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SOSTIENE PEREIRA


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141 replies to this topic

#61 CarloP

CarloP

    Rappresentante Moldweb a Chisinau


  • 3,602 posts
  • Joined: 23-December 08

Posted 14 June 2011 - 14:14

"Viaggio a Chişinău"
racconto fotografico di SILVIA BIASUTTI


c/o HomePage Art//Music Festival @ Parco del Cormor (UD)
sabato 18 giugno alle ore 19.00 - 19 giugno alle ore 2.00

"Il progetto fotografico intitolato “Viaggio a Chişinău” è nato tra febbraio e marzo 2010, quando ho soggiornato per un mese nella capitale della Repubblica Moldova: Chişinău.
Il viaggio in un Paese così lontano e poco conosciuto in Italia è stato dettato dal desiderio di approfondire la conoscenza di una realtà sociale che in qualche modo ci coinvolge molto di più di quanto si pensi. Mi premeva indagare l’ambiente sociale, economico e culturale di una terra che esporta all’estero molti dei suoi cittadini, con destinazione prediletta l’Italia. Sono partita in corriera da Udine con lo zaino in spalla; l’intento è stato, infatti, quello di fare il percorso a ritroso di quel flusso migratorio così ingente e così recente verso l’Italia.

Mi ha aiutato in questa ricerca la conoscenza del romeno e l’esperienza come insegnante di italiano in un orfanotrofio della città, dove molti sono gli “orfani sociali”, uno dei tanti esiti disastrosi dal crollo dell’URSS.
Centrale è stata la conoscenza del contesto di partenza del migrante come dispositivo privilegiato di ricostruzione di un quadro approfondito e non stereotipato della storia sociale ed economica della Moldova.

Il secondo motivo per cui ho intrapreso questo viaggio è stato il desiderio di indagare gli aspetti turistici della capitale.
Ho prediletto la scoperta di siti turistici minori come tracce del passato e segni delle molteplici culture che convivono in questo Paese.
Passeggiando per Chişinău ho scoperto numerosi musei e teatri, indizi della comunità ebraica, monumenti dell’epoca comunista e grandi parchi cittadini, a dimostrazione che l’offerta turistica sussiste, ma non è valorizzata.

La mostra ha carattere itinerante ed è già stata proposta presso la Libreria turistica Odòs di Udine e l’Enoteca Accademia di Trento. Il progetto è stato inoltre vincitore nel dicembre 2010 del secondo premio del concorso “Racconta il tuo viaggio”, indetto dalla Società Alpinisti Tridentini (S.A.T) assieme alla Sezione Universitaria della Società Alpinisti Tridentini (S.U.S.A.T) di Trento."

SILVIA BIASUTTI
nasce a Udine nel 1987. La scrittura è da sempre una delle sue passioni, ha iniziato ciclostilando in proprio una fanzine nel 2004, ha poi collaborato con diverse riviste. Scrive per East Journal di politica e cultura della Romania e della Moldova. Ama percorrere in lentezza l’Europa Orientale. Da questi viaggi nascono articoli, reportage, itinerari turistici ed esposizioni fotografiche itineranti. Tra una biciclettata e l’altra cerca di guardare con gli occhi del viaggiatore anche alla terra dove è nata, il Friuli, a cui è legatissima. Ha una laurea triennale in Turismo culturale ed è laureanda in Sociologia del territorio.

www.silviabiasutti.wordpress.com

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Edited by cp55, 14 June 2011 - 14:56.


#62 CarloP

CarloP

    Rappresentante Moldweb a Chisinau


  • 3,602 posts
  • Joined: 23-December 08

Posted 15 June 2011 - 16:22

Penso abbiate capito che amo viaggiare.

Ovunque. Da sempre.

Ci sono luoghi che mi fanno sentire libero. Amo gli aeroporti, i porti, perfino le autostrade.

Amo scendere dalla scaletta dell’aereo e sentire per la prima volta l’odore di quella città.

Mi piace viaggiare vicino e lontano, per un solo giorno o per settimane.

Il viaggio è conoscenza dei luoghi, della natura, delle energie, delle persone, di se stessi.

Ho visto colori e paesaggi il cui ricordo ancora mi emoziona.

Ho imparato cose e conosciuto persone che si sono rivelate, in seguito, essere il mio bagaglio di vita; ho giocato con il tempo, lo spazio, la felicità e la malinconia, una marea di esperienze, ho imparato ad apprezzare il viaggio nella mia città allo stesso modo di un viaggio all’altro capo del mondo e, come sempre, ho capito che è l’approccio ad esso a renderlo unico.

E’ affascinante conoscere ciò che è diverso da noi, ciò che è altro, per poi magari decidere che in fondo è la stessa cosa.

Ma il viaggio più intenso è quello che ognuno di noi fa dentro sè stesso. E’ un po’ come il mondo, fa paura andare da soli, andare in posti sconosciuti, luoghi poco modaioli, magari poveri, ma che ti lasciano un enorme, inestimabile regalo: la conoscenza di te stesso e la possibilità, quindi, di essere coerente, con te, con gli altri e di nuovo, con il mondo.

http://www.youtube.com/watch?v=_0KN1-h8TbI




#63 CarloP

CarloP

    Rappresentante Moldweb a Chisinau


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Posted 24 June 2011 - 09:05

Cosa avrebbe pensato Pereira a leggere un "pezzo" del genere sulla Moldova sinceramente non lo so ... forse avrebbe riso, forse si sarebbe intristito ...

Moldova

Oggi ho visto un banchetto di sottoscrizione per il "Popolo della Libertà".
Era pieno di vecchie impellicciate che firmavano. Questo è in realtà il PDL:
un'enorme distesa di pelo ammuffito. E non parlo delle pellicce.

I riflettori, però, sono puntati su quelle donzelle che Berlusconi infarciva di promesse e cetrioli.
Così, quello che ne esce fuori è l'immagine di un vecchio potente che riesce ad avere tutto quello che vuole, catturando la stima delle menti deboli.

Ma tutta questa popolarità si basa su un sillogismo fallace:
"Se S.B. può ottenere tutto quello che vuole per sé, otterrà il meglio per l'Italia.".
Che, se ci pensate bene, è un po' come come dire:
"Se Dio è grande e potente, farà vivere le sue creature nella pace e nell'armonia.".
Ovvero un'immane cazzata.

Anche l'eurodeputata Iva Zanicchi si è prestata a costruire quest'immagine distorta.
Cercando di minimizzare notizie delle ultime settimane, ha definito Berlusconi:
"Un benefattore a cui piace la carne fresca". D'importazione per lo più.

A proposito di carne importata: Ruby è stata invitata in una discoteca a Rimini, ma non rilascerà dichiarazioni sulla storia Berlusconi-escort. Dal locale ci tengono a precisare che non è per parlare di politica che l'hanno chiamata come ospite.
Ma solo perché ha le tette grandi. E il culo accogliente.

So che, soprattutto dopo queste vicende, molti di voi non ne possono più di vivere in Italia e vorrebbero emigrare.
Tranquilli, ci ho già pensato. Già da diversi mesi ho inviato un mio collaboratore in Moldova per stabilire se ci sono le condizioni per trasferirci in massa da quelle parti.
Andare a vivere in Moldova ha numerosi vantaggi:

1) In Moldova è molto facile incontrare una Moldava.
Quasi come a casa di tuo padre ottantenne.

2) In Moldova la vita è molto meno cara che in Italia.

3) In Moldova il Partito Comunista è la forza di maggioranza relativa.

4) In Moldova il Partito Comunista è all'opposizione.

5) La Moldova non è l'Italia.

Certo, anche la Moldova ha i suoi contro: per esempio non ha sbocchi sul mare.
Lo so che tale situazione può rappresentare un limite per molti di voi.
E so anche che fa sorgere in voi un importante interrogativo:
Ma dove cazzo lo scaricano il percolato?

Tutto sommato però, direi che, se ce la fanno gli umbri, anche le persone normali possono riuscire a vivere senza sbocchi sul mare.
Per questo ho deciso di comprare a tutti gli Italiani onesti e intelligenti un biglietto di sola andata per la Moldova.
E per fortuna sul volo erano ancora disponibili quattro posti.

Immagine Postata

http://ildemocritico...01/moldova.html

Edited by cp55, 24 June 2011 - 09:16.


#64 CarloP

CarloP

    Rappresentante Moldweb a Chisinau


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Posted 05 July 2011 - 13:48

Sostiene Pereira,
che le partenze, quando sono gli altri a partire, in genere non mettono di buon umore, specie se sono amici che vanno in Moldova.

Sostiene Pereira,
che mi è tornata alla mente una poesia di A. Baricco.


Gli erano entrate negli occhi, quelle due immagini,
come l’istantanea percezione di una felicità assoluta e incondizionata.
Se le sarebbe portate dietro per sempre.
Perché è così che ti frega, la vita.
Ti piglia quando hai ancora l’anima addormentata
e ti semina dentro un’immagine, o un odore,
o un suono che poi non te lo togli più.
E quella lì era la felicità. Lo scopri dopo, quand’è troppo tardi.
E già sei, per sempre, un esule:
a migliaia di chilometri da quell’immagine,
da quel suono, da quell’odore. Alla deriva.

Edited by cp55, 05 July 2011 - 13:50.


#65 CarloP

CarloP

    Rappresentante Moldweb a Chisinau


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Posted 06 July 2011 - 15:16

Sostiene Pereira
che voglio un amico da salutare.
Partire senza lasciare traccia è triste.
Partire ha senso se lasci qualcosa, se soffri ma per avere una prospettiva migliore o nuova.
Se no è solo spostarsi da un posto all’altro.

Questo è quello che sostiene Pereira.





#66 CarloP

CarloP

    Rappresentante Moldweb a Chisinau


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Posted 14 July 2011 - 09:28


Sono poco più di dodici anni che torno in Moldova.
Ed ogni volta è come tornare a casa.

E’ una sensazione strana e nello stesso tempo sconvolgente quella che provo ogni volta che vi torno. Impossibile da spiegare a chi non c'è stato.

Qui in Italia ho la mia famiglia, i miei affetti, il mio lavoro,
non mi manca nulla ... eppure ogni giorno il mio pensiero torna là,
nel silenzio della pianura, nel sorriso della gente, negli occhi dei bimbi,
tra i profumi intensi, tra colori forti e bellissimi.

Non è la voglia di fuggire che pure è costante.
Chi non ha voglia di scappare da problemi, stress, tensioni ed incertezze?

Quello che provo va oltre.
Va all’essenza stessa della vita.
Ritrovo la calma interiore, il distacco dalle cose terrene,
la sensazione di appartenere a questa terra, il forte desiderio di rimanerci per sempre.

Questa dolce ossessione accompagna le mie giornate.

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Edited by CarloP, 14 July 2011 - 09:29.


#67 CarloP

CarloP

    Rappresentante Moldweb a Chisinau


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Posted 20 July 2011 - 09:41

Questo spazio racconterà i pensieri, i dubbi, le riflessioni che mi accompagneranno in tutto questo lasso di tempo che mi separa dalla meta finale, quella sognata ed amata.
Forse, anzi decisamente, una delle parti più belle di questo nuovo viaggio.
L'attesa.


Da qualche settimana volevo postare qualcosa sul viaggio, sul valore del viaggio nella ricerca di sé.
La prima frase che mi è venuta in proposito la ricordo da un film di Moretti “Caro Diario”. L’episodio è “Isole” e lui, alla ricerca di non ricordo cosa, si sposta nell’arcipelago delle Eolie in traghetto. Dalla poppa guarda la scia e l’allontanarsi dell’isola appena lasciata e pensa “Non sono mai felice quando sono su un’isola. Sono felice solo nel tragitto che va da un isola all’altra.”
Ho sempre pensato che la mia vita fosse un po’ così: la ricerca della felicità nel viaggio, ma a differenza del film di Moretti, di essere felice una volta raggiunta l’isola.
Ho sempre usato il viaggio come conoscenza, di me stesso e degli altri …


Per chi vorrà seguirmi, vi parlerò del “viaggio”, dal latino “viaticus”, che indica l'occorrente per mettersi in cammino, e dei suoi significati.

Il percorso è indicato solo per sognatori ... e sarà somministrato a piccole dosi ... tanto per non annoiare .. :book:




#68 CarloP

CarloP

    Rappresentante Moldweb a Chisinau


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Posted 24 July 2011 - 20:58

A me piace molto guardare le carte geografiche.
Un’immagine quasi infantile.

Sovente mi viene in mente in viaggio.
Mi immagino su una carta geografica come un punto infinitesimale.
È come vedermi perduto in uno spazio senza sapere dove sono esattamente.

Il viaggio riattiva lo sguardo, aumenta la capacità visiva e stimola la possibilità di memorizzare, di entrare anche nei ritagli di quello che si vede, perché ci si trova di fronte a cose insolite, mai viste prima, come persone, sguardi, luci, paesaggi, suoni. Tutto questo aumenta l’attenzione.

In questo cambiamento, forse in una sorta di sperdimento, si capisce quindi che uno veramente entra nella dimensione dell’altro luogo quando riesce a tirar fuori da se qualche parte segreta, che c’era, ma rimaneva dentro e che, probabilmente, non sarebbe mai uscita.

Tutta questa volontà di esilio, permette di aprire porte che altrimenti, probabilmente, rimarrebbero chiuse.

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Edited by CarloP, 24 July 2011 - 20:59.


#69 CarloP

CarloP

    Rappresentante Moldweb a Chisinau


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Posted 27 July 2011 - 13:58

... il “viaggio”, dal latino “viaticus”, indica l'occorrente per mettersi in cammino ...
Il percorso è per sognatori ... fate attenzione ...


Il motivo del viaggio e del viaggiatore è al centro di molta letteratura moderna e contemporanea, specialmente, ma non solo, sotto la forma del mito di Ulisse. Il viaggio è una delle metafore più presenti nell’immaginario collettivo occidentale: la vita viene intesa come un “cammino” o un “pellegrinaggio”, la morte come un “Trapasso”, i momenti decisivi della vita in società come “riti di passaggio” e così via.

E poi, viaggiare si, ma verso dove? C’è una meta o un limite al viaggiare?


Il percorso può svolgersi in senso rettilineo, verso una terra promessa, oppure avvolgersi su di sé, smarrendosi nella spirale.

La categoria del viandante si è con il tempo, e grazie a innumerevoli interpretazioni letterarie, arricchita di caratteri sempre più vari. Alle molteplici fisionomie del viaggiatore corrispondono i molti percorsi che si possono intraprendere. Il viaggio può avvenire per terra o per mare, nel cielo o solo con la fantasia. Può diventare un volo o un naufragio, svilupparsi sulla strada o per via d’acqua.

Ma perché si tratta di un tema tanto fortunato?


Forse perché rappresenta con i suoi aspetti indicativi la metafora del cammino umano, inteso come percorso di crescita che ognuno vive in maniera diversa, anche se apparentemente sembra seguire identiche tappe già prestabilite.

Ulisse ed Enea nel Mondo classico rappresentano la figura del viaggiatore antico, l’eroe, l’uomo coraggioso, in grado di affrontare spostamenti faticosi e sorprendenti, incontri magici e soprannaturali. Attraverso il viaggio eroi come Ulisse affermano la propria autonomia in opposizione ad ogni disegno, umano o divino, che possa ostacolare la libertà e il desiderio di conoscenza.

Nel Medioevo, invece, l’interpretazione religiosa del viaggio è quella prevalente. Nascono nuove figure di viaggiatori come quella del pellegrino, interessato al viaggio come penitenza da affrontare per scontare peccati commessi, che approfondisce attraverso l’avventura del viaggio la conoscenza di sé per il raggiungimento della perfezione morale; del mercante, che, come Marco Polo, può diventare il narratore di paesi lontani e di popoli sconosciuti.

Con il Rinascimento, il viaggio diventa occasione di scoperte di nuove terre, di nuove civiltà, di nuovi valori che mettono in crisi i vecchi modelli universalmente riconosciuti come tali. In questo periodo i viaggi si intensificano anche a prescindere dalle grandi scoperte geografiche.

Nel Seicento la concezione del viaggio coincide ormai con quella moderna: si viaggia con precisi interessi e finalità. Protagonisti del Seicento sono i mercanti, i geografi, i missionari. Ma si affronta un viaggio anche solo per provare forti emozioni, per visitare paesaggi e popoli diversi.

Nella letteratura del ‘900 il viaggio diventa un’esperienza al di fuori del tempo e dello spazio e anche se nella realtà moderna ha perso il suo antico significato di scoperta del mondo, mantiene invece il suo valore di metafora di tutte le esperienze umane.

Fino all’epoca moderna, dunque, il viaggio presenta due caratteri: quello Simbolico, l’uomo attraverso il viaggio si mette alla prova, e quello Pratico, il viaggio avviene perché risponde ad una necessità e all’interesse di un singolo o di un gruppo (la guerra, il commercio, il turismo).

Il viaggio assume quindi “significati” diversi in base al contesto in cui viene usato o in base all’epoca in cui viene “utilizzato”. Può essere visto quindi come “fuga”, come “rivolta”, come “metafora” (della morte o dell’inquietudine personale per esempio) oppure come mezzo per “conoscere se stessi e il mondo”.

Edited by CarloP, 27 July 2011 - 13:59.


#70 CarloP

CarloP

    Rappresentante Moldweb a Chisinau


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Posted 29 July 2011 - 09:03

... il “viaggio”, dal latino “viaticus”, indica l'occorrente per mettersi in cammino ...
Il percorso è indicato solo per sognatori ... e sarà somministrato a piccole dosi ... :book:


Viaggio come fuga

Il tema del viaggio come fuga ritorna spesso nella letteratura del ‘900.
Ogni viaggio inizia con una partenza, con un distacco, che può apparire sia come qualcosa di necessario per sfuggire a una condizione di miseria o di emarginazione, sia come tradimento delle proprie origini, come perdita di parte della nostra vita e di noi stessi.

E’ questo il tema affrontato da Anderson nella novella che chiude i “Racconti dell’Ohio”.
In questo racconto l’autore ricostruisce la vita di una cittadina americana. Del protagonista si mostra la solitudine e il desiderio di fuggire, il desiderio di ricerca del nuovo. Quindi il tema centrale è il viaggio legato al bisogno di cambiamento e di avventura, ma questo nasconde anche la nostalgia per la perdita di una parte della propria vita. Il protagonista fugge da una società rurale destinata a morire per il sopravvento della società industriale che può avere su questa e nonostante tutto gli sembra di tradire le proprie origini, sensazione che lo accompagnerà per tutta la vita.

Lo stesso tema si ripresenta anche nel dopoguerra, ma con caratteri più drammatici, come l’emigrazione.
Sarà proprio il tema dell’emigrazione e del Sogno Americano vissuto come occasione di riscatto umano e sociale l’argomento centrale de “Il lungo viaggio” di Sciascia.
In particolare nel suo brano l’autore mette in evidenza la situazione in cui si trovava la Sicilia nel dopoguerra, evidenziandone soprattutto gli aspetti più drammatici. L’emigrazione viene quindi vista come l’unica via di fuga da una vita misera e di stenti. Il sogno americano però, per gli sfortunati protagonisti del racconto, sembra destinato a non realizzarsi. Infatti, dopo aver venduto tutti i loro beni per permettersi il viaggio nel Nuovo Continente, si accorgeranno di essere sbarcati invece in Sicilia.

Un'amaro accostamento a quanto avviene tutt'ora ...
questo è quello che Sostiene Pereira. In tempi come questi, dall'Italia, si scappa dalla seriosità degli impegnati, dalla stupidaggine dei dinamici, dal cinismo degli uomini-guida, dalla volgarità dei profittatori in buona o in cattiva coscienza.

Edited by CarloP, 29 July 2011 - 09:04.


#71 CarloP

CarloP

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Posted 10 August 2011 - 14:01

Viaggio come rivolta

Negli anni cinquanta il viaggio diventa rappresentante di rivolta con la beat generation, viene visto come un’esperienza conoscitiva in opposizione ai valori della società borghese. I giovani vedono nel viaggio uno stile di vita fuori dalle regole imposte dalla società, un modo per ribellarsi a tutti i preconcetti.
Il libro di Jack Kerouac, “On The road” è diventato il manifesto di questi giovani. L’espressione americana indica il tentativo dei ragazzi di sottrarsi ad un modello di vita basato principalmente sul consumismo, ma rivela anche l’attaccamento della cultura degli Stati Uniti al tema del viaggio, facilmente comprensibile visto anche che tale nazione è stata fondata da pionieri, vale a dire viaggiatori avventurosi.
Il romanzo, pubblicato nel 1957, racconta, sulla base di un intreccio che sembra casuale, il vagabondaggio di due giovani attraverso lo sterminato paesaggio dell’America, compiuto con mezzi di fortuna e senza una meta precisa.
Nel corso dei loro vagabondaggi, i due protagonisti sperimentano la loro voglia di vivere in una sensazione di libertà, componenti del “sogno americano” visto da Kerouac.
Un sogno d’avventura, ricco di suggestioni, che conduce verso un traguardo più che geografico: una meta che resta difficilissima da precisare.
Negli anni ’60 il romanzo diviene il manifesto della cosiddetta beat-generation, alla lettera “generazione battuta”, ma contemporaneamente, e proprio perché sconfitta secondo l’opinione e i valori convenzionali, anche “beata”. La gioventù americana degli anni tra guerra fredda e contestazione, attraverso la ribellione alla vita borghese, il bisogno di una vita nomade e anarchica, nascondeva il bisogno dell’emozione del battito (beat appunto) del cuore, della “scintilla” che vuole esplodere, un bisogno d’autenticità.
Da qui lo stimolo dell’andare, del partire e ripartire sempre.
Spazio e tempo si propongono nel romanzo in una dimensione resa esasperata dalla velocità con cui i personaggi si muovono.
“Dobbiamo andare e non fermarci finché non siamo arrivati”, dice uno di loro; e alla domanda: “Dove andiamo”, risponde” Non lo so, ma dobbiamo andare”.

#72 CarloP

CarloP

    Rappresentante Moldweb a Chisinau


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Posted 11 August 2011 - 09:41

Concludo le riflessioni sul quello che ha rappresentato, e rappresenta tuttora, il viaggio per molte persone.

Il viaggio, metafora, conoscenza, e turismo
Come abbiamo accennato prima, il viaggio assume anche il carattere di metafora: può essere metafora della morte e dell’inquietudine personale, spirituale.
Solo verso la fine del Settecento il viaggio diventa un’esperienza interessante per sé, nasce il viaggio di piacere, fine a se stesso. Diventa quindi mezzo utile per l’apprendistato, per la crescita intellettuale e morale, per l’educazione al mondo e alla vita. Il viaggio rispondeva alla necessità di conoscere, di sprovincializzare la propria cultura, uscire dal proprio mondo ristretto, fare esperienze personali in nuovi paesi.
Anche nel ‘900, nonostante tutte le comodità di cui si dispone, il viaggio non ha perso il suo carattere avventuroso verso mete lontane e difficili da raggiungere.Viaggiare in questo modo è mettersi alla prova, verificare quali sono i nostri limiti, confrontare il proprio mondo, la propria realtà con quella di altri popoli.
Il viaggio è la ricerca di naturalezza e spontaneità: viaggiare vuol dire rifiutare le proprie radici, allontanarsi dalle tradizioni e dalla cultura di cui si fa parte, significa lottare contro i conformismi, cercare se stessi e combattere per questo scopo, rifiutare le costrizioni e i preconcetti ideologici che ci vengono imposti. Insomma lo spirito di chi nel viaggio e nei luoghi e nelle persone incontrate ritrova le dimensioni di una ricerca e di un arricchimento interiore e personale.
I viaggi, prima della Rivoluzione Industriale, erano motivati non dal piacere, ma da necessità pratiche. Solo nel XIX secolo si assiste ad un mutamento radicale: grazie ai mezzi di trasporto il viaggio si trasforma in gradevole evasione verso mete sconosciute. Il turista desidera fuggire dalla civiltà verso luoghi inviolati, che però cessano di essere tali per le numerose schiere di turisti che li raggiungono, e che li trasformano in breve tempo in luoghi simili a quelli da cui desideravano fuggire. Il turismo di massa è un fenomeno, un sintomo, del profondo disagio che caratterizza la società contemporanea.
In effetti il più antico e autentico significato del viaggio è ancora alla portata di ciascuno di noi. Affrontare anche un piccolo spostamento con mente aperta, procedere con calma, concedersi momenti di silenzio, non preoccuparsi di vedere e ricordare tutto, ma soffermarsi ad osservare il mondo senza pregiudizi, ad ascoltare le innumerevoli storie che gli uomini e gli ambienti hanno da raccontare è spesso sufficiente a trasformare il turista in un antico viandante.

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Edited by CarloP, 11 August 2011 - 09:52.


#73 CarloP

CarloP

    Rappresentante Moldweb a Chisinau


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Posted 18 August 2011 - 15:11

C'è una trasmissione radiofonica, che ascolto quasi quotidianamente.
Più o meno sempre alla stessa ora, percorrendo sempre lo stesso percorso
che mi conduce da una passione all'altra della mia vita,
tra due mondi diversi ma forse simili,
tra l'architettura e le mura di un ristorante.

La trasmissione si chiama “IO SONO QUI”.
Racconta la vita del conduttore, l'io narrante.
Ogni giorno su Radio24 Matteo racconta un capitolo della sua vita,
quella che sta ricostruendo, cercando continui spunti su cui riflettere.
“Io sono qui” è il diario di una persona che si mette in gioco e cerca nuove angolazioni da cui osservare il mondo, per rimettere insieme i pezzi della propria vita.

"Io sono qui" è un’affermazione, una provocazione, è una presa di posizione, un punto da cui raccontare e da cui ascoltare i racconti degli altri, quelli di cui abbiamo parlato spiegando il significato di “viaggio”.

Io sono qui e voi, dove siete.

Edited by CarloP, 18 August 2011 - 15:14.


#74 CarloP

CarloP

    Rappresentante Moldweb a Chisinau


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Posted 02 September 2011 - 16:30

Sostiene Pereira
di aver letto una cosa molto interessante in questi giorni ...


ELOGIO DELLA STUPIDITA’

Immagine Postata

E’ difficile acchiappare un gatto nero in una stanza buia soprattutto quando non c’è.
Proverbio Cinese

L’uomo ha raccolto tutta la saggezza dei suoi predecessori, e guardate quanto è stupido.
Elias Canetti

I saggi non hanno bisogno di suggerimenti. Gli sciocchi, non ne tengono conto.
Benjamin Franklin

Quando avrete abbattuto l’ultimo albero, quando avrete pescato l’ultimo pesce, quando avrete inquinato l’ultimo fiume, allora vi accorgerete che non si può mangiare il denaro.
Proverbio Indiano

Quando nel mondo appare un vero genio, lo si riconosce dal fatto che tutti gli idioti fanno banda contro di lui.
Jonathan Swift

La passione fa sovente un pazzo dell’uomo più abile e rende spesso abili i più sciocchi.
François de la Rochefoucauld

Chiunque può sbagliare; ma nessuno, se non è uno sciocco, persevera nell’errore.
Cicerone

Agli stupidi non capita mai di pensare che il merito e la buona sorte sono strettamente correlati.
Johann Wolfgang von Goethe

Il saggio sa di essere stupido, è lo stupido invece che crede di essere saggio.
William Shakespeare

Il re è senz’altro meno stupido di quelli che lo considerano un re.
Carl William Brown

Ci sono scemenze ben presentate come ci sono scemi ben vestiti.
Nicolas de Chamfort
Si vive in un’epoca in cui solo gli ottusi sono presi sul serio, e io vivo nel terrore di non essere frainteso.
Oscar Wilde

Due cose sono infinite: l’universo e la stupidità umana, ma riguardo l’universo ho ancora dei dubbi.
Albert Einstein

Dovetti scegliere tra morte e stupidità. Sopravvissi.
Gesualdo Bufalino

Il problema dell’umanità è che gli stupidi sono strasicuri, mentre gli intelligenti sono pieni di dubbi.
Bertrand Russell

La stupidità umana è eterna. Tutte le volte che Socrate rinascerà, sarà condannato.
Alain

La somma dell’intelligenza sulla Terra è costante; la popolazione è in aumento.
Anonimo

L’essere umano sarebbe felice se tutto l’ingegno che gli uomini pongono nel riparare le loro idiozie, lo impiegassero nel non farle.
G.B. Shaw

Niente è più difficile da vedere con i propri occhi di quello che si ha sotto il naso.
J.W. Goethe

Passare per idiota agli occhi di un imbecille è voluttà da finissimo buongustaio.
Georges Courteline

Dovunque e comunque si manifesti l’eccellenza, subito la generale mediocrità si allea e congiura per soffocarla.
Arthur Schopenhauer

Le anatre depongono le loro uova in silenzio. Le galline invece starnazzano come impazzite. Qual è la conseguenza? Tutto il mondo mangia uova di gallina.
Henry Ford

Noi viviamo nell’epoca in cui la gente è così laboriosa da diventare stupida.
Oscar Wilde

Se gli uomini non commettessero talvolta delle sciocchezze, non accadrebbe assolutamente nulla di intelligente.
Ludwig Wittgenstein


Le persone sagge parlano perché hanno qualcosa da dire. Le persone sciocche perché hanno da dire qualcosa. Anonimo

L’incredulità è la saggezza degli stupidi.
Josh Billings

Uno stolto che non dice verbo non si distingue da un savio che tace.
Molière

Ogni volta che si fa una cosa stupidissima si è sempre mossi dai motivi più nobili.
Oscar Wilde

Quattrini e cretini non si fanno compagnia.
James Joyce

Pensare di vincere attraverso la sconfitta, ecco il masochismo della specie umana, ecco l’apoteosi della religione, ecco il trionfo della stupidità.
C.W. Brown

Il rimpianto è il passatempo degli incapaci.
Ugo Ojetti

Non temere mai di dire cose insensate, ma ascoltale bene quando le dici.
Ludwig Wittgenstein

Si può ben perdonare a un uomo di essere sciocco per un’ora, quando ci sono tanti che non smettono mai di esserlo nemmeno per un’ora in tutta la loro vita.
Francisco de Quevedo

L’orgoglio è l’immancabile vizio degli stupidi.
Alexander Pope

Il massimo della stupidità si raggiunge non tanto ingannando gli altri ma sé stessi, sapendolo. Si può ingannare tutti una volta, qualcuno qualche volta, mai tutti per sempre.
John Fitzgerald Kennedy

fonte : http://www.daimon.org



Edited by CarloP, 02 September 2011 - 16:38.


#75 CarloP

CarloP

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Posted 06 September 2011 - 14:27

LA LEGGENDA PERSONALE
"La tua leggenda personale è quello che hai sempre desiderato fare.
Tutti, all'inizio della gioventù, sanno qual è la propria Leggenda Personale.
In quel periodo della vita tutto è chiaro, tutto è possibile, e gli uomini non hanno paura di sognare e di desiderare tutto quello che vorrebbero vedere e fare nella vita.
Ma poi, a mano a mano che il tempo passa, una misteriosa forza comincia a tentare di dimostrare come sia impossibile realizzare la propria Leggenda Personale…
Si tratta di forze che sembrano negative, ma che in realtà ti insegnano a realizzare la tua Leggenda Personale.
Preparano il tuo spirito e la tua volontà.
Perché esiste una grande verità su questo pianeta: chiunque tu sia o qualunque cosa tu faccia, quando desideri una cosa con volontà è perché questo desiderio è nato nell'anima dell'Universo.
Questa cosa rappresenta la tua missione sulla terra...
L'anima del mondo è alimentata dalla felicità degli uomini.
O dall'infelicità, dall'invidia, dalla gelosia.
Realizzare la propria Leggenda Personale è il solo dovere degli uomini.
Tutto è una sola cosa.
E quando desideri qualcosa, tutto l'Universo cospira affinché tu possa realizzare il tuo desiderio."

*
Sembra che tutti abbiano l’idea esatta di come dobbiamo vivere la nostra vita. E non sanno mai come devono vivere la loro.

*
Il segreto risiede solo nel presente. Se presterai attenzione al presente, potrai migliorarlo. E se migliorerai il presente, anche ciò che accadrà dopo sarà migliore. Dimentica il futuro e vivi ogni giorno della tua vita negli insegnamenti della Legge, e nella fiducia che Dio ha cura dei propri figli. Ogni giorno porta… con sé l’Eternità.

(L'Alchimista, Paulo Coelho)

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Edited by CarloP, 06 September 2011 - 14:30.


#76 jerrydrake

jerrydrake

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Posted 06 September 2011 - 15:55

Sostiene Pereira
di aver letto una cosa molto interessante in questi giorni ...


ELOGIO DELLA STUPIDITA’

Immagine Postata


E’ difficile acchiappare un gatto nero in una stanza buia soprattutto quando non c’è.
Proverbio Cinese

L’uomo ha raccolto tutta la saggezza dei suoi predecessori, e guardate quanto è stupido.
Elias Canetti

I saggi non hanno bisogno di suggerimenti. Gli sciocchi, non ne tengono conto.
Benjamin Franklin

Quando avrete abbattuto l’ultimo albero, quando avrete pescato l’ultimo pesce, quando avrete inquinato l’ultimo fiume, allora vi accorgerete che non si può mangiare il denaro.
Proverbio Indiano

Quando nel mondo appare un vero genio, lo si riconosce dal fatto che tutti gli idioti fanno banda contro di lui.
Jonathan Swift

La passione fa sovente un pazzo dell’uomo più abile e rende spesso abili i più sciocchi.
François de la Rochefoucauld

Chiunque può sbagliare; ma nessuno, se non è uno sciocco, persevera nell’errore.
Cicerone

Agli stupidi non capita mai di pensare che il merito e la buona sorte sono strettamente correlati.
Johann Wolfgang von Goethe

Il saggio sa di essere stupido, è lo stupido invece che crede di essere saggio.
William Shakespeare

Il re è senz’altro meno stupido di quelli che lo considerano un re.
Carl William Brown

Ci sono scemenze ben presentate come ci sono scemi ben vestiti.
Nicolas de Chamfort
Si vive in un’epoca in cui solo gli ottusi sono presi sul serio, e io vivo nel terrore di non essere frainteso.
Oscar Wilde

Due cose sono infinite: l’universo e la stupidità umana, ma riguardo l’universo ho ancora dei dubbi.
Albert Einstein

Dovetti scegliere tra morte e stupidità. Sopravvissi.
Gesualdo Bufalino

Il problema dell’umanità è che gli stupidi sono strasicuri, mentre gli intelligenti sono pieni di dubbi.
Bertrand Russell

La stupidità umana è eterna. Tutte le volte che Socrate rinascerà, sarà condannato.
Alain

La somma dell’intelligenza sulla Terra è costante; la popolazione è in aumento.
Anonimo

L’essere umano sarebbe felice se tutto l’ingegno che gli uomini pongono nel riparare le loro idiozie, lo impiegassero nel non farle.
G.B. Shaw

Niente è più difficile da vedere con i propri occhi di quello che si ha sotto il naso.
J.W. Goethe

Passare per idiota agli occhi di un imbecille è voluttà da finissimo buongustaio.
Georges Courteline

Dovunque e comunque si manifesti l’eccellenza, subito la generale mediocrità si allea e congiura per soffocarla.
Arthur Schopenhauer

Le anatre depongono le loro uova in silenzio. Le galline invece starnazzano come impazzite. Qual è la conseguenza? Tutto il mondo mangia uova di gallina.
Henry Ford

Noi viviamo nell’epoca in cui la gente è così laboriosa da diventare stupida.
Oscar Wilde

Se gli uomini non commettessero talvolta delle sciocchezze, non accadrebbe assolutamente nulla di intelligente.
Ludwig Wittgenstein


Le persone sagge parlano perché hanno qualcosa da dire. Le persone sciocche perché hanno da dire qualcosa. Anonimo

L’incredulità è la saggezza degli stupidi.
Josh Billings

Uno stolto che non dice verbo non si distingue da un savio che tace.
Molière

Ogni volta che si fa una cosa stupidissima si è sempre mossi dai motivi più nobili.
Oscar Wilde

Quattrini e cretini non si fanno compagnia.
James Joyce

Pensare di vincere attraverso la sconfitta, ecco il masochismo della specie umana, ecco l’apoteosi della religione, ecco il trionfo della stupidità.
C.W. Brown

Il rimpianto è il passatempo degli incapaci.
Ugo Ojetti

Non temere mai di dire cose insensate, ma ascoltale bene quando le dici.
Ludwig Wittgenstein

Si può ben perdonare a un uomo di essere sciocco per un’ora, quando ci sono tanti che non smettono mai di esserlo nemmeno per un’ora in tutta la loro vita.
Francisco de Quevedo

L’orgoglio è l’immancabile vizio degli stupidi.
Alexander Pope

Il massimo della stupidità si raggiunge non tanto ingannando gli altri ma sé stessi, sapendolo. Si può ingannare tutti una volta, qualcuno qualche volta, mai tutti per sempre.
John Fitzgerald Kennedy

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Beh una ripassata ogni tanto è d' uopo :)

#77 CarloP

CarloP

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Posted 06 September 2011 - 18:25

Beh una ripassata ogni tanto è d' uopo :)


Si .. soprattutto per i ripetenti ... :sm7:

#78 CarloP

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Posted 09 September 2011 - 11:05

Riprendiamo il nostro viaggio ...

IL VIAGGIO
(VIAGGIARE APRE LA MENTE)

Viaggio, dal latino viaticum che stava ad indicare ciò che era necessario portarsi dietro per mettersi in cammino. Il rapporto dell'uomo con il viaggio è qualcosa che ha riempito milioni di pagine di libri, racconti, diari. Mettendo in luce significati diversi legati ad esso: la scoperta, la conoscenza di altri popoli e di se stessi, una prova richiesta dagli dei. Paura, gioia, timore, curiosità; quante emozioni legate al viaggio, quante sollecitazioni ad aprirsi all'ignoto. "Fatti non foste a viver come bruti ma per seguir virtute e canoscenza". Dante, nella Divina Commedia dona al viaggio tutta la sua portata di apertura mentale, di abbandono, per poco o tanto tempo, di abitudini e chiusure al nuovo.
E poi London, Stevenson, Salgari, Conrad per citare solo alcuni autori che hanno fatto del viaggio una materia di memorabili sogni ad occhi aperti per tanti di noi. A volte anche per loro stessi. Salgari scrisse i suoi libri sulla Malesia senza muoversi dalla sua stanza testimoniando così un bisogno profondo di andare altrove, anche quando non lo si può assecondare fisicamente.

Immagine Postata

Viaggiare è spostarsi nel tempo oltre che nello spazio, è scoprire luoghi fermi a epoche quasi remote, è vedere vestigia di tempi lontanissimi, è ammirare spazi naturali su cui il tempo ha disegnato mutamenti profondi. Forse per questo Cabrera Infante diceva che: "La geografia è più importante della storia perché la contiene".
Oggi viaggiare è diventato molto più facile, spesso portando a confondere il viaggio con lo spostamento. Ma se il primo contiene e presuppone il secondo, non è detto che avvenga l'inverso. Il viaggio cambia qualcosa. Proust diceva: "Il vero viaggio di scoperta non consiste nel trovare nuove terre ma nel trovare nuovi occhi". E questo dice molto sul viaggio come apertura mentale, come possibilità che ci si da di svestirsi dei soliti modi di pensare.

Immagine Postata

Oggi il poter fare viaggi è diventata un'esperienza più democratica, alla portata di molte più persone anche grazie ai costi più contenuti degli spostamenti aerei per esempio. Compagnie come Easyjet o Ryanair dando vita al fenomeno del così detto low cost, hanno reso possibili tariffe sempre più invitanti. Via via altre compagnie aeree si sono aggiunte dando al turista e al viaggiatore un'offerta sempre più ampia e variegata. Anche la nostra Alitalia e le altre compagnie tradizionali si sono dovute adeguare per competere con i voli low cost delle compagnie a basso costo. Ai voli si sono poi aggiunti pacchetti più articolati che includevano i pernottamenti e il noleggio di macchine. Si potrà obiettare che tutto ciò ha dato anche vita al turismo di massa, con le ricadute che conosciamo. Vero, però è altrettanto vero che tutto ciò ha dato la possibilità di viaggiare a persone che, diversamente, non lo avrebbero mai potuto fare. Come poi una persona affronta il viaggio, che bagaglio umano ne riporta a casa è un altro discorso. È però innegabile che la facilità e l'economicità degli spostamenti abbia dato a molte persone la possibilità di diventare viaggiatori. Che poi lo siano diventati è cosa che non dipende da chi si occupa di turismo.

Immagine Postata

Il viaggio comincia con la preparazione di esso, anzi ancora prima; con l'idea del viaggio. Vagliare le possibili destinazioni, sceglierne una, consultare le guide della meta prescelta, sdraiarsi sul pavimento di casa con la cartina per studiare un possibile itinerario; tutto ciò è già il viaggio. Perché proprio quella meta? Cosa risuona in noi, cosa ci ricorda, che aspettative mette in gioco? E siamo già in movimento con la testa. E con le dita. Sulla tastiera di un computer. La rete ha dato un ulteriore impulso al viaggiare. La possibilità di raccogliere centinaia di informazioni in pochi minuti sugli aspetti logistici del viaggio, di sbrigare in poco tempo le operazioni più prosaiche, ha trasformato quasi in un gioco quegli aspetti pratici non sempre seguiti con piacere da chi si mette in viaggio: scegliere l'itinerario, trovare gli orari di aerei e treni, dove dormire, a quanto? Adesso è tutto più semplice e quasi divertente.
Che si viaggi per piacere, per lavoro, per amore, per inseguire un sogno o perché un sogno si è infranto, è sempre qualcosa che introduce nella mente il cambiamento e il movimento. Bisogno, desiderio o necessità è bello pensare di darsi la possibilità di sorprendersi, di aprirsi a percezioni nuove, di perdersi e, perché no, di confondersi e mescolare le carte. Quando la mente viaggia i ricordi si mettono a giocare sbarazzini, le immagini si sbizzarriscono per non sbiadire e noi ci sentiamo più recettivi. E il bello del viaggio è ricostruirlo poi nella mente come preferiamo, senza una logica apparente e senza sentirci costretti a riviverlo nell'esatto ordine in cui lo abbiamo fatto. Perché, come scriveva Benjamin Disraeli: "Come tutti i viaggiatori ho visto più di quanto ricordo e ricordo più di quanto ho visto."

(A cura di Geraldine Meyer)

Edited by CarloP, 09 September 2011 - 11:11.


#79 CarloP

CarloP

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Posted 14 September 2011 - 11:05


http://www.youtube.com/watch?v=qx-THy0UBgE

Edited by CarloP, 14 September 2011 - 11:06.


#80 CarloP

CarloP

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Posted 16 September 2011 - 15:04

Spesso ci sono canzoni che fanno da sottofondo ai tuoi pensieri, alle tue riflessioni ... si proprio nei momenti in cui stai pensando a qualche cosa, qualunque essa sia.

Questa è una di quelle. Un grande Massimo, visto recentemente a Loano,
in una conferenza concerto, con una canzone scritta con il mitico Faber ...

Edited by CarloP, 16 September 2011 - 15:13.