Posted 19 September 2011 - 14:22
La Moldova non è un paese per ciclisti
Ieri a Chisinau hanno ammazzato un ragazzino che andava in bicicletta. La notizia potrebbe non apparire così straordinaria, in occidente la cronaca è piena di questi incidenti: un ragazzo investito mentre andava in bicicletta, cosa vuoi che sia?
Beh, non è proprio così, la notizia ha dello straordinario se si pensa che a Chisinau, ad essere larghi, circolano non più di dieci biciclette.
Ne ammazzano uno, quindi uno su dieci, una percentuale rilevante.
In Moldova i ciclisti sono mal visti, sono considerati poco più che provocatori, dei pazzoidi che si ostinano a sfidare la sorte in sella ad una bicicletta, sono dei bersagli viventi.
" Puah, cosa vogliono questi!" è il commento del conducente moldavo di auto quando vede un ciclista.
La bicicletta come mezzo di locomozione cittadino non ha attecchito in Moldova, è considerata un mezzo da poveracci, i moldavi non hanno una cultura verde, non considerano l'inquinamento una minaccia e pensano che chi va in bicicletta sia uno stravagante.
Un pò quello che succede in Italia e in occidente se si vede un tizio che va al lavoro in monopattino.
Le autorità cittadine si affannano ad organizzare ogni anno la domenica del ciclista, anche ieri si è celebrata questa festa, infatti...ne hanno ammazzato uno.
Una festa...con il morto!
Da vecchio cinefilo qual sono mi viene in mente un vecchio film con Burt Lancaster, "Nessuna pietà per Ulzana", ebbene, in quel film un indiano apache, nel rispondere alla domanda di un ufficiale americano del perchè gli apache ammazzano la gente, dice che gli indiani prendono forza quando ammazzano un bianco.
Come gli apache il conducente d'auto moldavo prenda forza...quando ammazza un ragazzino in bicicletta.
Praticamente il ciclista moldavo, nella fantasia dei conducenti auto, non è nemmeno un essere umano, è un volgare "velosipedist", non appartiene alla razza degli umani.
In un nostro viaggio in Danimarca la caratteristica del paese che ha colpito di più mia moglie Valentina, sia sempre benedetto il suo nome, è stata la grande diffusione delle biciclette, rimaneva a bocca aperta dallo stupore nel vedere tutta quella gente pedalare allegramente.
Non parliamo poi quando vedeva centinaia di biciclette abbandonate per strada!
Spero che a nessun italiano venga in mente di commercalizzare biciclette in Moldova, sarebbe incitare al suicidio, punibile, secondo la legge moldava, da cinque a dieci anni di carcere.