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La Radice Della Diversità Tra Moldavi E Italiani
#1
Inviato 27 aprile 2009 - 01:05
tra moldavi/moldave e italiani/italiane, spesso e volentieri
accentuate da questi nuovi rapporti sentimentali misti così
tanto "figli del nostro tempo" e delle varie situazioni contingenti
come l'immigrazione, l'emigrazione, le diaspore e così via.
Esistono evidenti e non banali differenze tra queste due popolazioni,
a noi più evidenti nella fascia di età che va più o meno dai 25 ai 45
anni, il range di nostro interesse. Le differenze vengono catalogate
qui nel forum sempre in maniera assai puntigliosa, investigando con
precisione sul come e sul quando delle cose, ma mi sembra che non si
pensa mai alle loro effettive cause "sociologiche" (che parolona... )
storiche ed ambientali.
Io lancio il sasso nello stagno, avviando un certo tipo di discorso,
una certa analisi del "perchè profondo" di una situazione che è
vera e tangibile a tutti. Scusate la lunghezza del post ma i concetti
da esprimere non erano pochi.
--------------------------------------------------------------------
Prendiamo come esempio di studio due quarantenni, un italiano e un moldavo.
L'italiano ha una visione del mondo sostanzialmente stabile, e tale
visione coincide più o meno con quella della sua infanzia (circa
anni '70 )
Il suo mondo di riferimento è un mondo che si basa sul capitalismo,
gli risulta chiaro che "i soldi fanno i soldi" e che "chi non
lavora non mangia". Da bambino i riferimenti di cui sentiva parlare
in famiglia, a scuola, per strada erano "la Chiesa cattolica",
i sacerdoti, la Costituzione Italiana, la politica italiana
(Democrazia Cristiana, pentapartito ecc. ), i paesi europei,
l'America (Stati Uniti in particolare, con film, telefilm,
musicisti, paninoteche McDonald ecc. ), il papà con il posto
di lavoro sicuro e stabile, magari statale, il nonno in
pensione che vive bene e pure va in ferie 2 volte all'anno
assieme alla nonna, tutta la famiglia che va fuori a mangiare
la pizza anche più volte alla settimana, oppure al ristorante.
Insomma, l'Italia di quei tempi (o almeno il Nord-Est di quei tempi).
OK, qui da noi molte cose sono cambiate in questi 30/40 anni però
il cambiamento è stato lento e progressivo e in sostanza il "nucleo"
dell'Italia è rimasto sempre quello (i preti son sempre quelli, la
politica alla fine ha cambiato i nomi ma è sempre quella, gli USA
sono sempre presenti e così via)
Solo negli ultimissimi anni il nostro quarantenne vede affacciarsi
problemi seri di tipo economico, lavoro precario, prezzi alle
stelle, pensione che "forse non ci sarà" ecc. , ma per il
resto il "sistema socio-economico di base" italiano è sempre quello.
Il nostro amico italiano vive ancora abbastanza bene in patria,
difficilmente emigrerebbe in un altro paese, e la speranza di
miglioramento non lo abbandona mai.
Il moldavo vive da circa 20 anni in una situazione del tutto
instabile, dopo un primo periodo di circa 20 anni di
stabilità quasi assoluta. Il punto di svolta è stato totale e
drammatico.
Il nostro amico è cresciuto nell'Unione Sovietica, con tutto
quello che ne consegue, in negativo ma anche e soprattutto in
positivo. Da bambino gli avevano fatto credere che l'URSS era
l'unico posto buono dove vivere, e che fuori esisteva solo il
male (e magari non avevano tutti i torti, chi lo sa?)
L'Unione Sovietica ti garantiva l'istruzione, anche quella
universitaria se eri meritevole. In seguito ti garantiva un posto
di lavoro e relativo stipendio, magari un poco basso però
anche tutti gli altri erano sulla stessa tua barca. Trovavi
la ragazza per te, e non avevi più di tanti problemi a
sposarti, tanto l'appartamento te lo dava lo Stato gratis in
comodato o con affitto a prezzo politico, e più figli avevi e
meglio era per tutti. Dopo una vita di lavoro ti davano una
pensione in linea con tutto il resto, e potevi arrivare alla tomba
in una situazione che rispettava sostanzialmente la dignità
della vita umana (più o meno).
Certo, in URSS non esisteva la libertà politica, e anche
quella di pensiero era più che controllata e censurata, non
era assolutamente possibile valicare i confini dell'Unione
(salvo per pochissimi fortunati), tante informazioni relative
all'occidente arrivavano "di contrabbando", nessun moldavo
era andato in ferie alle Bahamas o in Madagascar, oppure
a fare il week-end a Parigi o Londra e così via.
Ma in fondo queste non erano cose fondamentali nell'ambito
di una vita sovietica onesta e dignitosa.
Nel 1989-90 il nostro amico è un bel ragazzotto pieno di
speranze per la vita. Improvvisamente si sente l'eco di
un terremoto, in una manciata di mesi l'URSS intera collassa
e sparisce, tutto il mondo di riferimento del nostro giovane
ragazzo si dissolve in un attimo. La Repubblica Socialista
Sovietica di Moldova evapora, da qualche parte esce una
nuova costituzione liberale e una nuova bandiera, da un momento
all'altro si è liberi di FARE TUTTO, ma adesso i soldi iniziano
a scarseggiare sul serio. Il "rublo artificiale" non esiste più.
Arriva di botto il capitalismo, e non si sa neanche da dove
esce perchè "prima" tutti dicevano che quello era il male
assoluto, i politici cambiano bandiera e diventano tutti
occidentali e liberali, quasi che avessero da sempre dimorato
in terra anglosassone, immersi nelle nebbie londinesi.
Iniziano a muoversi i primi moldavi "furbi", quelli che hanno
capito che il passato sovietico è morto e sepolto e che adesso
si deve camminare con le proprie gambe, "morte tua, vita mia"!
Con trame e tramacci iniziano a mettersi soldi in tasca, spesso
e volentieri truffando in modo scandaloso i loro connazionali
che ancora non hanno capito cosa è realmente successo.
Quei poveretti infatti ancora non sanno che cosa li attende.
Adesso non esiste più uno Stato che ti protegge, che ti da le
tue belle garanzie di vita, spesso chiedendo il prezzo della tua
libertà. Inizia a manifestarsi la differenza tra ricco e povero,
alcuni fanno grandi porcate ma NESSUNO ormai li controlla,
nessuno li manda più in Siberia a meditare sulle loro colpe.
Tutto il sistema di vita del nostro giovane amico moldavo risulta
sconvolto, tutti gli ideali che gli hanno insegnato diventano
meno che carta straccia, il posto di lavoro non è più un
diritto-dovere bensì una mera fortuna, la casa diventa un
sogno irrealizzabile, la vecchiaia un incubo pieno di stenti,
incertezze ed umiliazioni. Anche i politici si trasformano, e
al posto di vecchi burocrati sovietici lenti ma rassicuranti
spuntano "nuovi banditi" pronti solo a monetizzare le occasioni
a loro esclusivo favore (e poco importa degli altri). La vita
di tutti i giorni diventa una giungla fatta di piccola e
grande corruzione, di soprusi legalizzati.
Il nostro ragazzo inizia a rendersi conto che il ricco moldavo
può fare TUTTO (come si vede fare in USA) e il moldavo povero
può solo stare li a fare LA FAME, oppure emigrare altrove.
E poco importa il "come" si emigra, o il "perchè" si emigra.
Un posto di lavoro in occidente? Un sogno di nuova ricchezza
economica, di emancipazione verso quei moldavi che "non si sa
come" sono diventati ricchi in patria? Uno spasimante
occidentale, magari imbranato o troppo maschilista o troppo
mammone, che in patria non lo fila nessuna donna, e che ti
offre di tutto per il tuo "amore"??
Poco importa, basta andare via, con ogni mezzo.
#2
Inviato 27 aprile 2009 - 06:04
Raramente ho letto una analisi più lucida e puntuale della situazione moldava.
Questo post è veramente da incorniciare, sintetizza in maniera mirabile quello che confusamente andiamo ripetendo da cinque anni ormai.
Bravo davvero Boronius!
Questi scritti testimoniano senza ombra di dubbio l'altissimo livello culturale e credibilità del forum che ne fanno un punto di riferimento autorevole per tutti quelli che sono legati a vario titolo alla Moldova.
#3
Inviato 27 aprile 2009 - 07:40
Probabilmenete sarà come dicì tu ma, io l'avrei dipinta in maniera un pò diversa.
A parte tutto BRAVO
Pallino
#4
Inviato 27 aprile 2009 - 10:05
Nel forum si è parlato e si parla spesso di evidenti differenze
tra moldavi/moldave e italiani/italiane, spesso e volentieri
accentuate da questi nuovi rapporti sentimentali misti così
tanto "figli del nostro tempo" e delle varie situazioni contingenti
come l'immigrazione, l'emigrazione, le diaspore e così via.
Esistono evidenti e non banali differenze tra queste due popolazioni,
a noi più evidenti nella fascia di età che va più o meno dai 25 ai 45
anni, il range di nostro interesse. Le differenze vengono catalogate
qui nel forum sempre in maniera assai puntigliosa, investigando con
precisione sul come e sul quando delle cose, ma mi sembra che non si
pensa mai alle loro effettive cause "sociologiche" (che parolona... )
storiche ed ambientali.
Io lancio il sasso nello stagno, avviando un certo tipo di discorso,
una certa analisi del "perchè profondo" di una situazione che è
vera e tangibile a tutti. Scusate la lunghezza del post ma i concetti
da esprimere non erano pochi.
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Prendiamo come esempio di studio due quarantenni, un italiano e un moldavo.
L'italiano ha una visione del mondo sostanzialmente stabile, e tale
visione coincide più o meno con quella della sua infanzia (circa
anni '70 )
Il suo mondo di riferimento è un mondo che si basa sul capitalismo,
gli risulta chiaro che "i soldi fanno i soldi" e che "chi non
lavora non mangia". Da bambino i riferimenti di cui sentiva parlare
in famiglia, a scuola, per strada erano "la Chiesa cattolica",
i sacerdoti, la Costituzione Italiana, la politica italiana
(Democrazia Cristiana, pentapartito ecc. ), i paesi europei,
l'America (Stati Uniti in particolare, con film, telefilm,
musicisti, paninoteche McDonald ecc. ), il papà con il posto
di lavoro sicuro e stabile, magari statale, il nonno in
pensione che vive bene e pure va in ferie 2 volte all'anno
assieme alla nonna, tutta la famiglia che va fuori a mangiare
la pizza anche più volte alla settimana, oppure al ristorante.
Insomma, l'Italia di quei tempi (o almeno il Nord-Est di quei tempi).
OK, qui da noi molte cose sono cambiate in questi 30/40 anni però
il cambiamento è stato lento e progressivo e in sostanza il "nucleo"
dell'Italia è rimasto sempre quello (i preti son sempre quelli, la
politica alla fine ha cambiato i nomi ma è sempre quella, gli USA
sono sempre presenti e così via)
Solo negli ultimissimi anni il nostro quarantenne vede affacciarsi
problemi seri di tipo economico, lavoro precario, prezzi alle
stelle, pensione che "forse non ci sarà" ecc. , ma per il
resto il "sistema socio-economico di base" italiano è sempre quello.
Il nostro amico italiano vive ancora abbastanza bene in patria,
difficilmente emigrerebbe in un altro paese, e la speranza di
miglioramento non lo abbandona mai.
Il moldavo vive da circa 20 anni in una situazione del tutto
instabile, dopo un primo periodo di circa 20 anni di
stabilità quasi assoluta. Il punto di svolta è stato totale e
drammatico.
Il nostro amico è cresciuto nell'Unione Sovietica, con tutto
quello che ne consegue, in negativo ma anche e soprattutto in
positivo. Da bambino gli avevano fatto credere che l'URSS era
l'unico posto buono dove vivere, e che fuori esisteva solo il
male (e magari non avevano tutti i torti, chi lo sa?)
L'Unione Sovietica ti garantiva l'istruzione, anche quella
universitaria se eri meritevole. In seguito ti garantiva un posto
di lavoro e relativo stipendio, magari un poco basso però
anche tutti gli altri erano sulla stessa tua barca. Trovavi
la ragazza per te, e non avevi più di tanti problemi a
sposarti, tanto l'appartamento te lo dava lo Stato gratis in
comodato o con affitto a prezzo politico, e più figli avevi e
meglio era per tutti. Dopo una vita di lavoro ti davano una
pensione in linea con tutto il resto, e potevi arrivare alla tomba
in una situazione che rispettava sostanzialmente la dignità
della vita umana (più o meno).
Certo, in URSS non esisteva la libertà politica, e anche
quella di pensiero era più che controllata e censurata, non
era assolutamente possibile valicare i confini dell'Unione
(salvo per pochissimi fortunati), tante informazioni relative
all'occidente arrivavano "di contrabbando", nessun moldavo
era andato in ferie alle Bahamas o in Madagascar, oppure
a fare il week-end a Parigi o Londra e così via.
Ma in fondo queste non erano cose fondamentali nell'ambito
di una vita sovietica onesta e dignitosa.
Nel 1989-90 il nostro amico è un bel ragazzotto pieno di
speranze per la vita. Improvvisamente si sente l'eco di
un terremoto, in una manciata di mesi l'URSS intera collassa
e sparisce, tutto il mondo di riferimento del nostro giovane
ragazzo si dissolve in un attimo. La Repubblica Socialista
Sovietica di Moldova evapora, da qualche parte esce una
nuova costituzione liberale e una nuova bandiera, da un momento
all'altro si è liberi di FARE TUTTO, ma adesso i soldi iniziano
a scarseggiare sul serio. Il "rublo artificiale" non esiste più.
Arriva di botto il capitalismo, e non si sa neanche da dove
esce perchè "prima" tutti dicevano che quello era il male
assoluto, i politici cambiano bandiera e diventano tutti
occidentali e liberali, quasi che avessero da sempre dimorato
in terra anglosassone, immersi nelle nebbie londinesi.
Iniziano a muoversi i primi moldavi "furbi", quelli che hanno
capito che il passato sovietico è morto e sepolto e che adesso
si deve camminare con le proprie gambe, "morte tua, vita mia"!
Con trame e tramacci iniziano a mettersi soldi in tasca, spesso
e volentieri truffando in modo scandaloso i loro connazionali
che ancora non hanno capito cosa è realmente successo.
Quei poveretti infatti ancora non sanno che cosa li attende.
Adesso non esiste più uno Stato che ti protegge, che ti da le
tue belle garanzie di vita, spesso chiedendo il prezzo della tua
libertà. Inizia a manifestarsi la differenza tra ricco e povero,
alcuni fanno grandi porcate ma NESSUNO ormai li controlla,
nessuno li manda più in Siberia a meditare sulle loro colpe.
Tutto il sistema di vita del nostro giovane amico moldavo risulta
sconvolto, tutti gli ideali che gli hanno insegnato diventano
meno che carta straccia, il posto di lavoro non è più un
diritto-dovere bensì una mera fortuna, la casa diventa un
sogno irrealizzabile, la vecchiaia un incubo pieno di stenti,
incertezze ed umiliazioni. Anche i politici si trasformano, e
al posto di vecchi burocrati sovietici lenti ma rassicuranti
spuntano "nuovi banditi" pronti solo a monetizzare le occasioni
a loro esclusivo favore (e poco importa degli altri). La vita
di tutti i giorni diventa una giungla fatta di piccola e
grande corruzione, di soprusi legalizzati.
Il nostro ragazzo inizia a rendersi conto che il ricco moldavo
può fare TUTTO (come si vede fare in USA) e il moldavo povero
può solo stare li a fare LA FAME, oppure emigrare altrove.
E poco importa il "come" si emigra, o il "perchè" si emigra.
Un posto di lavoro in occidente? Un sogno di nuova ricchezza
economica, di emancipazione verso quei moldavi che "non si sa
come" sono diventati ricchi in patria? Uno spasimante
occidentale, magari imbranato o troppo maschilista o troppo
mammone, che in patria non lo fila nessuna donna, e che ti
offre di tutto per il tuo "amore"??
Poco importa, basta andare via, con ogni mezzo.
Ottimo pensiero...
Politicamente gli stessi comunisti che allora dividevano il pane con altri hanno a loro volta approfittato della situazione come gli altri... e quindi l'aiuto sociale e' venuto a mancare proprio da chi invece dovrebbe farse una bandiera (tradotto la stessa Russia ha criticato il gruzzolo di alcuni esponenti politici se rapportati alla situazione economica moldava che stride e non di poco...)
Poi la nazione giovane,instabile e governata da persone senza una valida competenza o esperienza ha fatto il resto...
Si va via da una nazione in cui l'agricolutura non e' ammodernata...dove si volge lo sguardo al cielo per chiedere clementa al METEO... dove si spera che le rimesse dei sacrificati o esasperati che vivono e lavorano in Europa siano sufficienti per mettere una pezza al sistema assolutamente inefficiente...
Dove si guarda al politico e al proprio partito piu' come una abitudine o come 1 riferimento etnico ideologico piu' che per il suo programma effettivo...
Dove l'informazione per quanto presumibilmente libera e varia e' abbastanza "taroccata" perche' la tv puo' offrire solo 1 assaggio della situazione in altre nazioni... ma poi trovarci di persona e' ben altra cosa...
Se si va via come tu ben sai e' per motivi validi o per esasperazioni o illusioni...
Vuol dire che per alcuni la Moldova non soddisfa...
#5
Inviato 27 aprile 2009 - 10:16
Complimenti Boronius!
Raramente ho letto una analisi più lucida e puntuale della situazione moldava.
Questo post è veramente da incorniciare, sintetizza in maniera mirabile quello che confusamente andiamo ripetendo da cinque anni ormai.
Bravo davvero Boronius!
Questi scritti testimoniano senza ombra di dubbio l'altissimo livello culturale e credibilità del forum che ne fanno un punto di riferimento autorevole per tutti quelli che sono legati a vario titolo alla Moldova.
Praticamente ha detto quanto e' difficile per alcuni cullati dal protezionismo ritrovarsi di fatto a competere ed arrangiarsi in 1 qualche modo...
Ha detto appunto che veniva garantito sicuro 5 quando invece adesso si puo' ottenere 10 come 1... praticamente l'equilibrio limitante ma anche garantista si e' perso...
Guarda che di quel "comunismo" io ho rispetto... non mi piace nemmeno a me vedere inalzato il prezzo dei servizi e tra un po' forse anche la negazione di 1 adeguata istruzione scolastica statale (parlo dell'Italia).
Io sono contro il capitalismo selvaggio e critico molto la perdita degli aiuti e valori sociali...
Solo che come tu ben sai sono cambiate alcune cose e appunto quelli che hanno cambiato meno pelle sono proprio i "comunisti".Gli "altri" hanno fatto i loro errori provocando anche dei danni... ma almeno si sono evoluti nel bene e nel male...
In Ue ci si entra con 1 mentalita' piu' libera e aperta rispetto a quella protezionistica... per questo se il PCRM ci vuole entrare deve migliorare la propria politica in quanto lo stesso quadro e' mutato... vuole essere una critica come anche un consiglio...dipende da quanto il PCRM come anche voi riflettete su queste parole... quando parlavo di 1 PCRM diverso intendevo proprio questo... solido nelle basi da non essere troppo snaturato... ma nemmeno cosi chiuso e ottuso nella mentalita' da voler fare leggi secondo dottrina e non secondo il problema...
Messaggio modificato da alex77fe il 27 aprile 2009 - 10:19
#6
Inviato 27 aprile 2009 - 11:07
Ciao
Pallino
#7
Inviato 27 aprile 2009 - 14:53
#8
Inviato 27 aprile 2009 - 15:06
Nel forum si è parlato e si parla spesso di evidenti differenze
tra moldavi/moldave e italiani/italiane, spesso e volentieri
accentuate da questi nuovi rapporti sentimentali misti così
tanto "figli del nostro tempo" e delle varie situazioni contingenti
come l'immigrazione, l'emigrazione, le diaspore e così via.
Esistono evidenti e non banali differenze tra queste due popolazioni,
a noi più evidenti nella fascia di età che va più o meno dai 25 ai 45
anni, il range di nostro interesse. Le differenze vengono catalogate
qui nel forum sempre in maniera assai puntigliosa, investigando con
precisione sul come e sul quando delle cose, ma mi sembra che non si
pensa mai alle loro effettive cause "sociologiche" (che parolona... )
storiche ed ambientali.
Io lancio il sasso nello stagno, avviando un certo tipo di discorso,
una certa analisi del "perchè profondo" di una situazione che è
vera e tangibile a tutti. Scusate la lunghezza del post ma i concetti
da esprimere non erano pochi.
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Prendiamo come esempio di studio due quarantenni, un italiano e un moldavo.
L'italiano ha una visione del mondo sostanzialmente stabile, e tale
visione coincide più o meno con quella della sua infanzia (circa
anni '70 )
Il suo mondo di riferimento è un mondo che si basa sul capitalismo,
gli risulta chiaro che "i soldi fanno i soldi" e che "chi non
lavora non mangia". Da bambino i riferimenti di cui sentiva parlare
in famiglia, a scuola, per strada erano "la Chiesa cattolica",
i sacerdoti, la Costituzione Italiana, la politica italiana
(Democrazia Cristiana, pentapartito ecc. ), i paesi europei,
l'America (Stati Uniti in particolare, con film, telefilm,
musicisti, paninoteche McDonald ecc. ), il papà con il posto
di lavoro sicuro e stabile, magari statale, il nonno in
pensione che vive bene e pure va in ferie 2 volte all'anno
assieme alla nonna, tutta la famiglia che va fuori a mangiare
la pizza anche più volte alla settimana, oppure al ristorante.
Insomma, l'Italia di quei tempi (o almeno il Nord-Est di quei tempi).
OK, qui da noi molte cose sono cambiate in questi 30/40 anni però
il cambiamento è stato lento e progressivo e in sostanza il "nucleo"
dell'Italia è rimasto sempre quello (i preti son sempre quelli, la
politica alla fine ha cambiato i nomi ma è sempre quella, gli USA
sono sempre presenti e così via)
Solo negli ultimissimi anni il nostro quarantenne vede affacciarsi
problemi seri di tipo economico, lavoro precario, prezzi alle
stelle, pensione che "forse non ci sarà" ecc. , ma per il
resto il "sistema socio-economico di base" italiano è sempre quello.
Il nostro amico italiano vive ancora abbastanza bene in patria,
difficilmente emigrerebbe in un altro paese, e la speranza di
miglioramento non lo abbandona mai.
Il moldavo vive da circa 20 anni in una situazione del tutto
instabile, dopo un primo periodo di circa 20 anni di
stabilità quasi assoluta. Il punto di svolta è stato totale e
drammatico.
Il nostro amico è cresciuto nell'Unione Sovietica, con tutto
quello che ne consegue, in negativo ma anche e soprattutto in
positivo. Da bambino gli avevano fatto credere che l'URSS era
l'unico posto buono dove vivere, e che fuori esisteva solo il
male (e magari non avevano tutti i torti, chi lo sa?)
L'Unione Sovietica ti garantiva l'istruzione, anche quella
universitaria se eri meritevole. In seguito ti garantiva un posto
di lavoro e relativo stipendio, magari un poco basso però
anche tutti gli altri erano sulla stessa tua barca. Trovavi
la ragazza per te, e non avevi più di tanti problemi a
sposarti, tanto l'appartamento te lo dava lo Stato gratis in
comodato o con affitto a prezzo politico, e più figli avevi e
meglio era per tutti. Dopo una vita di lavoro ti davano una
pensione in linea con tutto il resto, e potevi arrivare alla tomba
in una situazione che rispettava sostanzialmente la dignità
della vita umana (più o meno).
Certo, in URSS non esisteva la libertà politica, e anche
quella di pensiero era più che controllata e censurata, non
era assolutamente possibile valicare i confini dell'Unione
(salvo per pochissimi fortunati), tante informazioni relative
all'occidente arrivavano "di contrabbando", nessun moldavo
era andato in ferie alle Bahamas o in Madagascar, oppure
a fare il week-end a Parigi o Londra e così via.
Ma in fondo queste non erano cose fondamentali nell'ambito
di una vita sovietica onesta e dignitosa.
Nel 1989-90 il nostro amico è un bel ragazzotto pieno di
speranze per la vita. Improvvisamente si sente l'eco di
un terremoto, in una manciata di mesi l'URSS intera collassa
e sparisce, tutto il mondo di riferimento del nostro giovane
ragazzo si dissolve in un attimo. La Repubblica Socialista
Sovietica di Moldova evapora, da qualche parte esce una
nuova costituzione liberale e una nuova bandiera, da un momento
all'altro si è liberi di FARE TUTTO, ma adesso i soldi iniziano
a scarseggiare sul serio. Il "rublo artificiale" non esiste più.
Arriva di botto il capitalismo, e non si sa neanche da dove
esce perchè "prima" tutti dicevano che quello era il male
assoluto, i politici cambiano bandiera e diventano tutti
occidentali e liberali, quasi che avessero da sempre dimorato
in terra anglosassone, immersi nelle nebbie londinesi.
Iniziano a muoversi i primi moldavi "furbi", quelli che hanno
capito che il passato sovietico è morto e sepolto e che adesso
si deve camminare con le proprie gambe, "morte tua, vita mia"!
Con trame e tramacci iniziano a mettersi soldi in tasca, spesso
e volentieri truffando in modo scandaloso i loro connazionali
che ancora non hanno capito cosa è realmente successo.
Quei poveretti infatti ancora non sanno che cosa li attende.
Adesso non esiste più uno Stato che ti protegge, che ti da le
tue belle garanzie di vita, spesso chiedendo il prezzo della tua
libertà. Inizia a manifestarsi la differenza tra ricco e povero,
alcuni fanno grandi porcate ma NESSUNO ormai li controlla,
nessuno li manda più in Siberia a meditare sulle loro colpe.
Tutto il sistema di vita del nostro giovane amico moldavo risulta
sconvolto, tutti gli ideali che gli hanno insegnato diventano
meno che carta straccia, il posto di lavoro non è più un
diritto-dovere bensì una mera fortuna, la casa diventa un
sogno irrealizzabile, la vecchiaia un incubo pieno di stenti,
incertezze ed umiliazioni. Anche i politici si trasformano, e
al posto di vecchi burocrati sovietici lenti ma rassicuranti
spuntano "nuovi banditi" pronti solo a monetizzare le occasioni
a loro esclusivo favore (e poco importa degli altri). La vita
di tutti i giorni diventa una giungla fatta di piccola e
grande corruzione, di soprusi legalizzati.
Il nostro ragazzo inizia a rendersi conto che il ricco moldavo
può fare TUTTO (come si vede fare in USA) e il moldavo povero
può solo stare li a fare LA FAME, oppure emigrare altrove.
E poco importa il "come" si emigra, o il "perchè" si emigra.
Un posto di lavoro in occidente? Un sogno di nuova ricchezza
economica, di emancipazione verso quei moldavi che "non si sa
come" sono diventati ricchi in patria? Uno spasimante
occidentale, magari imbranato o troppo maschilista o troppo
mammone, che in patria non lo fila nessuna donna, e che ti
offre di tutto per il tuo "amore"??
Poco importa, basta andare via, con ogni mezzo.
[/quote
Veramente bravo!
#9
Inviato 27 aprile 2009 - 15:21
Ti faccio i complimenti per come hai analizzato la differenza tra il quarantenne italiano ed l quarantenne moldavo...siccome io credo che tu sia italiano..come hai fatto ad analizzare in modo così dettagliato la vita di quest'ultimo?
Perche' Boronius ha un amante 40enne moldavo!....
Scherzo...
#10
Inviato 27 aprile 2009 - 16:35
Nel forum si è parlato e si parla spesso di evidenti differenze
tra moldavi/moldave e italiani/italiane, spesso e volentieri
accentuate da questi nuovi rapporti sentimentali misti così
tanto "figli del nostro tempo" e delle varie situazioni contingenti
come l'immigrazione, l'emigrazione, le diaspore e così via.
Esistono evidenti e non banali differenze tra queste due popolazioni,
a noi più evidenti nella fascia di età che va più o meno dai 25 ai 45
anni, il range di nostro interesse. Le differenze vengono catalogate
qui nel forum sempre in maniera assai puntigliosa, investigando con
precisione sul come e sul quando delle cose, ma mi sembra che non si
pensa mai alle loro effettive cause "sociologiche" (che parolona... )
storiche ed ambientali.
Io lancio il sasso nello stagno, avviando un certo tipo di discorso,
una certa analisi del "perchè profondo" di una situazione che è
vera e tangibile a tutti. Scusate la lunghezza del post ma i concetti
da esprimere non erano pochi.
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Prendiamo come esempio di studio due quarantenni, un italiano e un moldavo.
L'italiano ha una visione del mondo sostanzialmente stabile, e tale
visione coincide più o meno con quella della sua infanzia (circa
anni '70 )
Il suo mondo di riferimento è un mondo che si basa sul capitalismo,
gli risulta chiaro che "i soldi fanno i soldi" e che "chi non
lavora non mangia". Da bambino i riferimenti di cui sentiva parlare
in famiglia, a scuola, per strada erano "la Chiesa cattolica",
i sacerdoti, la Costituzione Italiana, la politica italiana
(Democrazia Cristiana, pentapartito ecc. ), i paesi europei,
l'America (Stati Uniti in particolare, con film, telefilm,
musicisti, paninoteche McDonald ecc. ), il papà con il posto
di lavoro sicuro e stabile, magari statale, il nonno in
pensione che vive bene e pure va in ferie 2 volte all'anno
assieme alla nonna, tutta la famiglia che va fuori a mangiare
la pizza anche più volte alla settimana, oppure al ristorante.
Insomma, l'Italia di quei tempi (o almeno il Nord-Est di quei tempi).
OK, qui da noi molte cose sono cambiate in questi 30/40 anni però
il cambiamento è stato lento e progressivo e in sostanza il "nucleo"
dell'Italia è rimasto sempre quello (i preti son sempre quelli, la
politica alla fine ha cambiato i nomi ma è sempre quella, gli USA
sono sempre presenti e così via)
Solo negli ultimissimi anni il nostro quarantenne vede affacciarsi
problemi seri di tipo economico, lavoro precario, prezzi alle
stelle, pensione che "forse non ci sarà" ecc. , ma per il
resto il "sistema socio-economico di base" italiano è sempre quello.
Il nostro amico italiano vive ancora abbastanza bene in patria,
difficilmente emigrerebbe in un altro paese, e la speranza di
miglioramento non lo abbandona mai.
Il moldavo vive da circa 20 anni in una situazione del tutto
instabile, dopo un primo periodo di circa 20 anni di
stabilità quasi assoluta. Il punto di svolta è stato totale e
drammatico.
Il nostro amico è cresciuto nell'Unione Sovietica, con tutto
quello che ne consegue, in negativo ma anche e soprattutto in
positivo. Da bambino gli avevano fatto credere che l'URSS era
l'unico posto buono dove vivere, e che fuori esisteva solo il
male (e magari non avevano tutti i torti, chi lo sa?)
L'Unione Sovietica ti garantiva l'istruzione, anche quella
universitaria se eri meritevole. In seguito ti garantiva un posto
di lavoro e relativo stipendio, magari un poco basso però
anche tutti gli altri erano sulla stessa tua barca. Trovavi
la ragazza per te, e non avevi più di tanti problemi a
sposarti, tanto l'appartamento te lo dava lo Stato gratis in
comodato o con affitto a prezzo politico, e più figli avevi e
meglio era per tutti. Dopo una vita di lavoro ti davano una
pensione in linea con tutto il resto, e potevi arrivare alla tomba
in una situazione che rispettava sostanzialmente la dignità
della vita umana (più o meno).
Certo, in URSS non esisteva la libertà politica, e anche
quella di pensiero era più che controllata e censurata, non
era assolutamente possibile valicare i confini dell'Unione
(salvo per pochissimi fortunati), tante informazioni relative
all'occidente arrivavano "di contrabbando", nessun moldavo
era andato in ferie alle Bahamas o in Madagascar, oppure
a fare il week-end a Parigi o Londra e così via.
Ma in fondo queste non erano cose fondamentali nell'ambito
di una vita sovietica onesta e dignitosa.
Nel 1989-90 il nostro amico è un bel ragazzotto pieno di
speranze per la vita. Improvvisamente si sente l'eco di
un terremoto, in una manciata di mesi l'URSS intera collassa
e sparisce, tutto il mondo di riferimento del nostro giovane
ragazzo si dissolve in un attimo. La Repubblica Socialista
Sovietica di Moldova evapora, da qualche parte esce una
nuova costituzione liberale e una nuova bandiera, da un momento
all'altro si è liberi di FARE TUTTO, ma adesso i soldi iniziano
a scarseggiare sul serio. Il "rublo artificiale" non esiste più.
Arriva di botto il capitalismo, e non si sa neanche da dove
esce perchè "prima" tutti dicevano che quello era il male
assoluto, i politici cambiano bandiera e diventano tutti
occidentali e liberali, quasi che avessero da sempre dimorato
in terra anglosassone, immersi nelle nebbie londinesi.
Iniziano a muoversi i primi moldavi "furbi", quelli che hanno
capito che il passato sovietico è morto e sepolto e che adesso
si deve camminare con le proprie gambe, "morte tua, vita mia"!
Con trame e tramacci iniziano a mettersi soldi in tasca, spesso
e volentieri truffando in modo scandaloso i loro connazionali
che ancora non hanno capito cosa è realmente successo.
Quei poveretti infatti ancora non sanno che cosa li attende.
Adesso non esiste più uno Stato che ti protegge, che ti da le
tue belle garanzie di vita, spesso chiedendo il prezzo della tua
libertà. Inizia a manifestarsi la differenza tra ricco e povero,
alcuni fanno grandi porcate ma NESSUNO ormai li controlla,
nessuno li manda più in Siberia a meditare sulle loro colpe.
Tutto il sistema di vita del nostro giovane amico moldavo risulta
sconvolto, tutti gli ideali che gli hanno insegnato diventano
meno che carta straccia, il posto di lavoro non è più un
diritto-dovere bensì una mera fortuna, la casa diventa un
sogno irrealizzabile, la vecchiaia un incubo pieno di stenti,
incertezze ed umiliazioni. Anche i politici si trasformano, e
al posto di vecchi burocrati sovietici lenti ma rassicuranti
spuntano "nuovi banditi" pronti solo a monetizzare le occasioni
a loro esclusivo favore (e poco importa degli altri). La vita
di tutti i giorni diventa una giungla fatta di piccola e
grande corruzione, di soprusi legalizzati.
Il nostro ragazzo inizia a rendersi conto che il ricco moldavo
può fare TUTTO (come si vede fare in USA) e il moldavo povero
può solo stare li a fare LA FAME, oppure emigrare altrove.
E poco importa il "come" si emigra, o il "perchè" si emigra.
Un posto di lavoro in occidente? Un sogno di nuova ricchezza
economica, di emancipazione verso quei moldavi che "non si sa
come" sono diventati ricchi in patria? Uno spasimante
occidentale, magari imbranato o troppo maschilista o troppo
mammone, che in patria non lo fila nessuna donna, e che ti
offre di tutto per il tuo "amore"??
Poco importa, basta andare via, con ogni mezzo.
#11
Inviato 27 aprile 2009 - 17:04
#12
Inviato 27 aprile 2009 - 17:20
#13
Inviato 28 aprile 2009 - 10:35
Ciao Alfredo!!Perche' Boronius ha un amante 40enne moldavo!....
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Scherzo...
Per fortuna che li in Chisinau non mi perdi mai l'allegria...
Comunque,
è ovvio che il "40enne" moldavo (maschio) si può intendere
anche come una 40enne moldava (femmina). Le differenze
nel discorso sono in pratica nulle.
Ho fatto riferimento a ipotetici personaggi maschili per uscire
un poco dai luoghi comuni. Qui da noi se si parla di una donna
moldava che va via dalla Moldova e viene in Italia si pensa
subito male, non si pensa (o non si vuole pensare) alle
cause effettive. Con un uomo invece le cose sono più
semplici e lineari.
Le donne moldave sopra ai 35 anni circa hanno avuto
quasi tutte esperienze matrimoniali in età abbastanza
giovanile (per le mode dell'Italia di oggi), spesso finite
male e con figli a carico, e quindi il mio discorso e il
mio esempio dovevano per forza diventare assai più
complessi.
Un bel argomento di discussione però!!!
Differenze tra una donna italiana di 35/40 anni e la sua
omologa moldava. Chi ha avuto vita più facile??
Altro argomento assai interessante (io personalmente conosco
almeno due di questi casi) :
Perchè esistono persone moldave, anche abbastanza
giovani, che nonostante la situazione "anche" personale
assai disagiata assolutamente non vogliono lasciare la
Moldova, la loro Patria, avendone la effettiva possibilità
(e non facendo il loro interesse e quindi auto-danneggiandosi)?
#14
Inviato 28 aprile 2009 - 11:06
Differenze tra una donna italiana di 35/40 anni e la sua
omologa moldava. Chi ha avuto vita più facile??
e un argomento sicuramente interessante...
ma ...a questa domanda c'è una sola risposta ...ed é ovvia....
#15
Inviato 28 aprile 2009 - 11:22
Prendiamo come esempio di studio due quarantenni, un italiano e un moldavo.
L'italiano ha una visione del mondo sostanzialmente stabile, e tale
visione coincide più o meno con quella della sua infanzia (circa
anni '70)
Il suo mondo di riferimento è...
La televisione commerciale e la pubblicità che gli ha fatto sognare di poter continuare a crescere e vivere in un mondo fatto di ricchezza e in continua crescita.
Il moldavo vive da circa 20 anni in una situazione del tutto
instabile, dopo un primo periodo di circa 20 anni di
stabilità quasi assoluta. Il punto di svolta è stato totale e
drammatico.
Il nostro amico è cresciuto nell'Unione Sovietica...
L'amico invece è cresciuto con la tv di stato priva consumismo e pubblicità, che gli ha fatto credere di poter vivere in uno stato sociale che lo avrebbe assistito dalla culla alla tomba.
Poco importa, basta andare via, con ogni mezzo.
Sia il cittadino dell'est, come quello dell'ovest, sono stati traditi dalla televisione e ora sono in fuga dalle proprie patrie.
#16
Inviato 28 aprile 2009 - 15:40
#17
Inviato 28 aprile 2009 - 15:56
Ciao
Pallino.
#18
Inviato 28 aprile 2009 - 17:45
La situazione che citi tu esiste di sicuro, ma non è affatto stabile (per laEbbene un motivo ci sta..... tantissime di queste non hanno avuto difficolta a rimorchiare, e farsi mantenere a tempo indeterminato dal vecchietto di turno Turist in Moldova, che di tanto in tanto va a fare la puntatina in MD dalla sua bella....
donna moldava). In Moldova di belle donne ce ne sono a vagonate,
il nostro "vecchietto" potrebbe anche cambiare bersaglio dopo qualche
mese...
Inoltre ci sono anche (e soprattutto) uomini moldavi che si
rifiutano di emigrare, avendone la possibilità (e come già detto
auto-danneggiandosi).
Questi che hanno, la "vecchietta" ??
Molto meno di quello che si pensa (i soliti luoghi comuni... )... L'IDIOTA da mungere. Questo il piu' grande bussiness che esiste in Moldavia
Uno straniero che fa queste cose in Moldova dimostra una grande
capacità di spesa, una situazione di certo inusuale e non di massa.
E' privo di logica andare in Moldova e sperperare queste cifre solo
per fare sesso. Il nostro "vecchietto abbiente" troverebbe di sicuro
più comodo ed economico noleggiarsi qualche brava prostituta
direttamente in Patria (e non si può tirar fuori la scusa della
fidanzata o moglie italiana che potrebbe beccarlo, tanto queste
cose si fanno correntemente, senza per forza sdoganarsi in
Repubblica di Moldova).
NO, nel tuo discorso i conti non tornano....
#19
Inviato 28 aprile 2009 - 18:45
Raporto genitore-figlio e un altro detaglio che in moldavia dev'essere svilupato in modo correto e cosi via.Ci sono tanti belli esempi da portare dall'italia ma anche da tutto il mondo ed io sarei la prima a seguire il mondo!!!
#20
Inviato 29 aprile 2009 - 04:13
(citazione di Bonorius) Esistono persone Moldave anche abbastanza giovani, che assolutamente non vogliono lasciare il loro paese...aggiungo:(Non sono nemmeno piu' tanto carine come era una volta la gioventu' in Moldova) Ebbene un motivo ci sta..... tantissime di queste non hanno avuto difficolta a rimorchiare, e farsi mantenere a tempo indeterminato dal vecchietto di turno Turist in Moldova, che di tanto in tanto va a fare la puntatina in MD dalla sua bella.... che manda soldi ,regali, e l' automobile bella, e sulla carta di credito non le fa mancare mai il credito, ci sta pure chi riesce a farsi comprare l'appartamento.... mentre Lei se la spassa con il suo amichetto, o amichetti Moldavi per tutto il tempo che lo Stronzo e lontano. Tantissime passano giorni interi a scimmiottare con web cam ad Internet cercando in tutto il mondo anche loro L'IDIOTA da mungere. Questo il piu' grande bussiness che esiste in Moldavia
E' un pò il gioco delle parti. Ambedue sanno di recitare una parte: il "vecchietto" sa benissimo che la ragazza sta con lui per il suo portafoglio e lei sa benissimo che l'unico cosa che interessa a lui è il suo basso ventre. I loro incontri in Moldova sono da equiparare ad una recita teatrale di cui ambedue conoscono a memoria la parte.
Poi entrano in gioco le illusioni: lui si illude di essere ancora, malgrado l'età, avvenente e desiderabile, lei si illude che la vita è tutta lì, nel denaro che lui le manda, nei vestiti firmati, nella bella vita che conduce con i soldi di lui.
E' la saga delle illusioni!
Ho visto diverse volte queste "coppie" male assortite in giro per Chisinau, nei loro occhi non si scorge mai un lampo di felicità, hanno sempre quell'aria annoiata, di attori che sanno di dover recitare il copione tristemente noto: la passeggiata mattutina, la sosta in qualche ristorante, il riposino pomeridiano, la sera ancora in giro in qualche locale, la notte in qualche camera anonima con lui che esce di scena per rientrare con una cialda di Cialis in corpo.
E' a questo punto che il copione impone la cosiddetta "scena madre", dove i protagonisti devono dare il meglio di se stessi, dove si raggiunge il top della loro arte mistificatrice, la scena che ambedue aspettano, lui con malcelata preoccupazione, lei con una punta di disagio: la scena della trombata.
Nel finale, con la trombata, va in scena la squallida rappresentazione delle debolezze umane, si raggiunge la sintesi, la spiegazione del tutto. Praticamente tutta la commedia vive in funzione dell' ultima scena dove si raggiunge la sintesi di tutte le emozioni, come nella corrida dove il toreador irretisce il toro per prepararlo alla stoccata finale.
Messaggio modificato da nikita il 29 aprile 2009 - 05:39




















