... lo voglio scandalizzare a mia volta Nico, sul borsh: non mi sarei mai aspettato in questi giorni 'moldavi' di osannare il borsh con l'aggiunta di costolette di maiale, che la mia metà mi ha fatto mangiare per 2 giorni di seguito!
Non ci crederete il secondo giorno, il borsh era anche migliore....
A proposito di borsh.
Il borshIl borsh è di gran lunga la specialità culinaria più diffusa in Moldova, è un po’ come la pasta in Italia. Per i moldavi è il pasto di tutti i giorni, il piatto più gradito in assoluto. L’odore del borsh per i moldavi è l’odore di casa, è il cibo che supera la mera tradizione per sfociare nella cultura, nella tradizione, nell'identità nazionale.
Esistono diverse varianti del borsh, infinite quanti sono i gusti e le abitudini di ognuno, le varianti sono influenzate anche dall’etnia, per esempio quello russo è diverso da quello moldavo o ucraino. Di solito, l’ingrediente principale da anche il nome al borsh: di verza e riso, di secfla (bietola rossa), cu fasole ( con fagioli), con carne di pollo, maiale o vitello.
Il borsh è una via di mezzo fra il minestrone e il brodo di carne: verdure e carne bollite insieme; una sorta di piatto unico in versione slava, molto diffuso in tutto l’est europeo ed oltre. E' una specialità culinaria che travalica gli Urali fino a raggiungere le sponde dell’oceano pacifico. Viene chiamato in diversi modi a seconda l’idioma locale ma, alla fin fine, si tratta sempre della solita zuppa.
Si può affermare che l’unico mare che bagna la Moldova è il… Mare di Borsh: una immensa distesa di liquido che circonda le rigogliosa terra moldava.
Non esiste frigorifero moldavo che non contenga al suo interno un pentolone di borsh sempre pronto alla bisogna! La casalinga moldava ama cucinare con la "legge dei quattro giorni": prepara un gran pentolone di zuppa sufficiente per sfamare la famiglia per almeno quattro giorni che ripone nel frigorifero. Lo tirerà fuori ad ogni pasto: un mestolo a persona con un pezzetto di carne, si riscalda e... la cena è servita!
Dopo quattro giorni, si ricomincia il ciclo: preparazione, conservazione in frigo, un mestolo per ogni persona. Per giorni, mesi, anni. Tutta la vita.
Quando i moldavi rientrano a casa dopo una giornata di lavoro, sanno che inevitabilmente, immancabilmente, troveranno un piatto di borsh e una fetta di pane per cena. In cucina andrà in onda la solita scena, il solito rituale: la moglie che apre il frigorifero per tirar fuori la pentola, il mestolo che affonda nella zuppa…uno…due volte, tanti mestoli quanti sono i commensali, il pentolino che si scalda sul fuoco.
I componenti la famiglia si siedono intorno al tavolo per iniziare la pesca miracolosa: la ricerca del pezzetto di carne che sanno di trovare nelle acque profonde e limacciose del mare di broda. Afferrano delicatamente il cucchiaio come un pittore afferra il pennello, prendono qualche piccola cucchiaiata toccando la placida superficie liquida facendo piccoli mulinelli. E' il preludio, non vogliono sciupare frettolosamente la sorpresa finale, sfiorano la superficie piatta del borsh come il pittore sfiora la tela, prendono delle piccole quantità di brodo accompagnandole con un boccone di pane. Con il cucchiaio rimangono in superficie stando ben attenti a non urtare il pezzetto di carne che sanno di trovare sul fondo.
Alla luce fioca della cucina si odono gorgoglii, risucchi, sciabordii di liquidi in movimento, come i rumori di una barca che risale un torrente, i commensali risucchiano avidamente la parte liquida cercando di portare allo scoperto, in secca, il pezzettino di carne che giace da qualche parte nel fondo del piatto.
Finalmente, dopo qualche minuto, ecco apparire il pezzetto di carne, come ogni sera, da tempo immemorabile, si ripete il prodigio dell’apparizione della carne! Si commuovono i commensali, si guardano negli occhi rassicurati e soddisfatti, anche quella sera si è ripetuto il miracolo.