I moldavi e gli altri cittadini sovietici viaggiavano in URSS e negli altri paesi della galassia sovietica. Verso l'occidente viaggiavano solo quelli di provata fedeltà o perchè sottoposti a ricatti.
I cittadini sovietici erano sottoposti a censura per quanto riguarda gli scambi culturali: potevano leggere autori occidentali solo se graditi al regime, lo stesso vale per film, TV, etc. Venivano diffuse opere che denigravano in qualche modo l'occidente o che esaltavano le conquiste del socialismo.
E' chiaro che se un intellettuale non sa ciò che accade in paesi come gli USA, Francia, GB, Germania, Italia, è praticamente isolato culturalmente ed è naturalmente portato all'autoreferenzialità. Questo era ciò che avveniva in epoca sovietica.
A riprova di ciò che affermo basta leggere quello che pensano e scrivono la maggioranza dei storici moldavi.
Solo in questi ultimi anni gli intellettuali moldavi hanno preso a viaggiare verso l'occidente, i più fortunati, solo quelli che in qualche modo riescono ad avere un bonus per pagarsi le spese di viaggio.
Conosco docenti universitari che pur di venire in Italia fanno le supplenti badanti!
Ti racconto un episodio che mi è accaduto qualche giorno fa.
Eravamo riuniti in un'aula della Università I. Creanga pe discutere alcune questioni inerenti il Centro Culturale italiano. Mi ero seduto vicino ad una docente universitaria, una storica-ricercatrice abbastanza nota in Moldova. Si parlava di un mio articolo che volevo pubblicare sulla rivista "Il Ponte" riguardante le statue di Marx e Hegel una volta allocate di fronte al Parlamento e del fatto che la redazione del giornale aveva ritenuto l'articolo non pertinente con le finalità della rivista stessa.
La signora ha letto l'articolo e mi ha chiesto stupita: - Ma tu come fai a sapere certe cose? - Si meravigliava del fatto che uno straniero, italiano per di più, si interessasse ad alcuni aspetti curiosi della società moldava. Anche lei vittima, come tanti moldavi, del mantra:" Sono cose nostre, non le puoi capire ".
Perchè racconto questa storiella: per sottolineare il fatto che agli intellettuali moldavi sembra strano che uno straniero si interessi a vicende moldave, non sono abituati a essere studiati, esaminati; quando accade si mettono sulla difensiva, prevale una sorta di vittimismo, la paura di non essere all'altezza nel confrontarsi con altre culture.
NIKI
Quanto dici è sacrosanto ma vale un pò per tutti i moldavi e non solo per gli intellettuali. Qualche anno fa durante una cena con parenti e amici della mia compagna mentre ci si scambiava qualche parola ho assistito con stupore le "SMORFIE " dipinti sui visi di queste persone quando si discuteva di alcune problematiche moldave; per loro è strano che uno straniero sia a conoscenza di certe cose e che mette il naso sui loro problemi e quasi sempre si chiudono a "RICCIO".
Devo dire che in un primo momento sono rimasto un pò male ma con il tempo e con l'aiuto della mia compagna ho capito che atteggiamenti del genere sono molto usuali.
Non so il perchè ma, non credo che lo facciano per timore di non essere all'altezza del discussione
Pallino



















