Salta al contenuto


Moldweb
Moldova Community Italia utilizza cookies. Leggi le Regole privacy per maggiori informazioni. Per rimuovere questo messaggio clicca sul pulsante qui di fianco:    Accetto l'uso dei cookies
  • Login con Facebook Login con Twitter Log In with Google      Login   
  • Registrati


  •  


Benvenuto su Moldweb

Immagine Postata Benvenuto su Moldweb. Come puoi vedere, da semplice visitatore del forum non ti è permesso interagire attivamente con la community, di sentirti parte di questo meraviglioso posto, per questo ti invitiamo a registrarti! Registrati subito o fai il login. Immagine Postata
Se poi hai un account Immagine Postata, Immagine Postata, Immagine Postatao Immagine Postata è ancora più facile! Senza registrarti, fai direttamente il login con le tue credenziali Google, Facebook, Twitter o OpenId. Ti aspettiamo online con noi, tu cosa aspetti? Immagine Postata
Guest Message by DevFuse
 

Foto

Modificato L'art. 19 Della 286


  • Effettua l'accesso per rispondere
4 risposte a questa discussione

#1 Domenico

Domenico

    Advanced Member


  • 7179 messaggi
  • Iscritto il: 01-agosto 05
  • Sesso:Uomo
  • Nazione:


Inviato 05 luglio 2009 - 15:44

Con il dl sicurezza è stato modificato l'art. 19 della 286 (T.U. sull'immigrazione).
In sostanza, il nuovo art. 19 dovrebbe essere questo:

Art. 19
(Divieti di espulsione e di respingimento)

(Legge 6 marzo 1998, n. 40, art. 17) 1. In nessun caso puo' disporsi l'espulsione o il respingimento verso uno Stato in cui lo straniero possa essere oggetto di persecuzione per motivi di razza, di sesso, di lingua, di cittadinanza, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali o sociali, ovvero possa rischiare di essere rinviato verso un altro Stato nel quale non sia protetto dalla persecuzione.

2. Non e' consentita l'espulsione, salvo che nei casi previsti dall'articolo 13, comma 1, nei confronti:
a) degli stranieri minori di anni diciotto, salvo il diritto a seguire il genitore o l'affidatario espulsi;
b) degli stranieri in possesso della carta di soggiorno, salvo il disposto dell'articolo 9;
c) degli stranieri conviventi con parenti entro il quarto secondo grado o con il coniuge, di nazionalita' italiana;
d) delle donne in stato di gravidanza o nei sei mesi successivi alla nascita del figlio cui provvedono.

in altre parole, chi si è visto applicare l'art. 19 per la coesione familiare tra zio/a e nipote cittadino italiano, e credo che qui nel forum ci siano diversi casi, in fase di rinnovo del pds potebbe rischiare (non lo so ancora con certezza) l'espulsione!
Ovviamente, con l'entrata in vigore della legge, questo tipo di coesioni non saranno più fattibili!!

#2 Amedeo

Amedeo

    Difensore civico di Moldweb


  • 836 messaggi
  • Iscritto il: 31-agosto 05
  • Sesso:Uomo
  • Nazione:

Inviato 05 luglio 2009 - 21:56

Con il dl sicurezza è stato modificato l'art. 19 della 286 (T.U. sull'immigrazione).
In sostanza, il nuovo art. 19 dovrebbe essere questo:

Art. 19
(Divieti di espulsione e di respingimento)

(Legge 6 marzo 1998, n. 40, art. 17) 1. In nessun caso puo' disporsi l'espulsione o il respingimento verso uno Stato in cui lo straniero possa essere oggetto di persecuzione per motivi di razza, di sesso, di lingua, di cittadinanza, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali o sociali, ovvero possa rischiare di essere rinviato verso un altro Stato nel quale non sia protetto dalla persecuzione.

2. Non e' consentita l'espulsione, salvo che nei casi previsti dall'articolo 13, comma 1, nei confronti:
a) degli stranieri minori di anni diciotto, salvo il diritto a seguire il genitore o l'affidatario espulsi;
b) degli stranieri in possesso della carta di soggiorno, salvo il disposto dell'articolo 9;
c) degli stranieri conviventi con parenti entro il quarto secondo grado o con il coniuge, di nazionalita' italiana;
d) delle donne in stato di gravidanza o nei sei mesi successivi alla nascita del figlio cui provvedono.

in altre parole, chi si è visto applicare l'art. 19 per la coesione familiare tra zio/a e nipote cittadino italiano, e credo che qui nel forum ci siano diversi casi, in fase di rinnovo del pds potebbe rischiare (non lo so ancora con certezza) l'espulsione!
Ovviamente, con l'entrata in vigore della legge, questo tipo di coesioni non saranno più fattibili!!


Per evitare questo rischio concreto, consiglio vivamente ai parenti dei cittadini italiani dal 3° a 4° grado di chiedere una Carta di Soggiorno ai sensi del DL 30/2007 (cosa che ho da anni consigliato comunque ed anche per il 1° e 2° grado), anche a costo di furibonde "liti" legali con gli uffici immigrazione.

La norma, peraltro, crea una disparità fra cittadini italiani che possono vedere riconosciuto questo diritto solo fino ai parenti di 2° grado ed i cittadini comunitari che entrano in Italia, magari con una zia (3° grado) e che hanno diritto alla Carta di Soggiorno ai sensi sempre del DL 30/2007.

Questo fatto la dice lunga sulle capacità di fare le leggi dei nostri parlamentari. Quando un lavoratore in una azienda è incapace a svolgere il proprio lavoro lo si deve (haimè) licenziare. Allora:

dimezziamo i politici (da destra a sinisrra) ed i loro stipendi.


Un saluto,

#3 Domenico

Domenico

    Advanced Member


  • 7179 messaggi
  • Iscritto il: 01-agosto 05
  • Sesso:Uomo
  • Nazione:


Inviato 15 ottobre 2009 - 10:02

Importantissima novità passata un pò in sordina:

Titolo: Parere circolare del Ministero dell'Interno, numero 5715 del 15 settembre 2009, possibile la conversione da pds rilasciato ex articolo 19 T.U ad altro titolo

Data: 08/10/2009

Descrizione estesa:

PARERE SULLA CIRCOLARE NUMERO 5715 DEL 15 SETTEMBRE 2009

E’ POSSIBILE LA CONVERSIONE DEL PDS RILASCIATO EX ARTICOLO 19 D.LGS 286/98 IN PERMESSO DI SOGGIORNO PER MOTIVI DI LAVORO

Il Ministero dell’Interno dopo anni di contrasti sulla possibilità di convertire il permesso di soggiorno rilasciato ex art. 28 D.P.R. 334/2004, in relazione all’art. 19 del D. Lgs 286/98 a seguito delle novità introdotte dalla legge 94/2009 il noto “pacchetto sicurezza) ha espressamente stabilito la possibilità di conversione del suddetto permesso di soggiorno in permesso di soggiorno per motivi di lavoro subordinato ed autonomo, attesa occupazione e per residenza elettiva lì dove vi siano le condizioni previste dalla legge.
Con questa circolare il Ministero dell’Interno supera la nota giurisprudenza consolidatasi sul punto (fra tutte si rimanda in particolare a Consiglio di Stato, Sez. VI, sentenza n. 1886 del 31 marzo 2009, Tar Veneto Sez Terza, sentenza Sent. n. 140/08 del 14 dicembre 2007) stando alla quale il permesso di soggiorno rilasciato per coesione familiare ex articolo 19 T.U non poteva consentire la conversione in permesso di soggiorno per attesa occupazione o lavoro, in virtù del carattere eccezionale del permesso stesso che non determinava una sanatoria permanente di una posizione in origine irregolare ma “congelava” la situazione di clandestinità sospendendola.
Il Ministero è intervenuto, dopo anni di assenza di chiarezza sul punto, al fine di evitare che la modifica dell’articolo 19 citato introdotta dalla Legge 94/2009, modifica che prevede la possibilità del divieto di espulsione solo in caso di convivenza con parenti italiani e comunitari fino al secondo grado, non trascinasse nell’irregolarità e nella possibile imputazione del reato previsto e punito dall’articolo 10 bis del D.Lgs. 286/98 moltissimi cittadini stranieri.
E’ interessante sottolineare come con la Circolare 5715 del 15 settembre 2009 il Ministero abbia compiuto un passo importante nell’adeguamento dell’ordinamento italiano, per quanto concerne la condizione giuridica dello straniero che abbia fatto legittimo affidamento ad un previo permesso di soggiorno rilasciato al fine di consentirgli l’esercizio del diritto alla unità e coesione familiare, indipendentemente dall’ingresso regolare o meno, all’interpretazione che da sempre la Corte di Strasburgo ha dato all’articolo 8 della Cedu (Diritto al rispetto della vita privata e familiare).
La Corte europea dei diritti dell’ uomo infatti, per quanto concerne il rispetto del diritto alla vita privata e all’unità familiare, pur consentendo delle limitazioni, previste dalla legge per la sicurezza dello Stato, ha da sempre sottolineando che: “quanto più si prolunga la procedura - tanto più l’esigenza sottesa allo scopo legittimo perde importanza; parallelamente, più passa il tempo, più l’interesse sotteso alla libera circolazione dell’interessato che è, nella specie, un aspetto del diritto al rispetto della vita privata, prevale sull’interesse alla sicurezza nazionale e alla prevenzione dei reati” (M. c. l’Italie no 12386/86, décision de la Commission du 15 avril 1991, Décisions et rapports (DR) volume 70, p. 59).



#4 Elane

Elane

    Newbie


  • 1 messaggi
  • Iscritto il: 04-novembre 09
  • Sesso:Uomo
  • Nazione:

Inviato 04 novembre 2009 - 18:56

Importantissima novità passata un pò in sordina:

Titolo: Parere circolare del Ministero dell'Interno, numero 5715 del 15 settembre 2009, possibile la conversione da pds rilasciato ex articolo 19 T.U ad altro titolo

Data: 08/10/2009

Descrizione estesa:

PARERE SULLA CIRCOLARE NUMERO 5715 DEL 15 SETTEMBRE 2009

E’ POSSIBILE LA CONVERSIONE DEL PDS RILASCIATO EX ARTICOLO 19 D.LGS 286/98 IN PERMESSO DI SOGGIORNO PER MOTIVI DI LAVORO

Il Ministero dell’Interno dopo anni di contrasti sulla possibilità di convertire il permesso di soggiorno rilasciato ex art. 28 D.P.R. 334/2004, in relazione all’art. 19 del D. Lgs 286/98 a seguito delle novità introdotte dalla legge 94/2009 il noto “pacchetto sicurezza) ha espressamente stabilito la possibilità di conversione del suddetto permesso di soggiorno in permesso di soggiorno per motivi di lavoro subordinato ed autonomo, attesa occupazione e per residenza elettiva lì dove vi siano le condizioni previste dalla legge.
Con questa circolare il Ministero dell’Interno supera la nota giurisprudenza consolidatasi sul punto (fra tutte si rimanda in particolare a Consiglio di Stato, Sez. VI, sentenza n. 1886 del 31 marzo 2009, Tar Veneto Sez Terza, sentenza Sent. n. 140/08 del 14 dicembre 2007) stando alla quale il permesso di soggiorno rilasciato per coesione familiare ex articolo 19 T.U non poteva consentire la conversione in permesso di soggiorno per attesa occupazione o lavoro, in virtù del carattere eccezionale del permesso stesso che non determinava una sanatoria permanente di una posizione in origine irregolare ma “congelava” la situazione di clandestinità sospendendola.
Il Ministero è intervenuto, dopo anni di assenza di chiarezza sul punto, al fine di evitare che la modifica dell’articolo 19 citato introdotta dalla Legge 94/2009, modifica che prevede la possibilità del divieto di espulsione solo in caso di convivenza con parenti italiani e comunitari fino al secondo grado, non trascinasse nell’irregolarità e nella possibile imputazione del reato previsto e punito dall’articolo 10 bis del D.Lgs. 286/98 moltissimi cittadini stranieri.
E’ interessante sottolineare come con la Circolare 5715 del 15 settembre 2009 il Ministero abbia compiuto un passo importante nell’adeguamento dell’ordinamento italiano, per quanto concerne la condizione giuridica dello straniero che abbia fatto legittimo affidamento ad un previo permesso di soggiorno rilasciato al fine di consentirgli l’esercizio del diritto alla unità e coesione familiare, indipendentemente dall’ingresso regolare o meno, all’interpretazione che da sempre la Corte di Strasburgo ha dato all’articolo 8 della Cedu (Diritto al rispetto della vita privata e familiare).
La Corte europea dei diritti dell’ uomo infatti, per quanto concerne il rispetto del diritto alla vita privata e all’unità familiare, pur consentendo delle limitazioni, previste dalla legge per la sicurezza dello Stato, ha da sempre sottolineando che: “quanto più si prolunga la procedura - tanto più l’esigenza sottesa allo scopo legittimo perde importanza; parallelamente, più passa il tempo, più l’interesse sotteso alla libera circolazione dell’interessato che è, nella specie, un aspetto del diritto al rispetto della vita privata, prevale sull’interesse alla sicurezza nazionale e alla prevenzione dei reati” (M. c. l’Italie no 12386/86, décision de la Commission du 15 avril 1991, Décisions et rapports (DR) volume 70, p. 59).






Qualcuno mi saprebbe infomare qual'è la procedura da fare per chiedere la conversione?Grazie!!!!

#5 Domenico

Domenico

    Advanced Member


  • 7179 messaggi
  • Iscritto il: 01-agosto 05
  • Sesso:Uomo
  • Nazione:


Inviato 05 novembre 2009 - 06:48

Qualcuno mi saprebbe infomare qual'è la procedura da fare per chiedere la conversione?Grazie!!!!


Puoi mantere l'attuale pds fino alla scadenza poi, al momento del rinnovo, chiedi il pds per lavoro. Dovrai dimostrare di avere un reddito e un contratto di lavoro per almeno un anno.
Il dettaglio dei documenti richiesti (dalla questura di Trento) lo trovi qui http://www.cinformi....subordinato.pdf
Se alla scadenza dell'attuale pds avrai maturato i 5 anni di residenza in Italia potrai fare una doppia richiesta da pds art. 19 a pds per lavoro e da pds per lavoro a carta di soggiorno.
In bocca al lupo :)




0 utenti stanno leggendo questa discussione

0 iscritti, 0 ospiti, 0 iscritti anonimi


Questa discussione è stata letta da 4 iscritti.