Usi e costumi
Spesso mi capita di interloquire con moldavi che vivono e lavorano in Italia. Nel bel mezzo della conversazione vado sempre a parare nella solita domanda: "Cos'è che apprezzi di più negli italiani e del loro modo di vivere e quello che proprio non ti va giù?". Sono curioso di sapere cosa pensano i moldavi degli italiani, ascolto sempre con molto interesse. Le risposte sono varie, molte coincidono, le considerazioni positive sono sempre di più delle negative. I moldavi che lavorano in Italia vivono una condizione di forte disagio: sono lontani dalle loro famiglie, non vedono mariti/mogli, figli da anni, spesso sono sfruttati, fanno lavori usuranti e stressanti. Accetto di buon grado il loro sfogo e le loro critiche, cerco di immedesimarmi, di capire.
L'aspetto che non bisogna mai dimenticare è che i moldavi che lavorano in Italia sono stati costretti per necessità a lasciare il loro paese. Una differenza non da poco con gli italiani che hanno deciso di vivere e lavorare in Moldova: nella maggior parte dei casi è stata una libera scelta dettata da esigenze personali e di mera opportunità.
L'interrogativo che si pone a questo punto è il seguente: gli italiani che vivono e lavorano in Moldova possono esprimere opinioni o commenti sugli usi e costumi sul paese che li ospita così come i moldavi in Italia?
La prima considerazione che mi viene in mente è che gli italiani che vivono in Moldova non sono stati "costretti", hanno scelto liberamente di trasferirsi nel paese delle dolci colline, c'è una bella differenza mi pare. Quindi quest'ultimi dovrebbero tacere e accettare acriticamente tutto ciò che accade loro nella vita di tutti i giorni? E' quello che pensano alcuni moldavi forumisti, insieme a qualche italiano disposto a dire qualsiasi cosa pur di compiacere il proprio partner moldavo.
A questo punto del discorso è d'uopo, anche se tardivo, un preambolo: non dimentichiamo che si sta parlando di Moldova.
Alcuni dati sulla Moldova:
- è il paese più povero d'Europa, un paese allo stremo sotto molti punti di vista;
- il 35-40% della sua popolazione attiva è emigrata per motivi di lavoro;
- il paese vive con le rimesse dei migranti;
- le condizioni di vita nei villaggi di campagna sono a livello da inizi novecento, alcuni villaggi sono popolati da vecchi che aspettano solo di morire;
- in alcuni villaggi non c'è acqua, non c'è una farmacia, non c'è un dottore;
- nel paese ci sono circa 100.000 "orfani bianchi", bambini di fatto abbandonati dai genitori perchè migranti;
- la Moldova è il paese dove non sai mai in quale lingua parlerà il tuo interlocutore, in vent'anni nessuno ha capito qual'è la lingua ufficiale;
- in Moldova ci sono russi, romeni, bulgari, turchi, ucraini e pochissimi...moldavi. Non è raro parlare con un moldavo e sentirsi dire che è romeno o russo anche se è nato e cresciuto in Moldova e sul suo passaporto c'è scritto "cittadinanza moldava".
Queste sono alcune caratteristiche del paese Moldova ormai note a tutti, tralasciando molti altri aspetti secondari a dir poco drammatici.
Quindi, riprendendo il filo del discorso dopo il necessario preambolo, e a dar retta ad alcuni "sventolatori di bandiere", gli italiani che vivono e lavorano in Moldova si dovrebbero astenere dal commentare i problemi elencati sopra.
Dunque cosa dovrebbero fare gli italiani "ospiti" nel paese delle dolci colline?
Vado ad elencare le varie possibilità:
- investire denari e dare lavoro a migliaia di moldavi;
- bere il caffè con croissant alla "Creme de la creme";
- aprire bar, pizzerie e ristoranti e dar lavoro a centinaia di ragazzi;
- mangiare pizza e spaghetti;
- tacere e non commentare le varie disavventure quotidiane, anche se sono vittime, sono "ospiti".
Ospiti sì, ma paganti, aggiungo io.
Ma se io vivo e lavoro in Moldova e quindi mi devo confrontare ogni giorno con i cosiddetti "usi e costumi" del paese; non posso far niente per cambiare la nota "tradizione" dell'operaio, tanto per citarne una, che la sera prima partecipa al compleanno di Gheorghe suo "cumetru", si ubriaca, e il giorno dopo non si presenta al lavoro?
No "italiano spaghettaro" imprenditore, devi tacere, è una tradizione moldava! Nessuno ti ha obbligato a investire i tuoi denari in Moldova, è stata una tua libera scelta!!! Non puoi commentare e tanto meno cambiare le "tradizioni secolari" del paese, devi accettarle e basta!
Per rispettare queste "tradizioni" ed "usi", che non sto ancora ad elencare per non tediare ulteriormente, molti imprenditori stranieri stanno lasciando la Moldova. Preferiscono investire in paesi con meno "tradizioni". Nel 2012 c'è stata una forte contrazione negli investimenti stranieri nel paese, "l'uso" di chiedere mazzette e ricattare gli imprenditori sta creando moltissimi problemi, c'è un fuggi fuggi generale.
Così i moldavi seguiteranno ad emigrare e ad abbandonare i/le mariti/mogli, i figli cresceranno senza genitori e la gente nei villaggi morirà d'inedia. Ma le tradizioni saranno salve! Tutti vivranno infelici e scontenti!
Che nessuno si azzardi a discutere le nostre tradizioni, tanto meno voi italiani spaghettari! E' il refrain preferito di alcuni "patrioti" moldavi.
Messaggio modificato da nikita il 01 febbraio 2013 - 06:39