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SOSTIENE PEREIRA


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141 risposte a questa discussione

#41 CarloP

CarloP

    Rappresentante Moldweb a Chisinau


  • 3602 messaggi
  • Iscritto il: 23-dicembre 08

Inviato 29 dicembre 2010 - 11:08

DUEMILACINQUECENTO
nasce per raccogliere i fondi necessari per la realizzazione di un progetto che rappresenta l'inizio del nostro percorso, definito “propedeutico”, una sorta di officina sperimentale.

E' uno dei progetti che ci aiuteranno ad implementare la nostra esperienza e per entrare in sintonia con le comunità locali. Essi riguarderanno principalmente settori di formazione professionale ed avviamento al lavoro di persone in stato di disagio sociale in opposizione alle diffuse politiche di assistenzialismo.

LABORATORIO DI MACELLERIA E RELATIVO PUNTO VENDITA

Il progetto prevede la realizzazione di un laboratorio, con relativo punto vendita, di macelleria.
La zona individuata è nella parte nord della Moldova e più precisamente a Balti, seconda città per numero di abitanti, coinvolgendo soprattutto i villaggi rurali di Singureni e Corlateni, a pochi chilometri dalla città.

La zona registra alti consumi di carne suina: viene venduta nei pochi supermercati e maggiormente nei mercati rionali in condizioni igieniche non certamente adeguati agli standard sanitari previsti.

Come avviene in quasi tutti i mercati agricoli la forbice dei prezzi all'origine e al consumo è sempre più macroscopica: il prodotto fornito, con grandi sacrifici, viene pagato molto poco lasciando gli allevatori disarmati di fronte ad una dinamica perversa e disincentivando quei pochi che ancora resistono nelle aree rurali.

Il nostro obiettivo è quello di “cambiare” qualcosa: aiutare i piccoli contadini a fornire un prodotto che dovrà essere pagato ad un prezzo di mercato “equo e solidale” e venderlo in condizioni igieniche “standard” per una migliore tutela della salute dei consumatori.

Lo sforzo dell'associazione è quello di sostenere la formazione professionale, i costi iniziali, la fornitura dei macchinari per l'allestimento del laboratorio e del punto vendita, il sostegno economico della Cooperativa Sociale, con l'acquisto iniziale della merce fino a quando la struttura non raggiungerà la sua completa autonomia, che dovrà avvenire entro sei mesi dalla sua nascita.

Da subito si deve pensare a tre fasi distinte attraverso le quali prenderà corpo la realizzazione progettuale: la formazione in Italia dei futuri tecnici specialisti nella lavorazione delle carni presso l'Istituto Lattiero Caseario e delle Tecnologie Alimentari di Moretta (Cuneo), la scelta della ditta fornitrice delle attrezzature, l’individuazione dell’edificio da abibire a macelleria e la sua ristrutturazione.

Il valore aggiunto di questo laboratorio ?. Coinvolgere per quanto possibile più persone della comunità locale.
Un'altra novità in questo panorama, se tutto procederà per il meglio, potrebbe essere l'aggiunta in appendice di un piccolo ristorantino dove degustare la carne in vendita. Come dire: scegli la carne, noi te la cuciniamo. Ma questa è un'altra storia.

Allega File


Messaggio modificato da cp55 il 29 dicembre 2010 - 11:11


#42 pallino

pallino

    Newbie


  • 1587 messaggi
  • Iscritto il: 10-agosto 07

Inviato 29 dicembre 2010 - 12:08

DUEMILACINQUECENTO



Niente da dire il tuo è un grande sogno. Conosco un pochino il processo evolutivo di quello che stai facendo e che intendi realizzare, so che le difficoltà che incontri e che incontrerai per la strada saranno tante ma, sono certo che che riuscirai a superarle.
Nella vita molte volte bisogna mettere da parte la RAZIONALITA' e fare posto ai sogni, se non si crede nei sogni tutto diventa vuoto e privo di valori.
Tieni duro amico Carlo , qualche volta le favole diventano realtà.
Auguroni, chissà che un giorno potrò vedere con i miei occhi il frutto dei tuoi sogni.

PAllino

#43 CarloP

CarloP

    Rappresentante Moldweb a Chisinau


  • 3602 messaggi
  • Iscritto il: 23-dicembre 08

Inviato 29 dicembre 2010 - 12:49

Niente da dire il tuo è un grande sogno. Conosco un pochino il processo evolutivo di quello che stai facendo e che intendi realizzare, so che le difficoltà che incontri e che incontrerai per la strada saranno tante ma, sono certo che che riuscirai a superarle.
Nella vita molte volte bisogna mettere da parte la RAZIONALITA' e fare posto ai sogni, se non si crede nei sogni tutto diventa vuoto e privo di valori.
Tieni duro amico Carlo , qualche volta le favole diventano realtà.
Auguroni, chissà che un giorno potrò vedere con i miei occhi il frutto dei tuoi sogni.

PAllino


Grazie Vincenzo.

Parto sempre dal presupposto che da qualche parte bisogna pur cominciare, magari a sbattere la testa per svegliarsi.
Forse è giusto così, nei sogni bisogna crederci fino in fondo.
Questa volta ho una sensazione positiva su quello che stiamo organizzando.
Conoscendo la zona qualcosa certamente si muoverà.
Se necessario correggeremo il tiro. Per ora siamo molto motivati e grintosi.
Misureremo con questo progetto anche la nostra forza (come associazione) e questo ci servirà per il futuro.
Non ci resta che aspettare ancora qualche giorno per partire con la raccolta fondi che sicuramente non avrà tempi brevi.

Un saluto ed auguroni a tutti.


#44 CarloP

CarloP

    Rappresentante Moldweb a Chisinau


  • 3602 messaggi
  • Iscritto il: 23-dicembre 08

Inviato 29 dicembre 2010 - 18:23

A tutti quelli che vivono questi tempi lontano dalla propria terra, dalla propria casa e dai propri affetti.
A tutti quelli che sperano di ritornare nella propria terra, nella propria casa ed ai propri affetti.

http://www.youtube.com/watch?v=ireHGt0ivwA&feature=related


#45 CarloP

CarloP

    Rappresentante Moldweb a Chisinau


  • 3602 messaggi
  • Iscritto il: 23-dicembre 08

Inviato 14 gennaio 2011 - 16:51


DUEMILACINQUECENTO

Ogni giorno percorriamo centinaia di metri, a volte anche molti chilometri. Attraversiamo paesi, confini, limiti, ed arriviamo, consapevolmente o inconsapevolmente, a mete o a traguardi prefissati. Abbiamo creato frontiere geografiche ma anche frontiere materiali. L'uomo di questo millennio ha imparato a viaggiare rimanendo seduto senza muovere un niente, inerpicandosi tra montagne caotiche di sogni e idee, correndo veloce tra colori, musica e vita.

Questa volta abbiamo deciso di percorrere delle strade virtuali all'interno di un progetto concreto. Ci prepariamo a viaggiare per circa duemilacinquecento chilometri. Un lungo percorso fatto di strade differenti ma con una meta nascosta dietro la curva del cuore ed un'unica parola che le accomuna: solidarieta'.

Duemilacinquecento sono approssimativamente i chilometri che separano Loano, una piccola cittadina in Liguria, sede della nostra associazione “UNA VITA ELEMENTARE ONLUS”, da Chisinau, la capitale di un altrettanto piccolo stato, la Moldova, una delle ex repubbliche dell'Unione Sovietica.

Duemilacinquecento sono approssimativamente i chilometri che separano un sogno dalla realtà. Aiutare fasce della popolazione in stato di disagio sociale attraverso la creazione di imprese sociali capaci di formare e dare lavoro, ma soprattutto aiutare ad avere la prospettiva di un nuovo “percorso di vita”.

Duemilacinquecento sono approssimativamente i chilometri per realizzare un piccolo laboratorio di “macelleria”, per cominciare a raccogliere le risorse economiche da impiegare in questo progetto sociale, il primo nucleo di quello che sarà la realizzazione di una fattoria in Moldova (Buena Vista Social Farm).

Duemilacinquecento sono approssimativamente i chilometri che verranno associati a chi di questo viaggio vorrà farne parte. Vi chiediamo di regalare quanti chilometri desiderate, per giungere, con l'aiuto di tutti, alla meta prefissata.
Con venti euro potete donare un chilometro di questo percorso.
Una mappa segnalerà l'avanzamento del viaggio ed ogni chilometro porterà il vostro nome, quasi a voler sottolineare un nuovo percorso stradale.

Vi racconteremo questa nostra avventura, tappa dopo tappa, chilometro dopo chilometro.
La partenza è fissata per il 13 gennaio 2011, la vigilia del Capodanno Ortodosso.
Un buon auspicio per tutte le persone che ne faranno parte e per tutte quelle che aspettano di farne parte.

Partenza Loano, Italia.
Prossima Fermata Chisinau, Moldova.

www.unavitaelementare.com



DUEMILACINQUECENTO
nasce per raccogliere i fondi necessari per la realizzazione di un progetto che rappresenta l'inizio del nostro percorso, definito “propedeutico”, una sorta di officina sperimentale.

E' uno dei progetti che ci aiuteranno ad implementare la nostra esperienza e per entrare in sintonia con le comunità locali. Essi riguarderanno principalmente settori di formazione professionale ed avviamento al lavoro di persone in stato di disagio sociale in opposizione alle diffuse politiche di assistenzialismo.

LABORATORIO DI MACELLERIA

Il progetto prevede la realizzazione di un laboratorio, con relativo punto vendita, di macelleria.
La zona individuata è nella parte nord della Moldova e più precisamente a Balti, seconda città per numero di abitanti, coinvolgendo soprattutto i villaggi rurali di Singureni e Corlateni, a pochi chilometri dalla città.

La zona registra alti consumi di carne suina: viene venduta nei pochi supermercati e maggiormente nei mercati rionali in condizioni igieniche non certamente adeguati agli standard sanitari previsti.

Come avviene in quasi tutti i mercati agricoli la forbice dei prezzi all'origine e al consumo è sempre più macroscopica: il prodotto fornito, con grandi sacrifici, viene pagato molto poco lasciando gli allevatori disarmati di fronte ad una dinamica perversa e disincentivando quei pochi che ancora resistono nelle aree rurali.

Il nostro obiettivo è quello di “cambiare” qualcosa: aiutare i piccoli contadini a fornire un prodotto che dovrà essere pagato ad un prezzo di mercato “equo e solidale” e venderlo in condizioni igieniche “standard” per una migliore tutela della salute dei consumatori.

Lo sforzo dell'associazione è quello di sostenere la formazione professionale, i costi iniziali, la fornitura dei macchinari per l'allestimento del laboratorio e del punto vendita, il sostegno economico della Cooperativa Sociale, con l'acquisto iniziale della merce fino a quando la struttura non raggiungerà la sua completa autonomia, che dovrà avvenire entro sei mesi dalla sua nascita.

Da subito si deve pensare a tre fasi distinte attraverso le quali prenderà corpo la realizzazione progettuale: la formazione in Italia dei futuri tecnici specialisti nella lavorazione delle carni presso l'Istituto Lattiero Caseario e delle Tecnologie Alimentari di Moretta (Cuneo), la scelta della ditta fornitrice delle attrezzature, l’individuazione dell’edificio da abibire a macelleria e la sua ristrutturazione.

Il valore aggiunto di questo laboratorio ?. Coinvolgere per quanto possibile più persone della comunità locale.



Come preannunciato comincia il nostro viaggio che ci porterà da Loano, in provincia di Savona,
a Chisinau attraverso un percorso di 2.500 chilometri.

I preparativi sono stati faticosi ma alla fine, anche se con qualche ora di ritardo, ci siamo riusciti.
Vi daremo notizie anche attraverso questo forum le cui finalità viaggiano in parallelo con i nostri sogni.

Conoscere la Moldova. Farla conoscere.

L'augurio, come si conviene, è quello di raggiungere l'obiettivo finale.
Di farlo al meglio, con l'aiuto di tutti quelli che lo vorranno, ma soprattutto di aiutare coloro
che ne hanno un effettivo bisogno.

Buon viaggio a tutti quelli che vorranno partecipare.
Non voglio aggiungere altro, se non una canzone di Francesco De Gregori,
che ho già postato, ma che mette allegria e ci fa da colonna sonora

http://www.youtube.com/watch?v=F2fcx5wWXDc&feature=related


#46 CarloP

CarloP

    Rappresentante Moldweb a Chisinau


  • 3602 messaggi
  • Iscritto il: 23-dicembre 08

Inviato 15 gennaio 2011 - 22:19


Loano e' una piccola cittadina, sul mare, di circa 12.000 abitanti in provincia di Savona, in Liguria.
Preromana, il territorio era costellato da ville anche di un certo rilievo, dal 1263 fino all'epoca napoleonica, escluso un breve periodo di dominazione Fieschi, la città fu ininterrottamente contea dei principi Doria.
Sono i Doria che convincono gli abitanti allo spostamento della popolazione vicino alla costa.
Cessato il dominio dei Doria attorno al 1770 passò alla Repubblica di Genova, di cui seguì le sorti durante il periodo napoleonico. Il 23 novembre 1795 a Loano si combatté la prima battaglia tra l'esercito francese contro quello austro-sardo. E' la prima battaglia napoleonica: nell'Arco di Trionfo a Parigi Loano e' il primo nome che viene menzionato.

A Loano nasce anche Rosa Raimondi, la madre di Giuseppe Garibaldi.

E da Loano anche noi partiamo per raggiungere Chisinau, non proprio dietro l'angolo.
Con tante speranze e tanti buoni propositi.

Allega File


Messaggio modificato da cp55 il 15 gennaio 2011 - 22:21


#47 CarloP

CarloP

    Rappresentante Moldweb a Chisinau


  • 3602 messaggi
  • Iscritto il: 23-dicembre 08

Inviato 17 gennaio 2011 - 12:34

Sostiene Pereira ...
che il viaggio è cominciato.

Donati 2 km. del nostro viaggio da Andrea e Roberto, che ringrazio infinitamente.

Allega File


Messaggio modificato da cp55 il 17 gennaio 2011 - 12:35


#48 CarloP

CarloP

    Rappresentante Moldweb a Chisinau


  • 3602 messaggi
  • Iscritto il: 23-dicembre 08

Inviato 18 gennaio 2011 - 12:59

Sostiene Pereira ...
che il viaggio è cominciato.

1 km. da due bambini che ringrazio infinitamente.

Allega File

  • Allega File  km3.jpg   93,91K   0 Numero di downloads

Messaggio modificato da cp55 il 18 gennaio 2011 - 13:01


#49 CarloP

CarloP

    Rappresentante Moldweb a Chisinau


  • 3602 messaggi
  • Iscritto il: 23-dicembre 08

Inviato 28 gennaio 2011 - 11:14

IL GIORNALE
Articolo di giovedì 27 gennaio 2011

Toglietegli tutto, ma non la poltrona
di Mario Giordano

Come un naufrago s’aggrappa alla sua zattera, così Fini s’aggrappa alla sua poltrona. Ben sapendo che è l’ultima cosa che gli resta per evitare (...)
(...) l’immersione definitiva nel mare di guai che lo circonda. Sta andando a fondo e lo sa: sconfitto ieri sulla mozione Bondi, così come era stato sconfitto il mese scorso sulla sfiducia a Berlusconi, debole in Parlamento e inesistente fuori, inseguito fino dentro la cucina dalle ombre di Montecarlo, sbugiardato pubblicamente, affossato dai sondaggi e incapace di mantenere fede alla parola data, il leader che doveva essere il collante del nuovo centrodestra, riesce al massimo ad essere il collante del suo fondoschiena. S’appiccica alla cadrega, manco fosse il Vinavil, nella speranza di non perdere pure quella, dal momento che tutto il resto ormai l’ha perso. A cominciare dalla faccia.
E fa un certo effetto pensare che l’uomo che doveva fare a pezzi Berlusconi, ormai non ha null’altro che quello che gli ha dato Berlusconi: se in politica l’ingratitudine si potesse misurare, avrebbe la dimensione dello scranno più alto di Montecitorio. Le folle che applaudivano il presidente della Camera in Umbria sono svanite, il movimento sbanda, i sondaggi ormai rilevano percentuali da partito dei pensionati, gli alleati, a cominciare da Casini, si chiedono se non hanno sbagliato matrimonio, come quei mariti che scelgono le mogli per corrispondenza in Moldavia e poi si accorgono che non sono proprio un esempio di virtù. L’unica cosa vera che resta a Fini è quella che gli ha dato Berlusconi: la poltrona della sua vanità. Tra un po’ se la porterà anche a letto per paura che qualcuno gliela sfili via mentre dorme, lasciandolo col culo per terra, ancor più di quello che è già.
«Mio cognato mi ha detto che non c’entra niente con quelle società off shore», ha detto Fini. Ma certo. Poi magari gli ha anche raccontato che Santa Lucia è il nome del prossimo ospite del Festival di Sanremo, l’appartamento di Montecarlo è stato comprato da Mago Zurlì e che sopra al Principato ci sono i Tulliani che volano. Per carità, a tutto si può credere, persino che Bocchino possa guidare un partito. Ma nelle file dei finiani il nervosismo dilaga: si rendono tutti conto che la difesa non sta in piedi. E che si sono affidati a uno che perde regolarmente tutte le sue battaglie, portando i seguaci a schiantarsi, senza salvare niente e nessuno. A parte la sua poltrona, va da sé.
Ma che ci fa adesso con la poltrona, l’uomo che doveva dare un volto nuovo al centrodestra? Ha provato in tutti i modi a costruire qualcosa da quella posizione privilegiata, e l’ha fatto pure a costo di mettere a rischio l’istituzione che rappresenta, l’ha fatto usando i soldi della Camera per girare l’Italia a fare propaganda di partito, l’ha fatto svilendo l’imparzialità della sua funzione in una serie infinita di giochi faziosi. Ha usato e abusato di tutto, e che cosa ha ottenuto in cambio? Una sconfitta via l’altra. Povero Fini: voleva essere più grande di Aznar e Sarkozy messi insieme. Non riesce nemmeno ad essere il fratello scarso di Rutelli.
E colpisce adesso vedere come s’abbarbica alla seggiolina, ben sapendo che non gli resta altro. Il suo partito chiede le dimissioni di Berlusconi, Bondi, Calderoli, Minzolini, tra un po’ chiedono le dimissioni pure del ct della Nazionale e del direttore dell’Osservatore Romano. L’unico che pensa di non doversi dimettere è lui. E il suo fedele Briguglio, che per non essere da meno del capo, s’è incollato alla poltrona del Copasir. Che ci volete fare? Ormai il partito finiano non cerca più adesioni: cerca adesivi. Futuro, Libertà e Coccoina. Nei momenti difficili, si sa, ci si attacca a quello che si ha. E a Gianfranco non è rimasto più molto, a parte un cognato piuttosto imbarazzante.
D’altra parte, mettetevi nei suoi panni: se ora perde l’incarico di Montecitorio, quale futuro lo aspetta? Che incarico gli possono affidare? Assessore al traffico di Calamandrana Alta? Portaborse della Palombelli? Autore di testi televisivi per la suocera? «Se la casa di Montecarlo è di Tulliani, lascio» aveva dichiarato a settembre. Ecco, appunto: la casa è di Tulliani, ma lui si guarda bene dal lasciare. Tutt’altro. Si crogiola nel suo egotismo e continua a far finta di essere importante. Di faticare non ha mai avuto voglia, di presenziare ai lavori parlamentari nemmeno. In compenso gli piacciono le cerimonie in cui usa la poltroncina per specchiare la sua vanità: in poche ore infatti ha celebrato Tullia Zevi, Enrico Micheli e Mario Scaccia. Tre defunti, tre orazioni funebri: più che la Camera, una camera ardente. Perfettamente in sintonia, del resto, con il suo destino di uomo politicamente morto.

Che dire ... si renderanno conto di che cosa scrivono ???.
Sono i momenti che ti viene voglia veramente di andartene dall'Italia.
Il Giornale ... proprio un bel giornale !!!.
Ma sappiamo benissimo chi è il suo direttore e l'autore dell'articolo (?) ... due vermi ...
Tutta gente perbene.

Sostiene Pereira ...
che "bisogna" lasciare questo paese ... è arrivato il momento !!!.

Messaggio modificato da cp55 il 28 gennaio 2011 - 11:17


#50 CarloP

CarloP

    Rappresentante Moldweb a Chisinau


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  • Iscritto il: 23-dicembre 08

Inviato 28 gennaio 2011 - 15:43

IL GIORNALE
Articolo di giovedì 27 gennaio 2011

Toglietegli tutto, ma non la poltrona
di Mario Giordano

... gli alleati, a cominciare da Casini, si chiedono se non hanno sbagliato matrimonio, come quei mariti che scelgono le mogli per corrispondenza in Moldavia e poi si accorgono che non sono proprio un esempio di virtù. L’unica cosa vera che resta a Fini è quella che gli ha dato Berlusconi: la poltrona della sua vanità.


Un "pezzo" frutto di un inqualificabile razzismo verso un popolo di cui con ogni probabilità ha solo sentito parlare da altri e che non conosce affatto, con elementi ... passivi di insofferenza, pregiudizio, discriminazione, da parte di un gruppo che si identifica attraverso una “cultura” imposta dal suo “padrone”.

Un paragone che fa onore ad un deficente come Giordano ed al suo direttore, che si guadagnano da mangiare facendo gli zerbini ...

Un giudizio inqualificabile ...


#51 CarloP

CarloP

    Rappresentante Moldweb a Chisinau


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  • Iscritto il: 23-dicembre 08

Inviato 31 gennaio 2011 - 16:30


Un momento di pausa.
Ne ho bisogno per studiare, leggere, riflettere.
Bisogna prepararsi ed essere pronti per le nuove scommesse.
Seguirò il forum come sempre, rimanendo, per un poco, solo un osservatore.
Ora però voglio dedicare le mie energie ai miei sogni.

Un saluto a tutti e a presto !!!.



http://www.youtube.com/watch?v=KbIuriN1LZw&feature=related

#52 CarloP

CarloP

    Rappresentante Moldweb a Chisinau


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Inviato 30 maggio 2011 - 10:10

Sostiene Pereira di averlo conosciuto in un giorno d'estate. Una magnifica giornata d'estate, soleggiata e ventilata, e Lisbona sfavillava. Quel bel giorno d'estate, con la brezza atlantica che accarezzava le cime degli alberi e il sole che splendeva, e con una città che scintillava, letteralmente scintillava sotto la sua finestra, e un azzurro, un azzurro mai visto, sostiene Pereira, di un nitore che quasi feriva gli occhi ...”

Sostiene Pereira, che quando comprai il libro, circa 16 anni fa, era perché parlava di Lisbona ed a me faceva venire in mente Pessoa e le sue bellissime poesie.

Sostiene Pereira, che lessi il libro d'un fiato immaginando una Lisbona che non conoscevo e che costruivo nella mia fantasia.

Sostiene Pereira, che in quei giorni che leggevo il libro non immaginavo neanche lontanamente che dopo 16 anni proprio a Lisbona avrei vissuto quei luoghi.

Sostiene Pereira, che quando arrivai a Lisbo”a” e vidi i posti del libro: Praça da Alegria, Rua do Castelo e a Baixa mi venne voglia di leggerlo di nuovo.

Sostiene Pereira, che mi sorpresi mentre lo rileggevo a pensare ai luoghi dell’Italia che mi avevano visto leggere il libro per la prima volta e che questo fatto mi aveva sorpreso. Non capivo perché quelle pagine non mi avessero trascinato di nuovo nei posti che adesso conoscevo ma all’indietro, in quei posti dove avevo sempre vissuto.

Sostiene Pereira, che nella sua storia non è descritta né Lisboa e né l’Italia ma un’Anima, una Coscienza ed un’Amore e un ‘Ideale che prende forma ovunque.

Sostiene Pereira, che anche io mi sento afflitto per il mio povere Paese, che scivola ogni giorno di più verso quelle parole di Flaiano che tanto fanno al caso: “La situazione è grave ma non è seria”.

Sostiene Pereira, che le scelte assolute e senza mediazioni di comodo fanno gli uomini e le donne più giovani, più belli e forti come leoni.

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Messaggio modificato da cp55 il 30 maggio 2011 - 10:13


#53 CarloP

CarloP

    Rappresentante Moldweb a Chisinau


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Inviato 01 giugno 2011 - 11:42


«Tutto a Lisbona trasmette saudade. E ancor di più questa spianata di fronte al vuoto, e stando qui, aspirando la brezza che increspa il Tago, cioè il Tejo, si intuisce vagamente cosa sia questa inesplicabile sensazione di rimpianto, di mancanza, e al tempo stesso desiderio di raggiungere l'inaccessibile, malinconico bisogno di utopia che è poi l'orizzonte stesso.
Un sentimento che i trovatori medievali chiamarono saudade e da allora in nessuna lingua si è trovato un termine appropriato per tradurlo.»


Oggi sento la mancanza della "mia moldova" ...

p.s.: Saudade in portoghese è un termine che deriva dalla cultura lusitana che indica una forma di malinconia, un sentimento affine alla nostalgia. Deriva dal latino solitùdo, solitudinis, solitudine, isolamento e salutare, salutatione, saluto.


Messaggio modificato da cp55 il 01 giugno 2011 - 11:46


#54 CarloP

CarloP

    Rappresentante Moldweb a Chisinau


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Inviato 05 giugno 2011 - 19:33

Sostiene Pereira
che c'è un attimo preciso per fare le cose: prima sarebbe troppo presto, dopo sarebbe troppo tardi.


Sostiene Pereira
che bisogna saper capire quando è il momento di fare le cose: è fondamentale per farle bene e farle nel modo giusto.


Sostiene Pereira
che per capire questo, occorre osservare il vento e capire quando sta arrivando il soffio di vento giusto. Bisogna avere padronanza di se' per non dire e non fare cose che non vanno fatte mentre si sta osservando il vento, rimanere fermi senza muovere la mano inutilmente, ma muoverla solo quando effettivamente si capisce che è il momento giusto ed afferrarla, senza più indugi.

Alla fine la vita è una questione di equilibri: a volte basta davvero poco, è sufficiente un colpo d'ali per rimanere in equilibrio. Ma, a volte, non è proprio più possibile rimanere fermi e la vita stessa ci impone di fare una scelta: o si vola verso una terra migliore, oppure non avremo più terra sotto i piedi, per vivere.


Sostiene Pereira
che e' così che si spicca il volo. Qualche volta anche verso est, ma certamente verso la Moldova.




#55 CarloP

CarloP

    Rappresentante Moldweb a Chisinau


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Inviato 07 giugno 2011 - 22:24

Sostiene Pereira
che esiste una posizione di mezzo tra due condizioni differenti.
Partire non è la prima cosa che si fa per cambiare. Forse è l'ultima.

Sostiene Pereira
che di geografie ce ne sono mille: geografie dell'anima, geografie del cuore, geografie delle intenzioni, geografie dei pensieri. Esse orientano, danno una posizione e forniscono riferimenti. Sono definite.

Sostiene Pereira
che esiste, tuttavia, una linea di confine, un luogo dove si trova parte della propria vita, un punto di scontro, un ambito senza nome dove, in sintesi, si sciolgono due definizioni nette.

Sostiene Pereira
che considerando un fattore geometrico, nel punto iniziale della retta esiste un punto iniziale “a”chiamato calabria, uno intermedio “b” di contatto tra toscana e liguria, uno finale “c” identificato come moldova.

Sostiene Pereira
che il punto iniziale e quello finale, la calabria e la moldova, stranamente sono due terre di transito: la prima tra il nord ed il sud, l'altra tra l'est e l'ovest.
Strane coincidenze.

Messaggio modificato da cp55 il 07 giugno 2011 - 22:28


#56 CarloP

CarloP

    Rappresentante Moldweb a Chisinau


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Inviato 10 giugno 2011 - 13:58

Sostiene Pereira
difficile non è nuotare contro la corrente / ma salire nel cielo e non trovarci niente .. la sfida contro noi stessi … le delusioni, che vanno messe sempre in conto, vengono metabolizzate con dolore, a volte, ma razionalmente, con la ricerca del punto preciso in cui saremmo dovuti "uscire dall'acqua".......



http://www.youtube.com/watch?v=pW0KaowEmU0&feature=fvwrel




Messaggio modificato da cp55 il 10 giugno 2011 - 14:00


#57 CarloP

CarloP

    Rappresentante Moldweb a Chisinau


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Inviato 11 giugno 2011 - 18:36

Sono in treno. Di ritorno da Firenze.

Mi e’ capitato di acquistare un vecchio libro del 1926, di Paolo Monelli:
“Viaggio alle isole freddazzurre. Da Oslo a Hammerfest, Capo Nord e Spitzbergen”

E’ ingiallito, ha molte pagine danneggiate e contiene vecchie foto in bianco e nero inserite su fogli di carta fotografica.

Bellissimo l'esordio con un “invito al viaggio”…

Cosi’, o Signori, vogliamo ricominciare a viaggiare, se si può. Ignorare, dei paesi dove andiamo, ministri e regi e partiti in combutta o in faida, o almeno vederne solo quello che e’ pompa e cerimonia; abolire quella frettolosa prima visita al telegrafo, agli ufficiosi, al nostro rappresentante diplomatico, tanto gentile sempre, poveretto, ma tanto guasta idee, che v’indirizza subito al grande albergo più pescecane e al politico più noioso; e guardare una volta tanto, le donne il cielo le osterie le lapide latine nei cimiteri smessi.

Viaggiare nella diligenza, voglio dire quella dell’anima, visto che quelle altre, dove esistono, si chiamano autobus e puzzano dentro e fuori; tenne come modello e autore davanti agli occhi, verbigrazia, l’epistola di Orazio che va a Brindisi o il Viaggio sentimentale”

E continua…

Che dire…un ottimo compagno di viaggio
.

Messaggio modificato da cp55 il 11 giugno 2011 - 18:38


#58 CarloP

CarloP

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Inviato 12 giugno 2011 - 23:06

Sostiene Pereira

che le strade per la Moldova portano alla gente che amiamo, portano a luoghi passati, ai ricordi, consolano o turbano, talvolta accolgono, talvolta respingono.

Ricamano storie e nostalgie.

Ognuno di noi percorre la propria strada: conosce, esplora, solo per completare la scoperta verso se stesso e verso una verità così difficile da disegnare. Eppure le strade più intricate le trovi dentro il tuo mondo, dentro la tua mente ed il tuo cuore.

Il viaggio verso se stessi batte tutte le distanze geografiche e nascono luoghi nuovi nella mente, dove le mete sono irrequiete.

E’ importante conservare la voglia di viaggiare, per scoprirsi e rinascere e cambiare la pelle e inseguire senza affanno le metamorfosi dell’anima.

Ci pensi mai alle tue strade?

Agli aerei, ai treni presi per le circostanze, per il lavoro, per amore, per le coincidenze che muovono il flusso delle tue onde vitali.

La cosa più pericolosa è rimanere troppo fermi. Nelle terre e nel pensiero. Si rischia di fossilizzarsi nelle proprie paure, di paralizzare il cammino. Di stroncare le volontà di conoscenza.

Partenze e ritorni hanno sempre un velo di tristezza, perché segnano speranze, o delusioni, o consapevolezze. .

Ci pensi mai al tuo viaggio?

A quello che ti aspetta e a quello che sei diventato. Dicono che la geografia sia più importante della storia, perché la contiene: la tua storia è contenuta nelle strade che stai costruendo.

Sulla tua strada c’è gente che passa e se ne va, c’è gente che fa sosta un po’ di più, c’è dolore, ma anche gioia, e c’è che tutto cambia e tutto scorre.

E’ bello mettersi in gioco, mettere alla prova le proprie risorse per poter guardare con soddisfazione alle proprie realizzazioni. Sapere di essere utile e protagonista di un viaggio, ma anche turista di se stesso. Perciò non far sì che la paura ti congeli il pensiero e che l’ignoto ti spaventi.

Allora ci pensi mai al tuo viaggio?

Dedicato a tutti i viaggiatori.

E a quelli che fanno parte del mio viaggio verso la Moldova.

Fai in modo che la vita ti porti alle giuste destinazioni, tenendo però sempre a mente che sei tu quello che le percorre.

Messaggio modificato da cp55 il 12 giugno 2011 - 23:08


#59 CarloP

CarloP

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Inviato 13 giugno 2011 - 14:11

Visto dalla Moldavia

Un amore europeo

Chisinau, 11 giugno 2009


Immagine Postata

Veduta del castello Malaspina di Massa, di Leo von Klenze


Lo scrittore moldavo Vitalie Ciobanu ricorda l'idillio tra sua nonna e un soldato italiano durante la Seconda guerra mondiale. Nel loro amore vede una metafora del rapporto tra la Moldavia e l'Europa.

C'è una storia nella mia famiglia che mi ha sempre affascinato. Parla del passaggio di un reggimento di soldati italiani (che partecipavano all'offensiva tedesca nell'Europa dell'est) a Floresti, la mia città natale, nell'estate del 1942. I ricordi che ho di loro sono l'esatto contrario dell'immagine della guerra che avevo visto nei film sovietici della mia infanzia. Il loro atteggiamento era distaccato, filosofico. Nascosti nella penombra di una stanza buia, la loro immagine risvegliava nell'animo della gente di questa città la paura dell'ignoto, ma anche e soprattutto la curiosità.

Questo genere di curiosità è all'origine di una questione ancora oggi molto delicata per i miei nonni. C'era una tensione che io non riuscivo capire e la cui fonte mi è stata rivelata solo molto tempo dopo. L'accampamento degli italiani a Floresti non aveva raggiunto le dimensioni epiche di un "Capitano Corelli" – film girato nel 2001 e tratto dal romanzo di Louis de Bernières – ma il villaggio dei miei nonni aveva qualcosa dell'austerità dell'isola greca di Cefalonia, occupata dalle truppe italiane nel film.

Mia nonna, Ioana, maestra del villaggio, aveva conosciuto un giovane tenente chiamato Vincenzo, di Massa – la città famosa per le sue cave di marmo.

Il loro idillio ha lasciato delle tracce: sette lettere del soldato, inviate dopo la partenza del contingente. Nonna era soprannominata "l'italiana". Il militare aveva imparato qualche parola di rumeno, con le quali concludeva le sue lettere.

Le lettere di Vincenzo mi hanno dato lo spunto per scrivere un romanzo. Da allora raccolgo dati e informazioni. Sono stato aiutato anche dai miei cugini che vivono in Italia con mogli e figli. Grazie a loro sono riuscito a ripercorrere questa storia, fino alla città natale di Vincenzo.

Negli ultimi anni le cose in Moldavia sono molto cambiate. Nello spiazzo dove un tempo si giocava o si ballava la domenica, oggi la gente aspetta i pacchi e le poche centinaia di euro inviati dai familiari emigrati per lavoro. La folla attorno ai furgoni pieni dimostra che non è solo il denaro che aiuta questa gente a vivere. Questi scambi rappresentano la loro forma di contatto con il mondo, con l'Europa che conta. È il loro modo di partecipare alla creazione del futuro, perché oltre a ricevere mandano pacchi con formaggio e marmellate "fatte in casa".

In fin dei conti, al di là del dramma di chi lascia la propria casa spinto dalla povertà, l'esodo dei moldavi in Occidente è un gesto tardivo per rientrare in possesso della storia. Di quella storia che, 65 anni prima, i miei compatrioti incrociavano sotto forma di soldati abbronzati e della loro lingua musicale. Un ponte tra le epoche e un calamaio militare, nel quale Vincenzo intingeva la sua penna. L'Europa nel calamaio. Mi chiedo se esiste una Floresti sulla carta sentimentale degli italiani, come esiste una Massa nella topografia affettiva della mia famiglia. Sogno di raggiungere la città del marmo per verificare le mie fantasie. E spero di rivedere il castello sulla collina. Dovrebbe essere laggiù, ancora maestoso, con le sue torri bagnate di luce, come lo ho visto la prima volta, come lo ho sognato in quei lunghi pomeriggi d'estate.

Messaggio modificato da cp55 il 13 giugno 2011 - 14:12


#60 CarloP

CarloP

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Inviato 13 giugno 2011 - 21:44

Finalmente una foto che esprime "una verita'" ...
questo si che e' coraggio ...

in Italia cosa avrebbero messo ????



Allega File


Messaggio modificato da cp55 il 13 giugno 2011 - 21:47