.
Ma qualcosa lentamente cominciò a crescere in me: amavo ancora quello che avevo fatto.
Ciò che era successo alla Apple non aveva cambiato di un bit questo amore.
Ero stato respinto, ma ero sempre innamorato.
E per questo decisi di ricominciare da capo.
Non me ne resi conto allora, ma essere licenziato dalla Apple era stata la miglior cosa che mi potesse capitare.
La pesantezza del successo era stata rimpiazzata dalla leggerezza di essere di nuovo un debuttante, senza più certezze su niente.
Mi liberò dagli impedimenti consentendomi di entrare in uno dei periodi più creativi della mia vita.
Durante i cinque anni successivi fondai un’azienda chiamata NeXT, un’altra azienda chiamata Pixar e mi innamorai di una donna meravigliosa che sarebbe poi diventata mia moglie.
Pixar produsse il primo film d’animazione digitale, Toy Story, e adesso è lo studio di animazione più famoso al mondo.
In un significativo susseguirsi di eventi, la Apple comprò NeXT, io ritornai alla Apple e la tecnologia sviluppata da NeXT è ora il cuore dell’attuale rinascita di Apple.
E io e Laureen abbiamo una meravigliosa famiglia.
Sono sicuro che niente di tutto questo sarebbe successo se non fossi stato licenziato dalla Apple.
Fu una medicina molto amara, ma credo che il paziente ne avesse bisogno.
Qualche volta la vita ci colpisce come un mattone in testa.
Ma non perdete la fede.
Sono convinto che l’unica cosa che mi trattenne dal mollare tutto sia stato l’amore per quello che ho fatto.
Dovete trovare quello che amate.
E questo vale sia per il vostro lavoro che per i vostri affetti.
Il vostro lavoro riempirà una buona parte della vostra vita e l’unico modo per essere realmente soddisfatti è fare quello che riterrete un buon lavoro.
E l’unico modo per fare un buon lavoro è amare quello che fate.
Se ancora non l’avete trovato, continuate a cercare.
Non accontentatevi.
Con tutto il cuore, sono sicuro che capirete quando lo troverete.
E, come in tutte le grandi storie, diventerà sempre più bello con il passare degli anni. Perciò continuate a cercare finché non lo avrete trovato.
Non vi accontentate.

Messaggio modificato da CarloP il 19 settembre 2011 - 20:19


#83 CarloP

CarloP

    Rappresentante Moldweb a Chisinau


  • 3602 messaggi
  • Iscritto il: 23-dicembre 08

Inviato 21 settembre 2011 - 12:34

Discorso di Steve Jobs a Stanford (III^ ed ultima parte)

La mia terza storia riguarda la morte
Quando avevo 17 anni lessi una citazione che suonava più o meno così:
“Se vivrai ogni giorno come se fosse l’ultimo, sicuramente una volta avrai ragione”.
Mi colpì molto e da allora, per gli ultimi 33 anni, mi sono guardato ogni mattina allo specchio chiedendomi: “Se oggi fosse l’ultimo giorno della mia vita, vorrei fare quello che sto per fare oggi?”.
E ogni qualvolta la risposta era “no” per troppi giorni di fila, capivo che c’era qualcosa che doveva essere cambiato.
Ricordarmi che morirò presto è il più importante strumento che io abbia mai trovato per fare le grandi scelte della mia vita.
Perché quasi tutte le cose – tutte le aspettative di eternità, tutto l’orgoglio, tutte le paure di imbarazzi o fallimenti – svaniscono di fronte all’idea della morte, lasciando solo quello che c’è di realmente importante.
Ricordarsi che dobbiamo morire è il modo migliore per non cadere nella trappola di pensare che abbiamo qualcosa da perdere.
Siete già nudi.
Non c’è ragione per non seguire il vostro cuore.

Circa un anno fa mi fu diagnosticato un cancro.
Alle sette e mezzo del mattino feci la scansione che mostrava chiaramente un tumore al pancreas.
Non sapevo neanche che cosa fosse un pancreas.
I dottori mi dissero che si trattava di un cancro che era quasi sicuramente di tipo incurabile e che avrei avuto si e no 3 mesi di vita.
Mi dissero di andare a casa e sistemare le mie faccende (che è il codice dei dottori per dirti di prepararti a morire).
Questo significa che dovevo prepararmi a dire ai miei figli, in pochi mesi, tutto quello che pensavo di avere ancora una vita per dire. Significa che dovevo essere sicuro che tutto fosse organizzato in modo tale che per la mia famiglia fosse il più semplice possibile. Significa che dovevo dire i miei “addii”.
Vissi con il responso di quella diagnosi per tutto il giorno.
Quella sera mi fecero una biopsia, in cui ti infilano un endoscopio giù per la gola, attraverso lo stomaco fino all’intestino per inserire un ago nel pancreas e prelevare alcune cellule del tumore.
Io ero sotto anestesia, ma mia moglie – che era lì – mi raccontò che quando i medici videro le cellule al microscopio iniziarono a piangere, perché avevano appena scoperto che avevo una forma di cancro molto rara e curabile con un intervento chirurgico.
Mi sottoposi all’intervento chirurgico e adesso sto bene.
Quella fu la volta in cui mi avvicinai di più alla morte e spero che, per qualche decennio, sia anche l’ultima.
Essendoci passato, posso parlarvi adesso con un po’ più di certezza di quando la morte fosse per me solo un concetto astratto.
Nessuno vuole morire.
Anche le persone che vogliono andare in paradiso non vogliono morire per andarci.
Ma comunque la morte è la meta che tutti abbiamo in comune.
Nessuno gli è mai sfuggito.
Ed è come deve essere, perché molto probabilmente la morte è la più grande invenzione della vita.
E’ l’agente di cambiamento della vita.
Spazza via il vecchio per far posto al nuovo.
Ora, il nuovo siete voi, ma un giorno non troppo lontano diventerete gradualmente il vecchio e sarete spazzati via.
Mi dispiace essere così drammatico, ma è la pura verità.
Il vostro tempo è limitato, per cui non lo sprecate vivendo la vita di qualcun altro.
Non fatevi intrappolare dai dogmi, seguendo i risultati del pensiero di altre persone.
Non lasciate che il rumore delle opinioni altrui offuschi la vostra voce interiore.

E, cosa più importante, abbiate il coraggio di seguire il vostro cuore e le vostre intuizioni.
In qualche modo loro sanno che cosa volete veramente.
Tutto il resto è secondario.

Quando ero ragazzo esisteva una meravigliosa rivista che si chiamava The Whole Earth Catalog, che era una delle bibbie della mia generazione.
Fu creata da Stewart Brand non molto lontano da qui, a Menlo Park, e Stewart ci mise dentro tutto il suo tocco poetico.
Era la fine degli anni Sessanta, prima dei personal computer e dell’editoria elettronica, quindi la rivista era interamente creata con macchine da scrivere, forbici e polaroid.
Era una specie di Google in versione cartacea, 35 anni prima che Google fosse inventato: era idealistica, traboccante di strumenti chiari e concetti meravigliosi.
Stewart e il suo gruppo pubblicarono vari numeri di The Whole Earth Catalog e quando arrivarono alla fine del loro percorso, pubblicarono il numero finale.
Era più o meno la metà degli anni Settanta e io avevo la vostra età.
Nell’ultima pagina di questo numero c’era una fotografia di una strada di campagna al mattino presto, quel tipo di strada dove potreste trovarvi a fare l’autostop se siete abbastanza avventurosi.
Sotto la foto erano scritte queste parole: “Stay Hungry. Stay Foolish”, siate affamati, siate folli.
Era il loro messaggio di addio. Stay Hungry. Stay Foolish.
Io me lo sono sempre augurato per me stesso.
E adesso che vi laureate per cominciare una nuova vita, lo auguro a voi. Stay Hungry. Stay Foolish.
Grazie a tutti.

Messaggio modificato da CarloP il 21 settembre 2011 - 12:37


#84 CarloP

CarloP

    Rappresentante Moldweb a Chisinau


  • 3602 messaggi
  • Iscritto il: 23-dicembre 08

Inviato 22 settembre 2011 - 14:39

A volte capita di lottare senza posa per ottenere qualcosa.
Fino allo stremo delle forze.
Senza mollare, per giorni, mesi, anni.
Si passa attraverso una miriade di difficoltà che quasi si perde

il senso di quello che si sta facendo.
Poi a un certo punto accade che quasi senza rendertene conto,

la tua forza è più forte di te e finalmente quella cosa la ottieni
e tutta la fatica, immediatamente sparisce.

#85 CarloP

CarloP

    Rappresentante Moldweb a Chisinau


  • 3602 messaggi
  • Iscritto il: 23-dicembre 08

Inviato 27 settembre 2011 - 09:50



Messaggio modificato da CarloP il 27 settembre 2011 - 09:58


#86 CarloP

CarloP

    Rappresentante Moldweb a Chisinau


  • 3602 messaggi
  • Iscritto il: 23-dicembre 08

Inviato 27 settembre 2011 - 10:08

A volte gli amici fanno scelte che ci spiazzano.
E noi rimaniamo lì senza sapere se volevamo partire anche noi
o tenerci questa vita qui.
E ciclicamente ci viene da pensare che se l'avessimo fatto anche noi,
forse, la nostra vita serebbe più bella, più felice, più allegra, più piena.
Gli amici che partono e ci lasciano lì.
Loro che trovano il coraggio, o la disperazione per fare quello
che noi vorremo fare ma non ci riusciamo.
Vite così diverse dalle nostre.
Ma la loro storia è lo specchio della nostra che rimaniamo.

Messaggio modificato da CarloP il 27 settembre 2011 - 10:33


#87 CarloP

CarloP

    Rappresentante Moldweb a Chisinau


  • 3602 messaggi
  • Iscritto il: 23-dicembre 08

Inviato 06 ottobre 2011 - 19:40

Addio Steve Jobs

Addio al visionario della Silicon Valley
che con il suo genio ha rivoluzionato il mondo della comunicazione.
Un addio commosso.
Fa una certa impressione pensare di essere nato nello stesso anno.
Ciao Steve.

E, cosa più importante, abbiate il coraggio di seguire il vostro cuore e le vostre intuizioni.

Messaggio modificato da CarloP il 06 ottobre 2011 - 19:41


#88 CarloP

CarloP

    Rappresentante Moldweb a Chisinau


  • 3602 messaggi
  • Iscritto il: 23-dicembre 08

Inviato 07 ottobre 2011 - 14:27

... e meno male che c'è sempre uno che canta e la tristezza te la fa passare ...

[/size][/font][font=times new roman, times, serif][size=5]

Messaggio modificato da CarloP il 07 ottobre 2011 - 14:29


#89 CarloP

CarloP

    Rappresentante Moldweb a Chisinau


  • 3602 messaggi
  • Iscritto il: 23-dicembre 08

Inviato 11 ottobre 2011 - 11:11

Tutti hanno un posto dove si sentono bene.
Può essere la propria casa, il proprio paese, la propria città, la propria nazione.
Sentirsi a casa a tal punto da sentirne la mancanza quando si è lontani.

Tutti hanno un luogo nascosto, magari su un monte o in riva al mare,
in un parco cittadino.

Ma poi c'è il fiume.
Nell'infanzia anch'io avevo il mio fiume,
il mio posto segreto che condividevo con il “mio” cane.

Tutta l'economia dei paesi che attraversava erano basati sulla sua acqua.
Ginestra, gelso, castagno, quercia.
La ginestra forniva materiale per la confezione di tessuti grezzi, le foglie di gelso per l'allevamento e produzione di seta, il castagno frutti e legna da ardere e altre svariate lavorazioni, la quercia le ghiande per l'allevamento dei maiali.
Al disotto di tali piante la pastorizia era prospera per la produzione di lana e carni.
Si può dire che esisteva un'economia chiusa capace di soddisfare tutti i bisogni.
Ma tutto finisce verso la fine degli anni 40, un bel po' prima che nascessi.

Le niccchie produttive sono ormai totalmente abbandonate.
Le tradizioni non servono a nulla se sono fini solo a se stesse: contengono, però, una forza dirompente se si sa cogliere e trasformare in modo appropriato ciò che hanno al loro interno (valori, esperienze, suggerimenti).

Un esempio per tutti è la ginestra. Esistono studi per l'utilizzo delle fibre di ginestra al posto della plastica. Altra prospettiva il bacco da seta per la produzione di seta e larve, questa produzione ha un grosso vantaggio che non richiede grossi finanziamenti e le unità produttive possono essere anche di piccola entità.

Se un paese muore o langue abbandonato nell'indiferenza di amministrattori ciechi, dediti solo alle loro beghe di parte, con la complicità di cittadini alla caccia di un posto statale, si commette un suicidio collettivo.

Non tutti hanno la fortuna di vivere vicino ad un fiume,
ma quelli che ce l'hanno alla fine, anche una volta all'anno ci tornano.

Messaggio modificato da CarloP il 11 ottobre 2011 - 11:16


#90 CarloP

CarloP

    Rappresentante Moldweb a Chisinau


  • 3602 messaggi
  • Iscritto il: 23-dicembre 08

Inviato 17 ottobre 2011 - 20:36

L'esposizione è visitabile fino a poco prima di Natale.
Il Viaggio continua ...

Allega File


Messaggio modificato da CarloP il 17 ottobre 2011 - 20:40


#91 CarloP

CarloP

    Rappresentante Moldweb a Chisinau


  • 3602 messaggi
  • Iscritto il: 23-dicembre 08

Inviato 18 ottobre 2011 - 09:26

Un primo passo verso la Moldova.
Ne sono sicuro. Ciao Mimmo.

MIMMO LOCASCIULLI
Timisoara.
"Sono molto emozionato: dopodomani parto per Timisoara (Romania) dove giovedì 19 terrò una lezione-concerto insieme a mio figlio Matteo al contrabbasso. Il luogo è molto prestigioso, è la sala d'onore della biblioteca Eugen Todoran dell'Università de Vest.
L'evento rientra nella XI settimana della lingua italiana nel mondo ed è patrocinato dal Consolato Generale d'Italia, con l’annunciata presenza del Ministro italiano della cultura, Galan.
Spero tanto che egli rifletta sulla grande considerazione che si ha nel mondo del nostro patrimonio artistico-culturale e che si renda conto di come in Italia, attualmente, la politica ne stia facendo davvero scempio. Un paese senza cultura è un paese brutto, con gente brutta e con un futuro ancora più brutto".

Allega File

  • Allega File  Mimmo.jpg   54,6K   0 Numero di downloads

Messaggio modificato da CarloP il 18 ottobre 2011 - 09:51


#92 CarloP

CarloP

    Rappresentante Moldweb a Chisinau


  • 3602 messaggi
  • Iscritto il: 23-dicembre 08

Inviato 20 ottobre 2011 - 15:13



#93 CarloP

CarloP

    Rappresentante Moldweb a Chisinau


  • 3602 messaggi
  • Iscritto il: 23-dicembre 08

Inviato 04 novembre 2011 - 08:20

Camminando per Chisinau capita spesso di sentire parlare in italiano.
D'istinto ti viene di osservare da dove proviene l'emissione del suono.
Ho sempre una strana sensazione. Non riesco a spiegarla concretamente.
C'e', pero', una canzone che mi viene sempre in mente, Panama di Fossati.


#94 CarloP

CarloP

    Rappresentante Moldweb a Chisinau


  • 3602 messaggi
  • Iscritto il: 23-dicembre 08

Inviato 23 novembre 2011 - 22:33

Di solito sono molto combattivo.
Accade, però, che a volte una strana sensazione
mi assale, quella di essere meno reattivo agli stimoli esterni.
E' questo succede, di solito, nei primi giorni che mi allontano
dalla Moldova e che faccio rientro in Italia.
Poi, con un pò di fatica, riprendo il quotidiano.
La consolazione è quella di pensare ad una nuova partenza.
Ringrazio Giovanni e Giordano per gli auguri.
Festeggerò anche quello meno ufficiale.
E non ultimo un grazie a Tano, Niki, Giordano per i bei momenti
passati insieme nella nostra piccola Moldova.

#95 CarloP

CarloP

    Rappresentante Moldweb a Chisinau


  • 3602 messaggi
  • Iscritto il: 23-dicembre 08

Inviato 14 dicembre 2011 - 18:50

Ho cominciato da tempo ad amare la Moldova, tanto da essere convinto di andarci a vivere.
Puo' succedere. E' successo per la Moldova ma poteva succedere per qualsiasi altra parte della terra.
Se c'e' una cosa certa, comunque, e' che la mia prossima meta sara' la Moldova.
La mia sfida per il futuro e' gia' pronta. E questa e' una grande motivazione, forse la piu' bella,
quella di avere "un nuovo progetto di vita”.
Una delle parti più belle di questo nuovo viaggio è l'attesa.


E' passato poco piu' di un anno da quando scrivevo queste cose.
Già, un anno.
E' stato lungo, ma ora è arrivato il momento di voltare pagina.
L'attesa sta svanendo per lasciare il posto a qualcosa di più concreto.
Ci vorrà ancora un pò di tempo prima della partenza, ma comincio a sentire
strani effetti dentro la mia persona.
Ho fatto progetti per quasi tutta la mia vita.
Ma ora comincio a progettarne uno molto importante.
Sicuramente quello più bello. Pieno d'amore e di libertà.
Per sentire ancora il suono che fa il cuore.

[/size][/font][font=times new roman,times,serif][size=5]


Messaggio modificato da CarloP il 14 dicembre 2011 - 18:56


#96 CarloP

CarloP

    Rappresentante Moldweb a Chisinau


  • 3602 messaggi
  • Iscritto il: 23-dicembre 08

Inviato 15 dicembre 2011 - 16:31

Comincio a far ordine nelle cose, troppe, accumulate un pò dappertutto.
Se pur inizialmente in modo sommario devo cominciare a fare delle piccole
scelte ed organizzarmi. Il tempo ancora è lungo,
anche se passa velocemente, e le cose da fare non sono poi poche.
Due traslochi in 10 mesi non sono poi molto, ma impegnativi, soprattutto il secondo.
Devo dare un ordine, una sorta di "migration plan".

Oggi ho spolverato il mio corso di lingua (lo consiglio vivamente) ... da gennaio si comincia ...
Strokes Easy Learning

è un software completo che include tutto ciò di cui hai bisogno per imparare una lingua straniera.



Immagine Postata

Dialoghi - Video - Grammatica - Fonetica - Dizionario - Traduzione a senso - Traduzione parola per parola - Esercizi di verifica intelligente



Come il nostro precursore Nikita enunciava nel suo decalogo " ...
1.
Imparare in fretta la lingua locale. Senza sapere la lingua i rapporti interpersonali sono impossibili. Il pericolo di "isolamento" è evidente e porta inevitabilmente alla solitudine e al ripensamento.

Messaggio modificato da CarloP il 15 dicembre 2011 - 16:53


#97 CarloP

CarloP

    Rappresentante Moldweb a Chisinau


  • 3602 messaggi
  • Iscritto il: 23-dicembre 08

Inviato 16 dicembre 2011 - 23:04

Fissare una data indicativa per la partenza permette di dare una scansione temporale
a tutti i passaggi e quindi di poter valutare man mano l'efficienza di quello che io
definisco il mio “migration plan”.

"Per strada la gente esprime una preoccupazione senza precedenti,
in uno scenario profondamente cambiato, in peggio.
Ma non parlo dei conti economici dello Stato e

del continuo aumento della pressione fiscale,
semmai dell'atteggiamento della gente.
La gente è confusa e cerca risposte altrove, in un altro paese.
Ma pochi si rendono davvero conto della difficoltà di tale salto

e moltissimi tentano il passo sottovalutando gli ostacoli.
Se andiamo ad esaminare la storia di coloro che non ce l'hanno fatta,

vediamo che quasi tutti hanno commesso lo stesso errore,
un errore fondamentale.
Dove sbagliano queste persone ?.
Qual è il punto debole nel loro ragionamento ?.
Qual è la pecca che li porta a bruciare occasioni, a sperperare denaro,
a sottoporre le loro famiglie ad un ulteriore stress ?.
Quali sono gli elementi che li dividono da quegli italiani che invece ce l'hanno fatta ?.
Qual è allora il segreto per farcela ?.
Secondo il mio punto di vista il segreto è quello di non dare nulla per scontato.
Andare via dall'Italia è possibile, basta non farlo troppo di fretta".

(Roberto Mazzoni)

Messaggio modificato da CarloP il 16 dicembre 2011 - 23:13


#98 CarloP

CarloP

    Rappresentante Moldweb a Chisinau


  • 3602 messaggi
  • Iscritto il: 23-dicembre 08

Inviato 22 dicembre 2011 - 21:32

Sostiene Pereira
di voler partire alla ricerca di una nuova vita,
da vivere in totale semplicità, dedicando più tempo a se stessi
e alle persone che amiamo.

E' il suo augurio a tutti voi.
Carpe diem.

Allega File

  • Allega File  2.jpg   512,69K   0 Numero di downloads

Messaggio modificato da CarloP il 22 dicembre 2011 - 21:32


#99 CarloP

CarloP

    Rappresentante Moldweb a Chisinau


  • 3602 messaggi
  • Iscritto il: 23-dicembre 08

Inviato 27 dicembre 2011 - 15:33


Il viaggio non finisce mai...Solo i viaggiatori finiscono !.
E anche loro possono prolungarsi in memoria, in ricordo, in narrazione.

Quando il viaggiatore si è seduto sulla sabbia della spiaggia e ha detto:
“Non c’è altro da vedere”, sapeva che non era vero.
Bisogna vedere quel che non si è visto, vedere di nuovo quel che si è già visto,

vedere in primavera quel che si è visto in estate,
vedere di ...giorno quel che si è visto di notte,
con il sole dove la prima volta pioveva,
vedere le messi verdi, il frutto maturo,
la pietra che ha cambiato posto, l’ombra che non c’era.
Bisogna ritornare sui passi già dati, per ripeterli,

e per tracciarvi a fianco nuovi cammini. Bisogna ricominciare il viaggio.
Sempre. Il viaggiatore ritorna subito.


Jose’ Saramago | Viaggio in Portogallo

#100 CarloP

CarloP

    Rappresentante Moldweb a Chisinau


  • 3602 messaggi
  • Iscritto il: 23-dicembre 08

Inviato 24 gennaio 2012 - 12:19

Di solito guardo la televisione solo tardi, per via di parte del mio lavoro. In quelle ore
riesco a trovare alcuni programmi belli e veramente interessanti.
Ieri sera mi sono emozionato vedendo la registrazione che avevo programmato di
"La musica che gira intorno ovvero Ivano Fossati".
La voglia di cambiamento di vita del cantautore mi ha emozionato
e ha accumunato, per certi versi, il nostro pensiero sulla vita e del modo di viverla.
La voglia di cambiamento, di smettere il proprio "mestiere", che non vuol dire
mettere le pantofole e starsene tranquilli, magari seduti su un divano, me lo ha reso
più familiare.

“Di sicuro avrò molto da fare” – dice Fossati in chiusura parlando visibilmente emozionato al suo pubblico.
“Quando ho iniziato il mio mestiere ho avuto l’idea che la mia vita dovesse rimanere normale. Avevo 20 anni e a me venne quell’idea: pensavo che si potesse tralasciare quel tratto di specialità che il mio mestiere comporta. Sono stati anni in cui mi sono sentito come quando si esce per strada e camminando su un marciapiede si è investiti dal vento: una sensazione che ti da fastidio ma ti piace anche.
Ecco com’è andata la mia vita.
Fino a qui ho cercato di vivere una vita normale e grazie al cielo non ci sono riuscito”.

Buona fortuna Ivano. Grazie per le tue bellissime canzoni.

http://www.rai.tv/dl...98363f540a.html