caro Jerry, permettimi una volta tanto di dissentire con te, in merito alle responsabilità delle Banche.Gli «indignati» non dovrebbero manifestare sotto le banche, ma sotto i ministeri, le Regioni, le Asl e le altre migliaia di enti impegnati nella produzione di regolamenti farraginosi e debito pubblico fuori controllo. Sta qui il nostro buco nero: e i bamboccioni, purtroppo per l’Italia, sono parte del problema."
Voglio aprire una parentesi. I fatti delle violenze del 15 ottobre mi riportano alla memoria quelli del ’68 e del ’77 che ho vissuto direttamente sulla mia pelle prima come studente e poi dieci anni dopo come operatore nel mondo della scuola, vivendo nel centro di Bologna, teatro di guerra delle manifestazioni studentesche (e non).
Erano i tempi di Toni Negri (che tu hai citato di recente), uno dei fondatori di Potere operaio poi confluito in Autonomia Operaia che nel 1967 conosce a Bologna l'allora diciassettenne e studente Franco Berardi (meglio noto come Bifo), che sarà uno dei fondatori di Radio Alice e che aderisce a Potere Operaio, gruppo extraparlamentare di cui diviene figura di spicco a livello nazionale (Bifo è stato tra l’altro per qualche tempo, mio collega come docente di Lettere nel Liceo Artistico di via Belle Arti in Bologna). Tui ricordi certamente che nel marzo ’77 mori’ colpito dai proiettili del carabiniere Tramontani nel corso di una manifestazione lo studente di medicina Francesco Lorusso aderente ad Autonomia Operaia. Ho assistito direttamente alle sommosse e delle guerriglia urbane ben organizzate, dato il numero degli aggressori e delle armi improprie da loro utilizzate (molotov e cubetti di porfido) lanciati contro i negozi e le camionette della polizia. Dopo la morte di Lorusso furono organizzati a Bologna e Roma cortei di protesta, non autorizzati, che furono subito dispersi con violente cariche e si verificarono scontri e azioni di guerriglia, con colpi d'arma da fuoco sia dai dimostranti che dalle forze dell'ordine.
Parlo di questo in relazione alla decisione del ministro Maroni, nel non autorizzare cortei di protesta e per sottolineare che il momento che stiamo ora vivendo ha molti dei connotati che 40-50 anni fa hanno sconvolto la vita degli italiani. Non mi voglio esprimere in merito a questa decisione ma mi interessa piuttosto cogliere le similitudini tra i due periodi e seguirne l’escalation, in parte frutto della strumentalizzazione/fomentazione politica e dell’intrusione di elementi sovversivi sempre presenti nel panorama della storia italiana
Si obietterà che quelli erano altri tempi: oggi non si parla di materialismo storico e di auto valorizzazione proletaria, oggi si parla di disagio sociale allargato degli indignados (non solo studenti e precari senza lavoro), di crisi globalizzata, ma ambedue le situazioni storiche si manifestano con un comune denominatore: la violenza contro un sistema, prima come lotta di classe, oggi come lotta contro il potere del mondo finanziario delle banche che stanno affamando con le loro speculazioni e quello dei governi che le sostengono dirottando verso queste ingenti risorse.
Recentemente (28/9/11) sono intervenuto nel topic: il broker (Rastani) alla BBC: ‘Goldman-Sachs governa il mondo’ iniziato da CarloP, con un post che concludeva…Rastani non è una Cassandra e ha cavalcato il malessere di questo mondo che vede le Banche come un incubo e come l'anticamera dell'inferno in cui potremo sprofondare se in qualche modo non ne sapremo limitare l'enorme potere attuale.
Cominciamo a fare i conti con queste.



















