Salta al contenuto


Moldweb
Moldova Community Italia utilizza cookies. Leggi le Regole privacy per maggiori informazioni. Per rimuovere questo messaggio clicca sul pulsante qui di fianco:    Accetto l'uso dei cookies
  • Login con Facebook Login con Twitter Log In with Google      Login   
  • Registrati


  •  


Benvenuto su Moldweb

Immagine Postata Benvenuto su Moldweb. Come puoi vedere, da semplice visitatore del forum non ti è permesso interagire attivamente con la community, di sentirti parte di questo meraviglioso posto, per questo ti invitiamo a registrarti! Registrati subito o fai il login. Immagine Postata
Se poi hai un account Immagine Postata, Immagine Postata, Immagine Postatao Immagine Postata è ancora più facile! Senza registrarti, fai direttamente il login con le tue credenziali Google, Facebook, Twitter o OpenId. Ti aspettiamo online con noi, tu cosa aspetti? Immagine Postata
Guest Message by DevFuse
 

Foto
* * * - - 5 Voti

Diario moldavo


Discussione archiviata. Non è più possibile intervenire in questa discussione.
4361 risposte a questa discussione

#1081 bacco

bacco

    Advanced Member


  • 1567 messaggi
  • Iscritto il: 02-maggio 06

Inviato 10 giugno 2011 - 09:05

Avete parlato di tutte le localita Moldave e avete tralasciato un villaggio che si trova tra Cahul e Giurgiulesti,il suo nome è "Brinza"mi parlano che è un villaggio tranquillo,proprio vicino al fiume Prut,insomma un paese che a luglio mi fermero a visitarlo,dopo vi sapro dire cose interessanti.

#1082 VincentHanna

VincentHanna

    Advanced Member


  • 1410 messaggi
  • Iscritto il: 24-novembre 10

Inviato 10 giugno 2011 - 13:14

Da noi in Moldova nel dare mazzette c'è tutto un'arte.

Ricordo la mia prima specie di "mazzetta" se così possiamo chiamarla quando nel primo anno delle medie subito dopo le lezioni per divertimento ed euforia pre-adolescenziale abbiamo scassato la porta della nostra amata classe. Sono volati via dei grossi pezzi di intonaco e cemento che in pratica reggevano la carcassa. Subito in quel momento è apparsa dal nulla :) la nostra coordinatrice/ "diriginta" che vedendo quel orrendo spettacolo ha fatto uno dei suoi sguardi appuntiti come quando ti presentavi senza i compiti fatti, segno che la situazione era tesa. Eravamo in tre, che avevamo più paura di lei che del diavolo e ogni parola superflua poteva solo peggiorare la cosa. Ma data la sua buon'anima c'ha fatto ben presente la situazione, o la ripariamo (come vogliamo) entro domani mattina e cioè nel pomeriggio oppure chiama i genitori. Tra le due opzioni era meglio muovere il culo per cercare qualche ubriacone mestierante che potesse improvvisare qualcosa sul muro che finire sotto quella dolce cintura dei genitori o altro. Rendendoci conto della bravata abbiamo promesso di farcela entro il giorno senza quel disperato appello ai genitori. A quel punto Victor il meno schivo di noi che era al corrente di tutto quello che c'era da sapere e non solo disse che c'è la bidella "quella specie di rinoceronte" che svolgeva lavori di muratura. Non ci è voluto molto per rintracciarla, era al piano terra e come al solito a lavare i pavimenti dopo che tutti se ne sono andati. Ci avviciniamo e non sappiamo che dire di preciso. Allora lei si ferma e fa "che avete combinato ?" appoggiandosi con le braccia sulla manica della "shvabra" quasi a sorriderci. Non fece in tempo a finire la domanda che subito abbiamo risposto in coro "ci serve aiuto, abbiamo scassato la porta di classe ... e sono saltati dei pezzi di calcio, intonaco". "Allora vi siete divertiti eh ? Vi da noia correre e sghignazzare fuori nel cortile ? Adesso a chi tocca pagare ? Un po' di legnate ecco cosa vi ci vuole" disse lei con un tono più aggressivo riprendendo il suo lavoro. Con questa morale eravamo a terra quasi a sentire il bruciore sul sedere provocato da quella maledetta cintura tanto meritata. "300 g di napolitane / wafers e un gelato" "Che gelato ?" "Di 2 lei ... come si chiama ... original, e presto su che nessuno vi veda". I tre etti di wafers era un costo, una somma di cui nessuno disponeva, ma tant'è che alla fine abbiamo racimolato il dovuto grazie a Victor che conosceva bene il nascondino della madre tenuto lontano dal padre col leggero vizio di bere. Li prese come un prestito per poi restituirlo coi vari lavoretti furbi che faceva. In pochi minuti eravamo in classe con la nostra bidella che aveva già iniziato da un bel po' a coprire gli spazi mancanti tra la carcassa e il muro . Con tutti gli attrezzi e materiale sotto mano (una cazzuola, un pennello, un poco di cemento, un vassoio,della sabbia) sembrava più un muratore con stage che una bidella per come si muoveva ed era preparata, sicuramente non eravamo i primi abbiamo pensato. "Sono 300 g questi ? Sembrano pochi, metteteli lì (sul banco) e andate casa al resto ci penso io. Guai a voi se qualcuno viene a sapere. Adesso via, a casa". Era più una garanzia, un patto tra di noi, che un avviso. Il giorno dopo per fortuna tutto era come nuovo, anzi sembrava più fresco a vederla riverniciata di bianco sui bordi ma nessuno si era accorto.

E' una sciocchezza che non è niente di male fatta da ragazzi, anzi devo ammettere è stata parecchio istruttiva che se non abbiamo più toccato le porte per quello che abbiamo vissuto c'erano sempre i banchi o le sedie a subire quella mancanza di energia. Quindi era più un aiuto da parte della bidella che ci ha chiesto di fare quella piccola e insignificante spesuccia, quasi simbolica, che una mazzetta poiché eravamo soltanto ragazzi che hanno imparato bene o male la lezione. E' diverso invece quando si è grandi, coscienti delle proprie capacità, ricorrere alle mazzette solo perché l'insegnante è nella giusta posizione di accettarli e di salvarti il culo quando tutto l'anno doveva sopportarti o non facevi niente, ancor di più quando il compito è lasciato ai genitori. Una tristezza ...

Ricordo quelle consegne di libri/quaderni/scatole di cioccolatini con dentro 50 o 100 ragioni/lei per ripensare al voto finale/semestrale (era solito andare ai prof di matematica e chimica) che mi raccontavano i compagni e ad alcune a cui ho personalmente assistito. Si usa un'esagerata corte e gentilezza da parte dello studente che dipende poi dal prof che si ha davanti, un linguaggio quasi teatrale fatto di simbolismi e metafore, infine una recitazione da oscar. Oltre a questo devi essere avvincente col tuo interlocutore/cliente. Ciò non vuol dire che tutti i prof erano corrotti, quando al liceo beccavi un prof che non si piegava a niente o dovevi studiare come un matto o studiare come un matto. Specie nelle università che non si piegano a cifre irrisorie come 50 euro. Eh, la cultura moldava ...

#1083 Rick

Rick

    Advanced Member


  • 17668 messaggi
  • Iscritto il: 25-agosto 05

Inviato 10 giugno 2011 - 20:44

complimenti

per la fluenza acquisita con l'italiano !

#1084 nikita

nikita

    Advanced Member


  • 6674 messaggi
  • Iscritto il: 16-agosto 05

Inviato 12 giugno 2011 - 05:28

Pare che qui in Moldova non esiste il reato di "abbandono del tetto coniugale", o se esiste, non viene mai applicato. Faccio questa considerazione in virtù di un fatto increscioso e doloroso di cui sono venuto a conoscenza: un mio parente da parte di Valentina è morto in casa solo come un cane dopo indicibili sofferenze perchè la moglie, emigrata in Canada, non ha dato più notizie di sè da tre anni e lo ha praticamente abbandonato pur sapendo che il marito era gravamente malato.
Io, ovviamente, mi sono incazzato come un treno ed ho chiesto che questa donna venisse come minimo denunciata è perseguita per abbandono del tetto coniugale senza giusta causa.
Tutti i parenti mi hanno guardato come il solito matto spaghettaro italiano!
<<Lascia perdere!>> mi hanno risposto in coro.
Superficialità, rassegnazione, sfiducia nella legge, vittimismo e autocommiserazione, fatalismo slavo.
Il caso di cui sopra non è un'eccezione qui in Moldova, è una situazione abbastanza diffusa, sono molti i mariti abbandonati dalla mogli emigrate in cerca di fortuna e, come spesso accade, la mogli non trovano la fortuna... ma qualcos'altro.
E' ovvio che le mogli emigrate se trovano altra "sistemazione" hanno tutto il diritto di fare quello che ritengono più opportuno, però dovrebbero come minimo avvisare il marito della nuova situazione e non scomparire nel nulla, o peggio, farsi vive solo per chiedere il divorzio.
Tanto per dare un quadro più completo della situazione, è anche vero che spesso i mariti rimasti in patria si danno alla bella vita con gli euro della moglie mentre lei si fa il mazzo all'estero.
Questo per par condicio bisogna dirlo.
Tornando al nostro caso, i parenti mi hanno detto che la moglie tornerà sicuramente a farsi viva per vendere l'appartamento dove abitava il marito e intascare il malloppo.
Azz...bella roba!
La cosa che mi fa imbestialire è che I moldavi prendono questa storia come un fatto "normale", inevitabile, insomma così doveva andare e così andrà, nessuno può farci niente.
Nessuno può farci niente un paio di balle!
Adesso i parenti dovranno accollarsi anche tutte le spese del funerale che, come tutti sanno, costa un pozzo di soldi con le pomane, i pranzi e via dicendo...mentre la moglie intascherà i soldi dell'appartamento e tornerà in Canada a farsi trombare.
Io quella stronza la denuncerei alla polizia e andrei all'Ambasciata del Canada per farla ricercare e perseguire!
Ma siamo in Moldova, questo non dobbiamo mai dimenticarlo.

Messaggio modificato da nikita il 12 giugno 2011 - 12:58


#1085 bacco

bacco

    Advanced Member


  • 1567 messaggi
  • Iscritto il: 02-maggio 06

Inviato 12 giugno 2011 - 08:40

Pare che qui in Moldova non esiste il reato di "abbandono del tetto coniugale", o se esiste, non viene mai applicato. Faccio questa considerazione in virtù di un fatto increscioso e doloroso di cui sono venuto a conoscenza: un mio parente da parte di Valentina è morto in casa solo come un cane dopo indicibili sofferenze perchè la moglie, emigrata in Canada, non ha dato più notizie di sè da tre anni e lo ha praticamente abbandonato pur sapendo che il marito era gravamente malato.
Io, ovviamente, mi sono incazzato come un treno ed ho chiesto che questa donna venisse come minimo denunciata è perseguita per abbandono del tetto coniugale senza giusta causa.
Tutti i parenti mi hanno guardato come il solito matto spaghettaro italiano!
<<Lascia perdere!>> mi hanno risposto in coro.
Superficialità, rassegnazione, sfiducia nella legge, vittimismo e autocommiserazione, fatalismo slavo.
Il caso di cui sopra non è un'eccezione qui in Moldova, è una situazione abbastanza diffusa, sono molti i mariti abbandonati dalla moglie emigrate in cerca di fortuna e, come spesso accade, la mogli non trovano la fortuna... ma qualcos'altro.
E' ovvio che le mogli emigrate se trovano altra "sistemazione" hanno tutto il diritto di fare quello che ritengono più opportuno, però dovrebbero come minimo avvisare il marito della nuova situazione e non scomparire nel nulla, o peggio, farsi vive solo per chiedere il divorzio.
Tanto per dare un quadro più completo della situazione, è anche vero che spesso i mariti rimasti in patria si danno alla bella vita con gli euro della moglie mentre lei si fa il mazzo all'estero.
Questo per par condicio bisogna dirlo.
Tornando al nostro caso, i parenti mi hanno detto che la moglie tornerà sicuramente a farsi viva per vendere l'appartamento dove abitava il marito e intascare il malloppo.
Azz...bella roba!
La cosa che mi fa imbestialire è che I moldavi prendono questa storia come un fatto "normale", inevitabile, insomma così doveva andare e così andrà, nessuno può farci niente.
Nessuno può farci niente un paio di balle!
Adesso i parenti dovranno accollarsi anche tutte le spese del funerale che, come tutti sanno, costa un pozzo di soldi con le pomane, i pranzi e via dicendo...mentre la moglie intascherà i soldi dell'appartamento e tornerà in Canada a farsi trombare.
Io quella stronza la denuncerei alla polizia e andrei all'Ambasciata del Canada per farla ricercare e perseguire!
Ma siamo in Moldova, questo non dobbiamo mai dimenticarlo.





Anche in Italia non esiste piu il reato di abbandono del tetto coniugale.I parenti dovevano pensarci prima e con una delega alla morte intascavano per le spese la meta dalla vendita dell'immobile.

#1086 nikita

nikita

    Advanced Member


  • 6674 messaggi
  • Iscritto il: 16-agosto 05

Inviato 12 giugno 2011 - 10:48

Anche in Italia non esiste piu il reato di abbandono del tetto coniugale.I parenti dovevano pensarci prima e con una delega alla morte intascavano per le spese la meta dalla vendita dell'immobile.


In Italia si può abbandonare il tetto coniugale solo per "giusta causa", non si può certo abbandonare il tetto coniugale perchè al marito puzzano i piedi, in nessun caso puoi abbandonare il tuo partner se è gravemente malato e ha bisogno di cure e assistenza.
In Italia è moralmente disdicevole, ma anche passibile di denuncia penale, se uno dei coniugi se ne va di casa perchè non vuole assistere il marito/moglie bisognoso/a di cure.
Così facendo l'istituzione del matrimonio si ridurrebbe ad una burletta come di fatto è in Moldova!
Qui la gente si sposa con la stessa leggerezza con cui va al bar a prendere un thè, tanto bastano tre giorni e tutto torna come prima: il marito se ne va per i fatti suoi e scompare fregandosene della moglie e dei figli, si dissolve nel nulla praticamente, mentre la moglie si ritrova con un figlio piccolo da mantenere.
Raramente il marito divorziato si occupa dei figli, questo è considerato "normale" in questo paese.
Conosco personalmente donne divorziate con prole che non vedono gli ex mariti da anni pur avendo dei figli in comune, qui è la norma, ovviamente ci sono anche le eccezioni, ma sono...eccezioni.

Messaggio modificato da nikita il 12 giugno 2011 - 12:54


#1087 CarloP

CarloP

    Rappresentante Moldweb a Chisinau


  • 3602 messaggi
  • Iscritto il: 23-dicembre 08

Inviato 12 giugno 2011 - 11:15

Superficialità, rassegnazione, sfiducia nella legge, vittimismo e autocommiserazione, fatalismo slavo.

... qui in Moldova, è una situazione abbastanza diffusa, sono molti i mariti abbandonati (?) dalla moglie emigrate in cerca di fortuna ....

Tanto per dare un quadro più completo della situazione, è anche vero che spesso i mariti rimasti in patria si danno alla bella vita con gli euro della moglie mentre lei si fa il mazzo all'estero.
Questo per par condicio bisogna dirlo.

La cosa che mi fa imbestialire è che I moldavi prendono questa storia come un fatto "normale", inevitabile, insomma così doveva andare e così andrà, nessuno può farci niente.

Nessuno può farci niente un paio di balle!
Ma siamo in Moldova, questo non dobbiamo mai dimenticarlo.


La situazione che descrivi e' una situazione drammatica, particolare. Niente da dire.

Mi chiedo, spesso, di rimando, anche quanti padri "paghino" gli alimenti ai figli, spesso dimenticati negli internat.

L'emigrazione moldava e' un'emigrazione al femminile, questo bisogna dirlo.

Sono gli uomini che per "comodita'" mandano le mogli all'estero in cerca di fortuna, fortuna da spendere nelle cose piu' futili o peggio ancora nei bar con gli amici.

Delle persone che conosco o sono emigrati marito e moglie insieme o e' emigrata solo la moglie. Le donne, credo, a mio parere, sono quelle che pagano il prezzo piu' alto, insieme ai bambini.

Nel mio "piccolo" cerchio, non conosco situzioni di mariti che hanno lasciato la moglie a casa, magari con i figli.

Ho lasciato alcune frasi tue che condivido appieno. Ho messo solo una sottolineatura in grassetto con un punto interrogativo in quanto la mia opinione e' differente, ma e' solo la mia opinione.

Quello di lottare per far cambiare le cose, questo forse e' il vero problema della societa' moldava.

Messaggio modificato da cp55 il 12 giugno 2011 - 11:24


#1088 Alfredo Ferrari

Alfredo Ferrari

    Advanced Member


  • 5887 messaggi
  • Iscritto il: 27-agosto 05

Inviato 12 giugno 2011 - 11:31

Los vencedores hacen que las cosas pasen, pos perdedores dejan que las cosas pasen.....

#1089 nikita

nikita

    Advanced Member


  • 6674 messaggi
  • Iscritto il: 16-agosto 05

Inviato 12 giugno 2011 - 13:09

Sono gli uomini che per "comodita'" mandano le mogli all'estero in cerca di fortuna, fortuna da spendere nelle cose piu' futili o peggio ancora nei bar con gli amici.

Delle persone che conosco o sono emigrati marito e moglie insieme o e' emigrata solo la moglie. Le donne, credo, a mio parere, sono quelle che pagano il prezzo piu' alto, insieme ai bambini.


Infatti:

Tanto per dare un quadro più completo della situazione, è anche vero che spesso i mariti rimasti in patria si danno alla bella vita con gli euro della moglie mentre lei si fa il mazzo all'estero.
Questo per par condicio bisogna dirlo.

Quello di lottare per far cambiare le cose, questo forse e' il vero problema della societa' moldava.


Più conosco la realtà moldava e più mi rendo conto che sarà difficilissimo cambiare le cose. Qui nessuno vuole lottare, si accetta tutto con rassegnazione e fatalismo.
Chi dovrebbe cambiare le cose?
I giovani: è la risposta più ovvia.
Dei giovani abbiamo parlato a lungo, ci sarebbero tante cose da dire, l'argomento meriterebbe un topic apposito.

Messaggio modificato da nikita il 12 giugno 2011 - 13:10


#1090 alex77fe

alex77fe

    Advanced Member


  • 695 messaggi
  • Iscritto il: 27-agosto 08

Inviato 12 giugno 2011 - 19:45

Infatti:



Più conosco la realtà moldava e più mi rendo conto che sarà difficilissimo cambiare le cose. Qui nessuno vuole lottare, si accetta tutto con rassegnazione e fatalismo.
Chi dovrebbe cambiare le cose?
I giovani: è la risposta più ovvia.
Dei giovani abbiamo parlato a lungo, ci sarebbero tante cose da dire, l'argomento meriterebbe un topic apposito.


Con parte della manodopera e dei cervelli emigrati altrove non fai molta strada... meglio se la Moldova accetta "una certa invasione" da parte delle multinazionali e accetta i loro comodi (quindi rischi di vedere infrastrutture costruite,usate per alcuni anni e poi abbandonate o usate male...).
Purtroppo il fatto di lagnarsi e' abbastanza tipico di quelle nazioni appena uscite da un disastro e senza una precisa identita'... perche' sia chiaro... l'indipendenza della Moldova non e' ancora una cosa veramente certa o benvoluta (si pensi a quello che vorrebbero fare se potessero certi politici...).
Forse questa rassegnazione portera' un punto di non ritorno in cui si ammettera' che la Moldova manca di tutto... peccato perche' con la pazienza,perspicacia,tenacia e forza di volonta' si puo' sopperire a certe mancanze (di conoscenze,di tecnica ecc...).
Poi... sarebbe anche ora di togliere dei falsi miti... io ho visto persone che sputano per terra come segno di denigrazione o sfogo e poi imparo che le donne/badanti/lavoratrici in Italia danno 300 euro al mese ai nipotini o a chi rimane in Moldova... a volte quei soldi sono giustificati per le spese da sostenere,ma molte altre volte finiscono in strusci tipo le pizze e le birre consumate dagli adolescenti o giovanissimi,oppure per regalini da dare alle donne invece che riparare o migliorare la casa... con il rischio che si abituino a pensare che nella vita ci sara' sempre qualcuno che si occupi di loro... e questo atteggiamento unito a una possibile mancanza di morale o scaltrezza porta a comportamenti sbagliati,deviati,subdoli...
Oh... niente di che... ma a me e' capitato di vedere delle bottiglie di vino aperte con una botta contro il tavolo invece che usare il cavatappi (forse e' un oggetto sconosciuto...)... pero'... verrebbe da chiedere se non sia meglio averlo in casa piuttosto che avere magari un 2 cellulare o altre cose...
La Moldova ha bisogno "costi quel che costi" di persone (specialmente giovani che lavorino o studino seriamente 8-10 ore al giorno...
Se il futuro della Moldova e' l'annessione alla Romania o all'Ucraina per incapacita' di farcela da soli io dico che chi governa/governera' si deve vergognare... perche' i soldi e i finanziamenti si possono avere,anche idee ed aiuti si possono avere,anche una certa supervisione e consigli... sono cose che di solito avvengono dal momento che si accetta di esaudire delle richieste e standard per vendere/produrre prodotti e/o servizi... ma se manca la volonta' beh... c'e' poco da fare..

#1091 nikita

nikita

    Advanced Member


  • 6674 messaggi
  • Iscritto il: 16-agosto 05

Inviato 13 giugno 2011 - 05:27

http://unimedia.md/?...d=news&id=35077

Giusto ricordare e commemorare le deportazioni nei gulag dei moldavi da parte dei sovietici.
Ma perchè nessuno parla di questo?

http://www.olokausto...a/romania08.htm

Perchè nessuno parla qui in Moldova del massacro di Odessa dove furono sterminati migliaia di cittadini moldavi di razza ebraica?
Donne, vecchi e bambini massacrati con un colpo alla nuca!
Gli intellettuali moldavi(sic) hanno praticamente rimosso questa pagina orribile e vergognosa dei "fratzi" romeni, ricordano e commemorano solo le vittime dei sovietici.
Quelli massacrati a Odessa e nei campi di concentramento in Trasnistria non erano moldavi?
Ma quelli erano ebrei!
Così ha risposto ad una mia domanda una intellettuale moldava.
Dei massacri, angherie, ruberie commessi dei romeni in Bassarabia negli anni d'occupazione dal 1941 al 1945 nessuno parla. Solo qualche vecchio moldavo mantiene viva la memoria, racconta di come i romeni deportavano contadini moldavi con l'accusa di essere "bolscevichi", famiglie intere cacciati dai loro poderi con l'infamante accusa di essere "comunisti".
Nessuno ne parla qui in Moldova.

#1092 pallino

pallino

    Newbie


  • 1587 messaggi
  • Iscritto il: 10-agosto 07

Inviato 13 giugno 2011 - 07:17

Pare che qui in Moldova non esiste il reato di "abbandono del tetto coniugale", o se esiste, non viene mai applicato. Faccio questa considerazione in virtù di un fatto increscioso e doloroso di cui sono venuto a conoscenza: un mio parente da parte di Valentina è morto in casa solo come un cane dopo indicibili sofferenze perchè la moglie, emigrata in Canada, non ha dato più notizie di sè da tre anni e lo ha praticamente abbandonato pur sapendo che il marito era gravamente malato.
Io, ovviamente, mi sono incazzato come un treno ed ho chiesto che questa donna venisse come minimo denunciata è perseguita per abbandono del tetto coniugale senza giusta causa.
Tutti i parenti mi hanno guardato come il solito matto spaghettaro italiano!
<<Lascia perdere!>> mi hanno risposto in coro.
Superficialità, rassegnazione, sfiducia nella legge, vittimismo e autocommiserazione, fatalismo slavo.
Il caso di cui sopra non è un'eccezione qui in Moldova, è una situazione abbastanza diffusa, sono molti i mariti abbandonati dalla mogli emigrate in cerca di fortuna e, come spesso accade, la mogli non trovano la fortuna... ma qualcos'altro.
E' ovvio che le mogli emigrate se trovano altra "sistemazione" hanno tutto il diritto di fare quello che ritengono più opportuno, però dovrebbero come minimo avvisare il marito della nuova situazione e non scomparire nel nulla, o peggio, farsi vive solo per chiedere il divorzio.
Tanto per dare un quadro più completo della situazione, è anche vero che spesso i mariti rimasti in patria si danno alla bella vita con gli euro della moglie mentre lei si fa il mazzo all'estero.
Questo per par condicio bisogna dirlo.
Tornando al nostro caso, i parenti mi hanno detto che la moglie tornerà sicuramente a farsi viva per vendere l'appartamento dove abitava il marito e intascare il malloppo.
Azz...bella roba!
La cosa che mi fa imbestialire è che I moldavi prendono questa storia come un fatto "normale", inevitabile, insomma così doveva andare e così andrà, nessuno può farci niente.
Nessuno può farci niente un paio di balle!
Adesso i parenti dovranno accollarsi anche tutte le spese del funerale che, come tutti sanno, costa un pozzo di soldi con le pomane, i pranzi e via dicendo...mentre la moglie intascherà i soldi dell'appartamento e tornerà in Canada a farsi trombare.
Io quella stronza la denuncerei alla polizia e andrei all'Ambasciata del Canada per farla ricercare e perseguire!
Ma siamo in Moldova, questo non dobbiamo mai dimenticarlo.


Amico Nikita, tra le tue righe leggo una certa rabbia per quello che narri ma anche un certo rammarico. Cose del genere non dovrebbero meravigliarti, fanno parte dei costumi e delle "abitudini della società moldava".
Personalmente non condivido queste cose;, capisco che a molti uomini conviene che la moglie vada all'estero e che mandi i soldi a casa ma, non condivido questo andazzo.
E' inutile , questo strano comportamento sarà anche tipico di quella società ma ritengo che sia errato; posso capire che la gente va all'estero per migliorarre la qualità della vita ma le conseguenze di queste cose porta allo sfascio delle famiglie, all'abbandono dei malati, all'abbandono dei figli.
Mi auguro che le giovani generazioni ritornino in patria con il loro bagaglio di esperienza e diano vita ad un "risveglio democratico" eliminando tutto ciò che è marcio e atttivando tutte le riforme sociali che quel paese necessita.
Questo è l'augurio più grande che mi sento di dare agli amici e alle amiche moldave, il mio augurio è che la gente torni a vivere nel proprio paese una vita dignitosa con i propri cari e i loro affetti.
Sono certo che il traffico di uomini prima o poi terminerà; sarà anche un sogno ma ogni tanto si deve sognare.

Messaggio modificato da pallino il 13 giugno 2011 - 07:20


#1093 CarloP

CarloP

    Rappresentante Moldweb a Chisinau


  • 3602 messaggi
  • Iscritto il: 23-dicembre 08

Inviato 13 giugno 2011 - 14:03

http://unimedia.md/?...d=news&id=35077

Giusto ricordare e commemorare le deportazioni nei gulag dei moldavi da parte dei sovietici.
Ma perchè nessuno parla di questo?

http://www.olokausto...a/romania08.htm

Perchè nessuno parla qui in Moldova del massacro di Odessa dove furono sterminati migliaia di cittadini moldavi di razza ebraica?
Donne, vecchi e bambini massacrati con un colpo alla nuca!
Gli intellettuali moldavi(sic) hanno praticamente rimosso questa pagina orribile e vergognosa dei "fratzi" romeni, ricordano e commemorano solo le vittime dei sovietici.
Quelli massacrati a Odessa e nei campi di concentramento in Trasnistria non erano moldavi?
Ma quelli erano ebrei!
Così ha risposto ad una mia domanda una intellettuale moldava.
Dei massacri, angherie, ruberie commessi dei romeni in Bassarabia negli anni d'occupazione dal 1941 al 1945 nessuno parla. Solo qualche vecchio moldavo mantiene viva la memoria, racconta di come i romeni deportavano contadini moldavi con l'accusa di essere "bolscevichi", famiglie intere cacciati dai loro poderi con l'infamante accusa di essere "comunisti".
Nessuno ne parla qui in Moldova.


L'argomento è davvero importante ed essendo in "loco" meriterebbe di essere approfondito e magari argomento di un tuo futuro "libro" ... pensaci Niki ... i fondi per la pubblicazione li possiamo cercare ...

#1094 nikita

nikita

    Advanced Member


  • 6674 messaggi
  • Iscritto il: 16-agosto 05

Inviato 13 giugno 2011 - 19:59

L'argomento è davvero importante ed essendo in "loco" meriterebbe di essere approfondito e magari argomento di un tuo futuro "libro" ... pensaci Niki ... i fondi per la pubblicazione li possiamo cercare ...


Se pubblico questo libro in Italia non interessa nessuno, se lo pubblico in Moldova altrettanto.
I cosiddetti intellettuali moldavi sono in maggioranza filo romeni, hanno sofferto troppo sotto il giogo sovietico e, una volta "liberati", si sono ritrovati padroni del proprio destino ed incapaci di pensare con il proprio cervello, hanno bisogno di un nuovo "padrone", per loro la Moldova non esiste, esiste la "Tzara mama".
Strano, perchè a leggere i libri di storia, la "Tzara mama"...è proprio la Moldova, la Romania è nata dopo.
E' possibile che la "mamma" sia nata dopo la "figlia"?
Per me la "Tzara mama" dovrebbe essere la Moldova perchè esisteva almeno quattrocento anni prima della Romania!
Ma io sono uno spaghettaro italiano, cosa voglio capire della Moldova?

#1095 Ophelia

Ophelia

    Advanced Member


  • 162 messaggi
  • Iscritto il: 05-giugno 09

Inviato 13 giugno 2011 - 20:47

La situazione che descrivi e' una situazione drammatica, particolare. Niente da dire.

Mi chiedo, spesso, di rimando, anche quanti padri "paghino" gli alimenti ai figli, spesso dimenticati negli internat.

L'emigrazione moldava e' un'emigrazione al femminile, questo bisogna dirlo.

Sono gli uomini che per "comodita'" mandano le mogli all'estero in cerca di fortuna, fortuna da spendere nelle cose piu' futili o peggio ancora nei bar con gli amici.



Ma scusate, non sarà forse una semplificazione dire che è solo per comodità?Ho sempre pensato che si trattasse anche di una questione di richiesta di lavoro, chi assumerebbe un badante uomo?Pochi...e il settore edilizio, dove per lo più lavorano gli uomini è piuttosto in crisi...mi sembra strano che ci siano uomini geneticamente predisposti a non fare nulla, ma se veramente fosse così, allora mi chiedo: perchè farci una famiglia insieme?Sono sincera, non capisco come si faccia a sposare una persona che si rifiuta di lavorare e magari farci anche un figlio insieme e poi stupirsi che non si preoccuperà di mantenerlo...non so che pensare, conosco uomini moldavi che fanno gli uomini e lavorano e anche tanto, ma anche dei pelandroni che descrivete voi, dei quali(comprensibilmente)la moglie si lamenta in continuazione, e qui ritorna il pensiero, ma non lo conoscevi prima?Credo ci si sposi senza conoscersi davvero...e poi non capisco nemmeno come faccia un uomo a essere accettato dalla società se non lavora, da noi sarebbe emarginato, sai presenti ai tuoi il tuo futuro marito e quando ti domadano che fa nella vita, rispondi: "L'arredamento del bar"...cosa vuol dire essere uomo in Moldavia, fare figli?Di fare quello sono capaci tutti...e essere donna significa solo avere un marito?

Messaggio modificato da Ophelia il 13 giugno 2011 - 20:55


#1096 nikita

nikita

    Advanced Member


  • 6674 messaggi
  • Iscritto il: 16-agosto 05

Inviato 15 giugno 2011 - 05:07

In questi giorni sono alle prese con il funerale di un parente, nessuno può immaginare la complessità dei passaggi tradizionali da rispettare di un simile tragico evento qui in Moldova.

A tal proposito ho scritto un piccolo raccontino per illustrare tutti i passaggi tradizionali, per avere una idea, seppur approssimativa, delle varie cerimonie obbligatorie se non si vuole incorrere nello scherno dei parenti.


IL FUNERALE DI VIOREL

Viorel muore in un caldo pomeriggio d’estate, la moglie Florica lo trova nell’orto seduto sotto un albero di mele, verso sera la moglie, non vedendolo tornare, va a cercarlo e lo trova tranquillamente seduto sotto l’albero con la testa reclinata da una parte, le braccia abbandonate lungo i fianchi e le mani aperte in segno di resa, come se effettivamente riposasse. Florica lo scuote ripetutamente, lo chiama più volte, alla fine capisce, caccia un urlo disperato e corre a chiamare i vicini. La notizia si sparge in un baleno, viene chiamato un medico che ne certifica la morte.
Se n’era andato Viorel, in quel caldo pomeriggio d’estate, in silenzio, senza tanto clamore, modestamente come aveva sempre vissuto. La salma fu composta in casa, qualcuno annunciò la morte di Viorel alla chiesa del villaggio per far suonare le campane, tutti i parenti vicini e lontani furono avvisati. Secondo l’uso e la tradizione, il corpo fu lavato e spogliato dei suoi abiti vecchi da lavoro e gli furono fatti indossare abiti nuovi che la previdente Florica aveva tenuto da parte per l’evenienza.

La salma fu adagiata sul letto, con i piedi orientati verso la porta.

E fu a questo punto che per la vedova, assieme ai parenti ed amici, cominciò un lungo cammino doloroso che li accompagnerà per giorni, mesi, ed anni, per rispettare una vecchia tradizione e che porterà soprattutto la sventurata Florica, ormai sola, ad indebitarsi fino al collo.

Questa è la storia di Florica e del suo rovinoso e dispendioso percorso dopo la morte del marito, che è anche la storia di tanti, di tutti coloro che in Moldova vengono colpiti da un lutto familiare così stretto.
Il tragico percorso di Florica comincia dal momento in cui la salma del povero Viorel lavata e vestita viene adagiata sul letto di casa, con i parenti ed amici che, secondo tradizione, bussano alla porta con una candela accesa con qualcosa da mangiare: carne, riso, pane, vino.
Inizia così la preparazione del solenne pranzo che seguirà la sepoltura, un compito questo, riservato esclusivamente ai parenti ed amici, ma non alla vedova Florica che intanto viene confortata da tutti, le parlano di Viorel, di come era buono e saggio, di come era amato e stimato.
La prima notte trascorre così, con la veglia del morto che non può essere lasciato solo neanche un istante. L’indomani mattina, il secondo giorno, il volto del morto viene ancora lavato mentre in cucina fervono i preparativi del grande pranzo. La sera viene a casa del morto il dascal, l’aiutante del prete, che recita le preghiere di rito insieme a tutti i parenti ed amici.
Il mattino del terzo giorno finalmente fa la sua comparsa il prete, la salma viene portata fuori di casa e si prepara una grande tavola con tutto quello che è stato cucinato, mentre i bicchieri vengono riempiti di buon vino. Sull’uscio di casa vengono esposte le pomenile: un cuscino e una coperta.

Il corteo funebre si avvia quindi verso la chiesa, lungo il tragitto si distribuisce a tutti gli amici che si incontrano la pomana , piccoli doni per ricordare il morto: un fazzoletto, un asciugamano, un piatto con una candela accesa.
Arrivati in chiesa si adagia la bara aperta con i piedi orientati verso l’uscita, il pope ( prete ) officia la messa funebre, benedice e saluta tutti i presenti. Alla fine del rito, il corteo funebre si avvia verso il cimitero per la tumulazione, viene chiusa la bara e poi sepolta sotto un cumulo di terra.
Dopo la sepoltura tutti tornano a casa del morto dove li aspetta la grande tavola imbandita precedentemente con ogni ben di Dio, sarmale, zakuski, carne, verdure: un pranzo ricco e abbondante. Il pope benedice la tavola e tutti bevono e mangiano con grande appetito.

Alla fine del pranzo, il pope recita le preghiere di ringraziamento ed a tutti i presenti viene distribuita la pomana : un colac ( pane a forma di tarallo ), un piccolo tovagliolo, una tazza ed un piatto con una candela accesa.
Il giorno dopo il grande pranzo e per tre giorni a seguire, ai parenti a tutti gli amici che si recano al cimitero ricevono ancora la pomana: biscotti, dolci, vino. Dopo nove giorni, sempre a carico dei parenti, un altro grande pranzo, la masa de pomenire , sulla tavola questa volta non possono mancare le sarmale, il tipico piatto moldavo. Tutti mangiano e bevono ricordando il morto e a tutti, nuovamente, viene rinnovata la pomana, sempre con il pane, il tovagliolo e il piatto con la candela.
Il quarantesimo giorno dalla morte segna un passaggio importante della tradizione moldava, c’è il rito ridicare la biserica: i parenti del defunto si recano in chiesa con tre taralli di pane, la coliva un dolce a base di grano, le sarmale calde ed una brocca di vino. A casa si prepara un’altra masa de pomenire, un altro grande pranzo con la solita pomana, ma questa volta viene invitato anche chi ha provveduto alla sepoltura.

Questo rito, sempre uguale, si ripeterà ancora dopo un anno dalla morte, dopo due anni e dopo sette anni.
La vedova Florica, da brava moldava rispettosa delle usanze e tradizioni, dopo quaranta giorni dalla scomparsa del suo Viorel, sarà ridotta ormai sul lastrico per le spese considerevoli sopportate, per le varie pomane e masa de pomenire e si vedrà costretta, poverina, a chiedere soldi in prestito dopo aver esaurito i suoi modesti risparmi. Piangerà sconsolata Florica, non tanto per la perdita del marito che, a pensarci bene, in vita non le aveva dato così tanti pensieri come da morto, si dispererà ormai piena di debiti sola e senza Viorel, non saprà come tirare avanti ed alla fine penserà anche lei alla morte come una liberazione. Una liberazione per lei forse ma non per i suoi parenti, costretti anche loro a ripercorrere anche per lei il noto cerimoniale…un giorno dalla morte…due giorni dalla morte…le pomane…la masa de pomenire…etc…etc.
Per questo e per altro ancora, Florica giungerà alla conclusione che, tutto sommato, la morte... è un lusso che non si potrà permettere.

Messaggio modificato da nikita il 15 giugno 2011 - 07:07


#1097 pallino

pallino

    Newbie


  • 1587 messaggi
  • Iscritto il: 10-agosto 07

Inviato 15 giugno 2011 - 07:29

In questi giorni sono alle prese con il funerale di un parente, nessuno può immaginare la complessità dei passaggi tradizionali da rispettare di un simile tragico evento qui in Moldova.

A tal proposito ho scritto un piccolo raccontino per illustrare tutti i passaggi tradizionali, per avere una idea, seppur approssimativa, delle varie cerimonie obbligatorie se non si vuole incorrere nello scherno dei parenti.


IL FUNERALE DI VIOREL

Viorel muore in un caldo pomeriggio d’estate, la moglie Florica lo trova nell’orto seduto sotto un albero di mele, verso sera la moglie, non vedendolo tornare, va a cercarlo e lo trova tranquillamente seduto sotto l’albero con la testa reclinata da una parte, le braccia abbandonate lungo i fianchi e le mani aperte in segno di resa, come se effettivamente riposasse. Florica lo scuote ripetutamente, lo chiama più volte, alla fine capisce, caccia un urlo disperato e corre a chiamare i vicini. La notizia si sparge in un baleno, viene chiamato un medico che ne certifica la morte. Se n’era andato Viorel, in quel caldo pomeriggio d’estate, in silenzio, senza tanto clamore, modestamente come aveva sempre vissuto. La salma fu composta in casa, qualcuno annunciò la morte di Viorel alla chiesa del villaggio per far suonare le campane, tutti i parenti vicini e lontani furono avvisati. Secondo l’uso e la tradizione, il corpo fu lavato e spogliato dei suoi abiti vecchi da lavoro e gli furono fatti indossare abiti nuovi che la previdente Florica aveva tenuto da parte per l’evenienza. La salma fu adagiata sul letto, con i piedi orientati verso la porta. E fu a questo punto che per la vedova, assieme ai parenti ed amici, cominciò un lungo cammino doloroso che li accompagnerà per giorni, mesi, ed anni, per rispettare una vecchia tradizione e che porterà soprattutto la sventurata Florica, ormai sola, ad indebitarsi fino al collo. Questa è la storia di Florica e del suo rovinoso e dispendioso percorso dopo la morte del marito, che è anche la storia di tanti, di tutti coloro che in Moldova vengono colpiti da un lutto familiare così stretto. Il tragico percorso di Florica comincia dal momento in cui la salma del povero Viorel lavata e vestita viene adagiata sul letto di casa, con i parenti ed amici che, secondo tradizione, bussano alla porta con una candela accesa con qualcosa da mangiare: carne, riso, pane, vino. Inizia così la preparazione del solenne pranzo che seguirà la sepoltura, un compito questo, riservato esclusivamente ai parenti ed amici, ma non alla vedova Florica che intanto viene confortata da tutti, le parlano di Viorel, di come era buono e saggio, di come era amato e stimato. La prima notte trascorre così, con la veglia del morto che non può essere lasciato solo neanche un istante. L’indomani mattina, il secondo giorno, il volto del morto viene ancora lavato mentre in cucina fervono i preparativi del grande pranzo. La sera viene a casa del morto il dascal, l’aiutante del prete, che recita le preghiere di rito insieme a tutti i parenti ed amici. Il mattino del terzo giorno finalmente fa la sua comparsa il prete, la salma viene portata fuori di casa e si prepara una grande tavola con tutto quello che è stato cucinato, mentre i bicchieri vengono riempiti di buon vino. Sull’uscio di casa vengono esposte le pomenile: un cuscino e una coperta. Il corteo funebre si avvia quindi verso la chiesa, lungo il tragitto si distribuisce a tutti gli amici che si incontrano la pomana , piccoli doni per ricordare il morto: un fazzoletto, un asciugamano, un piatto con una candela accesa. Arrivati in chiesa si adagia la bara aperta con i piedi orientati verso l’uscita, il pope ( prete ) officia la messa funebre, benedice e saluta tutti i presenti. Alla fine del rito, il corteo funebre si avvia verso il cimitero per la tumulazione, viene chiusa la bara e poi sepolta sotto un cumulo di terra. Dopo la sepoltura tutti tornano a casa del morto dove li aspetta la grande tavola imbandita precedentemente con ogni ben di Dio, sarmale, zakuski, carne, verdure: un pranzo ricco e abbondante. Il pope benedice la tavola e tutti bevono e mangiano con grande appetito. Alla fine del pranzo, il pope recita le preghiere di ringraziamento ed a tutti i presenti viene distribuita la pomana : un colac ( pane a forma di tarallo ), un piccolo tovagliolo, una tazza ed un piatto con una candela accesa. Il giorno dopo il grande pranzo e per tre giorni a seguire, ai parenti a tutti gli amici che si recano al cimitero ricevono ancora la pomana: biscotti, dolci, vino. Dopo nove giorni, sempre a carico dei parenti, un altro grande pranzo, la masa de pomenire , sulla tavola questa volta non possono mancare le sarmale, il tipico piatto moldavo. Tutti mangiano e bevono ricordando il morto e a tutti, nuovamente, viene rinnovata la pomana, sempre con il pane, il tovagliolo e il piatto con la candela. Il quarantesimo giorno dalla morte segna un passaggio importante della tradizione moldava, c’è il rito ridicare la biserica: i parenti del defunto si recano in chiesa con tre taralli di pane, la coliva un dolce a base di grano, le sarmale calde ed una brocca di vino. A casa si prepara un’altra masa de pomenire, un altro grande pranzo con la solita pomana, ma questa volta viene invitato anche chi ha provveduto alla sepoltura. Questo rito, sempre uguale, si ripeterà ancora dopo un anno dalla morte, dopo due anni e dopo sette anni. La vedova Florica, da brava moldava rispettosa delle usanze e tradizioni, dopo quaranta giorni dalla scomparsa del suo Viorel, sarà ridotta ormai sul lastrico per le spese considerevoli sopportate, per le varie pomane e masa de pomenire e si vedrà costretta, poverina, a chiedere soldi in prestito dopo aver esaurito i suoi modesti risparmi. Piangerà sconsolata Florica, non tanto per la perdita del marito che, a pensarci bene, in vita non le aveva dato così tanti pensieri come da morto, si dispererà ormai piena di debiti sola e senza Viorel, non saprà come tirare avanti ed alla fine penserà anche lei alla morte come una liberazione. Una liberazione per lei forse ma non per i suoi parenti, costretti anche loro a ripercorrere anche per lei il noto cerimoniale…un giorno dalla morte…due giorni dalla morte…le pomane…la masa de pomenire…etc…etc.
Per questo e per altro ancora, Florica giungerà alla conclusione che, tutto sommato, la morte... è un lusso che non si potrà permettere.


Leggo questi post e ho sempre l'impressione di leggere un "piecevole" racconto di altri tempi . Mentre scorrevo le righe mi sono ritornate in mente il funerale che ho assistito in un paese a Nord della capitale.
tQuel giorno stavo aspettando ai lati di una strada sterrata un amica della mia compagana e da lontano arrivavano suoni e voci ingarbugliate e per me incoprensibili (capisco poco la lingua moldava) , mana mano che questi suoni si avvicinano mi resi conto che si trattava di una funerale.
La cosa che mi ha colpito era la bara aperta (c'erano 35°C quel giorno) riposta sopra un camioncino , vicino alla bara c'era una ragazzina di 9-10 anni che di tanto in tanto accarezzava la faccia del morto; davanti al camioncino che, tra l'altro emetteva un fumo nero e asfissiante dallo scarico il pope e dietro il gruppo di amici e parenti.
La mia compagna quel giorno mi ha spiegato i passi che vengono seguiti dopo il funerale e i continui pranzi nel tempo come tu li hai elencati.
Devo dire che quel giorno la mia curiosità mi ha portato fino al cimitero di questo paese e lì sono rimasto alquanto sorpreso dall'incuria ; le erbacce facevano da padrone , le sepolture sono quasi sempre prive di foto, sulle croci molto spesso manca il nome, le croci , le sepolture non hanno ne ceri ne lampade votive etc, ma o questo non è strano perchè parte integrante di quella cultura , ma la sorpresa e che all'interno ho visto o tavoli e panche e mi è stato detto che in alcuni giorni dell'anno la gente si reca in cimitero e li si mette a mangiare.
Guardando a dx e a manca e della uniformità che regnava mi sono ricordato della mitica poesia di TOTO' "A LIVELLA" .

Pallino

#1098 alex77fe

alex77fe

    Advanced Member


  • 695 messaggi
  • Iscritto il: 27-agosto 08

Inviato 15 giugno 2011 - 19:53

In questi giorni sono alle prese con il funerale di un parente, nessuno può immaginare la complessità dei passaggi tradizionali da rispettare di un simile tragico evento qui in Moldova.

A tal proposito ho scritto un piccolo raccontino per illustrare tutti i passaggi tradizionali, per avere una idea, seppur approssimativa, delle varie cerimonie obbligatorie se non si vuole incorrere nello scherno dei parenti.


IL FUNERALE DI VIOREL

Viorel muore in un caldo pomeriggio d’estate, la moglie Florica lo trova nell’orto seduto sotto un albero di mele, verso sera la moglie, non vedendolo tornare, va a cercarlo e lo trova tranquillamente seduto sotto l’albero con la testa reclinata da una parte, le braccia abbandonate lungo i fianchi e le mani aperte in segno di resa, come se effettivamente riposasse. Florica lo scuote ripetutamente, lo chiama più volte, alla fine capisce, caccia un urlo disperato e corre a chiamare i vicini. La notizia si sparge in un baleno, viene chiamato un medico che ne certifica la morte.
Se n’era andato Viorel, in quel caldo pomeriggio d’estate, in silenzio, senza tanto clamore, modestamente come aveva sempre vissuto. La salma fu composta in casa, qualcuno annunciò la morte di Viorel alla chiesa del villaggio per far suonare le campane, tutti i parenti vicini e lontani furono avvisati. Secondo l’uso e la tradizione, il corpo fu lavato e spogliato dei suoi abiti vecchi da lavoro e gli furono fatti indossare abiti nuovi che la previdente Florica aveva tenuto da parte per l’evenienza.

La salma fu adagiata sul letto, con i piedi orientati verso la porta.

E fu a questo punto che per la vedova, assieme ai parenti ed amici, cominciò un lungo cammino doloroso che li accompagnerà per giorni, mesi, ed anni, per rispettare una vecchia tradizione e che porterà soprattutto la sventurata Florica, ormai sola, ad indebitarsi fino al collo.

Questa è la storia di Florica e del suo rovinoso e dispendioso percorso dopo la morte del marito, che è anche la storia di tanti, di tutti coloro che in Moldova vengono colpiti da un lutto familiare così stretto.
Il tragico percorso di Florica comincia dal momento in cui la salma del povero Viorel lavata e vestita viene adagiata sul letto di casa, con i parenti ed amici che, secondo tradizione, bussano alla porta con una candela accesa con qualcosa da mangiare: carne, riso, pane, vino.
Inizia così la preparazione del solenne pranzo che seguirà la sepoltura, un compito questo, riservato esclusivamente ai parenti ed amici, ma non alla vedova Florica che intanto viene confortata da tutti, le parlano di Viorel, di come era buono e saggio, di come era amato e stimato.
La prima notte trascorre così, con la veglia del morto che non può essere lasciato solo neanche un istante. L’indomani mattina, il secondo giorno, il volto del morto viene ancora lavato mentre in cucina fervono i preparativi del grande pranzo. La sera viene a casa del morto il dascal, l’aiutante del prete, che recita le preghiere di rito insieme a tutti i parenti ed amici.
Il mattino del terzo giorno finalmente fa la sua comparsa il prete, la salma viene portata fuori di casa e si prepara una grande tavola con tutto quello che è stato cucinato, mentre i bicchieri vengono riempiti di buon vino. Sull’uscio di casa vengono esposte le pomenile: un cuscino e una coperta.

Il corteo funebre si avvia quindi verso la chiesa, lungo il tragitto si distribuisce a tutti gli amici che si incontrano la pomana , piccoli doni per ricordare il morto: un fazzoletto, un asciugamano, un piatto con una candela accesa.
Arrivati in chiesa si adagia la bara aperta con i piedi orientati verso l’uscita, il pope ( prete ) officia la messa funebre, benedice e saluta tutti i presenti. Alla fine del rito, il corteo funebre si avvia verso il cimitero per la tumulazione, viene chiusa la bara e poi sepolta sotto un cumulo di terra.
Dopo la sepoltura tutti tornano a casa del morto dove li aspetta la grande tavola imbandita precedentemente con ogni ben di Dio, sarmale, zakuski, carne, verdure: un pranzo ricco e abbondante. Il pope benedice la tavola e tutti bevono e mangiano con grande appetito.

Alla fine del pranzo, il pope recita le preghiere di ringraziamento ed a tutti i presenti viene distribuita la pomana : un colac ( pane a forma di tarallo ), un piccolo tovagliolo, una tazza ed un piatto con una candela accesa.
Il giorno dopo il grande pranzo e per tre giorni a seguire, ai parenti a tutti gli amici che si recano al cimitero ricevono ancora la pomana: biscotti, dolci, vino. Dopo nove giorni, sempre a carico dei parenti, un altro grande pranzo, la masa de pomenire , sulla tavola questa volta non possono mancare le sarmale, il tipico piatto moldavo. Tutti mangiano e bevono ricordando il morto e a tutti, nuovamente, viene rinnovata la pomana, sempre con il pane, il tovagliolo e il piatto con la candela.
Il quarantesimo giorno dalla morte segna un passaggio importante della tradizione moldava, c’è il rito ridicare la biserica: i parenti del defunto si recano in chiesa con tre taralli di pane, la coliva un dolce a base di grano, le sarmale calde ed una brocca di vino. A casa si prepara un’altra masa de pomenire, un altro grande pranzo con la solita pomana, ma questa volta viene invitato anche chi ha provveduto alla sepoltura.

Questo rito, sempre uguale, si ripeterà ancora dopo un anno dalla morte, dopo due anni e dopo sette anni.
La vedova Florica, da brava moldava rispettosa delle usanze e tradizioni, dopo quaranta giorni dalla scomparsa del suo Viorel, sarà ridotta ormai sul lastrico per le spese considerevoli sopportate, per le varie pomane e masa de pomenire e si vedrà costretta, poverina, a chiedere soldi in prestito dopo aver esaurito i suoi modesti risparmi. Piangerà sconsolata Florica, non tanto per la perdita del marito che, a pensarci bene, in vita non le aveva dato così tanti pensieri come da morto, si dispererà ormai piena di debiti sola e senza Viorel, non saprà come tirare avanti ed alla fine penserà anche lei alla morte come una liberazione. Una liberazione per lei forse ma non per i suoi parenti, costretti anche loro a ripercorrere anche per lei il noto cerimoniale…un giorno dalla morte…due giorni dalla morte…le pomane…la masa de pomenire…etc…etc.
Per questo e per altro ancora, Florica giungerà alla conclusione che, tutto sommato, la morte... è un lusso che non si potrà permettere.


Belle le tradizioni... ma a sentire questi racconti sembra che in Moldova ogni giorno sia buono per festeggiare (un qualcuno o qualcosa) e "approfittare" dell'occasione o essere coinvolti nella tassa da pagare... Problema e' se certi comportamenti e usanze vengono vissute da tutti o solo da una parte... penso che per la legge della compensazione alla fin fine si fara' una patta (conti pari)... Peccato pero' che dietro questa volonta' di ricordare gli eventi (da come me li descrivi tu) pare che ci sia (per molti) superficialismo e opportunismo da sfruttare e poco invece il rispetto e anche il decoro da tenere verso eventi come il distacco di un proprio caro e il buonsenso di non ingigantire o peggioare ancora di piu' la situazione... Ma invece che lo sfarzo e la ricchezza da mostrare agli occhi perche' non si cerca (col tempo e con l'aiuto di tutte le forze) di cercare cio' che e' nascosto ma che e' piu' forte e duraturo (l'anima,il cuore,la volonta' di aiuto,di essere utili...).

#1099 nikita

nikita

    Advanced Member


  • 6674 messaggi
  • Iscritto il: 16-agosto 05

Inviato 16 giugno 2011 - 05:36

http://www.protv.md/...mea-150-de.html

Hanno preso una direttrice d'asilo nell'atto di intascare una mazzetta di 150 euro per iscrivere un bambino alla sua scuola. In Moldova succede anche questo: si pagano mazzette per iscrivere bambini all'asilo!
Così come avevo scritto non più tardi di una settimana fa: si pagano mazzette agli insegnanti dall'asilo all'università.
Un cancro difficile da estirpare, ormai è entrato nei gangli della società moldava, tutti sanno che a scuola per essere promosso, ottenere un buon voto o superare un esame, devi pagare.
La pena è di dieci anni di carcere!
Gli insegnanti se ne fregano, seguitano imperterriti a intascare mazzette correndo grossi rischi, il bisogno prevale sulla paura del carcere.
Ma tutti sanno che pagando un giudice compiacente...con una mazzetta...puoi affrancarti dal carcere...e così via, in Moldova tutto si può comprare, basta avere soldi.
Insegnanti, giudici, medici, funzionari pubblici, poliziotti, sono tutti corrotti, sono tutti disposti a vendersi per 50 euro, forse i giudici costano un pò di più.
I soldi per pagare le mazzette da dove provengono?
La fonte è sempre la stessa: il flusso di denaro che arriva con le rimesse dei migranti, la fonte primaria è sempre quella, tutti si abbeverano a quella sorgente di denaro fresco.
Altrimenti dove prenderebbero i denari la gente?
Con i 2-3000 lei che guadagnano ogni mese?

...............................................

Al funerale di un mio parente sono intervenute circa 80 persone, 80 persone da sfamare e da ricompensare con le varie pomane.
Immaginate un piccolo villaggio della Moldova dove due vecchi pensionati, i genitori del morto, che, con una pensione di 600 lei al mese, devono preparare da mangiare per 80 persone!
Più tutte le spese per comprare tovaglioli, piatti, colacei, candele e compagnia bella!
Un disastro!
Oltre alla tragedia di aver perso un figlio, si somma quello del disastro economico!
Chi ha la sventura di perdere un congiunto si indebita per anni, è costretto a seguire una serie di passaggi obbligati di pranzi e rituali per rispettare una vecchia e assurda tradizione.

Messaggio modificato da nikita il 16 giugno 2011 - 07:55


#1100 pallino

pallino

    Newbie


  • 1587 messaggi
  • Iscritto il: 10-agosto 07

Inviato 16 giugno 2011 - 07:19

http://www.protv.md/...mea-150-de.html

Hanno preso una direttrice d'asilo nell'atto di intascare una mazzetta di 150 euro per iscrivere un bambino alla sua scuola. In Moldova succede anche questo: si pagano mazzette per iscrivere bambini all'asilo!
Così come avevo scritto non più tardi di una settimana fa: si pagano mazzette agli insegnanti dall'asilo all'università.
Un cancro difficile da estirpare, ormai è entrato nei gangli della società moldava, tutti sanno che a scuola per essere promosso, ottenere un buon voto o superare un esame, devi pagare.
La pena è di dieci anni di carcere!
Gli insegnanti se ne fregano, seguitano imperterriti a intascare mazzette correndo grossi rischi, il bisogno prevale sulla paura del carcere.
Ma tutti sanno che pagando un giudice compiacente...con una mazzetta...puoi affrancarti dal carcere...e così via, in Moldova tutto si può comprare, basta avere soldi.
Insegnanti, giudici, medici, funzionari pubblici, poliziotti, sono tutti corrotti, sono tutti disposti a vendersi per 50 euro, forse i giudici costano un pò di più.
I soldi per pagare le mazzette da dove provengono?
La fonte è sempre la stessa: il flusso di denaro che arriva con le rimesse dei migranti, la fonte primaria è sempre quella, tutti si abbeverano a quella sorgente di denaro fresco.
Altrimenti dove prenderebbero i denari la gente?
Con i 2-3000 lei che guadagnano ogni mese?

Il vil denaro vince su ogni cosa. La corruzione dilaga in tutti settori e in tutte le latitudini, il denaro alla fine prevale. Onestà, correttezza, sincerità etc,etc sembrano al giorno di oggi aver abbandonato; oggi prevale solo l'ambizione ,l'appariscenza, l'essere umano vede solo il traguardo del potere e del denaro.
I risultati sono sotto i ns,. occhi tutti i giorni, in Moldova gli insegnanti, i poliziotti ,i giudici ,i medici etc.etc. chiedono mazzette ddi piccolo taglio in ITALIA si chiedono mazzette milionarie. Che schifo.
Con questo ribadisco il mio dissenso verso il PIZZO diffuso

PAllino
...............................................

Al funerale di un mio parente sono intervenuti circa 80 persone, 80 persone da sfamare e da ricompensare con le varie pomane.
Immaginate un piccolo villaggio della Moldova dove due vecchi pensionati, i genitori del morto, che, con una pensione di 600 lei al mese, devono preparare da mangiare per 80 persone!
Più tutte le spese per comprare tovaglioli, piatti, colacei, candele e compagnia bella!
Un disastro!
Oltre alla tragedia di aver perso un figlio, si somma quello del disastro economico!
Chi ha la sventura di perdere un congiunto si indebita per anni, è costretto a seguire una serie di passaggi obbligati di pranzi e rituali per rispettare una vecchia e assurda tradizione.


Amico Niki
Come ha ha detto Alex le tradizioni sono belle ma penso che qualche volta bisogna prendere il toro per le corna è dire BASTA. Assurdo indebitarsi per seguire le tradizioni . Mia madre mi diceva sempre "E' SEMPRE PASQUA QUANDO HAI DENARO IN TASCA".
Non si possonofarei passi più lunghi delle proprie gambe , le tardizioni vanno seguitre se esistono le possibilità economiche in caso contrario si chiude la porta e certi personaggi rimangono fuori e vanno a riempirsi lo stomaco in un'altro funerale.
Basta iniziare e accettare le critiche. Qelle fanno meno male dei debiti, tanto la gente critica comunque e lo fa solo per il gusto di farlo.

PAllino