Inviato 17 febbraio 2011 - 14:21
Vedo che in altro topic si parla di borsh. Vorrei dare il mio contributo alla discussione riportanto un mio vecchio post di qualche hanno fa che ritengo, mi scuso per l'immodestia, un piccolo capolavoro!
IL borsh: ovvero il prodigio dell'apparizione della carne
Il borsc è di gran lunga la specialità culinaria più diffusa in Moldova, è un po’ come la pasta in Italia, per i moldavi è il pasto di tutti i giorni, il piatto più gradito in assoluto. L’odore del borsc per i moldavi è l’odore di casa, è la specialità culinaria che supera la mera tradizione culinaria per sfociare nella cultura, nella tradizione, nell'identità nazionale.
Esistono diverse varianti del borsc, infinite quanti sono i gusti e le abitudini di ognuno, le diverse varianti sono influenzate anche dall’etnia, per esempio il borsc russo è diverso da quello moldavo o ucraino. Di solito, l’ingrediente principale da anche il nome al bors: borsc di verza e riso, borsc di sfecla (bietola rossa), borsc cu fasole ( con fagioli), borsc con carne ( pollo, maiale, vitello).
Il borsc è una via di mezzo tra il minestrone e il brodo di carne, verdure e carne bollite insieme, una sorta di piatto unico in versione slava, molto diffuso in tutto l’est europeo ed oltre, travalica gli Urali fino a raggiungere le sponde dell’oceano pacifico. Viene chiamato in diversi modi a seconda l’idioma locale ma, alla fin fine, si tratta sempre del solito minestrone.
Si può dire, senza tema di smentita, che l’unico mare che bagna la Moldova è il… Mare di Borsc, è inondata, sommersa, allagata dal... borsc! Non esiste frigorifero moldavo che non contenga al suo interno un pentolone con 10 litri di borsc sempre pronto alla bisogna!
La casalinga moldava ama cucinare con la legge dei quattro giorni, prepara un bel pentolone di borsc per quattro giorni che ripone nel frigider per tirarlo fuori ad ogni pasto, un mestolo a persona, un pezzetto di carne, si riscalda e… hopplà, il pranzo è servito!
Quando la casalinga moldava, dopo i fatidici quattro giorni, vede il fondo del pentolone, ricomincia il ciclo: la preparazione, la conservazione in frigo, il mestolo per ogni persona…e via così per giorni, mesi, anni.
Insomma, come ho detto sopra, il borsc ha l’aspetto di un normale minestrone, verdure sminuzzate cotte nell’acqua accompagnate, ma non sempre, da un pezzetto di carne.
Quando il moldavo torna a casa per il pranzo, sa che inevitabilmente, immancabilmente, troverà un piatto di borsc caldo che l’attende.
In cucina andrà in onda la solita scena, il solito rituale, la moglie che apre il frigorifero per tirar fuori la pentola, il mestolo che affonda nella broda…uno…due volte, tanti mestoli quanti sono i commensali, il pentolino che si scalda sul fuoco, lui che nell’attesa affetta il pane.
Il pane è ingrediente necessario per accompagnare il borsc, inpensabile mangiare il borsc senza pane, con esso diventa un pasto completo: verdure, pane, carne.
Il borsh diventa un rito familiare: si siedono tutti a tavola i commensali, sono pronti per l’impresa quotidiana, si accingono alla pesca miracolosa, alla ricerca del pezzetto di carne che sanno di trovare nelle acque profonde e limacciose del mare di broda, afferrano il cucchiaio come un pittore afferra il pennello, cominciano con piccoli movimenti svogliati, prendono qualche piccola cucchiaiata di sbobba fumante, pregustano il finale, non vogliono arrivare subito alla fine, sfiorano appena la superficie piatta del borsc come il pittore sfiora la tela, prendono delle piccole quantità di brodo accompagnandole con un boccone di pane, accarezzano la placida superficie stando ben attenti a non urtare il pezzetto di carne che si trova sul fondo, non vogliono sciupare da subito la sorpresa finale.
Nella cucina si odono gorgoglii, sciabordii di liquidi in movimento, come i rumori di una barca che risale un torrente, i commensali risucchiano avidamente la parte liquida avendo cura di portare allo scoperto, in secca, il pezzettino di carne che giace da qualche parte nel fondo del piatto, nascosto fra le verdure.
Finalmente, dopo qualche minuto, ecco apparire il pezzetto di carne, un lampo di soddisfazione appare negli occhi dei commensali, si appoggiano allo schienale della sedia per contemplare il pezzettino di carne che riposa solitario nel fondo del piatto, provano un'intensa emozione, è come rivedere la scena finale di un vecchio film strappalacrime di cui sai benissimo come andrà a finire...ma fai finta di non saperlo, vuoi provare la stessa emozione della prima volta, quando da bambino hai mangiato per la prima volta il borsh.
Alla luce fioca di quella cucina, una delle tante sparse in Moldova, come ogni sera, da tempo immemorabile, si ripete il prodigio dell’apparizione della carne! Si commuovono i commensali, si guardano negli occhi rassicurati e soddisfatti, anche quella volta il miracolo si è ripetuto!
Tutti i commensali, ormai satolli e appagati, mangiucchiano svogliatamente quel solitario pezzettino di carne, commossi fino alle lacrime, certi che il giorno dopo, il prodigio si ripeterà.