No.
Vero. L'importante è capire cosa si intende per Diritto.
Se si intende il diritto ad avere un visto è sbagliato, se invece si intende il diritto di presentare una domanda è corretto. Se ci sono stati degli atteggiamenti arroganti da parte dei dipendenti della nostra Ambasciata, questi sono sicuramente sbagliati e da condannare sotto ogni forma, anche con denunce pubbliche.
Bisogna però vedere tutte le facce della medaglia. Se ogni giorno mi vedo arrivare mille persone che pensano che avere il visto sia un loro diritto e che pretendano da me quello che non posso dargli, magari al novecentonovantesimo perdo anch'io la pazienza.. Non sono mica Giobbe.
Finalmente Paolo possiamo trovare un punto d’incontro.
Più umanità e gentilezza e meno arroganza e maleducazione.
Nessuno ha mai rivendicato il diritto al visto e se le domande sono migliaia, basta disciplinarle con numerazioni e liste di presentazione.
Chiarito questo, dovremmo esaminare il fatto che non vengano rilasciati visti turistici per tutti i moildavi.
Questo non aiuta Paolo ad affrontare serenamente la questione,
anzi la peggiora facendo intendere motivi legati a chissà che cosa.
Quali sono esattamente i motivi ostativi ?
L’altro punto sollevato da Ginopilotino è degno di nota e di enorme importanza, poiché innesca gravi violazioni legati alla libera circolazione e non solo.
Il diniego senza motivazione scritta
Tutto a norma di legge, perché la modifiche alla 286 di Bossi/Fini, hanno di fatto legittimato la non motivazione al diniego del visto turistico da parte dell’Ambasciate.
Secondo me è una grave inciviltà e di fatto spalanca le porte alla clandestinità.
In pratica ogni Ambasciata può, senza indicare alcun motivo, rifiutare un visto turistico.
Troppo potere e poche possibilità di contrastarlo.
Ma come ?
Mi rifiuti il visto e non mi dici nemmeno il motivo ?
A chi non cadrebbero le braccia;
chi non sprofonderebbe nella disperazione.
Poi ci lamentiamo se i nostri connazionali,
nascondono il fidanzato straniero nel baule dell’auto.
mdaemme