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Guest Message by DevFuse
 

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* * * * * 4 Voti

Un lungo, inesorabile, declino.


Discussione archiviata. Non è più possibile intervenire in questa discussione.
1235 risposte a questa discussione

#1 nikita

nikita

    Advanced Member


  • 6674 messaggi
  • Iscritto il: 16-agosto 05

Inviato 03 dicembre 2009 - 17:56

"Figlio mio, lascia questo Paese"
<h1></h1>
di PIER LUIGI CELLI

Figlio mio, stai per finire la tua Università; sei stato bravo. Non ho rimproveri da farti. Finisci in tempo e bene: molto più di quello che tua madre e io ci aspettassimo. È per questo che ti parlo con amarezza, pensando a quello che ora ti aspetta.


Puoi solo immaginare la sofferenza con cui ti dico queste cose e la preoccupazione per un futuro che finirà con lo spezzare le dolci consuetudini del nostro vivere uniti, come è avvenuto per tutti questi lunghi anni. Ma non posso, onestamente, nascondere quello che ho lungamente meditato. Ti conosco abbastanza per sapere quanto sia forte il tuo senso di giustizia, la voglia di arrivare ai risultati, il sentimento degli amici da tenere insieme, buoni e meno buoni che siano. E, ancora, l'idea che lo studio duro sia la sola strada per renderti credibile e affidabile nel lavoro che incontrerai.
Ecco, guardati attorno. Quello che puoi vedere è che tutto questo ha sempre meno valore in una Società divisa, rissosa, fortemente individualista, pronta a svendere i minimi valori di solidarietà e di onestà, in cambio di un riconoscimento degli interessi personali, di prebende discutibili; di carriere feroci fatte su meriti inesistenti. A meno che non sia un merito l'affiliazione, politica, di clan, familistica: poco fa la differenza.

Questo è un Paese in cui, se ti va bene, comincerai guadagnando un decimo di un portaborse qualunque; un centesimo di una velina o di un tronista; forse poco più di un millesimo di un grande manager che ha all'attivo disavventure e fallimenti che non pagherà mai. E' anche un Paese in cui, per viaggiare, devi augurarti che l'Alitalia non si metta in testa di fare l'azienda seria chiedendo ai suoi dipendenti il rispetto dell'orario, perché allora ti potrebbe capitare di vederti annullare ogni volo per giorni interi, passando il tuo tempo in attesa di una informazione (o di una scusa) che non arriverà. E d'altra parte, come potrebbe essere diversamente, se questo è l'unico Paese in cui una compagnia aerea di Stato, tecnicamente fallita per non aver saputo stare sul mercato, è stata privatizzata regalandole il Monopolio, e così costringendo i suoi vertici alla paralisi di fronte a dipendenti che non crederanno mai più di essere a rischio.

Credimi, se ti guardi intorno e se giri un po', non troverai molte ragioni per rincuorarti. Incapperai nei destini gloriosi di chi, avendo fatto magari il taxista, si vede premiato - per ragioni intuibili - con un Consiglio di Amministrazione, o non sapendo nulla di elettricità, gas ed energie varie, accede imperterrito al vertice di una Multiutility. Non varrà nulla avere la fedina immacolata, se ci sono ragioni sufficienti che lavorano su altri terreni, in grado di spingerti a incarichi delicati, magari critici per i destini industriali del Paese. Questo è un Paese in cui nessuno sembra destinato a pagare per gli errori fatti; figurarsi se si vorrà tirare indietro pensando che non gli tocchi un posto superiore, una volta officiato, per raccomandazione, a qualsiasi incarico. Potrei continuare all'infinito, annoiandoti e deprimendomi.

Per questo, col cuore che soffre più che mai, il mio consiglio è che tu, finiti i tuoi studi, prenda la strada dell'estero. Scegli di andare dove ha ancora un valore la lealtà, il rispetto, il riconoscimento del merito e dei risultati. Probabilmente non sarà tutto oro, questo no. Capiterà anche che, spesso, ti prenderà la nostalgia del tuo Paese e, mi auguro, anche dei tuoi vecchi. E tu cercherai di venirci a patti, per fare quello per cui ti sei preparato per anni.

Dammi retta, questo è un Paese che non ti merita. Avremmo voluto che fosse diverso e abbiamo fallito. Anche noi. Tu hai diritto di vivere diversamente, senza chiederti, ad esempio, se quello che dici o scrivi può disturbare qualcuno di questi mediocri che contano, col rischio di essere messo nel mirino, magari subdolamente, e trovarti emarginato senza capire perché.
Adesso che ti ho detto quanto avrei voluto evitare con tutte le mie forze, io lo so, lo prevedo, quello che vorresti rispondermi. Ti conosco e ti voglio bene anche per questo. Mi dirai che è tutto vero, che le cose stanno proprio così, che anche a te fanno schifo, ma che tu, proprio per questo, non gliela darai vinta. Tutto qui. E non so, credimi, se preoccuparmi di più per questa tua ostinazione, o rallegrarmi per aver trovato il modo di non deludermi, assecondando le mie amarezze.

Preparati comunque a soffrire.

Con affetto,
tuo padre



Parlo da anni su questo forum del lungo, inesorabile, declino, del nostro paese.
Il Prof. Celli non è certo l'ultimo arrivato, è il Rettore della Univerità Luiss, una prestigiosa università italiana.
Leggete con attenzione ciò che scrive il Prof. Celli.
Forse qualcuno avrà qualche spunto di riflessione in più sull' opzione di vivere in Moldova da me portata avanti su questo forum.
La lettera ha avuto una vasta eco su tutti i media italiani, se ne discute a tutti i livelli. E' il segno che il problema esiste e non è un'idea balsana nata da avversità politiche.

Messaggio modificato da nikita il 03 dicembre 2009 - 17:58


#2 Anatoly

Anatoly

    Advanced Member


  • 354 messaggi
  • Iscritto il: 01-novembre 08

Inviato 03 dicembre 2009 - 21:22

Il paese del bengodi al tramonto Allega File  bd1094-unu-travagghia.jpg   61,43K   53 Numero di downloads

#3 Polifemo

Polifemo

    Advanced Member


  • 1506 messaggi
  • Iscritto il: 09-dicembre 06

Inviato 04 dicembre 2009 - 08:50

"Io, mio figlio e l'arte della fuga"
di PIERLUIGI CELLI

CREDO che il dibattito sollevato dalla mia lettera e l'intervento di Benedetta Tobagi, del professor Veronesi e il richiamo autorevole e appassionante del Presidente della Repubblica, richiedano da parte mia un commento e alcune spiegazioni.

Era del tutto evidente, mi pare, che la forma scelta come espediente retorico classico, avesse proprio l'obiettivo di sollecitare un'attenzione meno superficiale su un tema che, come si è visto nella molteplicità e passione degli interventi, premeva sotto la pelle: il possibile destino alla sparizione di un'intera generazione di laureati, condannati se va bene al precariato, in un contesto in cui la crisi ha solo accentuato i problemi, rivelando come regole e meccanismi di mercato siano barriere fragili se la cultura di un Paese si rattrappisce e i valori civili sfumano fino a convertirsi in petizioni senza seguito.

Ora, si può essere più o meno d'accordo con la modalità della provocazione, ma non penso che si possa eludere il problema posto facendo riferimento a divagazioni di modesta attinenza con la sostanza della questione, se, ad esempio, sia compito dei padri o non piuttosto dei figli occuparsi di questi fatti, se sia corretto che a sollevarli sia qualcuno che occupa tale o talaltra posizione, magari con responsabilità e così via.
È evidente che il problema del rapporto tra padri e figli e lo scambio generazionale emerge come sfondo, in una transizione che sembra penalizzare proprio quelli che invece dovrebbero essere aiutati, consegnando proprio ai più giovani una realtà in cui sarà difficile orientarsi e far valere aspirazioni, sogni e saperi.

Chiarisco subito un fatto: avere una responsabilità evidente in un'università di prestigio mi ha semplicemente aiutato, forse, a essere preso in considerazione, consentendomi di dire quello che molti pensano e che per mia parte cercherò di argomentare. Non avendo altri interessi da difendere (basta pensare all'età), pensavo di essere nelle condizioni giuste per espormi, anche se non immaginavo l'eco che ciò avrebbe suscitato.

Sono in Luiss da cinque anni, dopo circa quarant'anni passati in azienda, e in questo tempo ho potuto misurare il progressivo acuirsi delle difficoltà, per i giovani che si laureano, di imboccare la via del lavoro contando solo sulla loro preparazione e sulla voglia e la passione che, a quell'età, è bagaglio quasi obbligato.
I percorsi di accreditamento si sono fatti più lunghi, tortuosi, spezzettati, spesso dei veri e propri percorsi di umiliazione, che non rendono onore né a un Paese, né a un sistema formativo costretto a cedere a logiche che nulla hanno a che fare col merito e la promozione dei valori civili.

Lo dico con cognizione di causa, perché quelli che mi conoscono bene sanno il lavoro fatto su questo confine tra università e lavoro, in un ateneo che certo è privilegiato, ma che sta sperimentando da qualche anno le forme più avanzate di integrazione università-impresa.

Non si trattava, dunque, il mio, di un discorso casuale né, semplicisticamente, disfattista (basterebbe informarsi un po' più seriamente della biografia delle persone), ma del disagio e forse anche dell'indignazione per i racconti, le esperienze, le sconfitte e le rese senza condizione, raccolte proprio su questo terreno in anni di lavoro.

Capisco l'invito, ad essere più precisi ed argomentati (anche se basta guardarsi intorno e leggere i giornali o navigare in Internet per non aver bisogno di molto altro), ma credo che dovrebbe esser dato credito a chi dedica gran parte del suo tempo ad accompagnare i ragazzi verso il lavoro, utilizzando l'esperienza che sul lavoro ha fatto, che ci può essere un momento di scoraggiamento e di rabbia in cui condensare la voglia di dare voce a quanti diversamente non verrebbero ascoltati.

Anche se le parole sono meno precise dei numeri e i sentimenti più pericolosi da maneggiare.
Vorrei anche tranquillizzare tutti quelli che hanno avuto la sensazione di un discorso vagamente moralistico: so bene i limiti e i doveri dei padri (ho tra l'altro un figlio che, per fortuna, ha una grande autonomia e, per inciso, non frequenta la Luiss ma un'università pubblica), e tuttavia conosco bene le fragilità di molti ragazzi di questa età e il loro bisogno di riferimenti, in un contesto-Paese che offre, spesso, tutt'altro.

E non penso minimamente che si debba fuggire solo perché noi abbiamo fallito nel dovere di lasciare ai nostri figli un futuro almeno pari a quello che noi abbiamo avuto.

L'arte della fuga, così nobile musicalmente, per paradosso aiuta però a inquadrare un problema reale: per costruire un mondo in cui stare a proprio agio bisogna avere gli strumenti, e la libertà di usarli senza doversi piegare per necessità; altrimenti è inevitabile cercare soluzioni diverse.

Oggi, tutto questo viene molto limitato.

Gli strumenti, forse, li diamo in abbondanza. I fini, per cui usarli, riusciamo spesso a sporcarli facendo, nei fatti, quello che a parole neghiamo. Qui sta la nostra responsabilità.

Dove lavoro sanno bene la passione con cui si discute per garantire ai nostri allievi condizioni di sviluppo coerenti con le aspirazioni e l'impegno che esprimono.
Il misurare però il divario tra gli sforzi messi in atto e i contesti di approdo, induce a qualche riflessione se sia giusto soprassedere, magari pubblicando qualche dotta ricerca sul tema (e, al proposito, suggerirei di vedere i testi sulla classe dirigente del Paese, prodotti negli ultimi tre anni proprio da questa Università, con qualche piccolo merito anche personale), oppure dare voce al disagio, magari correndo il rischio di essere fraintesi.

L'estero non è una fuga, è una delle tante possibilità. Bastava leggere la lettera fino in fondo per capire che l'obiettivo era arrivare a una reazione che impegnasse a restare, nonostante tutto. E basta informarsi su quello che, accademici e non, fanno con orgoglio in questa e in molte altre università italiane. In un Paese in cui è sempre più facile fermarsi alla superficie dell'apparire, perché deve essere così difficile confrontarsi sulla sostanza drammatica di certe realtà, senza dover per forza contrapporsi pregiudizialmente? Quella dei giovani, a cui è resa difficoltosa ogni trasparenza per l'accesso al lavoro, è fino in fondo una realtà opaca, affidata alla casualità e risolta, spesso, da buone volontà singole.

Il futuro, se non si fa qualcosa di serio in questo campo - in logica collettiva dove efficienza, solidarietà e merito possano integrarsi - diverrà inevitabilmente una terra straniera per non pochi di loro.
Questa sì, senza legittimazione morale. È per questo che, a mio modesto parere, emerge drammaticamente il bisogno di dare a questa generazione a rischio la possibilità di credere, senza la quale non ci potrà essere la possibilità di capire e di impegnarsi. Ed è la prospettiva in cui può trovare un esito concreto il giusto richiamo del Presidente Napolitano: si resta perché si vogliono creare le condizioni, e proprio perché queste, spesso, mancano.
(4 dicembre 2009)

#4 pallino

pallino

    Newbie


  • 1587 messaggi
  • Iscritto il: 10-agosto 07

Inviato 04 dicembre 2009 - 09:04

"Figlio mio, lascia questo Paese"
<h1></h1>
di PIER LUIGI CELLI

Figlio mio, stai per finire la tua Università; sei stato bravo. Non ho rimproveri da farti. Finisci in tempo e bene: molto più di quello che tua madre e io ci aspettassimo. È per questo che ti parlo con amarezza, pensando a quello che ora ti aspetta.


Puoi solo immaginare la sofferenza con cui ti dico queste cose e la preoccupazione per un futuro che finirà con lo spezzare le dolci consuetudini del nostro vivere uniti, come è avvenuto per tutti questi lunghi anni. Ma non posso, onestamente, nascondere quello che ho lungamente meditato. Ti conosco abbastanza per sapere quanto sia forte il tuo senso di giustizia, la voglia di arrivare ai risultati, il sentimento degli amici da tenere insieme, buoni e meno buoni che siano. E, ancora, l'idea che lo studio duro sia la sola strada per renderti credibile e affidabile nel lavoro che incontrerai.
Ecco, guardati attorno. Quello che puoi vedere è che tutto questo ha sempre meno valore in una Società divisa, rissosa, fortemente individualista, pronta a svendere i minimi valori di solidarietà e di onestà, in cambio di un riconoscimento degli interessi personali, di prebende discutibili; di carriere feroci fatte su meriti inesistenti. A meno che non sia un merito l'affiliazione, politica, di clan, familistica: poco fa la differenza.

Questo è un Paese in cui, se ti va bene, comincerai guadagnando un decimo di un portaborse qualunque; un centesimo di una velina o di un tronista; forse poco più di un millesimo di un grande manager che ha all'attivo disavventure e fallimenti che non pagherà mai. E' anche un Paese in cui, per viaggiare, devi augurarti che l'Alitalia non si metta in testa di fare l'azienda seria chiedendo ai suoi dipendenti il rispetto dell'orario, perché allora ti potrebbe capitare di vederti annullare ogni volo per giorni interi, passando il tuo tempo in attesa di una informazione (o di una scusa) che non arriverà. E d'altra parte, come potrebbe essere diversamente, se questo è l'unico Paese in cui una compagnia aerea di Stato, tecnicamente fallita per non aver saputo stare sul mercato, è stata privatizzata regalandole il Monopolio, e così costringendo i suoi vertici alla paralisi di fronte a dipendenti che non crederanno mai più di essere a rischio.

Credimi, se ti guardi intorno e se giri un po', non troverai molte ragioni per rincuorarti. Incapperai nei destini gloriosi di chi, avendo fatto magari il taxista, si vede premiato - per ragioni intuibili - con un Consiglio di Amministrazione, o non sapendo nulla di elettricità, gas ed energie varie, accede imperterrito al vertice di una Multiutility. Non varrà nulla avere la fedina immacolata, se ci sono ragioni sufficienti che lavorano su altri terreni, in grado di spingerti a incarichi delicati, magari critici per i destini industriali del Paese. Questo è un Paese in cui nessuno sembra destinato a pagare per gli errori fatti; figurarsi se si vorrà tirare indietro pensando che non gli tocchi un posto superiore, una volta officiato, per raccomandazione, a qualsiasi incarico. Potrei continuare all'infinito, annoiandoti e deprimendomi.

Per questo, col cuore che soffre più che mai, il mio consiglio è che tu, finiti i tuoi studi, prenda la strada dell'estero. Scegli di andare dove ha ancora un valore la lealtà, il rispetto, il riconoscimento del merito e dei risultati. Probabilmente non sarà tutto oro, questo no. Capiterà anche che, spesso, ti prenderà la nostalgia del tuo Paese e, mi auguro, anche dei tuoi vecchi. E tu cercherai di venirci a patti, per fare quello per cui ti sei preparato per anni.

Dammi retta, questo è un Paese che non ti merita. Avremmo voluto che fosse diverso e abbiamo fallito. Anche noi. Tu hai diritto di vivere diversamente, senza chiederti, ad esempio, se quello che dici o scrivi può disturbare qualcuno di questi mediocri che contano, col rischio di essere messo nel mirino, magari subdolamente, e trovarti emarginato senza capire perché.
Adesso che ti ho detto quanto avrei voluto evitare con tutte le mie forze, io lo so, lo prevedo, quello che vorresti rispondermi. Ti conosco e ti voglio bene anche per questo. Mi dirai che è tutto vero, che le cose stanno proprio così, che anche a te fanno schifo, ma che tu, proprio per questo, non gliela darai vinta. Tutto qui. E non so, credimi, se preoccuparmi di più per questa tua ostinazione, o rallegrarmi per aver trovato il modo di non deludermi, assecondando le mie amarezze.

Preparati comunque a soffrire.

Con affetto,
tuo padre



Parlo da anni su questo forum del lungo, inesorabile, declino, del nostro paese.
Il Prof. Celli non è certo l'ultimo arrivato, è il Rettore della Univerità Luiss, una prestigiosa università italiana.
Leggete con attenzione ciò che scrive il Prof. Celli.
Forse qualcuno avrà qualche spunto di riflessione in più sull' opzione di vivere in Moldova da me portata avanti su questo forum.
La lettera ha avuto una vasta eco su tutti i media italiani, se ne discute a tutti i livelli. E' il segno che il problema esiste e non è un'idea balsana nata da avversità politiche.



Relativamente a questo argomento in questi ultimi giorni c'è un gran dire. Ho letto anche io ciò che ha dichiarato il Prof. Celli relativamente alla situazione della ns. società e onestamente condivido moltissimi suoi passaggi.
In questi ultimi anni il ns. paese sta attraversando situazioni molto difficili e i ns. governanti sembra che ,non si accorgono di queste cose; il cuore del problema sta a mio giudizio nel forte declino della vocazione industriale .
Io non so perchè ma si assiste inesorabilmente da quando siamo entrati nel gruppo di testa in UE alla chiusura continua di siti industriali con perdite di migliaia di posti di lavoro e di professionalità che non potranno mai più essere ricostruite, l'emoraggia è continua è inarrestabile. Da ciò si può facilmente dedurre tutta una serie di discorsi quali il disinteresse giovanile verso alcuni settori accademici tipo, le materie scientifiche che lasciano posto agli umanisti e sociologi . Tutti leggiamo che in italia c'è e crisi di personale tecnico; ma chi oggi è così pazzo da abbracciare quetse tematiche?
L'Italia invecchia e non solo anagraficamente ma in lungimiranza , assistiamo alla cristallizzazione della classe politica che è completamente vuota e che non pensa ad altro che fare i propri interessi; oggi tutti i know out tipici della vecchia europa sono stati esportati solo per la stupida logica economica e per il vile interesse di questo o di quel gruppo industriale ma nessuno si è mai chiesto le conseguenze che nel breve periodo questo può portare.
Amici guardiamoci intorno e vedrete sempre più una società italaina vuota nei valori dove i giovani sono allo sbando senza obiettiv per il futuro , i giovani vivono alla giornata e molti di loron sanno che il futuro sli riserverà brutte sorprese; ma ahimè siamo impotenti di fornte a questa situazione. Quante volete abbiamo sentito parlare , blaterare umanisti e sociologi attraverso i media hanno sciorinato ricette futuristiche ma si assiste sempre più alla decadenza, probabilmente servirebbe una classe politica illuminata che decida di andare controtendenza e fare scelte coraggiose ma, nessuno ne ha il coraggio e tutti si adagiano sulla attualità. Forse dico delle cose scontate e mi sto piangendo addosso ma l'appello di Celli e di tanti altri fa molto discutere e pensare . Mi auguro ceh qualcuno al potere pensi a queste cose in caso contario quello che si propsetta nel futuro prossimo è uno scenario disastroso e i presupposti sono già sulla ns. strada.

PALLINO

#5 Rick

Rick

    Advanced Member


  • 17668 messaggi
  • Iscritto il: 25-agosto 05

Inviato 05 dicembre 2009 - 01:26

Pierluigi Celli ……. classe 1942 ……. 68 anni

Ovvero quella generazione che ha vissute tutte le fortune
che il nostro paese ha messo loro a disposizione .

Quel che è l'Italia oggi per molto è merito loro , vero ,

ma in senso sia positivo che negativo !

A parte le pensioni , discorso capitato tra capo e collo ,

ma ASSAI ESEMPLIFICATIVO DI COME QUELLA GENERAZIONE ABBIA RAZIATO IL PAESE

questi pensionati sono figli dell'italia cresciuta sfruttando all'osso
tutto quel che c'era da sfrutare

Sono gli artefici di un boom economico in cui a tutti era dovuto tutto ,

in cui interi palazzi , ma che dico palazzi , quartieri ! nascevano nel completo abusivismo

Sono coloro che hanno incuranti inquinato tutto quel che c'era da inquinare

che si sono tracannati benziana al costo dell'acqua

che hanno saccheggiato lo stato indebitandolo a + non posso

goduto di ammortizzatori sociali che noi neanche osiamo sognarci

sfruttato tutti coloro che si fossero prestati ad esserlo ,
senza distinzione tra lavoratori in nero od in regola .

Mi spiace ,
ma la generazione che ha vissuto in pieno il dopoguerra ,
il Boom economico ,
gli anni 70 ,
è stata una generazione di predoni

e noi oggi stiamo pagando i loro conti .

(oltre che le loro pensioni)


Celli non ha fatto altro che scrivere l'epitaffio per la sua generazione .

Non a caso , la sua pseudo lettera aperta

ha tanto entusiasmato un suo quasi coetaneo

oramai prossimo alla pensione

convinto che emigrare in MD sia la panacea alle sue sofferenze

che per altro svanirebbe d'incanto

se non potesse + sfruttare un favorele rapporto di cambio

Messaggio modificato da Rick il 05 dicembre 2009 - 01:28


#6 nikita

nikita

    Advanced Member


  • 6674 messaggi
  • Iscritto il: 16-agosto 05

Inviato 05 dicembre 2009 - 05:37

Pierluigi Celli ……. classe 1942 ……. 68 anni

Ovvero quella generazione che ha vissute tutte le fortune
che il nostro paese ha messo loro a disposizione .



Celli non ha fatto altro che scrivere l'epitaffio per la sua generazione .

Non a caso , la sua pseudo lettera aperta

ha tanto entusiasmato un suo quasi coetaneo

oramai prossimo alla pensione

convinto che emigrare in MD sia la panacea alle sue sofferenze

che per altro svanirebbe d'incanto

se non potesse + sfruttare un favorele rapporto di cambio


Analisi riduttiva e superficiale. A me sembra che il Prof. Celli pone l'accento su altri aspetti della vita nazionale e che la questione economica viene solo sfiorata.
Il Prof. Celli sottolinea la mancanza di valori e prospettiva della società italiana e ne traccia un quadro, a mio modesto avviso, fin troppo benevolo.
La questione economica tanto cara al nostro Rick quando parla di un paese "depredato" (sic!) dalla mia generazione, stride clamorosamente con quanto afferma oggi il suo eroe quando dichiara con estremo candore che il nostro paese è al 6° posto nella classifica mondiale della ricchezza prodotta.
Di quale paese "depredato" parla il nostro Rick?
Ricordo al nostro Rick che il paese Italia è stato depredato sul finire degli anni 80, primi anni 90, quando a governare erano i pseudo socialisti di Craxi che in pochissimi anni hanno mandato fuori controllo il nostro debito pubblico, mentre il suo amico di trombate faceva il giro delle sette chiese per costruire non si sa con quali denari Milano 2 e Milano3 e distribuiva miliardi a go go per avere il monopolio televisivo della TV commerciale.
All'epoca bastava fare due giorni di sciopero (vedi ferrovieri, piloti, etc) per avere una "gratifica" a fine mese e l'Italia stampava carta moneta tanto per non scontentare nessuno, mentre gli statali avevano uno stipendio da fame.
La mia generazione lavorava e si faceva il mazzo mentre l'inflazione era arrivata al 12% ed Amato metteva le mani sui conti in banca per riparare alla cazzate fatte dai suoi precedessori Forlani e Craxi. Chi non ricorda la finanziaria "lacrime e sangue" perchè il paese era alla bancarotta!?
Chi non ricorda la "Milano da bere" dell'epoca Craxi che ammucchiava miliardi sui suoi conti off shore mentre il PSI aveva la casse vuote tant'è che il suo tesoriere morì di crepacuore!?.
Chi ha depredato il nostro paese?
Ma per favore, non raccontarle a me queste balle!
Vado a vivere in Moldova perchè l'Italia è divenuta il paese dei mediocri, basta accendere la TV alle otto di sera per vedere la solita carellata di leccaculi e mezzeseghe che ripetono a memoria la canzoncina imparata a memoria, un branco di nullità senza amor proprio e senza spina dorsale disposti a dire e fare qualsiasi cosa pur di non contraddire il loro padrone.
Uno squallume da basso impero possibile solo in Italia, mentre i nostri partners europei ridono e si divertono nel vedere la solita italietta cialtrona che affonda inesorabilmente nel ridicolo.
Del cambio favorevole non me ne frega niente, da sempre sono abituato a vivere con poco, avere 100 euro in più a fine mese non mi cambia la vita, spero solo che alle otto di sera, quando accenderò la TV, di non vedere le solite facce da culo.
Mi accontento di poco!

Messaggio modificato da nikita il 05 dicembre 2009 - 06:06


#7 Rick

Rick

    Advanced Member


  • 17668 messaggi
  • Iscritto il: 25-agosto 05

Inviato 05 dicembre 2009 - 09:47

E negli anni 80

quale generazione era al potere ?

Non certo la mia !


Direi che sia assai + probabile

che si trattasse ancora una volta della tua ,

dei figli del dopoguerra .


Quanto alla mia analisi superficiale

penso che in ogni risvolto di quanto scritto da Celli ci sia una componente economica

daltronde si sa ...... con la pancia piena si sopporta tutto assai meglio .


Cmq non ti preoccupare ,

nulla ti impedirà di goderti la tua pensione standotene a Kishinev

pensione che continuerà ad essere pagata dai contributi di quegli stessi giovani

a cui invitate di andare all'estero

e che grazie ai contratti capestro che gli avete imposto per farvi pagare le vostre pensioni

Co.Co.Co. / Co.Pro. / Job Sharing / Co. interinale ecc ecc ecc

non potranno MAI godere dei privilegi di cui godrai tu .


MA ....
ci hai mai pensato che .......
se tutti questi giovani dovessere veramente andare all'estero .....

la tua pensione sarebbe a rischio ? :startle:


ps :
quanto a mister B. , noto per l'ennesima volta che non riesci a pronunciare verbo senza tirarlo in causa , mi sa che sia assai + viscerale il tuo di rapporto con mister B. :roflmao:

Messaggio modificato da Rick il 05 dicembre 2009 - 13:29


#8 beppe

beppe

    Advanced Member


  • 1107 messaggi
  • Iscritto il: 30-gennaio 07

Inviato 05 dicembre 2009 - 09:55

Analisi riduttiva e superficiale. A me sembra che il Prof. Celli pone l'accento su altri aspetti della vita nazionale e che la questione economica viene solo sfiorata.
Il Prof. Celli sottolinea la mancanza di valori e prospettiva della società italiana e ne traccia un quadro, a mio modesto avviso, fin troppo benevolo.
La questione economica tanto cara al nostro Rick quando parla di un paese "depredato" (sic!) dalla mia generazione, stride clamorosamente con quanto afferma oggi il suo eroe quando dichiara con estremo candore che il nostro paese è al 6° posto nella classifica mondiale della ricchezza prodotta.
Di quale paese "depredato" parla il nostro Rick?


i Valori

I valori cambiano a seconda della latitudine e lo sai perché, per troppo tempo siamo stati presi

per il culo, i valori di cui parli e di cui ci hanno riempito la testa fin da piccoli, si sono rivelati una

fregatura nel momento in cui ci siamo accorti che tutti i nostri sforzi finivano nella voragine di quel

buco nero che oggi si chiama debito pubblico.

Secondo me questa situazione sarà destinata a peggiorare, almeno fino a quando non

subentreranno le nuove generazioni, perchè l'aver intercalato,

famiglie con diversi usi e costumi tra le nostre,

fa si che l'indifferenza e il distacco aumenti ancora di più.

Non mi stancherò di dire che l'Italia non ha mai completato il percorso verso quello che

dovrebbe essere una democrazia compiuta e che il paese ha seguito

una strada per conto suo tant'è che la politica l'ha sempre inseguito

anzichè precederlo.

Per troppo tempo nelle stanze dei bottoni si sono tenute ogni sorta di baratto e compromesso

al di sopra di quella che era la volontà espressa dal popolo.

Quel signore che con mezzi leciti o meno,non lo so, ha provato a infrangere il tabù oggi si trova sulla

graticola tirato in ballo da un delinquente che ha compiuto 40 omicidi e sei stragi,

ma tenuto in palmo di mano e usato come una clava per abbattere colui che ha provato

cambiare qualcosa.

ma di quale Italia stiamo parlando e tu mi vieni a parlare di valori.

ma mi faccia il paicere va

:sm6:

Messaggio modificato da beppe il 05 dicembre 2009 - 12:24


#9 vabi

vabi

    Advanced Member


  • 159 messaggi
  • Iscritto il: 25-aprile 08

Inviato 05 dicembre 2009 - 12:55



Quel signore che con mezzi leciti o meno,non lo so, ha provato a infrangere il tabù oggi si trova sulla

graticola tirato in ballo da un delinquente che ha compiuto 40 omicidi e sei stragi,

ma tenuto in palmo di mano e usato come una clava per abbattere colui che ha provato

cambiare qualcosa.


Non ho capito, scusa a quale tabù ti riferisci?

Messaggio modificato da vabi il 05 dicembre 2009 - 12:57


#10 Alfredo Ferrari

Alfredo Ferrari

    Advanced Member


  • 5887 messaggi
  • Iscritto il: 27-agosto 05

Inviato 05 dicembre 2009 - 13:05

Beh, ovviamente il trattorista si riferisce ai "valori" dettati dall'edonismo berlusconiano che pur di stare al potere ha preso in c..o
la spada di alberto da giussano

#11 Rick

Rick

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Inviato 05 dicembre 2009 - 13:32

il trattorista


MA io mi domando e dico ......

è mai possibile che tu sia tanto infantile

dal dover sempre ed all'infinito ripetere

questa menata del trattorista ?



Secondo me
non è che ci fai una gran che bella figura .

#12 ziopaperone

ziopaperone

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Inviato 05 dicembre 2009 - 14:07

Pierluigi Celli ……. classe 1942 ……. 68 anni

Ovvero quella generazione che ha vissute tutte le fortune
che il nostro paese ha messo loro a disposizione .



Celli non ha fatto altro che scrivere l'epitaffio per la sua generazione .

Non a caso , la sua pseudo lettera aperta

ha tanto entusiasmato un suo quasi coetaneo

oramai prossimo alla pensione

convinto che emigrare in MD sia la panacea alle sue sofferenze

che per altro svanirebbe d'incanto

se non potesse + sfruttare un favorele rapporto di cambio



Rick ha inquadrato subito egregiamente il tutto

Un privilegiato proprio da quel sistema che consiglia al figlio, altro privilegiato del sistema, di emigrare all'estero, cosa che non farà mai, perchè tanto è figlio di papà e qualche porticina la troverà aperta

Una volgare trovata pubblicitaria che offende chi veramente lavora per questo paese...

e tutti gli altri emigrassero pure, che ci fanno soltanto un favore

Messaggio modificato da ziopaperone il 05 dicembre 2009 - 14:10


#13 beppe

beppe

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Inviato 05 dicembre 2009 - 14:08

Non ho capito, scusa a quale tabù ti riferisci?



Beh, ovviamente il trattorista si riferisce ai "valori" dettati dall'edonismo berlusconiano che pur di stare al potere ha preso in c..o
la spada di alberto da giussano


Non è mia consuetudine assimilare le cose negative per cui sorvolo sul termine

rispondo ad entrambi per dire che il mio riferimento trova collocazione nel periodo antecedente

la discesa in campo di B. E bene ricordare a coloro che non conoscono la nostra storia che

Berlusconi come pure la lega non ha fatto altro che cavalcare una

protesta popolare, che stava per assumere connotati violenti proprio per il perdurare dell'intrallazzo

che si svolgeva nei palazzi romani,ed è stata ricondotta nell'ambito della

dialettica politica con grande intuito politico anche se inizialmente vi è stata

una diffidenza reciproca.

#14 beppe

beppe

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Inviato 05 dicembre 2009 - 14:16

Pierluigi Celli ……. classe 1942 ……. 68 anni

Ovvero quella generazione che ha vissute tutte le fortune
che il nostro paese ha messo loro a disposizione .


O per meglio dire si sono appropriati delle fortune che gli passavano davanti

#15 vabi

vabi

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Inviato 05 dicembre 2009 - 15:29

Non è mia consuetudine assimilare le cose negative per cui sorvolo sul termine

rispondo ad entrambi per dire che il mio riferimento trova collocazione nel periodo antecedente

la discesa in campo di B. E bene ricordare a coloro che non conoscono la nostra storia che

Berlusconi come pure la lega non ha fatto altro che cavalcare una

protesta popolare, che stava per assumere connotati violenti proprio per il perdurare dell'intrallazzo

che si svolgeva nei palazzi romani,ed è stata ricondotta nell'ambito della

dialettica politica con grande intuito politico anche se inizialmente vi è stata

una diffidenza reciproca.


Mah, a dire il vero capisco la differenza tra il prima e il dopo...

PRIMA mangiavano dei politici che avevano le loro lobby e i loro interessi, DOPO hanno iniziato a mangiare e a godere dei privilegi del sistema altri politici e politicanti. Questo tipo di passaggi, da che mondo è mondo, sfruttano sempre il malcontento delle folle.... ma che in Italia si rischi o si sia rischiato di arrivare alla guerra civile devo ancora vederlo.
Supponendo anche che quella di Celli sia una "classe" di persone che hanno contribuito allo svilupparsi di un malcontento, onestamente non credo Berlusconi appartenga (per tempi e metodi) ad una categoria differente...

Le conseguenze, ahinoi, però non sembrano molto differenti tra prima e dopo... per usare un "colorito" messaggio di un murales a Napoli: "I CAZZI CAMBIANO, MA I CULI SONO SEMPRE GLI STESSI".

Messaggio modificato da vabi il 05 dicembre 2009 - 15:55


#16 beppe

beppe

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Inviato 05 dicembre 2009 - 15:55

Mah, a dire il vero capisco la differenza tra il prima e il dopo...

PRIMA mangiavano dei politici che avevano le loro lobby e i loro interessi, DOPO hanno iniziato a mangiare e a godere dei privilegi del sistema altri politici e politicanti. Questo tipo di passaggi, da che mondo è mondo, sfruttano sempre il malcontento delle folle....

Le conseguenze, ahinoi, però non sembrano molto differenti tra prima e dopo... per usare un "colorito" messaggio di un murales a Napoli: "I CAZZI CAMBIANO, MA I CULI SONO SEMPRE GLI STESSI".


Ma.. secondo me da tutto questo è nato quello che mette in risalto Nikita

l'egoismo e l'opportunismo ha prevalso,direi che il sud ha fatto scuola,

che tradotto =

mi faccio i miei interessi e del resto chi se ne frega.

:smiley31:

naturalmente il tutto su vasta scala tant'è che a beneficiarne sono in molti sarebbe un errore puntare il dito su una persona

Messaggio modificato da beppe il 05 dicembre 2009 - 16:04


#17 vabi

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Inviato 05 dicembre 2009 - 16:05

Allega File  Clipboard01.bmp   1,75MB   11 Numero di downloads

.... a proposito di opportunismo e strade facili.....

#18 vabi

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Inviato 05 dicembre 2009 - 16:10

direi che il sud ha fatto scuola



Mmmmm... ma allora non la conosci la storia del contadino veneto che trova la lampada di Aladino...

#19 beppe

beppe

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Inviato 05 dicembre 2009 - 16:17

Mmmmm... ma allora non la conosci la storia del contadino veneto che trova la lampada di Aladino...


Guarda che stiamo parlando della storia dell'Italia e del perche siamo in declino di valori

#20 vabi

vabi

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Inviato 05 dicembre 2009 - 17:11

Guarda che stiamo parlando della storia dell'Italia e del perche siamo in declino di valori


Il fatto è che la storia va vista tutta.
Qualche giorno fa in un altro topic ho postato http://cronologia.le....it/emitot2.htm , va letto con attenzione.

Come hai anche detto, con i Valori in bocca parecche persone si sono riempite le tasche.
E' pure vero che da 15 anni sulle reti tv e sui giornali del Presidente, in un continuo ed inarrestabile crescendo, sia stata costantemente condotta una campagna di strumentalizzazione e demolizione dei Valori. E' sotto gli occhi di tutti.

Ma tu a quali Valori ti riferisci?

Non ricominceremo a discutere dei terroni che vivono sulle spalle del nord vero?

Messaggio modificato da vabi il 05 dicembre 2009 - 17:16